Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

Pubblicato in ACQUISTA, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, narrativa, romanzi, segnalazioni, società e costume, spettacoli | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

IL MALE PEGGIORE – In libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Iannozzi

IL MALE PEGGIORE

In libreria il nuovo romanzo

di Giuseppe Iannozzi

Edizioni Il Foglio

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Incipit

Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi.
Giacobbe si sporse sul balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo.
Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra.
Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza.
Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre.
Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male.
Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle.
L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio
RINGRAZIAMENTI

Grazie a Nadia Fagiolo, che mi ha incoraggiato a scrivere questo romanzo, quando credevo d’aver detto tutto e di non aver più voglia di scrivere; grazie a Isabella Difronzo che mi legge da una vita, forse di più, in pratica dai miei oramai lontanissimi esordi; grazie a Cinzia Paltenghi, che mi legge praticamente da sempre; grazie a tanti e tanti nuovi lettori, che, nel corso degli anni, con i loro incoraggiamenti mi hanno spinto a scrivere, a migliorarmi, fornendomi non pochi utili consigli; grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro affinché fosse il più possibile vicino alla perfezione; grazie a chi ieri mi leggeva e oggi non più, manco fossi io un criminale; grazie a tanti e tanti nuovi amici che mi leggono, a volte in silenzio, altre no; grazie a Dario Arkel, che con la sua presenza mi ha stimolato a scrivere determinate storie; grazie a Valeria Chatterly Rosenkreuz, che con le sue opere, in più di una occasione, mi ha regalato un po’ di “fuoco sacro”; grazie a Sacha Naspinii, che, da quando pubblico con le EDIZIONI IL FOGLIO, si preoccupa dell’impaginazione e della grafica di copertina; e, ovviamente, grazie a Gordiano Lupi, attento editore e più che mai valido scrittore, che ha creduto in questo mio ennesimo lavoro che parla di scrittori, di grandi scrittori che hanno fatto la Storia della Letteratura e che dalla vita hanno ottenuto poco o nulla.
Grazie a quanti sino a oggi hanno creduto in me.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - marzo 2017

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.
Da un anno a questa parte cura l’Ufficio Stampa delle Edizioni Il Foglio, Il Foglio editoriale.

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

scarica il comunicato stampa
scarica

Acquista sulle librerie online

acquista sulle librerie online

IBS – AmazonGiunti Al Punto

Libreria UniversitariaUnilibro

La Feltrinelli

Acquista IL MALE PEGGIORE dall’editore
scrivendo email a ilfoglio@infol.it

EDIZIONI IL FOGLIO

O prenota la tua copia in libreria

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, narrativa, NOTIZIE, romanzi, scrittori, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , ,

A ogni diavolo dirò quale la tua vera natura

A ogni diavolo dirò quale la tua vera natura

ANTOLOGIA VOL. 83

Iannozzi Giuseppe

Amore e Psiche - Jacopo Zucchi

NEL SORRISO

Nel sorriso mio sì serio
la strada di Kerouac
in cerca del Dharma,
di quei vagabondi
che la Mezzanotte affrontavano
a lume di candela
con un preghiera Incandescente
e una infinità di jazz

TI VESTO DI ROSE

Ti vesto di rosse rose
per spogliarti petalo
dopo petalo

E lasciarti senza fiato
in imbarazzo
fra le braccia d’un pazzo!

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , | 6 commenti

KAFKA, DUMAS, GATSBY

KAFKA, DUMAS, GATSBY

Iannozzi Giuseppe

Franz Kafka

L’INCUBO DI KAFKA

Era stata una vera tortura poppare tutto quel latte. Frank aveva male alla boccuccia e non solo. Una donna gli aveva infilato in bocca un biberon e l’aveva costretto a bere, anche se lui non ne aveva nessuna voglia. Aveva provato a farsi capire, aveva urlato e pianto come un ossesso, ma la donna gli aveva intimato di bere senza fare i capricci, e quando lui aveva preso a piangere, lei si era fatta livida in volto e senza pensarci su aveva gridato qualcosa di terribile, anche se lui, Frank, non ne aveva compreso appieno il significato. Frank non faceva i capricci, semplicemente non aveva né fame né sete.
Dopo averlo riempito di quel liquido bianco e schifoso, la donna lo aveva cacciato dentro alla sua piccola prigione. In passato, per quanto Frank si fosse dato da fare per uscire da quella trappola, tutti i suoi tentativi di evasione si erano risolti in un nulla di fatto: le sbarre erano troppo strette perché potesse passarci attraverso, e nemmeno era possibile cercare di allargarle. Non poteva esserne certo, però nutriva il forte sospetto che in quella prigione la donna ce lo avesse sbattuto sin dal suo primo vagito. Fra le sbarre non c’era nessuno, tranne uno strano alieno peloso e nero, dotato di sei zampe lunghe e brutte. L’alieno nero aveva un capo orrendo, ipognato, e la bocca non era da meno, palpi mascellari e labiali composti rispettivamente da cinque e tre articoli. Quando la donna si accorgeva che Frank cercava di evadere, gli sorrideva infastidita e subito gli ordinava di giocare con il suo Samsa. Frank stava male, gli mancava il fiato, non lo poteva proprio sopportare Samsa.
Frank era sicuro che non avrebbe resistito a lungo nella prigione insieme a Samsa. Gli mancava il fiato, e il latte gli gonfiava lo stomaco. Sarebbe morto sotto gli occhi di Samsa, di quel coso che non si muoveva e che però lo osservava con i suoi occhietti vuoti d’anima.

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, attualità, cultura, fiction, Iannozzi Giuseppe, letteratura, narrativa, racconti, racconti brevi, società e costume | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Alla mia maniera ho cercato di dare un senso a tutto questo

Alla mia maniera ho cercato di dare un senso a tutto questo

ANTOLOGIA VOL. 82

Iannozzi Giuseppe

Renoir - Dance at Bougival

L’ULTIMO PASSO

Ho camminato la via,
e non è una poesia
Ho camminato
Ho inseguito
e mi sono inseguito

Alla mia maniera
ho cercato, ho cercato di dare
un senso a tutto questo
sbagliando sbadigliando sbancando
Alla mia maniera, colpevole sì,
forse solo delle impronte lasciate
sul freddo assassinio della vita mia

Così oggi penso che sono stanco
Tutto deve avere senza fiato una fine
perché ho camminato fino in fondo
Bene o male, l’ho fatto alla mia maniera
perché ho legato le stringhe delle scarpe
camminando sempre verso il sole o la luna
Per dio! L’ho fatto, sì che l’ho fatto,
fino a che le ginocchia han retto il peso

Non posso più sbagliare:
non è mio desiderio desiderare
né ho bisogno di sapere
che fine hanno fatto
gli amori miei giovanili
Ho camminato la via,
e non è stato per poesia
Mi sono inseguito
e ho inseguito senza risparmiare
il fiato per il domani
Così, lo capisci da te
che ora non posso più sbagliare

Ho perdonato e perduto lungo la via,
e il contrario, così oggi sono arrivato

Non posso più sbagliare
Alla mia maniera farò l’ultimo passo
per dare giusta sepoltura al mio assassinio

Non posso più esser perdonato
né lo desidero, come uomo
Così penso solo all’ultimo passo

Alla mia maniera sono arrivato

DITEMI COSA AVETE FATTO

Ditemi adesso della forza
Vacante è il Seggio dei Re,
e della fiamma della candela
non rimane niente,
nemmeno la cera nel buio sepolta

Ditemi cosa avete fatto,
dove avete portato i cuori
e il vino che li alleggeriva
Ditemi adesso dell’onestà,
se vi piace il presente
Il Muro del Pianto è alto,
e come sempre, come sempre
se solo lo voleste veramente
con le dita potreste sfiorarlo

Ditemi adesso della forca
che dal niente avete tirato su:
è dunque questa la forza
di cui oggi disponete?

Un giorno qualcuno vi dirà
parole dure e gentili,
ed allora dovrete arrendervi
a camminare a piedi scalzi
lungo la Strada del Perdono

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , | 2 commenti

Tra maniaci e assassini, Giuda e mezze tacche

Tra maniaci e assassini, Giuda e mezze tacche

ANTOLOGIA VOL. 81

Iannozzi Giuseppe

El Beso - Francesco Hayez

DUBITO CAPIRETE

Sono il piccolo Ebreo che a mano ricopia i libri proibiti,
sono il ladro che entra nella casa del suo miglior amico,
la mano che taglia la gola al bue e all’asinello
Sono il piccolo poeta che della Bibbia nulla ha compreso,
l’Ebreo Errante che bussa alle porte della fortezza Bastiani,
il vecchio usuraio che al mercato compra una fanciulla

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo,
“so bene chi sono, voi invece non sapete, ecco la differenza”,
così oggi mi accusate d’essere il nemico, l’uomo che bestemmia
e quello che china il capo sulla croce
Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri

Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri,
“non schieratevi dalla mia parte, santi e diavoli non tessono bandiere”
Non avete compreso, dubito capirete oggi la drammaticità della verità:
non basta una lampadina a illuminare la grandezza del mistero di Dio,
se c’è o non c’è

Ho distrutto una dopo l’altra le vostre immagini sacre,
e senza riguardo ho calpestato i fiori dei vostri giardini;
quando poi siete venuti da me piangendo per chiedere il mio perdono
ho fatto la mia scelta,
ho fatto la mia scelta e vi ho dato le spalle ridendo di gusto

Ho dato al fuoco le poesie mie più belle e non ho chiesto soldi
Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri,
“vengo in pace, vengo in pace, non scrivete sul vostro il mio nome”
Non avete compreso, non avete compreso,
dubito capirete un giorno quanto profonda la severità di Dio

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo,
“disegno il cerchio, voi invece il quadrato, ecco la differenza”,
così oggi gridate ai quattro venti che ho mentito,
cercando invano di invertire il senso della corrente del fiume

Non avete capito, non capirete mai: il pentimento non si compra
sbattendo la testa contro i muri o elemosinando pietà dal vicino

BELLI E FOTTUTI

E se ne vanno gli anni
fra la Pasqua e un carnevale;
quei bei tempi
ch’eran di speranze
han messo sbarre
sulla faccia mia;
e poi dire, e poi fare
senza mai saper dove andare.
E il sorriso ormai vinto,
stanco come quello di certi vecchi
con in bocca voce di dentiera
e perenne sapor di tabacco.

Scacco,
ed è matto.

Posto prenotato in manicomio,
e mai più,
mai più le giovani lunghe gambe
delle donne, delle belle
che sol ieri dissero di me poeta
per presto lasciarmi
fra le scartoffie
di cento e mille altri
quasi uguali a me.

Così in fretta perde un battito il cuore;
inventare un racconto
per pagare il conto,
o solo per difender l’onor mio
che per poco che è ancor c’è.
Così dicono “va tutto bene”,
dicono e subito ridono
l’indice puntando al giovane che ero,
immaginato eroe
sempre disegnato male – bastardo.

E buttar giù l’ennesimo caffè,
la speranza di rimaner sveglio
giusto per il tempo che serve,
prima che sul palco si spenga la luce
e nell’amaro buio ammettere
“sì, son stato schiavo,
nient’altro m’era dovuto”.

Scacco,
ed è matto.

Bei tempi, sì,
belli e fottuti.

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Le consapevolezze ultime – Aldo Busi – Einaudi

Le consapevolezze ultime – Aldo Busi

EINAUDI

Le consapevolezze ultime - Aldo Busi - Einaudi

Un congedo disincantato dal nostro tempo e dalle sue nostalgie, un’acrobazia senza rete sull’essenza della realtà sospesa fra una implacabile sete di giustizia e la comica malinconia per una giovinezza che non si decide a terminare. Il romanzo di un uomo che pur di scrivere si è ridotto a vivere.

«Ma una voce è una voce e uno sguardo è uno sguardo e un ascolto è un ascolto ovunque, e non esistono deserti, esistono habitat nascosti alle brame umane o in divenire che non sono meno vivi solo perché non li abiti tu o non farai più in tempo a viverci, questa è la realtà e questa è anche la mia consapevolezza ultima, di altre non saprò che farmene.»

Allontanandosi prima con la mente che con il ventre da una cena mondana tanto esilarante quanto amara, benché esibita come fastosa e gustosa da una consorteria di commensali impuniti per statuto, e passando per un ricordo d’infanzia dell’inossidabile Barbino di Seminario sulla gioventù, attraverso se stesso Aldo Busi ci racconta le tragedie di un mondo in cui, insieme allo sforzo di nascondere l’ipocrisia, si è perso anche l’ultimo barlume di compostezza etica: il patto sociale è stabilito da chi ha potere e denaro sufficienti per calpestarlo. In una società popolata da uomini e donne così arroganti da pretendere di esserne i protagonisti disperati e interessanti, dove si comunica a occhiate o facendo l’occhiolino e la lingua è corrotta non meno dei costumi, tutto contribuisce ad alimentare lo stolto chiacchiericcio che copre – anzi permette di non ascoltare – persino una drammatica richiesta d’aiuto lanciata dal cuore del Mediterraneo.

aldo busiAldo Busi – L’esordio letterario risale al 1984 con Seminario sulla gioventù.
Considerato uno dei maggiori scrittori italiani, è anche apprezzato traduttore letterario. Ha tradotto diversi libri tra cui Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll e Intrigo e amore di Friedrich Schiller.
Tra le sue opere: Vita standard di un venditore provvisorio di collantSodomie in corpo 11Altri AbusiLe persone normaliVendita Galline km 2Manuale del perfetto singleLa signorina Gentilin dell’omonima cartoleriaE io, che ho le rose fiorite anche d’inverno?Casanova di se stessiDritte per l’aspirante artista (televisivo), Aaa!, Bisogna avere i coglioni per prenderlo nel culo, Vacche amiche (un’autobiografia non autorizzata), La camicia di Hanta, Seminario sulla gioventù-Seminario sulla vecchiaia.
Nel 1992 ha preso parte al film Mutande pazze diretto da Roberto D’Agostino. Ha lavorato anche per la televisione, in qualità di ospite e per il reality televisivo Amici di Maria de Filippi, dove conduceva la rubrica Amici Libri.
Nel 2010 ha partecipato alla trasmissione L’Isola dei famosi abbandonata per esasperazione con un monologo di denuncia sull’Italia, la sua politica e la società.
Nel 2012 esce per Dalai il romanzo El especialista de Barcelona.
Del 2013 E baci, pubblicato da Il Fatto Quotidiano.
Dopo L’altra mammella delle vacche amiche (un’autobiografia non autorizzata) edito da Marsilio nel 2015, esce invece per Einaudi – nel 2018 – Le consapevolezze ultime.

Leggi un estratto

Le consapevolezze ultimeAldo BusiEinaudi – Collana: Einaudi. Stile libero big – Anno edizione: 2018 – Pagine: 144 p. – ISBN 9788806238605 – € 15,00

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, autori e libri cult, consigli letterari, cultura, editoria, letteratura, libri, narrativa, romanzi, scrittori, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Beatrijs. La leggenda della sacrestana. A cura di Luisa Ferrini – Dehoniane Edizioni

Beatrijs. La leggenda della sacrestana

A cura di Luisa Ferrini

Dehoniane Edizioni

Beatrijs. La leggenda della sacrestana. A cura di Luisa Ferrini

descrizione

Beatrijs, una giovane e nobile suora, bella d’aspetto, cortese nei modi e diligente nella devozione, adempie al proprio dovere di sacrestana nella più completa dedizione. Tuttavia l’amore che nutre per un giovane la porta ad abbandonare il convento. Per sette anni i due amanti vivono nella ricchezza e dalla loro unione nascono due bambini. Ben presto però giunge la povertà. Beatrijs viene abbandonata con i suoi figli e per sette anni è costretta a prostituirsi per sopravvivere, finché, in sogno, la voce di un angelo la invita a tornare al convento, dove scopre che nessuno si è accorto della sua assenza poiché la Madonna l’ha sostituita in tutto e per tutto per quattordici lunghi anni. La leggenda della sacrestana è contenuta in un codice miniato che risale con ogni probabilità alla seconda metà del XIV secolo. Poema scritto in medio neerlandese da autore anonimo, è un testo di profondo significato religioso e di notevole bellezza e raffinatezza psicologica che si può leggere come una riscrittura medievale della parabola del figlio prodigo. In “Beatriijs” il lettore osserva la protagonista nel passaggio da uno stato di innocenza incosciente alla conoscenza del peccato e dal peccato al desiderio di salvezza, qui reso in sublime poesia.

sommario

Introduzione (L. Ferrini). Beatrijs.

note sull’autore

Luisa Ferrini è stata cultore della materia nell’ambito dell’insegnamento di Filologia Germanica alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Pisa. Nel corso dei suoi studi si è occupata prevalentemente di tematiche connesse allo sviluppo e alla diffusione del neerlandese. Attualmente lavora alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove è responsabile della redazione scientifica della rivista degli Annali del Centro di Ricerca Matematica «Ennio De Giorgi».

Beatrijs. La leggenda della sacrestana – A cura di Luisa Ferrini – Pubblicazione: 1 aprile 2018 – Pagine: 72 – Dehoniane Edizioni – Collana: P9 Lampi sezione: Lampi d’autore – EAN: 9788810567838 – € 8,50

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, cultura, editoria, letteratura, libri, narrativa, religione, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

I tuoi occhi innocenti persi a sognare

I tuoi occhi innocenti persi a sognare

ANTOLOGIA VOL. 80

Iannozzi Giuseppe

pagliaccetta

LA BAMBINA E IL POETA
(prima stesura)

Riecheggia Chopin nell’aria
e tu rossa sei in volto
col crepuscolo nella Senna
già quasi del tutto annegato
La candela non ancora accesa,
e tu tremi, forte tremi
seppur non abbia ancor parlato
Attacco una storia
senza né capo né coda;
tu fingi divertimento
Sconvolto cado ai tuoi piedi
chiedendoti perché
Tu rispondi, “Non trovi
anche tu sia così brutto
esser qui stasera?”
Capisco che non aspettavi me;
che ho conquistato
un tavolo sbagliato;
ed è così che lontano
mi porto dai tuoi sogni,
da quei tuoi occhi innocenti
persi a sognare
un giovane perbene

FRESCA ROSA

Fresca rosa,
chissà chi sei,
se sei mia
o d’una pioggia
in primavera
che mai stanca
i tuoi petali
sfiora

STANCO

Stanco, così stanco
Tale e quale a un libero verso
in lungo e in largo ho cercato
un grano di femminile tenerezza,
e alla fine affondato sono
nelle sabbie mobili
d’un anonimo deserto arrazzato

IL POETA SBAGLIATO
(seconda stesura)

Sediamoci,
sediamoci a quel tavolino!
Son gli occhi miei supplici
a farti la corte, a parlare

Riecheggia Chopin nell’aria
e sei tu rossa in volto
col crepuscolo nella Senna
già quasi del tutto annegato
La candela non ancora accesa,
e tu tremi, maliziosa tremi
nonostante non abbia
ancor dato alla voce fiato
Impacciato attacco una storia
senza né capo né coda;
fingi divertimento
Ai tuoi piedi cado sconvolto
chiedendoti perché
Tu rispondi: “Non trovi
anche tu sia così brutto
esser qui stasera?”
Capisco che,
che non aspettavi me;
che ho conquistato
un tavolo sbagliato;
ed è così che lontano
mi porto dai tuoi sogni,
da quei tuoi occhi innocenti
persi a sognare
un poeta perbene

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Non piango per la tua bellezza prigioniera di mille inganni

Non piango per la tua bellezza prigioniera di mille inganni

ANTOLOGIA VOL. 79

Iannozzi Giuseppe

chinese girl

ANCORA NEI MIEI STIVALI

Hai pensato a tutto eccetto alla possibilità
che alle tue lusinghe per interesse sopravvivessi
Hai pensato proprio a tutto ma non alla verità
Sono qui, in piedi, e non sbatto la testa
contro i muri, e nemmeno piango la tua bellezza
prigioniera di mille e mille riflessi d’inganni

Hai pensato che impazzissi
Ti sei illusa che saresti stata l’ultima possibilità
per credermi uomo, e invece padrone rimango
di me; a calci in culo prendo i pagliacci,
violento poi, tutto d’un fiato, del buon vino rosso

Non mi dico poeta, puttaniere o schiavo
Come vedi nei miei stivali non sto male,
e non spargo sangue per compiacere
la tua sete di vendetta
Né ti parlo di me, l’hai già fatto tu per me
Sono andato avanti senza fartene una colpa

Hai pensato, hai pensato, hai solo pensato
e non è servito a niente, non è servito mai

Non sto con l’acqua alla gola, e bevo vino rosso
all’alba e al tramonto per sorprendermi ancora,
ancora capace di gridare il mio no, d’innamorarmi
ma non di te che in attesa stai col ringhio in gola

Non mi aspetto che tu comprenda
Non mi lascio convincere dal tuo pianto
né dalla minaccia dei tuoi polsi tagliati
Hai pensato a tutto trascurando un particolare,
importante però: in piedi sono sulla mia strada
e a calci in culo prendo i pagliacci,
e a schiaffi prendo i vigliacchi
E non mi fido mai di quelli con gli occhi d’acqua

Hai pensato a tutto, ora pensa ad aspettare
Pensa che sarà un’inutile attesa tra pecore

Hai pensato a tutto, ora non pensare più
Pensa che pascolerai da mane a sera
senza un perché, senza mai un se…

CON LA TUA BOCCA
E I TUOI OCCHI LA MORTE

Avevi detto
che mi amavi.
Che ero per te l’uomo
dei tuoi incubi,
dei migliori
e dei peggiori anche.

Sei adesso con un altro
più bello e di me ricco.
E sono io qui a leggere
lo sfratto,
a schiacciare scarafaggi
con la residua impronta
dell’anima mia
che sotto alle piante dei piedi
nuda m’è rimasta incollata.

E’ venuta,
è già venuta la Morte:
aveva i tuoi occhi
e con la bocca tua a cuore
la mia di marmo ha baciato.

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , ,

Ho tentato di non cadere in peccato – versioni alternative e/o inedite

Ho tentato di non cadere in peccato

ANTOLOGIA VOL. 78

Iannozzi Giuseppe

Van Gogh - autoritratto orecchio tagliato

IL FIORE DELLA MORTE

Non puoi offrirmi proprio ora il fiore della morte
Nel cuore ho portato speranze e rancori,
le scale di Eliot e il santo Graal illudendo la sorte
Fra i seni della dea Kalì ho cercato conforto
Ti ho chiamata Durga, e infine madre del mondo
mentre tutte le mie cattedrali colavano a picco
nel cielo, fra nuvole e scimmie albine a pisciare
fiele sugli uomini piccoli dabbasso

Ho tentato di non cadere in peccato
Ho tentato di non essere uguale a tutti gli altri
Le strade m’hanno coinvolto nel traffico:
agli incroci ho stretto la mano a ladri e assassini,
nei bar più loschi ho invocato il nome di Dio
in tutte le lingue conosciute, ma nulla è cambiato
Ubriaco, inciampando a ogni tombino sollevato,
l’eco in testa mi ripeteva che non sarei stato più

Perfetta scala di note, onde di rabbie profonde
di Valchirie risorte dall’oblio più ascoso;
… e la sabbia della clessidra che invade gli occhi
sbranando le superfici ingannatrici degli specchi
di vetro e di acque dolci e salate

Ho tentato d’esser per te l’uomo e il guerriero
Ho tentato di sciogliere il nodo gordiano
Con le mie sole mani, finché ho potuto
ho tenuto il timone, e più colpi di spada ho parato
In vita ho visto molto, le lunghe gambe delle donne
e quelle amputate dei soldati andati a far la guerra
Ho respirato odor di rose canine da seni allegri,
e le tenerezze le ho vergate sul grembo di Venere
No, non ora, non ora il fiore della morte

Fradicio, sotto l’acqua d’un cielo di tempesta, prego
Quanta e quanta eleganza nelle gambe delle donne
che saltano il pianto raccolto nelle pozzanghere
Come puoi chiedermi di rinunciare a tutto questo?
Come puoi chiedermi di rinunciare?

L’amore, questo assurdo dolore
che fa tremare le tempie
come a un marmo cui manca solo la parola

Come puoi chiedermi di rinunciare?
L’amore sposa il dolore, sposa il dolore
Ma se è la morte, allora tutto si perde,
tutto, anche il dolore

Non ora il fiore della morte, non ora
che sono nel dolore che mi fa fremere
le labbra come a un Mosè

LO GIURO

Non si può scrivere,
non si può
come condannati
legati alla catena

A chi dire, a chi
dire una banalità,
un “ti voglio bene”?

Non conduce la poesia
sulle sponde della gioia;
e manchi tu, manca
il tuo sguardo d’amore
e di accusa

Ho smesso il vizio,
ho smesso il vizio
d’illudere me, lo giuro;
ma a tarda sera
il muto abbraccio malato
di mille spire di fumo

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , | 4 commenti

Non dimenticare il volo mio imperfetto

Non dimenticare il volo mio imperfetto

ANTOLOGIA VOL. 77

Iannozzi Giuseppe

woman with red rose

SIRENE

S’imbarcò
ch’era già vecchio
e senza speranze.

Fece ritorno
dal mare
col canto delle sirene
nel cuore,
trovando
la solita lacrima
ad aspettarlo.

DELITTO E CASTIGO

L’amico
uccise il fratello
con una lama di rasoio,
mentre la morte
scalzava loro,
la vita,
con un semplice sorriso.

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , ,