KURT COBAIN. IN ABORTO

KURT COBAIN. IN ABORTO

Il sole tramonta sui giochi

Iannozzi Giuseppe

Kurt Cobain

Ti porterò in riva al fiume
dove il sole tramonta sui giochi,
su tutti i sogni affondati di brutto, di peso
insieme alle piccole pietre piatte lanciate
dai bambini sul grande specchio azzurro,
azzurro sì ma non dolce né vergine
Troppe lacrime di sangue l’hanno
negli anni violentato nel centro in aborto
Nel centro in aborto, nel centro in aborto

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morire su due piedi
ascoltando la parrucca sifilitica di Mozart alla radio,
pensando a quel fanatico che fece fuori
il genio di Lennon
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso
I camini perdono fumo
L’aria si fa pesante di sogni e nostalgie
Le donne ridacchiano sculettando in centro città,
in segreto poi piangono senza un perché
I ragazzi partoriscono castelli in aria,
qualcuno si perde per strada e si unisce al Branco;
soltanto un paio di stupidi sono già preti per metà
Stavo così bene, così bene stamattina

La Callas ha dilapidato la voce e il cuore
per un vecchio d’argento; di tutto l’amore
sprecato in anni e anni di soffocata carnalità
le è restato un brivido fetale, giusto un aborto di sangue
che la luce di Dio non ha nemmeno toccato
E’ forse servita la voce e la classe? a cosa?
Jacqueline ha schioccato le dita e tutto il vecchiume
di Onassis le è caduto ai piedi, occhiali compresi nel prezzo
Per dove viaggiano ancora le tue ceneri, Maria?
La risposta la sa il vento, la risposta è sottochiave
fra inferno e paradiso
Pensare che non avevo alcun pensiero
quando l’alba mi ha sorpreso su due piedi:
sarebbe stato così leggero morire per una sega,
e invece tutta questa santa amarezza

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morire su due piedi
Mimì non si rassegna, gli uomini non cambiano
Tim e Jeff vivono nella grazia delle loro tragedie,
l’Eco li canta agli Dèi che in silenzio ascoltano il Fato:
il Wolf River scuro adagiato in un eterno tramonto
da quel ventinove di maggio millenovecentonovantasette
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Un’altra botta d’eroina, un altro giro di Goodbye and Hello
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Un’altra botta di Miles Davis, non chiedeva altro il povero Tim

Battisti in un tumore, Faber in un tumore
E Dio è rimasto a guardare, distratto da faccende più gravi
grevi di nuvole, di ipotesi per il futuro; e intanto
la vita era già finita senza neanche una smorfia in aborto
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morire così su due piedi
Gi autostoppisti si danno appuntamento ai semafori
sotto la luna dell’Alaska, sotto il sole del Sahara
Loro sì, sanno già tutto d’ogni piede calpestato
e di tutti i crocefissi appesi e muti alle pareti degli ospedali
Il male eterno, etero-eterno in ogni uomo
A Kurt bastò un colpo di fucile alla testa per farla finita;
un elettricista di passaggio scoprì così la bellezza della Fine
E Freddie, la Regina, si spense per essere l’Ultimo Immortale
E’ meglio morire che spegnersi lentamente, si sa che è così,
che al pubblico non gliene deve fregare niente se sei in piedi
o pronto a perdere la testa; Lady D. ha però preferito l’orgasmo
ad alta velocità contro un pilone di cemento francese
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Che mondo, che mondo meraviglioso
Che mondo, che mondo meraviglioso questo

Ti porterò vicino al cimitero
dove il sole seppellisce le ingenuità
Ti porterò dove potrai cantare a squarciagola
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Ti porterò accanto alla voce di rasoio di Cohen
perché tu possa conoscere la disciplina, quel sacro dovere
che ogni poeta mette sul piatto della bilancia
quando ti sorride e di dentro piange
fingendo di nascondere tutto il brutto in sé e il niente pure
Ti porterò dove le aquile non riposano,
dove i filosofi impazziscono nel Crepuscolo degli Dèi
Ti porterò dove potrai abortire in santa pace
Ti porterò in riva al fiume
dove il Buddha che ride aspetta
che i salmoni risalgano la corrente
Ti porterò nel grembo del Dèmone
che regalò ad Adamo la prima chitarra

Ti porterò in aborto
Ti porterò sulla strada del Diavolo
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…

Ti porterò in aborto
Lei ti porterà a giocare alla Roulette Russa
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…

Ti porterò in aborto
Lei ti porterà dove non hai mai osato
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
In aborto
In aborto
In aborto

N.B.: versi aggiuntivi, febbraio 2017

Pubblicato in amore, arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, musica, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

I mille volti di Iannozzi Giuseppe – Intervallo a tempo indeterminato

I mille volti di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - Re di Spade

Iannozzi Giuseppe - Cavaliere Medievale

Iannozzi Giuseppe - Il Gollum

Iannozzi Giuseppe - giocatore di hockey

Iannozzi Giuseppe - soldato

Iannozzi Giuseppe - ricercato

Iannozzi Giuseppe - serial killer

Iannozzi Giuseppe - astronauta

locked

Intervallo a tempo indeterminato

Pubblicato in diario, fotogallery, Iannozzi Giuseppe, segnalazioni | Contrassegnato , , , , , , , , , , ,

La lebbra – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario – estratti dal libro

La lebbra. Romanzo sull’Islam

Iannozzi Giuseppe

La lebbra - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

La lebbra – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

La lebbraIannozzi Giuseppe – collana narrativa – Il Foglio letterario – ISBN 9788876064548 – pagine: 150 – € 14,00

Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone (La rabbia e l’orgoglio) di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l’11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un’esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l’occhio a Boris Vian.

acquista La lebbra dall’editore

acquista

Estratto da La lebbra di Iannozzi Giuseppe

[…] Poche masserizie nella stanza. Una lampadina da quaranta candele pendeva però dal soffitto disegnando sulle pareti di muffa e vernice scrostata chiazze di luce, lasciando nell’ombra larghe porzioni della stanza. Così illuminata non era dissimile da una prigione. In un angolo stava un buco coperto da un paio di assi di legno: era lì che Martino si liberava alla turca. Nell’angolo davanti a sé una piastra per cucinare, due fornelli quasi sempre spenti. Cassette vuote, rovesciate a terra, servivano da sedie e all’occasione anche da tavolo. Un materasso con sopra delle pulciose coperte raccattate dalla Caritas completavano l’arredamento del monolocale.

La lebbra - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterarioUn unico libro tenuto insieme da una copertina oramai senza più traccia d’alcun colore. Il sermone. Lui lo chiamava così. Ma era indicato anche nella nota ai lettori che si trattava di un sermone e non di altro. In ogni caso Martino lo teneva a cuore cuore, per quanto gli fosse possibile. Non poche erano difatti le volte che si era venuti alle mani. Certe sere, con i compagni mezzo avvinazzati, se le suonavano di santa ragione. Martino ce l’aveva su, a morte, con i fondamentalisti islamici. Quelli del Partito prima cercavano di fargli cambiare idea con paroloni e ciance ripetute a memoria, imparate da qualche librone dimenticato, poi si finiva in zuffa. Martino sputava sul Corano, su Maometto, sulla Montagna, sugli Imam. I compagni lo legnavano. Neanche loro però sapevano dire perché Martino fosse a sinistra e non a destra. Alle volte il sospetto era che fosse un fasciocomunista. Altre ancora che fosse un fascio bell’e fatto o un anarchico deficiente. In realtà non sapevano bene che dire di questo giovane, eccetto che se la passava davvero male e che con i padroni non legava. Mangiava pane e acqua quand’era fortunato, Barbera in brick da un euro e poco altro. Non chiedeva l’elemosina. Non lavorava. Quando lavorava era per qualche giorno, poi finiva fuori a pedate in culo. Non era un ignorante ma nemmeno un pozzo di scienza. Era uno in mezzo ai tanti in quel diavolo di ghetto di San Salvario dove anche la polizia stringeva le chiappe prima d’entrare.
Martino era venuto su a Torino con meno d’una valigia di cartone. Giù al suo paese si poteva soltanto morire, per regolamenti di conti in pieno giorno. Uscivi di casa e ti affidavi alla fortuna pregando San Gennaro, che puntualmente benediceva camorristi e musulmani. Una volta morti i suoi vecchi, pensò bene di squagliarsela. Era già un uomo di trenta anni, non bello, non brutto, in salute, poteva dunque tentare altrove e levarsi dalla merda se gli riusciva.
Non gli era costato niente levarsi dalle palle. In paese non aveva mai legato con nessuno in particolare. Con le donne men che meno, tutte puttane. Preferiva una sveltina con una professionista fuori dalla città piuttosto che mischiarsi con la sozzeria delle paesane, buone a sparare calunnie da mane a sera, ad andare in chiesa anche più volte al giorno intrattenendosi con il parroco. Ne aveva anche beccate non poche di donnette del suo paese a battere in strada. Gli aveva riso in faccia. Non se le sarebbe fatte manco gratis a quelle. Troppo volgari. Troppo false anche solo per pensare di sbatterglielo dentro.
Non gli era stato difficile raccattare i pochi spiccioli che i suoi vecchi gli avevano lasciato… Si può dire che fatti i conti conveniva telare: debiti. Nient’altro che debiti. Erano stati dei cari genitori, troppo onesti per arricchirsi, avevano raccolto debiti e basta. Si erano spaccati la schiena nei campi fino a morire senza conoscere mai altro che la campagna circostante e il dialetto del paese. Non avevano mai fatto una vacanza, né sapevano scrivere il loro nome; ciò nonostante quando Martino era un bimbetto si erano fatti in quattro per dargli un’istruzione. A diciotto anni si era diplomato. Impossibile pensare di fare anche l’Università. Ma’ e Pa’ si erano dissanguati per mandarlo a scuola e non fargli mancare penne e libri. Il loro amore aveva fatto di lui una persona adulta. Senza un futuro davanti. Colpa del paese, arretrato e chiuso nell’ignoranza e nella superstizione. Martino aveva dunque riposto il diploma in un cassetto e aveva provato ad andare nei campi. Non aveva retto. Non era possibile che facesse la fine dei suoi genitori, gobbi e incartapecoriti, bestie da lavoro per chi gli dava un pezzo di pane.

Aveva mollato e si era arrangiato perlopiù con lavoretti sporchi, che non nuocevano più di tanto alla comunità, solamente a quella più spaccona e benestante. Era un ladruncolo. Aveva imparato per necessità. Con la morte dei genitori però vivere di piccole ruberie non era più possibile. Se non si fosse deciso sarebbe stato sepolto nella stessa terra che gli aveva dato i natali. L’idea di finire morto seppellito, ridotto a una bestia umana sotto padrone, all’età di venti anni gli scatenò il terrore.

La prima volta che era finito al Pronto Soccorso, il medico di turno – che si era fatto attendere, mentre lui credeva di morire in sala d’aspetto dove peraltro non c’era un cane, nemmeno un’infermiera del cazzo – l’aveva rassicurato dicendogli che si era trattato di un DAP.

[…]

Quand’era giù in paese un diavolo islamico gli era passato davanti bello bello con tanto di felicitazioni del kapò dei cantieri di lavoro. Martino aveva fatto domanda per un cazzo di sostegno al reddito, ma non l’avevano mai chiamato. Rosso di rabbia un mattino si era presentato in Comune per sapere il perché e il percome di quel silenzio, perché lui era sicuro che aveva diritto a un sostegno; tuttavia un impiegatuccio – buono solo a riscaldare il culo sulla sedia – gli si era sparato davanti invitandolo a levarsi di torno. Invece di raccogliere l’invito, fregandosene dell’ometto che gli berciava male parole alle spalle, riuscì a raggiungere l’ufficio del kapò. Bussò una sola volta, con il pugno chiuso, ed aprì la porta. Si trovò faccia a faccia con un tristo omarino dall’aspetto boteriano e gli occhi porcini. Era un nano o giù di lì. Per pochi centimetri di troppo non era un cazzo di nano bell’e fatto. Stringeva la mano a un maomettano con addosso una sorta di caffetano bianco, che fissava il crocifisso appeso sopra la testa del kapò.
Accortosi dello sguardo fisso del diavolo islamico, il kapò subito si era prodotto in scuse e giustificazioni: “Oh, quello! L’ho sempre detto che bisognerebbe levarlo. Siamo in Italia, in un paese libero…”.
Il maomettano non pareva convinto, nonostante il nano fosse scoppiato in una risata nel vano tentativo di smorzare l’imbarazzo.
Solo dopo un minuto buono quel cazzo di nano si era accorto che nell’ufficio aveva fatto irruzione una terza persona. Martino fissava ora il maomettano ora il kapò incapace di dire chi dei due fosse più sporco.
Il nano infine gli chiese cosa volesse.
“Quello che hai dato a lui”, gli sputò in faccia Martino. “Lo stesso trattamento”.
“Non è con me che deve parlare… ma lei ce l’ha un appuntamento?”. Aveva dunque preso ad agitarsi tutto, manco avesse la sindrome di Tourette. Subito accorsero delle donne, il personale addetto alle pulizie. Non era loro che il kapò desiderava, non per costringere Martino a levarsi dalle palle.
Il nano sbraitò. 

[…]

I tubi delle luci al neon sfarfallavano. Man mano che si portava più vicino all’obitorio, Martino non poteva far a meno di pensare che la verità gli si sarebbe finalmente presentata in faccia, con tutta la sua crudele tragicità. A denti stretti, quasi in un bisbiglio, maledì la Fallaci e il suo diavolo di sermone. Non avrebbe mai dovuto lasciarsi accecare dal fallace fumo che l’Oriana gli aveva gettato negli occhi.
Maledì il sermone, e maledì anche sé stesso per esser stato così tanto stupido da credere ciecamente alle parole d’un libro, scritto più con la rabbia che non con il cuore.

Si trovò di fronte alla porta dell’obitorio prima che fosse ben pronto per guardare in faccia la realtà. La morte. […]

acquistaPuoi acquistare La lebbra di Iannozzi Giuseppe anche presso queste librerieMa anche in tutte le migliori librerie online:

Ibs – inMondadori – RCS libri – Amazon – Libreria Universitaria – Unilibro – AbeBooks

Tutti i libri di Iannozzi Giuseppe sono disponibili nelle migliori librerie; e in ogni caso, possono essere prenotati senza nessun costo aggiuntivo.

La lebbraIannozzi Giuseppe – collana narrativa – Il Foglio letterario – ISBN 9788876064548 – pagine: 150 – € 14,00

Booktrailer

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, LA LEBBRA, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, narrativa, romanzi, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Poesie tratte da “Fiore di Passione” (seconda edizione, 2017)

Poesie tratte da “Fiore di Passione”

(seconda edizione, 2017)

Iannozzi Giuseppe

tango

Invitami a un tè nel deserto

Invitami a un tè nel deserto,
e lasciami da solo fra le dune d’oro
a conversare insieme a Lawrence d’Arabia,
al suo fantasma, alle vestigia di Damasco.

Invitami a meditare poesia selvaggia
fra il vuoto d’attorno e l’inferno edace,
e sarò domani un uomo migliore
armato di spada, di cicatrici scolpite.

Si aprono le Porte della Percezione,
fioriscono gl’ideali torturati da bambino,
e ogni patita sofferenza più non riconosce
il nord e il sud quando la notte fredda e oscura
il corpo mio abbraccia
tentandomi a un abbandono senza fine.

Prepara la tavola con del buon vino rosso,
mettiti comoda con su il vestito tuo più bello
e aspettami a lume di candela;
in lacrime ascolta la lingua beduina del silenzio
e aspettami sfidando della luna il volto metallo:
quando sarò di nuovo insieme a te
in dono ti porterò la mia lingua arsa
e un mare di poesie selvagge e affilate
come la tua sincerità, come la tua sincerità…

Esmeralda (Tu lo fai meglio)

Fiore di Passione - Iannozzi Giuseppe - acquistaQuel che fan le nuvole,
quel che fan in cielo lassù,
Esmeralda, tu lo fai meglio
con la tua bocca a cuore
che mi sussurra “amore! questo bacio,
questo bacio è per te”

Come donna venuta
dal profondo oriente di luce accecante
il buio lo sgretoli in polvere di stelle,
e mi restituisci all’idea che c’è dell’altro
al di là di certe danze di dervisci e deserti

Alle tue caviglie ciondoli di luce
tintinnano, danzano insieme a te
per lo spirito tuo zingaro, d’oro;
e bruciano, i passi tuoi il tempo battono,
ritmo danno al petto mio

Nudi i piedi dei tacchi alti…
accenno mi dai perché muto rimanga;
premi sulle mie labbra l’indice,
la nudità dei passi tuoi mi mostri
e i tuoi giochi di sesso mi lasci a sognare
E in silenzio il mio cuore resti ad ascoltare

Quanto, quanto bella la squillante risata
dello spirito tuo zingaro d’oro, di nudo oro

E bruciano, il tempo i passi tuoi battono
Dannano il petto mio, che non sa preghiera
se non quella dei candidi tuoi fianchi,
di nudità ancor tutta da scoprire

Qualsiasi cosa fan le nuvole lassù,
è certo!, mille volte meglio lo fai tu
Per le mille e una storia, ora ci sei tu,
per le mille e una notte, ora ci sei tu

Qualsiasi cosa,
qualsiasi cosa inventino lassù,
per erotico desiderio lo fai meglio tu:
un passo e un altro,
carnal spiraglio sboccia
sopra alla giarrettiera,
e nudi i piedi a danzare infinitamente
e vuoti i tacchi a riposarmi accanto

Così zingara,
di sonagli alle caviglie l’amor d’oro

L’amor che mi sussurra “questo bacio
questo bacio è per te”
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio

Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio
Nessuna lo fa meglio, nessuna lo dice meglio

Continua a leggere

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA ONLINE, amicizia, amore, arte e cultura, cultura, e-book, editoria, eros, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, libri di poesia, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

“Donne e parole” di Iannozzi Giuseppe in vendita anche presso la Libreria Giunti al Punto di Erba

“Donne e parole” di Iannozzi Giuseppe
in vendita anche presso
la Libreria Giunti al Punto di Erba

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen di Iannozzi Giuseppe, edito da Il Foglio letterario, EDIZIONI IL FOGLIO, è anche disponibile presso la Libreria Giunti al Punto di Erba.

Nadia Fagiolo mi informa che il mio libro di poesie funziona, che si vende.
E’ difficile, molto difficile oggi vendere dei libri di poesia, non è un mistero. I più oramai disdegnano persino i poeti classici, ed è il nostro paese quel che è, di pochi lettori. In ogni caso Donne e parole c’è ed è per chi ama la poesia.

Non posso non ringraziare Nadia Fagiolo che avendo letto Donne e parole lo consiglia agli amanti della poesia, e non posso esimermi dal ringraziare il mio editore Gordiano Lupi con il suo Il Foglio letterario che ha creduto nella mia poesia.

Donne e parole, la scheda editoriale:

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

Donne e parole, la pagina su Facebook:

https://www.facebook.com/donneparole/

Donne e parole, poesie bonus su questo blog:

https://goo.gl/yckogy

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Acquista su Giunti al Punto

http://www.giuntialpunto.it/product/8876066454/libri-donne-e-parole-giuseppe-iannozzi

Donne e paroleAcquista online

Dall’editore:

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

Su IBS:

https://www.ibs.it/donne-parole-libro-giuseppe-iannozzi/e/9788876066450

Su Amazon:

https://www.amazon.it/Donne-e-parole-Giuseppe-Iannozzi/dp/8876066454/

Su Mondadori Store:

http://www.mondadoristore.it/Donne-e-parole-Giuseppe-Iannozzi/eai978887606645/

Su Unilibro:

http://www.unilibro.it/libro/iannozzi-giuseppe/donne-e-parole/9788876066450

Pubblicato in ACQUISTA, arte e cultura, comunicati stampa, cultura, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, editoria, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, libri di poesia, NOTIZIE, segnalazioni | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Donne e parole – Bukowski, racconta! – in libreria

Donne e parole – Bukowski, racconta! – in libreria

Fa piacere, molto piacere scoprire che i libri di un piccolo editore di qualità arrivano anche nelle librerie non virtuali e non solo sui canali online. Il piacere è doppio e immenso quando un autore come me, un autore underground!, vede i propri libri sugli scaffali di un grande catena di librerie qual è Giunti. Ecco dunque Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen e Bukowski, racconta! in bella vista presso la libreria Giunti al Punto di Erba (in provincia di Como). Sono questi due miei lavori che Nadia Fagiolo ha letto e molto apprezzato.

Se tutti i librai fossero come Nadia Fagiolo, poco ma sicuro che tanti autori (underground!) riuscirebbero ad arrivare fra le mani di molti più lettori. Commosso e felice non posso non ringraziare Nadia, che mi ha letto, che ha apprezzato i miei lavori, e che, non da ultimo, li ha portati in libreria.

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Bukowski, racconta! - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Foto di Nadia Fagiolo

nadiafagiolo

Pubblicato in diario | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

BUKOWSKI, RACCONTA! a cura (e traduzione) di Giuseppe Iannozzi – Il Foglio letterario

BUKOWSKI, RACCONTA!

a cura (e traduzione) di Giuseppe Iannozzi

Bukowskil, racconta! - a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Bukowskil, racconta! – a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Questo libro racconta

Bukowski, racconta! Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci.
Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.

Il Foglio letterario - di Gordiano LupiIn Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore.
Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Un breve estratto

Int.: Scrivere è anche lavorare.

Buk: Non direi proprio… un paio di bottiglie non bastano se uno vuole scrivere una buona poesia. Il problema è poi solo uno, riuscire a non farselo venire duro, altrimenti tutto va a puttane. Scrivere è un esercizio, un esercizio sessuale… non è detto che quello che scrivi poi sarà letto da qualcuno. Si scrive così come si fa sesso, sul divano di casa, o quasi di nascosto, nella toilette delle signore.

Int.: I suoi libri si vendono?

Buk: Non lo so, non ho mai pensato che scrivere serva a vendere e basta. La gente legge quello che gli piace… penso che la gente mi legge perché parlo di loro e non di cose che non conosco.

Int.: Lei legge?

Buk: Ho letto parecchio, molte cose che ho letto non me le ricordo. Quando una storia ti annoia la rimuovi dalla testa, ecco tutto, niente di più semplice.

[…]

Buk: A volte capita che legga qualcosa e che mi faccia del male. Capita che legga perché non ho sottomano una bottiglia o una donna, ma è come buttar giù del vino cattivo; e dopo, alla fine, non sei né ebbro né altro… hai solo un dolore sordo che ti trapana da tempia a tempia. Ha mai bevuto del vino cattivo? Se sì, allora può capire cosa intendo.

[…]

Int.: Le donne, capisco, il suo chiodo fisso.

Buk: La figa la posso riempire, la politica e Dio no.

www.ilfoglioletterario.it

Iannozzi GiuseppeGiuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.
Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Con il foglio letterario ha pubblicato La lebbra. Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com. Scrive per diverse testate online e la free press.

Pagina ufficiale su Facebook

facebook.com/bukowskiracconta/

Acquista Bukowski, racconta!

procediacquisto

Pagina ufficiale del libro su Facebook:

http://www.facebook.com/bukowskiracconta/

Continua a leggere

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, autori e libri cult, Bukowski racconta, casi letterari, consigli letterari, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, libri di racconti, narrativa, rassegna stampa, romanzi, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , ,

Le Rose del Re – ebook gratuito per “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen” – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Le Rose del Re – ebook gratuito

Poesie bonus per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen

Iannozzi Giuseppe

van-gogh

Titolo: Le Rose del Re
Autore: Iannozzi Giuseppe
Formato: pdf (circa 816 KB)
Pagine: 56
Supplemento a Donne e Parole (Sulle orme di Leonard Cohen)  di Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

LE ROSE DEL RE è coperto da diritti d’autore. Il presente lavoro non può essere riprodotto in nessuna forma e con nessun mezzo informatico, elettronico, meccanico, fotografico e cartaceo, né può essere rappresentato in pubblico (ad esempio in teatro, nei caffè letterari, in sale di proiezione, etc. etc.)

Chiunque volesse riprodurre in parte o in toto i contenuti di questo lavoro deve presentare espressa autorizzazione per iscritto all’autore, Iannozzi Giuseppe, con una e-mail al seguente indirizzo: giuseppe.iannozzi[at]gmail.com.

Le violazioni saranno perseguite a termini di legge.

Scarica LE ROSE DEL RE – ebook di poesie – Iannozzi Giuseppe

download


Acquista DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

acquista

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

Su Facebook la pagina ufficiale di DONNE E PAROLE:

https://www.facebook.com/donneparole

Perché leggere DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen

Al di là del fatto che questo volume, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, accoglie poesie mie, penso sia davvero un gran bel regalo da fare e da farsi, soprattutto oggi che la nostra società è sempre più avvezza al cinismo e alla cattiveria.
C’è tutto in DONNE E PAROLE: amore platonico, amore pensato, amore fatto con il corpo ma sempre con l’anima in gola, amore cavalleresco, amore sofferto, amore idealizzato, amore disperato, amore perduto, amore pianto e sofferto, amore come religione, piccole delusioni affettive, sogni d’amore, etc. etc.

Le poesie, scelte fra le migliaia che ho scritto nel corso degli anni (15 o giù di lì), sono state tutte riviste e corrette nel corso di un anno. La cifra poetica non la so, non spetta a me dire: posso però dire qual è stato il mio intento… quello di portare, a lettrici e lettori, della poesia di sostanza, di emozioni non riciclate.

DONNE E PAROLE è dedicato alle donne, a Tutte le donne che, nel corso degli anni, mi hanno seguito leggendomi ed emozionandosi. Ed è dedicato al Sommo Maestro, Leonard Cohen, cui tutto devo. 

Inutile negare che da sempre sono stato influenzato dalla poetica di Leonard Cohen, Francesco Guccini, Pasquale Panella, Franco Battiato, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Cesare Pavese, Dino Campana, Gabriele D’Annunzio, Guido Gozzano, Federico Garcia Lorca, Hermann Hesse, William Blake, George Gordon Byron, John Keats, Edgar Allan Poe, William B. Yeats, Walt Whtiman, Jacques Prévert, Pablo Neruda, etc. etc. Chiunque avrà modo di leggere DONNE E PAROLE, credo non potrà non rendersene conto.
Al di là delle influenze poetiche masticate e digerite, in DONNE E PAROLE è evidente uno stile particolare, uno stile pienamente mio e originale che fa di me un autore lontano da un po’ tutti gli stilemi attualmente in voga.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Quarta di copertina – DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.

Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e La lebbra (Il Foglio letterario), mentre nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com (http://goo.gl/7fiaLo). Nel 2016 ha tradotto e curato Bukowski, racconta! (Il Foglio letterario). Ha inoltre curato l’editing di parecchi libri di narrativa e di saggistica per svariate case editrici. Attualmente si occupa dell’Ufficio Stampa de Il Foglio letterario (facebook.com/ilfoglioletterario/) e scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web:

iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook:

facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter:

twitter.com/iannozzi

DONNE E PAROLE. SULLE ORME DI LEONARD COHENIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – Collana: Autori Poesia Contemporanea – Edizione a tiratura limitata: novembre 2016 – Pagine: 604 – ISBN 9788876066450 – prezzo: 18 Euro

Il Foglio letterario

http://www.ilfoglioletterario.it

Pubblicato in amore, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, cultura, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, e-book, editoria, eros, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, libri di poesia, passione, poesia, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

LEONARD COHEN

Leonard Cohen

(Montréal, 1934 – Los Angeles, 2016)

Leonard Cohen - digital art by Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen – digital art by Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

… Maestro, mio Maestro …

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato

Kurt Cobain

Kurt Cobain

(Aberdeen, 20 febbraio 1967 – Seattle, 5 aprile 1994)

Kurt Cobain - gun

Continua a leggere

Pubblicato in musica, spettacoli, video, YouTube | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

I libri di Iannozzi Giuseppe: “Bukowski, racconta!” e “Donne e parole” per Firenze Libro Aperto

I libri di Iannozzi Giuseppe: “Bukowski, racconta!”
e “Donne e parole” per Firenze Libro Aperto

Bukowskil, racconta! - a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Bukowskil, racconta! – a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Narrativa_Bukowski.htm

BUKOWSKI, RACCONTA! – Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci.
Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.
In Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore.
Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

DONNE E PAROLE (Sulle orme di Leonard Cohen) nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE (poesie d’amore) si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Il Foglio letterario

Il Foglio letterario – Edizioni Il Foglio

http://www.ilfoglioletterario.it

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Il Foglio letterario – Firenze Libro Aperto dal 17 al 19 febbraio

Firenze Libro Aperto

Pubblicato in appuntamenti, attualità, Bukowski racconta, comunicati stampa, cultura, DONNE E PAROLE. Sulle orme di Leonard Cohen, editoria, Iannozzi Giuseppe, libri, libri di Iannozzi Giuseppe, news, NOTIZIE, romanzi, scrittori, segnalazioni, società e costume, spettacoli | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

In un teatro di indecifrabile pornografia

In un teatro

di indecifrabile pornografia

Iannozzi Giuseppe

geisha

Indecifrabile pornografia

Nelle dimissioni del Burattinaio di Parole
ho messo in piedi una stampella di legno:
mai la vanità nell’ombra del suo lungo naso
saprà spezzare o scovare l’oscura verità.

Negli amori consumati dai fiati della fretta
ho messo in salvo un segreto di Pulcinella:
si farà incorrotto giudizio per i sordi.

Nei camposanti
ho disegnato il confine fra cielo e terra,
lasciando l’anima libera
di farsi ombra d’un divenire
fra occasioni e imbrogli…
affogati orizzonti di albe e tramonti.

Nei silenzi dei saggi
ho seppellito un rifugio per una geisha
in posa nel teatro d’una pornografia.

Chi dirà questi tesori in un dove,
chi saprà decifrarli?

Ti santifica o ti condanna l’amore
(poesia per San Valentino)

Ti santifica o ti condanna l’amore
Come un pugno incontra i sogni,
come una trottola sbanda
e non gliene frega niente

Ti santifica o ti condanna l’amore
Togli a un uomo la donna che ama
e tutto gli avrai tolto; togli a una donna
l’uomo che dice d’amare alla follia
e solo gli avrai tolto un cuscino,
solo l’avrai salvata da una bugia,
da una telenovela di battute ripetute

Non parliamo d’amore,
non così, a cuor leggero:
già lo fanno in troppi
tirando su ospedali di parole,
ospedali quasi belli ma fragili,
fragili di menzogne,
di vanità quasi mai educate
e denudate

Non parliamo d’amore,
non così,
non per l’eccitazione
d’una sbronza,
d’una stupida poesia

Non parliamo d’amore,
non così,
non per un inganno di cipria,
per una composizione barocca
che si consuma in Fa minore

Ti santifica o ti condanna l’amore
Come un pugno incontra i sogni,
come una trottola sbanda e sbanda
e dove va poi a sbattersi,
se in in cielo o in un postribolo,
non lo puoi indovinare tu

Continua a leggere

Pubblicato in amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , | 4 commenti

La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti A vent’anni dalla sua scomparsa – Il Foglio letterario – comunicato stampa

La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti

A vent’anni dalla sua scomparsa

La Parigi di Léo Malet - Federica Marchetti - Il Foglio letterario

La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti – Il Foglio letterario

Vent’anni fa moriva Léo Malet, autore di culto in patria ma altrove sconosciuto ai più. Considerato al pari di Simenon e di Frédéric Dard, Malet è stato l’inventore del néopolar, il giallo tipicamente francese degli anni ’60-’70. Poliziesco, passato surrealista, vena noir, anarchismo e libertà d’esprit sono le caratteristiche dei gialli di Malet che in Francia ha rinnovato il genere prendendo spunto dall’hardboiled americano e scrivendo una pagina importante della letteratura francese del ‘900.

Federica Marchetti. Autrice di narrativa, di saggistica e di un curioso libro autobiografico, ma anche freelance e art director, Federica Marchetti ha creato la fanzine sul giallo “Il Gatto Nero” (www.ilgattonero.it)

La Parigi di Léo MaletFederica MarchettiIl Foglio letterario – Collana: Tascabili – Anno edizione: 2016 – Pagine: 160 – Isbn: 9788876066443 – Prezzo: 12,00 €

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, cultura, editoria, libri, saggistica, scrittori, segnalazioni | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Avana Killing. Scambio di teste – Nuova edizione 2017 – Gordiano Lupi – Il Foglio letterario – comunicato stampa

Avana Killing. Scambio di teste

Nuova edizione 2017

Gordiano Lupi

Avana Killing. Scambio di teste - Gordiano Lupi - Il Foglio letterario

A Cuba ci sono due mondi che si sfiorano: i turisti che ostentano i loro dollari e la popolazione che sopravvive con fatica e dignità. In mezzo, un variopinto brulichio di attività illecite. In questa terra di confine agisce un feroce killer che non sceglie le sue vittime: le lascia scegliere dal demone che c’è in lui. Un killer inedito nella letteratura thriller, un demone – giustiziere. Suo avversario un ispettore di polizia che non si sente all’altezza del compito, non ha né la preparazione né la cattiveria per risolvere l’enigma. Un giallo che si tinge di noir. Teatro della vicenda è la Cuba di oggi, in cui convivono aspirazioni di modernità e il culto di una strana religione che mescola santi e demoni nei suoi riti di magia nera.

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta, Vita da jinetera, Cuba particular – Sesso all’AvanaAdiós Fidel, Il mio nome è Che GuevaraMister Hyde all’Avana, Il canto di Natale di Fidel Castro, Caino contro Fidel – Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore tra due isole. Lavori recenti di argomento cubano: Nero Tropicale, Cuba Magica – conversazioni con un santéro, Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana, Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe, Avana Killing, Mi Cuba, Sangue Habanero, Fame – Una terribile eredità, Fidel Castro – Biografia non autorizzata. Ha tradotto La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante, La patria è un’arancia di Felix Luis Viera, Fuori dal gioco di Heberto Padilla (2011), Il peso di un’isola di Virgilio Piñera, Hasta siempre Comandante – Opera poetica di Nicolas Guillén. I suoi romanzi Calcio e acciaio – dimenticare Piombino (Acar) e Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica) sono stati presentati al Premio Strega.

Avana killing. Scambio di teste – Gordiano LupiIl Foglio letterario – Collana: Narrativa -Nuova edizione: 2017- Pagine: 152 – Isbn: 9788876064524 – Prezzo: 5,90 €

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, cultura, editoria, fiction, letteratura, libri, narrativa, romanzi, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento