Il volto del buio sotto il letto

Il volto del buio sotto il letto

ANTOLOGIA VOL. 249

Iannozzi Giuseppe

Under the Sun - by Chatterly

Under the Sun by Valeria Chatterly Rosenkreutz

DI QUESTO SOSPETTO

A gran voce
chiesero la verità
Gettai loro pane
in abbondanza
Stanno ancora
alla porta incollati
a bussar forte,
col pugno chiuso
Nutro così sospetto
che ci dev’essere
qualche cosa
che l’animo morde
più della fame

E di questo sospetto
non chiaro mi nutro

TRA PENSIERI E SOGNI

Mi spancio
all’ombra d’un salice piangente
spogliando il giallo d’un crisantemo,
cercando l’illuminazione
fra le ombre e il frusciare del vento,
nel mezzo dell’erba alta carezzata
e subito piegata; non una voce risuona,
l’intorno si allarga, valica montagne
ricordi e donne; resiste il pensiero
che sono vivo, ed allora dormo,
spengo l’essere vigile, affronto il sogno.

MALVAGI

Malvagi fischiettano,
con l’indice
e un sorriso d’ambiguità
ti puntano
Si fanno poi in volto scuri
e buia diventa la vita
ch’era tua

COME UN UOMO

Vindice
poi da me verrai
come un uomo
senza pietà

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Diego Zandel – Operazione Venere – Collana: I Gialli Oltre – OLTRE Edizioni

Diego Zandel – Operazione Venere

Oltre Edizioni

https://www.librioltre.it/

Diego Zandel - Operazione Venere - Oltre Edizioni

“Operazione Venere”, originariamente apparso nel 1996 nella gloriosa collana Segretissimo, quattordicinale di spionaggio Mondadori, distribuito in tutte le edicole italiane in robusta tiratura, è la seconda avventura a bordo dell’Esperia firmata Diego Zandel.
L’ambientazione è uno degli indiscutibili punti forti del romanzo: siamo a Cipro, la terza isola del Mediterraneo, negli anni Novanta: a vent’anni e uno sbuffo di distanza dalla violenta occupazione turca di un terzo dell’isola, nell’incomprensibile indifferenza di tutte le potenze europee. Stavolta, in crociera, ci si trova sotto la minaccia di un gruppo di estremisti greco-ciprioti, pronti a tutto pur di sollevare l’attenzione internazionale sulla sofferenza della loro gente, e della loro isola. L’artista romano di origine fiumana riesce, mantenendo un ritmo fortissimo e viva la tensione, a restituire – integro – uno spaccato politico della delicata e trascurata situazione dell’isola di Venere: come già in “Crociera di sangue”, vanno a puntinare la narrazione un vivido erotismo e una cinematografica cura dei dialoghi.
“Operazione Venere” non finisce qui. Il lettore contemporaneo si ritroverà, incuriosito e spiazzato, a leggere una vicenda secondaria i cui protagonisti sono i figli del dittatore iracheno Saddam Hussein: questo retrogusto mediorientale, già vivace comprimario nell’opera precedente, finisce per dare un tono più pittoresco e insolito alla spy story zandeliana. Una chicca, non soltanto per i cultori del genere e per gli appassionati di questioni cipriote e mediterranee.

Franco Franchi

Diego ZandelDiego Zandel è autore dei romanzi Massacro per un presidente (Mondadori, 1981), Una storia istriana (Rusconi, 1987, Finalista Premio Napoli 1987), Crociera di sangue (Mondadori,1993), Operazione Venere (Mondadori, 1996), I confini dell’odio (Aragno, 2002), L’uomo di Kos (Hobby&Work, 2004), Il fratello greco (Hacca, 2010), I testimoni muti (Mursia, 2011), Essere Bob Lang (Hacca, 2012), Il Console romeno (2013, Oltre edizioni). Con Giacomo Scotti ha scritto Invito alla lettura di Andric (Mursia, 1981). Suoi racconti compaiono in diverse antologie. È tradotto in Grecia e Croazia. – Diego Zandel su Wikipedia

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Operazione Venere – Diego Zandel

Operazione VenereDiego ZandelOltre Edizioni – Collana: I Gialli Oltre – Copertina: Riccardo Lenski – Prima edizione I Gialli Oltre: giugno 2021 – ISBN: 9791280075253 – Prezzo di copertina: € 17.00

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Gianclaudio de Angelini – Gli occhi di Lavinia – Prefazione: Diego Zandel – Oltre Edizioni

Gianclaudio de Angelini

Gli occhi di Lavinia

Oltre Edizioni

Gianclaudio de Angelini - Gli occhi di Lavinia - Oltre edizioni

Gianclaudio de Angelini ha cominciato a pubblicare su Facebook come “post” le sue poesie, in italiano e in istrioto (il dialetto istroveneto parlato soprattutto a Rovigno e Dignano) e i suoi haiku. Ed ogni volta li leggevo ammirato. E questo, nel corso degli anni, versi dopo versi, mi ha fatto prendere sempre più coscienza del valore poetico di essi. Così, un bel giorno di non molto tempo fa, mi decido a chiedergli di raccogliere le sue poesie in italiano e in istrioto e i suoi haiku fulminanti per sondare io la possibilità di una silloge che antologicamente riunisse i tre filoni attraverso i quali si esprime.

Ed ecco qua il libro. Credo che come ne sono rimasto colpito io, lo sarete anche voi.

Una parola in più solo per l’istrioto. È un dialetto che l’esodo ha parecchio svuotato, con la sua gente che se n’è andata dai luoghi dove si parlava, e che con l’arrivo in quegli stessi luoghi di gente proveniente da varie parte della ex Jugoslavia (croati dell’interno, serbi, kosovari) nulla hanno a che fare con il passato e le tradizioni non solo linguistiche di queste zone.

Ecco, il valore della poesia di Gianclaudio de Angelini in istrioto sta anche, oltre che nella sua bellezza e musicalità, nell’essere una delle ultime testimonianze della sua esistenza. Ho chiesto per questo motivo all’autore di darci anche nel libro un breve saggio che ne sveli la storia, a futura memoria.

Diego Zandel (dalla prefazione)

Gianclaudio de Angelini è nato il 19 dicembre del 1950 a Rovigno d’Istria. La sua famiglia  andò in esilio nell’agosto del 1951, quando non aveva ancora compiuto un anno. Dal 1956 risiede nel Villaggio Giuliano, ora Quartiere Giuliano Dalmata di Roma. Tornato la prima volta a Rovigno nell’estate del 1960 ha incominciato sin d’allora ad interessarsi della storia, del dialetto e delle tradizioni della sua terra d’origine. Nel 1997 ha vinto il primo premio della Sezione in Vernacolo del Premio di Poesia LAURENTUM, con “El sèigo da pera” componimento nell’istrioto di Rovigno, l’antico linguaggio dell’Istria meridionale. Nel dicembre 1997 ha pubblicato il volumetto “Poesia dell’esodo a due Voci” insieme con il dott. Marino Micich, figlio di esuli dalmati, con la prefazione del Dott. Amleto Ballarini, a cui ha fatto seguito il volumetto di poesia “Zbrèinduli da biechi – Brandelli di stracci” pubblicato nel 2010, con il quale nel 2018 ha vinto il primo premio della XVI edizione del “Premio Tanzella”  nella Sezione Poesia. Cultore della poesia breve di stampo ermetico si è naturalmente avvicinato al mondo degli Haiku. Alcune sue composizioni sono raccolte nell’antologia Autunno edita nel 2013 e Inverno edita nel 2016 pubblicate nella collana Hanami (Edizioni della Sera).  Consigliere della Società di Studi Fiumani,  ricopre attualmente la carica di vice Presidente dell’Associazione per la cultura fiumana, istriana e dalmata nel Lazio. Ha pubblicato saggi, articoli e partecipato a conferenze nell’ambito della storia e della cultura della sua terra d’origine. Co-fondatore della Mailing List Histria (M.L.H.) ed ideatore dell’omonimo Premio letterario indetto per i ragazzi delle Comunità Italiane dell’Istria, di Fiume e Dalmazia, giunto quest’anno alla sua 18° edizione. Dal 2019 è redattore de “La Voce della Famia Ruvignisa” organo della diaspora rovignese. Ha pubblicato svariati saggi sulla storia rovignese e sulla questione giuliana nella Rivista di studi adriatici “Fiume” e negli Atti del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno tra gli altri : Il partito comunista italiano e la Questione giuliana – Rivista FIUME Anno XVI N.31 1996; Brevi cenni sull’Istrioto di Rovigno” Rivista FIUME ; Il Canonicato Angelini, nella storia di Rovigno” ATTI del CRS N° 43 anno 2014: “Le memorie istriane di Raimondo Devescovi, Quaderni, del CRS Vol. XXII,  2011.

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Gli occhi di Lavinia – Gianclaudio de Angelini

Gli occhi di Lavinia – Gianclaudio de AngeliniOltre edizioni – Collana: Collezione di poesia – Prefazione: Diego Zandel – Prima edizione: giugno 2021 – Pagine: 168 – ISBN: 9791280075260 – Prezzo di copertina: € 16.00

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Luigino Bruni – L’Esilio e la promessa – Commento al libro di Ezechiele. Prefazione di Silvina Chemen – Dehoniane

Luigino Bruni – L’Esilio e la promessa – Commento al libro di Ezechiele. Prefazione di Silvina Chemen – Dehoniane

EDB – Edizioni Dehoniane Bologna

Luigino Bruni - L’ Esilio e la promessa - Dehoniane

Descrizione

L’esilio è una dimensione della condizione umana. Nascendo lasciamo un luogo familiare e sicuro per entrare in un altro sconosciuto, e senza due mani che ci accolgono e un corpo che ci riscalda e nutre non inizieremmo la nostra avventura sulla terra. I profeti biblici sono la madre che ci accoglie, ci nutre e ci accompagna negli esili della vita. Questo vale per tutti i profeti, ma soprattutto per Ezechiele, colui che riceve la sua vocazione durante l’esilio di Babilonia, nella prova più grande del suo popolo, e pronuncia le parole più alte per mantenere vivi la promessa e il patto, quando attorno tutto parla di dolore e di morte. La profezia è dono sempre, ma diventa bene essenziale quando la vita ci deporta in terre straniere, dopo che il grande sogno si è infranto, quando la speranza e la fede rischiano di spegnersi.

Sommario

Prefazione (S. Chemen).  Figli e figlie dell’uomo.  Il profeta, l’anti-Caino.  Tra il mantello e il cuore.  Ricordare è verbo di futuro.  La forza della seconda preghiera.  I poveri non sono maledetti.  Come un segno meraviglioso.  L’inganno della falsa gratuità.  Più grandi del nostro destino.  La tremenda bellezza dei patti.  La profezia del debito e dell’interesse.  Il nome dell’ultima fedeltà.  Mendicanti di credito e di fiducia.  La buona incompiutezza della vita.  Imparare a sostare e a vedere.  Sfiorando e toccando l’eternità.  Il nome dell’angelo non è economia.  Poggiati sull’albero della vita.  Quella speciale solidarietà dei profeti.  La regola aurea dell’anello debole.  La semantica della parola cuore.  Il canto delle ossa risorte.  Nonostante tutto, la vita.  La buona sacralità dell’ordinario.  Il valore e il prezzo della gratuità.  La profezia delle tasse e delle imposte.  Il cantico della laicità.  E il paradiso divenne città.  Bibliografia.

Note sull’autore<

Luigino Bruni, professore ordinario di Economia politica all’Università Lumsa di Roma ed editorialista di Avvenire, è autore di saggi tradotti in una decina di lingue. Per EDB ha pubblicato tra gli altri: Le imprese del patriarca. Mercato, denaro e relazioni umane nel libro della Genesi (32018); Le levatrici d’Egitto. Un economista legge il libro dell’Esodo (42020); La sventura di un uomo giusto. Una rilettura del libro di Giobbe (62021); Una casa senza idoli. Qoèlet, il libro delle nude domande (42020); Dialoghi della notte e dell’aurora. Una rilettura di Isaia (32021); L’alba della mezzanotte. Il grido inascoltato del profeta Geremia (22020);  Più grandi della colpa. Una rilettura del libro di Samuele (2020).

Silvina Chemen è rabbina di una comunità ebraica a Buenos Aires, in Argentina.

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L’Esilio e la promessa. Commento al libro di Ezechiele

Luigino BruniL’Esilio e la promessa. Commento al libro di Ezechiele – Prefazione di Silvina Chemen – Dehoniane – Collana: P6 Lapislazzuli – Prima edizione: giugno 2021 – Pagine: 240 – ISBN: 9788810559840 – € 17,00

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Una sporca faccenda

Una sporca faccenda

di Iannozzi Giuseppe

Uscì dal cascinale tenendo vivo un passo leggero ma determinato. La pistola in mano, nella destra, il dito sul grilletto. Era una bella giornata, perfetta: l’alba era di un bel colore rosso sangue, come sempre sulle cime innevate delle montagne. Il fiato caldo diventava un fumetto a contatto con l’aria fredda. L’uomo trovava fosse divertente.
La neve rapiva le impronte dell’uomo: erano quelle di una persona né troppo robusta né mingherlina.
Poco prima di uscire dal caldo rassicurante ambiente della casa, stava ascoltando il notiziario: una vecchia radio, degli anni Cinquanta, trasmetteva le notizie.
Era carica. Il grilletto era già per metà premuto.
Puntò.
pitbullIl mirino era sulla fronte dell’animale.
Abbaiava. E l’eco di quell’abbaiare era davvero una nota stonata. Ma presto si sarebbe spenta.
Non era giusto che finisse con un colpo in fronte. Lui la pensava così.
L’uomo spostò il braccio dritto e la mano con la Beretta. Portò il mirino sull’orecchio dell’animale. Così andava già meglio: il proiettile gli avrebbe fracassato il cranio, da orecchio a orecchio.
Il pitbull prese ad abbaiare più forte, con rabbia impotente.
Gliel’avevano portato dicendogli che aveva quasi ammazzato un bambino di quattro anni, che giocava in giardino. L’animale era sfuggito al padrone, che lo teneva sì al guinzaglio ma senza museruola; si era poi scoperto che il guinzaglio non era adeguato, usurato, mangiato in più punti, inutile perfino per la più mansueta delle pecore.
Sputò sulla neve tenendo lo sguardo incollato sul pitbull, su quella sua boccaccia schiumante.
George Bush non poteva essere più rieletto. Otto anni erano passati. Otto lunghi anni. Alla radio il giornalista si era spiegato bene, con chiarezza.
Il cagnaccio schiumava e ringhiava: sospettava che quelli che stava vivendo erano i suoi ultimi attimi. Se solo avesse potuto spezzare le sbarre di acciaio, gli sarebbe saltato addosso, strappandogli la giugulare e tutto il resto.
Il bambino era stato soccorso in un bagno di sangue: un agnello mezzo sbranato, così gli avevano detto. Il cane gli aveva portato via più della metà del viso, si era poi accanito sulla parte alta del cranio, strappandogli lo scalpo. Quando il padrone era finalmente riuscito a calmare la bestia, era troppo tardi. L’uomo era stato denunciato. Non gli sarebbe successo niente a quel figlio di puttana, solo il pitbull avrebbe pagato. Una vera schifezza.
La Beretta era il prolungamento della mano.
I denti bianchi della bestia abbaiavano rabbia.
Il grilletto fece la sua corsa sotto la spinta del dito.
Cadde giù.
La testa spappolata.
Il proiettile gli era esploso nel cranio, spargendo nell’intorno ossa, materia grigia e sangue. Il cadavere del pitbull giaceva in una pozza rossa, il cranio portato via per metà.
Diede le spalle al cadavere. Non spettava a lui seppellirlo o darlo alle fiamme.
Un piede avanti l’altro, e tornò al cascinale, lasciando dietro di sé le tracce del suo cammino. Che in pochi minuti sarebbero state cancellate dalla prossima nevicata.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale.
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Uomini senza donne

Uomini senza donne

Racconti brevi che non aiutano nessuno

di Iannozzi Giuseppe

Gustave Courbet - Uomo disperatoSplende il sole
tra chiese e baracche,
ma gli occhi
non vogliono veder luce:
l’anima già da tempo sa
che l’amore non tornerà

IL GRANDE DUMAS

Alexandre era un bambino piuttosto paffutello che amava sognare a occhi aperti. Per un quarto era di ascendenza africana: suo padre, un mulatto che la Francia ricordava come Général Dumas, nacque infatti dall’unione di un marchese e di una schiava africana di Haiti, Marie Cessette, detta la femme du mas.
Alexandre Dumas ricordava poco o nulla del padre, sapeva che era morto per colpa di un cancro allo stomaco e che non aveva mai potuto soffrire l’imperialismo napoleonico.
In casa Dumas c’erano pochi soldi. Alla madre del futuro scrittore de I tre moschettieri, Marie-Louise Elisabeth Labouret, non era sfuggito il fatto che il figlio, a ogni giorno che passava, dimostrava d’avere un carattere incline a sognare. Il suo bambino amava la letteratura oltre ogni dire, e questo a Marie-Louise Elisabeth non era sfuggito, però lei non poteva assicurargli degli studi molto approfonditi: i soldi che arrivavano in casa era perché lei si spezzava la schiena in un piccolo spaccio di tabacchi.

Finito che ebbe di scrivere la storia che gli era stata commissionata, il ghostwriter si concesse una pausa. Aveva scritto più di settecento pagine e il suo cliente gli aveva promesso qualcosa come mille euro. Aveva scritto un romanzo storico per uno che non sapeva neanche l’abc. Peccato che il suo cliente avesse soldi da buttare via, oltre a tanti agganci politici ed editoriali, mentre lui no e in qualche modo doveva pur sbarcare il lunario. Anche questa volta veniva pagato una miseria per un lavoro che al suo cliente, un arpagone come pochi, avrebbe fruttato fama, notorietà e diritti d’autore mica da ridere, perché, poco ma sicuro, il libro avrebbe venduto migliaia di copie, sarebbe poi stato tradotto in una ventina di lingue… e, ovviamente, la storia sarebbe diventata il soggetto per un film di successo.
Grimaud aveva romanzato la vita di Alexandre Dumas per ricevere in cambio delle ben magre briciole e l’anonimato assicurato per il resto della sua vita.

IL PICCOLO GATSBY

Con del buon jazz in sottofondo, il piccolo Gatsby, ben accomodato su un divano mignon, si trastullava ora leggendo qualche pagina da Diecimila seghe sotto i mari, ora qualche gossip dalla sua rivista preferita, I promessi conviventi. Il piccolo Gatsby, all’improvviso, accusò un terribile mal di pancia e subito si spaventò. Prese dunque a massaggiarsi il pancino con la pargoletta mano, ma senza ottenere risultati apprezzabili. Il piccolo Gatsby non poté far a meno di pensare: “Mi sa che a forza di leggere corbellerie il mio fisico, invero molto delicato, deve averne risentito e non poco.” Cercò di alzarsi dal divano, e in un baleno cadde a terra insieme al libro e alla rivista. Cercò di tirarsi in piedi prima che la pupù gli imbrattasse il pantaloncino, ma, come i nostri piccoli lettori avranno già bene immaginato, non ci riuscì. A dispetto della gran puzza di pupù, la tromba di un Miles Davis più che perfetto continuò a vomitare note nell’aria.

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Morte di mezza estate e altri racconti – Yukio Mishima – Guanda

Morte di mezza estate e altri racconti

Yukio Mishima

Guanda

Morte di mezza estate e altri racconti - Yukio Mishima - Guanda

Scrittore aggressivo, emblematico di una cultura elegante e basata sul rituale, Mishima uniformò il suo stile di vita ai precetti degli antichi samurai, pur rimanendo il più “occidentale” degli intellettuali giapponesi. L’intreccio di arte e di azione non basta a spiegare la tragica coerenza del personaggio, né la sua posizione di primo piano nella letteratura giapponese del Novecento. Proprio per questo i dieci racconti di “Morte di mezza estate” si rivelano illuminanti: introducono ai temi fondamentali della sua opera e a una ricerca estetica che dà vita a un linguaggio ora prezioso ora freddo e lineare. Tra i racconti spicca Patriottismo, profetica anticipazione letteraria del suicidio di Mishima.

Yukio MishimaYukio Mishima, pseudonimo di Kimitake Hiraoka (平岡 公威 Hiraoka Kimitake?; Tokyo, 14 gennaio 1925 – Tokyo, 25 novembre 1970), è stato uno scrittore giapponese, autore di romanzi centrati sulla dicotomia fra i valori della tradizione e l’aridità spirituale del mondo contemporaneo. La sua prima opera, Confessioni di una maschera (1949), parzialmente autobiografica, gli diede subito fama e successo. La popolarità andò ulteriormente consolidandosi con La voce delle onde (1954), Il padiglione d’oro (1956) e Il sapore della gloria (1963). In seguito, con la tetralogia Il mare della fertilità (1965-1971) .
Mishima affermò il valore della cultura del Giappone imperiale, criticando gli esiti del processo di modernizzazione del paese. Temi ricorrenti della sua produzione sono il mito della forza e dell’eroismo, l’erotismo, il legame inscindibile fra sensualità e violenza, tra bellezza e morte. Nella vita, Mishima volle incarnare questi ideali: acceso nazionalista e conservatore, fondò la setta militare Tatenokai (Società dello scudo), basata sull’esaltazione della cultura fisica e delle arti marziali e pose fine ai suoi giorni con un clamoroso harakiri, ultima protesta contro la perdita di valori del Giappone moderno. Alla sua figura e alla sua opera è dedicato il film Mishima (1985) di Paul Schrader.

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Morte di mezza estateYukio Mishima – Traduttore: M. Amante – Guanda – Collana: Tascabili Guanda, narrativa – Pagine: 239 – ISBN: 9788823514072 – Prezzo: € 12,00

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Il delta di Venere – Anaïs Nin – Bompiani

Il delta di Venere – Anaïs Nin

Traduttore: Delfina Vezzoli

Bompiani

Il delta di Venere - Anaïs Nin - Bompiani

Un misterioso collezionista di libri nel 1940 offrì a Henry Miller cento dollari al mese per scrivere dei racconti erotici. Miller cominciò entusiasta, ma si stancò presto e passò l’incarico all’amica Anaïs Nin che aveva bisogno di soldi. ”Cominciai a scrivere ironicamente, divenendo così improbabile, bizzarra ed esagerata che pensai che il vecchio si sarebbe accorto che stavo facendo una caricatura della sessualità,” ricorda Anaïs Nin. ”Passavo i giorni in biblioteca a studiare il Kāma Sūtra, ascoltavo le avventure più spinte degli amici… Tutte le mattine, dopo colazione, mi sedevo a scrivere la mia dose di pornografia…” Solo ogni tanto riceveva una telefonata dal mandante. Una voce diceva: ”Va bene. Ma lasci perdere la poesia e le descrizioni di tutto quello che non è sesso. Si concentri sul sesso.” Nacquero così questi racconti che si possono meritatamente annoverare tra le opere della letteratura erotica di maggior successo.
Titolo originale: ”Delta of Venus” (1977).

Anaïs Nin nacque a Neuilly il 21 febbraio 1903. I suoi esordi letterari sono legati all’ambiente artistico parigino, dove la scrittrice visse fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando preferì rifugiarsi a New York, città in cui rimase fino alla morte, nel 1977. Di Anaïs Nin Bompiani ha pubblicato: Il delta di Venere, Storia di una passione, Henry & June, Uccellini, D. H. Lawrence, Diario (I-VI), Una spia nella casa dell’amore, Fuoco, Incesto e La voce.

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Il delta di VenereAnaïs Nin – Traduttore: Delfina Vezzoli – Bompiani – Collana: Tascabili narrativa – Pagine: 304 – ISBN: 9788845295003 – Prezzo: € 12,00

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Natalia Ginzburg. Un’assenza. Racconti, memorie, cronache 1933-1988 – A cura di Domenico Scarpa – Einaudi

Natalia Ginzburg

Un’assenza

Racconti, memorie, cronache 1933-1988

Einaudi

Natalia Ginsburg - Un'assenza - Einaudi

Trentasette testi – in massima parte mai raccolti prima d’ora – che restituiscono, lungo più di mezzo secolo, gli itinerari di una tra le più belle voci del Novecento italiano.

Realizzato con mezzi che sembrano poverissimi, ogni racconto di Natalia Ginzburg è una rivelazione, una vicenda che scorre su più nastri, che imperturbabile va addizionando gesti, oggetti e battute di dialogo, che si toccano per vie segrete e non si dimenticano. Il mezzo capace di fare accadere tutto questo è la voce, ruvida, duttile, scontrosamente intonata, di una narratrice che si è rivelata infallibile nel descrivere la realtà. E “Un’assenza” è la storia di questa voce nel suo lungo percorso. I lettori vi scopriranno ben undici racconti finora ignoti, una suite autobiografica in cui la Ginzburg racconta di sé senza trarsi in disparte, e sorprendenti cronache dalle fabbriche di Torino o dalla desolazione di Matera. S’imbatteranno in “Memoria”, una poesia scritta per il marito Leone Ginzburg, e nel “Discorso sulle donne”: due testi da rileggere, da ripensare, da custodire.

Natalia Ginzburg (Palermo 1916 – Roma 1991) ha scritto molte opere di narrativa e testi teatrali, oltre a saggi di critica letteraria e di attualità politica. Negli Einaudi Tascabili sono disponibili: È stato cosí, Tutti i nostri ieri, Valentino, Le voci della sera, Le piccole virtú, La strada che va in città e altri racconti, Lessico famigliare, Cinque romanzi brevi, Famiglia, La famiglia Manzoni, La città e la casa, Mai devi domandarmi, Caro Michele.

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Un’assenzaNatalia Ginzburg – A cura di Domenico Scarpa – Einaudi – Collana: ET Biblioteca – Pagine: 384 – ISBN 9788806231149 – Prezzo: € 18,00

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Fuori dalla tempesta

Fuori dalla tempesta

di Iannozzi Giuseppe

Calibano

È stata la tempesta,
non l’ho voluta
ma è stata;
così, adesso,
che sono
e sono fuori
dall’ingombro
di nuvole e vili strali,
taccio, lasciando
la parola non a Dio,
non all’amore
e nemmeno al mio Io
Lascio il silenzio
perché parli a lungo
con parole malfatte;
e lascio il sorriso,
quello di Calibano:
tutto questo poco
lascio qui deposto,
e miro l’orizzonte
a fronte alta
sfidando della stupidità
la somma spergiura.

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La Luna spiava la loro bellezza

La Luna spiava la loro bellezza

ANTOLOGIA VOL. 248

Iannozzi Giuseppe

sorriso di donna

LA FINE DEGLI ANGELI

Tutto è finito
Ogni cosa ha perso
di valore
Tutti gli angeli
caduti
schiantati
sulla durezza
delle nostre anime
hanno assunto
quella volgarità
che ci tiene in piedi

FUORI DALLA TEMPESTA

È stata la tempesta,
non l’ho voluta
ma è stata;
così, adesso,
che sono
e sono fuori
dall’ingombro
di nuvole e vili strali,
taccio, lasciando
la parola non a Dio,
non all’amore
e nemmeno al mio Io
Lascio il silenzio
perché parli a lungo
con parole malfatte;
e lascio il sorriso,
quello di Calibano:
tutto questo poco
lascio qui deposto,
e miro l’orizzonte
a fronte alta
sfidando della stupidità
la somma spergiura.

CON LA TUA BOCCA
E I TUOI OCCHI LA MORTE

Avevi detto
che mi amavi.
Che ero per te l’uomo
dei tuoi incubi,
dei migliori
e dei peggiori anche.

Sei adesso con un altro
più bello e di me ricco.
E sono io qui a leggere
lo sfratto,
a schiacciare scarafaggi
con la residua impronta
dell’anima mia
che sotto alle piante dei piedi
nuda m’è rimasta incollata.

È venuta,
è già venuta la Morte:
aveva i tuoi occhi
e con la bocca tua a cuore
la mia silente ha baciato.

SORRISO DI DONNA

Come ogni uomo
ho creduto
a una donna,
alla sua bellezza,
e del suo sorriso
sono rimasto vittima,
con il cuore quasi
arrestato in petto,
ingoiando
il pomo d’Adamo,
pregando
che ancora
mi sorridesse lei.

Nulla di lei
sapevo io,
ma già l’amavo:
fortemente.

Nulla di lei
sapevo,
sol vedevo
il suo sorriso
perché
da sempre
– lo ammetto –
uno stupido io,
un tipo votato
a concedersi
alla malinconia.

NON SIA DI POESIA

Non sia di poesia il giorno,
sia invece di carnali passioni,
di immensità vuote di barocchismi;
sia il giorno impietosa lama di luce
che le verità a una a una le denuda;
e sarà bello vivere e godere,
anche sotto l’occhio mai stanco
della macchina da presa

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Le notti bianche. La cronaca di Pietroburgo – Fëdor Dostoevskij – Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina – Feltrinelli

Le notti bianche – La cronaca di Pietroburgo

Fëdor Dostoevskij

Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina

Feltrinelli

Le notti bianche - La cronaca di Pietroburgo - Fëdor Dostoevskij

“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse possono esistere solo quando si è giovani”

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Un giovane sognatore, nella magia vagamente inquieta delle nordiche notti bianche, incontra una misteriosa fanciulla e vive la sua “educazione sentimentale”, segnata da un brusco risveglio con conseguente ritorno alla realtà. Un Dostoevskij lirico, ispirato, comincia a riflettere sulle disillusioni dell’esistenza e dell’amore nell’ultima opera pubblicata prima dell’arresto e della deportazione, esperienze che modificheranno in maniera radicale e definitiva la sua concezione dell’uomo e dell’arte. In questa edizione, al celebre racconto viene affiancata la visione “diurna” di Pietroburgo contenuta nei feuilletons che compongono la Cronaca di Pietroburgo, vero e proprio laboratorio per la scrittura dostoevskiana. Lo stretto legame tra pubblicistica e letteratura, che accompagnerà Dostoevskij negli anni della maturità, viene così a manifestarsi fin quasi dal suo esordio. Il racconto Le notti bianche ha ispirato il film omonimo di Luchino Visconti (1957), con Marcello Mastroianni e Maria Schell, e il film Quattro notti di un sognatore di Robert Bresson (1971).

Fedor DostoevskijFëdor Dostoevskij (Mosca, 1821 – San Pietroburgo, 1881) è uno dei cardini della letteratura e del pensiero ottocenteschi, portavoce di uno scavo psicologico lucido e infuocato che ha contagiato profondamente la contemporaneità. Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” i volumi: Lettere sulla creatività (1991), L’idiota (1998), Il sosia (2003), I demoni (2009), Il giocatore (2012), Note invernali su impressioni estive (2013), Ricordi dal sottosuolo (2013), La mite (2013), Delitto e castigo (2013), I fratelli Karamazov (2014), Le notti bianche – La cronaca di Pietroburgo (2015), Povera gente (2016), Memorie da una casa di morti (2017), Umiliati e offesi (2018), L’eterno marito (2019), Netočka Nezvanova (2020).

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Le notti bianche­. La cronaca di Pietroburgo

Le notti biancheFëdor Dostoevskij  – Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina – Feltrinelli – Collana: Universale Economica I Classici – ISBN: 9788807901874 – Pagine: 176 – Prezzo: € 8,50

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“Un amore a Hydra” di Tamar Hodes: “Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono” – recensione di Iannozzi Giuseppe

Un amore a Hydra – Tamar Hodes

Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono

di Iannozzi Giuseppe

Tamar Hodes - Un amore a Hydra - Scritturapura

Leonard Cohen trascorse un bel po’ di tempo a Hydra, che nel corso degli anni sessanta fu un famoso rifugio di artisti. Quando arriva sull’isola, ha già al suo attivo un album di reading (Six Montreal Poets, 1957), “Confrontiamo allora i nostri miti” (Let us compare mythologies, 1956) e “Le spezie della terra” (The Spice-Box of Earth, 1961); sull’isola greca porterà a compimento due romanzi, “Il gioco favorito” (The Favourite Game, 1963) e “Belli e perdenti” (Beautiful Losers, 1966), darà vita alla sua terza raccolta poetica dal titolo “Fiori per Hitler” (Flowers for Hitler, 1964), scriverà le canzoni che confluiranno in “Songs of Leonard Cohen” (1967) e alcuni brani che invece faranno parte di “Songs from a Room” (1969), il suo secondo lavoro discografico.

Con grande dovizia di particolari riguardanti Hydra, Tamar Hodes conduce il lettore in un angolo di mondo che potrebbe essere una sorta di piccolo Eden, non fosse per il fatto che nessun luogo sulla Terra è mai veramente perfetto. A ogni modo, la vegetazione è incorrotta e rigogliosa, gli abitanti sono affabili quanto basta, e un gran numero di artisti dona all’isola un’aura quasi magica, sono infatti tante e lunghe le discussioni sull’arte, la scrittura, la pittura, la filosofia che, all’aperto o in casa, si portano avanti per ore e ore, non di rado alzando il gomito. George Johnston, Charmian Clift, Norman Peterson, Anthony Kingsmill, Gordon Merrick, oltre a Leonard Cohen e Marianne Ihlen, sono soltanto alcuni dei personaggi che popolano Hydra: il desiderio di un po’ tutti è quello di riuscire a dare un senso alla propria vita, e non solo sotto un profilo prettamente artistico. Leonard, stanco della plumbea atmosfera londinese, ha deciso di nascondersi, si fa per dire, sulla luminosa isola greca: ha venticinque anni, sa già suonare la chitarra, e in testa gli frullano davvero tante idee, che solo aspettano di essere organizzate in maniera logica e precisa. Passa le sue giornate sulla sua macchina per scrivere Olivetti, scrive senza posa, più che mai deciso a diventare un artista completo; all’improvviso la vede, è Marianne, è bella, è la donna più bella e bionda che lui abbia mai visto. Non appena i loro sguardi si incrociano, entrambi capiscono che sono destinati ad amarsi. Nel corso della maturità, ricordando gli anni trascorsi a Hydra, durante una intervista, Cohen si esprimerà così: «Era come se tutti fossero giovani, belli e pieni di talento, ricoperti da una specie di polvere d’oro. Tutti avevano qualità speciali e uniche. Questo è, naturalmente, il sentimento della giovinezza, ma nella gloriosa atmosfera di Hydra, tutte queste qualità furono amplificate».
Cohen comincia a frequentare la comunità bohémienne dell’isola, perché oramai l’ha vista e la vuole, vuole Marianne, la donna perfetta, la dea bionda dalla pelle di raso. Ben presto Leonard si lega a Marianne; lei ha già un bambino, è sposata con Axel Jensen, ma è come se non lo fosse. Axel ha una amante e questo lei non lo può accettare. Jensen è uno scrittore dal carattere insopportabile,è un traditore che non la rispetta, ma ciò che è peggio è che non rivolge attenzione alcuna al figlio, praticamente è come se per lui non esistesse. La donna sa bene che il matrimonio con suo marito è fallito da un pezzo. Marianne si trasferisce dal giovane poeta Cohen e, almeno per un po’, i due amanti vanno d’amore e d’accordo, tanto più che Leo adora il piccolo Axel Joachim. Leonard è ispirato, è chiamato, è predestinato: non può fare a meno di scrivere, e per riuscire a stare dietro alla scrittura ha bisogno di grande concentrazione. Ama follemente Marianne ma anche la scrittura. Non è facile per Cohen concentrarsi su due fronti. Marianne intuisce che il suo amante è destinato a diventare qualcuno: non vuole in alcun modo essere un possibile ostacolo per l’uomo che ama.
Sull’isola greca di Hydra, Leonard Cohen scriverà “Bird on the Wire” e “So long, Marianne”, due canzoni (poesie) che faranno conoscere la bella modella svedese a un po’ tutto il mondo.
I genitori di Tamar Hodes erano a Hydra, erano dei membri attivi della comunità di artisti ed ebbero modo di conoscere da vicino Leonard Cohen. Quando il poeta-cantautore lasciò l’isola, consegnò nelle mani del padre di Tamar, di cui era amico, i diari che aveva tenuto in quel tempo, nei quali descrive il suo rapporto amoroso con Marianne e la vita a Hydra. Per scrivere “Un amore a Hydra”, Tamar Hodes ha preso spunto dai diari che il padre le ha lasciato, siamo dunque di fronte a un romanzo in cui la finzione sposa la realtà, quella realtà che Leo ha avuto modo di percepire e interpretare secondo la sua non poca acuta sensibilità. “Un amore a Hydra” non racconta soltanto la storia fra Leonard e Marianne: un po’ tutti gli artisti che negli anni sessanta hanno soggiornato a Hydra, pur avendo una famiglia, hanno allacciato nuove relazioni, relazioni che in alcuni casi si sono rivelate fallimentari se non addirittura pericolose. Ad esempio, l’autrice non può fare a meno di evidenziare e raccontare il complicatissimo rapporto fra George Johnston e Charmian Clift. I due artisti, marito e moglie, si amano e si odiano allo stesso tempo; leggendo le pagine che parlano di loro, non si può far a meno di notare che amore e odio, luce e oscurità, li avvolgano, e solo di rado, per pochi momenti, la luce riesce a far indietreggiare la sua nera antagonista.
La fama di Leonard Cohen si estende, il suo nome passa di bocca in bocca, e nel giro di poco tempo viene apprezzato e contattato da artisti già parecchio affermati come Bob Dylan, Judy Collins, etc. etc. Le ammiratrici arrivano a Hydra con il solo scopo di conoscere il poeta, il cantautore che canta di una certa Suzanne… Marianne è felice per il suo amante, ma non è stupida: Leonard, presto, non sarà più soltanto suo, dovrà condividerlo con le fan che si gettano letteralmente ai sui piedi. La bella svedese ne è sicura, non intende trascorrere nell’ombra i prossimi anni della sua vita: decidere di vivere insieme al suo bel canadese sarebbe un errore, per lei e per suo figlio. Impossibile rimandare decisioni, concedersi ancora un po’ di tempo: la giunta militare fascista ha già cominciato ad allungare la sua possente ombra sulla comunità.

Tamar Hodes racconta gli anni felici di Leonard e Marianne, adoperando una sapienza descrittiva che non scade mai nella melensaggine: personaggi e situazioni sono presentati senza censure e abbellimenti di sorta, riuscendo così a farsi amare anche dal lettore più esigente. E, forse, in questo preciso momento, da lassù, in mezzo a mille gardenie, Leonard Cohen sta sorridendo insieme alla sua musa bionda.

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Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen – Tamar Hodes – Scritturapura Casa Editrice – Collana: Paprika – Traduttore: Roberta Donvito – Prima edizione: maggio 2021 – Pagine: 286 p., Brossura – ISBN: 9788897924692 – Prezzo: € 20.00

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Francesco De Nicola – A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni

Francesco De Nicola – A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni

Caprile / Colonna / De Nicola / Marenco / Sensini / Siciliano

a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco

OLTRE Edizioni

https://www.librioltre.it/

A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni – AA.VV. – a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco – OLTRE Edizioni - illustrazione promozionale di Riccardo Lenski

– immagine promozionale by Riccardo Lenski –

A trent’anni dalla scomparsa, Giorgio Caproni viene ricordato con questa originale raccolta di scritti che esplorano alcuni aspetti sinora pressoché trascurati nella pur vasta bibliografia critica su di lui.

Francesco De Nicola, già docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova, ripercorre gli anni compresi tra la morte del poeta ed oggi, riferendo sulle pubblicazioni postume di pagine di e su Caproni con alcune riflessioni sulla sua ancora limitata notorietà.

Angela Siciliano, dottoranda dell’Università di Pisa, approfondisce gli anni della formazione del poeta trascorsi a Livorno sulle tracce che quel periodo ha lasciato nei suoi versi.

Maria Teresa Caprile, professore a contratto di Letteratura e cultura italiana per stranieri all’Università di Genova, approfondisce la componente lessicale dei primi quattro libri di Caproni in una serie di tabelle puntualmente commentate.

Francesca Irene Sensini, professore di Letteratura Italiana all’Università di Nizza, prende in considerazione la componente naturalistica dell’ambito campestre nella poesia di Caproni e infine Valentina Colonna, dottoranda nell’Università di Torino, compie un’indagine sugli echi musicali nella poesia di Caproni con le osservazioni derivatele dalla sua esperienza di musicista e studiosa di prosodia nella poesia.

Il libro è chiuso dal vivace racconto di Federico Marenco, dirigente del settore parchi della Regione Liguria e grande appassionato di letteratura, sulla genesi del ritratto di Caproni eseguito da Costantini riportato sulla copertina del libro.

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A trent’anni dal congedo di Giorgio Caproni

A trent’anni dal congedo di Giorgio Caproni – AA.VV. – a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco – OLTRE Edizioni – collana: DIOGENE – Prima edizione: marzo 2021 – pagine: 118 –  ISBN: 9788899415952 – Prezzo: € 16.00

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Tra di noi l’oceano. Modernità di Emily Brontë ed Emily Dickinson – Mattia Morretta – Gruppo Editoriale Viator

Tra di noi l’oceano

Modernità di Emily Brontë ed Emily Dickinson

Mattia Morretta

Gruppo Editoriale Viator

Tra di noi l'oceano - Mattia Moretta - Gruppo Editoriale Viator

Vite parallele delle due Emily più note e ineffabili del panorama letterario, una narrazione biografica arricchita dall’approfondimento tematico dell’opera e da traduzioni più aderenti al testo originario, ricostruendo i collegamenti esistenziali e artistici, le consonanze dei profili di personalità e dell’ispirazione. Una singolare rilettura che svela perché la loro scelta di votarsi alla scrittura, rimanendo latenti e dietro le quinte del mondo, si sia tradotta in libertà morale e solida eredità culturale. Si scopre infatti che per i contenuti e gli accenti sono nostre contemporanee e che ci rianimano con un vocabolario dotato di eccezionale energia. Maestre di consapevolezza con domande sul dolore, la malattia e la morte, l’identità personale e sessuale, le prove dell’amore e della solitudine, la conoscenza dei fenomeni mentali e il rapporto con la natura. Storie esemplari, fondate sulla qualità della vita interiore e sulla distanza critica indispensabile per dialogare con sé stessi e gli altri. Un viaggio nel passato e nel futuro con tre parole chiave: poesia, memoria, eternità.

Mattia Morretta, psichiatra e sessuologo, ha una storia di costante impegno educativo e sociale, collaborazioni con enti pubblici, associazioni, radio e riviste. Ha pubblicato saggi di approfondimento psicologico e culturali, tra i quali: Questo matrimonio e genitorialità (2019), Viva Dalica. Icona immortale (2017), Tracce vive. Restauri di vite diverse (2016), Che colpa abbiamo noi. Limiti della cultura omosessuale (2013), Il percorso del morire (1995).

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Tra di noi l’oceano – Mattia Moretta 

Tra di noi l’oceano. Modernità di Emily Brontë ed Emily DickinsonMattia MorrettaGruppo Editoriale Viator – Fuori collana – Pagine: 304 – Prima edizione: 2021 – ISBN:9788885805491 – Prezzo: € 18,00

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