Norwegian wood. Tokyo blues – Haruki Murakami

Norwegian wood. Tokyo blues – Haruki Murakami

Norwegian wood. Tokyo blues - Haruki Murakami

Un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi.

«La costruzione della scrittura di Murakami è così impalpabile e squisita che ogni cosa egli scelga di descrivere vibra di potenzialità simbolica: una camicia stesa ad asciugare, dei ritagli di carta, un fermafoglio a forma di farfalla» – The Guardian

Uno dei più clamorosi successi letterari giapponesi di tutti i tempi è anche il libro più intimo, introspettivo di Murakami, che qui si stacca dalle atmosfere oniriche e surreali che lo hanno reso famoso, per esplorare il mondo in ombra dei sentimenti e della solitudine. Norwegian Wood è anche un grande romanzo sull’adolescenza, sul conflitto tra il desiderio di essere integrati nel mondo degli «altri» per entrare vittoriosi nella vita adulta e il bisogno irrinunciabile di essere se stessi, costi quel costi. Come il giovane Holden, Toru è continuamente assalito dal dubbio di aver sbagliato o poter sbagliare nelle sue scelte di vita e di amore, ma è anche guidato da un ostinato e personale senso della morale e da un’istintiva avversione per tutto ciò che sa di finto e costruito. Diviso tra due ragazze, Naoko e Midori, che lo attirano entrambe con forza irresistibile, Toru non può fare altro che decidere. O aspettare che la vita (e la morte) decidano per lui. Murakami Haruki in uniform edition Super ET, con le copertine di Noma Bar e nota dell’autore.

Haruki MurakamiMurakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance DanceLa ragazza dello SputnikUndergroundTutti i figli di Dio danzanoNorwegian WoodL’uccello che girava le Viti del MondoKafka sulla spiaggiaAfter DarkL’elefante scomparso e altri raccontiL’arte di correreNel segno della pecoraI salici ciechi e la donna addormentata1Q84A sud del confine, a ovest del soleSonno, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggioUomini senza donne, Prigioniero in biblioteca («La storia, parente diretta di Luka e il fuoco della vita di Salman Rushdie, ma con meno mitologia, è molto divertente per i lettori più giovani ma è abbastanza profonda da affascinare anche gli adulti che hanno ancora il piacere della fantasia.» Da una recensione di «Internazionale»), Gli assalti alle panetterie.
Fra marzo e maggio del 2013 Einaudi ha pubblicato i dodici titoli della uniform edition nei Super ET, con le copertine di Noma Bar. Del 2013 anche il saggio musicale Ritratti in Jazz con i disegni di Wada Makoto. Nel 2018 la casa editrice ha pubblicato il romanzo Idee che affiorano, primo volume de L’assassinio del commendatore, mentre nel 2019 esce il secondo volume Metafore che si trasformano e con Ozawa Seiji, Assolutamente musica e Abbandonare un gatto.
Fin dal suo primo romanzo, Ascolta la canzone del vento del 1979, Murakami si è imposto sulla scena letteraria giapponese come uno scrittore di primo piano che non sembra appartenere alla tradizione nipponica.
Tra i numerosi premi ricordiamo il World Fantasy Award (2006), il Franz Kafka Prize (2006) e il Jerusalem Prize (2009).
Ad Haruki Murakami è stato assegnato il Premio Lattes Grinzane 2019, sezione La Quercia. Il premio, intitolato a Mario Lattes (editore, pittore, scrittore, scomparso nel 2001), è dedicato a un autore internazionale che abbia saputo raccogliere nel corso del tempo condivisi apprezzamenti di critica e di pubblico.
Lo scrittore giapponese è stato indicato per vari anni come uno dei favoriti all’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura.

Norwegian wood. Tokyo bluesHaruki Murakami – Traduttore: Giorgio Amitrano – Einaudi – Collana: Super ET – Pagine: XX-379 p., Brossura – ISBN: 9788806216467 – € 14,00

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Elena Mearini – I passi di mia madre: “Amare è dare a se stessi e al prossimo” – recensione di Iannozzi Giuseppe

Elena Mearini – I passi di mia madre

“Amare è dare a se stessi e al prossimo”

Iannozzi Giuseppe

I passi di mia madre - Ellena Mearini - Morellini editore

I passi di mia madre (Morellini Editore) è l’ultimo lavoro di Elena Mearini, romanzo proposto da Lia Levi alla LXXV edizione del Premio Strega.

Agata è una editor, vive a Milano, è già “nel mezzo di cammin di nostra vita”, e la sua vita procede con un gran senso di vuoto, quello che sua madre le ha lasciato dentro, nell’anima. Un giorno, quando Agata era ancora una bambina, Lucia, senza dire niente a nessuno, scompare, abbandona la famiglia. Gli anni passano e Agata cresce ma non è felice, s’interroga, cerca di capire perché sua madre l’ha abbandonata. Non c’è giorno che passi senza che Agata pensi a sua madre. Immagina che sia andata via per realizzare un sogno con uno dei suoi amanti, però preferisce di gran lunga credere che la genitrice si sia rifugiata in un convento per espiare le sue colpe, per pregare il Cristo in croce affinché la assolva dai suoi peccati e le doni, alla fine, la pace interiore.
Agata non ha un rapporto felice con il cibo, non ce l’ha mai avuto, e a quarant’anni suonati si rimprovera per la sua debolezza, si guarda allo specchio e lo Xanax è il suo migliore amico e amante. Quando sente che il vuoto la sta riempiendo davvero troppo, è per lei facile ghermire l’ansiolitico e ingollare cinque dieci quindici venti gocce.
Agata crede d’essere profondamente innamorata di Samuele, un uomo sposato con moglie e figli. Da quando l’ha incontrato non può fare a meno di pensare che un giorno Samuele le dirà di voler vivere con lei. Samuele è un uomo affascinante, ha un po’ di cultura dalla sua, e a letto ci sa fare, insomma è il classico dongiovanni. Samuele si fa desiderare, è difficile mettersi in contatto con lui. Solo quando è lui a decidere che è fattile incontrarsi, Agata può raggiungerlo, quasi sempre di corsa, sperando che Samuele spazzi via un po’ di quel vuoto che da troppo tempo si porta dentro.
Marco, il vicino di casa della editor, è un uomo con la testa sul collo, passionale, avvenente quanto basta. Marco ama la sua vicina, le manda sms, le chiede se ha voglia di farlo, e quasi sempre Agata gli risponde affermativamente, gli apre la porta di casa e subito fanno all’amore perché i loro corpi si attraggono.
La editor inventa una storia su sua madre Lucia, scrive di lei, le cuce addosso una nuova vita, e nell’intanto incontra autori, dispensa loro consigli, etc. etc. È cordiale con tutti, agli autori sorride, dice loro parole che non sono né di lode né di biasimo. Non crede granché nella validità letteraria dei romanzi moderni e negli scrittori che li hanno vergati. Dentro di sé compatisce i romanzieri che pensano d’aver scritto un bestseller.

Agata, dopo le tante carezze mancate, dopo il vuoto che per tanti anni l’ha riempita di scontentezza di sé, comprenderà che amare è dare a se stessi e al prossimo.

La scrittura di Elena Mearini è precisa, priva di barocchismi, impreziosita da un discreto numero di citazioni tratte da alcune importanti opere letterarie di autori quali Mario Vargas Llosa, Truman Capote, Jonathan Maxwell Coetzee, Kurt Vonnegut, Charles Bukowski, etc. I personaggi presenti ne I passi di mia madre hanno nomi biblici, Agata, Marco, Samuele, Marco, Lucia… e la scelta, poco ma sicuro, non è stata dettata dal caso.
I passi di mia madre è un romanzo debolmente pavesiano, che ha anche il pregio di accogliere elementi di quel neorealismo sì tanto caro a Vasco Pratolini.

Elena MeariniElena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Ha pubblicato una raccolta di poesia per Liberaria editore, Strategie dell’addio, e due per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Bianca da morire, per Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista al Premio Scerbanenco. Nel 2019 ha pubblicato per Perrone Editore, Felice all’infinito. Nel 2020 ha curato l’antologia Tra Uomini e Dei per Morellini, ed è presente in diverse antologie di narrativa, tra cui Lettere alla madre (2018) e Lettere al padre (2019), sempre per Morellini, a cura di Anna di Cagno.

I passi di mia madre. La ricerca di un amore mancatoElena MeariniMorellini editore – Collana: Varianti – Prima edizione: gennaio 2021 – Pagine: 160 – ISBN: 9788862988131 – € 15,90

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NIGHTWISH – The Greatest Show on Earth (with Richard Dawkins) (OFFICIAL LIVE)

NIGHTWISH – The Greatest Show on Earth (with Richard Dawkins) (OFFICIAL LIVE)

Nightwish

Tuomas Holopainen – Keyboards
Floor Jansen​ – Vocals
Marko Hietala​ – Bass
Emppu Vuorinen – Guitars
Kai Hahto – Drums
Troy Donockley – Uilleann pipes, flutes, additional vocals

NIGHTWISH – The Greatest Show on Earth (with Richard Dawkins)

https://www.youtube.com/watch?v=qrMwxe2ya5E

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Neapolis. I signori dei cavalli – Marino Maiorino – La Torre Editrice – comunicato stampa

Neapolis. I signori dei cavalli – Marino Maiorino

La Torre Editrice

Neapolis. I signori dei cavalli - Marino Maiorino - La Torre Editrice

Descrizione

Nel marasma del bellum hannibalicum, la Campania è tradizionalmente vista come lo scenario degli incerti ozi di Capua. Eppure, la storiografia classica ci ha lasciato molto più che questo: eventi, luoghi, personaggi che hanno giostrato e rivaleggiato con Annibale, Marcello, Fabio Massimo, Scipione. In questa ridda di nomi, Neapolis fa alle volte la sua comparsa in maniera inaspettata e sorprendente, come quando Hegeas, il comandante della cavalleria cittadina, affrontò i cartaginesi, nonostante la notizia del recente disastro di Canne rimbombasse per ogni dove. In delicato equilibrio tra ricostruzione storica e novella fantastica, questo romanzo racconta come un neapolitano con un’idea nobile dell’aristocrazia giunse a osare l’impossibile: impedire a ogni costo l’attracco delle navi puniche nel porto di Neapolis.

Nota biografica:

Marino Maiorino (Caserta, 1970), astrofisico di mestiere e scrittore per diletto, ha vissuto in Olanda e in Italia prima di tornare in Spagna. Ricercatore attento e metodico, ha rivolto la propria attenzione alla storia antica neapolitana per amore verso la città nella quale si è formato agli studi universitari. La sorpresa di scoprire nei classici quanto fosse mirabolante la storia di Napoli è stata seme per la scrittura del primo Neapolis – Il richiamo della Sirena, di cui Neapolis – I signori dei cavalli è il seguito diretto. Nelle sue opere, l’elemento fantastico cerca di fondersi con quello storico in una simbiosi filologica che si ispira al folklore. Altri racconti brevi, su invito e su iniziativa personale, sono diversamente pubblicati.

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Neapolis. I signori dei cavalli – Marino Maiorino

Neapolis. I signori dei cavalliMarino MaiorinoLa Torre Editrice – Collana: Narrazioni – Anno edizione: 2021 -Pagine: 324 – ISBN: 9788896133538 – € 22,50

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Paradossi e altre cazzate

Paradossi e altre cazzate

ANTOLOGIA VOL. 239

Iannozzi Giuseppe

Van Gogh - Oiran (Nach Kesaï Eisen)

PERDONAMI

Perdonami, amore,
non si può scrivere per sempre
Prima o poi tocca a ogni mortale
di rovesciare il calamaio,
di mandar tutto al diavolo

Il disgusto che suscito agli Dèi
non è diminuito né cambiato
in tutti questi anni persi
tra un panino al prosciutto
e la Gerusalemme liberata

PROFUMO DI BIMBA

Non credo sia già l’alba
Ti ho lasciata per un sole
e nel giro d’una luna,
sveglio, ti scopro donna

Donna sei, certo che sì,
ma non credo tu sia pronta
a prender il bello e il poco
che nel mezzo di nostra vita c’è
Nei sogni miei peccaminosi
t’incontro sola soletta
nell’erba alta e verde, distesa,
del tutto indifesa,
una bimba praticamente

Il faccino tuo bello di rosa
m’intenerisce come quando
lo sguardo poso su certe foglie
dal soffio del vento commosse
per chissà quali promesse

Avessi un minimo di pudore,
ogni lacrima dovrei impegnare,
suggerendo a Dio di donarti
quella felicità
che un vecchio come me
mai potrà darti

L’ONDA DEI TUOI CAPELLI
(prima versione)

Oggi come allora mi dai le spalle
Sogno l’onda dei tuoi capelli
che dalle mia dita mai sfiorati
Ma in un sogno ti ho baciata

Eran già morte le candele,
da un pezzo non spandevano luce
nella tua stanza di specchi;
e ti ho baciata, ti ho baciata
e mi sono svegliato poi sudato

Oggi come allora mi dai le spalle,
per questo ogni sera riparo in un bar,
sperando d’incontrare qualcuno
che mi dia la dritta giusta sulla Legge
che regola la Poesia Perfetta

Oggi come allora mi dai le spalle
Ogni sera cerco quel diavolo
o quel santo che m’insegni
come far cadere una donna
nella Poesia dell’Amore

E sempre torno a casa da solo,
traballante, baciato in fronte
da un’alba di nebbie dure a morire

IO E ANNA

Tu ascoltavi i Beatles
Io, per darmi un tono,
gli Stones
Tu eri felice
Io me ne fregavo
Tu raccoglievi fiori
Io leggevo libri importanti,
e fumetti un po’ così e così
Tu andavi con tutti
– le tue gambe petali
da violentare, così dicevi
Io cercavo di telefonare a Cuba
e in tasca non avevo il mondo
Tu abortivi amanti e sangue
Io diventavo un uomo,
un uomo triste e solo,
e la facevo finita per sempre
con Gianni e Pinotto
Tu morivi senza fiato,
senza un bacio
sulle labbra esangui
Io, in perfetto orario,
vestito in nero,
venivo al tuo funerale:
io a piangere a dirotto
in mezzo
ai tuoi amati Figli dei Fiori,
io tale e quale
all’inutile controfigura
di Woody Allen

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Belinda Carlisle – Full length Concert recording, taken from the 1988 Good Heavens world tour.

Belinda Carlisle – Full length Concert recording, taken from the 1988 Good Heavens world tour.

Belinda Carlisle

Belinda Carlisle – Belinda – Live! (Full Length Concert)

https://www.youtube.com/watch?v=AsHQyQDPJ3Q&t=153s

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Dolores Aleixandre – Alfonso López-Fando – Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino – Dehoniane

Dolores Aleixandre – Alfonso López-Fando

CINQUE PAESAGGI PASQUALI

Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino

Deboniane

Dolores Aleixandre - Alfonso López-Fando - Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il Giardino - Dehboniane

Descrizione

Gli evangelisti citano continuamente luoghi concreti della geografia della Palestina – Betlemme, Nazaret, Cana, Betania, Gerico, Cafarnao, Gerusalemme – divenuti familiari anche se non sappiamo esattamente dove si trovi la sala al piano superiore della casa in cui si è svolta l’ultima cena, che cosa resti del palazzo di Caifa, su quale sponda del lago Gesù abbia atteso i suoi discepoli mentre pescavano.
Questo libro intende accompagnare i lettori in un pellegrinaggio che coinvolge cinque luoghi legati alla Pasqua di Gesù: il cenacolo, l’orto, il cortile, il monte, il giardino. Si tratta di leggere i brani evangelici nel loro contesto, con i sensi attenti a ogni scenario, sapendo che i luoghi condizionano le parole che vi vengono pronunciate. Siamo così invitati a uscire dal quotidiano per attraversare insieme a Gesù quegli spazi, percorrendoli e contemplandoli come fosse la prima volta.

Sommario

I. Il Cenacolo.  II. L’Orto.  III. Il Cortile.  IV. Il Monte.  V. Il Giardino.

Note sull’autore

Dolores Aleixandre, religiosa del Sacro Cuore di Gesù, ha insegnato Sacra Scrittura all’Università Pontificia Comillas di Madrid. Collabora con le riviste Sal Terrae, ChristusAlandar21 e Vida Nueva ed è autrice di oltre venti pubblicazioni.

Alfonso López-Fando, laureato in Filosofia e licenziato in Psicologia all’Università Pontificia Comillas di Madrid, accompagna persone e gruppi in itinerari che intrecciano la psicologia e la spiritualità.*

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Cinque passeggiate pasquali

Cinque paesaggi pasquali. Il Cenacolo, l’Orto, il Cortile, il Monte, il GiardinoDolores Aleixandre, Alfonso López-Fando – Altri autori: Tradotto da Fabrizio Iodice – Dehoniane – Collana: F5 Itinerari – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Edizione: 1 – Pagine: 88 – ISBN: 9788810513835 – € 9,00

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Belinda Carlisle – La Luna – Runaway Horses – Summer Rain – Heaven Is A Place On Earth – Circle in The Sand

Belinda Carlisle

Belinda Carlisle

La Luna

https://www.youtube.com/watch?v=ur48BBf6TkU

Runaway Horses

https://www.youtube.com/watch?v=z5gQt126Ka8

Summer Rain

https://www.youtube.com/watch?v=JOlybsZqNlE

Heaven Is A Place On Earth

https://www.youtube.com/watch?v=j2F4INQFjEI

Circle in The Sand

https://www.youtube.com/watch?v=hgpXSoWBAVA

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Addio al poeta Lawrence Ferlinghetti

Addio al poeta Lawrence Ferlinghetti

a cura di Iannozzi Giuseppe

Lawrence Ferlinghetti

Il grandissimo poeta Lawrence Ferlinghetti, ultimo esponente della Beat Generation, è morto il 23 febbraio 2021. Nel corso della sua lunga vita, Ferlinghetti  – che non ha mai nascosto il suo amore per la poesia di Ungaretti – ha dato davvero molto alla cultura; senza di lui, è assai probabile che molti poeti e scrittori non avrebbero mai avuto l’opportunità di pubblicare e di essere conosciuti.
Nel 1953 ha fondato insieme a Peter D. Martin il City Lights Bookstore.
Nel corso degli anni Ferlinghetti ha girato l’Italia dove ha tenuto un gran bel numero di reading poetici. Ha vinto diversi importanti premi tra cui il Premio Camaiore, il Premio Flaiano, il Premio Cavour. Nel 1998 è stato nominato Poeta Laureato di San Francisco. Il 28 ottobre 2017 alla cerimonia conclusiva del Premio di Arti Letterarie Metropoli di Torino, Ferlinghetti ha ricevuto il Premio alla Carriera.

Parlando dei Beats, Ferlinghetti spiegò che molte cose dette da Fernanda Pivano sui Beats non sono vere: “Lei ammirava Allen Ginsberg ma non era molto interessata agli altri Beats. Non era interessata alla mia poesia, per esempio. Amava Gregory Corso […] e divenne famosa per la grande autorevolezza sui poeti Beat in Italia. Quindi tutto ciò che lei ha detto sulla generazione Beat è stato considerato verità assoluta, ma molte cose che ha detto su Beats non sono vere perché se le è immaginate. Le piaceva molto Kerouac.”

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La turba dei risorti – Tonino Bello – Presentazione di Vito Angiuli – Dehoniane

La turba dei risorti – Tonino Bello

Presentazione di Vito Angiuli

Dehoniane

La Turba dei risorti - Tonino Bello - Dehoniane

Descrizione

«Lazzaro, vieni fuori! Vieni fuori dalla tua ombra, vieni fuori dal cavo della tua tristezza, vieni fuori dalle caverne della morte, vieni fuori a vivere, quale che sia la modulazione della vita, non importa che sia questa o un’altra. Venite fuori anche voi. Formiamo una turba non di oppressi, non di affaticati, non di afflitti, ma formiamo la turba dei risorti».

Sommario

Presentazione (V. Angiuli).  I. La turba dei risorti.  II. Pace, giustizia e salvaguardia del creato. 1. La pace costa.  2. Il muro di Berlino e i muri delle Berlino.  3. La storia di Vito e del commesso viaggiatore.  4. La giustizia.  5. La salvaguardia del creato.  III. Cieli nuovi e terre nuove: l’audacia di un’utopia che cambia la storia.

Note sull’autore

Tonino (Antonio) Bello (1935–1993) è stato vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi (Bari) e presidente nazionale di Pax Christi. Predicatore instancabile, colpì l’opinione pubblica con la sua marcia per la pace verso Sarajevo nel 1992, in pieno conflitto e in uno stato di salute reso ormai precario dalla malattia. Amava definirsi «vescovo con il grembiule», alludendo al gesto di Gesù che la sera del Giovedì santo lava i piedi ai suoi discepoli.

Vito Angiuli, vescovo di Ugento – Santa Maria di Leuca (LE), è presidente della Commissione episcopale per il laicato. Con EDB ha pubblicato Qualcosa di nuovo germoglia. Don Tonino Bello e il cambiamento d’epoca. Con testi inediti. Prefazione del card. Gualtiero Bassetti (2020).

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La turba dei risorti – Tonino Bello

La turba dei risortiTonino Bello – Presentazione di Vito Angiuli – Dehoniane – Collana: F11 Le ispiere – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Pagine: 80 – ISBN: 9788810569252 – € 9,00

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Underdog di AN15. Tutto l’anticonformismo degli anni Novanta

Underdog di AN15

Tutto l’anticonformismo degli anni Novanta

di Iannozzi Giuseppe

Underdog - AN!% - Algra editore

L’ultima fatica letteraria della scrittrice AN15 è Underdog (Algra editore), un lavoro che nella sua crudezza non può non accogliere taglienti schegge di liricità anarchica, anticonvenzionali squarci di vita. Leggendo Underdog, non si può fare a meno di tornare ad ascoltare Joe Strummer, i Ramones, i Radiohead, David Bowie, Billy Idol, Iggy Pop and The Stooges, Patti Smith, Nick Cave, etc.
Lo stile della scrittrice e artista AN15 è sempre diretto, privo di stupidi e inutili dannunzianesimi. Nella scrittura di AN15 convergono situazioni bordeline, una discreta dose di estetica avantpop, e tanta vita on the road.
È piuttosto facile immaginare che AN15 sia stata influenzata da un non poco importante corollario di scrittori e pensatori come Michail Bakunin, Pëtr Alekseevič Kropotkin, Albert Camus, André Breton, Boris Vian, Pietro Gori, Christiane F., Douglas Coupland, Irvine Welsh, Jim Carroll, Pier Vittorio Tondelli, ecc., da un po’ tutti i poeti e artisti della Beat Generation, ma anche dai fumettisti Andrea Pazienza e Stefano Tamburini.

In Underdog incontriamo tanti personaggi che non intendono omologarsi. Il loro sogno è quello di poter fare dell’arte, in piena libertà, sono infatti convinti che la sostanza è sicuramente più importante di qualsiasi forma di esteriorità.
Sin da piccola, Hansel ha compreso che l’apparenza è sinonimo di ipocrisia. Hansel non ha avuto una infanzia facile, ma non si è lasciata andare: la sua ostinazione è rimasta viva, incoercibile. Gina, Felix, Antonio, Eros e Arturo seguono la linea di pensiero di Hansel; loro desiderio è di poter donare se stessi all’arte, a quella vera che non accetta compromessi. Nessuno di loro è disposto a finire la propria vita in una gabbia di convenzioni, e proprio per questo Hansel e i suoi amici vengono guardati con malevolenza, e non di rado puniti.
Milano è una città caotica di bancomat cemento asfalto, che non ama gli artisti che dimostrano di avere un carattere indipendente. Alla fine, non poco disgustata, Hansel decide di lasciare l’Accademia di Belle Arti di Brera per andare a lavorare in fabbrica, sperando di poter costruire la propria felicità con il sudore della propria fronte. L’Accademia non faceva per lei: troppe regole, troppi stereotipi che solo la facevano stomacare.
Resistere non è facile: la musica della controcultura le tiene compagnia, entra nelle sue vene e la rabbia monta in lei. Insieme ad alcuni amici mette su un collettivo artistico: il proposito è quello di promuovere una cultura alternativa. E le delusioni non tardano a manifestarsi: qualcuno cede, cade e non si rialza più. Stare al mondo significa lottare ogni dannato giorno; e, alla fine, la solitudine e la disperazione, l’essere guardati con sospetto da un po’ tutti e una bella dose di tentazioni fanno il loro sporco lavoro, lasciando che i più deboli si lascino catturare dalla disperazione, da quella più nera e autolesionistica.

Underdog è un romanzo di finzione, ma potrebbe contenere degli elementi autobiografici. Nel suo romanzo, AN15 disegna gli anni ottanta e gli anni novanta con una fedeltà icastica che a volte sfiora il realismo più crudo. Underdog è un libro necessario, è una storia che ci fa comprendere che la società potrebbe essere un po’ diversa, migliore, se solo ci fosse il coraggio di rigettare il trasformismo, i pregiudizi, le etichette sociali.

AN15AN15 nasce negli anni del post-punk nell’Area Metropolitana di Milano. Frequenta il Liceo Artistico e abbandona l’Accademia delle Belle Arti di Brera per fondare il collettivo artistico Box Position (Milano art collective – music – writing – contemporary underground) insieme a produttori musicali, musicisti, artisti, dj’s. Attualmente si dedica all’organizzazione di eventi musicali nella scena underground.
Nel 2017 Habanero/Erga Edizioni pubblicano il suo primo romanzo “Gatti nei Sacchi di Plastica”. La sua ultima opera è “Underdog” (Algra Editore, 2020).

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Underdog – AN15

Underdog – AN15 – Algra editore – anno edizione: 2020 – pagine: 264 – ISBN: 9788893414012 – € 16,00

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Deserto Bianco – Gian Stefano Spoto – A cura di Anna Marina Gualdesi – Graphofeel Edizioni

Deserto Bianco – Gian Stefano Spoto

Graphofeel Edizioni

Deserto Bianco - Gian Stefano Spoto - Graphofeel Edizioni

Può nevicare nel deserto? Assolutamente sì, come possono accadere eventi dolorosi, lievi, tristi, curiosi o drammatici, in un luogo speciale come il Medio Oriente.

Graphofeel Edizioni pubblica Deserto bianco di Gian Stefano Spoto.

Molte cose sono cambiate nella politica mediorientale dall’ultima guerra di Gaza, ma le storie della gente, di qua e di là dai muri, fanno scoprire universi sconosciuti, nonostante la breve distanza di questi territori dall’Europa.

Deserto bianco racconta le paure e le reazioni, il progresso e le tradizioni inscalfibili, l’odio cieco e la grande solidarietà, gli estremismi e i difficili avvicinamenti in una regione in cui  un miscuglio impressionante di razze e religioni rendono la convivenza difficile, ma necessaria.

Dopo essere stato vicedirettore di Rai2 e Rai Internazionale Gian Stefano Spoto nel 2014 accetta l’incarico di corrispondente per il Medioriente e segue fin dall’inizio il conflitto della striscia di Gaza.

“Quando ero a Gerusalemme, a Gaza, a Ramallah, nel Negev” spiega l’autore “ho visto gente che mi raccontava intere vite con gli occhi, e soffrivo nel dover sempre correre altrove, non potermi fermare con loro. Io metto al centro l’essere umano, ovunque egli si trovi. E amo essere dove un ragazzo e una ragazza palestinesi riescono, con il loro amore e qualche sotterfugio, a riunire due famiglie divise da una faida ultracentenaria. Molto più che in un palazzo dove si decidono le sorti di due popoli ammiccando altrove.

La neve a Gerusalemme (2014)

Ecco perché ho recuperato storie come questa e altre, con il sorriso, con l’emozione. O con il dramma dello psicologo di Gaza che cura il morale delle famiglie che piangono tanti morti e  torna al suo lavoro tre giorni dopo lo sterminio della sua stessa famiglia.”

Deserto bianco è anche lo sfogo di ragazzi e genitori con una neve che non avevano forse mai visto, quasi fosse stata mandata dal cielo per stendere una coltre bianca che felpa suoni e movimenti, scatena i bambini e distende i nervi dopo guerre e attentati.

Gian Stefano SpotoGian Stefano Spoto, bolognese, classe 1952, è un giornalista di costume. Inizia a lavorare per la carta stampata nel 1981 e nel 1988 entra in Rai divenendo, fra l’altro, inviato speciale, capo della cronaca al Tg2, dirigente di Raiuno, vicedirettore di Raidue e poi di Rai Internazionale. Nel 2014, allo scoppio della guerra di Gaza, parte per il Medio Oriente come corrispondente Rai.

Autore, ideatore e conduttore di diversi programmi fra cui Linea Verde Orizzonti e Futura City, uno show tecnologico.

Ha lavorato per numerose testate fra cui “La Repubblica”, “Il Secolo XIX”, “Il Resto del Carlino,” “Il Giornale nuovo”, “Corriere Medico” “Cosmopolitan”. Ha scritto, con il sociologo Giorgio Pacifici, Un futuro che viene da lontano (Franco Angeli, 2003), libro sui mutamenti dell’Italia a seguito dell’avvento delle nuove tecnologie; M.O.S.T., un romanzo sull’intelligenza artificiale (Curcio, 2007); Salgari. 150 Indie, con testi e fotografie dell’autore (Curcio, 2012); Mediorientati, Oltre la storia, le storie (Ianieri, 2017)

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Deserto bianco – Gian Stefano Spoto

Deserto biancoGian Stefano Spoto – A cura di Anna Marina Gualdesi – Graphofeel Edizioni – Codice prodotto: FOR023 – Prima edizione: febbraio 2021 – Pagine: 170 – ISBN: 9788832009644 – € 18,00

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Luigi Maria Epicoco – La Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’Apocalisse – Dehoniane

La Vita come la fine del mondo

Meditazioni sull’Apocalisse

Luigi Maria Epicoco

Dehoniane

Luigi Maria Epicoco - La Vita come la fine del mondo Meditazioni sull’Apocalisse - Dehoniane

Descrizione

Il fascino che il libro dell’Apocalisse esercita su chi legge la Bibbia è straordinario. È un fascino che alle volte ci tiene distanti, forse per paura di sperimentare il limite della nostra comprensione o per quella sottile angoscia che ci scatta dentro quando dobbiamo pensare alla fine del mondo. Ma allo stesso tempo è un fascino che ci porta ad approfondire l’ultimo libro biblico alla ricerca di qualche indizio che ci sveli il futuro. In verità l’Apocalisse non ci parla del futuro, ma di quel presente che è l’eternità sottesa ad ogni istante.

Sommario

Premessa.  1. La vita è un mistero, non un enigma.  2. Alla Chiesa di Efeso: il primato dell’amore.  3. Alla Chiesa di Sardi: i morti che si credono vivi.  4. Alla Chiesa di Filadelfia: La debolezza e la fedeltà.  5. Alla Chiesa di Laodicea: la tiepidezza come tragedia vera.  6. Il piccolo libro.  7. La donna e il drago.  8. «Babilonia la grande».  9. La luce.  10. Come un inizio.

Note sull’autore

Luigi Maria Epicoco, sacerdote della diocesi di L’Aquila, insegna Filosofia alla Pontificia Università Lateranense ed è preside dell’Istituto di scienze religiose Fides et Ratio di L’Aquila. Si dedica alla formazione di religiosi e laici attraverso incontri, predicazioni di esercizi spirituali e conferenze in tutta Italia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, molte delle quali tradotte in inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco, coreano.

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La Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’Apocalisse

Luigi Maria EpicocoLa Vita come la fine del mondo. Meditazioni sull’ApocalisseDehoniane – Collana: P6 Lapislazzuli – Pubblicazione: 4 febbraio 2021 – Pagine: 240 – ISBN: 9788810559789 – € 19,00

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Harper Lee – Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

Harper Lee – Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

Harper Lee

Aforismi scelti

– Il coraggio è quando lotti sapendo che avrai già perso.

– Volevo che tu imparassi una cosa: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare sino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede.

– Ma prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

– Noi sappiamo che non tutti gli uomini furono creati eguali, nel senso che molta gente vorrebbe farci credere: sappiamo che vi sono persone più intelligenti di altre, più capaci di altre per natura, uomini che riescono a guadagnare più denaro, donne che fanno dolci migliori, individui dotati di qualità negate invece alla maggioranza degli uomini. Ma c’è una cosa, nel nostro paese, di fronte alla quale tutti gli uomini furono davvero creati uguali: un’istituzione umana che fa di un povero l’eguale di Rockefeller, di uno stupido l’eguale di Einstein, e di un ignorante l’eguale di un rettore di università. Questa istituzione, signori, è il tribunale.

– Quando sarai grande vedrai tutti i giorni uomini bianchi che ingannano i neri; ma voglio dirti una cosa, e non dimenticarla mai: se un bianco fa una cosa simile a un nero, chiunque egli sia, per quanto sia ricco o appartenga alla migliore famiglia, quel bianco è un disgraziato.

– Fino al giorno in cui mi minacciarono di non lasciarmi più leggere, non seppi di amare la lettura: si ama, forse, il proprio respiro?

– Atticus aveva ragione. Una volta aveva detto che non si conosce realmente un uomo se non ci si mette nei sui panni e non ci si va a spasso.

– L’unica cosa che non rispetta le regole della maggioranza è la coscienza di una persona.

– Il pregiudizio, parola sporca, e la fede, parola pulita, hanno qualcosa in comune: cominciano entrambi là dove finisce la ragione.

– Prima di vivere con gli altri, bisogna che viva con me stesso: la coscienza è l’unica cosa che non debba conformarsi al volere della maggioranza.

– La storia si ripete, e com’è vero che un uomo è un uomo, la storia è l’ultimo posto dove andrà a cercare le sue lezioni.

– È sempre facile voltarsi indietro e vedere com’eravamo, ieri, dieci anni fa. Difficile è vedere ciò che siamo. Se impari il trucco, te la caverai.

Il buio oltre la siepe - Harper LeeIl buio oltre la siepe – In una sonnolenta cittadina del profondo Sud degli Stati Uniti l’avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d’ufficio di un afroamericano accusato di aver stuprato una ragazza bianca. Riuscirà a dimostrarne l’innocenza, ma l’uomo sarà ugualmente condannato a morte. Questo, in poche righe, l’episodio centrale di un romanzo che da quando è stato pubblicato, oltre cinquant’anni fa, non ha più smesso di appassionare non soltanto i lettori degli Stati Uniti, ma quelli di tutti i paesi del mondo dove è stato tradotto. Non si esagera dicendo che non c’è americano che non l’abbia letto da bambino o da adolescente e che non l’abbia consigliato a figli e nipoti. Eppure non è un libro per ragazzi, ma un affresco colorito e divertente della vita nel Sud ai tempi delle grandi piantagioni di cotone, dei braccianti neri che le coltivavano, delle cuoche di colore che allevavano i figli dei discendenti delle grandi famiglie dell’Ottocento, della white trash, i “bianchi poveri” abbrutiti e alcolizzati; e anche, purtroppo, delle sentenze sommarie di giurie razziste e degli ultimi linciaggi americani della storia. Quale il segreto della forza di questo libro? La sua voce narrante, che è quella della piccola Scout, la figlia di Atticus, una Huckleberry Finn in salopette (dire “in gonnella” sarebbe inesatto, perché Scout è una maschiaccia impertinente e odia vestirsi da donna) che, ora sola ora in compagnia del fratello maggiore e del loro amico più caro (ispirato all’autrice dal suo amico d’infanzia Truman Capote), ci racconta la storia di Maycomb, Alabama, della propria famiglia, delle pettegole signore della buona società che vorrebbero farla diventare una di loro, di bianchi e neri per lei tutti uguali, e della vana battaglia paterna per salvare la vita di un innocente.

Va', metti una sentinella - Harper LeeVa’, metti una sentinella – Maycomb, Alabama. La ventiseienne Jean Louise Finch “Scout” torna a casa da New York per visitare l’anziano padre, Atticus. Ambientato sullo sfondo delle tensioni per i diritti civili e il trambusto politico che negli anni cinquanta stanno trasformando il Sud degli Stati Uniti, il ritorno di Jean Louise prende un sapore agrodolce quando viene a sapere verità inquietanti sulla sua famiglia, sulla cittadina e sulle persone che le sono più care. Tornano a galla ricordi dell’infanzia, e i suoi valori e convincimenti sono messi seriamente in discussione. Con il ritorno di molti personaggi emblematici de “Il buio oltre la siepe”, “Va’, metti una sentinella” cattura perfettamente le sofferenze di una giovane donna e di un mondo costretti ad abbandonare le illusioni del passato, una transizione che può solo essere guidata dalla coscienza di ciascuno. Scritto a metà degli anni cinquanta, “Va’, metti una sentinella” permette una comprensione più completa e più ricca di Harper Lee.

Harper Lee studiò legge e poi si impiegò a New York presso una compagnia aerea.
Amica di Truman Capote da quando aveva tre anni, fu consigliata da lui a mettere per iscritto i racconti che lei andava facendo della propria infanzia.
Lasciò il lavoro per scrivere il suo primo libro, Il buio oltre la siepe (1960), che le valse il premio Pulitzer. Dal romanzo fu tratto, nel 1962, l’omonimo film, diretto da Robert Mulligan e interpretato tra gli altri da Gregory Peck.
Nel 2007 le è stata attribuita la Medaglia presidenziale della libertà, per il suo romanzo Il buio oltre la siepe (in Italia edito da Feltrinelli) che secondo la motivazione del premio: “ha influenzato il carattere del nostro paese in meglio. È stato un dono per il mondo intero. Come modello di buona scrittura e sensibilità umana questo libro verrà letto e studiato per sempre”.
Nel 2015 esce Va’, metti una sentinella, il sequel de Il buio oltre la siepe, pubblicato in Italia da Feltrinelli.
Harper Lee è morta il 19 febbraio 2016 a Monroeville, in Alabama, dove ha sempre vissuto. 

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L’ombra della montagna – Gregory David Roberts – Neri Pozza Editore

L’ombra della montagna

Gregory David Roberts

Neri Pozza

L'ombra della montagna - Gregory David Roberts - Neri Pozza

Un romanzo epico in cui Roberts intreccia con maestria speranza, amore, fede e redenzione, per una vicenda che toccherà di nuovo la mente e il cuore di tutti i lettori.

“Le forme della Fonte del tutto, la luminescenza, sono più numerose delle stelle nel firmamento, non c’è dubbio, e basta un pensiero buono per farle risplendere. Eppure un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce nei cieli” – Gregory David Roberts

«Un unico sbaglio può appiccare il fuoco a una foresta nel cuore, oscurando ogni luce…»: così comincia quest’opera lungamente attesa dai milioni di lettori che, in ogni parte del mondo, hanno profondamente amato Shantaram, il romanzo con cui Gregory David Roberts si è affermato sulla scena letteraria internazionale. Accolto come una delle opere più importanti della narrativa contemporanea, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram ha come protagonista Lin, il «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», il fuggiasco divenuto a Bombay un «uomo della pace di Dio» in grado di allestire ospedali per mendicanti e di stringere relazioni pericolose con la mafia indiana.
Nell’Ombra della montagna, perduto nella giungla urbana di amore, morte e resurrezione dell’immensa metropoli indiana, Lin è alle prese con la Grande Ombra che si abbatte, improvvisa, sulla sua esistenza, su quella delle sue donne, Lisa e Karla, e dei suoi amici più cari.
Dopo la morte di Khaderbhai, il gangster-saggio che lo ha eletto a suo allievo, Lin si ritrova, in compagnia di Abdullah e di altri membri della vecchia organizzazione, nella Sanjay Company, la società criminale diretta dall’ambizioso Sanjay Kumar. In una delle scorribande in compagnia di Vikram, si imbatte in Concannon, uno straniero come lui, un irlandese dell’Ulster con uno scintillio spavaldo, quasi un presagio minaccioso negli occhi. Quell’incontro è l’errore destinato a oscurare ogni luce.
Concannon non conosce, infatti, compassione. Per essere sincero con sé, per non fingere ciò che non è e non può, deve essere insensibile a tutto e a tutti, e seguire il suo destino, la sua «follia marziale» che lo spingerà a scatenare una guerra sanguinosa tra la Sanjay Company e la banda degli Scorpions. Una guerra che, in obbedienza al Fato, il sole attorno a cui ruota la vita di tutti, coinvolgerà l’intera cerchia degli amici e degli amori di Lin: Didier, il dandy dall’aria giovane e decrepita al tempo stesso; Abdullah, l’iraniano alto e dai lunghi capelli; Madame Zhou, la faccendiera che per più di un decennio ha cavato sudore e segreti dai potenti frequentatori del suo bordello; Lisa, la ragazza che Karla è riuscita a far scappare dal labirinto di lenzuola macchiate di Madame Zhou; e, infine, Karla stessa, la donna che ha spezzato ogni catena del cuore di Lin, l’amore di sempre andata in sposa a Ranjit, il tycoon con sfrenate ambizioni politiche.
Servirà a Lin una lunga ascensione prima di lasciarsi alle spalle ogni oscurità e accostarsi alla vetta della saggezza, che traspare dalla catena dei monti all’orizzonte.
Romanzo che mantiene tutte le sue promesse, L’ombra della montagna ha già conquistato, nei paesi in cui è apparso, il favore dei lettori e si avvia risolutamente a diventare un libro-culto come il suo predecessore.

Gregory David Roberts

Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Dopo la pubblicazione e lo strabiliante successo di Shantaram, ha tenuto numerose conferenze, in giro per il mondo, sul tema della giustizia sociale. Dal 2004 si è ritirato dalla vita pubblica per dedicare il suo tempo alla famiglia e alla scrittura.

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L’ombra della montagnaGregory David Roberts – Traduttore: Vincenzo Mingiardi – Neri Pozza – Collana: Le tavole d’oro – Pagine: 1085 p., Rilegato – ISBN: 9788854516076 – Prezzo: € 25,00

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