“Il libro dell’amore proibito”. Intervista a Mario Desiati e recensione di Iannozzi Giuseppe

Il libro dell’amore proibito

Intervista a Mario Desiati

di Iannozzi Giuseppe

Esistono libri o scritti bene o male, e questo è un fatto assodato. Per diverse ragioni, un libro scritto male non cattura l’attenzione del lettore. Di storie scritte male, che non stanno né in cielo né in terra, ahinoi, tante. Il libro dell’amore proibito di Mario Desiati è una rara perla letteraria. Desiati cattura l’attenzione del lettore sin dall’incipit. Impossibile staccare gli occhi e il cuore, e la mente anche, dall’amore proibito, perché se suo carattere è d’esser detto proibito allora non può che essere bello, una forma d’amore che solo pochi Dèi hanno osato vivere sino in fondo accentandone conseguenze e dovuto appagamento.
Se Eros abbia mai conosciuto o contemplato concetti quali moralità e immoralità non c’è dato di sapere, in ogni caso non con certezza sopraffina; ma da tempo, da tanto tempo, Eros ha riconosciuto che nemmeno un Dio può amare sul serio se non ha in sé ben radicato e forte sentimento di libertà, di ribellione. Perché amare è il più grande atto di ribellione che Dèi e uomini possano muovere contro regole, istituzioni e costrizioni che vorrebbero loro e l’amor loro in catene.
Ne Il libro dell’amore proibito di Mario Desiati, un giovane studente s’innamora della sua professoressa; insieme scelgono di sfidare la sporcizia e l’ipocrisia dell’attuale moralità istituzionale. Forse angeli ribelli, Veleno e Donatella, per dichiararsi liberi di scegliere, di amarsi, spezzano gli anelli di quelle catene che li legano al marmo. Mario Desiati ci ricorda che la libertà è la possibilità di scegliere e non essere giudicati, perché l’unico imperdonabile peccato è quello di spegnere l’amore lasciando che sia qualcun altro a scegliere per noi chi amare e chi invece no.

Mario Desiati (1977) originario di Martina Franca, vive a Roma. È autore tra gli altri di Neppure quando è notte, Vita precaria e amore eterno, Il paese delle spose infelici (da cui è tratto l’omonimo film di Pippo Mezzapesa) e Ternitti (finalista al premio Strega 2011).

Il libro dell’amore proibito – Mario Desiati – Mondadori – Collana: Scrittori Italiani e Stranieri – ISBN 9788804625001 – 204 pagine – € 17,50

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freccialeggi il primo capitolo

1. Mario Desiati, il tuo ultimo romanzo è “Il libro dell’amore proibito”. Prima di affrontare nel dettaglio la tua ultima fatica: non temi ci sia il rischio di inflazionare l’amore raccontandolo? Ho l’impressione che, oggi, un po’ tutti parlino d’amore ma che lo pratichino davvero poco e comunque sfoggiando quasi sempre arroganza e ipocrisia.

Magari qualcuno ne parla perché lo cerca, potrebbe essere un’altra valida alternativa a chi ne parla e non lo pratica. Spesso gli scrittori nei libri chiedono aiuto. (a volte anche i lettori direi)

2. Leggendo il tuo libro, la colonna sonora che subito mi è venuta in mente è stata Signora bionda dei ciliegi di Ivan Graziani. Bene o male, tutti noi, sui banchi di scuola, ci siamo presi una cotta per una o più insegnanti. Veleno però non si prende una semplice cotta. Lui perde la trebisonda per un amore ostinato; e nella sua vita Donatella diventa presto la sua unica ragione di vita per un amore in rivoluzione. Da dove hai preso spunto per scrivere la storia di Donatella e Veleno?

Da un muretto a secco e da un ciuffo d’edera che cresceva grazie al muro. Cosa c’è di più difficile di un amore proibito? E ancor più proibito una storia tra insegnante donna e studente maschio? È stato un tentativo, tra romanzesco e fiabesco, non so se ci sono riuscito.

Mario Desiati

Mario Desiati

3. Donatella Tedesco intrattiene diverse relazioni con i suoi allievi, delle relazioni complete. E non disdegna di essere amata contemporaneamente da più ragazzi. E però Veleno l’attrae più degli altri. “Il libro dell’amore proibito” è un lavoro molto carnale, sopra le righe, un lavoro che potrebbe forse scandalizzare qualche benpensante. Che mi puoi dire a tal riguardo?

Lo scandalo è il pane degli scrittori, ma devo dire ammettere che tranne un paio di occasioni non ho vissuto l’agognata onda dello scandalo. Ne sono un po’ rattristato.

4. Donatella viene presto accusata di abuso sessuale sui minori. Mario Desiati, con questo romanzo intendevi forse attirare l’attenzione di qualcuno, e se sì, per quali motivi?

No.

5. Donatella e Veleno vengono separati, dallo Stato, dalla Legge dello Stato. Ciò nonostante il giovane, anzi il giovanissimo Veleno non si scoraggia e giura amore eterno a Donatella sfidando la società e le sue convenzioni. Veleno è un ribelle, un boxeur! Non ti sembra un po’ surreale che un ragazzino si innamori di una donna che ha il doppio dei suoi anni promettendole fedeltà eterna?

Se non credi alla fedeltà a 15 anni quando ci credi?

6. “Il libro dell’amore proibito” è al tempo stesso un romanzo sulla purezza dell’amore, sulla sua carnalità ma anche sulla trasgressione. E’ così, Mario Desiati? Puoi motivare la tua risposta?

Hai centrato, ma credo che non posso motivare, non è il mio mestiere, se inizio a spiegare le cose che scrivo forse ho sbagliato mestiere.

7. La tua ultima fatica è, per certi versi, anche una preghiera, proibita però! Tu, Mario Desiati, chi o quali convenzioni scavalcheresti a piè pari per ottenere la felicità, anche se giudicata proibita dalla società?

Il tempo, vorrei rifare sempre le scuole superiori, anche adesso, mi piacerebbe essere pagato per studiare, fare i compiti, andare in gita, organizzare il MACp100. Credo di essere molto nello spirito dei tempi odierni, un’eterna adolescenza anche quando i capelli si fanno bianchi e ti vengono le rughe in faccia.

8. Quanto c’è di Mario Desiati nel personaggio di Veleno?

77 per cento… mi piace dargli questa percentuale. Veleno è una maschera, e tornerà anche in altri libri. È un perenne adolescente, possiede un veleno che lo tiene lontano dall’età biologica, a trenta come a sessanta anni è sempre lo stesso. È un’ossessione che condivido con il protagonista, quella di cercare somiglianze del carattere nel nome.

9. Ma non c’è solo Veleno, ci sono anche Walter e Azzurra nel tuo ultimo romanzo. Walter, dopo un grave incidente, rimane paralizzato. Questo però non gli impedisce di vivere, di continuare ad amare l’umanità, e di amare Azzurra nonostante ben sappia che non sarà sua, mai. Il loro è un amore impossibile, ben più tragico di quello di Veleno e Donatella… Walter lo sa che non potrà più sposare Azzurra. Veleno invece, seppur allontanato da Donatella, può combattere. Chi sono Walter e Azzurra, ma soprattutto quale fetta di società essi rappresentano?

Sono quelli che qualunque adolescente vorrebbe essere anche se poi succede quel che succede a Walter, ma sono il loro sogno, sono il mare.

10. Oscar Wilde diceva che non esistono libri morali o immorali, ma soli libri scritti o bene o male. Il tuo romanzo a che categoria appartiene? Scritto bene di sicuro; ma forse è anche un libro morale, o immorale: perché?

Questa è una risposta che può dare solo il lettore, anzi Giuseppe, visto che ci siamo, iniziamo da te?

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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