La meccanica delle ombre – Stefano Solventi – Cicorivolta edizioni

La meccanica delle ombre

Stefano Solventi

La meccanica delle ombre

La meccanica delle ombre

https://www.facebook.com/lameccanicadelleombre

In copertina, fotografia by Sebastiano Bongi Tomà
il ramingo – (www.sbtphotographer.eu)

A Benni capita di rimanere coinvolto in situazioni strane: malati che guariscono, ossa che non si spezzano, incidenti stradali da cui escono tutti illesi. C’è chi le chiama coincidenze, chi preferisce destino. Qualcuno pensa che si tratti di miracoli. Benni non cerca spiegazioni. È convinto che l’improbabile e l’incomprensibile rientrino nel normale ordine delle cose. Gli basta credere questo per accettarli, proprio come accetta la presenza di un’ombra misteriosa che appare ogni sera tra la parete e il soffitto di camera sua. Non ha fatto i conti però con quello che gli altri sono disposti a credere.
A costo di sconvolgergli la vita…

Cicorivolta edizioniBenni si ritrovò irrimediabilmente solo e quasi del tutto sveglio in una penombra lattiginosa. Dalle avvolgibili filtravano lame di luce di una giornata già calda. Alzò lo sguardo pigramente, sapendo cosa avrebbe visto. L’ombra era lì. Una specie di ovale sfrangiato tra parete e soffitto, spostato sensibilmente a sinistra rispetto all’asse centrale della stanza. Se Benni concentrava lo sguardo, dopo un po’ pareva dissolversi, come se perdesse consistenza. Se invece fissava altrove, l’ombra diventava una macchia nitida alla periferia del campo visivo… Si diceva che doveva alzarsi, ma al grumo di pensieri che continuava a tormentarlo si era aggiunta l’ultima domanda di Samanta su quel gruppetto rock che aveva messo in piedi negli anni Ottanta…

Stefano Solventi

Stefano Solventi è nato nel 1969 a Poggibonsi, dove tutt’ora vive. Coltiva fin da ragazzino l’amore per la letteratura e la musica, ma non diventa né letterato né musicista. Dopo il diploma trova un impiego come procedurista informatico. Dal 2001 scrive recensioni, articoli e rubriche per le testate musicali Mucchio Selvaggio e http://www.sentireascoltare.com. Nel 2009 pubblica, per Odoya, PJ Harvey Musiche Maschere Vita, biografia critica della cantautrice britannica Polly Jean HarveyLa meccanica delle ombre è il suo primo romanzo.

La meccanica delle ombreStefano SolventiCicorivolta edizioni –  collana i quaderni di Cico – ISBN 9788899021146 – – pagine: 315 – © 2015 – Prezzo: € 13,00

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Braccato come un commesso viaggiatore. Antologia di racconti brevi

Braccato come un commesso viaggiatore

Antologia di racconti brevi

Iannozzi Giuseppe

commesso-viaggiatore

Braccato

Non c’è controllo
Lo so
Accadrà
Braccato
Per sempre preso nella morsa

Guardare i tuoi occhi stanchi di morte
Guardare i miei tempi sulle ciglia

Ho chiuso la porta alle mie spalle
Ho perso soltanto il cervello

Le stanze della memoria gonfie di vento. Ogni uomo ha un motivo più che buono per star con le spalle al muro, aspettando la prossima esecuzione a cielo aperto. Semplicemente braccato.

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Sex online. Pericolo in rete

Sex online. Pericolo in rete

Iannozzi Giuseppe

sexonline

“Ce l’ha grosso e duro.”
”Chi te l’ha detto?”
“Lui.”
”Non l’hai mai visto.”
”Ho visto una foto del suo cazzo.”
“Ma non la sua faccia. Non puoi esser certa che quel coso sia il suo.”
“Non ne posso essere certa, ma qui siamo nel virtuale e solo conta che uno possa credere anche all’impossibile.”
“Tu stai troppo tempo davanti al monitor. Non ti fa bene.”
“Tu guardi troppi pornazzi.”
“Sì, ma rigorosamente in VHS.”
“E allora?”
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Rondine

Rondine

Iannozzi Giuseppe

woman

La rondine, da cielo a cielo: e fu morta primavera.

Il sole splendeva ma era come se non fosse. Era più vecchio di quanto fosse disposto ad ammettere.

* * *

“Se non credi nel mio sorriso, Rondine, dove il tuo amore volato via?” A questo interrogativo, Tadzio non sapeva dare una risposta. La domanda era paradiso senza felicità che gli si era ingolfato nell’anima.
Il cimitero coi suoi grigi avelli s’accompagnava al passo stanco del visitatore: sempre posava lo sguardo su un epitaffio, lungamente, poi passava oltre. Ma nel cuore le immagini dei defunti facevano orgia di dolore. Cercava la sua rondine, un po’ di quella fragilità in volo che gl’aveva regalato, per pochi giorni, immensa felicità. Non riusciva a rassegnarsi che tutto fosse finito.
Tra le trame delle negre nubi gli parve di scorgere il profilo di lei. Ebbe un tuffo al cuore: una lama di luce squarciò il sudario ed illuminò una tomba. Era vecchia di almeno un secolo: Tadzio l’osservò rapito. La tomba era deserta, senza un fiore: ma anche nell’abbandono trasudava impotente nobiltà ferita. Era lì sepolta una giovane mortificata dal colera: la foto ritraeva una giovinetta pallida. L’ovale del viso era perfetto: una bellezza rara, angelicata; e negli occhi un dolore insostenibile e muto; sulle labbra nessun sorriso, solo i lunghi capelli leonini tradivano un sentimento di ribellione ma impotente. La morte non era riuscita a dissanguare completamente l’anima di quella giovinetta pallida. Si domandò chi potesse essere: il nome non gli diceva nulla, ma quei capelli ribelli gli ricordavano Rondine. Anche lei amava i capelli al vento: li teneva scomposti, lunghi, mai legati. Era così fragile! Dio, quant’era bella! E innocente.

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Sette storie per l’anima. Parole come rimedi – Costanza Savini – Edizioni il Ciliegio

Sette storie per l’anima. Parole come rimedi

Costanza Savini

L’energia della parola e il suo potere curativo

Il Ciliegio Edizioni ­ – Collana Spiritualità e Benessere

In libreria e anche in ebook Sette storie per l’anima di Costanza Savini.

sette storie per l'anima

sette storie per l’anima

Ogni giorno che passa aumenta la consapevolezza che l’essere umano è un insieme inscindibile di corpo e mente: non basta, cioè, curare il corpo o pezzi del corpo per costruire una cura di sé. Né basta dedicarsi solo alla mente. Il corpo e il cervello comunicano fra loro e si influenzano reciprocamente, nella salute come nella malattia. Ciò che li unisce e fa da ponte tra loro è il linguaggio. Che nasce dall’anima, come sapevano bene i mistici e i saggi dell’antichità.

il ciliegio edizioniIn Sette storie per l’anima Costanza Savini propone un percorso terapeutico fatto di storie e di esercizi. Che curano. Lo strumento dell’autrice è la parola, di cui riscopre l’intima magia e il profondo significato simbolico. Ogni manifestazione della vita spirituale dell’uomo si può intendere come linguaggio, affermava Walter Benjamin: “La parola, se ben studiata è qualcosa che ci mette in contatto con noi stessi. E ci cura”.

Scrive Costanza Savini: “Questo dimostra la forza di certi racconti che non è spiegabile con la ragione. Si tratta di una specie di magia che si irradia in chi legge e in chi si lascia pervadere da narrazioni capaci di curare attraverso il linguaggio”.

E le Sette storie per l’anima di Costanza Savini ne sono un esempio concreto. È attualmente in corso la traduzione in lingua inglese per internazionalizzare l’opera, che verrà destinata un pubblico di professionisti medici che lavorano nell’ambito della Terapia Intensiva e della Terapia del Dolore. Il volume sarà divulgato in otto paesi europei.

Costanza SaviniCostanza Savini è nata a Bologna, anche se di origine del Lago di Garda, ha cominciato a occuparsi di realismo magico e di storia delle religioni sin da giovanissima. Di formazione poliedrica, terminati gli studi giuridici all’Università di Bologna, entra nel counseling umanistico relazionale applicato all’analisi Bioenergetica e alla disciplina cinese del Qi Gong di matrice taoista. Nelle sue opere dedica un’attenzione particolare ai temi sociali che vanno dall’emarginazione al potere curativo della “parola”, sempre indagati però in una prospettiva metafisica dell’uomo e della natura. Che siano opere di narrativa e di teatro o favole e racconti per ragazzi, la sua ricerca è orientata verso ambiti che colleghino tra loro i diversi livelli della realtà e le differenti dimensioni dell’uomo. Per Costanza Savini il narrare è così un medium che porta ai confini dell’inconoscibile. Un canale aperto attraverso il quale sollevare e mettere a nudo “la pelle delle cose” per vedere cosa c’è sotto. Con Mursia ha pubblicato Il Lago in Soffitta (2007), Destini (2009), Morte nei Boschi (2011) scritto con Giorgio Celli. Per il teatro tra le sue opere va menzionata la piecès rappresentata alla GMG­ Giornata Mondiale della Gioventù 2013 scritta con altri autori. Hanno scritto di lei Giorgio Celli, Antonio Faeti, Giulia Niccolai, Gianfranco di Nino, Ruggero Sintoni, Athos Ongaro e altri.

Sette storie per l’animaCostanza SaviniIl Ciliegio – collana: spiritualità e benessere -ISBN: 9788867711598 – pagine: 144 – prezzo: 14 euro

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Mangiapeccati

Mangiapeccati

Iannozzi Giuseppe

mangiapeccati

mangiapeccati

“Ce l’hai due monete d’oro?”
“Prima dimmi a che ti servono… Poi, forse, te le darò.”
“Per i peccati.”
”E il pane ce l’hai?”
“Quello sì.”
”Il pane è il vero oro. Il pane agli affamati e ai mangiapeccati.”
“Il pane costa l’ira di dio. Hai ragione.”

Il cadavere è lì, al suo posto, rigido, immobile, freddo, quasi bello. E la televisione è accesa ma senza audio: si vedono facce scure, incappucciate, una croce di fuoco, poi un mare di nevischio che dura qualche secondo. Le immagini tornano: si vede una folla di manifestanti, sono armati, stringono in mano calcinacci e bastoni, danno addosso alle macchine parcheggiate, spaccano le vetrine, allargano le bocche, prendono tutto quello che trovano, mostrano i loro trofei come in guerra… la polizia li carica… Ancora nevischio. Un corpo è a terra: un proiettile gl’ha trapanato la testa, gl’ha spappolato una tempia, il cadavere ancora caldo riposa in una pozza di nero sangue.

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Il Tempo dei Poeti Morti

Il Tempo dei Poeti Morti

Iannozzi Giuseppe

dali

Di marmo e di carne

E l’estate è passata.
E la vita continua a crescere. Come sempre. E non c’è sgomento né sorpresa: un uomo è stato sepolto accanto alla tomba d’una donna.

Sono andato a trovarli ieri: non sembravano troppo contrariati, anche se entrambi avevano il loro bel soffrire. I fiori! M’hanno pregato di portarmeli via: erano così stanchi di crisantemi e rose. Mai un tulipano! Non mi sono trattenuto molto: un cappello rosso ha attirato la mia attenzione. La conoscevo: lei veste sempre in rosso. L’ho inseguita fra gli avelli, ma più correvo più lei s’allontanava. Mi sono fermato davanti a un angelo e alla sua spada: era un bel sepolcro, anche se invaso dalle sterpaglie. Mi sono addossato a esso: il marmo era caldo quasi, come la carne appena morta.

”Allora! Come stanno loro?”
Alzo lo sguardo: è proprio lei.
“Non male. Solo i fiori non gli vanno.”
“Lo sospettavo. E loro sanno di noi?”
”Ormai sanno tutto. Di me. Di te.”
“Lo credi davvero?” Un sorriso malizioso, invitante, sulle turgide sue labbra.
L’abbiamo fatto riparati dall’ombra dell’angelo, in piedi, alla boia d’un Giuda.
“Adesso devo andare!”
Aggiustandosi le mutandine e la gonna, osservo le sue gambe ma non il volto.
Alzo, un’altra volta, lo sguardo su di lei: niente. L’angelo è però ancora caldo, di vita appena morta, o appena svegliatasi. O travasata dai nostri corpi.

Quand’ero vivo non ho mai amato così tanto e bene. Sarà forse anche colpa dell’inverno che spinge a stringersi ad altri corpi.

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