Editor: servizi di editing libri e correzione bozze

Servizi di editing libri

e correzione bozze

Chi è l’editor e cosa fa? È il redattore al quale è affidata la cura di un testo altrui al fine di prepararlo per la pubblicazione.

Chi è il correttore di bozze e cosa fa? È lo specialista che si preoccupa di leggere le bozze di un testo destinato alla stampa, in modo da trovare e correggere errori di battitura.

Scrivere Libri - Iannozzi Giuseppe - editing

Hai scritto un libro e non sei sicuro d’esser del tutto padrone della tua grammatica? Hai paura che qualche cosa sia sfuggita al tuo seppur vigile occhio? Ciononostante vorresti presentare il tuo lavoro a un editore.

Un libro, anche se l’idea potrebbe essere buona, se presenta delle lacune grammaticali, poco ma sicuro che l’editore lo rimetterà al mittente senza pensarci su nemmeno una volta.

Scrivere Libri

SERVIZI EDITORIALI

– Il servizio di editing e correzione bozze è un servizio a pagamento; chi volesse usufruire di una mia consulenza è pregato di contattarmi in privato tramite e-mail: giuseppe.iannozzi[at]gmail.com;

– Introduzioni e prefazioni sono prestazioni editoriali a pagamento a carico dell’editore o dell’autore proponente.

– Consigli e pareri di lettura su opere inedite sono soggetti a remunerazione da parte dell’autore o dell’editore proponente.

– Partecipazioni a eventi, presentazioni, manifestazioni culturali da parte del sottoscritto prevedono un gettone di presenza e il rimborso spese.

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Non fatemi girare gli onassis (A letto con la Callas)

Non fatemi girare gli onassis

A letto con la Callas e il suo bel sembiante!

Iannozzi Giuseppe

Maria Callas

… e mi sveglio.
Stavo sognando di sbattermi la Callas.
Mi sono trovato con un paletto di frassino in mezzo alle gambe e l’amaro in bocca.
Devo ancora capire perché mi sono svegliato.
Mi ero buttato sul letto per una pennichella, sicuro che nessuno mi avrebbe rotto le palle, almeno di domenica. Così non è purtroppo stato.
Il campanello di casa. Un trillo. Un secondo. E un terzo. Uno più lungo dell’altro. Chiunque stia suonando alla mia porta dev’essere un assatanato.
A fatica mi alzo dal letto. Ce l’ho ancora in tiro, l’erezione non accenna a smorzarsi. In testa ho ancora ben vivida l’immagine della Callas che mi fa l’amore gridando “sì, sì, sì, son io la tua Casta Divaaa…”.
Scocciato rispondo al citofono, urlando quasi: “Chi è?”
“C’è un libro per lei, Dottor…”
“E’ domenica.”

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Vero all’alba di Ernest Hemingway, un libro da riscoprire

Vero all’alba – Ernest Hemingway

Il libro da riscoprire

Vero all'alba - Ernest Hemingway

«In Africa, una cosa è vera all’alba e falsa a mezzogiorno, e per questa cosa non si ha più rispetto di quanto se ne abbia per il bel lago dalla perfetta corona d’erba che si è visto oltre la pianura salina cotta dal sole. La mattina abbiamo attraversato quella pianura a piedi e sappiamo che il lago non esiste. Ma ora è là, assolutamente vero, bello e credibile.»

Scritto tra il 1954 e il 1956 dopo un soggiorno in Kenya e poi abbandonato da Hemingway (che riprese a lavorarci solo prima della morte) “Vero all’alba” è un romanzo autobiografico che narra la storia di un safari in un paese africano. Vent’anni dopo l’esperienza raccontata in “Verdi colline dell’Africa”, Hemingway descrive un paese che trova molto cambiato. Odori e colori del continente nero, descrizioni di caccia grossa e della rivolta dei Kikuyu contro i proprietari terrieri bianchi, si alternano con la storia d’amore che lega il narratore a una ragazza Wakamba. Conservato per anni nell’archivio delle opere non consultabili della Kennedy Library di Boston, il manoscritto è stato recuperato dal figlio che ne ha curato l’edizione.

Titolo italiano: Vero all’alba
Titolo originale: True at First Light
Introduzione: Patrick Hemingway
Curatore: Patrick Hemingway
Prima edizione originale: 1999
Genere: Romanzo autobiografico composto fra il 1954 e il 1956
Edizione italiana: Ernest Hemingway – Vero all’alba – traduzione di Laura Grimaldi – collana Scrittori italiani e stranieri – Arnoldo Mondadori, 1999 – pp. 377 – ISBN 8804458321

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I baci sono definitivi – Pietrangelo Buttafuoco – Illustratore: Banafshe Ahmadzadeh – La Nave di Teseo

I baci sono definitivi – Pietrangelo Buttafuoco

Illustratore: Banafshe Ahmadzadeh

La Nave di Teseo

I baci sono definitivi - Pietrangelo Buttafuoco

Ogni giorno Pietrangelo Buttafuoco – col suo zaino  da pendolare, con il suo ufficio sulle spalle – lascia  la luce e scende nel buio della metropolitana.  Entra nel vagone e si ritrova dentro un incantesimo. Ruba le storie della vita dei pendolari e ne fa cunto.  Tutte le mattine il viaggio sotterraneo gli regala una nota per il suo quaderno: incontri straordinari, storie d’innamorati, struggenti malìe, canzoni, dediche  ed epiche vissute tra i sedili, i corrimani, le scale mobili e i nodi delle stazioni della metropolitana.  Reticoli che si dipanano poi nel groviglio seducente di transiti ferroviari, navigazioni, viaggi in automobile o passeggiate lungo strade di un mondo svelato agli occhi dell’immaginazione. Esercizi di osservazione destinati al taccuino, messe in scena che diventano preghiere, realtà strappate alle quotidianità per svelare la verità della poesia. Tutto si mostra in un solo istante per durare poi un’eternità.

Pietrangelo Buttafuoco Pietrangelo Buttafuoco scrive su “Il Fatto Quotidiano” e firma Il Riempitivo, la rubrica quotidiana, su “Il Foglio”. È ospite fisso di Mix24, la trasmissione radiofonica di Giovanni Minoli su Radio24. È autore di Fogli consanguinei (2001), Le uova del drago (2005), L’Ultima del Diavolo (2008), Cabaret Voltaire (2008), Fimmini (2009), Il lupo e la luna (2011), Il dolore pazzo dell’amore (2013), Buttanissima Sicilia (2014) e Il feroce saracino (2015).

I baci sono definitiviPietrangelo Buttafuoco – Illustratore: Banafshe Ahmadzadeh – La nave di Teseo – Collana: Oceani – Pagine: 200 – ISBN: 9788893441100 – € 18,00

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Habib Selmi – Le donne di al-Basatin – Traduzione di Federica Pistono – Atmosphere libri

Habib Selmi – Le donne di al-Basatin

Traduzione di Federica Pistono

Atmosphere libri

Le donne di al-Basatin - Habib Selmi

Tawfiq è un tunisino di mezza età, che da molti anni vive in Francia, insegna in un liceo parigino, è sposato con una francese. Dopo un’assenza di anni, torna a Tunisi per una visita alla famiglia di origine. È subito coinvolto nel vortice della vita del quartiere di al-Basatin: incontra Layla, un tempo sua fidanzata; è oggetto degli approcci di Na’ima, una vicina che tenta di sedurlo; chiacchiera al caffè con gli amici del fratello, assistendo alle discussioni tra filo-occidentali e fondamentalisti; è affrontato in moschea da un giovane fanatico, che non approva le visite dei non praticanti; è brutalmente interrogato dalla polizia, che lo ferma durante una passeggiata; ritrova un vecchio amico, che si lamenta della povertà della Tunisia. Ne emerge un quadro della società tunisina che sorprende non poco Tawfiq, che ha ormai assunto una mentalità occidentale: è stupito dalla falsità delle persone, dalle relazioni sempre più tese tra i sessi, dalla brutalità della polizia, dall’incapacità del governo di far fronte alle istanze della popolazione.

Habib Selmi è nato nel 1951 ad al-Ala, nei dintorni di Kairouan, in Tunisia e dal 1983 vive a Parigi, dove insegna la lingua araba. Ha pubblicato diversi romanzi e due raccolte di racconti. Molte delle sue opere sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, italiano e norvegese. Nel 2009 e nuovamente nel 2012, con il romanzo Le donne di al-Basatin, è stato finalista del prestigioso Arabic Booker Prize. In Italia ha pubblicato Gli odori di Marie Claire (2013).

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Le donne di al-Basatin – Habib Selmi

Le donne di al-BasatinHabib Selmi – Traduttore: Federica PistonoAtmosphere Libri – Collana: Biblioteca araba – Anno edizione: 20220 – Pagine: 181 – ISBN: 9788865643174 – € 15,50

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Il Silmarillion – J. R. R. Tolkien – a cura di Marco Respinti, Christopher Tolkien – Bompiani

Il Silmarillion – J. R. R. Tolkien

Bompiani

Il Silmarillion

Né romanzo né favola, bensì un’opera unica nel suo genere, forse l’unico tentativo coerente, compiuto in tempi recenti, di costruire un vero e proprio edificio mitico imperniato sulla fondamentale antitesi tra brama di possesso e poteri creativi, tra amore per la bellezza suprema e volontà di dominio, tra “essere” e “avere”.

“Il Silmarillion”, iniziato nel 1917 e la cui elaborazione è stata proseguita da Tolkien fino alla morte, rappresenta il tronco da cui si sono diramate tutte le sue successive opere narrative. “Opera prima”, dunque (ma anche “ultima”, e di tono assai diverso, ben più elevato delle altre), essa costituisce il repertorio mitico di Tolkien, quello da cui è derivata, direttamente o indirettamente, la filiazione delle sue favole, da “Lo Hobbit” a “Il Signore degli Anelli”, da “Il cacciatore di Draghi” ai racconti di “Albero e foglia”. Si tratta di un’opera che, nella vasta produzione di Tolkien, occupa una posizione di primato, non soltanto temporale, ma anche e soprattutto tematica e formale. Vi si narrano gli eventi della Prima Era, alla quale di continuo si rifanno, come a un necessario antecedente e a una chiave interpretativa, i personaggi e le avventure de “Il Signore degli Anelli”. I tre Silmaril, nucleo simbolico della narrazione, la cui perdita e tentata riconquista costituiscono lo schema della vicenda, sono gemme tenute in altissimo conto dagli Elfi, ma concupite anche da Melkor-Morgoth, primo Signore Oscuro, perché contengono la Luce dei Due Alberi di Valinor distrutti dall’avversario. Vera e propria mitologia, “Il Silmarillion”, che comprende cinque racconti legati come i capitoli di un’unica “storia sacra”, narra la parabola di una caduta: dalla “musica degl’inizi”, il momento cosmogonico, alla guerra, eroica quanto disperata, di Elfi e Uomini contro il Nemico. L’ultimo dei racconti costituisce l’antecedente immediato de “Il Signore degli Anelli”, sorta di prefazione elaborata nei toni epici che caratterizzano tutto quel grande “pentateuco” che è “Il Silmarillion”. Il quale non è un romanzo né una favola, bensì un’opera unica nel suo genere, forse l’unico tentativo coerente, compiuto in tempi recenti, di costruire un vero e proprio edificio mitico imperniato sulla fondamentale antitesi tra brama di possesso e poteri creativi, tra amore per la bellezza suprema e volontà di dominio, insomma tra “essere” e “avere”: un’antitesi cantata nel linguaggio, sublime e semplice insieme, che è proprio dell’antico epos. Mai pubblicato vivente l’autore per la sua qualità di work in progress, “Il Silmarillion” ha visto la luce grazie all’opera paziente del figlio dell’autore, Christopher, che ha compiuto un attento lavoro di ricerca e collazione sui manoscritti lasciati dal padre. (Marco Respinti)

John Ronald Reuel Tolkien nacque il 3 gennaio 1892 a Bloemfontein, in Sudafrica, da genitori inglesi. Massimo studioso di letteratura medievale inglese, studiò all’Exeter College di Oxford. Insegnò lingua e letteratura anglosassone a Oxford dal 1925 al 1945, e poi Lingua e letteratura inglese fino al suo ritiro dall’attività didattica. Morì a Bournemouth, nello Hampshire, il 2 settembre 1973. Tra le sue opere, tutte pubblicate da Bompiani, ricordiamo Il Signore degli Anelli, Lo Hobbit, Il Silmarillion, I figli di Húrin, Beren e Lúthien e da ultimo La caduta di Gondolin.

Il SilmarillionJohn R. R. Tolkien – Traduttore: F. Saba Sardi – Curatore: Marco Respinti, Christopher Tolkien – Bompiani – Collana: I grandi tascabili – Pagine: 682 – EAN: 9788845272400 – € 13,50

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Eric Clapton – My Father’s Eyes (Live Video Version)

Eric Clapton – My Father’s Eyes

Eric Clapton

Eric Clapton – My Father’s Eyes (Live Video Version)

https://www.youtube.com/watch?v=bocDpFVhyDw

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Visioni di robot – Isaac Asimov – Il Saggiatore

Visioni di robot – Isaac Asimov

Il Saggiatore

Visioni di robot - Isaac AsimovLa Prima legge fondamentale della robotica dice: un robot non può recare danno agli esseri umani. La Seconda: un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, tranne quando tali ordini siano in contrasto con la Prima legge. La Terza: un robot deve salvaguardare la propria esistenza purché ciò non sia in contrasto con la Prima e la Seconda legge. A partire dagli anni quaranta, con questi semplici enunciati, Isaac Asimov cambia radicalmente il modo di scrivere fantascienza: i robot non sono più una minaccia, figli di una tecnologia incontrollata pronti a ribellarsi agli esseri umani, ma strumenti raffinati, progettati per compiti specifici. I suoi robot sono «macchine, non metafore»..

Se elencare le Tre leggi è facile, applicarle può generare errori, inganni, situazioni paradossali: robot che mentono a fin di bene o che arrivano a interrogarsi sulla propria natura. Come Andrew, protagonista di «L’uomo bicentenario», in grado di provare qualcosa di simile alle emozioni e desideroso di esplorare i confini che separano la sua esistenza artificiale da quella degli umani. O come le macchine esaminate dalla robopsicologa Susan Calvin, portatrici di errori di programmazione così simili ai nostri difetti e debolezze, impensabili in strumenti teoricamente perfetti.

Le visioni di Asimov travalicano la narrativa di genere per diventare la cronaca affascinante del viaggio dell’uomo verso il futuro, con tutto il suo vissuto di paure, desideri e speranze. Le sue opere interrogano il modo in cui la tecnologia agisce sulle emozioni più profonde dell’umanità. I racconti di Visioni di robot parlano di colonie nello spazio, macchine pensanti e miracoli della scienza, ma soprattutto, oggi più che mai, colpiscono il cuore del lettore con dilemmi universali: quali sono i limiti morali nell’uso delle scoperte scientifiche? In che modo la tecnologia sta spostando i confini stessi dell’umano?.

Anche da giovane non riuscivo a condividere l’opinione che, se la conoscenza è pericolosa, la soluzione ideale risiede nell’ignoranza. Mi è sempre parso, invece, che la risposta autentica a questo problema stia nella saggezza. Non è saggio rifiutarsi di affrontare il pericolo, anche se bisogna farlo con la dovuta cautela. Dopotutto, è questo il senso della sfida posta all’uomo fin da quando un gruppo di primati si evolse nella nostra specie. Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola. – Isaac Asimov

Isaac Asimov (1920-1992) è considerato uno dei più grandi maestri della fantascienza. Autore di numerosissimi romanzi e racconti, è celebrato soprattutto per i cicli della Fondazione e dei Robot.
I suoi libri possono essere raggruppati in tre cicli: i romanzi dell’Impero, i romanzi della Fondazione e i romanzi dei Robot. Tra gli altri romanzi pubblicati troviamo Viaggio allucinanteDestinazione cervelloNeanche gli dèi e Nemesis.

Visioni di robotIsaac Asimov – Traduttore: Piero Cavallari, Giampaolo Cossato, Sandro Sandrelli – Il Saggiatore -Collana: La cultura – Pagine: 492 – ISBN: 9788842825500 – € 22,00

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SONO IL PICCOLO EBREO

SONO IL PICCOLO EBREO

Iannozzi Giuseppe

Henry Matisse - Woman with hat

Sono il piccolo Ebreo che a mano ricopia i libri proibiti,
sono il ladro che entra nella casa del suo miglior amico,
la mano che per fame taglia la gola al bue e all’asinello
Sono il poetastro che della Bibbia ben poco ha compreso,
l’Ebreo Errante che bussa alle porte della fortezza Bastiani,
il vecchio usuraio che al mercato compra una fanciulla
perché è sempre troppo lunga la notte senza nessuno accanto

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“So bene chi sono, non sono perfetto.
Ma voi! Dentro di voi si annida il buio più buio”
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri

Non avete compreso,
dubito capirete oggi la drammaticità della verità:
non basta illuminare il cielo con una lampadina
per dire se Dio c’è o non c’è

Ho distrutto una dopo l’altra le vostre strane immagini,
e ho calpestato gli orrori coltivati nei vostri giardini;
siete venuti a lamentarvi, ma non vi ho dato un soldo
Chiaramente, non avete compreso

Ho dato al fuoco le mie poesie,
quelle che ritenevo belle, e ho lasciato che
il vento soffiasse via la loro cenere
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri:
“Non inquinate chi sono con la vostra vanagloria”
Non avete compreso, non avete compreso,
e dubito che un giorno capirete

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“Conosco i miei limiti, voi non conoscete i vostri”
Non avete proprio digerito la mia verità,
e oggi gridate ai quattro venti che non ho detto il vero,
e cercate di invertire del fiume il senso della corrente

Non avete capito, non capirete mai

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta
Vi ho dato le spalle per cercare di capire le stelle
con il poco talento che riconosco d’avere
Vi ho dato le spalle per continuare il mio viaggio,
tenendo per mano la fanciulla di cui ignoro il nome

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta

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La vita secondo Dorian Gray (Oscar Wilde) – Aforismi tratti da “Il ritratto di Dorian Gray”

La vita secondo Dorian Gray (Oscar Wilde)

Aforismi tratti da “Il ritratto di Dorian Gray”

Oscar Wilde

– La morte è l’unica cosa che mi terrorizza. La odio. […] Perché, […] oggi a tutto si può sopravvivere fuorché a questo. La morte e la volgarità, nel diciannovesimo secolo, sono gli unici due fenomeni che non si riescono a spiegare.

– La tragedia della vecchiaia non sta nel fatto di essere vecchi ma in quello di essere giovani.

– L’artista è il creatore di cose belle.

– Essi sono gli eletti: per loro le cose belle significano solo bellezza.

– La vita morale dell’uomo è parte della materia dell’artista, ma la moralità dell’arte consiste nell’uso perfetto di un mezzo imperfetto.

– Nessun artista ha intenti morali. In un artista un intento morale è un imperdonabile manierismo stilistico.

– Non esistono libri morali o immorali. I libri sono scritti bene o scritti male. Questo è tutto.

– Possiamo perdonare a un uomo l’aver fatto una cosa utile se non l’ammira. L’unica scusa per aver fatto una cosa – inutile è di ammirarla intensamente.

– Scelgo gli amici per la bellezza, i conoscenti per il buon carattere e i nemici per l’intelligenza.

– Tutta l’arte è completamente inutile.

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Questi papaveri e il tuo nome

Questi papaveri e il tuo nome

ANTOLOGIA VOL. 181

Iannozzi Giuseppe

Van Gogh - papaveri

SONO IL PICCOLO EBREO
(inedita)

Sono il piccolo Ebreo che a mano ricopia i libri proibiti,
sono il ladro che entra nella casa del suo miglior amico,
la mano che per fame taglia la gola al bue e all’asinello
Sono il poetastro che della Bibbia ben poco ha compreso,
l’Ebreo Errante che bussa alle porte della fortezza Bastiani,
il vecchio usuraio che al mercato compra una fanciulla
perché è sempre troppo lunga la notte senza nessuno accanto

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“So bene chi sono, non sono perfetto.
Ma voi! Dentro di voi si annida il buio più buio”
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri

Non avete compreso,
dubito capirete oggi la drammaticità della verità:
non basta illuminare il cielo con una lampadina
per dire se Dio c’è o non c’è

Ho distrutto una dopo l’altra le vostre strane immagini,
e ho calpestato gli orrori coltivati nei vostri giardini;
siete venuti a lamentarvi, ma non vi ho dato un soldo
Chiaramente, non avete compreso

Ho dato al fuoco le mie poesie,
quelle che ritenevo belle, e ho lasciato che
il vento soffiasse via la loro cenere
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri:
“Non inquinate chi sono con la vostra vanagloria”
Non avete compreso, non avete compreso,
e dubito che un giorno capirete

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“Conosco i miei limiti, voi non conoscete i vostri”
Non avete proprio digerito la mia verità,
e oggi gridate ai quattro venti che non ho detto il vero,
e cercate di invertire del fiume il senso della corrente

Non avete capito, non capirete mai

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta
Vi ho dato le spalle per cercare di capire le stelle
con il poco talento che riconosco d’avere
Vi ho dato le spalle per continuare il mio viaggio,
tenendo per mano la fanciulla di cui ignoro il nome

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta

PER IL SEGNO DELLA CROCE
(inedita)

La tua mano per il segno della croce
La mia risposta a denti stretti

Gli zingari hanno occhi di fuoco,
gli angeli non so,
ma gli uccelli son negri stormi
che bucano il cielo

Come sempre
le strade nel fango si fanno pestare
E si tirano su le braghe
o se le calano gli uomini
Il tuo segno segna la via

E i tuoi occhi,
belli, non dico di no
E le tue mani,
delicate, non dico di no
E le tue gambe,
lunghe, non dico di no

E’ quel tuo modo di…
di condannare
che non mi va proprio giù

MEMORIA

In un grande cielo
che prima era di vuoto
il corpo d’un uomo impiccato
Ma non la sua libertà
che di bocca in bocca s’eterna
Ma non la sua vita di lotte
che di bocca in bocca vola,
perché sia forza e memoria
per tutti gli uomini di volontà

LA TUA BELLEZZA

Non parlare
Taci
Ho le scarpe rotte,
e le stringhe in mano
e non sono un poeta;
ma il peggio è
che per tutto questo
non c’è un perché,
in ogni caso non uno
che si possa spiegare
con semplicità

Non parlare
Taci
Sono un randagio
E non mangio
da un sacco di tempo,
e dormo sempre poco
impegnato come sono
a guardarmi le spalle
nel cuore delle mie notti
senza un cane accanto

Non parlare,
fammi l’amore invece
Fammi vedere
la semplice bellezza
d’una donna nuda

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Manic Street Preachers – Little Baby Nothing

Manic Street Preachers – Little Baby Nothing

Manic Street Preachers

Manic Street Preachers – Little Baby Nothing (Official video)

https://www.youtube.com/watch?v=wM3N54avEQc

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La Maddalena, l’opera ritrovata di Caravaggio

La Maddalena, l’opera ritrovata di Caravaggio

Il dipinto fu attribuito a Caravaggio, nel 2014. Oggi, dopo diverse perizie, è sicuro, la Maddalena è frutto della genialità di Caravaggio. La Maria Maddalena in estasi sarebbe stata dipinta intorno al 1608, ma non tutti sono d’accordo.

Caravaggio - Maddalena

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Billy Idol – Can’t Break Me Down

Billy Idol – Can’t Break Me Down

Billy Idol

Billy Idol – Can’t Break Me Down (Official video)

https://www.youtube.com/watch?v=4rUrYN4cnGs

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Mi ricordo di te, ma non m’incanta la bellezza

Mi ricordo di te, ma non m’incanta la bellezza

ANTOLOGIA VOL. 180

Iannozzi Giuseppe

Renoir - Woman with a cat

RONDINI AL CIMITERO

Di rondini
che i cieli solcano
tante,
e tutte muoiono
pria che possano
sfiorare
il passo dell’ombra mia
proiettata
sul freddo marmo
di questo cimitero
di avelli tutti uguali

Primavera
resiste qui
giusto un lampo
e nemmeno quello;
si tornerà allora
a scavare
nell’algida terra
per seppellire
bene in profondità
della caducità
il residuo calore

MI RICORDO DI TE

Mi ricordo di te
Dei tuoi occhi
così abbandonati
nei miei
ma così abbottonati
ogni volta
che ti chiedevo
qualcosa in più
Ricordo
che dicevi
che gli amori
sono rondini
che muoiono
su i loro rami
Ricordo
quando sbattesti
la porta in faccia
a me e al destino
Ricordo
ogni cosa
Ricordo
ogni lacrima e sorriso
Ricordo l’epitaffio
che il poeta scrisse
sul nostro amore
troppo giovane
troppo maturo
Tutto questo ricordo
e non me ne faccio
una ragione
anche se questo inverno
– lo devo ammettere –
rompe forte
il culo ai passeri

BLAKE

Nell’estasi dell’amplesso
Morte venne sì,
miagolò piano piano
perché tu non la potessi sentire
Sì, ti prese con sé;
e poi lontano, in un altro mondo
dove l’unica gioia
quella dell’eterno pianto
E in bocca tutta la poesia di Blake

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Rimini – Pier Vittorio Tondelli – Postfazione di Elisabetta Sgarbi – Bompiani

Rimini – Pier Vittorio Tondelli

Postfazione di Elisabetta Sgarbi

Bompiani

Rimini - Pier Vittorio Tondelli - BompianiUn giovane giornalista al suo primo incarico importante che vuole a tutti i costi risolvere l’enigma di un insolito suicidio; un musicista che compone un’opera rock nei ritagli di tempo; una cronista mondana che segue lo svolgersi litigioso e drammatico di un intrigato Premio Letterario Internazionale; uno scrittore appena uscito da una fortissima crisi personale che nel partecipare al Premio reincontra, in modo tragico, il proprio angelo distruttore al quale definitivamente capitolerà; un gruppo di travestiti gioiosi che percorre in lungo e in largo il panorama godereccio notturno delle centinaia di dancing e discoteche che affollano la riviera; e poi match sportivi, radio libere e su tutto questo intrecciarsi di storie il panorama gremito e ossessivo della riviera adriatica, sfolgorante e metaforico can-can di una Italia che chiude i battenti tra conformismi, corruzione, scandali, brame di successo e insensatezze collettive.

Postfazione di Elisabetta Sgarbi.

Pier Vittorio Tondelli è nato a Correggio nel 1955 ed è morto nel 1991. Ha esordito nel 1980 con Altri libertini, il libro che ha raccontato euforie e disperazioni di un’intera generazione. Sono poi seguiti, nel 1982, Pao Pao, un romanzo sull’esperienza militare, il testo teatrale Dinner Party (pubblicato però postumo nel 1994). Nel 1995 pubblica per Bompiani il romanzo Rimini e nel 1986 quel piccolo libro d’ore che è Biglietti agli amici. Il suo ultimo romanzo è Camere separate (1989). Dalla metà degli anni ottanta lavora al “Progetto Under 25”, dedicato alla scrittura delle nuove generazioni, curando tre antologie, Giovani Blues (1986), Belli & perversi (1987) e Papergang (1990). In questi stessi anni partecipa all’ideazione della rivista “Panta”, edita da Bompiani, che dirige con Elisabetta Rasy e Alain Elkann. Nel primo anniversario della scomparsa la rivista gli ha dedicato un numero monografico. Nel 1990 ha raccolto gran parte della sua produzione giornalistica e saggistica in Un weekend postmoderno, una sorta di “personale” romanzo critico, dedicato alle “cronache degli anni Ottanta”. È un progetto di cui un altro volume, L’abbandono (pubblicato postumo nel 1993), rappresenta l’epilogo. Bompiani ha pubblicato nella collana dei “Classici”, a cura di Fulvio Panzeri, l’opera completa di Tondelli in due volumi. Il primo raccoglie “Romanzi, teatro e racconti”; il secondo “Cronache, saggi, conversazioni”.

RiminiPier Vittorio Tondelli – Postfazione di Elisabetta Sgarbi – Curatore: F. Panzeri – Editore: Bompiani – Collana: I libri di Tondelli – Pagine: 364 – ISBN: 9788845279973 – € 14,00

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