Einar Turkowski – Fiordiluna – Traduzione di Elena Muceni – Marietti 1820

Einar Turkowski – Fiordiluna

Traduzione di Elena Muceni

Marietti 1820

Einar Turkowski - Fiordiluna - Traduzione di Elena Muceni - Marietti 1820

Descrizione

Premiato con prestigiosi riconoscimenti e già citato nei manuali universitari, Turkowski non è mai stato tradotto in italiano prima d’ora. Questo è il primo libro che compare nel nostro Paese e narra la storia di un vecchio signore che ama passeggiare nel suo giardino tra fiori, sentieri tortuosi, ripide scale e scorci segreti. Una sera scopre che è germogliata una pianta sconosciuta e decide di prendersene cura dedicandole tutte le sue attenzioni. Ma la pianta non vuole decidersi ad aprirsi  fino a quando, in una magica notte di luna piena, accade qualcosa di straordinario.

Note sull’autore

Einar Turkowski, scrittore e illustratore tedesco, nel 2007 è stato insignito del Grand Prix alla Biennale dell’Illustrazione di Bratislava per la sua opera prima, fatto unico nella storia della manifestazione. In questo suo secondo libro, che ha vinto il Grand Prix al 45esimo Golden Pen of Belgrade ed è stato premiato dall’Accademia tedesca per la letteratura giovanile, l’autore dà forma a un universo poetico e visionario che fonde poesia e fiaba, racconto filosofico e ricerca enciclopedica, nomenclature esatte ed esseri fantastici.

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Einar Turkowski – Fiordiluna

Einar Turkowski – Fiordiluna – Traduzione di Elena Muceni – Marietti 1820 – collana: 1108 Le lampare – pubblicazione: 10 settembre 2020 – pagine: 32 – formato: 270x212x11 (mm) – confezione: Cartonato libro di disegni – ISBN: 9788821113321 – € 16,50

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Antonio Scurati – M. L’uomo della provvidenza – Bompiani

Antonio Scurati

M. L’uomo della provvidenza

Bompiani

È tempo di leggere “M. L’uomo della provvidenza”, il seguito di “M. Il figlio del secolo” (premio Strega 2019). Antonio Scurati è uno scrittore come pochi, probabilmente, sicuramente il più grande scrittore italiano vivente. Ho letto tutti i suoi lavori, e non sono mai rimasto deluso. 

Giuseppe Iannozzi

Antonio Scurati -  M. L’uomo della provvidenza - Bompiani

Leggi un estratto

L’attesissimo seguito di “M. Il figlio del secolo”, un successo da 500 mila copie in corso di traduzione in 40 paesi.

Il cammino di M. Il figlio del secolo – caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell’autocoscienza nazionale – prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell’oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell’epoca.

All’alba del 1925 il più giovane presidente del Consiglio d’Italia e del mondo, l’uomo che si è addossato la colpa dell’omicidio di Matteotti come se fosse un merito, giace riverso nel suo pulcioso appartamento-alcova. Benito Mussolini, il “figlio del secolo” che nel 1919, rovinosamente sconfitto alle elezioni, sedeva nell’ufficio del Popolo d’Italia pronto a fronteggiare i suoi nemici, adesso, vincitore su tutti i fronti, sembra in punto di morte a causa di un’ulcera che lo azzanna da dentro. Così si apre il secondo tempo della sciagurata epopea del fascismo narrato da Scurati con la costruzione e lo stile del romanzo. M. non è più raccontato da dentro perché diventa un’entità distante, “una crisalide del potere che si trasforma nella farfalla di una solitudine assoluta”. Attorno a lui gli antichi camerati si sbranano tra loro come una muta di cani. Il Duce invece diventa ipermetrope, vuole misurarsi solo con le cose lontane, con la grande Storia. A dirimere le beghe tra i gerarchi mette Augusto Turati, tragico nel suo tentativo di rettitudine; dimentica ogni riconoscenza verso Margherita Sarfatti; cerca di placare gli ardori della figlia Edda dandola in sposa a Galeazzo Ciano; affida a Badoglio e Graziani l’impresa africana, celebrata dalla retorica dell’immensità delle dune ma combattuta nella realtà come la più sporca delle guerre, fino all’orrore dei gas e dei campi di concentramento. Il cammino di M. Il figlio del secolo – caso letterario di assoluta originalità ma anche occasione di una inedita riaccensione dell’autocoscienza nazionale – prosegue qui in modo sorprendente, sollevando il velo dell’oblio su persone e fatti di capitale importanza e sperimentando un intreccio ancor più ardito tra narrazione e fonti dell’epoca. Fino al 1932, decennale della rivoluzione: quando M. fa innalzare l’impressionante, spettrale sacrario dei martiri fascisti, e più che onorare lutti passati sembra presagire ecatombi future.

Antonio Scurati è nato a Napoli nel 1969, è cresciuto tra Venezia e Ravello e vive a Milano. Docente di letterature comparate e di creative writing all’Università IULM, editorialista del Corriere della Sera, ha vinto i principali premi letterari italiani. Esordisce nel 2002 con Il rumore sordo della battaglia, poi pubblica nel 2005 Il sopravvissuto (Premio Campiello) e negli anni seguenti Una storia romantica (Premio SuperMondello), Il bambino che sognava la fine del mondo (2009), La seconda mezzanotte (2011), Il padre infedele (2013), Il tempo migliore della nostra vita (Premio Viareggio- Rèpaci e Premio Selezione Campiello). Del 2006 è il saggio La letteratura dell’inesperienza, seguito da altri studi. Scurati è con-direttore scientifico del Master in Arti del Racconto. Del 2018 è M. Il figlio del secolo, primo romanzo di una tetralogia dedicata al fascismo e a Benito Mussolini: in vetta alle classifiche per due anni consecutivi, vincitore del Premio Strega 2019, è in corso di traduzione in quaranta paesi e diventerà una serie televisiva.

www.antonioscurati.com

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M. L’uomo della provvidenza – Antonio Scurati

M. L’uomo della provvidenzaAntonio ScuratiBompiani – Collana: Narratori italiani – Anno edizione: 2020 – In commercio dal: 23 settembre 2020 – Pagine: 656 p., Brossura – ISBN: 9788830102651 – € 23,00

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Armando Torno – Le Rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia – Marietti 1820

Armando Torno – Le Rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia – Marietti 1820

Armando Torno - Le Rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla Russia - Marietti 1820

Descrizione

Stalin andava quasi ogni sera al Bolscioi, percorrendo un corridoio sotterraneo segreto. Spesso gli artisti ricambiavano la cortesia e si recavano al Cremlino. Tra essi, una donna ebbe un rapporto privilegiato con il dittatore: Olga Lepeshinskaya, prima ballerina a Mosca dal 1933 al 1963. Stalin le portava delle rose in camerino, poi cenava con lei e le chiedeva di danzare. Dopo la fine della guerra fredda e la dissoluzione dell’Unione Sovietica, dagli archivi, dalle biblioteche, ma soprattutto dalle confidenze personali di molti protagonisti della storia russa emergono racconti sorprendenti.

Sommario

Prefatio dolorosa. 1. Il catalogo di Voltaire e la volpe russa. 2. Le tesi di Lenin sono nel menù . 3. Un pinguino per Eisenhower. 4. Tolstoj sul divano verde . 5. Il pendolo di Jasnaja Poljana . 6. Segreti della Stalinka. 7. «Non uccidete lo Zar». 8. Le rose di Stalin. 9. Pasternak e Togliatti. 10. Simenon: l’indizio è in una pipa. 11. Chruščëv e il falso della scarpa. 12. Una lettera per il Papa. 13. Il modesto comò del dottor Čechov. 14. Una beauty farm nel bunker. 15. Leggere De Amicis nella dacia di Gorki. 16. La notte in cui l’Urss si fermò per Glenn Gould. 17. Cervelli da clonare. 18. Quando Dostoevskij dormiva nel baule. 19. Il mistero delle dodici stazioni. 20. Una lunga scia di fuoco. 21. Le spie in cantina. 22. Come i cosacchi inventarono il bistrò

Note sull’autore

Armando Torno è stato fondatore e responsabile del supplemento culturale “Domenica” de Il Sole 24 Ore e responsabile delle pagine culturali del Corriere della Sera. Ha frequentato la Russia per oltre un decennio ed è stato l’unico giornalista italiano ad accedere alla biblioteca di Stalin. I suoi libri sono stati tradotti in francese, inglese, tedesco, russo, svedese, sloveno e  portoghese.

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Le rose di Stalin – Armando Torno

Armando TornoLe Rose di Stalin. La ballerina del Bolscioi e altre cronache dalla RussiaMarietti 1820 – collana: 1103 I Melograni – pubblicazione: 27 agosto 2020 – pagine: 168 – ISBN: 9788821110214 – € 14,50

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Papa Francesco – Fratelli tutti. Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale. Guida alla lettura di Maurizio Gronchi – EDB Dehoniane

Papa Francesco – Fratelli tutti

Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale

Guida alla lettura di Maurizio Gronchi

EDB Dehoniane

Papa Francesco - Fratelli tutti Lettera enciclica sulla fraternità e l'amicizia sociale. Guida alla lettura di Maurizio Gronchi - EDB Dehoniane

Descrizione

«“Fratelli tutti”, scriveva san Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Egli, che mi ha ispirato a scrivere l’enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. In un mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, dove crescevano le zone miserabili delle periferie escluse, Francesco si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cercò di vivere in armonia con tutti. A lui si deve la motivazione di queste pagine».</p

Sommario

«Fratelli tutti». Senza frontiere. I. Le ombre di un mondo chiuso. II. Un estraneo sulla strada. III. Pensare e generare un mondo aperto. IV. Un cuore aperto al mondo intero. V. La migliore politica. VI. Dialogo e amicizia sociale. VII. Percorsi di un nuovo incontro. VIII. Le religioni al servizio della fraternità nel mondo.

Note sull’autore

Francesco, Jorge Mario Bergoglio (Buenos Aires, 1936), è papa dal 13 marzo 2013.

Maurizio Gronchi, presbitero della diocesi di Pisa, è professore ordinario di cristologia alla Pontificia Università Urbaniana in Roma, consultore della Congregazione per la dottrina della fede e della Segreteria generale del Sinodo dei vescovi. Si prende cura pastorale di persone con disabilità fisica, psichica e socialmente svantaggiate.

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Papa Francesco – Fratelli tutti. Lettera enciclica sulla fraternità e l’amicizia sociale – Guida alla lettura di Maurizio GronchiEDB Dehoniane – Collana: D12 Documenti ecclesiali – Pubblicazione: 15 ottobre 2020 – Pagine: 232 – ISBN: 9788810113813 – € 3,70

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Sulla tomba non scrivere versi

Sulla tomba non scrivere versi

ANTOLOGIA VOL. 227

Iannozzi Giuseppe

La morte di Re Artù

LUNA BELLA

Luna bella, ti ho persa
tra un raggio di luce
e uno di buio
Mi sei entrata dentro
in punta di piedi
quando meno me l’aspettavo:
avevo le finestre aperte
E ora che non sei più
a darmi una speranza,
penso a quanto bello
un volo dall’ultimo piano,
leggendo con gli occhi in velocità
tutte quelle mutevoli verità
che per un istante s’affacciano
Un volo giù a capofitto
più stanco dell’urlo
in gola – che strozzata rimane
fino alla fine

PREGHIERA DEL MESTIERANTE

Risuolo le scarpe,
un mestierante io
che male sa l’abc
Dio ha voluto così

Dicono cose i clienti
che non intendo
A tutti con il capo
faccio cenno di sì,
e muto muto resto

Pianto chiodi
sotto le suole

Prego in silenzio,
prego la croce e Gesù
perché non si compia
oggi il destino mio
a testa in giù
Prego bene perché
ho del lavoro da sbrigare
per dar ai figli miei
un pane da mangiare

BIONDE RISATE IN RIVA LA FIUME

Era tutto così bello
Il sole che picchiava forte
e l’erba alta verde e soffice
Fiori dappertutto,
nell’aria profumo di fragilità

Così coccolato,
fra le dita una ciocca bionda raccolsi
e scoppiasti tu subito a ridere
insieme al piccolo fiume
da noi così poco distante

Era d’oro quella ciocca
E il tuo volto felice
era estasi in un bianco sorriso;
fui così tentato,
così tentato di credere al divino

Arrossendo lievemente,
ti alzasti nascondendo le gambe
sotto la corta gonna
Fra le scomposte chiome degli alberi
prendesti a correre,
come braccata da una feroce felicità
Fino alla riva del fiumiciattolo ti portasti
In esso i nudi piedi calasti,
rabbrividendo un poco appena

Ti ero dietro
Affannato ammirai te
muover sicura i passi
Ridevi alzando spruzzi al cielo,
un calcio e poi un altro
– una bambina che vuol giocare

Rimasi, non so
per quanto tempo,
con quella immagine di te
nel cuore piantata
Poi fui costretto a esalare
l’ultimo respiro

LE LETTERE CHE TI SCRIVEVO

Che ne hai fatto
delle lettere che ti scrivevo?
Coriandoli per un pulcinella,
danè per gli usurai

Che ne hai fatto
del mio amore tenero e ingenuo?
Un cigno strozzato dal suo canto

Che hai fatto,
che hai fatto alla bianca timidezza
ch’era disposta sul tuo dolce seno?
Un nudo che ogni diavolo vede
e morde

Il povero rimango io,
io che ti adoravo

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Elisabetta Sciutto – Licia Sciutto – Il Segreto del bosco – EDB Dehoniane

Elisabetta Sciutto – Licia Sciutto

Il Segreto del bosco

EDB Dehoniane

Elisabetta Sciutto - Licia Sciutto - Il Segreto del bosco - EDB Dehoniane

Descrizione

Un gruppo di quattordicenni frequenta la terza media nella prestigiosa scuola privata gestita dalla preside Agata Lagorio, una versione aggiornata dell’indimenticabile signorina Rottenmeier, la famigerata governante di Heidi. Tra i giovani allievi, Richy e Virginia sono particolarmente legati a Matilde, una famosa scrittrice di mezza età che sembra nascondere un terribile segreto di cui nessuno vuole parlare.

Sommario

Capitoli 1—58.  Epilogo.

Note sull’autore

Le sorelle Elisabetta e Licia Sciutto, entrambe insegnanti, organizzano laboratori di lettura e musica nelle scuole. Nel 2012 hanno pubblicato la raccolta di fiabe medievali C’era una volta in un castello con la casa editrice Puntacapo di Novi Ligure.

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Elisabetta Sciutto / Licia Sciutto – Il Segreto del bosco

Elisabetta Sciutto / Licia SciuttoIl Segreto del boscoDehoniane – Collana: U7 Gulliver – Pubblicazione: 1 ottobre 2020 – ISBN: 9788810752210 – Pagine: 184 – € 16,00

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Il teatro dei sogni – Andrea De Carlo – La nave di Teseo

Il teatro dei sogni – Andrea De Carlo

La nave di Teseo

Andrea De Carlo - Il teatro dei sogni - La nave di Teseo

Con Il teatro dei sogni Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti.

La mattina del primo gennaio Veronica Del Muciaro, inviata di un programma televisivo di grandi ascolti, sta per morire soffocata da una brioche in un caffè storico di Suverso, prospera cittadina del nord. La salva uno strano e affascinante archeologo, il marchese Guiscardo Guidarini, che le rivela di aver riportato alla luce un sito importante. L’inviata scopre di cosa si tratta e lo rende pubblico in diretta tv, scatenando una furiosa competizione tra comuni, partiti rivali, giornalisti e autorità scientifiche.
Con Il teatro dei sogni Andrea De Carlo applica le sue capacità di osservazione sociale e di indagine psicologica a un romanzo fortemente contemporaneo, polemico ed esilarante, che scava nelle ragioni dei quattro protagonisti e ne fa emergere verità, segreti, ambizioni, paure e sogni sopiti.

Andrea De CarloAndrea De Carlo è nato a Milano, dove si è laureato in Storia contemporanea. Ha vissuto negli Stati Uniti e in Australia, dedicandosi alla musica e alla fotografia. Si è occupato di cinema, come assistente alla regia di Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, e come regista del cortometraggio Le facce di Fellini e del film Treno di panna, tratto dal suo primo romanzo. Ha scritto con Ludovico Einaudi i balletti Time Out e Salgari. Ha registrato due CD di sue musiche, Alcuni nomi e Dentro Giro di vento. I suoi romanzi, tradotti in ventisei paesi e venduti in milioni di copie, sono: Treno di panna, Uccelli da gabbia e da voliera, Macno, Yucatan, Due di due, Tecniche di seduzione, Arcodamore, Uto, Di noi tre, Nel momento, Pura vita, I veri nomi, Giro di vento, Mare delle verità, Durante, Leielui, Villa Metaphora, Cuore primitivo, L’imperfetta meraviglia, Una di Luna, Il teatro dei sogni.

http://www.andreadecarlo.com/

Andrea De CarloIl teatro dei sogniLa nave di Teseo – Collana: Oceani – prima edizione: 24 settembre 2020 -Pagine: 432 p., Brossura – ISBN: 9788834603406 – € 20,00

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La Bibbia di Doré in 241 incisioni. Introduzione di Gianfranco Ravasi – Marietti 1820

La Bibbia di Doré in 241 incisioni

Introduzione di Gianfranco Ravasi

Marietti 1820

La Bibbia di Doré in 241 incisioni - Introduzione di Gianfranco Ravasi - Marietti 1820

Descrizione

Per secoli la Bibbia ha costituito lo sterminato repertorio iconografico, ideologico e poetico a cui la cultura occidentale ha attinto. Nel flusso ininterrotto e variegato di immagini prodotte per narrare la storia sacra uno spazio significativo è occupato da La Sainte Bible commissionata a Doré nel 1864. A quest’opera il disegnatore francese si consacrò con una passione e un entusiasmo straordinari, affidandosi alla fantasia ma senza ignorare le prime fotografie che a quel tempo giungevano dalla Palestina. Il risultato è una stupenda sequenza di 241 immagini che spaziano dalla Genesi all’Apocalisse attraversando i 73 libri biblici; dalla creazione della luce, per un arco di scene spesso emozionanti, si giunge alla Gerusalemme celeste, la visione apocalittica che sigilla le Scritture.

Note sull’autore

Gustave Doré (Strasburgo 1832 – Parigi 1883) è stato il più celebre incisore d’Europa. Si è cimentato con Rabelais, Balzac, la Divina Commedia di Dante, il Don Chisciotte di Cervantes, Milton, La Fontain e Ariosto segnando l’immaginario del suo tempo.

Gianfranco Ravasi, cardinale, biblista di fama internazionale, è presidente del Pontificio consiglio della cultura e della Pontificia commissione di archeologia sacra.

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La Bibbia di Doré in 241 incisioni

La Bibbia di Doré in 241 incisioni – Introduzione di Gianfranco RavasiMarietti 1820 – collana: 1110 Biblioteca delle Grandi Opere – pubblicazione: 29 settembre 2020 – pagine: 264 – formato: 245x312x32 (mm) – confezione: Cartonato con sovraccoperta – altri autori: di (artista) Gustave Doré – introduzione di Gianfranco Ravasi – ISBN: 9788821165566 – € 55,00

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Sono soltanto parole innocue

Sono soltanto parole innocue

ANTOLOGIA VOL. 226

Iannozzi Giuseppe

Marc Chagall - The blue bird

GIORNO DI NOVEMBRE

Quel giorno di novembre
il vento soffiava forte
sulle foglie brune:
piangevano
addosso a noi
avvolgendoci
nel malato loro abbraccio,
quasi presentissero
che da un momento all’altro
dalle tue labbra
sarebbe dilagata la condanna,
che m’avrebbe visto
per sempre lontano
dal tuo sguardo di luna

Resistevo,
nel tuo sguardo resistevo
malato e brutto
come l’autunno
che ogni foglia porta a marcire
fra la pioggia,
lavando nei cimiteri
epitaffi scritti a mano
da bizzarri poeti
sol ricchi delle loro parole
Con l’indice
subito mettesti a tacere
il crisantemo appena fiorito
dell’inutile mio balbettare;
e già sentivo io nascere
singulti su singulti dentro
al commosso mio petto,
e già sentivo montar forte
il tuo disprezzo per me

Negli anni che seguirono,
imparai a esser tomba,
a soffocare sul nascere
ogni emozione

MAI CREDESTI IN ME

Mai credesti
che fossi nel giusto,
così insinuarono
ch’ero troppo vecchio
per una ragazzina
Mai credesti in me,
neanche quando fecero
del mio occhio destro
un’orbita vuota

E venne il giorno
che venti e onde
contro i loro letti si scatenarono;
fu così che fui infine libero
di non tornare da te per giocare
la mia ultima carta

SALOMÈ

Era logico che portassi via l’amore,
che solo mi lasciassi il ricordo crudele
delle tue cosce lisce e dei tuoi seni duri
Non è stato facile, accettare
che saresti stata presto d’un altro
Tu non hai mai avuto problemi
ad allacciare nuove relazioni pericolose

Hai ancora quel ritratto
che ti vede coi capelli al vento
e la guerra alle spalle?
Hai ancora quel disco graffiato
che mettevamo su per fare all’amore?

Tutto s’è perso così facilmente
Sembra impossibile ma devo accettare
che sei d’un altro di me più perverso

Tutto s’è spento per colpa della bellezza,
della consapevolezza che gli amanti
non ti sarebbero mancati con scorte di ori
E avevo io da offrirti solo la mia testa:
e il cuore, poco in verità, Salomè

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Simone Weil – Pagine scelte – A cura di Giancarlo Gaeta – Marietti 1820

SIMONE WEIL – PAGINE SCELTE

A cura di Giancarlo Gaeta

Marietti 1820

Simone Weil - Pagine scelte - A cura di Giancarlo Gaeta - Marietti 1820

Descrizione

A 110 anni dalla nascita si può affermare che Simone Weil ha rappresentato uno dei punti più alti della coscienza critica tra le due guerre per il rigore della sua analisi della storia e della cultura occidentale e per l’acutezza del suo pensiero.
I testi proposti in questo volume ripercorrono le tappe della sua vicenda esistenziale tra militanza politica e impegno intellettuale nel ripensare i fondamenti di una rinnovata vita sociale e spirituale attraverso una originale visione religiosa.
La quantità di problemi sociali, politici, storici, filosofici, religiosi affrontati con estrema lucidità, dà la misura del compito che si era prefissa, avendolo precocemente individuato come il compito cruciale richiesto dalla crisi dell’Occidente.

Sommario

La volontà di comprendere di Giancarlo Gaeta. Cronologia. Pagine scelte. Sulle cause della libertà e dell’oppressione sociale. 2. Lettere a Albertine Thévenon. 3. Non ricominciamo la guerra di Troia. 4. Lettere dall’Italia. 5. Lettera a Georges Bernanos. 6. Progetto di una formazione di infermiere di prima linea. 7. L’ispirazione occitana. 8. La persona e il sacro. 9. Nota sulla soppressione generale dei partiti politici. 10. Studio per una dichiarazione degli obblighi verso l’essere umano. 11. Obbligo e diritto. 12. Israele, Chiesa, Islam: la forza dalla parte di Dio. 13. Pensieri sull’amore, la forza, la giustizia. 14. Bibliografia

Note sull’autore

Simone WeilSimone Weil (Parigi 1909 – Ashford 1943), scrittrice e filosofa francese di famiglia ebraica, studiò all’École Normale Supérieure e insegnò filosofia nei licei. Vicina al sindacalismo rivoluzionario, abbandonò l’insegnamento per sperimentare il lavoro in fabbrica, come fresatrice nelle officine Renault e in altri stabilimenti. Allo scoppio della guerra civile spagnola intervenne a fianco del Fronte popolare e, al rientro in Francia, maturò una crisi religiosa che la avvicinò al cristianesimo. Emigrata con la famiglia negli Stati Uniti e poi in Inghilterra, militò a fianco delle autorità in esilio della Resistenza francese. In Italia Adelphi ha pubblicato le sue opere principali. Nel catalogo di Marietti sono disponibili: I catari e la civiltà mediterranea (1996), Piccola cara… Lettere alle allieve (1998), Primi scritti filosofici (1999), La colonizzazione e il destino dell’Europa (2009), Diario di fabbrica (2015).

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Simone Weil – Pagine scelte

Simone Weil – Pagine scelte – A cura di Giancarlo Gaeta – Marietti 1820 – collana: 1106 Agorà – pagine: 280 – ISBN: 9788821112072 – € 20,00

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“Se mi ami sopravvalutami”. Viviana Viviani, intervista alla poetessa

“Se mi ami sopravvalutami”

VIVIANA VIVIANI

Intervista alla poetessa

di Iannozzi Giuseppe

Viviana Viviani - Se mi ami sopravvalutami - Controluna Edizioni

SE MI AMI SOPRAVVALUTAMI

Se mi ami sopravvalutami
non cadere nell’inganno
di amarmi per quello che sono
sono stanca di faticare
di dovermi sempre impegnare
tu indossami senza provarmi
comprami senza garanzia
se mi ami sopravvalutami
sii bello e condannato
un premio estratto a sorte
un dono immeritato.

Da “Se mi ami sopravvalutami”  di Viviana Viviani, per gentile concessione dell’Autrice.

1 Viviana Viviani, sei una poetessa?

Sono un poetessa e anche una poeta

2 – Che differenza c’è fra essere una poeta ed essere una poetessa?

Nessuna differenza. Anche se, pur essendo contraria alla femminilizzazione forzata del linguaggio che avviene di questi tempi, preferisco “poeta”. Ma solo per il suono. Non è una questione ideologica.

3 – Leggendo il tuo “Se mi ami sopravvalutami” (Controluna Edizioni, 2019),ho avuto l’impressione che, di tanto in tanto, tu non possa fare a meno di sì al “politicamente corretto.” Mi sbaglio?

Ma se litigo sempre con un sacco di gente perché prendo posizioni troppo scorrette per i cosiddetti “intellettuali”!

4 – E allora, perché a volte ti censuri, scrivendo “c@zzo” invece di “cazzo”?

(Sorridendo.) Nel titolo della poesia è una scelta stilistica, per richiamare una peculiarità della comunicazione web. Su Facebook, invece, è per aggirare le censura. Ma non temere, non ho problemi a dire “cazzo”!

5 – Nella tua poesia “Mi hai mandato una rosa”, citi il corpo umano, vecchi amori, ma anche Photoshop e personal computer. Par quasi che, oggi, la comunicazione sia sol più attraverso mezzi tecnologici; anche i nostri ricordi sono conservati in memorie virtuali. Stessa sorte avrà la poesia?

Il virtuale sta prendendo sempre più piede, e le recenti limitazioni alla socialità accentuano questo fatto. Io non demonizzo affatto la comunicazione virtuale, anzi, mi piace e la pratico molto, e trovo interessante esaminarne gli aspetti e anche le contraddizioni. La poesia no, la poesia in un certo senso è già virtuale. Può viaggiare su qualsiasi supporto. Poi si potrebbe discutere se ci sia differenza tra leggere un’intera silloge davanti al caminetto o una poesia al volo, sul web, in pausa pranzo. A me piacciono molto anche certi versi scritti sui muri.

6 – “Mio padre era volubile,/ un giorno si svegliò comunista/ tornò liberale a ora di pranzo la sera fu integralista […]”.Questi versi identificano un uomo e un padre, versi che sono d’amore ma anche di rabbia, forse con una nota di e alla Giorgio Gaber. La morte ci rende davvero amabili o è solo una nostra illusione?

Questo è un inedito! È sicuramente una nostra illusione, il bello delle assenze è che possiamo riempirle dei nostri desideri.

MIO PADRE

Mio padre era volubile,
un giorno si svegliò comunista
tornò liberale a ora di pranzo
la sera fu integralista
di cosa non saprei,
mio padre era volubile,
d’umore assai mutevole,
ci portò tutti in montagna
ma le montagne erano troppo alte
così andammo al mare
ma il mare era bagnato
e un po’ troppo salato
e io facevo troppo rumore
a pensare, a respirare,
così mi resi immobile
anche un po’ invisibile,
che figlia senza carattere!
Mio padre era volubile,
aveva dentro una guerra,
soltanto quando è morto
non ha cambiato idea,
o forse solo un po’,
quando torna a sgridarmi nei sogni
ha la voce più gentile,
la morte ci rende amabili.

Poesia inedita di Viviana Viviani, per gentile concessione dell’Autrice.

 7 – Oggi quasi più nessuno compra poesia, però in rete non sono pochi i personaggi che si definiscono poeti. È un bene o un male che tanti versi circolino liberamente in rete? Se la poesia la puoi trovare in rete, non c’è bisogno di comprare il libro!

La poesia in rete è una specie di reddito di cittadinanza della poesia! Certo, preferiremmo che più gente comprasse i libri, ma il rapporto con il lettore è comunque appagante e rinunciarvi è difficile. Poi, si spera sempre che qualcuno si incuriosisca e voglia leggere di più.

Viviana Viviani8 Viviana Viviani, tu sei molto presente in rete, e non di rado metti online i tuoi versi. Sono in tanti a ritenere che la poesia non può nascere su Facebook o su altri social network. Perché? Perché scrivere in rete porta chi scrive a utilizzare un linguaggio diverso, più semplice, e non solo.

Chiunque ritenga che la poesia non possa nascere in un certo luogo ha semplicemente dei pregiudizi ed è fondamentalmente uno snob. Può nascere su Facebook, in un ufficio, in un quartiere popolare e alla corte del re. Anche il registro del linguaggio è soggettivo. Il mio è semplice? Non saprei, di certo non è erudito, ma nemmeno basico.

 9 – Nella lirica in “Se mi ami sopravvalutami” ci sono dei versi che, a mio avviso, sono un debolmente provocatori: “[…] sono stanca di faticare/ di dovermi sempre impegnare/ tu indossami senza provarmi / comprami senza garanzia […]”.È così?

Bisognerebbe definire “provocatori” ma soprattutto definire “debolmente.”  Quella poesia parla dell’irrazionalità dell’amore, che sfugge all’impegno e al merito.

9.1 – Debolmente provocatori perché qualcuno potrebbe pensare che tu ti stia svalutando.

(Risponde contrariata.)Ma la poesia parla dell’amore, non di me.

9.2 – Dunque non è uno scritto specificatamente autobiografico. Hai fatto bene a specificare questo aspetto.

Certo che è autobiografica, ogni poesia lo è. Ma l’amore è sempre sopravvalutazione, altrimenti come si potrebbe scegliere una sola persona tra tante? Anche la scrittura ha bisogno di sopravvalutazione. Vorrei tanto che i lettori sopravvalutassero il mio libro, ma anche i critici! L’oggettività manca di slancio e di passione, i testi vanno amati, come le persone, con i loro difetti.

10 Viviana Viviani, nel corpo delle tue poesie è sempre presente un sentore dolceamaro unitamente a una certa dose di autoironia. Di solito i poeti sono tragici, usano un linguaggio disperato, tu invece no, usi una lingua diversa. È questa una tua precisa scelta stilistica?

Beh, non è certo una cosa che ho inventato io, esiste poesia molto più umoristica della mia, così come ne esiste di molto più licenziosa o dal linguaggio ultramoderno. Io metto insieme la quotidianità, l’ironia, le contraddizioni della vita, e in questo equilibrio cerco la mia cifra stilistica. Non è detto l’abbia ancora trovata del tutto, è una continua ricerca. Ma la disperazione c’è eccome, anche il tragico. È nelle sfumature, nel non detto. Spesso anche nella vita bisogna nasconderla.

11 – Quali poeti ti hanno formata, spingendoti a scrivere anche tu della poesia?

Due donne fin dall’inizio, Vivian Lamarque e Wisława Szymborska, una con l’iroina e l’apparente ingenuità infantile, l’altra con la grande razionalità e genialità. Poi tanti altri: Patrizia Cavalli, Mariangela Gualtieri, Jorge Luis Borges, Julio Cortazar. E la rabbia malinconica di Franz Krauspenhaar, il mio prefatore.

12 – Per te, Viviana Viviani, scrivere poesia è un modo per curarti le ferite e non finire sotto psicoanalisi? La domanda è un po’ intrisa di ironia, sicuramente.

Per curarsi le ferite sicuramente, ma anche per divertirsi, in senso profondo: distrarsi dalla vita. Non credo però sostituisca la psicoanalisi, anche se non lo so perché non l’ho mai praticata. Questo non significa che non potrei averne bisogno.

13 – Molti poeti sono impazziti, alcuni si sono tolti la vita, questo per dire che, forse, la poesia non sempre è un atto liberatorio. Però, almeno per ora, mi sembra che per te scrivere non sia un peso o altro, dico giusto?

A volte lo è, perché mette di fronte alla propria inadeguatezza, quando le parole non vengono fuori come vorresti. Io al momento per scrivere vorrei semplicemente avere più tempo, per il resto il bilancio è positivo.

14 – Perché hai scelto proprio Franz Krauspenhaar, per scrivere la prefazione alla tua silloge “Se mi ami sopravvalutami”? Nessun altro si era disponibile a buttar giù, in fretta e furia, una prefazione adatta alle tue liriche? Questa domanda è volutamente provocatoria. 

Certo, tutti i più grandi poeti viventi si erano proposti di scrivermi la prefazione, cosa credi? (Ride.) Ma ho scelto Franz Krauspenhaar, perché come dicevo prima, la sua poesia é molto particolare, anticonvenzionale, e mi è spesso d’ispirazione. Credo anche che meriterebbe riconoscimenti maggiori. E in più apprezza la mia, il che non è poco!

15 Viviana Viviani, darai alle stampe altre poesie? Immagino di sì.

Certo, ho già un’altra silloge quasi pronta, ma ora voglio prima meditarla un po’, mentre attendo il momento giusto per farla uscire e poter anche incontrare i lettori in presentazioni e reading, quando finiranno tutte le limitazioni che stiamo vivendo.

16 – Pier Paolo Pasolini scriveva “Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:/ ore e ore di solitudine sono il solo modo/ perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono, vizio, libertà, per dare stile al caos.” Tu che cosa ne pensi? Preferisci scrivere di getto o buttare giù una bozza per poi rivederla?

Come dicevo prima, il tempo è un mio problema, come di chiunque scriva avendo un altro lavoro. Di solito io scrivo di getto la bozza, poi torno a rivederla. Ma come dice Pasolini in modo perfetto ,non è il tempo della scrittura quello che fa una poesia. È tutto il tempo dell’incubazione, dell’ispirazione. Tempo di ozio, che a volte manca, e quando si è presi nel tritacarne della competizione e della produttività non si scrive.

17 – Perché i poeti non possono fare a meno di trattare temi quali l’amore, la morte, il dolore?

Beh, di cosa vuoi che parliamo? La vita, l’animo umano, ruotano intorno a queste cose. I temi sono già stati trattati tutti, non solo nella poesia, ma in generale nella letteratura. Si può solo cercare di parlarne in modo nuovo, in armonia con il proprio tempo, senza imitare troppo il passato. Amore, morte, dolore, ma anche amicizia, lavoro, vecchiaia. Le mie poesie parlano di tutte queste cose. E naturalmente anche del cazzo. Ma rigorosamente in chat.

18 “Se mi ami sopravvalutami” è un libro di poesie, che potrebbe far felice soprattutto una specifica categoria di lettori, Viviana Viviani?

Non credo un libro debba necessariamente rendere felici, può anche rendere tristi ed essere amato per questo. Una specifica categoria? Non saprei, forse le donne si identificano un po’ di più, ma d’altra parte gli uomini si incuriosiscono. In generale, mi sembra che le mie poesie piacciano a persone che sanno andare oltre gli schemi, farsi sorprendere, scoprire il diverso nel banale.

19 – Pensi che un giorno sarai famosa grazie alle tue poesie?

(Scoppiando a ridere fragorosamente, perché la mia domanda è davvero stupida. Alla fine, Viviana risponde con la sua ben nota ironia.) Sono già famosa!

Viviana Viviani è nata a Ferrara nel ’74 e vive a Bologna. È ingegnere, ma coltiva da sempre la passione per la scrittura. Ha pubblicato vari racconti su diverse antologie. Nel 2012 è stata finalista al premio Giallo Mensa di Mondadori e ha pubblicato il romanzo Il canto dell’anatroccolo (2013). È giornalista pubblicista, ha collaborato con la rivista on line «LucidaMente» e oggi scrive regolarmente su «Pangea News» e «Hic Rhodus».

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Se mi ami sopravvalutami è disponibile in tutte le librerie e store online

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Se mi ami sopravvalutamiViviana Viviani – prefazione di Franz Krauspenhaar –postfazione di Giuseppe Cerbino – Controluna Edizioni – anno edizione: 2019 – pagine: 71 – ISBN: 9788885791978 – € 10,90

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Sindbad il marinaio – Traduzione inedita del 1701 di François Pétis de La Croix. Edizione critica a cura di Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph. Traduzione di Elena Muceni – Marietti 1820

Sindbad il marinaio

Traduzione inedita del 1701 di François Pétis de La Croix. Edizione critica a cura di Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph. Traduzione di Elena Muceni

Marietti 1820

Sindbad il marinaio. Traduzione inedita del 1701 di François Pétis de La Croix. Edizione critica a cura di Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph. Traduzione di Elena Muceni

Eroe di un ciclo di racconti leggendari inclusi nelle “Mille e una notte”, il marinaio Sindbad narra vicende romanzesche che riverberano le esperienze dei viaggiatori e dei commercianti dell’alto Medioevo, all’epoca della grande floridezza commerciale di Baghdad.

Di questa celebre storia, Marietti 1820 manda ora in libreria “Sindbad il marinaio”, una traduzione inedita dall’arabo realizzata nel 1701 da François Pétis de La Croix, professore al Collège Royal, ritrovata alla Biblioteca Nazionale Bavarese di Monaco. Si tratta di una scoperta sorprendente perché è una versione precedente a quella di Antoine Galland, finora considerato il primo e anche l’unico traduttore delle storie di Sindbad.Gli autori della scoperta e curatori del volume, tradotto in italiano da Elena Muceni, sono Aboubakr Chraïbi, docente all’Inalco di Parigi, responsabile del  progetto «Le Mille e una notte: fonti e funzioni nell’islam medievale arabo» dell’Agenzia nazionale della ricerca, e Ulrich Marzolph, professore di Studi islamici all’Università Georg-August di Gottinga, in Germania.
François Pétis de La Croix si è servito di un manoscritto arabo datato, secondo quanto riporta la traduzione, venerdì 17 giugno 1672. La scoperta è dunque importante non solo perché rappresenta, insieme a quella di Galland, una testimonianza storica rilevante dell’impatto del racconto orientale,  ma anche perché menziona chiaramente la data del manoscritto arabo su cui è basata, uno dei più antichi dei racconti di Sindbad.

Sommario

Un’altra meraviglia, Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph. 1. Avviso al lettore. 2. Prefazione dell’autore. 3. Racconto del primo viaggio. 4. Racconto del secondo viaggio. 5. Racconto del terzo viaggio. 6. Racconto del quarto viaggio. 7. Racconto del quinto viaggio. 8. Racconto del sesto viaggio. 9. Racconto del settimo e ultimo viaggio

Note sull’autore

Aboubakr Chraïbi, docente all’Inalco di Parigi, è responsabile del progetto «Le Mille e una notte: fonti e funzioni nell’islam medievale arabo» dell’Agenzia nazionale della ricerca.

Ulrich Marzolph è professore di Studi islamici all’Università Georg-August di Gottinga, in Germania.

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Sindbad il marinaio – Traduzione inedita del 1701

Sindbad il marinaioTraduzione inedita del 1701 di François Pétis de La Croix. Edizione critica a cura di Aboubakr Chraïbi e Ulrich Marzolph. Traduzione di Elena MuceniMarietti 1820 – collana: 1103 I Melograni – ISBN: 9788821110306 – € 15,00

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Chiudiamo gli occhi per sempre

Chiudiamo gli occhi per sempre

ANTOLOGIA VOL. 225

Iannozzi Giuseppe

Death by Valeria Chatterly Rosenkreutz

Death by Valeria Chatterly Rosenkreutz

INNOCENTE

Non disperato
Accusato
d’esser un poeta

Ne uscirò innocente
nonostante lo spavento
che a ogni verso
mi prende

COME SEMPRE

Come un assassino,
oggi a farti i conti
è il destino.

Come un vestito
lo indosserai;
ma ti dirai insoddisfatta,
come sempre del resto.

L’AMORE CAMMINATO

Il tempo, il tempo te lo dimostrerà…
l’amore camminato su lame di rose.
E noi a piedi nudi davamo il meglio di noi:
il rosso.

COME UN ANGELO

Arrivi di notte
sempre,
tu, un angelo,
un angelo
che la rivolta
ha nel sangue;
disposta
a spiccar
dal busto teste,
perché non sia
di pietà la verità
ma arbitraria,
come
il diavolo vuole

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Louise Glück Premio Nobel per la Letteratura 2020

Louise Glück Premio Nobel per la Letteratura 2020

Iannozzi Giuseppe

Louise Glück, di origini ebraiche, è una poetessa e scrittrice statunitense nata a New York nel 1943. Durante l’adolescenza ha sofferto di anoressia. Oggi insegna poesia all’Università di Yale.
Nel corso della sua carriera, Louise Glück ha pubblicato qualcosa come dodici raccolte poetiche, due lavori in prosa e due chapbooks. In Italia sono stati pubblicati soltanto due suoi lavori, L’iris selvatico (Giano, Varese, 2003 – traduzione e postfazione di Massimo Bacigalupo) e Averno (Libreria Dante & Descartes / Editorial Parténope, Napoli, 2019 traduzione di Massimo Bacigalupo, postfazione di José Vicente Quirante Rives). 

Louise Glück ha ricevuto il Premio Nobel per la Letteratura “per la sua inconfondibile voce poetica che con l’austera bellezza rende universale l’esistenza individuale.”

Louise Glück

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Ciccotelli Roberto – Frenulo – 96, Rue de-La-Fontaine Edizioni

Ciccotelli Roberto – Frenulo

96, Rue de-La-Fontaine Edizioni

Ciccotelli Roberto - Frenulo - 96 Rue de-La-Fontaine Edizioni

 

Portò le mani al petto.
Strette.
Così.
Stette.
Un filo di bava.
Un sospiro straziato.

Frenulo è una dispersione aerea di spore. È un cuore di bue sul banco del macello, il solito, quello sotto casa, esposto allo sguardo disgustato del cliente medio. Puntato il dito, sentenza fatta. Il vento cessa, le spore si depositano, la parola si disperde lasciando nelle mani di chi legge la spiacevole sensazione di aver speso male i propri soldi.
Frenulo è la sua prima opera edita.

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Frenulo – Roberto Ciccotelli

Frenulo – Roberto Ciccotelli96 Rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: La carrucola del pozzo – Anno edizione: 2020 – pagine: 146 – ISBN: 9788893990240 – € 12,00

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