Letteratura: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” – recensione di Bartolomeo Di Monaco

Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore”

13 giugno 2018 – di Bartolomeo Di Monaco

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il FogliCi si può domandare quanti scrittori che meriterebbero di essere conosciuti non arrivano al grande pubblico poiché le maggiori case editrici hanno fatto (e ormai, contrariamente al passato, continueranno a fare) una scelta di mercato, più che di qualità (l’autore ne tratta nel racconto: “Ziggy Stardust – L’uomo che vendette il Mondo”). Non voglio dire che tra le loro pubblicazioni non vi siano opere di qualità, ma il torto dei grandi editori è quello di non consentire una esperienza di maturazione a scrittori che sanno raccontare. È il caso di Giuseppe Iannozzi, il cui libro da poco uscito, “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”, edizioni il Foglio, ci fa conoscere le storie di personaggi più o meno illustri, presi a pretesto per sviluppare una narrazione che da esse germina e con esse ha un rapporto di forte contaminazione. È l’originalità di questa bella opera, che meriterebbe di essere conosciuta proprio per la sua struttura appassionata e coinvolgente. Da personaggi come Cesare Pavese, Primo Levi, Ezra Pound, Hermann Hesse, Howard Phillips Lovecraft, Che Guevara, Emilio Salgàri, Beppe Fenoglio, Francis Scott Fitzgerald, Jerome David Salinger, Amedeo Modigliani, Ernest Hemingway, e altri ancora, fermentano umori che oltrepassano la loro vita  per trasferirsi  in una immanenza che mescola all’incontro con la realtà i tenebrosi chiaroscuri di un’anima.  Si formano a poco a poco sia il personale mondo dell’autore che la sua radiografia dell’esistenza: una lotta incancrenita vissuta quasi ai margini, dove pietà e misericordia lasciano il posto all’indifferenza e al cinismo. C’è poco spazio per l’amore, e quando esso appare non è mai romantico, bensì tragico. Si è più demoni che angeli. Dio e il sentimento di Dio appaiono e scompaiono di contro ad una sofferta resistenza e tingono vari racconti di una ferita che, colpendo Dio, urla la propria disperazione. L’autonomia di altri racconti rispetto alla direttrice fondamentale contribuisce ad arricchire l’interesse per questo libro con storie di altrettanta felice composizione: “Il male peggiore” (che apre la raccolta e dà il titolo all’opera, e il cui protagonista ebreo, Giacobbe, ritornerà nel racconto conclusivo “Giacobbe e gli altri – Epilogo”, un j’accuse dolorante nei confronti della letteratura e del mestiere di scrivere), “Come muore un nazista”, “Il poeta che cercava Dio”, “Il prete giovane”, “La meglio poesia”, “L’ultimo colpo del prete fascista” (ed altri ancora) ne sono un esempio. Una particolarità suggestiva: molti dei numerosi racconti che compongono la raccolta sono intrisi di un humus fecondo, ossia ciascuno di essi non finisce mai veramente, e potrebbe generare altri racconti, come da una pianta si generano i rami.

Iannozzi, oltre che scrittore e poeta, è anche critico letterario e ha acquisito una ampia esperienza nel mondo delle lettere, che si evidenzia nella solida scrittura e nella sicurezza della narrazione, evidenti in molti dei racconti.  La sessualità che fiorisce qua e là nella raccolta è sempre trattata con sobria enunciazione (mai vi è compiacimento o vi si indugia), e in modo tale da imprimersi nella memoria. Si veda “La ragazza di tutti”, che della sessualità fa un disegno a due tinte, prima attraverso una decadente prostituta e poi con la più giovanile moglie di un cliente del protagonista. O anche “Tu facevi il femmino!”, che arricchisce la sessualità di un rapido ma delicato impianto psicologico. Si deve dire, infine, che la qualità più evidente di questa scrittura, sorvegliata ed essenziale, è la onnipresente sensibilità che l’avvolge. Essa primeggia in ogni situazione che ci viene rappresentata. Torino fa da comprimaria e la si avverte (faremo addirittura una breve passeggiata nella città insieme con Friedrich Nietzsche). Un autore, Iannozzi, non apprezzato per quel che realmente vale, e spero proprio che gli sia data da qualche Major una chance, che merita.

Prima pubblicazione, qui: BDM – Bartolomeo Di Monaco


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Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

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IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donneIannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – ISBN 9788876067167 – Pagine 330 – 16,00 €


Bartolomeo Di MonacoBartolomeo Di Monaco è nato a San Prisco il 14 gennaio 1942 e risiede a Lucca dalla nascita. Ha scritto molti libri alcuni dei quali qui ricordiamo.

Opere di narrativa:

Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile; Mattia e Eleonora; Caro papà, Caro figlio; Giulia; Cara Anna; Le tre sorelle; Lo sconosciuto; Gigolò; Celeste; La scampanata; Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende; Tales told in Lucca; La casa delle meraviglie; La collina del Santo e del Diavolo; Il nonno racconta. Lucca, favole e leggende; Le favole di nonno Bart.

Opere di saggistica letteraria:

Quaranta letture. Percorsi critici nella letteratura italiana contemporanea; Quarantatre letture. Il Sud nella letteratura italiana contemporanea; Generazioni a confronto nella letteratura italiana; Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi; Uno sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi; Letture sparse tra vecchio e nuovo; Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore toscano’ del 1849; I Maestri. Gli elzeviristi del ‘Corriere della Sera dal 1967 al 1970; I Maestri. Scelta di articoli de ‘La fiera letteraria’ dal 1967 al 1968; Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi; Scrittori Lucchesi; Narrativa minore sotto il Fascismo.

Un suo articolo sullo scrittore lucchese Remo Teglia è apparso su Nuovi Argomenti, n. 34 del 2006.
Dirige la Rivista d’Arte Parliamone.

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Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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IL MALE PEGGIORE – In libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Iannozzi

IL MALE PEGGIORE

In libreria il nuovo romanzo

di Giuseppe Iannozzi

Edizioni Il Foglio

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Incipit

Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi.
Giacobbe si sporse sul balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo.
Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra.
Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza.
Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre.
Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male.
Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle.
L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio
RINGRAZIAMENTI

Grazie a Nadia Fagiolo, che mi ha incoraggiato a scrivere questo romanzo, quando credevo d’aver detto tutto e di non aver più voglia di scrivere; grazie a Isabella Difronzo che mi legge da una vita, forse di più, in pratica dai miei oramai lontanissimi esordi; grazie a Cinzia Paltenghi, che mi legge praticamente da sempre; grazie a tanti e tanti nuovi lettori, che, nel corso degli anni, con i loro incoraggiamenti mi hanno spinto a scrivere, a migliorarmi, fornendomi non pochi utili consigli; grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro affinché fosse il più possibile vicino alla perfezione; grazie a chi ieri mi leggeva e oggi non più, manco fossi io un criminale; grazie a tanti e tanti nuovi amici che mi leggono, a volte in silenzio, altre no; grazie a Dario Arkel, che con la sua presenza mi ha stimolato a scrivere determinate storie; grazie a Valeria Chatterly Rosenkreuz, che con le sue opere, in più di una occasione, mi ha regalato un po’ di “fuoco sacro”; grazie a Sacha Naspinii, che, da quando pubblico con le EDIZIONI IL FOGLIO, si preoccupa dell’impaginazione e della grafica di copertina; e, ovviamente, grazie a Gordiano Lupi, attento editore e più che mai valido scrittore, che ha creduto in questo mio ennesimo lavoro che parla di scrittori, di grandi scrittori che hanno fatto la Storia della Letteratura e che dalla vita hanno ottenuto poco o nulla.
Grazie a quanti sino a oggi hanno creduto in me.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - marzo 2017

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.
Da un anno a questa parte cura l’Ufficio Stampa delle Edizioni Il Foglio, Il Foglio editoriale.

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

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Una storia sbagliata. Donne e uomini che sono caduti e si sono rialzati – Racconti di vita reale dalla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci – Beppe Stoppa (Laurana editore)

Beppe Stoppa, Una storia sbagliata

Donne e uomini che sono caduti e si sono rialzati

Racconti di vita reale dalla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci

Iannozzi Giuseppe

Beppe Stoppa - Una storia sbagliata - Laurana editore

La realtà è, per così dire, dotata di maggiore immaginazione rispetto a qualsiasi artista, e proprio per questo quando si accanisce contro qualcuno sa essere molto crudele, perché suo scopo è di scavare la tomba a chi ha preso di mira. La nostra società è fatta di storie sbagliate, ma è proprio in esse che è ancora possibile trovare qualcosa di più di un semplice grammo di umanità. Può capitare a chiunque di cadere: la vita è strana, non è mai del tutto comprensibile, e forse proprio per questo merita di essere vissuta, perché vivere significa anche combattere contro le avversità, grandi o piccole che siano, e rimettersi in pista. Gli ospiti della Casa dell’accoglienza Enzo Jannacci ne sanno ben più di qualcosa, non si nascondono dietro un dito, parlano con il cuore e alcuni di loro raccontano la loro storia nel volume  Una storia sbagliata – Donne e uomini che sono caduti e si sono rialzati (Laurana editore). Luca, Elena, Pepe (José), Nico (Nicoletta), Pietro, Damiano, Gabriella (Glafira), Carlos, Onofrio, Renata, Giusi e Ilaria e Mariella: ognuno di loro ha attraversato più di un momento difficile, e in più di una occasione qualcuno ha pensato di non farcela davvero a riavere una vita accettabile.

Nell’introduzione a questo libro di racconti di vita reale Pierfrancesco Majorino mette subito in chiaro com’è che funziona l’ospitalità in Casa Jannacci; “[…] la strada che proponiamo a chi vi entra è una sola: quella di cercare di vivere meglio, di rialzarsi, di rimettersi in moto dopo una sbandata o di tornare a credere nel proprio futuro.
E le donne e gli uomini di Casa Jannacci vanno incontrate, riconosciute, guardate dritte negli occhi.
A volte portano con sé biografie ricche e straordinariamente intriganti, a volte modi bruschi e difficili da affrontare. Ma siamo sempre, e comunque, di fronte alla vita vera.[…]”
E Beppe Stoppa specifica: “Le storie raccolte in questo libro sono quelle di vite normali. Non ci sono migranti che hanno attraversato a piedi i deserti per finire in mano a tormentatori libici e poi scampati miracolosamente alla traversata del Mediterraneo. Quelle raccontate qui sono le vite di tutti noi e, per assurdo, sono quelle che fanno più male, perché in queste ci possiamo facilmente riconoscere. […] Questo libro vuole essere l’equivalente letterario di un concept album, singole storie che sviluppano complessivamente un’unica storia, la storia della Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci. […]”
Sì, Una storia sbagliata è proprio come un concept album: Beppe Stoppa ha raccolto le voci, le storie di chi ha voluto raccontarsi e il risultato finale è una raccolta di racconti, tutti diversi per stile e per tematiche. Ieri in Viale Ortles, a Milano, c’era un dormitorio, oggi c’è la Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci, che offre a chi ha perso tutto la possibilità di trovare un rifugio per un po’ di tempo, ma anche la possibilità di rientrare nella società, di sentirsi ed essere utile verso se stesso e il prossimo, vale a dire vivo. In Una storia sbagliata incontrerete persone normali che, prima di ogni altra cosa, hanno bisogno di essere ascoltate; se le ascolterete scoprirete che sì, sono proprio come voi che nella vita siete stati più fortunati e non avete dovuto provare a dormire in strada. Troppo spesso si giudica male chi, suo malgrado, è stato costretto a dormire su una panchina o in un dormitorio, perché a prevalere è il sospetto, perché subito si pensa ‘se è finito così, poco ma sicuro che se l’è meritato!’, perché siamo umani e quindi anche un po’ (o un po’ tanto) egoisti.

Massimo Gottardi, Direttore della Casa Jannacci, spiega: “Il tema della grave emarginazione adulta non lo avevo approfondito e non conoscevo direttamente la struttura di viale Ortles se non per sentito dire.
Quando sono arrivato alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci, ho trovato un gruppo di professionisti capaci e competenti, stanchi ma motivati, disposti a mettersi in gioco aderendo a una visione e idea di gestione della Casa. […] Rispetto per la persona in primis, che si traduce in rispetto per gli altri e per la struttura. […] Un obiettivo che ci siamo prefissati, e stiamo perseguendo, è l’apertura della Casa alla città e al territorio. Si tratta di un obiettivo primario per noi e che ha lo scopo di far conoscere la vita all’interno e le sue storie, nel tentativo di abbassare il pregiudizio che circonda la struttura. Una volta entrati, i cittadini si rendono conto di una realtà molto diversa da come la immaginavano. […]”

Non lasciatevi disumanizzare dai pregiudizi, leggete e regalate Una storia sbagliata (Laurana editore) di Beppe Stoppa, questo è il consiglio che vi do. I diritti d’autore del ricavato delle vendite del libro verranno devoluti alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci.

Beppe Stoppa, professionista nell’ambito della comunicazione e dei sistemi per lo sviluppo delle risorse umane, è da sempre attento ai temi sociali. Nel 2015 ha pubblicato Inciampi di Vita, il primo libro dedicato alla Casa dell’Accoglienza Enzo Jannacci. Nel 2016 inizia la collaborazione drammaturgica con il Teatro Officina con il quale mette in scena, tra gli altri, Inciampi di Vita – In casa dell’accoglienza e in carcere e Di Fuoco e di Vetro – La voce degli altri. Suo anche il monologo Sono una donna fortunata dedicato al Progetto Libellula, il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere.

Una storia sbagliataBeppe StoppaLaurana editore – Collana: Le parentesi – pp. 328 – ISBN 978-88-31984-13-3 – € 16,00

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Ricordo soltanto il tempo dopo l’amore

Ricordo soltanto il tempo dopo l’amore

ANTOLOGIA VOL. 121

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

MIA POESIA

Ma io che mai ho censurato
la misura del sentimento mio,
non lo puoi tu sapere quanto,
quanto a lungo ho sognato
di stringerti (per) la vita,
di coccolarti sull’adulta mia vita

A mani nude
dal collo tuo lo strappai
quel crocefisso tuo d’oro
e ora di nuovo cadente
dentro ai bianchi tuoi seni;
per te lo baciai,
per te lo adorai,
nascondendo
la prima vergine lacrima
allo sguardo tuo sì severo
già perso altrove,
forse per altro amore

E ora non c’è che questa strada
fra silenzi e bassi casamenti,
e all’opposto lato
scheletri di sinistri rami
tesi all’infinito, sì tesi al domai
E non c’è che questo amore
così presto rinnegato, Mia Poesia

POETI DA STRAPAZZO

In alto mare,
col tramonto
sulla fronte inchiodato,
il successo cercano
certi poeti da strapazzo;
io invece sol desidero
il decesso loro
fra mozzi ubriachi
ed Erinni strafatte
di sole cocaina e crack

BACI DI DIO

Uccellino, uccellino,
sì grazioso sei
Caldo e pulsante,
cuoricino di piume sei
Sì piccolo
sul palmo d’una mano
ti posi e un poco stai

Uccellino, uccellino,
che cinguetti mai?
Altre briciole vuoi?
Oh, che pena!
Mi son vuote le tasche:
tutto il poco ch’avevo
tosto te l’ho dato
Solletico d’amore
in cambio ho ricevuto,
di più per me
davvero non chiedo

Quanto vorrei però
aver altre briciole
da donar al becco tuo,
per assaporare ancora
teneri baci volanti

Per amare ancora
i piccoli tuoi baci
pulsanti di Dio

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Felice all’infinito – Elena Mearini – in libreria dal 21 novembre 2018 il nuovo romanzo – Giulio Perrone editore

FELICE ALL’INFINITO

Elena Mearini

Giulio Perrone Editore

In libreria dal 21 novembre 2018

Felice all'infinito - Elena Mearini - Giulio Perrone editoreFelice è un ragazzino diverso dagli altri, più leggero del normale, sia nel corpo che nella testa.Magrissimo e con un modo di pensare assai bizzarro, diventa facile bersaglio per i bulli della scuola che lo chiamano l’Alieno, togliendogli il diritto di essere un normale ragazzino che, come tutti, gioca, sogna, sbaglia e
si corregge, cade e si rialza.Innamorato del cielo e delle stelle, affascinato dai disegni che gli astri creano nello spazio, Felice
parla e si confida con la stella polare, come se fosse una seconda madre capace di comprenderlo nel profondo, al di là di ogni giudizio e pregiudizio.
La sua è una quotidianità un poco magica e molto solitaria, condivisa in parte dalla madre, donna fragile nell’anima e nei nervi, e dalla nonna Lea, vivace anziana appassionata di cucina,
colei che cura ogni tipo di male con il buono di torte e merende varie.
La passione culinaria della nonna riuscirà a contagiare Felice, facendo nascere in lui un incondizionato amore per i fornelli. In poco tempo, la gente attorno scoprirà quale incredibile talento
da cuoco si nasconda nel suo cuore e nelle sue mani. Felice comincia allora ad impegnarsi per quella che considera una vera missione da supereroe: cucinare piatti speciali, capaci di rendere
gli umani più buoni, meno cattivi nei confronti dei diversi, meno ostili agli Alieni. La sua impresa verrà accolta e dopo riconosciuta, il suo talento premiato con un invito inatteso.

Elena MeariniElena Mearini si occupa di narrativa e poesia, conduce laboratori di scrittura in comunità e centri di riabilitazione psichiatrica. Nel 2009 esce il suo primo romanzo Trecentosessanta gradi di rabbia, (Excelsior 1881) con cui vince il premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti”; nel 2011 pubblica Undicesimo comandamento (Perdisa pop) con cui vince il premio Speciale UNICAM – Università di Camerino e il premio giovani lettori “Gaia di Manici-Proietti”. Nel 2015 pubblica il romanzo A testa in giù (Morellini editore) e firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia (Forme Libere editore) e Per silenzio e voce (Marco Saya editore). Nel 2016 esce Bianca da morire (Cairo Editore) e nel 2017 È stato breve il nostro lungo viaggio (Cairo Editore).

Felice all’infinitoElena MeariniGiulio Perrone editore – Collana: Hinc junior – Anno edizione: 2018 – In libreria dal: 21 novembre 2018 – Pagine: 120 p. – ISBN: 9788860044822 – Prezzo: € 12,00

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Le Congiunzioni della Distanza (edizioni Alter Ego) – Mimma Leone – in libreria dal 16 novembre 2018

Le Congiunzioni della Distanza

MIMMA LEONE

In libreria dal 16 novembre 2018

Le congiunzioni della distanza - Mimma Leone

“Le Congiunzioni della Distanza” (edizioni Alter Ego) è il nuovo romanzo di Mimma Leone.

Dopo la fortunata raccolta di racconti “Il Mare per le Conchiglie” (Edit@ edizioni) e il racconto lungo “L’Angelo Imperfetto” pubblicato con Salento Quante Storie, arriva quindi la terza pubblicazione della scrittrice e giornalista salentina. Questa volta abbiamo a che fare con un thriller psicologico che contiene anche gli elementi del giallo moderno e del memoir.

«È innanzitutto un romanzo di formazione – afferma l’autrice – che nasce da un lavoro di ricerca portato avanti con amore e impegno, senza scorciatoie né vie preferenziali.»
La vicenda ruota attorno a Ginevra Carrara, un’affascinante antropologa che lavora a Venezia ma si ritrova perennemente in viaggio, fuori e dentro di sé. Costretta a soggiornare nel Salento per contribuire alle indagini sulla scomparsa dell’amica Anna, riscopre la Baia del Diavolo, misterioso scenario della sua infanzia, e tutti quei luoghi che la legano alla storia, travagliata e complessa, della sua famiglia. Per Ginevra non mancheranno i dilemmi sentimentali, derivanti da un rapporto mai risolto con l’ex compagno Davide e la passione per un enigmatico giornalista.

«L’incedere letterario – continua Mimma Leone – è corredato da tocchi di psicologia, suggestioni filosofiche e oniriche che fanno parte del mio stile e che mi auguro saranno ancora una volta apprezzati da lettori e lettrici. Ringrazio Alter Ego, nella persona di Danilo Bultrini, per aver creduto in questo lavoro investendo nella mia scrittura. Si tratta di una casa editrice che applica una selezione severa, accurata, di qualità, e questo mi rende ulteriormente orgogliosa anche perché ritenevo giusto affidarmi a un editore ben strutturato per un romanzo che, sia nelle tematiche, sia nella versatilità del genere, risulta di ampio respiro.
Diego Di Dio, l’editor che mi ha seguita e da cui ho imparato molto, nella quarta di copertina definisce la mia opera ambiziosa, intima e necessaria. Credo che come biglietto da visita non potessi desiderare di meglio.»

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Con “L’arte di cavalcare il vento” (96 rue de-La-Fontaine Edizioni), Francesco Tiberi incastra i suoi lettori per non liberarli più – recensione di Iannozzi Giuseppe

Francesco Tiberi incastra i suoi lettori per non liberarli più

L’ARTE DI CAVALCARE IL VENTO

Iannozzi Giuseppe

Francesco Tiberi - L'arte di cavalcare il vento - 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

L’arte di cavalcare il vento (96 rue de-La-Fontaine Edizioni) è un atipico romanzo di formazione e il suo autore è un certo Francesco Tiberi. Sin dal titolo possiamo arguire che il lavoro di Tiberi si discosta nettamente da quelli che, oggi, sono i canoni narrativi imperanti. Allora diciamolo subito, sul piano letterario l’autore cavalca il vento, cavalca l’originalità e resta sempre in arcione, anche quando i suoi personaggi finiscono loro malgrado con l’abbracciare situazioni impossibili, o quasi, da risolvere.
Ma prima di parlare di cosa accade nelle pagine del romanzo di Tiberi, è doveroso per il critico fare il punto sullo stile letterario dell’autore, uno stile che, volutamente e arditamente, si discosta da più o meno tutti i cliché che oggi vanno per la maggiore. Con uno stile ricercato, talvolta roboante, sfiorando un costrutto narrativo barocco, non dimenticando di porre, in più di una occasione, l’accento a favore di un umorismo grottesco – lo stesso che è in certi lavori di Paolo Villaggio –, Francesco Tiberi non dimentica di sparare sentenze di vita che il lettore butta giù come un buon Rosolio di Finocchietto. In alcuni passaggi, nella scrittura di Tiberi par di scorgere la benefica influenza di Gesualdo Bufalino, Luigi Pirandello ed Elio Vittorini, ma anche quella più giovanilistica di Enrico Brizzi e quella più cannibale di Niccolò Ammaniti. Senz’ombra di dubbio, Tiberi ha avuto modo di leggere parecchio, autori disparati per stile e per tematiche trattate, e tutti, chi più, chi meno, hanno influenzato il modo dell’autore di guardare alla vita e alla letteratura.
Scriveva Pirandello che è “sorte miserabile quella dell’eroe che non muore, dell’eroe che sopravvive a se stesso” (I vecchi e i giovani), e Jacopo detto l’Errante, il personaggio principale de L’arte di cavalcare il vento, non ci tiene affatto a essere eroe, in nessuna foggia.

L’arte di cavalcare il vento racconta di Jacopo l’Errante, personaggio che, verosimilmente, si ispira ad alcune vicissitudini dell’autore, quasi tutte dal sapore picaresco e donchisciottesco. L’Errante è un giovane non troppo giovane di nobili ideali, e qualche volta cade e si sbuccia le ginocchia e l’anima, ma non demorde mai: suo destino è di andare controcorrente, poco ma sicuro.
Jacopo non ce l’ha un lavoro, vive in famiglia e cerca di sbarcare il lunario come può. La madre si preoccupa per il futuro del figlio, e pure il padre malato che vive i suoi giorni cacciato dentro a un letto, al buio, in una camera dove non filtra mai un raggio di sole. Vivere con i genitori, anziani ed entrambi cagionevoli di salute, non è affatto facile, bisognerebbe avere orecchie piene di cera o di cerume bello spesso per non sentire i rimproveri (non sempre giustificati), per non avvelenarsi il fegato, e bisognerebbe non essere mai in casa; e Jacopo cerca di stare fuor di casa il più possibile, e incontra amici e sbruffoni d’ogni sorta, poeti, arruffapopoli incapaci, mafiosetti locali che dalla loro hanno soltanto una laurea per la stupidità dimostrata nel corso di tanti e tanti anni, avvinazzati con le pezze al culo, sognatori che sognano sempre i soliti sogni vecchi e abusati, folli un po’ santi e un po’ stronzi. Non di rado, l’Errante chiama in causa Don Euro che, ovviamente, si spampana, senza mai far piovere un centesimo per chi caduto nella disperazione più nera.

Francesco TiberiL’umanità che ci racconta Francesco Tiberi è molto variegata, a tratti vestita di maschere pirandelliane che si sgretolano nel tempo di un batter di ciglia. L’Errante ha un amico, probabilmente l’unico che gli è fedele, Porthos, un cagnone francese che ne ha passate di cotte e di crude. Jacopo l’Errante e Porthos sono fatti l’uno per l’altro, osservano il mondo che li circonda e non ci stanno a farsi sbranare dalle sue fauci. Ce la faranno Jacopo l’Errante e Porthos a non finire in malo modo, soffocati dal sistema, da Don Euro che gonfia la pancia per sfiatare pesanti pernacchie da almeno due orifizi?

L’arte di cavalcare il vento è un lavoro che non manca di poesia, che è quasi sempre arrabbiata e quasi mai pacata. Tiberi non si risparmia e sciorina antitesi, allegorie, metafore, similitudini, e chi più ne ha più ne metta; l’autore non può davvero fare a meno di bastonare tutte le brutture che gli si parano davanti agli occhi, con un estro che cavalca la rabbia di Cecco Angiolieri e l’umorismo grottesco di quel Paolo Villaggio creatore del mitico ragioniere Fantozzi.
Nel romanzo di Francesco Tiberi confluiscono tante cose (esperienze), così tante che si corre il rischio di essere catapultati per sempre dentro al piccolo grande universo disegnato a parole dall’autore, il quale, forse, desidera proprio questo, incastrare i suoi lettori per non liberarli più.

Francesco Tiberi vive a Tolentino (Macerata). Laureato in ingegneria, scrive da oltre dieci anni. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulle principali riviste letterarie italiane (“Inchiostro”, “Ellin Selae”, “Osservatorio Letterario”, “Inverso”, “Storie”…). Nel 2010 è uscita una sua antologia intitolata Fumo Acre. L’arte di cavalcare il vento è il suo primo romanzo edito.

L’arte di cavalcare il vento – Francesco Tiberi96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Il lato inesplorato – Anno edizione: 2018 – Pagine: 308 – EAN: 9788899783631 – € 15,00

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I due che salvarono il Natale – Marco Fabbrini – Graphe.it Edizioni – comunicato stampa

I due che salvarono il Natale

MARCO FABBRINI

Graphe.it Edizioni

I due che salvarono il Natale - Marco Fabbrini - Graphe.it

Nel sud della Toscana, ai piedi di un antico vulcano, sorge un paese i cui abitanti lavorano quasi tutti in una grande miniera. Il lavoro è duro e procede incessante. Ma ogni anno il trambusto si ferma alla vigilia di Natale: la sera delle Fiaccole.

L’usanza vuole che per quella magica notte siano erette alte pire di legna che quasi arrivano ai comignoli dei tetti e che verranno poi incendiate, riscaldando la Notte Santa. Ce n’è una per ogni via e tutti gli abitanti si prodigano nella loro preparazione. Non sanno da quanto tempo si facciano, ma chiunque – dal più giovane al più anziano – giurerebbe di averle sempre viste fare.

Ma che succede se qualcuno, in nome di interessi molto più materiali, vuol far lavorare gli uomini anche durante il Natale?

È proprio il tentativo di ignorare questa usanza ad accendere la miccia della storia, che si dipana tra lotte operaie, padroni che al posto del cuore hanno un portafogli, bambini che sanno come creare il giusto scompiglio per rimettere tutto a posto e adulti che per una causa – dalla più pura e delicata alla più illecita – possono rischiare la propria vita.

Marco FabbriniMarco Fabbrini è nato e vive ad Abbadia San Salvatore, sul versante senese del Monte Amiata. Laureato in Scienze politiche, studia per una seconda laurea in Storia (disciplina di cui è appassionato cultore) e lavora nell’ambito della comunicazione.

Amante della letteratura sin da bambino, si diletta nella scrittura di poesie, favole, racconti e negli ultimi anni si è specializzato nella disciplina dell’historytelling, la narrazione della storia a fini divulgativi.

I due che salvarono il Natale Marco Fabbrini – illustratore: Francesca Lancisi – Graphe.it Edizioni – collana: Logia [narrativa], 14 – pagine 176 – pubblicazione 2018 – ISBN 9788893720601 – €10,90

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IL BULLISMO SPIEGATO A GENITORI E INSEGNANTI – Marisa Marraffino – Laurana Editore

IL BULLISMO SPIEGATO A
GENITORI E INSEGNANTI

Marisa Marraffino

Laurana Editore

IL BULLISMO SPIEGATO A GENITORI E INSEGNANTI - Marisa Marraffino - Laurana Editore

Questo libro è dedicato a tutti gli insegnanti, ma anche ai genitori, ai ragazzi,
a chi ogni giorno porta avanti la sua battaglia.
A chi non c’è più e ricorda a noi adulti che non abbiamo fatto abbastanza.

Milano, novembre 2018Il bullismo spiegato a genitori e insegnanti. 10 modi per riconoscerlo e affrontarlo è il nuovo saggio di Marisa Marraffino, edito da Laurana Editore nella collana dieci! Il libro si presenta come un moderno vademecum che con semplicità e accuratezza considera i casi giudiziari più frequenti legati al bullismo, le forme di prevenzione e le possibilità di sradicamento della violenza alla luce delle nuove leggi sul tema.

La Trama – Il bullismo è sempre esistito, ma oggi ha cambiato la sua struttura, è diventato più potente, più aggressivo, più veloce e subdolo che mai. Ha mille facce, altrettante sfumature e insidie malevole perché non immediatamente identificabili. Ad armarlo è stata soprattutto la tecnologia. Il bullismo, se non affrontato correttamente, può avere conseguenze sia per gli autori dei fatti sia per le vittime. Chi l’ha vissuto sulla propria pelle rischia di portarsi addosso le cicatrici per sempre.Per questo occorre conoscerlo, prima di affrontarlo e possibilmente disarmarlo.

Ma perché un libro sul bullismo spiegato agli adulti? L’autrice Marisa Marraffino risponde così: “Perché il bullismo è sempre esistito ma ciò che è stato sottovalutato finora è il ruolo degli adulti in questo fenomeno. Perché, sempre più spesso, sono loro a pagare, a essere incolpati di gravi carenze educative nei confronti dei ragazzi. Oggi il dovere educativo passa anche attraverso l’obbligo degli adulti di insegnare il corretto utilizzo della tecnologia. E nessuno può sentirsi escluso da questo compito”.

L’AUTRICE

Marisa Marraffino (Ravensburg, 1978) si è laureata in Giurisprudenza a Firenze dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Diritto e procedura penale. Oggi esercita la professione di avvocato a Milano. È difensore d’ufficio del Tribunale per i Minorenni e collabora con la sezione legale de “Il Sole 24 Ore”.Tiene da anni lezioni nelle scuole sui temi del bullismo e del  ed è docente dei Master in “Comunicazione, Marketing Digitale e Pubblicità Interattiva” e “Digital Communications Specialist” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il suo primo libro è stato Come non perdere il lavoro, la faccia e l’amore al tempo di Facebook (Cantagalli, 2010). Nel 2014 ha pubblicato il manuale Multe? No, grazie scritto con Anna Acampora (Novecento Editore).

Il bullismo spiegato a genitori e insegnanti – Marisa Maraffino – Laurana Editore – Collana: i dieci – prima edizione: ottobre 2018 – pp. 232 – ISBN 9788831984164 – € 11,90

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C’è una crepa in ogni cosa

C’è una crepa in ogni cosa

Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

Ogni riferimento a persone esistenti
o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.

Le luci alle finestre delle varie villette intorno alla sua casa erano state spente già da tempo, solo quella del suo studio rimaneva accesa. Il bastone l’aveva lasciato appoggiato alla scrivania, anche se non prevedeva di alzarsi molto presto dalla sedia: aveva ancora tanto lavoro da sbrigare e poco, davvero poco tempo a sua disposizione. Per anni e anni aveva scritto poesie, le aveva pubblicate e in qualità di autore aveva riscosso un certo successo, anche se la sua fama rimaneva perlopiù legata all’attività cantautorale. Era stanco ma non così tanto da sentirsi pronto per dire addio alla vita terrena, e, a dirla tutta, non gli interessava molto di andare a conoscere D-o o il vuoto assoluto. Ogni giorno che passava si sentiva un po’ più debole, pur mantenendo alto l’interesse per quasi ogni cosa.

Cancellò un paio di versi che non lo soddisfacevano. Con il tempo aveva imparato che una buona poesia è architettura di parole sobrie ed essenziali, e non una tempesta sbattuta in faccia a qualcuno. Sin da giovane il fascino della rosa, simbolo di tanti e tanti poeti, non aveva avuto ragione di lui, semplicemente la malia della rosa non aveva mai ammorbato la sua anima; aveva però dovuto lottare contro una figura ben più insidiosa, contro Lilith (la donna oscura) e concederle spazio in alcuni suoi scritti. Perfino adesso stava combattendo contro Lilith e la sua oscurità, ma oramai la conosceva bene e, con largo anticipo, sapeva prevenire le sue mosse.
“Poeta, non hai ancora smesso di scrivere. Sono qui per te, lo sai”, lo stuzzicò Lilith.
Emanuel alzò lo sguardo sulla donna oscura e prese a ridere in maniera sommessa, seria; e senza smettere di ridere, la rimproverò: “Non sei cambiata di una virgola.”
“Non posso cambiare e non lo desidero, mentre tu, casanova, sei invecchiato e non ti reggi più in piedi”, disse la donna oscura, con superbia.
Emanuel, senza alcuno sforzo, rintuzzò le parole di lei: “Ma sono ancora mistico e amante, penitente e monaco.”

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La solitudine della forza – Leonard Cohen

La solitudine della forza

LEONARD COHEN

La solitudine della forza - Leonard Cohen - Longo Editore Ravenna

Leonard Cohen expressed in music what many poets of my time could say only in words. / Leonard Cohen ha espresso in musica quanto molti poeti della mia generazione hanno saputo esprimere solo a parole.

Lawrence Ferlinghetti

It is with great interest that I have read Leonard Cohen’s poems – some in the original, aided by the fine Italian translation of Francesca Valente – many of which engage thematically with Jewish tradition and culture. Cohen has been well-known in Italy, not only for his music, but also for two novels and numerous poetry collections. / Ho letto con interesse questi testi, taluni in lingua originale, aiutato dalla bella traduzione in italiano di Francesca Valente. I temi più ricorrenti sono quelli legati alla cultura e tradizione ebraica dell’autore, ben noto anche in Italia, oltre che per la celebre produzione musicale, per due romanzi e numerose opere poetiche.

Andrea Zanzotto

Le poesie di Leonard Cohen mi fanno pensare ai film di Altman: c’è qualcosa di nevrotico e profondamente poetico nel loro sguardo insistente, ironico e dolente su una America frammentata, spinosa eppure intensamente amata. / The poems of Leonard Cohen make me think of Altman’s films: there is something neurotic and deeply poetic in their persistent gaze, ironic and painful, on a fragmented North America, thorny and yet intensely loved.

Dacia Maraini

Leonard Cohen is one of the world’s great song writers. / Leonard Cohen è uno dei più grandi cantautori del mondo.

Mark Strand

La solitudine della forza / The Solitude of StrengthLeonard Cohen – a cura di Branko Gorjup – Francesca Valente – traduzione di Francesca Valente – Angelo Longo Editore – Poesia n. 10 – pp. 212, 16 ill. a colori – ISBN 9788880635802 – € 18.00

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I famosi impermeabili blu. Leonard Cohen. Storie interviste e testimonianze – Massimo Cotto – Vololibero edizioni

I famosi impermeabili blu. Leonard Cohen
Storie interviste e testimonianze

Massimo Cotto

Vololibero

I famosi impermeabili blu - Leonard Cohen - Massimo Cotto

Leonard Cohen raccontato con lo stile inimitabile di Massimo Cotto che raccoglie storie, interviste, disegni originali. Un affresco multicolore, che si avvale anche di centinaia di interventi di amici, colleghi e grandi personaggi, per un personaggio che oramai è nella storia della musica.

“Un nomade dell’anima, che nella meditazione trova una strada laica, o meglio umana. Perché, tra metafore colte e citazioni sacre, Cohen canta le piccole cose dell’uomo. Quindi nulla di più terreno ma al contempo di più inafferrabile ed eterno. Ci siamo tutti trovati, metafore a parte, a rifletterci a specchio in domande troppo grandi per comprendere ed elaborare i nostri dolori e le nostre gioie. Magari stretti in un usato impermeabile blu, all’angolo di un’altrettanto usata città. A guardare l’inverno che passa, a raccogliere i frammenti di un’amicizia finita, di una solitudine quieta, di un amore infedele che, ormai, è quello che è.” Dalla prefazione di Enrico de Angelis.

Massimo Cotto (Asti, 1962) ha lavorato per vari quotidiani e per riviste italiane («Espresso», «Epoca», «Europeo», «Max») e internazionali («Billboard», «Howl!»). Per vent’anni in Rai come conduttore radio e tv, autore di numerosi programmi (Festival di Sanremo, Festival di Castrocaro), è direttore artistico del Festival di Castrocaro, del Premio De Andrè, di Astimusica, di Visionaria. Ha scritto vari volumi su Leonard Cohen e pubblicato Le lacrime di Bob Marley (2004), Everybody’s Talking (2007), Il grande libro del Rock (e non solo) (2011) e We Will Rock You (2012). Su Virgin Radio conduce «Buongiorno Dr. Feelgood e Mr. Cotto e Rock Bazar».

I famosi impermeabili blu. Leonard Cohen. Storie interviste e testimonianzeMassimo Cotto – Editore: Vololibero – Anno edizione: 2016 – Pagine: 224 p. – ISBN: 9788897637677 – € 20,00

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