L’orizzonte di Vladimir Majakovskij – di Giuseppe Iannozzi

L’orizzonte di Vladimir Majakovskij

di Giuseppe Iannozzi

Majakovskij

in memoria di Vladimir Vladimirovic Majakovskij

rosso è il sangue
e non aver più voglia di sopportare
la critica di partito
constatare che è rosso ogni quartiere
quando si fa la sera
e si scioglie nei candelabri la cera

avete mai toccato con mano
la materia dell’orrore quotidiano?
è nel grido vano
inascoltato
di chi muore assassinato

ci si ammala di follia ricca di ombre
e rosso è il sangue
e mai bianca rimane la neve

l’animo mio
schiacciato
da mille fantasmi urlanti
in un una bocca schiumante
si spoglia

trema di rabbia il corpo mio
e la mente mia
in un orizzonte insano si scioglie
e la Russia conta sì tante spoglie
che è impossibile contarle

e bacio il suicidio
al cuore punto la canna della pistola
lascio
che una pallottola sia per me la cura

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EDB al Salone del Libro di Torino. Invito alla tavola rotonda del 60°

Le celebrazioni del 60° al Salone del Libro di Torino

Ti invitiamo a partecipare all’incontro, presso la sala Madrid,

sabato 21 maggio, alle ore 18,15:

“EDB: da 60 anni fedeli al pensiero”

Edizioni Dehoniane Bologna

https://www.dehoniane.it

Tavola rotonda con le parole e i pensieri di:

Luigino Bruni (Università Lumsa di Roma)
Luciano Pacomio (vescovo emerito di Mondovì)
Roberto Repole (arcivescovo di Torino)
Dario Edoardo Viganò (Pontificia Accademia delle Scienze Sociali)

modera Roberto Cicala (Università Cattolica di Milano)

Saluti di Mario Cucca e Riccardo Roveron

«Da 60 anni fedeli al pensiero» è lo slogan scelto per il sessantesimo di EDB, che inaugura le celebrazioni con un suo stand (R22, pad. 3) al Salone internazionale del libro di Torino. L’evento principale sarà la tavola rotonda di sabato 21 maggio, ore 18.15 in sala Madrid, con le voci del nuovo arcivescovo di Torino, mons. Roberto Repole, dell’economista Luigino Bruni, di mons. Luciano Pacomio e di mons. Dario Edoardo Viganò; nelle giornate di sabato 21 e domenica 22 maggio l’iniziativa “A tu per tu con l’autore” prevede la presenza di alcuni autori EDB in brevi incontri per firmacopie e presentazione libri.

Con un catalogo editoriale di oltre 3000 titoli vivi in più di 150 collane e con 11 riviste attive, EDB si è fatta interprete dello spirito del concilio Vaticano II fino alla sua ultima declinazione, espressa da papa Francesco nei termini di “Chiesa in uscita”.

Maggiori dettagli nella sezione del sito dedicata al 60° EDB:

www.dehoniane.it/60esimo-edb

Le celebrazioni del 60° al Salone del Libro di Torino

 

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Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con Oscar – Una rilettura, «con gli occhi del cuore», di Lady Oscar – Silvia Stucchi – Graphe.it Edizioni

Lady dal fiocco blu?

Cinquant’anni con Oscar

Una rilettura, «con gli occhi del cuore», di Lady Oscar

Silvia Stucchi

Graphe.it Edizioni

Lady dal fiocco blu? - Silvia Stucchi - Graphe.it Edizioni

Chi l’ha incontrato lo sa: il personaggio di Lady Oscar è molto più di un cartone animato vintage; è un intero immaginario che cinquant’anni fa si è introdotto in modo dirompente nella cultura di massa, illuminando concetti percepiti, al tempo, in modo ancora estremamente oscuro.

Chi era bambino allora si trovava a porsi e porre domande nuove, tentare vie inedite di identificazione con una figura femminile diversa da tutte, nonostante l’adattamento al contesto italiano applicato alla trama e al relativo merchandising.

Silvia Stucchi analizza in modo acuto fonti storiche, differenze fra anime e manga, caratterizzazione dei personaggi e delle loro relazioni, approfondendo il rapporto particolare che si crea fra l’idea narrativa originale e gli archetipi dell’Occidente.

Sulla spadaccina in uniforme maschile è stato detto molto, eppure questo volume – oltre a fornire sull’argomento un ricco corredo di informazioni, talvolta sfuggite al grande pubblico – soddisfa soprattutto il desiderio che coglie tutti gli appassionati fan di Oscar quando si ritrovano: parlarne, esprimere il proprio punto di vista, esporre al confronto la propria interpretazione della storia e dell’energia che ne sprigiona. Un omaggio che l’autrice compie con intelligenza e significato, senza mai cadere nella chiacchiera autoreferenziale.

Silvia StucchiSilvia Stucchi, bergamasca, laureata in Letteratura Latina, insegna latino nei licei e presso l’Università Cattolica di Milano. Autrice di monografie e saggi scientifici su Petronio, Seneca tragico, Ovidio, Cassio Emina e la cucina dell’antica Roma, collabora con riviste e testate giornalistiche, e nel tempo libero coltiva l’interesse per la letteratura poliziesca, la storia e la letteratura francese, i fumetti, e, naturalmente, per «Le Rose di Versailles».

Lady dal fiocco blu? Cinquant’anni con OscarSilvia StucchiGraphe.it Edizioni – Collana Parva [saggistica breve], 29 – Prima edizione: maggio 2022 – Pagine: 156 – ISBN 9788893721660 – €13,50

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Sostiene Pereira. Una testimonianza – Antonio Tabucchi – Introduzione di Andrea Bajani – Nuova edizione – Feltrinelli

Sostiene Pereira

Antonio Tabucchi

Introduzione di Andrea Bajani

Feltrinelli

Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi

Lisbona, un fatidico agosto del 1938, la solitudine, il sogno, la coscienza di vivere e di scegliere, dentro la Storia.

«Non c’è niente di cui vergognarsi a questo mondo, disse Pereira, se non si è rubato e se non si è disonorato il padre e la madre.»

Agosto 1938. Un momento tragico della storia d’Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del «Lisboa» (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di “non” essere un eroe. Introduzione di Andrea Bajani.

Antonio TabucchiAntonio Tabucchi (Pisa, 1943 – Lisbona, 2012) ha pubblicato Piazza d’Italia (Bompiani, 1975), Il piccolo naviglio (Mondadori, 1978), Il gioco del rovescio (Il Saggiatore, 1981), Donna di Porto Pim (Sellerio, 1983), Notturno indiano (Sellerio, 1984), I volatili del Beato Angelico (Sellerio, 1987), Sogni di sogni (Sellerio, 1992), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (Sellerio, 1994), Marconi, se ben mi ricordo (Rai Eri, 1997), La gastrite di Platone (Sellerio, 1998), Racconti con figure (Sellerio, 2011) e, con Feltrinelli, Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell’orizzonte (1986), I dialoghi mancati (1988; nuova edizione che comprende anche Marconi, se ben mi ricordo, 2019), la nuova edizione ampliata de Il gioco del rovescio (1988), Un baule pieno di gente (1990; nuova edizione 2019), L’angelo nero (1991), Requiem (1992), la riedizione di Piazza d’Italia (1993), Sostiene Pereira (1994, premio Viareggio-Rèpaci, premio Campiello, premio Scanno, premio dei Lettori e Prix Européen Jean Monnet), La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997), Gli Zingari e il Rinascimento. Vivere da Rom a Firenze (1999), Si sta facendo sempre più tardi (2001, Prix France Culture 2002), Autobiografie altrui (2003), Tristano muore (2004, miglior libro dell’anno secondo la rivista francese “Lire”), Racconti (2005), L’oca al passo (2006), Il tempo invecchia in fretta (2009), Viaggi e altri viaggi (2010), la riedizione de Il piccolo naviglio (2011), Romanzi (2012), Di tutto resta un poco (2013), Per Isabel (2013), Irma Sirena (nella collana “Kids”, 2017), Buchettino (nella collana “Kids”, 2018), l’edizione a fumetti di Sostiene Pereira (nella collana “Comics”, con Pierre-Henry Gomont, 2019) e Che ore sono da voi? Racconti scelti da Paolo Di Paolo (2020). Ha curato l’edizione italiana dell’opera di Fernando Pessoa e ha tradotto le poesie di Carlos Drummond de Andrade (Sentimento del mondo, Einaudi, 1987). Ha ricevuto il Prix Médicis étranger e il Prix Européen de la Littérature in Francia, l’Aristeion in Grecia, il Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania, l’Europäischer Staatspreis in Austria e i premi Hidalgo e Cerecedo in Spagna. Ha vinto il premio Salento nel 2003 e il Frontiere-Biamonti nel 2010. È stato inoltre finalista al Man Booker International Prize sia nel 2005 sia nel 2009. I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo.

Sostiene PereiraAntonio Tabucchi – Introduzione di Andrea Bajani – Feltrinelli – Collana: Universale Economica – Nuova edizione – Pagine: 240 – ISBN: 9788807892158 – Prezzo: 10,00 €

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Concorso Poesia La Penna d’Oca – I Edizione 2022 – Partecipazione gratuita

Premio nazionale di poesia

La Penna d’Oca 

I Edizione 2022

Collettivo La Penna d'Oca

REGOLAMENTO

OPERE AMMESSE

Si può partecipare con un’unica composizione poetica che non superi i 40 versi di lunghezza, in lingua italiana, edita o non edita ed eventualmente anche già premiata.

L’argomento della composizione è LA BELLEZZA, in tutte le sue accezioni.

CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE

La partecipazione è gratuita e aperta a tutte le persone maggiorenni alla data di scadenza del presente bando, di nazionalità italiana senza limiti di residenza.

INVIO DEI TESTI

I partecipanti devono inviare un’email all’indirizzo: collettivo.pennadoca@gmail.com con oggetto: CONCORSO POESIA LA PENNA D’OCA

Allegare all’email il file in formato WORD del testo proposto corredato di nome, cognome, indirizzo, e-mail e numero di telefono del partecipante. Non verranno accettati i formati Pdf o di altra natura.

Al fine di dare visibilità a tutti i partecipanti e non soltanto ai vincitori, tutte le poesie partecipanti saranno pubblicate sulla pagina Facebook del collettivo La Penna d’Oca e in un e-Book finale. Aggiungere un like alla pagina del collettivo, così da poter essere taggati.

SCADENZA CANDIDATURE

Inviare la propria candidatura entro e non oltre il giorno 24 Maggio 2022.

GIURIA

La Giuria è composta dai sei membri fondatori del collettivo La Penna d’Oca e dall’ospite d’onore Walter Salin, rinomato musicista, pittore e scrittore.

PREMI

Il concorso prevede tre vincitori che verranno decretati a indiscutibile giudizio della Giuria.

Il primo classificato avrà diritto alla presentazione di una sua opera, con lettura di alcuni testi da parte dell’attore Walter Salin, sul Canale YouTube del Collettivo.

I primi tre classificati riceveranno un attestato di vincita.

I primi tre classificati avranno anche diritto di iscrizione gratuita al XXIII Premio Nazionale di Poesia “La Rondine”, indetto dal Gruppo Poesia 83 di Rovereto (TN), oltre che all’abbonamento gratuito della loro rivista periodica “I quaderni del Gruppo Poesia 83”, per l’anno

A fine percorso verrà realizzato un e-Book, free download, con tutte le composizioni poetiche giunte alla giuria e ritenute idonee a partecipare al concorso.

L’e-Book si aprirà con le composizioni dei tre vincitori; seguiranno tutti gli altri partecipanti in ordine alfabetico.

L’e-Book prevede una sezione extra, finale, con composizioni poetiche di scrittori fuori concorso: appartenenti al collettivo e alla giuria o a poeti accreditati, appositamente invitati, al fine di dare un valore aggiunto alla pubblicazione stessa e per mostrare ai poeti esordienti la versione di colleghi più affermati.

PRIVACY E DIRITTO D’AUTORE

Ciascun autore autorizza espressamente il collettivo La Penna d’Oca, a trattare i dati personali trasmessi ai sensi della legge 675/96 (”legge sulla Privacy”) e successive modifiche D.lgs.196/2003 (codice Privacy).

I diritti sui testi rimangono di proprietà dei singoli autori che potranno proporre le proprie opere in altri concorsi o per altre pubblicazioni. Ogni partecipante al concorso concede in maniera gratuita al collettivo La Penna d’Oca i diritti di riproduzione dei testi ammessi, ai fini della pubblicazione, divulgazione e promozione dell’e-Book.

Con l’invio della propria candidatura, ogni partecipante dichiara di aver letto il presente bando e di accettarne il contenuto. Dichiara inoltre di essere l’autore del testo inviato e di possederne i relativi diritti, sollevando gli organizzatori da eventuali dispute nel campo del diritto d’autore.

Addì 8 Maggio 2022

Collettivo La Penna d'Oca

https://www.facebook.com/collettivolapennadoca

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Charles Bukowski – Il ritorno del vecchio sporcaccione -Traduttore: Simona Viciani – Feltrinelli

Il ritorno del vecchio sporcaccione

Charles Bukowski

Traduttore: Simona Viciani

Feltrinelli

Bukowski - Il ritorno del vecchio sporcaccione - Feltrinelli

Una selezione delle migliori storie apparse nella sua famosa rubrica “Taccuino di un vecchio sporcaccione” e mai raccolte in volume. Storie di sesso, droghe e alcol.

La rubrica Taccuino di un vecchio sporcaccione debutta sulle riviste underground statunitensi nel maggio del 1967. Cronista di eccezione è Charles Bukowski, che in questa raccolta – estrapolata dalle sue migliori pagine – ci accompagna con la consueta lucidità dissacrante dai rivoluzionari anni sessanta ai disincantati anni ottanta. Gli scenari cambiano ma Bukowski rimane sempre fedele e leale a se stesso.

Nel 1967 Charles Bukowski ottenne finalmente la notorietà con la sua colonna settimanale “Taccuino di un vecchio sporcaccione”, seguito dall’omonimo libro uscito nel 1969. Continuò a tenere la rubrica per altri vent’anni, utilizzandola anche come palestra per sviluppare idee per i suoi libri successivi. “Il ritorno del vecchio sporcaccione” mette insieme molte di queste gemme rimaste inedite da allora. Ritroviamo le sue solite ossessioni sesso, alcol e cavalli -, le sue incursioni nella letteratura o nella politica, le sue tormentate relazioni con le donne e le sue luride scappate nei giri della poesia. Seguendo l’intero arco della carriera dello scrittore, il libro fa luce su una parte della sua biografia e mette in risalto tutta la sua versatilità.

È Bukowski, bellezza! Bukowski! E non ci si può fare niente, se non amarlo e continuare a leggerlo.

Charles Bukowski

Charles Bukowski è nato ad Andernach, in Germania, nel 1920 ma è vissuto in America dall’età di tre anni fino alla morte, avvenuta nel marzo del 1994 a San Pedro, in California. Ha pubblicato giovanissimo il suo primo racconto, ma è rimasto a lungo nell’ombra, ai margini della cultura ufficiale, anche per il suo stile di vita disordinato e ribelle. Negli anni settanta diventa un autore di culto, soprattutto in Europa, apprezzato come l’esponente più autentico e originale di quella vena letteraria corrosiva e anticonformista inaugurata da Henry Miller e dalla cultura beat. Con Feltrinelli: Storie di ordinaria follia (1975, 2017), Compagno di sbronze (1979, 2017), Musica per organi caldi (1984, 2009), Hollywood, Hollywood! (1990, 2012), Pulp. Una storia del XX secolo (1995, 2012), Shakespeare non l’ha mai fatto (1996, 2013; con fotografie di Michel Monfort, 2020), Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle (1997), Quando eravamo giovani. Poesie I (1999, 2015), Il Capitano è fuori a pranzo (2000, 2014), Il canto dei folli. Poesie II (2000; nuova trad. 2015), Il Grande. Poesie III (2002), Azzeccare i cavalli vincenti (2009), Scrivo poesie solo per portarmi a letto le ragazze (2012), Il sole bacia i belli. Interviste, incontri, insulti (a cura di D.S. Calonne, 2014), Il ritorno del vecchio sporcaccione (2017). Inoltre, sempre per Feltrinelli, la biografia La sconcia vita di Charles Bukowski di Jim Christy (1998) e, nella collana digitale Zoom, Un’amabile storia d’amore (2011) e Lo sciupafemmine di Hollywood Est (2012).

Charles BukowskiIl ritorno del vecchio sporcaccione – Traduttore: Simona Viciani – Feltrinelli – Collana: Universale economica – Pagine: 232 p., Brossura – ISBN: 9788807890758 – Prezzo di copertina: 10,00 €

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Argonautilus e Rete Pym presentano “Fiere e Festival del Libro: una leva strategica di sviluppo dei territori” – Salone Internazionale del Libro di Torino, Sabato 21 maggio 2022 ore 12.30

Sabato 21 maggio 2022 ore 12.30

Argonautilus e Rete Pym

presentano

Fiere e Festival del Libro: una leva
strategica di sviluppo dei territori

Salone Internazionale del Libro di Torino

SalToPRO Area Business (PAD 3 – Q30)

 ne discutono

Marco Belli (direttore artistico di Elba Book Festival)

Eleonora Carta (Presidente Associazione Argonautilus)

Laura Marsadri (presidente del comitato Festival Giallo Garda)

Fiere e Festival del Libro: una leva strategica di sviluppo dei territori

Durante l’incontro verrà analizzato il ruolo dei Festival come strumento di valorizzazione del patrimonio tanto materiale quanto immateriale di tutti quei Comuni che scelgono di sostenere la  promozione della cultura del libro.

Ospiti

Amministratori locali dei Comuni coinvolti dai Festival, Rappresentante Sistema Biblioteche Civiche Torinesi, Consorzio Turistico per l’Iglesiente, Editori partner, Autori.

EXTRA: Alcune importanti anticipazioni sulla Fiera del Libro di Argonautilus 2022/ Iglesias, Portoscuso, Gonnesa, Villamassargia, Musei e Domusnovas

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Intervista a Mimma Leone: “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino” (Graphofeel Edizioni) – di Giuseppe Iannozzi

Baruch Spinoza

Il passo del clandestino

Intervista a Mimma Leone

«Un’idea resta valida solo se risulta legittimata da un ragionamento.»

di Giuseppe Iannozzi

Mimma Leone

Mimma Leone torna in libreria con un lavoro impegnativo e coraggioso, la biografia romanzata del grande filosofo Baruch Spinoza. Baruch Spinoza. Il passo del clandestino (Graphofeel Edizioni) è un lavoro davvero notevole, un ritratto ricco di fascino e mistero, un’opera che non mancherà di entusiasmare chiunque avrà voglia di conoscere un po’ meglio la breve e travagliata vita di Benedictus de Spinoza.

Mimma Leone ha dato alle stampe una romanzo pieno di colpi di scena, senza mai dimenticare di spiegare il pensiero di Baruch in maniera più che mai intellegibile, affinché tutti possano comprenderne la grandiosità e l’innovazione.

Ecco a Voi l’intervista che l’Autrice mi ha gentilmente rilasciato.

Giuseppe Iannozzi

1. Mimma Leone, “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino” (Graphofeel Edizioni) è il tuo secondo romanzo, una biografia romanzata. Oggi come oggi, qual è l’attualità del pensiero di Spinoza? Quali fonti hai consultato per dar vita al tuo Baruch?

L’eredità di Spinoza ha una forte componente etica che può essere tradotta in riferimento esemplare per la società in cui viviamo. Secondo Baruch, un’idea resta valida solo se risulta legittimata da un ragionamento, ossia dalla logica. La ragione come faro e bussola, quindi, quella ragione da cui spesso ci allontaniamo precipitando inevitabilmente nella trappola dei preconcetti e del conformismo. La ricerca del confronto e del dialogo, invece, è una costante nella biografia del filosofo, ed è presente perfino quando, ormai ritiratosi in esilio nella stanzetta fredda di una palazzina dell’Aja, non rinuncia al piacere dello scambio epistolare.

Per poter delineare un quadro generale del suo pensiero e della sua vita, breve ma intensa, ho consultato tutte le sue pubblicazioni, fermo restando che già nell’anno della sua morte, nel 1677, molti suoi beni vennero messi e venduti all’asta, e verosimilmente anche tanta documentazione andò dispersa. In ogni caso, nelle lettere raccolte nell’Epistolario sono presenti i passaggi più illuminanti e diretti della sua personalità.

2. Baruch avrebbe avuto una relazione con la figlia del suo insegnante di latino Franciscus Van den Enden. Nella tua biografia romanzata, il filosofo nutre anche delle fantasie sdolcinate per la moglie di Franciscus. Forse mi sbaglio, ma il tuo Baruch, Mimma Leone, ha un carattere un po’ romantico: hai forse voluto renderlo più appetibile al grande pubblico?

Spinoza è uno dei filosofi che ci lasciano una biografia davvero scarna. Gli episodi centrali della sua vita sono davvero pochi, gli aneddoti arrivati a noi ancor meno. Però ho trovato degli spunti, anche delle semplici intuizioni che, connesse alla sua speculazione filosofica, mi hanno dato modo di immaginare anche altro, nel massimo rispetto della documentazione ed evitando l’effetto-fiction. Non penso di averne ricavato una connotazione così romantica, ma sui sentimenti non potevo davvero sorvolare; Baruch ha dato ampio spazio all’argomento nei suoi scritti, e dalle sue stesse parole si evince che mai avrebbe disquisito su qualcosa che esulasse dall’esperienza diretta.

Baruch Spinosa - Il passo del clandestino - Mimma Leone

3. Spinoza, nato da genitori portoghesi di origine ebraico-sefardita, si allontanò ben presto dall’Ebraismo e alla fine, il 27 luglio 1656 fu scomunicato. Il bando (cherem), mai revocato, fu per il filosofo olandese motivo di tanti guai: «I Signori del Mahamad rendono noto che, venuti a conoscenza già da tempo delle cattive opinioni e del comportamento di Baruch Spinoza, hanno tentato in diversi modi e anche con promesse di distoglierlo dalla cattiva strada. […] Che sia maledetto di giorno e di notte, mentre dorme e quando veglia, quando entra e quando esce. Che l’Eterno non lo perdoni mai. Che l’Eterno accenda contro quest’uomo la sua collera e riversi su di lui tutti i mali menzionati nel libro della Legge; che il suo nome sia per sempre cancellato da questo mondo e che piaccia a Dio di separarlo da tutte le tribù di Israele affliggendolo con tutte le maledizioni contenute nella Legge. […] Che non gli sia reso alcun servizio e che nessuno si avvicini a lui più di quattro gomiti. Che nessuno dimori sotto il suo stesso tetto e che nessuno legga alcuno dei suoi scritti.»
Mimma Leone, nella tuo lavoro spieghi piuttosto bene i motivi che spinsero Spinoza a rinnegare l’Ebraismo: è giusto dire che Benedictus de Spinoza fu sostanzialmente un razionalista?

Secondo me è corretto. Il suo razionalismo ha aperto la strada all’indagine filosofica dei secoli successivi al suo, ma è stata anche la sua più grande sventura. Da qui nasce quel rapporto particolare e controverso con la fede, che lo portò a un esilio non solo territoriale. La sua introspezione era esclusivamente personale, lontana dal dogma e dall’affiliazione istituzionale. Questo aspetto era particolarmente rivoluzionario anche nella ‘libera e tollerante Olanda’, nella stessa comunità che lo aveva accolto e perfino istruito.

4. Aristotele sostiene che «l’anima è inseparabile dal corpo», nega dunque l’immortalità dell’anima. Benedictus de Spinoza non fu il primo filosofo ad affermare che l’immortalità non esiste. Quali sono gli aspetti veramente rivoluzionari nel pensiero di Benedictus?

Senza dubbio la sua concezione della spiritualità, che non intese mai come un’affiliazione passiva a una comunità o a un credo, ma sempre come conseguenza di un’elaborazione personale. Spinoza non contempla un Dio antropomorfo né sostiene che l’anima dell’uomo sia immortale; per Baruch Dio è natura, sostanza, e in quanto sostanza è increato, eterno, infinito, unico. L’uomo non è superiore alle altre creature, e ha l’opportunità di capirlo e comportarsi di conseguenza proprio perché è dotato di ragione. Non è perfettibile, perché non segue alcun ordine finalistico, è perfetto così com’è; il finalismo, secondo il filosofo, è una dimensione creata alla religione stessa e dai poteri secolari per giustificare la presenza al mondo del male e del dolore, al fine di indirizzare a proprio piacimento l’azione del popolo.
Inoltre, la propensione virtuosa verso l’ordine e la disciplina interiore e mentale lo spinge a una struttura geometrica del pensiero fino a farla diventare il suo stile di vita, e non solo il suo metodo di ricerca filosofica.

5. Spinoza non credeva nell’immortalità dell’anima, fu dunque detto giudeo e ateo. Si scagliò contro il Cattolicesimo e l’Islam, riteneva infatti che entrambe le religioni avessero il solo scopo di «ingannare i popoli» e «vincolare le menti degli uomini». In “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino”, evidenzi che politica e religione si integrano, non è forse così?

Esatto. La liberazione da ogni forma di schiavitù implica una netta presa di distanza sia dalla religione che della politica nel senso ristretto dei due termini. In altre parole, come si evince dai sui Trattati, si tratta di due tematiche che Spinoza non esclude dalla vita dell’uomo, anzi; ne approfondisce così tanto i relativi aspetti fino ad aspirare a guidarne i processi, ma non certo per ambizione personale. E’ l’emancipazione dell’uomo ad essere al centro di ogni dibattito, per perseguire il bene, senza velleità di scoprire il vero; un cammino tutt’altro che semplice, considerando che il mondo attorno appare come un labirinto di contraddizioni e deviazioni dalla via maestra.

Mimma Leone

6. Spinoza aveva le idee ben chiare sull’Islam, ma nel tuo lavoro, Mimma Leone, ne parli quasi di sfuggita. Perché?

La critica della religione abbraccia anche il mondo islamico. Come nel cattolicesimo, il Dio personale non viene inglobato nel sistema-ragione e non trova riscontro nell’ordine naturale delle cose. Allo stesso modo, l’uomo che ne viene fuori è sminuito e parimenti ingannato. Non può sfuggire, però, che sono soprattutto le pressioni del mondo cristiano più tradizionale ad aver influenzato in maniera determinante la vita del filosofo, ed è qui che dovevo concentrarmi per ricavarne una biografia romanzata ma storicamente credibile.

7. Che rapporto intercorse tra Baruch Spinoza e Simone de Vries? E tra il filosofo olandese e Franciscus Van den Enden?

Il rapporto con de Vries fu molto intenso, anche perché vive il suo culmine nel periodo in cui Spinoza lascia la casa paterna e poi anche le mura di Amsterdam. Come accade nelle dinamiche di molti legami forti, non fu esente da silenzi, ambiguità e allontanamenti. Con Van den Enden, invece, si verifica un riflesso del rapporto padre-figlio, con l’adulto a riprodurre un ruolo ben diverso da quello ricoperto dal padre naturale del filosofo, in un’età particolarmente delicata per il protagonista, così come complesso era il contesto storico in cui ci si muoveva. Non a caso, lo stesso Van den Enden pagherà a caro prezzo un segreto tenuto in serbo negli anni.

8. Sappiamo che Spinoza ammirava soprattutto le opere di Epitteto, Ovidio, Orazio, Tacito, Seneca, Virgilio, Livio, Plinio, Cicerone, Marziale. etc. etc. Una volta morto, i libri di Spinoza, circa centocinquanta, furono portati via. Il filosofo morì in solitudine. In “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino” c’è un passo che, a mio avviso, meriterebbe di essere analizzato con attenzione: «[…] planando lungo quel tunnel di cui tutti parlano, arrivò a quel bagliore o fil di volo, senza più peso, un’esplosione di luce che prelude l’estasi […]». La scienza ci assicura che il tunnel di luce è il risultato di alcune reazioni chimiche all’interno del cervello. Secondo te, Benedictus de Spinoza andò incontro a un doping naturale? Non tutti quelli che trapassano vedono la luce.

Secondo me anche un razionalista puro non può escludere totalmente la presenza di qualcosa che sfugge ai nostri sensi. Ho cercato di immaginare il momento del trapasso di Baruch come un passaggio tranquillo e consapevole verso un posto sconosciuto, ma pieno di luce. Perché in fondo lui avrebbe voluto questo. Non il paradiso, non la verità… ma la luce, il bene. Poi c’è solo l’estasi, ma descriverla è impossibile, ne risentirebbe la perfezione di quell’attimo che sfugge, ma che probabilmente è dentro di noi da sempre.

9. Possiamo dire che il rapporto tra Baruch Spinoza e Gottfried Wilhelm von Leibniz fu un po’ ambiguo? Come ben sappiamo, Leibniz non riuscì a convincere Baruch dell’esistenza di Dio. Leibniz sottolineò che Baruch era convinto di «essere al servizio dell’umanità, liberandola da superstizioni infondate».

In effetti è facile cadere nel tranello che Spinoza possa essere un pensatore presuntuoso. Di certo, con Leibniz non fu facile discuterne. Entrambi partono da una visione del mondo piuttosto simile, e sono vicini anche nella speculazione spirituale complessiva, ma Spinoza si spinge molto oltre, assumendo, secondo Leibniz, tratti eccessivi e assolutistici. A Baruch viene rimproverato di pretendere di vedere il mondo come lo vedrebbe Dio e, in prospettiva paradossale rispetto alle sue intenzioni, di limitare la libertà dell’uomo. In realtà il tentativo di Spinoza, seppur ambizioso, è, appunto, un tentativo di allargare la visuale per provare a vedere le cose nell’insieme; l’uomo, invece, è creatura fra le creature, ma la ragione e il libero arbitrio ne definiscono le ulteriori opportunità di evoluzione, seppur nei limiti imposti dalla natura.

10. Cartesio ammette un’unica sostanza materiale, ma conserva la pluralità delle sostanze pensanti. Spinoza sostiene che esiste un’unica sostanza dotata di infiniti attributi, dei quali la nostra mente è in grado di cogliere solo due: l’estensione e il pensiero. Nel tuo lavoro, Mimma Leone, analizzi piuttosto approfonditamente l’attenzione che Spinoza rivolse a Cartesio. In che misura Cartesio influenzò Benedictus?

Cartesio fu un riferimento solido per Spinoza, e in qualche modo lo fu fino alla fine. I suoi primi scritti contenevano richiami diretti al filosofo francese, anche nel titolo stesso. L’unità della sostanza e l’ordine geometrico sono i due elementi principali che uniscono il loro pensiero. Spinoza, però, tenta di convertire l’impianto di questo sistema anche all’etica, unica dimensione umana, secondo lui, in grado di elevare la natura di ciascuno. Dal libero arbitrio, quindi, l’azione dell’uomo si amplia e diventa adesione completa alla sostanza, per raggiungere la beatitudine.

Mimma Leone

11. Mimma Leone, il tuo “Baruch Spinoza. Il passo del clandestino” è una biografia romanzata, su questo non ci piove! In che misura hai lavorato di fantasia per cercare di dare delle risposte ai tanti punti interrogativi che costellano la vita del filosofo?

L’ho fatto in punta di piedi per evitare di cadere nel banale, e al contempo cercando anche di allontanarmi dall’adesione sterile alla prescrizione accademica. Non è mai facile trovare un equilibrio, la regola da porsi è calarsi nei panni del lettore, continuamente, ma in questo caso era anche importante adottare un approccio di estremo rispetto verso le fonti e i riferimenti storici. La fantasia per certi versi ho dovuto tenerla a bada dosando e tagliando dove fosse più opportuno. L’amore per la Filosofia ha fatto il resto.

La biografia romanzata di Baruch Spinoza, ebreo olandese proveniente da una famiglia costretta a convertirsi al cristianesimo. Il compito che si assume Spinoza nella filosofia del Seicento è quello di modificare il corso della verità, alla luce della ragione moderna e dell’amore per la libertà. Nel racconto di Mimma Leone il grande filosofo appare in tutta la sua complessa ricerca di legami tra pensieri ed eventi, tra incontri con alchimisti e scienziati, tra bisogno di speculazione filosofica e necessità quotidiane. Un ritratto vivace ed inedito per accostarsi con semplicità ad uno dei personaggi più amati del XVII secolo.

La voce di suo padre gli echeggiava ancora dentro con la forza di un monito, di un castigo, come se quel temporale fosse stato colpa sua. Se il tempo fosse stato sereno quella notte, la stoffa sarebbe arrivata a destinazione. Non ci sarebbe stata quell’enorme perdita economica che lo aveva spinto a chiudere i battenti e dire addio a ogni progetto. Non che Baruch fosse portato per il commercio, questo mai. Ma con il tempo forse avrebbe capito che fare il mercante poteva essere la scelta giusta, almeno quando non si è portati per fare il rabbino, o anche solo ad ascoltare gli anziani della propria comunità e fare proprio il loro esempio di vita ossequiosa. Eppure aveva frequentato la sinagoga a lungo e aveva avuto ottimi maestri. Sul suo comodino erano comparsi quei libri, in un momento non ben definito, e Baruch aveva preso un’altra strada. No, non quella dell’ottica. La sua strada. Il suo pensiero, le sue idee, le parole che scriveva e che lo avevano portato ad allontanarsi da tutto e da tutti. Per amore della libertà.”

da “!Il passo del clandestino” di Mimma Leone

Mimma LeoneMimma Leone, leccese, da sempre appassionata di scrittura, ha conseguito la Laurea in Filosofia. Dal 2012 è Giornalista pubblicista e dal 2020 Consulente filosofica. Ha scritto brani musicali insieme al cantautore Seba, al dj producer Francis Blue e con il compositore e cantante Gianni Donzelli (Audio 2). Vincitrice di numerosi riconoscimenti artistici e letterari, nel 2014 ha pubblicato la raccolta di racconti Il Mare per le Conchiglie (Premio Ecce Dominae 2015, Roma – Premio speciale per la Narrativa Femminile 2015, Taranto – Premio Microeditoria di Qualità 2016…). Il suo racconto L’angelo imperfetto, è incluso nell’antologia di scrittori salentini “Salento Quante Storie 2015”. Le Congiunzioni della Distanza, pubblicato nel 2018, è stato il suo primo romanzo (2°posto Concorso Equilibri 2019)

Graphofeel Edizioni

Baruch Spinoza. Il passo del clandestinoMimma LeoneGraphofeel Edizioni – Collana: Intuizioni – Prima edizione: 2021 – Pagine: 192 – ISBN 9788832009880 – Prezzo di listino: 19,00 €

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Scritti sul Barocco. Appunti per una storia della cultura – Franz Rosenzweig – A cura di Luca Bertolino – Traduzione di Giulia Frare – Postfazione di Francesco Paolo Ciglia – Marietti 1820

Scritti sul Barocco

Appunti per una storia della cultura

Franz Rosenzweig

A cura di Luca Bertolino – Traduzione di Giulia Frare

Postfazione di Francesco Paolo Ciglia

Marietti 1820

Scritti sul Barocco. Appunti per una storia della cultura - Franz Rosenzweig - Marietti 1820

Tre testi giovanili di Franz Rosenzweig sul Barocco, editi postumi e qui pubblicati per la prima volta in volume autonomo e in traduzione italiana, propongono un’originale storia della cultura dal XVI secolo all’inizio del XX. Nel loro diverso carattere — pagine diaristiche, bozza di saggio e appunti per la relazione a un convegno — essi presentano un’unità tematica che spazia dalla musica alle arti figurative e alla poesia (con una particolare attenzione rivolta a Goethe e alla sua opera), dalla filosofia alle scienze, dallo Stato al soggetto culturale. I tre testi contengono in nuce alcuni temi che l’autore riprenderà nelle sue opere Hegel e lo Stato (1920) e La stella della redenzione (1921).

Franz RosenzweigFRANZ ROSENZWEIG (1886-1929), filosofo tedesco di famiglia ebraica, allievo di Meinecke e di Cohen, amico e collaboratore di Buber a una innovativa traduzione della Bibbia, fu tra i massimi studiosi di Hegel del suo tempo e scopritore del frammento Il più antico programma di sistema dell’idealismo tedesco. La sua opera La stella della redenzione, pubblicata per la prima volta in Italia da Marietti, rappresenta un classico del pensiero ebraico, non ultimo per l’influsso che esercitò a vario titolo su Benjamin e, in seguito, su Adorno e Lévinas.

Luca Bertolino, professore associato di Filosofia morale all’Università di Torino, è socio fondatore della Internationale Rosenzweig-Gesellschaft ed editor, con Irene Kajon, dello Rosenzweig Jahrbuch / Rosenzweig Yearbook

Giulia Frare è docente a contratto all’Università di Trieste

Francesco Paolo Ciglia è professore ordinario di Filosofia morale all’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara.

Scritti sul Barocco. Appunti per una storia della cultura – Franz Rosenzweig – A cura di Luca Bertolino – Traduzione di Giulia Frare – Postfazione di Francesco Paolo Ciglia – Marietti 1820 – Collana: 1106 Agorà – Prima edizione: 5 maggio 2022 – Pagine: 136 – ISBN: 9788821112157 – Prezzo di copertina: 17,00 €

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Fattoria degli animali – George Orwell – Traduttore e curatore: Franca Cavagnoli – Feltrinelli

Fattoria degli animali – George Orwell

Traduttore e curatore: Franca Cavagnoli

Feltrinelli

Nascita ed evoluzione di un sistema totalitario

Giuseppe Iannozzi

George OrwellGeorge Orwell subì sulla sua propria pelle gli effetti nefandi del capitalismo e di un certo comunismo, parla dunque con cognizione di causa. “Fattoria degli animali” è un libro che è molto più di una fiaba, è un preciso attacco contro le società totalitario, un romanzo che, oggi più di ieri, è più che mai attuale, invasi come siamo da dittatori di tutte le risme e radical chic.

In questa nuova edizione, ottima è l’introduzione di Franca Cavagnoli che ha curato anche la nuova traduzione. “Fattoria degli animali” è un Capolavoro assoluto, un Classico della grande Letteratura mondiale, un libro che tutti dovrebbero leggere. Se tutti lo leggessero, forse qualcuno, finalmente, aprirebbe gli occhi e comprenderebbe la società che, giorno dopo giorno, ci spinge sempre più alle corde, limitando e, in molti casi, abolendo le nostre più elementari libertà.

George Orwell ebbe non poche difficoltà a farsi pubblicare in un periodo storico affatto felice per la Gran Bretagna. La prima pubblicazione della “Fattoria degli animali” risale al 1945. Siamo di fronte a una dura e precisa riflessione sugli accadimenti che condussero alla Rivoluzione russa e successivamente all’istaurarsi dello stalinismo nell’Unione Sovietica. Orwell aborriva lo stalinismo. E ieri come oggi è tabù dire che lo stalinismo è non meno peggiore del fascismo. Gli editori temevano che il lavoro di Orwell potesse minare l’alleanza fra Regno Unito, Stati Uniti e Unione Sovietica. Persino T. S. Eliot rifiutò di pubblicare un libro dichiaratamente antisovietico.

“Fattoria degli animali” è un romanzo allegorico di rara forza e attualità: i problemi di ieri sono gli stessi di oggi. Tutti dovrebbero leggere “Fattoria degli animali”, lo si dovrebbe portare nelle scuole, affinché le nuove generazioni sappiano come nasce una dittatura e per quali motivi.

«Tutti gli animali sono uguali. Ma alcuni animali sono più uguali di altri.»

Fattoria degli animali - George Orwell- FeltrinelliÈ uno dei romanzi più famosi del Novecento, grande metafora di ogni regime totalitario. Eppure l’ispirazione per quest’opera nacque da un episodio molto concreto: «Un giorno, mentre percorrevo uno stretto sentiero vidi un bambino di forse una decina d’anni che teneva per le briglie un cavallo da tiro enorme, e ogni volta che questo cercava di voltarsi il bambino lo frustava. In quel momento mi ritrovai a pensare che se certi animali avessero coscienza della loro forza, noi non avremmo più alcun potere su di loro, e pensai pure che gli uomini sfruttano gli animali in modo assai simile a quello in cui i ricchi sfruttano il proletariato». Prende così vita Fattoria degli animali, storia di animali che sovvertono l’ordine costituito per instaurare un regime basato sull’uguaglianza e sulla parità di diritti e doveri. Ma la loro utopia egualitaria deraglia rapidamente e, come nella Russia stalinista che Orwell aveva in mente mentre scriveva, ben presto un gruppo – i maiali, guidati da Napoleon e Snowball – prende il sopravvento e si impone sugli altri con una prepotenza che sfocerà presto in brutalità. Una storia che, trasfigurando le vicende dell’Unione Sovietica attraverso la lente della favola, parla al lettore con un’immediatezza capace di toccare il nucleo più prezioso che abita in ciascuno di noi: quello che non esita a insorgere di fronte al sopruso e all’ingiustizia.

George Orwell è lo pseudonimo dello scrittore inglese Eric Arthur Blair (Motihari, Bengala, 1903 – Londra, 1950). Conosciuto in vita soprattutto come opinionista politico e giornalista, fu romanziere, saggista, critico letterario e attivista. Convinto socialista, dopo aver preso coscienza della deriva totalitaria stalinista, abbracciò un violento antisovietismo, da cui nacquero le sue opere più famose, Fattoria degli animali (1945, anch’esso disponibile in UE) e 1984 (1949).

Fattoria degli animaliGeorge Orwell – Traduttore e curatore: Franca Cavagnoli –  Feltrinelli – Collana: Universale Economica I Classici – Prima edizione: Gennaio, 2021 – Pagine: 144 – ISBN: 9788807903793 – Prezzo: di copertina: 8,50 €

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La svastica sul sole – Philip K. Dick – L’Asse non ha mai vinto la guerra! – recensione di Giuseppe Iannozzi

La svastica sul sole – Philip K. Dick

L’Asse non ha mai vinto la guerra!

di Giuseppe Iannozzi

La svastica sul sole - Philip K. Dick - Fanucci

Se 1984 è stato un romanzo che ha fatto scalpore perché scomodo, “La svastica sul sole” di Philip K. Dick ha fatto indignare non pochi americani; il romanzo valse a Dick il prestigioso premio Hugo, ma da lì a poco, la sua vita sarebbe stata sempre più paranoica, convinto – forse non completamente a torto – di essere sorvegliato dal Governo perché sospettato di essere un simpatizzante comunista. Philip K. Dick, più volte, anche se non in maniera recisa, in vita ha detto di non essere un rosso, ma a questo punto è il caso di non indagare ulteriormente: Dick è ancor oggi un personaggio misterioso, criptico, e attribuirgli una qualsiasi etichetta significherebbe svilirne l’intelligenza e la statura morale.

Fra il 1944 e il 1945 Hitler impiegò contro gli inglesi, con scarso successo a dir la verità, i missili telecomandati V1 eV2 nonché i primi aerei a reazione, giungendo ad uno spiegamento di uomini di età compresa tra i sedici e i sessant’anni; e come se tutto ciò non bastasse, arruolò anche delle donne nei servizi ausiliari e mise all’opera i tribunali militari nel disperato tentativo di reprimere qualsiasi forma di opposizione interna. Gli alleati, senza mezzi termini o scrupoli di sorta, ricorsero al bombardamento indiscriminato e terroristico delle città tedesche; nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945 Dresda fu completamente rasa al suolo, ridotta ad un nulla, come se mai fosse esistita. Ovviamente il bilancio fu atroce: oltre centomila morti. Gli USA accelerarono gli studi intorno alla bomba atomica. In Europa, sul fronte occidentale, il 7 marzo 1945 l’ultima offensiva tedesca avviata nel dicembre precedente nelle Ardenne fu arrestata dagli americani ormai riconosciuti dal mondo intero come gli unici uomini in grado di porre fine alle atrocità di una guerra, che da troppo tempo impiegava risorse umane ed economiche producendo solo Morte. Gli americani attraversarono il Reno al ponte di Remagen; più a sud i francesi, in febbraio, liberarono la sacca di Colmar, mentre l’Italia settentrionale venne liberata verso la fine di aprile. Sul fronte orientale, i sovietici, a partire dal gennaio 1945, liberarono la Polonia, invasero la Germania e il 13 aprile occuparono Vienna. Le truppe si ricongiunsero con le forze angloamericane a Torgau sull’Elba il 25 aprile, quando già era in corso la battaglia per Berlino investita dai sovietici. Il 30 aprile, dopo aver ordinato la resistenza a oltranza, Hitler si suicidò. Il 7 maggio la Germania fu finalmente costretta a firmare la capitolazione senza condizioni a Reims. Nel Pacifico, intanto, continuava la guerra contro il Giappone. Gli americani, i salvatori del genere umano, nel gennaio 1945 occuparono Manila, nelle Filippine, e il 19 febbraio fu il primo sbarco a Iwo Jima, territorio giapponese. Il 7 aprile le due flotte si affrontarono presso Okinawa, la cui occupazione fu portata a termine nel mese di giugno. La risolutezza dei giapponesi a non cedere ricevette ulteriore conferma quando rifiutarono l’ultimatum imposto dagli USA: Harry Truman, indispettito quanto contrariato dall’ostinazione del Giappone, non ci pensa su due volte a sganciare la tremenda bomba atomica già sperimentata con infame successo nel deserto del Nevada. Il 6 agosto una prima bomba atomica fu lanciata su Hiroshima: il bilancio fu agghiacciante, oltre novantamila morti; tre giorni più tardi, il 9 agosto – il giorno dopo che l’URSS, accogliendo una richiesta americana in tal senso, aveva dichiarato guerra al Giappone procedendo all’occupazione della Manciuria e della Corea – un seconda bomba atomica fu sganciata su Nagasaki. La cultura della Morte entrò nelle coscienze degli americani, che non parvero poi troppo turbati: solo pochi osarono levare un grido di protesta, grido che diventò quasi incontenibile con la contestazione promossa qualche anno più tardi dagli esponenti della Beat generation. Il 15 dello stesso mese il Mikado ordinò la cessazione delle ostilità su tutti i fronti: il Giappone aveva conosciuto la crudeltà americana e il 2 settembre firmò la propria capitolazione, una ferita che mai si rimarginerà: Hiroshima e Nagasaki sono ancora una ferita aperta e sanguinante nella storia giapponese. La Seconda guerra mondiale terminò, ma il prezzo umano pagato non è computabile. E mai lo sarà.

Partendo da questi dati storici, P. K. Dick nel romanzo “La svastica sul sole” traccia un futuro possibile, alternativo, ma non per questo meno crudele di quello che la storia ci ha ufficialmente consegnato: nel 1962 la schiavitù è stata dichiarata legale, gli ebrei sopravvissuti devono nascondere la loro identità e la California è soggiogata al Giappone; vent’anni prima l’Asse ha vinto la Seconda guerra mondiale spartendosi così il suolo americano. L’incubo: il credo nei confronti della superiorità della razza ariana è ritenuto una verità incontestabile in tutto il mondo. L’Africa è solo un deserto; l’Italia e il resto dell’Europa si sono aggiudicate pochi punti strategici di potere in questo scacchiere da incubo, e i nazisti progettano di invadere Marte. I giapponesi collezionano oggetti del folclore americano, con una avidità che ha del ridicolo: i falsi diventano una trappola insidiosa in questo mercato ‘globale’ e sempre più spesso si vendono ninnoli spacciati per originali americani, quando in realtà sono delle imitazioni. Il Giappone e la Germania conducono una guerra fredda senza risparmiar colpo alcuno: entrambe le parti aspettano un passo falso per dichiararsi ufficialmente guerra. Il destino è influenzato dalle scelte e dai comportamenti: I Ching, l’oracolo per eccellenza, un libro antichissimo, dovrebbe diffondere la spiritualità orientale nella coscienza americana; ma un altro libro, uno di quelli moderni dall’enigmatico titolo ‘La cavalletta non si alzerà più’ proveniente dall’underground culturale, minaccia di mutare radicalmente l’apparente ordine costituito nel mondo. Il libro è pericoloso, difatti i paesi del Reich l’hanno subito vietato perché presenta una realtà assurda: l’Asse non ha mai vinto la guerra.

“La svastica sul sole” è un’opera tragica quanto magistrale: questo lavoro dickiano è un altissimo esempio di letteratura fantastica, che tutti dovrebbero leggere e conoscere; P. K. Dick guarda alle dimensioni spazio-temporali con occhio mistico; fantasia, paranoia, realtà si fondono in una matrice filosofica-religiosa-politica, che proietta il lettore nel terrore più cupo.

Parlare de “La svastica sul sole” come di un capolavoro è riduttivo; se 1984 di Orwell ci ha spaventati disegnando una società dove ogni libertà viene negata, “La svastica sul sole”  ci proietta in un futuro perfettamente credibile e terribile. Non ci sono resurrezioni possibili per chi alla fine scoprirà il messaggio contenuto nella coscienza di quell’uomo arroccato nell’alto del suo castello.

Philip K. DickPhilip K. Dick nasce a Chicago il 16 dicembre 1928. Nel 1955 esce il suo primo romanzo, Lotteria dello spazio. Durante un’esistenza segnata dalle difficoltà economiche, scrive capolavori come La svastica sul sole, Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e Ubik. Negli anni Settanta esce la sua ultima opera, La Trilogia di Valis, pubblicata da Fanucci Editore in un unico volume. Muore il 2 marzo 1982. La notorietà di Philip K. Dick deve molto agli adattamenti cinematografici, tra cui Atto di forza (1990), Screamers – Urla dallo spazio (1995), Impostor (2002), Minority Report (2002), Paycheck (2003) e Un oscuro scrutare (2006). Nel 2008 è uscito il film Next, con Nicholas Cage, tratto dal racconto The Golden Man; mentre I guardiani del destino (2011) trae ispirazione dal racconto Squadra riparazioni. Fanucci Editore pubblica in esclusiva tutta la produzione di Philip K. Dick, considerato uno dei più importanti autori della narrativa americana del secondo dopoguerra.

La svastica sul solePhilip K. Dick – Traduttore: Maurizio Nati – Curatore: Carlo Pagetti – Fanucci – Collana: Collezione immaginario Dick – Pagine: – 267 p., Brossura – ISBN: 9788834738955 – Prezzo di copertina: 16,00 €

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Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne – Giuseppe Iannozzi – Il parere di critici, scrittori, lettori

Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne

Giuseppe Iannozzi

«Quando si ama qualcuno c’è sempre un problema.»

Il parere di critici, scrittori, lettori

Il male peggiore - Iannozzi Giuseppe - Edizioni il Foglio

Breve estratto da Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne:

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Iannozzi Giuseppe - Scrittore, giornalista, critico letterario

«Quando si ama qualcuno c’è sempre un problema. O forse è più giusto dire che è l’amore stesso un problema», dissi, abbozzando un sorriso compassionevole.»

[…]

Giunto a Torino, Friedrich respirò a pieni polmoni. L’emicrania, che lo perseguitava da tanto tempo, parve allentare la sua presa.
La stazione brulicava di gente. Non gli piaceva la confusione, gli dava il voltastomaco doversi scontrare con persone inadatte alla sopravvivenza, prive di volontà di potenza, più simili a dei manichini che non a dei perfetti Zarathustra.
A malincuore scavò in mezzo alla ressa, soffrendo le gomitate e gli aliti pesanti di quanti lo urtavano.
Torino gli faceva uno strano effetto. A differenza di altre città, la “Piccola Parigi” non era ancora del tutto corrotta. Così pensava, forse illudendosi. […]

Il male peggiore - Iannozzi Giuseppe - Edizioni Il Foglio

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Critici, scrittori, lettori per Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne:

“È il caso di Giuseppe Iannozzi, il cui libro da poco uscito, “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”, edizioni il Foglio, ci fa conoscere le storie di personaggi più o meno illustri, presi a pretesto per sviluppare una narrazione che da esse germina e con esse ha un rapporto di forte contaminazione. È l’originalità di questa bella opera, che meriterebbe di essere conosciuta proprio per la sua struttura appassionata e coinvolgente. Da personaggi come Cesare Pavese, Primo Levi, Ezra Pound, Hermann Hesse, Howard Phillips Lovecraft, Che Guevara, Emilio Salgàri, Beppe Fenoglio, Francis Scott Fitzgerald, Jerome David Salinger, Amedeo Modigliani, Ernest Hemingway, e altri ancora, fermentano umori che oltrepassano la loro vita per trasferirsi in una immanenza che mescola all’incontro con la realtà i tenebrosi chiaroscuri di un’anima. “

Bartolomeo Di Monaco

“L’autore affronta con grande determinazione e notevole coraggio la tragica e mitica dipendenza dell’uomo dalla bellezza femminile per poter sperare di raggiungere l’assoluto. Per far questo, accanto al personaggio principale Giacobbe, così come si presenta al mondo e a se stesso, inserisce in un modo inedito le storie di celebri scrittori, quali infinite e sfaccettate rappresentazioni interiorizzate della tragedia, nel protagonista stesso. Un’opera complessa, sincera e spietata che non passa sul lettore senza conseguenze.”

Lidia Popolano

“Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…”

Nadia Fagiolo

“Il libro è scorrevole e ben scritto. Sullo sfondo, una umanità disperata, disillusa e fallita di cui Giacobbe è l’emblema. Lui giornalista a cottimo che riesce a stento a sopravvivere e che si porta dentro e dietro il senso di colpa giudaico. Lui scrive storie autobiografiche e non, in cui troviamo poeti come Ezra Pound, che non crede più nella poesia, Emilio Salgari che, stanco di una vita di sfruttamento e depresso, porrà fine ai suoi giorni. Nietzsche che passerà dalle stelle alle stalle del manicomio, vittima della sua stessa follia dopo essere stato respinto da una donna, e molti altri autori che hanno segnato la storia della Letteratura, come ad esempio Henry Miller e la sua relazione tormentata con Anaïs Nin, da cui uscirà incolume. UN LIBRO che si legge tutto d’un fiato. Bello il finale aperto.”

Elsa Crema Marmori

“Quanto può l’amore romantico influenzare la vita di uno scrittore fino a travolgerne l’intera esistenza? Quando l’amore romantico si trasforma in un elisir di felicità e quando invece veste i panni di una temibile rovina dai meccanismi di un domino?
E’ questo quello che Iannozzi Giuseppe (poeta, scrittore, giornalista e critico letterario) cerca di illustrarci fra le pagine del suo nuovo lavoro, cioè Il male peggiore.
Correte a leggerlo!”

Giulia Campinoti

È un libro che mi ha emozionata tantissimo, di grande valore artistico per l’impegno, la descrizione dei personaggi e la scelta dei contenuti!

Primula Galantucci

“Ritengo Iannozzi, uno Scrittore di rara bravura, coinvolgente, salutifero per la mente, emozionante.”

Angela Rini

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

L’autore:

Iannozzi Giuseppe - 50 anniIannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori. Attualmente collabora con diverse testate online e non.

Ulteriori informazioni:

IL MALE PEGGIORE – GIUSEPPE IANNOZZI – ROMANZO EDIZIONI IL FOGLIO

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Il male peggiore – Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio

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Il male peggiore. Storie di scrittori e di donneGiuseppe IannozziEdizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – Pagine: 330 – ISBN: 9788876067167 – Prezzo di copertina: 16,00 €

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Danza la notte nelle tue pupille – Maria Teresa Liuzzo – A.G.A.R. Editrice

Danza la notte nelle tue pupille

Maria Teresa Liuzzo

Postfazione di Mauro D’Castelli

A.G.A.R. Editrice

“Danza la notte nelle tue pupille” è la nuova silloge poetica di Maria Teresa Liuzzo. Postfazione di Mauro D’Castelli – A.G.A.R. Editrice – Associazione Lirico Drammatica Arte e Cultura “P. Benintende”.

Danza la notte nelle tue pupille - Maria Teresa Liuzzo - A.G.A.R. Editrice

Maria Teresa Liuzzo è nata nel 1956 a Saline di Montebello Jonico e vive a Reggio Calabria, città dove ha studiato. Nel 1970 ha pubblicato la sua prima lirica su Il letterato di Cosenza. Dal 1975 sue liriche compaiono su varie antologie come PoesieCaducità del tempoScrittori del MessaggioAntologia per Alba Florio, ecc. La sua vasta (più di 1500 pagine), produzione poetica ha varcato i confini nazionali e alcune sue opere sono state tradotte in rumeno e in inglese. La sua silloge Genesis (1997) è stata tradotta e pubblicata (con testo inglese a fronte) dal poeta irlandese Peter Russell.
Le sue raccolte poetiche sono: Radici (1992); Psiche (1993, prefazione di Antonio Piromalli); Apeiron(1995, prefazione di Romeo Magherescu); Umanità (1996, prefazione di Peter Russell); Eutanasia d’Utopia(1997, prefazione di Vincenzo Rossi); Autopsia d’Immagine (1999, prefazione di Antonio Crecchia); L’acqua è battito lento (2001); Genesis (2008, presentazione e testo in lingua inglese di Peter Russell).
Prestigiosi i premi che le sono stati attribuiti; fra di essi spiccano il “Primo Premio Internazionale di Poesia Alba Florio” del 1983, il “Premio alla Cultura” consegnatole dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 1994 e nuovamente nel 1996, e il “Primo Premio Internazionale di Poesia Eugenio Frate“ (1997).
All’estero, nel 1983, le è stato conferito il premio dell’Associazione “Calabresi nel Mondo” di New York. È stata segnalata nelle loro opere critiche da insigni studiosi come A. Piromalli, V. Rossi, P. Crupi, S. Veltre, P. Borruto e S. Demarchi. Molti noti scrittori si sono interessati alla sua poesia.
I suoi romanzi pubblicati sono: “…E adesso parlo!” (2019, A.G.A.R. Editrice), “Non dirmi che ho amato il vento!” (2021, A.G.A.R. Editrice), “L’ombra affamata della madre” (2022, A.G.A.R. Editrice).

Danza la notte nelle tue pupilleMaria Teresa Liuzzo – Postfazione di Mauro D’Castelli – A.G.A.R. Editrice – Prima edizione: aprile 20222 – Pagine: 124

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La piccola mercante di sogni – Maxence Fermine – Traduttore: Sergio Arecco – Bompiani / Giunti

La piccola mercante di sogni

Maxence Fermine

Traduttore: Sergio Arecco

Bompiani /Giunti

La piccola mercante di sogni - Maxence Fermine

Il giorno del suo undicesimo compleanno Malo cade nella Senna. Aspirato in una conduttura, quando riapre gli occhi si trova in un mondo in bianco e nero, illuminato dalla luce di una luna di diamanti. È entrato nel Regno delle Ombre, un luogo magico popolato di personaggi meravigliosi e fuori del comune: Arthur, un albero che non smette mai di starnutire; Mercator, un gatto di duecentotredici anni; Lili, la piccola mercante di sogni dagli occhi dorati che ruba le fantasie. Senza contare poi gli spettri inquietanti e un pericoloso alchimista che gli getta contro un terribile incantesimo. Per rompere il maleficio, Malo dovrà affrontare una sfida davvero ardua. E una notte… Età di lettura: da 10 anni.

Maxence Fermine, nato ad Albertville, ha trascorso parte dell’infanzia a Grenoble e attualmente vive in Alta Savoia. Tra i titoli pubblicati da Bompiani: Neve (1999), Il violino nero (2001), L’apicoltore (2002), che ha ricevuto il Premio Murat “Un romanzo francese per l’Italia”, La trilogia dei colori (2003), cofanetto che raccoglie i tre volumi precedenti, Il labirinto del tempo (2008), La piccola mercante di sogni (2013), La bambola di porcellana (2014), La fata dei ghiacci (2015), Il palazzo delle ombre (2017), Billard Blues (2020).

La piccola mercante di sogniMaxence Fermine – Traduttore: Sergio Arecco – Bompiani – Collana: AsSaggi di narrativa – 7ª edizione, agosto 2021 – Pagine: 206 p., ill. , Rilegato – ISBN: 9788845274633 – € 12,00

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Brian May – Another World (Official Video)

Brian May – Another World

Brian May

Brian May leads an anti badger cull demo in London, June 2013 
Fonte: https://commons.wikimedia.org

Brian May – Another World (Official Video)

https://www.youtube.com/watch?v=rJI_CkHJ9Z0

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