Letteratura: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” – recensione di Bartolomeo Di Monaco

Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore”

13 giugno 2018 – di Bartolomeo Di Monaco

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il FogliCi si può domandare quanti scrittori che meriterebbero di essere conosciuti non arrivano al grande pubblico poiché le maggiori case editrici hanno fatto (e ormai, contrariamente al passato, continueranno a fare) una scelta di mercato, più che di qualità (l’autore ne tratta nel racconto: “Ziggy Stardust – L’uomo che vendette il Mondo”). Non voglio dire che tra le loro pubblicazioni non vi siano opere di qualità, ma il torto dei grandi editori è quello di non consentire una esperienza di maturazione a scrittori che sanno raccontare. È il caso di Giuseppe Iannozzi, il cui libro da poco uscito, “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”, edizioni il Foglio, ci fa conoscere le storie di personaggi più o meno illustri, presi a pretesto per sviluppare una narrazione che da esse germina e con esse ha un rapporto di forte contaminazione. È l’originalità di questa bella opera, che meriterebbe di essere conosciuta proprio per la sua struttura appassionata e coinvolgente. Da personaggi come Cesare Pavese, Primo Levi, Ezra Pound, Hermann Hesse, Howard Phillips Lovecraft, Che Guevara, Emilio Salgàri, Beppe Fenoglio, Francis Scott Fitzgerald, Jerome David Salinger, Amedeo Modigliani, Ernest Hemingway, e altri ancora, fermentano umori che oltrepassano la loro vita  per trasferirsi  in una immanenza che mescola all’incontro con la realtà i tenebrosi chiaroscuri di un’anima.  Si formano a poco a poco sia il personale mondo dell’autore che la sua radiografia dell’esistenza: una lotta incancrenita vissuta quasi ai margini, dove pietà e misericordia lasciano il posto all’indifferenza e al cinismo. C’è poco spazio per l’amore, e quando esso appare non è mai romantico, bensì tragico. Si è più demoni che angeli. Dio e il sentimento di Dio appaiono e scompaiono di contro ad una sofferta resistenza e tingono vari racconti di una ferita che, colpendo Dio, urla la propria disperazione. L’autonomia di altri racconti rispetto alla direttrice fondamentale contribuisce ad arricchire l’interesse per questo libro con storie di altrettanta felice composizione: “Il male peggiore” (che apre la raccolta e dà il titolo all’opera, e il cui protagonista ebreo, Giacobbe, ritornerà nel racconto conclusivo “Giacobbe e gli altri – Epilogo”, un j’accuse dolorante nei confronti della letteratura e del mestiere di scrivere), “Come muore un nazista”, “Il poeta che cercava Dio”, “Il prete giovane”, “La meglio poesia”, “L’ultimo colpo del prete fascista” (ed altri ancora) ne sono un esempio. Una particolarità suggestiva: molti dei numerosi racconti che compongono la raccolta sono intrisi di un humus fecondo, ossia ciascuno di essi non finisce mai veramente, e potrebbe generare altri racconti, come da una pianta si generano i rami.

Iannozzi, oltre che scrittore e poeta, è anche critico letterario e ha acquisito una ampia esperienza nel mondo delle lettere, che si evidenzia nella solida scrittura e nella sicurezza della narrazione, evidenti in molti dei racconti.  La sessualità che fiorisce qua e là nella raccolta è sempre trattata con sobria enunciazione (mai vi è compiacimento o vi si indugia), e in modo tale da imprimersi nella memoria. Si veda “La ragazza di tutti”, che della sessualità fa un disegno a due tinte, prima attraverso una decadente prostituta e poi con la più giovanile moglie di un cliente del protagonista. O anche “Tu facevi il femmino!”, che arricchisce la sessualità di un rapido ma delicato impianto psicologico. Si deve dire, infine, che la qualità più evidente di questa scrittura, sorvegliata ed essenziale, è la onnipresente sensibilità che l’avvolge. Essa primeggia in ogni situazione che ci viene rappresentata. Torino fa da comprimaria e la si avverte (faremo addirittura una breve passeggiata nella città insieme con Friedrich Nietzsche). Un autore, Iannozzi, non apprezzato per quel che realmente vale, e spero proprio che gli sia data da qualche Major una chance, che merita.

Prima pubblicazione, qui: BDM – Bartolomeo Di Monaco


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Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

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IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donneIannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – ISBN 9788876067167 – Pagine 330 – 16,00 €


Bartolomeo Di MonacoBartolomeo Di Monaco è nato a San Prisco il 14 gennaio 1942 e risiede a Lucca dalla nascita. Ha scritto molti libri alcuni dei quali qui ricordiamo.

Opere di narrativa:

Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile; Mattia e Eleonora; Caro papà, Caro figlio; Giulia; Cara Anna; Le tre sorelle; Lo sconosciuto; Gigolò; Celeste; La scampanata; Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende; Tales told in Lucca; La casa delle meraviglie; La collina del Santo e del Diavolo; Il nonno racconta. Lucca, favole e leggende; Le favole di nonno Bart.

Opere di saggistica letteraria:

Quaranta letture. Percorsi critici nella letteratura italiana contemporanea; Quarantatre letture. Il Sud nella letteratura italiana contemporanea; Generazioni a confronto nella letteratura italiana; Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi; Uno sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi; Letture sparse tra vecchio e nuovo; Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore toscano’ del 1849; I Maestri. Gli elzeviristi del ‘Corriere della Sera dal 1967 al 1970; I Maestri. Scelta di articoli de ‘La fiera letteraria’ dal 1967 al 1968; Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi; Scrittori Lucchesi; Narrativa minore sotto il Fascismo.

Un suo articolo sullo scrittore lucchese Remo Teglia è apparso su Nuovi Argomenti, n. 34 del 2006.
Dirige la Rivista d’Arte Parliamone.

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Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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Proteggimi perché non è servito pregare

Proteggimi perché non è servito pregare

ANTOLOGIA VOL. 144

Iannozzi Giuseppe

Leopold Schmutzler

ALL’OSTERIA DI NOTTE

Nei graffi allungati dei paesaggi
avvolti nella notte,
la botte ha rotto il suo cerchio
per cercare una sfumatura antica
nel sapore del sangue in vino.
Il giovane avventore d’osteria
il volto rifugia
nelle pieghe d’un sorriso
– d’un’anonima ostessa.
Un richiamo stordito si sente
provenire dal vento di fuori,
e il bronzo delle campane
rapisce in una stonatura.

Si versa un altro goccio
nel vetro del bicchiere,
poi si guarda d’attorno,
ebbro negli sguardi
dei pochi insonni
che gli spiano gli occhi:
gli fa male il cuore
a ogni rintocco di campana;
si regala un’altra ubriacatura,
ché sulla schiena
i graffi a pelle della notte
ce li ha ancora stampati.

Lo sa bene l’avventore,
fuori è l’ombra più negra,
che della sua giovane carne
nel vino quasi del tutto affogata
brama non uno ma mille brani.
E dove ora sta c’è quel sorriso
che lo invita a ubriacarsi
un po’ di più. E allora grida:
“Ostessa, ostessa, ostessa,
un altro giro,
un altro ostaggio per Voi,
prima che sia l’Alba!”

FRA GLI ABISSI DI MARY

Per te dal francese traducevo
le più amare e avare poesie;
per te le Alpi scalavo e scendevo
con la colpevole consapevolezza
che qualcun altro amavi e odiavi,
ché ti reggeva le spalle la Nera Signora

Nell’occhio destro quel tic
che mai ho dimenticato
e che a un semaforo collassato
tenero ti prostituiva
Eravamo giovani allora
Mi raccontavi sempre la sua storia e la sua fine,
di come nell’esercizio della sua divisa s’inabissò
Eri tu un angelo, un angelo bruno caduto
In un tempo lontano a tutti sconosciuto,
delle ali il peso dalla schiena scucisti via,
continuando a credere
– con una punta di dubbio nel cuore –
che le ombre non restano ombre
per sempre

Per la vita mia mai provasti
un po’ di pietà, neanche quando
fra funghi chiodini e pozzanghere di sole,
ridendo sguardi contro a lui in ombra,
senza un’avemaria, la seppellisti

Per questo, per questo
di punto in bianco
smisi di tradurre escrementi e brutture
Fra gli incidenti del passato
perdemmo entrambi qualcuno,
e tu forse qualcosa di più
Tu forse qualcosa di più

Col suo carico scimmiesco
ti cavalcava la Nera Signora,
l’amata tua Signora

Nonostante la confusione del momento, Mary,
dei denti lo avvertivo anch’io lo stridio violento,
per questo solamente ogni cosa oggi ti perdono
Per questo solamente oggi ti perdo e non ieri

Per questo solamente oggi ti perdo e non ieri

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LE VOCI DELL’AUTORITÀ – Marco Purita – 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

LE VOCI DELL’AUTORITÀ

Marco Purita

96 rue de-La-Fontaine Edizioni

Marco Purita - Le voci dell'autorità - 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

Mirko Pagnotta ha quasi finito di pagare il suo debito con la giustizia, tra poco tornerà a essere un uomo libero, ma le voci che compaiono nella sua testa lo rinchiudono in una gabbia ancora più grande.
In una Torino presente e riconoscibile si snoda e prende corpo una narrazione visionaria dai tratti distopici. Tematiche sociali e politiche si intrecciano alle vicende personali di Mirko. Il confine tra il reale e l’immaginato sfuma.

La vera domanda è:
estrema verità o profonda follia?

Marco Purita è dottore di ricerca (XXIV ciclo) presso l’università degli studi di Torino. Ha vinto numerosi riconoscimenti per le sue tesi, ha pubblicato articoli su riviste specializzate del pensiero politico, racconti, romanzi non di genere, e due saggi politici su Nietzsche: Nietzsche, la politica dell’antipolitico (2013); Nietzsche, l’antipolitico e i regimi totalitari del Novecento (2018). Le voci dell’autorità è il su primo romanzo.

Le voci dell’autoritàMarco Purita96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Il lato inesplorato – Prima edizione: maggio 2019 – – ISBN: 9788893990165 – Prezzo: € 15,00

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Finché morte non sopraggiunga

Finché morte non sopraggiunga

ANTOLOGIA VOL. 143

Iannozzi Giuseppe

piccolo monaco

C’È SE SAI VEDERE

C’è il sorriso di Marilyn Monroe
C’è quello di Charles Manson
E c’è quello di Andy Warhol
E c’è quello di Drella

C’è il sorriso che vuoi vedere
C’è la felicità e il dolore che sai vedere

IL LUPO E LA LUNA

Berrò della Luna
il riflesso
Berrò l’argento,
come una poesia
scritta sull’acqua
Berrò e sarò Lupo
che solo ha voglia
di bere un po’ di te

NEL SORRISO

Nel sorriso mio sì serio
la strada di Kerouac
in cerca del Dharma,
di quei vagabondi
che affrontavano la Mezzanotte
a lume di candela
con un preghiera Incandescente
e una infinità di jazz

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IL TACCUINO DELLA VERGOGNA – Frank Gramuglia – 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

IL TACCUINO DELLA VERGOGNA

Frank Gramuglia

96 rue de-La-Fontaine Edizioni

Taccuino della vergogna - Frank Gramuglia - 96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni

A Federico piace troppo il sesso per credere nella monogamia. Le donne sono la sua ossessione. È cinico, indolente, disincantato e diretto.
Gramuglia ci racconta la sua storia con uno stile asciutto, ironico e dannatamente vero.

A quell’ora c’erano solo i furgoni dei netturbini che scendevano infreddoliti a scaricare la spazzatura. Solo allora, osservandoli, capivo che non ero l’unico stronzo ad averlo preso in culo dalla vita. Ma ora tutto ciò era lontano. Avevo un lavoro dignitoso che mi toglieva la libertà, ma mi forniva il denaro.

Frank Gramuglia vive e lavora a Milano. Dopo la laurea in scienze politiche, intraprende la carriera all’interno di diverse strutture ricettive.
Si è occupato inoltre della direzione di diversi alberghi sul territorio nazionale.

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Il taccuino della vergognaFrank Gramuglia – Editore: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Voci cattive – Anno edizione: 2019 – ISBN: 9788893990141 – € 15,00

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Frédéric Beigbeder – Una vita senza fine – Bompiani

Frédéric Beigbeder – Una vita senza fine

Bompiani

Frédéric Beigbeder -Una vita senza fine - Bompiani/Giunti

Frédéric, due figlie e una brillante carriera di presentatore su YouTube, varca la soglia dei cinquant’anni e comincia a notare alcuni inquietanti segni di cedimento: ormai non si gira più a guardare le ragazze per strada per paura del torcicollo, gli occorrono almeno tre giorni per riprendersi da una notte alcolica, il nipotino dodicenne lo straccia a tennis. Il suo cervello sembra molto più giovane del corpo e il pensiero della morte comincia a farsi ossessivo. Così Frédéric si accosta alle più recenti scoperte scientifiche sul ringiovanimento cellulare, viaggiando da Parigi a Israele, tra grandi luminari, cibi antiossidanti e improbabili cure detox, alla disperata ricerca dell’immortalità. Questo romanzo dissacrante è al tempo stesso l’impietoso ritratto di una generazione e un minuzioso reportage sulle ricerche che indagano i processi di invecchiamento. Perché, come diceva Woody Allen, “non ho paura della morte, ma quando arriverà preferirei non esserci”.

Frédéric Beigbeder è nato a Neuilly-sur-Seine nel 1965. È scrittore, critico letterario, giornalista, pubblicitario e fondatore del Prix de Flore, dedicato ai giovani autori. Ha esordito poco più che ventenne con Memorie di un giovane disturbato, ottenendo un grande successo di critica. Ha fatto scalpore con il provocatorio Lire 26.900 (2001), ispirato alla sua esperienza nel mondo della pubblicità, seguito da L’amore dura tre anni (2003) e da Un amore di Salinger (2016). Con Bompiani ha pubblicato Windows on the World (2004), vincitore del premio Interallié, mentre nel 2009 si è aggiudicato il Prix Renaudot con Un roman français.

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Una vita senza fineFrédéric BeigbederBompiani/Giunti – Traduttore: Silvia Ballestra – Prima edizione: aprile 2019 – Pagine: 304 – ISBN: 9788845297663 – Prezzo: € 19,00

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SCRITTI… DAL PAESELLO – Beato Maestro del Provvisorio – 96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni

SCRITTI… DAL PAESELLO

Beato Maestro del Provvisorio

96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni

Descrizione

Si racconta che Sergio Fiucci, un arte Beato Maestro del Provvisorio, Cavaliere Accademico Sezione Arte del Verbano, Accademico di Merito Sezione Arte de “i 500” di Roma, fotografo, perfomer, pittore, poeta, scrittore, “fuori da qualsiasi schema” & “studioso delle civiltà orientali”, nasca a Loreto Aprutino (Pescara) il 12 aprile 1951.
Nel 1969 si diploma Maestro d’Arte all’Istituto Statale d’Arte di Penne.
Nel 1973 si laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma.
Dal 1976 insegna Discipline Pittoriche al Liceo Artistico Statale “Angelo Frattini” di Varese.
Dall’1 settembre 1994, lasciato l’insegnamento, si dedica alla ricerca estetico-concettuale.
In self-publishing ha pubblicato Taccuino, India 90, appunti per ventuno giorni di viaggio, Altalene di Eros 33 e una summa poetica, 1990 – 2012 Inseminazioni beate. SCRITTI… Dal paesello è il terzo libro edito, dopo Volizioni in inverno, 2016 e DOMANDE & RISPOSTE dall’eremo dell’io beato, 2017, con 96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni.

ACQUISTA DALL’EDITORE SCRITTI… DAL PAESELLO

Scritti… Dal paeselloBeato Maestro del Provvisorio – Editore: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Il lato inesplorato – Anno edizione: maggio 2019 – Pagine: 130 -ISBN: 9788893990103 – Prezzo: € 12,00

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Ero io quello strano, ultimo figlio di Caino (con 4 poesie inedite)

Ero io quello strano, ultimo figlio di Caino

ANTOLOGIA VOL. 142

Iannozzi Giuseppe

Henry Clive - Belly dancer

LA TAPPA DI UN DIO
(inedita)

La prossima tappa del mio destino
non sarà una toppa in cielo o in mare
e nemmeno tra gli avanzi d’un festino
La prossima tappa sarà d’essere
tirannico dio sul piede di guerra

SOLO CENERE
(inedita)

Festa
si gridava
in piazza
e la cinigia
a spandersi
voluttuosa.

La ragazza
volto in fiamme
rideva
e la fascia in ciniglia
ai capelli legava.

Poi, solo cenere
data in pasto
a terribile vento.

L’ULTIMO FIGLIO DI CAINO
(inedita)

Quando venimmo al mondo
i santi aureolati fecero fagotto,
lasciando mai usate tombe dietro di sé
perché gli uomini potessero riempirle
di dolore, umor nero e odio mortale

Quando il primo uomo cadde, cadde
Quando per mano d’un suo fratello
quel primo fu sepolto profondamente,
altri mille lo seguirono, consapevoli
che nessuno si sarebbe disturbato
di tirar fuori dal culo una preghiera

Quando, per seppellire la loro noia,
i santi in fitta schiera tornarono quaggiù,
allarmarono le bronzee campane:
e nel Grembo della Madre Morente
seppellirono l’ultimo figlio di Caino
che tentava di scalfire col suo grido
il mondo destinato a un eterno silenzio
Al Niente

HEINRICH BÖLL
(inedita)

Ho rimesso al mittente
le convenzioni dell’amore,
il tumore che esse sono;
e nel cuore d’una stazione
– dove da una vita
non passano più treni –
leggo lentamente, pagina
dopo pagina, Opinioni
di un Clown,
e qualche volta rido
imitando la stridula risata
d’un vecchio attore
dimenticato dai più

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Il tormento della bellezza di Leonard Cohen (Edizioni Ripostes) – recensione di Iannozzi Giuseppe

IL TORMENTO DELLA BELLEZZA. POESIE E CANZONI

LEONARD COHEN

Il mondo non dimentichi che la bellezza è in e per Dio

recensione di Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen - Il tormento della bellezza. Poesie e canzoni

Quando ho incontrato la poesia, le parole e la bellezza sporca sensuale e religiosa di Leonard Cohen, beh, solo allora ho capito di non essere un poeta, di non poter reggere il confronto con chi poeta lo è per elezione divina.

Al pari di quasi tutti i grandi, Leonard Cohen non ha subito riscosso successo tra i critici (che sempre lo liquidavano dicendo un bel niente) né tra il pubblico. I suoi dischi non erano buoni per il mercato, le sue poesie ancor meno, per non dire poi dei suoi romanzi. Ci sono voluti anni, duri anni di ostinazione perché il talento di Leonard Cohen venisse finalmente riconosciuto. E oggi, senz’ombra di dubbio, il Poeta siede insieme ai più grandi eletti di tutti i tempi; e a noi ha lasciato l’infinita e tormentata bellezza della sua poesia, affinché il mondo non dimentichi che la bellezza è in e per Dio.

Nell’introduzione a Il tormento della bellezza, Dioniso Bauducco dice e dice giusto: “Singolare destino quello di Leonard Cohen: nato a Montreal, nel Quebec francofono, ma vissuto soprattutto a New York, a Londra e nell’isola greca di Idra; poeta e scrittore di talento, in lingua inglese, e in seguito, dopo due romanzi e quattro raccolte di versi, cantante acclamato da più generazioni; schivo e solitario, perennemente inquieto e insoddisfatto, ma non per questo disdegnoso del confronto coi media. Un personaggio enigmatico e poliedrico, dunque, e non poco contraddittorio. Leonard Cohen, classe 1934, ebreo canadese, eterno girovago, ha comunque saputo proporre, in tanti anni di attività (il suo primo libro è del 1956), una disamina lucida e rigorosa dei moderni scandagli intellettuali dell’io. Un io rabbioso e dolente, annegato nella precarietà del quotidiano ma costantemente assetato di certezze intangibili; un io stanco e deluso, ma sempre alla ricerca di quei miti sopravvissuti alla catastrofe dello scetticismo – dove il sacro si affaccia nei sensi e nell’estasi del bello. Questo libro colma, seppur parzialmente una lacuna, rivolgendosi in primo luogo a chi ha sempre ascoltato Cohen e non ha mai avuto la possibilità di leggerlo; le poesie qui raccolte sono state musicate dall’artista da 1968 al 1988.”

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Si diranno di me le peggiori cose

Si diranno di me le peggiori cose

ANTOLOGIA VOL. 141

Iannozzi Giuseppe

Lucian Freud - Bella

ALL’OBLIO DESTINATI

destinati ad amare
per due graffi di solitudine sulla schiena
destinati a fare i buffoni
per un sorriso di piorrea e una dentiera
destinati a cauterizzare l’occhio
per non vedere chi vicino a noi muore

destinati ad essere eterni stupidi stupiti,
pallottole lanciate nello spazio
per incontrare della carne la fragilità

…lecchiamoci le ferite
o cominciamo a cadere
come foglie al vento
nella tomba dell’oblio

ARGENTO SULLE TEMPIE

Quanta, quanta vita andata
Un bambino ieri, un sognatore oggi
Ma sempre al di sotto d’un poeta,
d’un santo
e di chissà quale altro personaggio

Niente, niente è cambiato veramente,
soltanto l’argento sulle tempie
il quasi nudo mio capo ha incoronato

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Un amante o un Charles Manson per la notte

Un amante o un Charles Manson per la notte

ANTOLOGIA VOL. 140

Iannozzi Giuseppe

Maude Abrantes - Modigliani

HO MAI DETTO AL CIELO CHE SEI BELLA?

Dolci i fianchi lungo le montagne
e la pioggia, la pioggia non cessa il suo lavoro:
e quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e molte donne cercano,  cercano
un amante o un Charles Manson per la notte
Ho mai detto al Cielo che sei bella,
Te l’ho forse mai detto chiaro e tondo?

Dolci, dolci i sogni che ci tormentano
Ogni giorno passa lento sulla tua bellezza,
e ogni goccia di pioggia ti accarezza piano
Da lassù il Signore ci invita a salvarci:
non gli piace affatto questa solitudine
che ci viviamo addosso fino all’ultimo giorno

E quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e molte donne cercano un uomo per la notte

Non ti ho mai detto che nel Giorno del Giudizio
a nessuno di noi verrà chiesto perché Sole e Luna
non hanno mai fatto niente per essere un po’ di più
Non ti ho mai detto la verità sulla confusione
che alberga quaggiù dove è facile franare
insieme ai secoli delle montagne,
dove è facile cadere in ginocchio
senza aver mai dato alla vita un perché

Quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e tutti, davvero tutti gli innocenti cercano
il petto d’una madre

Ho mai detto al Cielo che sei bella
al di là di ogni ragionevole dubbio?

Dolci,
dolci sono i fianchi delle montagne
Non reggeranno ancora a lungo,
non reggeranno ancora a lungo

VITA SPEZZATA

lasciamo questa città d’incorporee visioni
lasciamo questa tomba a cielo scoperto
torniamo indietro insieme
dove i violini non sanguinano buie note
dove la vita non si spezza sull’archetto

il fotografo ha rubato le anime
e i giornali ripetono le solite bugie
e io mi sono dato al primo marinaio
perché mi insegnasse un po’ d’amore
ma è servito davvero a poco
se non riesco ancora a sorridere
se ancora son divorato dal desiderio
di uccidere le bianche colombe
per tingerle di rosso
e illudermi poi che siano rose

siamo solo vittime
di tutto quello che abbiamo perduto
per strada, siamo solo passi ambulanti
per una vita spezzata
per ricami di illusioni

giorni di pioggia sul mio davanzale cadono
per rompersi l’osso del collo
e quelli di sole li imitano
lasciamo queste case d’incorporee visioni
lasciamo questi cadaveri a cielo scoperto
e torniamo indietro insieme, insieme

non è ancora troppo tardi
per essere dolcemente egoisti
carica la mano e falla volare in uno schiaffo
che mi restituisca al bacio del giuda piangente

torniamo, torniamo indietro insieme
dove i violini non ci spezzano le dita
dove la vita non è emorragia di lacrime

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AUTORI ED EDITORI, COSE CHE DOVREBBERO SAPERE

AUTORI ED EDITORI

COSE CHE DOVREBBERO SAPERE

Iannozzi Giuseppe

pagamento

Per la milionesima volta, vedo di far chiarezza.

Dunque,

– se mi invitate alla presentazione di un libro, bene, il sottoscritto potrebbe anche partecipare, ma il tempo costa ecc. ecc., per cui la mia presenza a Milano piuttosto che a Catania ha un prezzo; sono arcistufo di tutta quella gente che mi invita a presentazioni di libri a destra e a manca e che ha l’assurda pretesa che io partecipi pagando di tasca mia, per cui evitate di intasarmi la casella di posta elettronica (o Messenger, etc. etc.) con richieste a dir poco assurde, fatemi almeno questo santo piacere;

– se mi chiedete di scrivere una prefazione (o una introduzione) a un vostro libro che sarà pubblicato da Tizio piuttosto che da Caio o Sempronio, il mio tempo e la mia cultura e la mia intelligenza costano, questo significa che la prefazione non ve la scrivo per farmi una gloria da coglioni e mangiarmi le unghie invece della pagnotta;

– se mi chiedete di leggere un vostro libro, di correggerlo, di editarlo (editing), bene, anche in questo caso il mio tempo, la mia cultura e la mia intelligenza si pagano, per cui evitate di farmi richieste che non stanno né in cielo né in terra;

– se mi chiedete di leggere un vostro libro, un manoscritto, bene, anche in questo caso il mio parere professionale ha un prezzo, per cui evitate di inviarmi faldoni con la preghiera di leggere e farvi sapere quanto prima qual è la mia opinione; ed evitate anche di sottolineare, “sono solo poche pagine… lo legga e mi faccia sapere…”, perché non va affatto bene;

– se mi chiedete di scrivere articoli o libelli vari per voi, tutto ciò, ovviamente, ha un prezzo, perché vi sto offrendo un servizio;

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Il Vangelo di Marco. Cinque chiavi di lettura – Camille Focant – Dehoniane edizioni

Il Vangelo di Marco. Cinque chiavi di lettura

CAMILLE FOCANT

Dehoniane edizioni

Il Vangelo di Marco - Camille Focant - EDB

Descrizione

Per lungo tempo dimenticato dalla liturgia e dagli studi biblici, il Vangelo di Marco scuote continuamente il lettore, che deve abbandonare le proprie certezze originarie per entrare in un mondo nuovo, quello del regno di Dio.
Seguendo la traccia degli studi di analisi narrativa, che si sono affermati negli ultimi trent’anni, Camille Focant invita a considerare attentamente l’arte di raccontare di Marco attraverso cinque chiavi di lettura: il quadro narrativo, la trama, la questione della legge di Mosè, l’importanza dei luoghi (casa, sinagoga, Tempio, sepolcro) e il significato della Passione. Questi cinque punti di riferimento permettono di comprendere meglio l’interpretazione che Marco dà di Gesù «il Nazareno», definito immediatamente «Cristo, Figlio di Dio».

Sommario

Prefazione (G. Billon). Introduzione. I. Il quadro narrativo del vangelo. II. La trama del vangelo e la cristologia di Marco. III. La Legge come buona notizia? IV. Verso una casa di preghiera per tutte le nazioni. V. Il senso della passione. Elenco dei fuori testo. Per l’approfondimento.

Note sull’autore

Camille Focant è professore emerito di Esegesi del Nuovo Testamento, decano onorario della Facoltà di Teologia e vicerettore onorario all’Università cattolica di Lovanio. È membro della Regia Accademia del Belgio e della Studiorum Novi Testamenti Societas (Cambridge). Presso le EDB ha pubblicato con A. Wénin La donna la vita. Ritratti femminili della Bibbia (2008) e con Daniel Marguerat ha diretto il Commentario del Nuovo Testamento, pubblicato da EDB nel 2014.

Temi biblici. 14. Il Vangelo di Marco. Cinque chiavi di lettura – Camille Focant – Pubblicazione: 26 aprile 2019 – Edizione: 1 – Pagine: 136 – Dehoniane edizioni – Collana: A13 Temi biblici – Altri autori: Tradotto da Rita Pusceddu – Riveduto da Alfio Filippi – ISBN: 9788810225141 – € 17,00

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Fotocopiatemi, o lasciate che mi faccia fuori

Fotocopiatemi, o lasciate che mi faccia fuori

ANTOLOGIA VOL. 139

Iannozzi Giuseppe

Shinobazu-by-Yamakawa-Shūhō

KIMONO NERO
(inedita)

Oh, lo sai
che amo il nero

Lo sai, lo sai
che il kimono lo amo
perché ti fa nobile
nelle movenze,
perché ti fa geisha
di bellezza

Con cura e lentezza,
ti spoglio; e nel corpo
e nell’anima ti amo…
senza farti dimenticare
per un solo istante
che sono il tuo signore

Poi m’addormento
e dagli occhi tuoi neri
mi lascio accarezzare

ASPETTO Di ACCENDERMI
(inedita)

Solo abbassiamo
per un po’ le palpebre
quando amiamo,
quando odiamo
con tutta la forte fragilità
che è nel nostro petto,
che è nella nostra anima

Aspetto,
aspetto di accendermi
nella tua sostanza
o di spegnermi,
definitivamente,
senza un lamento

COI MUFLONI

Chissà quale la malattia
che da mane a sera
m’attanaglia portandomi
lungo valli prati e pendii;
sempre sogno d’esser di là,
insieme a certi mufloni,
pastore bianco e canuto io.

Che sia questa la via
che felicità domani mi darà?

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La cura della persona con disabilità intellettiva – a cura della RNDI – Rete Nazionale Disabilità Intellettiva – Galaad Edizioni

La cura della persona con disabilità intellettiva

a cura della RNDI – Rete Nazionale Disabilità Intellettiva

Galaad Edizioni

La cura della persona con disabilità intellettiva

Il secondo volume della collana Humana Materia rappresenta l’esito di un lavoro collettivo che si sviluppa attorno a due riferimenti essenziali, per tradizione ritenuti del tutto incompatibili tra loro. Il primo riguarda la figura del disabile intellettivo, il secondo è costituito dalla psicoanalisi applicata alla pratica educativa. I contributi raccolti nel presente lavoro mirano a riconoscere e mettere in luce, nell’accostarsi al disabile intellettivo, la presenza di una soggettività vitale: sia in lui, nel suo prodigarsi, fosse anche solo nel suo ripetersi, sia in chi scrive, nel suo porsi domande, nel sollevare quesiti, nel render conto di iniziative sviluppate nell’ambito di relazioni di lavoro. Di tutto questo, il libro intende offrire una panoramica la più estesa possibile, nella speranza che ciò possa rivelarsi utile per gli educatori, per gli operatori e in generale per chi è a contatto con persone portatrici di una disabilità intellettiva.

Con i contributi di: Claude Allione, Rossella Bo, Andrea Canevaro, Edgar Contesini, Ambrogio Cozzi, Federico D’Antonio, Ingrid Iencinella, Simone Korff-Sausse, Maria Vittoria Lodovichi, Franco Lolli, Emanuele Montorfano, Adriano Primadei, Fabio Sacconi, Alessandro Siciliano, Elena Veri, Angelo Villa.

La cura della persona con disabilità intellettivaa cura della RNDIGalaad Edizioni – Collana: Humana Materia – Anno edizione: 2019 -Pagine: 318 p. – ISBN: 9788898722730 – € 18,00

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Accadde tutto in attimo, l’esordio letterario di Primula Galantucci – intervista all’Autrice di Iannozzi Giuseppe

ACCADDE TUTTO IN UN ATTIMO

L’esordio letterario di Primula Galantucci

Intervista all’Autrice

di Iannozzi Giuseppe

Accade tutto in un attimo - Primula Galantucci - Chiado Books

1. Primula Galantucci, “Accade tutto in un attimo” (Chiado Books) è il tuo primo romanzo. Qual è stata la necessità principale che ti ha fatto decidere di metterti alla prova con la scrittura?

Ho sempre amato scrivere sin dai tempi delle scuole elementari; in terza vinsi una borsa di studio (il primo premio) con un tema partecipante ad un concorso letterario indetto da vari istituti scolastici che piacque molto per la profondità del suo contenuto, considerando che a scriverlo fosse stata una bambina di circa otto anni.
Ricordo che, sempre quando frequentavo le scuole elementari, scrivevo dei raccontini brevi che vendevo ai miei compagni di classe. Ehm, sì, sono sempre stata attratta dal commercio!
Da adolescente ho iniziato a scrivere poesie ed appunti riguardanti storie che avrei voluto trasformare in romanzi ma che non trovavano mai fine. Poi a ventitré anni purtroppo ho avuto l’incidente che mi ha portato via i miei genitori, lasciandomi con due fratelli più piccoli e con tutte le responsabilità di un capofamiglia. Da quel momento in poi non ho più avuto alcuna ispirazione poetica o letteraria fino a quando, dopo aver compiuto la mia analisi personale (perché amo la psicologia anche se non sono una psicologa) e per superare il trauma subito, ho deciso di diventare volontaria in Croce Rossa riuscendoci alla grande.
Svolgendo il servizio da volontaria mi sentivo importante, utile a qualcuno, vedevo e toccavo con mano molteplici situazioni, incontravo tanta gente alla quale mi sentivo vicina, e, di sera, quando tornavo a casa ho ricominciato un po’ alla volta a scrivere quelle che erano le mie impressioni, le sensazioni e le riflessioni su ciò che vedevo e sulle persone con cui mi confrontavo: volontari, ammalati, disabili, infermieri, medici, ecc.
Qui è nata l’idea di scrivere il mio primo romanzo, partendo proprio dal mio incidente fino ad arrivare al momento in cui sono diventata una soccorritrice, perché soccorrendo gli altri era un po’ come farlo per i miei genitori che dal momento dell’impatto frontale con il camion che ci ha travolto non avevo più rivisto. Ho deciso quindi di mettermi alla prova con la scrittura per esorcizzare un trauma che tenevo rinchiuso nel cuore, ed anche perché non riuscivo a parlarne con nessuno; ma sapevo anche che non potevo tenermi tutto dentro e man mano che scrivevo dei miei genitori era un po’ come averli ancora accanto a me e quindi se avessi pubblicato il libro li avrei resi immortali.

2. “Accade tutto in un attimo” è, in linea di massima, un lavoro autobiografico che non manca di presentare al lettore immagini crude, la realtà che è di vita e di morte. Temi che qualcuno possa riconoscersi nelle situazioni da te descritte e per chissà quale ragione dispiacersene?

No, non credo assolutamente che questo possa accadere e cioè che qualcuno possa immedesimarsi in qualche personaggio da me descritto, in quanto nella stesura del romanzo ho narrato ciò che facevo in Croce Rossa ed in altre situazioni, come sul lavoro che svolgevo ai tempi ma sempre con la massima attenzione, facendo in modo che nessuno potesse riconoscersi nei propri ruoli: ho modificato i luoghi dove facevamo gli interventi, ho cambiato i nomi di tutti gli attori che compaiono nel libro e ne ho inventati alcuni di sana pianta. Si può dire che l’unico personaggio autentico dell’opera sono io.

3. Con tutte le sue contraddizioni, l’umanità è al centro del tuo lavoro: che cosa significa, oggi come oggi, impegnarsi in qualità di volontario/a della Croce Rossa?

Primula GalantucciDiciamo che al giorno d’oggi anche il ruolo di volontario, di qualsiasi associazione si tratti, assume responsabilità non indifferenti. Il corso (che in Croce Rossa per esempio dura nove mesi) prepara il volontario ad affrontare non soltanto gli aspetti infermieristici del caso, ma anche gli aspetti giuridico-legali portandolo a conoscenza di quelle che potrebbero essere le conseguenze derivanti da una “manovra” sbagliata. Impegnarsi in qualità di volontario vuol dire amare il prossimo e mettersi a sua completa disposizione, rendersi utili e fare di tutto per salvare una vita umana, ovviamente nei limiti del possibile.

4. Non è facile, non lo è mai raccogliere dalla strada qualcuno che sta esalando l’ultimo respiro, e magari promettergli, sapendo di mentire, che se la caverà. “Accade tutto in un attimo” racconta vite spezzate, per colpa di incidenti stradali o malattie incurabili, anche se qualcuno direbbe per colpa del destino (del “fato”). Tu credi che la vita di noi tutti sia in mano alle Parche?

Nel mio caso specifico, molte volte mi è capitato di pensare: se non fossi andata in quel luogo di vacanza dove mi trovavo quel giorno, sarebbe successa la stessa cosa? Se fossi uscita cinque minuti prima o cinque minuti dopo, avrei incontrato ugualmente sul mio cammino il camion che ha travolto me e la mia famiglia nell’incidente? Non so dare una risposta e neanche una spiegazione plausibile, comunque non credo ci sia un destino che determini le nostre sorti; le cose, semplicemente, avvengono o non avvengono, e nessuno di noi potrà mai sapere il perché. Posso solo affermare con certezza che “Accade tutto in un attimo”.

5. Talvolta il rapporto con i colleghi non è facile, vuoi lo stress quotidiano, vuoi perché vedere la vita negli occhi di chi se ne sta andando ci porta a considerare che siamo fragili, fin troppo. Nel tuo romanzo, ogni giorno bisogna combattere per cacciare indietro la fragilità umana, e i miracoli non accadono troppo spesso, quasi mai. Con “Accade tutto in un attimo” intendi forse portare qualche forma di insegnamento a qualcuno?

Nel mio romanzo ho cercato di sensibilizzare la gente su tutto ciò che riguarda il soccorso, la malattia e la disabilità umana. Per quanto mi riguarda la scelta di diventare volontaria è stata fatta proprio perché, dopo essermi trovata varie volte in situazioni d’emergenza nelle quali non sapevo come intervenire, ho sentito il bisogno di apprendere le nozioni di primo soccorso ed ho voluto descrivere le mie emozioni, anche per fare in modo che qualcuno potesse seguire il mio esempio, perché, a volte, basta soltanto saper fare un massaggio cardiaco nella maniera corretta per salvare una vita umana.

6. Secondo quella che è la tua esperienza sul campo, quando si tratta di strappare qualcuno dalle braccia della morte è più importante avere fede nell’abilità dell’uomo di scienza o nella benevolenza di un qualche Dio?

Pur essendo credente, devo comunque dire che in certe situazioni bisogna agire immediatamente e non c’è il tempo per pregare nessun Dio, quindi opto proprio per l’abilità dell’uomo, della scienza e della medicina.

7. Questa è sicuramente una domanda urticante: il tuo romanzo ha pretese di letterarietà?

No, il mio romanzo non ha nessuna pretesa. Ho voluto scrivere questo romanzo nonostante le mie contraddizioni interiori, perché sappiamo tutti che un romanzo autobiografico porta a conoscenza del pubblico e, soprattutto, di chi ti conosce tutto ciò che narri di te stesso. Ma il mio lavoro spero serva anche a sensibilizzare, almeno un po’, la gente verso l’importanza del primo soccorso. Direi che questo è il motivo principale, per ricordare i miei genitori prematuramente scomparsi ai quali ho dedicato il libro.

8. So che hai frequentato un corso di scrittura creativa e che coltivi altri hobby. Qual è il tuo modo di intendere la letteratura? Quali autori ti hanno maggiormente influenzata e formata? Per quali motivi?

Ho frequentato un corso di scrittura creativa proprio perché, avendo sempre amato scrivere, ero e sono tuttora alla ricerca di una forma di perfezione letteraria forse un po’ difficile da raggiungere. Sono da sempre stata legata al marketing ed alla pubblicità (per motivi lavorativi e personali), e nello scrivere cerco ogni volta di raggiungere il cuore dei miei lettori e di farli immedesimare nei miei personaggi, e nelle emozioni delle storie che narro. Le mie letture preferite sono sempre state i grandi classici che in alcuni casi ho riletto più volte, senza tralasciare Freud ed i grandi psicologi, Kafka. Ma ho letto anche moltissimi autori contemporanei che non sono da meno di tanti autori classici. In ogni caso, la letteratura e il modo di narrare si evolvono con i tempi.

9. Come definiresti lo stile che hai adottato per “Accade tutto in un attimo”? Siamo di fronte a un romanzo diaristico, di formazione, o che altro?

Ecco, lo sapevo che avrei incontrato una domanda difficile che mi avrebbe messa un po’ in difficoltà! Dunque, posso dire che un romanzo autobiografico come il mio si avvicina più ad un lavoro diaristico che ad un romanzo di formazione, però, come ho già avuto modo di dire, è anche vero che guardandola sotto il punto di vista della sensibilizzazione delle persone, forse anche la formazione potrebbe trovare un giusto riscontro.

10. A chi consiglieresti di leggere “Accade tutto in attimo”? Perché?

Primula GalantucciConsiglio di leggere “Accade tutto in un attimo” a tutti quelli che si sentono soli, tristi, che si sentono vuoti, sconfitti dalla vita, senza una meta né una speranza; a chi ha subito un torto, una malattia, un incidente, una perdita o qualcosa di brutto e per questi motivi pensa non ci sia più nessun valido motivo per cui valga la pena di vivere. Forse, nel mio libro potrebbero trovare la forza che serve loro per credere in qualcosa. Lo consiglio anche e soprattutto a tutte le persone che hanno voglia di vivere, che sanno che esistono anche tante cose belle, come un sorriso o un gesto d’amore che ti gratifica; e lo consiglio a quanti apprezzano i colori, i fiori e le belle canzoni, perché sanno che nonostante le avversità della vita bisogna sempre trovare un motivo per andare avanti, perché la vita è imprevedibile, ed è per questo che “Accade tutto in un attimo”.

Accade tutto in un attimo – Primula Galantucci – 1ma edizione: Ottobre 2018 –  pagine: 204  – Chiado Books – Collezione: Viaggi nella Finzione – ISBN: 9789895240302 – Prezzo: € 12,00

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