Dolores Aleixandre – Alfonso López-Fando – Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino – Dehoniane

Dolores Aleixandre – Alfonso López-Fando

CINQUE PAESAGGI PASQUALI

Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino

Deboniane

Dolores Aleixandre - Alfonso López-Fando - Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino - Dehboniane

Descrizione

Gli evangelisti citano continuamente luoghi concreti della geografia della Palestina – Betlemme, Nazaret, Cana, Betania, Gerico, Cafarnao, Gerusalemme – divenuti familiari anche se non sappiamo esattamente dove si trovi la sala al piano superiore della casa in cui si è svolta l’ultima cena, che cosa resti del palazzo di Caifa, su quale sponda del lago Gesù abbia atteso i suoi discepoli mentre pescavano.
Questo libro intende accompagnare i lettori in un pellegrinaggio che coinvolge cinque luoghi legati alla Pasqua di Gesù: il cenacolo, l’orto, il cortile, il monte, il giardino. Si tratta di leggere i brani evangelici nel loro contesto, con i sensi attenti a ogni scenario, sapendo che i luoghi condizionano le parole che vi vengono pronunciate. Siamo così invitati a uscire dal quotidiano per attraversare insieme a Gesù quegli spazi, percorrendoli e contemplandoli come fosse la prima volta.

Sommario

I. Il Cenacolo.  II. L’Orto.  III. Il Cortile.  IV. Il Monte.  V. Il Giardino.

Note sull’autore

Dolores Aleixandre, religiosa del Sacro Cuore di Gesù, ha insegnato Sacra Scrittura all’Università Pontificia Comillas di Madrid. Collabora con le riviste Sal Terrae, ChristusAlandar21 e Vida Nueva ed è autrice di oltre venti pubblicazioni.

Alfonso López-Fando, laureato in Filosofia e licenziato in Psicologia all’Università Pontificia Comillas di Madrid, accompagna persone e gruppi in itinerari che intrecciano la psicologia e la spiritualità.*

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Cinque passeggiate pasquali

Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il GiardinoDolores Aleixandre, Alfonso López-Fando – Altri autori: Tradotto da Fabrizio Iodice – Dehoniane – Collana: F5 Itinerari – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Edizione: 1 – Pagine: 88 – ISBN: 9788810513835 – € 9,00

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Belinda Carlisle – La Luna – Runaway Horses – Summer Rain – Heaven Is A Place On Earth – Circle in The Sand

Belinda Carlisle

Belinda Carlisle

La Luna

https://www.youtube.com/watch?v=ur48BBf6TkU

Runaway Horses

https://www.youtube.com/watch?v=z5gQt126Ka8

Summer Rain

https://www.youtube.com/watch?v=JOlybsZqNlE

Heaven Is A Place On Earth

https://www.youtube.com/watch?v=j2F4INQFjEI

Circle in The Sand

https://www.youtube.com/watch?v=hgpXSoWBAVA

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Addio al poeta Lawrence Ferlinghetti

Addio al poeta Lawrence Ferlinghetti

a cura di Iannozzi Giuseppe

Lawrence Ferlinghetti

Il grandissimo poeta Lawrence Ferlinghetti, ultimo esponente della Beat Generation, è morto il 23 febbraio 2021. Nel corso della sua lunga vita, Ferlinghetti  – che non ha mai nascosto il suo amore per la poesia di Ungaretti – ha dato davvero molto alla cultura; senza di lui, è assai probabile che molti poeti e scrittori non avrebbero mai avuto l’opportunità di pubblicare e di essere conosciuti.
Nel 1953 ha fondato insieme a Peter D. Martin il City Lights Bookstore.
Nel corso degli anni Ferlinghetti ha girato l’Italia dove ha tenuto un gran bel numero di reading poetici. Ha vinto diversi importanti premi tra cui il Premio Camaiore, il Premio Flaiano, il Premio Cavour. Nel 1998 è stato nominato Poeta Laureato di San Francisco. Il 28 ottobre 2017 alla cerimonia conclusiva del Premio di Arti Letterarie Metropoli di Torino, Ferlinghetti ha ricevuto il Premio alla Carriera.

Parlando dei Beats, Ferlinghetti spiegò che molte cose dette da Fernanda Pivano sui Beats non sono vere: “Lei ammirava Allen Ginsberg ma non era molto interessata agli altri Beats. Non era interessata alla mia poesia, per esempio. Amava Gregory Corso […] e divenne famosa per la grande autorevolezza sui poeti Beat in Italia. Quindi tutto ciò che lei ha detto sulla generazione Beat è stato considerato verità assoluta, ma molte cose che ha detto su Beats non sono vere perché se le è immaginate. Le piaceva molto Kerouac.”

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La turba dei risorti – Tonino Bello – Presentazione di Vito Angiuli – Dehoniane

La turba dei risorti – Tonino Bello

Presentazione di Vito Angiuli

Dehoniane

La Turba dei risorti - Tonino Bello - Dehoniane

Descrizione

«Lazzaro, vieni fuori! Vieni fuori dalla tua ombra, vieni fuori dal cavo della tua tristezza, vieni fuori dalle caverne della morte, vieni fuori a vivere, quale che sia la modulazione della vita, non importa che sia questa o un’altra. Venite fuori anche voi. Formiamo una turba non di oppressi, non di affaticati, non di afflitti, ma formiamo la turba dei risorti».

Sommario

Presentazione (V. Angiuli).  I. La turba dei risorti.  II. Pace, giustizia e salvaguardia del creato. 1. La pace costa.  2. Il muro di Berlino e i muri delle Berlino.  3. La storia di Vito e del commesso viaggiatore.  4. La giustizia.  5. La salvaguardia del creato.  III. Cieli nuovi e terre nuove: l’audacia di un’utopia che cambia la storia.

Note sull’autore

Tonino (Antonio) Bello (1935–1993) è stato vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (Bari) e presidente nazionale di Pax Christi. Predicatore instancabile, colpì l’opinione pubblica con la sua marcia per la pace verso Sarajevo nel 1992, in pieno conflitto e in uno stato di salute reso ormai precario dalla malattia. Amava definirsi «vescovo con il grembiule», alludendo al gesto di Gesù che la sera del Giovedì santo lava i piedi ai suoi discepoli.

Vito Angiuli, vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca (LE), è presidente della Commissione episcopale per il laicato. Con EDB ha pubblicato Qualcosa di nuovo germoglia. Don Tonino Bello e il cambiamento d’epoca. Con testi inediti. Prefazione del card. Gualtiero Bassetti (2020).

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La turba dei risorti – Tonino Bello

La turba dei risortiTonino Bello – Presentazione di Vito Angiuli – Dehoniane – Collana: F11 Le ispiere – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Pagine: 80 – ISBN: 9788810569252 – € 9,00

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Underdog di AN15. Tutto l’anticonformismo degli anni Novanta

Underdog di AN15

Tutto l’anticonformismo degli anni Novanta

di Iannozzi Giuseppe

Underdog - AN!% - Algra editore

L’ultima fatica letteraria della scrittrice AN15 è Underdog (Algra editore), un lavoro che nella sua crudezza non può non accogliere taglienti schegge di liricità anarchica, anticonvenzionali squarci di vita. Leggendo Underdog, non si può fare a meno di tornare ad ascoltare Joe Strummer, i Ramones, i Radiohead, David Bowie, Billy Idol, Iggy Pop and The Stooges, Patti Smith, Nick Cave, etc.
Lo stile della scrittrice e artista AN15 è sempre diretto, privo di stupidi e inutili dannunzianesimi. Nella scrittura di AN15 convergono situazioni bordeline, una discreta dose di estetica avantpop, e tanta vita on the road.
È piuttosto facile immaginare che AN15 sia stata influenzata da un non poco importante corollario di scrittori e pensatori come Michail Bakunin, Pëtr Alekseevič Kropotkin, Albert Camus, André Breton, Boris Vian, Pietro Gori, Christiane F., Douglas Coupland, Irvine Welsh, Jim Carroll, Pier Vittorio Tondelli, ecc., da un po’ tutti i poeti e artisti della Beat Generation, ma anche dai fumettisti Andrea Pazienza e Stefano Tamburini.

In Underdog incontriamo tanti personaggi che non intendono omologarsi. Il loro sogno è quello di poter fare dell’arte, in piena libertà, sono infatti convinti che la sostanza è sicuramente più importante di qualsiasi forma di esteriorità.
Sin da piccola, Hansel ha compreso che l’apparenza è sinonimo di ipocrisia. Hansel non ha avuto una infanzia facile, ma non si è lasciata andare: la sua ostinazione è rimasta viva, incoercibile. Gina, Felix, Antonio, Eros e Arturo seguono la linea di pensiero di Hansel; loro desiderio è di poter donare se stessi all’arte, a quella vera che non accetta compromessi. Nessuno di loro è disposto a finire la propria vita in una gabbia di convenzioni, e proprio per questo Hansel e i suoi amici vengono guardati con malevolenza, e non di rado puniti.
Milano è una città caotica di bancomat cemento asfalto, che non ama gli artisti che dimostrano di avere un carattere indipendente. Alla fine, non poco disgustata, Hansel decide di lasciare l’Accademia di Belle Arti di Brera per andare a lavorare in fabbrica, sperando di poter costruire la propria felicità con il sudore della propria fronte. L’Accademia non faceva per lei: troppe regole, troppi stereotipi che solo la facevano stomacare.
Resistere non è facile: la musica della controcultura le tiene compagnia, entra nelle sue vene e la rabbia monta in lei. Insieme ad alcuni amici mette su un collettivo artistico: il proposito è quello di promuovere una cultura alternativa. E le delusioni non tardano a manifestarsi: qualcuno cede, cade e non si rialza più. Stare al mondo significa lottare ogni dannato giorno; e, alla fine, la solitudine e la disperazione, l’essere guardati con sospetto da un po’ tutti e una bella dose di tentazioni fanno il loro sporco lavoro, lasciando che i più deboli si lascino catturare dalla disperazione, da quella più nera e autolesionistica.

Underdog è un romanzo di finzione, ma potrebbe contenere degli elementi autobiografici. Nel suo romanzo, AN15 disegna gli anni ottanta e gli anni novanta con una fedeltà icastica che a volte sfiora il realismo più crudo. Underdog è un libro necessario, è una storia che ci fa comprendere che la società potrebbe essere un po’ diversa, migliore, se solo ci fosse il coraggio di rigettare il trasformismo, i pregiudizi, le etichette sociali.

AN15AN15 nasce negli anni del post-punk nell’Area Metropolitana di Milano. Frequenta il Liceo Artistico e abbandona l’Accademia delle Belle Arti di Brera per fondare il collettivo artistico Box Position (Milano art collective – music – writing – contemporary underground) insieme a produttori musicali, musicisti, artisti, dj’s. Attualmente si dedica all’organizzazione di eventi musicali nella scena underground.
Nel 2017 Habanero/Erga Edizioni pubblicano il suo primo romanzo “Gatti nei Sacchi di Plastica”. La sua ultima opera è “Underdog” (Algra Editore, 2020).

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Underdog – AN15

Underdog – AN15 – Algra editore – anno edizione: 2020 – pagine: 264 – ISBN: 9788893414012 – € 16,00

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Deserto Bianco – Gian Stefano Spoto – A cura di Anna Marina Gualdesi – Graphofeel Edizioni

Deserto Bianco – Gian Stefano Spoto

Graphofeel Edizioni

Deserto Bianco - Gian Stefano Spoto - Graphofeel Edizioni

Può nevicare nel deserto? Assolutamente sì, come possono accadere eventi dolorosi, lievi, tristi, curiosi o drammatici, in un luogo speciale come il Medio Oriente.

Graphofeel Edizioni pubblica Deserto bianco di Gian Stefano Spoto.

Molte cose sono cambiate nella politica mediorientale dall’ultima guerra di Gaza, ma le storie della gente, di qua e di là dai muri, fanno scoprire universi sconosciuti, nonostante la breve distanza di questi territori dall’Europa.

Deserto bianco racconta le paure e le reazioni, il progresso e le tradizioni inscalfibili, l’odio cieco e la grande solidarietà, gli estremismi e i difficili avvicinamenti in una regione in cui  un miscuglio impressionante di razze e religioni rendono la convivenza difficile, ma necessaria.

Dopo essere stato vicedirettore di Rai2 e Rai Internazionale Gian Stefano Spoto nel 2014 accetta l’incarico di corrispondente per il Medioriente e segue fin dall’inizio il conflitto della striscia di Gaza.

“Quando ero a Gerusalemme, a Gaza, a Ramallah, nel Negev” spiega l’autore “ho visto gente che mi raccontava intere vite con gli occhi, e soffrivo nel dover sempre correre altrove, non potermi fermare con loro. Io metto al centro l’essere umano, ovunque egli si trovi. E amo essere dove un ragazzo e una ragazza palestinesi riescono, con il loro amore e qualche sotterfugio, a riunire due famiglie divise da una faida ultracentenaria. Molto più che in un palazzo dove si decidono le sorti di due popoli ammiccando altrove.

La neve a Gerusalemme (2014)

Ecco perché ho recuperato storie come questa e altre, con il sorriso, con l’emozione. O con il dramma dello psicologo di Gaza che cura il morale delle famiglie che piangono tanti morti e  torna al suo lavoro tre giorni dopo lo sterminio della sua stessa famiglia.”

Deserto bianco è anche lo sfogo di ragazzi e genitori con una neve che non avevano forse mai visto, quasi fosse stata mandata dal cielo per stendere una coltre bianca che felpa suoni e movimenti, scatena i bambini e distende i nervi dopo guerre e attentati.

Gian Stefano SpotoGian Stefano Spoto, bolognese, classe 1952, è un giornalista di costume. Inizia a lavorare per la carta stampata nel 1981 e nel 1988 entra in Rai divenendo, fra l’altro, inviato speciale, capo della cronaca al Tg2, dirigente di Raiuno, vicedirettore di Raidue e poi di Rai Internazionale. Nel 2014, allo scoppio della guerra di Gaza, parte per il Medio Oriente come corrispondente Rai.

Autore, ideatore e conduttore di diversi programmi fra cui Linea Verde Orizzonti e Futura City, uno show tecnologico.

Ha lavorato per numerose testate fra cui “La Repubblica”, “Il Secolo XIX”, “Il Resto del Carlino,” “Il Giornale nuovo”, “Corriere Medico” “Cosmopolitan”. Ha scritto, con il sociologo Giorgio Pacifici, Un futuro che viene da lontano (Franco Angeli, 2003), libro sui mutamenti dell’Italia a seguito dell’avvento delle nuove tecnologie; M.O.S.T., un romanzo sull’intelligenza artificiale (Curcio, 2007); Salgari. 150 Indie, con testi e fotografie dell’autore (Curcio, 2012); Mediorientati, Oltre la storia, le storie (Ianieri, 2017)

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Deserto bianco – Gian Stefano Spoto

Deserto biancoGian Stefano Spoto – A cura di Anna Marina Gualdesi – Graphofeel Edizioni – Codice prodotto: FOR023 – Prima edizione: febbraio 2021 – Pagine: 170 – ISBN: 9788832009644 – € 18,00

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Luigi Maria Epicoco – La Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’Apocalisse – Dehoniane

La Vita come la fine del mondo

Meditazioni sull’Apocalisse

Luigi Maria Epicoco

Dehoniane

Luigi Maria Epicoco - La Vita come la fine del mondo Meditazioni sull’Apocalisse - Dehoniane

Descrizione

Il fascino che il libro dell’Apocalisse esercita su chi legge la Bibbia è straordinario. È un fascino che alle volte ci tiene distanti, forse per paura di sperimentare il limite della nostra comprensione o per quella sottile angoscia che ci scatta dentro quando dobbiamo pensare alla fine del mondo. Ma allo stesso tempo è un fascino che ci porta ad approfondire l’ultimo libro biblico alla ricerca di qualche indizio che ci sveli il futuro. In verità l’Apocalisse non ci parla del futuro, ma di quel presente che è l’eternità sottesa ad ogni istante.

Sommario

Premessa.  1. La vita è un mistero, non un enigma.  2. Alla Chiesa di Efeso: il primato dell’amore.  3. Alla Chiesa di Sardi: i morti che si credono vivi.  4. Alla Chiesa di Filadelfia: La debolezza e la fedeltà.  5. Alla Chiesa di Laodicea: la tiepidezza come tragedia vera.  6. Il piccolo libro.  7. La donna e il drago.  8. «Babilonia la grande».  9. La luce.  10. Come un inizio.

Note sull’autore

Luigi Maria Epicoco, sacerdote della diocesi di L’Aquila, insegna Filosofia alla Pontificia Università Lateranense ed è preside dell’Istituto di scienze religiose Fides et Ratio di L’Aquila. Si dedica alla formazione di religiosi e laici attraverso incontri, predicazioni di esercizi spirituali e conferenze in tutta Italia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, molte delle quali tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco, coreano.

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La Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’Apocalisse

Luigi Maria EpicocoLa Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’ApocalisseDehoniane – Collana: P6 Lapislazzuli – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Pagine: 240 – ISBN: 9788810559789 – € 19,00

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Harper Lee – Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

Harper Lee – Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

Harper Lee

Aforismi scelti

– Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

– Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

– Ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

– Noi sappiamo che non tutti gli uomini furono creati eguali, nel senso che molta gente vorrebbe farci credere: sappiamo che vi sono persone più intelligenti di altre, più capaci di altre per natura, uomini che riescono a guadagnare più denaro, donne che fanno dolci migliori, individui dotati di qualità negate invece alla maggioranza degli uomini. Ma c’è una cosa, nel nostro paese, di fronte alla quale tutti gli uomini furono davvero creati uguali: un’istituzione umana che fa di un povero l’eguale di Rockefeller, di uno stupido l’eguale di Einstein, e di un ignorante l’eguale di un rettore di università. Questa istituzione, signori, è il tribunale.

– Quando sarai grande vedrai tutti i giorni uomini bianchi che ingannano i neri; ma voglio dirti una cosa, e non dimenticarla mai: se un bianco fa una cosa simile a un nero, chiunque egli sia, per quanto sia ricco o appartenga alla migliore famiglia, quel bianco è un disgraziato.

– Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

– Atticus aveva ragione. Una volta aveva detto che non si conosce realmente un uomo se non ci si mette nei sui panni e non ci si va a spasso.

– L’unica cosa che non rispetta le regole della maggioranza è la coscienza di una persona.

– Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione.

– Prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

– La storia si ripete, e com’è vero che un uomo è un uomo, la storia è l’ultimo posto dove andrà a cercare le sue lezioni.

– È sempre facile voltarsi indietro e vedere com’eravamo, ieri, dieci anni fa. Difficile è vedere ciò che siamo. Se impari il trucco, te la caverai.

Il buio oltre la siepe - Harper LeeIl buio oltre la siepe – In una sonnolenta cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. Riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. Questo, in poche righe, l’episodio centrale di un romanzo che da quando è stato pubblicato, oltre cinquant’anni fa, non ha più smesso di appassionare non soltanto i lettori degli Stati Uniti, ma quelli di tutti i paesi del mondo dove è stato tradotto. Non si esagera dicendo che non c’è americano che non l’abbia letto da bambino o da adolescente e che non l’abbia consigliato a figli e nipoti. Eppure non è un libro per ragazzi, ma un affresco colorito e divertente della vita nel Sud ai tempi delle grandi piantagioni di cotone, dei braccianti neri che le coltivavano, delle cuoche di colore che allevavano i figli dei discendenti delle grandi famiglie dell’Ottocento, della white trash, i “bianchi poveri” abbrutiti e alcolizzati; e anche, purtroppo, delle sentenze sommarie di giurie razziste e degli ultimi linciaggi americani della storia. Quale il segreto della forza di questo libro? La sua voce narrante, che è quella della piccola Scout, la figlia di Atticus, una Huckleberry Finn in salopette (dire “in gonnella” sarebbe inesatto, perché Scout è una maschiaccia impertinente e odia vestirsi da donna) che, ora sola ora in compagnia del fratello maggiore e del loro amico più caro (ispirato all’autrice dal suo amico d’infanzia Truman Capote), ci racconta la storia di Maycomb, Alabama, della propria famiglia, delle pettegole signore della buona società che vorrebbero farla diventare una di loro, di bianchi e neri per lei tutti uguali, e della vana battaglia paterna per salvare la vita di un innocente.

Va', metti una sentinella - Harper LeeVa’, metti una sentinella – Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de “Il buio oltre la siepe”, “Va’, metti una sentinella” cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, “Va’, metti una sentinella” permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.

Harper Lee studiò legge e poi si impiegò a New York presso una compagnia aerea.
Amica di Truman Capote da quando aveva tre anni, fu consigliata da lui a mettere per iscritto i racconti che lei andava facendo della propria infanzia.
Lasciò il lavoro per scrivere il suo primo libro, Il buio oltre la siepe (1960), che le valse il premio Pulitzer. Dal romanzo fu tratto, nel 1962, l’omonimo film, diretto da Robert Mulligan e interpretato tra gli altri da Gregory Peck.
Nel 2007 le è stata attribuita la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo romanzo Il buio oltre la siepe (in Italia edito da Feltrinelli) che secondo la motivazione del premio: “ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre”.
Nel 2015 esce Va’, metti una sentinella, il sequel de Il buio oltre la siepe, pubblicato in Italia da Feltrinelli.
Harper Lee è morta il 19 febbraio 2016 a Monroeville, in Alabama, dove ha sempre vissuto. 

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L’ombra della montagna – Gregory David Roberts – Neri Pozza Editore

L’ombra della montagna

Gregory David Roberts

Neri Pozza

L'ombra della montagna - Gregory David Roberts - Neri Pozza

Un romanzo epico in cui Roberts intreccia con maestria speranza, amore, fede e redenzione, per una vicenda che toccherà di nuovo la mente e il cuore di tutti i lettori.

“Le forme della Fonte del tutto, la luminescenza, sono più numerose delle stelle nel firmamento, non c’è dubbio, e basta un pensiero buono per farle risplendere. Eppure un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce nei cieli” – Gregory David Roberts

«Un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce…»: così comincia quest’opera lungamente attesa dai milioni di lettori che, in ogni parte del mondo, hanno profondamente amato Shantaram, il romanzo con cui Gregory David Roberts si è affermato sulla scena letteraria internazionale. Accolto come una delle opere più importanti della narrativa contemporanea, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram ha come protagonista Lin, il «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», il fuggiasco divenuto a Bombay un «uomo della pace di Dio» in grado di allestire ospedali per mendicanti e di stringere relazioni pericolose con la mafia indiana.
Nell’Ombra della montagna, perduto nella giungla urbana di amore, morte e resurrezione dell’immensa metropoli indiana, Lin è alle prese con la Grande Ombra che si abbatte, improvvisa, sulla sua esistenza, su quella delle sue donne, Lisa e Karla, e dei suoi amici più cari.
Dopo la morte di Khaderbhai, il gangster-saggio che lo ha eletto a suo allievo, Lin si ritrova, in compagnia di Abdullah e di altri membri della vecchia organizzazione, nella Sanjay Company, la società criminale diretta dall’ambizioso Sanjay Kumar. In una delle scorribande in compagnia di Vikram, si imbatte in Concannon, uno straniero come lui, un irlandese dell’Ulster con uno scintillio spavaldo, quasi un presagio minaccioso negli occhi. Quell’incontro è l’errore destinato a oscurare ogni luce.
Concannon non conosce, infatti, compassione. Per essere sincero con sé, per non fingere ciò che non è e non può, deve essere insensibile a tutto e a tutti, e seguire il suo destino, la sua «follia marziale» che lo spingerà a scatenare una guerra sanguinosa tra la Sanjay Company e la banda degli Scorpions. Una guerra che, in obbedienza al Fato, il sole attorno a cui ruota la vita di tutti, coinvolgerà l’intera cerchia degli amici e degli amori di Lin: Didier, il dandy dall’aria giovane e decrepita al tempo stesso; Abdullah, l’iraniano alto e dai lunghi capelli; Madame Zhou, la faccendiera che per più di un decennio ha cavato sudore e segreti dai potenti frequentatori del suo bordello; Lisa, la ragazza che Karla è riuscita a far scappare dal labirinto di lenzuola macchiate di Madame Zhou; e, infine, Karla stessa, la donna che ha spezzato ogni catena del cuore di Lin, l’amore di sempre andata in sposa a Ranjit, il tycoon con sfrenate ambizioni politiche.
Servirà a Lin una lunga ascensione prima di lasciarsi alle spalle ogni oscurità e accostarsi alla vetta della saggezza, che traspare dalla catena dei monti all’orizzonte.
Romanzo che mantiene tutte le sue promesse, L’ombra della montagna ha già conquistato, nei paesi in cui è apparso, il favore dei lettori e si avvia risolutamente a diventare un libro-culto come il suo predecessore.

Gregory David Roberts

Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Dopo la pubblicazione e lo strabiliante successo di Shantaram, ha tenuto numerose conferenze, in giro per il mondo, sul tema della giustizia sociale. Dal 2004 si è ritirato dalla vita pubblica per dedicare il suo tempo alla famiglia e alla scrittura.

Leggi la recensione su Treccani

L’ombra della montagnaGregory David Roberts – Traduttore: Vincenzo Mingiardi – Neri Pozza – Collana: Le tavole d’oro – Pagine: 1085 p., Rilegato – ISBN: 9788854516076 – Prezzo: € 25,00

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leonardo sinisgalli – calcoli e fandonie – Hacca edizioni

leonardo sinisgalli – calcoli e fandonie

Hacca edizioni

Leonardo Sinisgalli - Calcoli e fandonie - Hacca edizioni

«Perdonatemi se i fiori stentano ad aprirsi, se l’esplosione è troppo lenta, se le gemme non spuntano. Perdonate il viso duro, lo sguardo ingrato dei miei arbusti. Voi sapete con che acqua ho innaffiato il mio giardino. Devo fare sforzi feroci per rimuovere la zolla troppo arida, devo spingere il seme sotto terra. Non ho avuto una spanna facile. Mi sono contentato dell’ultima aliquota, quella che era rimasta invenduta. E ho sudato per trasportare nuovo humus, per riparare dal vento qualche striscia di terra, qualche aiuola. Tutti voi avete beneficiato di un pozzo d’acqua fertile. Io sono venuto tardi, quando l’acqua era già tagliata e divisa».

VIVIAMO SUI PUNTI O SULLE LINEE DI INTERSEZIONE
DI DUE O TRE UNIVERSI

Calcoli e fandonie fu pubblicato per la prima volta nel 1968 da Alberto Tallone, ad Alpignano, con il titolo di Archimede, i tuoi lumi, i tuoi lemmi! e solo due anni dopo, nel 1970, giunse in libreria modificando nome ed editore. Il libro aveva la fisionomia di un diario politecnico perché radunava una serie di considerazioni scientifiche, architettoniche, letterarie, artistiche, che avevano accompagnato l’ingegnere-poeta negli anni Sessanta, segnati definitivamente dai processi di industrializzazione del Paese. Se la matematica era stata il fuoco grande della giovinezza, i capitoli che qui vi si radunavano rappresentano la brace rimasta ancora un poco accesa, gli ultimi barbagli di una fede inestinguibile, nonostante le incrinature del tempo, l’affievolirsi delle certezze, le pause della memoria. Ed è anche il ritratto di un intellettuale che ha continuato a credere nella modernità come unica via d’uscita per la condizione umana.

Leonardo Sinisgalli (Montemurro 1908 – Roma 1981).

Leonardo SinisgalliÈ stato poeta, saggista e critico d’arte italiano. Noto come “Il poeta ingegnere” o “Il poeta delle due muse” per il fatto che in tutte le sue opere ha sempre fatto convivere cultura umanistica e cultura scientifica, per la sua versatilità è stato definito “un Leonardo del Novecento” in quanto è stato narratore, pubblicista, direttore artistico, direttore di riviste, come la nota Civiltà delle macchine, documentarista, autore radiofonico, disegnatore. Tra le sue opere recentemente ripubblicate da Mondadori: Furor mathematicus (2019), Tutte le poesie (2020), Racconti (2019). Con Hacca sono uscite le sue Pagine milanesi (2010), prose legate alla cronaca di una topografia culturale e, contemporaneamente, frammenti di un viaggio interiore.

Leonardo SinisgalliCalcoli e fandonieHacca edizioni – Collana: Novecento.0 – Prima edizione: febbraio 2021  ISBN: 9788898983490 – Pagine: 152 – Euro 15,00

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Ago elettrico e brufoli – da “Bukowski, racconta!” a cura di Iannozzi Giuseppe

Ago elettrico e brufoli

a cura di Iannozzi Giuseppe

illustrazione di Riccardo Lenski

Bukowski, racconta! - a cura di Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

… un’altra seduta sotto l’ago elettrico. non ci ho fatto ancora l’abitudine alla camicia sporca di sangue sulle spalle. un male cane e neanche così si spengono i fottuti brufoli.
aspetto.
c’è un tipo che ha la testa fasciata… si vedono solo gli occhi e non fa altro che andare su e giù. uno così porta rogna. non sa stare al suo posto, mette addosso nervosismo.
inganno il tempo leggendo il giornale. l’America dà la caccia ai rossi. cercano sangue. due sono finiti in prigione con l’accusa di essere stupratori e molestatori di bambini. leggo che erano dei rossi. in cella li hanno fatti fuori con poco, coltello e forchetta nella gola. gli hanno tranciato di netto le arterie carotidee. poche righe… fin troppe.
l’infermiera, una rossa che lo farebbe venire duro puro a una checca, mi dice che per oggi è finita, che posso andare. le dico che qui ci sto bene purché sia lei a curarmi. mi alzo dalla panca in legno e le schiaffeggio il culo un paio di volte.
“Bukowski, siamo in ospedale!”
“meglio”, ribatto.
lei sorride sculettando via. la seguo, non aspetto più.

Iannozzi Giuseppe - by Riccardo Lenski - Bukowski e compagni

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Bukowski, racconta! – a cura di Iannozzi Giuseppe

Bukowski, racconta! – a cura di Giuseppe Iannozzi –  Il Foglio letterario – pagine: 190 – ISBN 9788876066177 – prezzo: € 14,00

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Sale e sangria – Pietro De Viola – OLIGO Editore – comunicato stampa

Sale e sangria – Pietro De Viola

OLIGO Editore

Sale e sangria - Pietro De Viola - OLIGO Editore

Ci sono cose che puoi raccontare, e la maggior parte di tutto ciò che ti capita fa parte di questa categoria. Poi ce ne sono altre – e se sei fortunato ti capitano anche queste – che raccontare non puoi, non sai, non vuoi.

Michele è uno studente universitario di un piccolo comune montano siciliano. Quando nel 2005 gli viene assegnata la borsa Erasmus, il giovane parte per Barcellona con un compito all’apparenza semplicissimo: intervistare Celestino Flores, un ex stampatore anarchico, per compilare una breve tesi sugli anni del franchismo. Ma Celestino, in ogni incontro, troverà una scusa per parlare d’altro, raccontando storie che nulla hanno a che vedere con gli anni della sua personale lotta. Riuscirà Michele a passare il suo esame ed evitare il temuto servizio militare? Intanto si imbatterà in un bizzarro professore, imparerà a suonare la chitarra, parteciperà a delle feste-bolgia, busserà nudo a una porta, smetterà di alimentarsi, assisterà a uno storico concerto degli U2, sempre accompagnato dal suo provincialismo, osservando ogni avvenimento attraverso il filtro della disillusione. Sale e sangria è un romanzo sulla gioventù, e su quanto sia importante perdersi. Per ritrovarsi magari, senza nemmeno rendersene conto, innamorati.

Sull’autore:

“Merito di questo romanzo è di dare voce e forma a ciò che, forse, non si coglie tra le pieghe delle cifre sulla crisi che investe tutta una generazione” SALVATORE ELOÏSE, corrispondente di “Le Monde”, su “Internazionale” – 04/11/2011

“Un caso editoriale” ELISA POLI su “D – La Repubblica”

“Si legge tutto d’un fiato” DÉSIRÉE PAOLA CAPOZZO su “ELLE” (09/09/2011)

Pietro De Viola è nato a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel 1980 ed è laureato in Scienze Politiche. Il suo romanzo d’esordio, Alice senza niente, è stato scaricato da 35.000 lettori prima di giungere in libreria per Terre di Mezzo editore nel 2011, suscitando l’interesse dei media nazionali e ricevendo segnalazioni all’estero. Vive e lavora a Milano.

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Sale e sangria – Pietro De Viola

Sale e sangriaPietro De ViolaOLIGO Editore – Genere: Narrativa italiana – Pagine: 340 – Anno di edizione: 2021 – ISBN 9788885723832 – Prezzo: 18,00 €

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“Shantaram” di Gregory David Roberts. Citazioni da un Capolavoro

Shantaram

Gregory David Roberts

Citazioni da un Capolavoro

Certi libri ti rubano l’anima per donartene un migliore. E’ il caso di “Shantaram” di Gregory David Roberts.

Giuseppe Iannozzi

Shantaram - Gregory David Roberts - Neri Pozza

“La verità è un despota crudele, ma tutti fingiamo che ci piaccia.”

“Alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore.”

“A volte piangiamo senza lacrime, ma con tutto il nostro essere. In fondo è tutto qui: l’amore e i suoi obblighi, il dolore e la sua verità. Non ci è concesso altro. Possiamo solo cercare di resistere fino all’alba di un nuovo giorno.”

“Presto o tardi il destino ci fa incontrare tutte le persone che possono farci capire ciò che non dovremmo mai diventare.”

“Se sperimentiamo solo dolore, senza sofferenza, ciò che impariamo serve solo a noi stessi. Il dolore senza sofferenza è come una vittoria senza battaglia: non impariamo ciò che ci rende più forti, migliori.”

“Il passato si riflette perennemente in due specchi: quello luminoso delle parole pronunciate e delle azioni compiute e quello scuro, colmo di tutte le cose che non abbiamo detto o fatto.”

“Non so cosa mi spaventa di più… Il potere che ci schiaccia o la nostra infinita capacità di sopportarlo.”

“All’inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci. Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre.”

“Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d’amore, e lo cerchiamo disperatamente, è perché l’amore è l’unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza. Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli. Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle. E alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire ad urlare di dolore.”

“Mi afferrò il polso con una velocità sorprendente e si portò la mia mano fra le cosce, vicino al bacino. La carne era calda, liscia e soda. Non c’è niente al mondo di più morbido e piacevole al tocco della pelle fra le cosce di una donna. Non esiste fiore, piuma o tessuto che possa eguagliare quel sussurro di carne vellutata. Per quanto possano essere diverse, tutte le donne – giovani e vecchie, grasse e magre, belle e brutte – possiedono quella perfezione. È uno dei motivi per cui gli uomini vogliono possedere le donne, e spesso s’illudono di poterci riuscire.”

“È il perdono che ci rende unici. Senza perdono la nostra specie si sarebbe distrutta in una serie di faide senza fine. Senza perdono non esisterebbe la storia. Senza la speranza del perdono non ci sarebbe l’arte, perché l’arte è in qualche modo un gesto di perdono. Senza il sogno di un perdono non ci sarebbe amore, perché ogni atto d’amore è in qualche modo una promessa di perdono. Viviamo perché possiamo amare, e amiamo perché sappiamo perdonare.”

“Da giovani pensiamo che il dolore sia causato dagli altri. Quando invecchiamo, e in un modo o nell’altro ci viene sbattuta la porta in faccia, comprendiamo che la vera sofferenza si misura con ciò che abbiamo perduto.”

“La pietà è la parte dell’amore che non chiede nulla in cambio, e per questo ogni atto di pietà è una specie di preghiera. E i morti esigono una preghiera.”

“Gli affamati, i morti, gli schiavi. Il ronzio quieto e ipnotico della voce di Prabaker. Esiste una verità più profonda dell’esperienza, che sta al di là di ciò che vediamo, persino di ciò che sentiamo. È una categoria di verità che separa ciò che è profondo da ciò che è soltanto razionale: la realtà dalla percezione. Di solito questa categoria di verità ci fa sentire inermi, e capita che il prezzo da pagare per conoscerla, come il prezzo da pagare per conoscere l’amore, sia più alto di ciò che i nostri cuori sono in grado di tollerare. Non sempre la verità ci aiuta ad amare il mondo, ma senza dubbio c’impedisce di odiarlo. L’unico modo di conoscerla è condividerla da cuore a cuore: proprio come Prabaker me l’ha raccontata, proprio come ora io la racconto a voi.”

“Non puoi distruggere l’amore. Neanche l’odio riesce a distruggerlo. Puoi distruggere la passione, la tenerezza, la sollecitudine, o magari puoi neutralizzare questi sentimenti trasformandoli in un cupo rimpianto, ma l’amore vero e proprio non puoi distruggerlo. L’amore è ricerca appassionata di una verità diversa dalla tua; se lo vivi in modo sincero e totale, l’amore è eterno. Ogni atto d’amore, ogni impulso del cuore verso l’esterno, è una parte del bene universale: è una parte di Dio, o di ciò che chiamiamo Dio, e non può mai morire.”

“Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo.”

“La saggezza è solo intelligenza svuotata della sua forza.”

Le strade di Shantaram – Il trailer del documentario-intervista esclusiva sull’attività illecita di David Gregory Roberts nelle slum di Bombay, dove egli stesso ripercorre passo dopo passo i luoghi che lo hanno visto protagonista di esperienze fuori dall’ordinario e che ha racconta nel romanzo.

https://www.youtube.com/watch?v=Zk2JihwDq4s

Gregory David Roberts

Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa.
Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.
Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l’allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all’università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina», un «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge.
Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici…
Accolto al suo apparire come un vero e proprio capolavoro letterario, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram non è solo «una saga gigantesca e vera» (London Daily Mail), ma anche uno di quei rari romanzi in cui l’ostinata ricerca del bene tocca realmente la mente e il cuore.

Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Dopo la pubblicazione e lo strabiliante successo di Shantaram, ha tenuto numerose conferenze, in giro per il mondo, sul tema della giustizia sociale. Dal 2004 si è ritirato dalla vita pubblica per dedicare il suo tempo alla famiglia e alla scrittura.

Shantaram – Gregory David Roberts – Traduttore: Vincenzo Mingiardi – Editore: Neri Pozza – Collana: Le tavole d’oro – Pagine: 1184 p., Brossura – ISBN: 9788854500570 – € 23,00

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Non mangio da un sacco di tempo

Non mangio da un sacco di tempo

ANTOLOGIA VOL. 238

Iannozzi Giuseppe

Nameless - by Valeria Chatterly Rosenkreutz

Nameless by Valeria Chatterly Rosenkreutz

MI SPIACE, MIO LIBRO SACRO

Mi spiace,
l’indice,
che girava
a una a una
le pagine
del Libro Sacro,
accusa stanchezza,
è adesso inceppato
o giù di lì,
come il grilletto
nel corpo rugginoso
di una pistola

Mi spiace,
non c’è più
una sola poesia
che sappia colpire;
dalla canna,
di tanto in tanto,
sol vengono fuori
abusate banalità
– parole a salve

LIBERO PIÙ DI DIO

Il naso quasi uguale a quello
di quel Pinocchio sì ingenuo,
e tante tante inezie da scontare,
ma nessuna voglia di bruciare
tra le fiamme per farmi fiamma
anch’io

Nessun Dio, nessun Mefisto
nel cuore o in una tasca:
per questo solo mi dirò
un po’ Pinocchio, un po’ imperfetto
E così chi mi ama potrà seguirmi
o inseguirmi là dove vado io,
là dove non esiste il giudizio
di certi infami che in bocca hanno
profonde carie e immense bugie
pronte a giudicare chiunque
per presto sbranarlo nel rogo
d’una più che mai falsa verità

E tu, se ancora mi ami un po’,
se credi di sì, provaci a prendermi…
io libero più di Dio

ASCOLTANDO VOCE DI RASOIO

Io mi chiedo perché
Sei sparita quando dicevi
che andava tutto per il meglio,
che le tue ciglia non mordevano lacrime
Sei andata via,
lasciando un buco nella vita mia

Alle pareti sopravvivono le tracce
di tutti i quadri che hai portato con te
Sulla scrivania, accanto al calamaio
riposa la cornice
che fa prigioniera la tua immagine
Sei andata via nel più freddo giorno d’inverno
Hai detto che andava tutto a meraviglia,
che non mi dovevo meravigliare
se ridevi a ogni ora
Però poi ti accendevi una sigaretta
e la mano l’allungavi verso il bicchiere pieno

Sei andata via che era quasi Natale
Qui fa un freddo cane, proprio come allora:
le strade sono battute da uguale solitudine,
gli ambulanti vendono castagne calde a nessuno,
e un bambino spara palle di neve contro un albero
E’ che non me ne sono fatto ancora una ragione

Chissà se adesso mi stai pensando
o se mi stai dimenticando nell’orgasmo
d’una nuova felicità a me ignota più della verità
Ma lo so, sono gli oziosi pensieri
di uno che piano piano aggiusta la puntina sul piatto
per poi accasciarsi in poltrona
sotto la voce di rasoio di Cohen

Sei andata via
in un giorno che non potevo sospettare
Non ti potrò perdonare mai:
il clima di festa mi ha sempre danneggiato
Sono ancora qui, senza speranze e risposte,
mentre rimetto a posto la puntina sul vinile

Manchi tu, ma Gesù risorge sempre
Sempre uguale a se stesso, ogni anno
Senza scucir parola, ogni anno ti rimpiango
insieme a tutti i miei dischi in vinile

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Bruceranno come ortiche secche. Relazioni pericolose ai tempi di Adolf – Helga Schnei – Oligo editore

Bruceranno come ortiche secche

Relazioni pericolose ai tempi di Adolf

Helga Schneider

Oligo editore

Helga Schneider - Bruceranno come ortiche secche - Oligo editore

«Purtroppo il compito non è facile come lo fu per i nostri antenati, l’omosessuale veniva calato nella palude. Bisognava scartarli, allo stesso modo in cui noi estirpiamo le ortiche e le ammucchiamo tutte insieme per bruciarle». (Heinrich Himmler, febbraio 1937)

La grande letteratura de Il rogo di Berlino e Lasciami andare madre (Adelphi) ritorna per dispiegarsi in un affresco di ampio respiro che ci mostra le mille sfumature della Germania degli anni ’30, quando il governo tollerante della Repubblica di Weimar cede il passo al delirio nazista. Sullo sfondo dei roghi dei libri, del rifiuto di ogni forma d’espressione non aderente ai valori del popolo ariano, e delle prime razzie nei locali gay, in un fosco clima di crescente persecuzione omofoba, nasce l’amore tra due ragazzi, Julian e Nesti. Questa unione sarà il banco di prova per un padre che, aderendo al nuovo regime, non potrà accettare in un primo momento l’orientamento omosessuale del figlio, ma poi si ricrederà e lotterà con tutti i mezzi per la sua salvezza. L’autrice mescola fatti storici riccamente documentati e finzione narrativa, testimoniando al mondo di oggi le tante sfaccettature dell’omofobia nazista di ieri.

«In vent’anni del mio percorso letterario sono andata in moltissime scuole italiane per testimoniare della dittatura nazista, che ho vissuto sulla mia pelle da bambina. Intendevo sensibilizzare i ragazzi sulle leggi razziali nazifasciste che hanno causato l’uccisione degli ebrei e di altre minoranze innocenti mediante il soffocamento col gas, e poi bruciate nei forni crematori dei lager di sterminio. Ultimamente si avvertono precisi segnali che nelle scuole italiane non si insegni più la Storia contemporanea, per cui si parla e grida su tutte le strade e piazze “Fascismo! Nazismo!”, ignorando in realtà che cosa siano state le due dittature. Purtroppo sono venuti a mancare i veri testimoni, creando un vuoto di Memoria della Storia. Io sono una testimone del Terzo Reich e desidero offrire con i miei racconti un affettuoso monito che ribadisca ancora una volta: “Chi non conosce la storia è condannato a ripeterla”».

Helga Schneider

HELGA SCHNEIDER nasce nel 1937 in Slesia, territorio tedesco che dopo la Seconda guerra mondiale sarà assegnato alla Polonia. Dal 1963 vive in Italia, a Bologna. Ha all’attivo libri per Rizzoli, Salani, Einaudi e Adelphi. In particolare, si ricorda Il rogo di Berlino (1995, vincitore del Premio Rapallo Carige). Nel 2019 ha vinto il Premio Renato Benedetto Fabrizi dell’ANPI perché «propone ai cittadini del mondo e alle nuove generazioni la propria vicenda e quella della propria gente nel momento più buio della storia e dell’umanità». Per Oligo Editore ha pubblicato Per un pugno di cioccolata e altri specchi rotti (2019).

Collegamenti esterni:

Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Helga_Schneider

Facebook: https://www.facebook.com/HelgaSchneider.paginaufficiale/

Bruceranno come ortiche secche. Relazioni pericolose ai tempi di AdolfHelga SchneiderOligo editore – Collana: Narratori –  Pagine 268 – Anno di edizione 2021 – ISBN 9788885723627 – Prezzo: 16,90

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