Letteratura: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” – recensione di Bartolomeo Di Monaco

Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore”

13 giugno 2018 – di Bartolomeo Di Monaco

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il FogliCi si può domandare quanti scrittori che meriterebbero di essere conosciuti non arrivano al grande pubblico poiché le maggiori case editrici hanno fatto (e ormai, contrariamente al passato, continueranno a fare) una scelta di mercato, più che di qualità (l’autore ne tratta nel racconto: “Ziggy Stardust – L’uomo che vendette il Mondo”). Non voglio dire che tra le loro pubblicazioni non vi siano opere di qualità, ma il torto dei grandi editori è quello di non consentire una esperienza di maturazione a scrittori che sanno raccontare. È il caso di Giuseppe Iannozzi, il cui libro da poco uscito, “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”, edizioni il Foglio, ci fa conoscere le storie di personaggi più o meno illustri, presi a pretesto per sviluppare una narrazione che da esse germina e con esse ha un rapporto di forte contaminazione. È l’originalità di questa bella opera, che meriterebbe di essere conosciuta proprio per la sua struttura appassionata e coinvolgente. Da personaggi come Cesare Pavese, Primo Levi, Ezra Pound, Hermann Hesse, Howard Phillips Lovecraft, Che Guevara, Emilio Salgàri, Beppe Fenoglio, Francis Scott Fitzgerald, Jerome David Salinger, Amedeo Modigliani, Ernest Hemingway, e altri ancora, fermentano umori che oltrepassano la loro vita  per trasferirsi  in una immanenza che mescola all’incontro con la realtà i tenebrosi chiaroscuri di un’anima.  Si formano a poco a poco sia il personale mondo dell’autore che la sua radiografia dell’esistenza: una lotta incancrenita vissuta quasi ai margini, dove pietà e misericordia lasciano il posto all’indifferenza e al cinismo. C’è poco spazio per l’amore, e quando esso appare non è mai romantico, bensì tragico. Si è più demoni che angeli. Dio e il sentimento di Dio appaiono e scompaiono di contro ad una sofferta resistenza e tingono vari racconti di una ferita che, colpendo Dio, urla la propria disperazione. L’autonomia di altri racconti rispetto alla direttrice fondamentale contribuisce ad arricchire l’interesse per questo libro con storie di altrettanta felice composizione: “Il male peggiore” (che apre la raccolta e dà il titolo all’opera, e il cui protagonista ebreo, Giacobbe, ritornerà nel racconto conclusivo “Giacobbe e gli altri – Epilogo”, un j’accuse dolorante nei confronti della letteratura e del mestiere di scrivere), “Come muore un nazista”, “Il poeta che cercava Dio”, “Il prete giovane”, “La meglio poesia”, “L’ultimo colpo del prete fascista” (ed altri ancora) ne sono un esempio. Una particolarità suggestiva: molti dei numerosi racconti che compongono la raccolta sono intrisi di un humus fecondo, ossia ciascuno di essi non finisce mai veramente, e potrebbe generare altri racconti, come da una pianta si generano i rami.

Iannozzi, oltre che scrittore e poeta, è anche critico letterario e ha acquisito una ampia esperienza nel mondo delle lettere, che si evidenzia nella solida scrittura e nella sicurezza della narrazione, evidenti in molti dei racconti.  La sessualità che fiorisce qua e là nella raccolta è sempre trattata con sobria enunciazione (mai vi è compiacimento o vi si indugia), e in modo tale da imprimersi nella memoria. Si veda “La ragazza di tutti”, che della sessualità fa un disegno a due tinte, prima attraverso una decadente prostituta e poi con la più giovanile moglie di un cliente del protagonista. O anche “Tu facevi il femmino!”, che arricchisce la sessualità di un rapido ma delicato impianto psicologico. Si deve dire, infine, che la qualità più evidente di questa scrittura, sorvegliata ed essenziale, è la onnipresente sensibilità che l’avvolge. Essa primeggia in ogni situazione che ci viene rappresentata. Torino fa da comprimaria e la si avverte (faremo addirittura una breve passeggiata nella città insieme con Friedrich Nietzsche). Un autore, Iannozzi, non apprezzato per quel che realmente vale, e spero proprio che gli sia data da qualche Major una chance, che merita.

Prima pubblicazione, qui: BDM – Bartolomeo Di Monaco


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Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

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IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donneIannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – ISBN 9788876067167 – Pagine 330 – 16,00 €


Bartolomeo Di MonacoBartolomeo Di Monaco è nato a San Prisco il 14 gennaio 1942 e risiede a Lucca dalla nascita. Ha scritto molti libri alcuni dei quali qui ricordiamo.

Opere di narrativa:

Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile; Mattia e Eleonora; Caro papà, Caro figlio; Giulia; Cara Anna; Le tre sorelle; Lo sconosciuto; Gigolò; Celeste; La scampanata; Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende; Tales told in Lucca; La casa delle meraviglie; La collina del Santo e del Diavolo; Il nonno racconta. Lucca, favole e leggende; Le favole di nonno Bart.

Opere di saggistica letteraria:

Quaranta letture. Percorsi critici nella letteratura italiana contemporanea; Quarantatre letture. Il Sud nella letteratura italiana contemporanea; Generazioni a confronto nella letteratura italiana; Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi; Uno sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi; Letture sparse tra vecchio e nuovo; Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore toscano’ del 1849; I Maestri. Gli elzeviristi del ‘Corriere della Sera dal 1967 al 1970; I Maestri. Scelta di articoli de ‘La fiera letteraria’ dal 1967 al 1968; Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi; Scrittori Lucchesi; Narrativa minore sotto il Fascismo.

Un suo articolo sullo scrittore lucchese Remo Teglia è apparso su Nuovi Argomenti, n. 34 del 2006.
Dirige la Rivista d’Arte Parliamone.

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Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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Gli occhiali d’oro – Giorgio Bassani

Gli occhiali d’oro – Giorgio Bassani

Gli occhiali d'oro - Giorgio Bassani

In una Ferrara ricca, affascinante ma oppressa dal fascismo, un giovane studente ebreo, voce narrante del romanzo, incrocia il suo destino con quello di Athos Fadigati, un maturo medico di chiara fama. L’amicizia che nasce fra i due farà scoprire al narratore che dietro tutta la cultura e la raffinatezza del dottor Fadigati si cela un abisso di solitudine dovuto alla sua presunta omosessualità. Un peccato che l’Italia di allora non contemplava fra quelli che potevano essere redenti… E gli occhiali d’oro dello stimato professionista diventano il simbolo di una diversità sempre meno tollerata, così come l’appartenenza all’ebraismo del narratore, una diversità che non potrà che andare incontro a una catarsi tragica.

Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000), scrittore e critico letterario, trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Ferrara, che resta per sempre nel suo cuore e diventa teatro delle sue creazioni letterarie.
Partecipa alla Resistenza e, dopo la guerra, si dedica alla vita culturale come narratore e poeta.
Nella sua veste di direttore editoriale, scopre “Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Dopo la pubblicazione di “Cinque storie ferraresi e de “Gli occhiali d’oro, Bassani raggiunge un grande successo di pubblico nel 1962 con quello che è considerato da più parti il suo capolavoro, “Il giardino dei Finzi-Contini.
Nel 1974 esce “Romanzo di Ferrara”, che ne raccoglie l’intera opera narrativa. Tra le sue raccolte poetiche “Storie di poveri amanti e altri versi” (1946) e “L’alba ai vetri” (1963).
Muore nel 2000 a Roma, dopo una lunga e penosa malattia. È sepolto, per sua volontà, a Ferrara, nel cimitero ebraico di via delle Vigne, vicino alle mura di cui, come Presidente di “Italia Nostra”, ha promosso il restauro.

Gli occhiali d’oroGiorgio Bassani – Editore: Feltrinelli – Collana: Universale economica – Pagine: 96 p. – € 7,50

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Cesare Pavese – estratto da “Il male peggiore” (Edizioni Il Foglio) di Iannozzi Giuseppe con una nota critica di Lidia Popolano

Cesare Pavese – estratto da “Il male peggiore”

di Iannozzi Giuseppe

con una nota critica di Lidia Popolano

L’autore affronta con grande determinazione e notevole coraggio la tragica e mitica dipendenza dell’uomo dalla bellezza femminile per poter sperare di raggiungere l’assoluto. Per far questo, accanto al personaggio principale Giacobbe, così come si presenta al mondo e a se stesso, inserisce in un modo inedito le storie di celebri scrittori, quali infinite e sfaccettate rappresentazioni interiorizzate della tragedia, nel protagonista stesso. Un’opera complessa, sincera e spietata che non passa sul lettore senza conseguenze.Lidia Popolano

[…] Cesare Pavese morto in un piccolo albergo, nei pressi di Porta Nuova: sconfitto dai sonniferi. Aveva deciso, con lucidità, di addormentare la sua cazzo di vita in una camera d’albergo, al Roma di Torino ingoiando una generosa dose di barbiturici, dodici bustine. 27 agosto 1950, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza, l’epitaffio scritto di sua mano: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi».
Cesare PaveseConstance Dowling, l’ultimo amore, non corrisposto, troppo difficile fra le Langhe, l’aveva portato a una depressione fulminante, una depressione che, a onor del vero, da quarantadue anni buoni lo tallonava: il ragazzo timido, amante dei libri e della natura, sempre pronto ad allontanarsi dagli uomini, sempre pronto a nascondersi per poi inseguire farfalle e uccelli, per sondare il mistero dei boschi, quel ragazzo si era addormentato una volta per tutte insieme a Cesare Pavese, un uomo che, dopo i quaranta, aveva raggiunto una certa notorietà con in tasca delle lire non proprio da buttare. Durante il periodo universitario non era troppo difficile trovarlo impegnato in focose discussioni nelle trattorie, assieme a operai e venditori ambulanti, insieme alla gente comune. Erano bastati dei sonniferi per togliersi di mezzo, senza pestare i piedi a nessuno.

Tutte le amiche le dicevano che somigliava a una diva di Hollywood: «Sei bella, bella come Constance». Francesca alzava le spalle, abbozzava poi un sorriso di sfida: «No, nient’affatto». E sulla fronte un presentimento di dolore, una ruga non ancora matura.
Emilia le correva accanto, quasi: Francesca teneva un passo svelto e la gamba lunga l’aiutava senza che dovesse affannarsi.
Via Po illuminata a festa: il Natale stava per cadere. Luci e luci, perlopiù di dubbio gusto. […] da IL MALE PEGGIORE (Storie di scrittori e di donne)

IL MALE PEGGIORE (Storie di scrittori e di donne) – Iannozzi Giuseppe –EDIZIONI IL FOGLIO – Collana: Narrativa – Pagine 330 – ISBN 9788876067167 – Prezzo: 16,00 €

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

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Letteratura: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” – recensione di Bartolomeo Di Monaco

Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Giulia Campinoti consiglia “Il male peggiore” di Iannozzi Giuseppe

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IL POTERE DI UNA DONNA

IL POTERE DI UNA DONNA

Iannozzi Giuseppe

Sharon Stone

Marina camminava lungo il viale alberato, lasciando dietro di sé un profumo leggermente dolciastro che subito l’aria raccoglieva e stemperava. Quel mese di febbraio era davvero atipico, il più caldo da almeno cinquanta anni. Da tempo non stava più con un uomo, anche se non dimenticava mai di uscire di casa per incontrare persone e scambiare quattro chiacchiere. Aveva avuto un ragazzo quando era molto giovane, ma questi era morto presto a causa di un linfoma non-Hodgkin e lei non aveva più cercato di rifarsi una vita affettiva insieme a qualcuno. Quando non doveva lavorare in biblioteca usciva, passeggiava senza una meta precisa, e non di rado attaccava bottone con qualcuno. Sul lavoro si limitava a obbedire: metteva a posto i libri come le veniva ordinato dal capo bibliotecario, e cercava quelli che le venivano richiesti da un sempre minor numero di lettori. Viveva in una villetta a due piani, che i genitori le avevano lasciato insieme a un piccolo gruzzoletto che teneva in banca e che, nel corso degli anni, non era mai stato intaccato. Lo stipendio che percepiva le bastava, non era una donna capricciosa, si accontentava di poco, pasti frugali e vestiti dozzinali comprati al mercato. Provvedeva da sola alla manutenzione ordinaria della casa, e solo di rado si vedeva costretta a chiamare l’idraulico o l’elettricista. Con i vicini scambiava sì e no un saluto: lei non si impicciava di loro e loro la lasciavano tranquilla, e a volte avevano come l’impressione che la donna non esistesse. Nel corso degli anni nessuno del vicinato aveva avuto l’occasione di inventare maldicenze sul conto di Marina. Solo di tanto in tanto qualcuno si chiedeva se Marina fosse reale e non il frutto della loro fantasia!

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Marco Masini – Tu non esisti

Marco Masini – Tu non esisti

Marco Masini

Marco Masini su YouTube – canale ufficiale

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Google ha bisogno di coccole, giochi e fiabe

Google ha bisogno di coccole, giochi e fiabe

Google

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DONI (4mani) di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

DONI (4mani)

di Viola Corallo e Iannozzi Giuseppe

Regina

Arrivasti carico di doni:
rose blu, tulipani olandesi,
biancospino e rametti di lillà;
era ben colmo il tuo canestro
– fra le braccia cullato –,
ma io nulla volli accettare.

Arrivasti carico di fiere unghiute:
una a una nelle praterie di Dio
le avevi braccate e catturate;
erano le tue spalle cariche assai,
ma io nulla volli accettare.

Arrivasti carico di perle rare
e di conchiglie misteriose:
in molti mari le avevi cercate;
straripavano le tue mani,
ma io nulla volli accettare.

Arrivasti nudo,
coperto di dolce vergogna:
in un forziere l’avevi trovata,
e colma ne era la tua anima;
e divenni io la tua Regina.

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Keith Flint dei Prodigy suicida: la conferma arriva dalla polizia

Keith Flint dei Prodigy suicida:
la conferma arriva dalla polizia

Iannozzi Giuseppe

keith-flint-prodigy

Keith Flint si è impiccato, questa la conclusione a cui è pervenuta la polizia. L’amico e compagno di band Liam Howlett lo aveva detto sin dall’inizio che Keith Flint si era tolto la vita. La scomparsa di Flint, voce e leader carismatico dei Prodigy, lascia un grande vuoto nel panorama musicale. Flint aveva 49 anni e soffriva di depressione da diverso tempo. Di recente si era separato dalla moglie Mayumi Kai. Nei prossimi giorni si conosceranno gli esiti degli esami tossicologici.

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Il giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani

Il giardino dei Finzi Contini

GIORGIO BASSANI

Il giardino dei Finzi Contini - Giorgio Bassani

Pochi romanzi italiani del Novecento sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come “Il giardino dei Finzi-Contini”, un libro che è riuscito a unire emozioni private e storia pubblica, convogliandole verso un assoluto coinvolgimento narrativo. Un narratore senza nome ci guida fra i suoi ricordi d’infanzia, nei suoi primi incontri con i figli dei Finzi-Contini, Alberto e Micòl, suoi coetanei resi irraggiungibili da un profondo divario sociale. Ma le leggi razziali, che calano sull’Italia come un nubifragio improvviso, avvicinano i tre giovani rendendo i loro incontri, col crescere dell’età, sempre più frequenti. Teatro di questi incontri, spesso e volentieri, è il vasto, magnifico giardino di casa Finzi-Contini, un luogo che si imbeve di sogni, attese e delusioni. Il protagonista, giorno dopo giorno, si trova sempre più coinvolto in un sentimento di tenero, contrastato amore per Micòl. Ma ormai la storia sta precipitando e un destino infausto sembra aprirsi come un baratro sotto i piedi della famiglia Finzi-Contini.

Giorgio Bassani (Bologna, 4 marzo 1916 – Roma, 13 aprile 2000), scrittore e critico letterario, trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Ferrara, che resta per sempre nel suo cuore e diventa teatro delle sue creazioni letterarie.
Partecipa alla Resistenza e, dopo la guerra, si dedica alla vita culturale come narratore e poeta.
Nella sua veste di direttore editoriale, scopre “Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Dopo la pubblicazione di “Cinque storie ferraresi e de “Gli occhiali d’oro, Bassani raggiunge un grande successo di pubblico nel 1962 con quello che è considerato da più parti il suo capolavoro, “Il giardino dei Finzi-Contini.
Nel 1974 esce “Romanzo di Ferrara”, che ne raccoglie l’intera opera narrativa. Tra le sue raccolte poetiche “Storie di poveri amanti e altri versi” (1946) e “L’alba ai vetri” (1963).
Muore nel 2000 a Roma, dopo una lunga e penosa malattia. È sepolto, per sua volontà, a Ferrara, nel cimitero ebraico di via delle Vigne, vicino alle mura di cui, come Presidente di “Italia Nostra”, ha promosso il restauro.

Il giardino dei Finzi-ContiniGiorgio Bassani – Feltrinelli – Collana: Universale economica – EAN: 9788807881084 – € 9,50

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IL GRILLO AIUTA PINOCCHIO A SOFFIARSI IL NASO

IL GRILLO AIUTA PINOCCHIO
A SOFFIARSI IL NASO

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Stanley Kubrick: “Un sogno, non è mai soltanto un sogno”

STANLEY KUBRICK

Un sogno, non è mai soltanto un sogno

(New York, 26 luglio 1928 – St Albans, 7 marzo 1999)

Stanley Kubrick

– Talvolta la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa quanto nel modo di sentirla.

– Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

– Un sogno, non è mai soltanto un sogno.

– Il reale va bene, l’interessante è meglio.

– Sfortunatamente, il tasso di mortalità infantile tra le civiltà emergenti e nell’universo potrebbe essere molto alto. Non che la cosa possa preoccupare o disturbare altri che noi, la distruzione di questo pianeta sarebbe insignificante, in prospettiva cosmica: per un osservatore sito nella nebulosa di Andromeda, il segno della nostra estinzione non sarebbe più appariscente di un fiammifero che si accende per un secondo nel cielo; se quel fiammifero fiammeggerà nel buio, non ci sarà nessuno a piangere una razza che usò il potere che avrebbe potuto mandare un segnale di luce verso le stelle per illuminare la sua pira di morte.

– È necessario che l’uomo possa scegliere tra bene e male e che ci sia il caso in cui egli scelga il male. Privarlo di questa possibilità di scelta, significa renderlo qualcosa di inferiore all’umano – un’arancia meccanica appunto.

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Il Louvre rinuncia Giuditta e Oloferne, opera attribuita a Caravaggio

Il Louvre rinuncia Giuditta e Oloferne,
opera attribuita a Caravaggio

Giuditta e Oloferne - attribuita a Caravaggio

Il Louvre ha rinunciato a Giuditta e Oloferne, opera attribuita a Caravaggio e scoperta per caso circa cinque anni or sono. Per il Louvre l’opera avrebbe un prezzo troppo alto, così ha spiegato l’esperto d’arte Eric Tarquin nel corso di una conferenza stampa. Il banditore d’aste Marc Labarbe ha annunciato che il quadro verrà messo all’asta a giugno 2019 con una base che si aggira attorno ai 100 milioni di euro.

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Il furto della gioconda. Un falso al Louvre? – Silvano Vinceti – Armando editore

Il furto della gioconda. Un falso al Louvre?

SILVANO VINCETI

Armando editore

Il furto della Gioconda - Silvano Vinceti - Armando editore

Il furto della Gioconda di Leonardo, avvenuto il 21 agosto 1911, ha rappresentato la più famosa sottrazione di un’opera d’arte. Lo studio di questo spettacolare crimine ha riportato alla luce nuovi e originali documenti custoditi negli archivi di Stato di Firenze. Una dettagliata ricostruzione del clamoroso evento ha permesso di riscrivere un’altra storia: l’indiscusso ideatore ed esecutore del furto, Vincenzo Peruggia, quel 21 agosto non entrò mai al Louvre e non rubò la Gioconda. Nuovi scenari e nuovi personaggi si prospettano all’orizzonte, come il marchese Edmondo de Valfierno, un falsario francese che accende i riflettori su una possibilità finora remota: la Gioconda esposta al Museo del Louvre è l’originale o siamo di fronte a un falso?

Silvano Vinceti, scrittore, autore e conduttore televisivo in Rai di programmi storico- culturali. Fra gli ultimi libri pubblicati, nelle nostre edizioni: L’enigma Caravaggio, Porto Ercole l’ultima dimora di Caravaggio, Francesco il Rivoluzionario di Gesù, Leopardi il filosofo della speranza, Alla Ricerca della Gioconda. È Presidente del Comitato per la valorizzazione dei Beni Storici, Ambientali e Culturali. Ha concluso felicemente la ricerca dei resti mortali della modella della Gioconda.

Il furto della Gioconda. Un falso al Louvre?Silvano VincetiArmando editore – Collana: Misteri d’Italia – Anno edizione: 2019 – Pagine: 192  -EAN: 9788869925115 – Prezzo 15 euro

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Leonard Cohen – First We Take Manhattan (Official Video)

Leonard Cohen – First We Take Manhattan

Guarda e ascolta First We Take Manhattan

Leonard Cohen in concert

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Mario Puzo – 50 anni per Il padrino – Un grande classico della letteratura

Mario Puzo – 50 anni per Il padrino

Un grande classico della letteratura

Mario Puzo - Il padrino

Protagonista del “Padrino” è Don Vito Corleone, capo delle cinque famiglie che esercitano il loro potere nel mondo della mafia newyorchese. Il Padrino è uomo d’onore con un preciso codice morale, generoso con gli amici quanto implacabile con i nemici. Dalla casa di Long Island, circondato da una famiglia patriarcale, comanda il vasto impero sotterraneo della malavita americana: gioco, corse di cavalli, prostituzione, neppure il mondo di Hollywood sfugge alla sua influenza. Don Vito è un uomo ragionevole, ma per chi rifiuta di ragionare a modo suo, la punizione è rapida e crudele, di una crudeltà raffinata che se non toglie all’avversario la vita lo priva della volontà di reagire. Il Padrino è un romanzo ricco di tensione e di colpi di scena, ma anche un documento, tuttora incredibilmente autentico, di Il padrinouna società violenta che non esita di fronte al ricatto, all’omicidio e alla tortura per imporre le proprie leggi. I legami della “famiglia”, i rituali del “rispetto”, gli intrecci tra potere politico e malavita, gli spietati regolamenti di conti, la vita quotidiana dei boss e dei loro sicari, il ruolo dei consigliori, la capillare organizzazione degli affari illeciti, gli amori, i matrimoni, i funerali, i tradimenti e le vendette: Mario Puzo ha messo vita e verità in ogni più piccolo particolare realizzando un affresco narrativo di grande impatto, un romanzo che è da tempo divenuto un classico.

Il padrinoMario Puzo – Traduttore: M. Giordini Ozzola – Editore: Corbaccio – Collana: I grandi scrittori – Pagine: 450 p., Brossura – EAN: 9788863803723 – € 20,00

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