Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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IL MALE PEGGIORE – In libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Iannozzi

IL MALE PEGGIORE

In libreria il nuovo romanzo

di Giuseppe Iannozzi

Edizioni Il Foglio

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Incipit

Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi.
Giacobbe si sporse sul balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo.
Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra.
Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza.
Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre.
Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male.
Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle.
L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio
RINGRAZIAMENTI

Grazie a Nadia Fagiolo, che mi ha incoraggiato a scrivere questo romanzo, quando credevo d’aver detto tutto e di non aver più voglia di scrivere; grazie a Isabella Difronzo che mi legge da una vita, forse di più, in pratica dai miei oramai lontanissimi esordi; grazie a Cinzia Paltenghi, che mi legge praticamente da sempre; grazie a tanti e tanti nuovi lettori, che, nel corso degli anni, con i loro incoraggiamenti mi hanno spinto a scrivere, a migliorarmi, fornendomi non pochi utili consigli; grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro affinché fosse il più possibile vicino alla perfezione; grazie a chi ieri mi leggeva e oggi non più, manco fossi io un criminale; grazie a tanti e tanti nuovi amici che mi leggono, a volte in silenzio, altre no; grazie a Dario Arkel, che con la sua presenza mi ha stimolato a scrivere determinate storie; grazie a Valeria Chatterly Rosenkreuz, che con le sue opere, in più di una occasione, mi ha regalato un po’ di “fuoco sacro”; grazie a Sacha Naspinii, che, da quando pubblico con le EDIZIONI IL FOGLIO, si preoccupa dell’impaginazione e della grafica di copertina; e, ovviamente, grazie a Gordiano Lupi, attento editore e più che mai valido scrittore, che ha creduto in questo mio ennesimo lavoro che parla di scrittori, di grandi scrittori che hanno fatto la Storia della Letteratura e che dalla vita hanno ottenuto poco o nulla.
Grazie a quanti sino a oggi hanno creduto in me.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - marzo 2017

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.
Da un anno a questa parte cura l’Ufficio Stampa delle Edizioni Il Foglio, Il Foglio editoriale.

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

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Un giorno una lacrima la piangerai

Un giorno una lacrima la piangerai

ANTOLOGIA VOL. 67

Iannozzi Giuseppe

Roman Charity- Guido Reni

VORREI

Vorrei poter non esser banale
Lo vorrei sì, per non farti del male
Da lontano t’ammiro, con paura quasi
che possa tu scivolarmi via
come sabbia fra le mani aperte

Vorrei poterti amare, in fondo
fra cielo e mare, oltre il tramonto
e l’alba, oltre il sole la luna
e l’alta e la bassa marea
Vorrei cantarti una canzone nuova
che sia di fiamme e d’aurore boreali

Vorrei non farti alcun male

E vorrei non doverti dire
che le mie labbra son semplici,
quelle d’un uomo che t’ama

IL TUO SCHIAVO È QUI

Il tuo schiavo è qui
Gli hanno comandato di obbedire,
di non mettere in disordine l’Egitto
Il tuo schiavo è qui,
ha solo riparato alla meno peggio
la sua vita,
perdendosi nei secoli

Quando cala la sera
accende milioni di candele
per disperdere l’oscurità,
per scorgere l’ombra della verità,
per non correre il rischio
che i secoli lo scalzino troppo

Il tuo schiavo ha visto,
ha visto tirar su piramidi di dolore,
ha visto cadere la gloria delle nazioni
A occhio nudo ha visto
amore e odio stringersi di nascosto la mano,
e ti può dire che in giro per il mondo
non molto è cambiato:
nei campi di concentramento
uomini donne bambini muoiono
scavandosi il viso nel filo spinato

Il tuo schiavo è sempre qui
Di tanto in tanto scrive le sue memorie
nascondendole come meglio può
dalla malvagità degli occhi delle spie
perché non ha tempo da perdere,
perché ha ancora tanto da fare
nel tentativo di salvare una vita
che salvi il mondo intero

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Magda – Meike Ziervogel – Sovera edizioni – Collana: Fiore di Cactus – comunicato stampa

MAGDA – MEIKE ZIERVOGEL

Sovera edizioni

Magda - Meike Ziervogel - Sovera edizioni

La storia di una donna famosa e la Storia di una nazione, raccontate in cinque capitoli, autonomi per linguaggio e spazio temporale, con al centro di ognuno una figura femminile. Nel primo e nell’ultimo, Magda Goebbels, con meticolosità e controllo, prepara l’uscita di scena della propria famiglia, nell’atto finale del regime nazista. Negli altri capitoli, prima seguiamo Magda nel periodo duro della sua infanzia con una madre di dubbia moralità e in quello dell’adolescenza in un convento dove si pratica una religiosità rigida e, a volte, brutale; poi conosciamo la madre, figura superficiale, anaffettiva e un po’ cialtrona. Infine, attraverso le pagine del diario della figlia maggiore, Helga Goebbels, entriamo nel bunker di Hitler, dove si consumano gli ultimi giorni della famiglia e del regime. Il romanzo intreccia storie parallele di madri e figlie e i loro sguardi differenti nei confronti della vita,
della Storia, dei rapporti tra i due sessi. Mescolando realtà e finzione, l’autrice fa emergere il ritratto di una donna che la Storia ha reso mostruosa e che qui viene reinventata con intelligenza e gusto narrativo.

Meike Ziervogel, nata in Germania, si è trasferita a Londra nel 1986 per studiare lingua e letteratura araba. Parla quattro lingue: tedesco, inglese, arabo e francese. Meike Ziervogel è autrice di diversi romanzi. Magda, il suo primo lavoro, è stato pubblicato nel 2013 da un editore indipendente (Salt Publishing).

MagdaMeike ZiervogelSovera edizioni – Collana: Fiore di Cactus – Traduttore: G. Gloria, M. Vendramini – Anno edizione: 2018 – ISBN:9788866524175 – 112 pagine – € 15.00

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E poi più niente, nemmeno la saliva in bocca

E poi più niente, nemmeno la saliva in bocca

ANTOLOGIA VOL. 66

Iannozzi Giuseppe

Lisa-Marie

FUTURISMO

Saluto veloce,
veloce veloce
con la mano

La sera alla sera
E no, lei non c’è
come la vorresti te
E non è che
si possa far da soli
Spiccioli
in tasca non ho
D’accordo,
sì va per andare
D’accordo,
tentiamo l’accordo
con un goccio,
con uno solo di vino

Poi d’improvviso
la finestra si snuda
E la spada rinfoderata
dentro,
sempre più dentro
al pigiama sonnambulo
Poi come sempre
la donna è vestita vestita
persa persa in sé,
sempre più dentro
a uno spavento
preso per i capelli

E vuoi che sia
diversamente
la mente che annega
E invece sol è un
“Che vuoi che sia!”

SENSO

Non ha la vita senso
senza una donna

Non ha l’amore senso
senza labbra da baciare
senza occhi da incontrare
senza chiome da carezzare

Non ha senso vivere senza
senza una donna
che al mattino incontra
il tuo sguardo spento
per ridargli luce col suo
Non ha senso rider da soli
allo specchio in un manifesto
cercando nella pubblicità
un segno d’umanità

Senso non ha
Persino Dio
non ha avuto anima
di lasciarsi da solo
senza una donna

Non ha la vita senso
una vita così senza la vita
Senza la gioia di baciare
la dolce metà

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VITTIME PER CASO O PER DESTINO

VITTIME PER CASO O PER DESTINO

Antologia di racconti brevi

Iannozzi Giuseppe

Zeus and Hera

Tornata dall’Aldilà

Non so come abbia fatto a entrare nel palazzo, ma qualcuno sta bussando alla mia porta, che da tempo non ha più la targhetta d’ottone, quella con su il nome e il cognome.
Guardo dallo spioncino, mi rassicuro, è una bella bionda, apro dunque la porta ed esco sul ballatoio. La porta si chiude alle mie spalle. Per fortuna tengo sempre le chiavi di casa in una tasca dei pantaloni, un vizio di cui non mi sono mai liberato.
Adesso, la bionda, una gran bel pezzo di figliola, è proprio davanti a me. In lei c’è qualcosa che mi è famigliare, che mi turba.
Mi spiega che cerca un giovanotto che le ha rubato il cuore.
Le spiego che non c’è nessun ragazzo dove abito io, un vecchio condominio di soli anziani.
Mi accorgo che la ragazza è disperata, potrebbe scoppiare a piangere da un momento all’altro, e io non saprei che fare, sono vedovo da un’eternità e con le donne non ci so più fare.
La tranquillizzo come posso: “Forse ha sbagliato indirizzo.”
“No, è proprio questo. Me lo ha scritto lui, di sua mano, qui. Legga pure.”
Raccolgo fra le dita artritiche il foglietto che la ragazza mi porge. Non c’è dubbio alcuno, l’indirizzo è quello giusto.
“Non so che dirle. Qui non ci sono dei giovani.”
“Mi ha raccontato che vive con i genitori. Magari lei non l’ha notato…”
“Conosco tutti qui e siamo tutti con un piede nella fossa. Quel giovane che cerca le ha mentito.”
“Perché avrebbe dovuto farlo?”
“Dio solo lo sa!”
“Mi farebbe visitare il condominio? Potrebbe presentarmi ai vari condomini? Gliene sarei davvero tanto grata!”
“Se è questo che desidera, vedrò di accontentarla. Non troverà alcun ragazzo, questo glielo posso assicurare.”
La bellezza di questa ragazza è davvero qualcosa, una bellezza angelicata che mi intenerisce il cuore, troppo. Non riesco a non accontentarla.
Passiamo in rassegna tutt’e sette i piani del condominio. Busso a ogni porta, presento la bionda ai condomini che non fanno storie, nessuno sa però dirle niente di un ragazzo che vivrebbe nel nostro palazzo.
Alla fine, sconfitta, la bella bionda si ferma sull’uscio del mio più che modesto appartamento. Mi ringrazia, dice che sono stato davvero tanto gentile con lei. La invito a entrare, a prendere un caffè fatto alla vecchia maniera, con la moka. Lei accetta di buon grado. Tiro fuori le chiavi dalla tasca dei pantaloni ed apro.
Mentre preparo il caffè, non posso fare a meno di pensare che la ragazza è davvero un angelo di tenerezza, da far invidia alla Beatrice del Sommo Poeta.
Non ci siamo ancora presentati, lo facciamo davanti al caffè nero e fumante.
“Violante, piacere”, dice lei allungandomi la mano.
Le faccio il baciamano, come si usava ai miei tempi: “Il piacere è tutto mio, signorina. Io sono Giovanni, Giovanni Goldoni.”
“Oh, lei si chiama come il ragazzo che vo cercando, stesso nome, stesso cognome. Che cosa strana.”
“Strana coincidenza, davvero. Io, come vede, sono solo un vecchio malandato. Il Caso gioca strani scherzi, non si preoccupi”, dico io fingendo di non dar troppa importanza alla cosa.
Violante non sembra troppo convinta: “Lei ha dei figli?”
“No, non ho avuto questa fortuna. Mia moglie è morta tanti anni fa; ed io non mi sono più risposato. Se ne è andata nel fior dell’età. Io l’amavo, per me c’era solo lei.”
“Mi spiace tanto”, dice Violante.
“La vita ci accorda il poco che vuole lei e noi non possiamo opporci”, dico io con voce incrinata dal dolore.
La ragazza finge un colpo di tosse: “Meglio che vada.”
“Sì, è la cosa migliore”. E non aggiungo altro.

E’ triste, ma cerca di non darlo troppo a vedere.
Violante, l’angelo biondo, mi saluta con un bacio sulla guancia. Sul ballatoio, con occhi bagnati di lacrime, resto ad ammirare il suo bel sederino finché non scompare dalla mia vista, inghiottito nella tromba delle scale. Per sempre.

Il Santo

Lo hanno fatto fuori che diceva ancora messa.
Una raffica di colpi.
Sono entrati con le pistole spianate a volto scoperto, perché i pochi fedeli raccolti in chiesa potessero riconoscerli, uno per uno, senz’ombra di dubbio.
Lo hanno freddato senza proferire parola, mentre diceva contro gli usurai, la mafia, il malaffare.
Non ha avuto neanche il tempo di scoprirsi sorpreso.
Sono usciti indisturbati. Non uno ha cercato di fermarli.
Il corpo esanime è crollato sull’altare, che subito si è fatto di sangue.
Dalla sua croce di legno, in silenzio, Gesù ha pianto in una chiesa che subito si è fatta vuota di persone.

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Resiste la Rosa nel Deserto, miraggio per poeti dimenticati

Resiste la Rosa nel Deserto, miraggio per poeti dimenticati

ANTOLOGIA VOL. 65

Iannozzi Giuseppe

Caravaggio - Ecce Homo

HO MESSO LA TESTA A POSTO

Ho messo la testa a posto,
l’ho fatto per non lasciar di me
Polaroid ridicola
Scrivevo e scrivevo mica male,
scrivevo a cottimo poesie
che non leggevi
e che però non ti piacevano

Ho messo al loro posto costi e conti,
i tanti orologi sempre fermi su di te,
e pure gli avanzi della mia filosofia,
così adesso a tutti ripeto quel che so:
nessuno mai è tornato indietro
dall’Aldilà
o, con ragione o no,
da questo nostro aldiquà
che da sempre nel suo ventre
tutti accoglie

Imito la posizione di un Buddha,
di uno qualunque
Imito la perfezione,
la perfezione che mai c’è;
e non è lavoro da poco,
credimi pure sulla parola

Sempre, sempre si sta
e si sta qui,
con l’acqua alla gola o no
Sempre, sempre si sta qui
ispirando e inspirando,
seguendo, bene o male,
degli antichi saggi l’esempio
C’è che già da un po’ di tempo
ho fatto il mio dovere

E sempre si disegna un cerchio
e mai l’infinito
C’è che già da un po’ di tempo
ho messo la testa a posto:
non sono uno scherzo, certo che no,
quarantacinque stronze primavere
C’è che mi manca il talento,
un po’ di sano talento;
e c’è che di Cohen uno e uno solo,
e io semplicemente della razza mia

DITEMI COSA AVETE FATTO

Ditemi adesso della forza
Vacante è il Seggio dei Re,
e della fiamma della candela
non rimane niente,
nemmeno la cera nel buio sepolta

Ditemi cosa avete fatto,
dove avete portato i cuori
e il vino che li alleggeriva
Ditemi adesso dell’onestà,
se vi piace il presente
Il Muro del Pianto è alto,
e come sempre, come sempre
se solo lo voleste veramente
con le dita potreste sfiorarlo

Ditemi adesso della forca
che dal niente avete tirato su:
è dunque questa la forza
di cui oggi disponete?

Un giorno qualcuno vi dirà
parole dure e gentili,
ed allora dovrete arrendervi
a camminare a piedi scalzi
lungo la Strada del Perdono

RICORDI?

Ricordi, ricordi com’era la notte,
quando la notte era di buio
e le stelle non si vedevano?
Ricordi, ricordi com’era il giorno,
quando il giorno era di luce
e il diavolo bruciava le colline?
C’era la gloria
che dava da mangiare,
e c’era la cera
che si scioglieva piano,
e i fiumi non avevano inizio né fine

Ricordi, ricordi com’era ridere,
quando le campane si strozzavano
in una risata accompagnata
dalla verginità di mille fanciulle in fiore?
C’era la morte
che veniva e non faceva male,
e c’era la vita
che risorgeva e taceva,
e ogni cosa, ogni cosa non era mai
quello che l’occhio vedeva

Ricordi, ricordi com’era il suono,
quant’era bella la chitarra di George
che non sapeva smettere di piangere?
Ricordi, ricordi quando t’invitavo
a slegare dal collo degli agnelli
campanelli d’argento e sogni a non finire?
C’eravamo noi,
di altro non avevamo bisogno
C’eravamo noi,
ed eravamo felici e perdenti

Ricordi, o forse no,
così adesso la notte è solo la notte
e il giorno è sempre più avvitato in sé
Ricordi, o forse no,
così adesso piangiamo e piangiamo forte
e lo sappiamo bene il perché:
fingiamo, fingiamo la vita
e non la inventiamo mai,
e non la inventiamo mai

Non era questo che volevamo,
non era questo che volevamo

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Giulia Campinoti consiglia “Il male peggiore” di Iannozzi Giuseppe

Giulia Campinoti consiglia

IL MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Giulia Campinoti consiglia ai suoi e ai miei lettori di leggere la mia ultima fatica letteraria, IL MALE PEGGIORE edito da Edizioni Il Foglio. Ringraziando Giulia e per la giusta critica e per la foto che la ritrae insieme al mio libro, vi invito anche io a non farvi sfuggire IL MALE PEGGIORE.

Giuseppe Iannozzi

Quanto può l’amore romantico influenzare la vita di uno scrittore fino a travolgerne l’intera esistenza? Quando l’amore romantico si trasforma in un elisir di felicità e quando invece veste i panni di una temibile rovina dai meccanismi di un domino?
E’ questo quello che Iannozzi Giuseppe (poeta, scrittore, giornalista e critico letterario) cerca di illustrarci fra le pagine del suo nuovo lavoro, cioè Il male peggiore.
Correte a leggerlo!

Giulia Campinoti

Giulia Campinoti consiglia "Il male peggiore" di Iannozzi Giuseppe

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IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donneIannozzi GiuseppeEdizioni Il Foglio – Collana: Narrativa -Prima edizione: novembre 2017 – Pagine 330 – ISBN 9788876067167 – Prezzo: 16,00 €

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Non sono stato capace di scrivere il mio epitaffio

Non sono stato capace di scrivere il mio epitaffio

ANTOLOGIA VOL. 64

Iannozzi Giuseppe

Brigitte Bardot

IN UN BORDELLO

Con la sete
nella gola sprofondata
ti ho cercata

Ti ho cercata
lungo tutta la spiaggia
per lasciarti a bocca aperta
con una poesia,
con un po’ di gioia
presa di mira
dal mio sorriso marinaio,
alla faccia di dio!
Ma non ho trovato
che questo verbo infinito,
orlo di sabbia e di mare
rasato dal sole al tramonto;
e mille corpose voci di marinai,
così tanto uguali alle mie mani
di calli di tagli,
di sbagli e nicotina

Ti ho trovata
tutta sola
seduta in faccia
a un sole naufragato,
ignara del baccano
dentro al mio cuore
e di quello nell’intorno

Ti ho cercata,
l’ho capito adesso
che bevo il sale
dei miei occhi,
come un bambino
che si è perso
in un bordello più grande
d’un milione d’inganni

ROSA SELVATICA

Tra vagoni e treni al buio,
quanti e quanti baci di luna
senza quasi segno di pudore
per la carezza che ho amato,
per il gridolino che ho udito
calpestandoti, Rosa selvatica
– sogno di Suzanne!

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Lazzaro e la sua amata – Kahlil Gibran – Dehoniane edizioni – comunicato stampa

Lazzaro e la sua amata – Kahlil Gibran

Dehoniane edizioni

Kahlil Gibran - Lazzaro e la sua amata - Dehoniane edizioni

descrizione

«Ma perché, tra tutti gli uomini, proprio io dovevo fare ritorno?». Le parole di Lazzaro risuscitato sono intrise di un profondo rammarico. Il gesto di Gesù che gli ha restituito la vita non lo sollecita alla gratitudine, ma gli impone un amaro rimprovero: ritornare dalla morte significa per Lazzaro rinunciare al più grande amore della sua vita, scoperto e vissuto solo nella foschia dell’aldilà.In questo sconvolgente atto unico, Gibran rovescia una delle più commoventi pagine evangeliche e costringe a riflettere sul rapporto tra l’amore che Lazzaro ha scoperto nell’aldilà e l’«egoismo» di chi ha voluto strapparlo dal sepolcro e da un’insospettabile gioia.Attraverso questo originale cambio di prospettiva, Gibran amoreggia con la propria fine imminente e con la morte, restandone sedotto fino al finale inaspettato.

note sull’autore

Kahlil Gibran (1883-1931), scrittore e poeta, libanese cattolico di rito maronita, emigra nel 1912 a New York dove vive fino alla morte. La maggior parte dei suoi primi scritti è in lingua araba, ma dopo il 1918 pubblica quasi esclusivamente in inglese. Ampia è la sua produzione, ma Gibran conosce la notorietà per alcune opere come Il profeta, tradotto in oltre venti lingue, Il folle e Gesù il figlio.

Lazzaro e la sua amataKahlil Gibran – Introduzione di Bianca Garavelli – Traduzione di Fabrizio Iodice – Pubblicazione: 6 aprile 2018 – Pagine: 64 – Dehoniane edizioni – Collana: P9 Lampi – Preparato per la pubblicazione da Valeria Riguzzi – EAN: 9788810567814 – € 7,50

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Mai hai conosciuto il poeta e la sua stupidità

Mai hai conosciuto il poeta e la sua stupidità

ANTOLOGIA VOL. 63

Iannozzi Giuseppe

Vincent Van Gogh - Place du Forum. Arles
IL PIACERE SOLAMENTE

tutti noi amiamo e moriamo
allo stesso modo nella profondità
di due metri di negro terreno
quasi mai fertile, fatale sì

così inutile è, non trovi?
il debole cerca l’amore
il debole la morte
ed io il piacere mio,
il piacere mio soltanto
la morte, così facile è,
non trovi?

odiare il facile, l’inutile
diffidare del debole
perché
debolezza muove alla debolezza
chi la incontra sulla sua strada
malauguratamente
perché
debolezza muove alla fatalità
ed è da stupidi veramente amare
tutto questo, tutto questo

cercare il piacere solamente
egoisticamente

DEL MALE

Noi che ‘l mondo lo navigammo
al suol natio infine tornammo
colle ossa peste e gli occhi uguali,
incapaci di scorger sul limine
de la cecità quanto forte il Male

PER TE

Dolce la notte si fa,
dolce l’amor se ne va,
e io che resto qua
per Te m’invento
il ballo più bello al mondo,
pienamente sconveniente

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Sette grandi fiabe tradotte da Antonio Gramsci – Jacob e Wilhelm Grimm – illustrazioni di Laura Crema – Dehoniane edizioni

Sette grandi fiabe tradotte da Antonio Gramsci

Jacob Grimm – Wilhelm Grimm

Illustrazioni di Laura Crema

Sette grandi fiabe tradotte da Antonio Gramsci

In libreria Sette grandi fiabe dei fratelli Grimm, una lettura obbligata per grandi e piccini. La traduzione è quella magistrale e storica operata da Antonio Gramsci durante il periodo della sua prigionia. Le illustrazioni sono invece di Laura Crema, disegnatrice che vanta numerose e prestigiose collaborazioni con tanti e tanti editori, e i cui libri sono pubblicati in Europa e non solo.
Sette grandi fiabe tradotte da Antonio Gramsci è un piccolo grande gioiello letterario che, giustamente, ancor oggi ci raccomanda di stare sempre attenti al lupo e alle matrigne cattive. Non delle semplici fiabe ma delle lezioni di vita, fiabe dunque che ci fanno comprendere meglio il mondo contemporaneo, perché non è esso poi molto diverso da quello che i fratelli Grimm raccontarono sul finire dell’Ottocento. – Iannozzi Giuseppe

descrizione

Cenerentola, Cappuccetto Rosso, I quattro musicanti di Brema, Mignolino, Biancaneve e i sette nani, Giannino e Ghitina, Rosaspina, ossia la bella addormentata nel bosco: le storie più famose del mondo scritte per i bambini e molto amate anche dagli adulti.

sommario

1. Cenerentola. 2. Cappuccetto Rosso. 3. I quattro musicanti di Brema. 4. Mignolino. 5. Nevina (Biancaneve e i sette nani). 6. Giannino e Ghitina. 7. Rosaspina ossia La bella addormentata nel bosco. Gli autori. Il traduttore. L’illustratrice.

note sull’autore

I fratelli Jacob e Wilhelm Grimm nacquero ad Hanau, una cittadina a est di Francoforte sul Meno, nella seconda metà del Settecento. Dedicarono la loro vita alla raccolta e alla pubblicazione del patrimonio culturale tedesco, comprese le fiabe, che recuperavano in giro per le campagne dalla viva voce delle nonne, che a loro volta le avevano ascoltate nella loro infanzia dalle bisnonne. Si tratta di oltre duecento testi che oggi compongono il libro più letto nel mondo dopo la Bibbia e che nel 2005 l’Unesco ha dichiarato «patrimonio dell’umanità». La fiaba di Biancaneve e i sette nani ha ispirato il primo lungometraggio in cartone animato di Walt Disney e quella di Hänsel e Gretel è diventata un’opera lirica con le musiche di Engelbert Humperdinck.

Antonio Gramsci (1891-1937), pensatore e uomo politico, partecipò nel 1921 alla fondazione del Partito comunista, di cui divenne segretario nel 1924. Nello stesso anno fondò il quotidiano L’Unità e venne eletto deputato. Dopo l’ascesa di Mussolini nel 1922, fu arrestato nel 1926 e condannato a vent’anni di carcere. Scosso nella salute, nel 1933 fu trasferito in una clinica e morì a Roma nel 1937. Negli anni della detenzione scrisse una serie di note, appunti e riflessioni, raccolti dopo la morte con il titolo Quaderni del carcere, dove compaiono anche le fiabe di questo libro. «Ho tradotto dal tedesco, per esercizio, una serie di novelline popolari proprio come quelle che ci piacevano tanto quando eravamo bambini»: con queste parole Gramsci, rinchiuso nel carcere di Turi, descrive alla sorella Teresina, agli inizi del 1932, il progetto a cui ha lavorato a partire dal 1929: la traduzione di ventiquattro racconti tratti dalle fiabe dei fratelli Grimm.

Laura Crema, illustratrice e autrice di libri per bambini, collabora con riviste e case editrici, tra cui Giunti, De Agostini, Lapis, Piccoli, La Coccinella, Franco Cosimo Panini, Mondadori, Dehoniane, Loescher, Einaudi, Pearson, Il Capitello e Bruno Mondadori. Molti dei suoi libri sono stati pubblicati anche in Francia, Spagna, Germania, Argentina, Canada e Olanda. Da diversi anni organizza e conduce percorsi artistici per bambini, adolescenti e adulti in svariati ambiti culturali e scolastici utilizzando il linguaggio artistico come mezzo espressivo attraverso il quale creare relazioni, esprimere emozioni, sviluppare l’attenzione all’ascolto di se stessi e degli altri. Si occupa e sperimenta, per interesse e ricerca personale, anche la pittura e l’incisione.

Sette grandi fiabe tradotte da Antonio Gramsci – Jacob Grimm e Wilhelm Grimm – Illustrazioni di Laura CremaDehoniane edizioni – Collana: U7 Gulliver – Pubblicazione: 19 marzo 2018 – Pagine: 64 – EAN: 9788810752029 – € 8,50

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