Letteratura: Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore” – recensione di Bartolomeo Di Monaco

Giuseppe Iannozzi: “Il male peggiore”

13 giugno 2018 – di Bartolomeo Di Monaco

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il FogliCi si può domandare quanti scrittori che meriterebbero di essere conosciuti non arrivano al grande pubblico poiché le maggiori case editrici hanno fatto (e ormai, contrariamente al passato, continueranno a fare) una scelta di mercato, più che di qualità (l’autore ne tratta nel racconto: “Ziggy Stardust – L’uomo che vendette il Mondo”). Non voglio dire che tra le loro pubblicazioni non vi siano opere di qualità, ma il torto dei grandi editori è quello di non consentire una esperienza di maturazione a scrittori che sanno raccontare. È il caso di Giuseppe Iannozzi, il cui libro da poco uscito, “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”, edizioni il Foglio, ci fa conoscere le storie di personaggi più o meno illustri, presi a pretesto per sviluppare una narrazione che da esse germina e con esse ha un rapporto di forte contaminazione. È l’originalità di questa bella opera, che meriterebbe di essere conosciuta proprio per la sua struttura appassionata e coinvolgente. Da personaggi come Cesare Pavese, Primo Levi, Ezra Pound, Hermann Hesse, Howard Phillips Lovecraft, Che Guevara, Emilio Salgàri, Beppe Fenoglio, Francis Scott Fitzgerald, Jerome David Salinger, Amedeo Modigliani, Ernest Hemingway, e altri ancora, fermentano umori che oltrepassano la loro vita  per trasferirsi  in una immanenza che mescola all’incontro con la realtà i tenebrosi chiaroscuri di un’anima.  Si formano a poco a poco sia il personale mondo dell’autore che la sua radiografia dell’esistenza: una lotta incancrenita vissuta quasi ai margini, dove pietà e misericordia lasciano il posto all’indifferenza e al cinismo. C’è poco spazio per l’amore, e quando esso appare non è mai romantico, bensì tragico. Si è più demoni che angeli. Dio e il sentimento di Dio appaiono e scompaiono di contro ad una sofferta resistenza e tingono vari racconti di una ferita che, colpendo Dio, urla la propria disperazione. L’autonomia di altri racconti rispetto alla direttrice fondamentale contribuisce ad arricchire l’interesse per questo libro con storie di altrettanta felice composizione: “Il male peggiore” (che apre la raccolta e dà il titolo all’opera, e il cui protagonista ebreo, Giacobbe, ritornerà nel racconto conclusivo “Giacobbe e gli altri – Epilogo”, un j’accuse dolorante nei confronti della letteratura e del mestiere di scrivere), “Come muore un nazista”, “Il poeta che cercava Dio”, “Il prete giovane”, “La meglio poesia”, “L’ultimo colpo del prete fascista” (ed altri ancora) ne sono un esempio. Una particolarità suggestiva: molti dei numerosi racconti che compongono la raccolta sono intrisi di un humus fecondo, ossia ciascuno di essi non finisce mai veramente, e potrebbe generare altri racconti, come da una pianta si generano i rami.

Iannozzi, oltre che scrittore e poeta, è anche critico letterario e ha acquisito una ampia esperienza nel mondo delle lettere, che si evidenzia nella solida scrittura e nella sicurezza della narrazione, evidenti in molti dei racconti.  La sessualità che fiorisce qua e là nella raccolta è sempre trattata con sobria enunciazione (mai vi è compiacimento o vi si indugia), e in modo tale da imprimersi nella memoria. Si veda “La ragazza di tutti”, che della sessualità fa un disegno a due tinte, prima attraverso una decadente prostituta e poi con la più giovanile moglie di un cliente del protagonista. O anche “Tu facevi il femmino!”, che arricchisce la sessualità di un rapido ma delicato impianto psicologico. Si deve dire, infine, che la qualità più evidente di questa scrittura, sorvegliata ed essenziale, è la onnipresente sensibilità che l’avvolge. Essa primeggia in ogni situazione che ci viene rappresentata. Torino fa da comprimaria e la si avverte (faremo addirittura una breve passeggiata nella città insieme con Friedrich Nietzsche). Un autore, Iannozzi, non apprezzato per quel che realmente vale, e spero proprio che gli sia data da qualche Major una chance, che merita.

Prima pubblicazione, qui: BDM – Bartolomeo Di Monaco


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Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

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IL MALE PEGGIORE. Storie di scrittori e di donneIannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – ISBN 9788876067167 – Pagine 330 – 16,00 €


Bartolomeo Di MonacoBartolomeo Di Monaco è nato a San Prisco il 14 gennaio 1942 e risiede a Lucca dalla nascita. Ha scritto molti libri alcuni dei quali qui ricordiamo.

Opere di narrativa:

Cencio Ognissanti e la rivoluzione impossibile; Mattia e Eleonora; Caro papà, Caro figlio; Giulia; Cara Anna; Le tre sorelle; Lo sconosciuto; Gigolò; Celeste; La scampanata; Lucchesia bella e misteriosa. Storie e leggende; Tales told in Lucca; La casa delle meraviglie; La collina del Santo e del Diavolo; Il nonno racconta. Lucca, favole e leggende; Le favole di nonno Bart.

Opere di saggistica letteraria:

Quaranta letture. Percorsi critici nella letteratura italiana contemporanea; Quarantatre letture. Il Sud nella letteratura italiana contemporanea; Generazioni a confronto nella letteratura italiana; Leggiamo insieme gli scrittori lucchesi; Uno sguardo sulla letteratura straniera di ieri e di oggi; Letture sparse tra vecchio e nuovo; Il Risorgimento visto da ‘Il Conciliatore toscano’ del 1849; I Maestri. Gli elzeviristi del ‘Corriere della Sera dal 1967 al 1970; I Maestri. Scelta di articoli de ‘La fiera letteraria’ dal 1967 al 1968; Omaggio a Carlo Sgorlon. I romanzi; Scrittori Lucchesi; Narrativa minore sotto il Fascismo.

Un suo articolo sullo scrittore lucchese Remo Teglia è apparso su Nuovi Argomenti, n. 34 del 2006.
Dirige la Rivista d’Arte Parliamone.

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Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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IL MALE PEGGIORE – In libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Iannozzi

IL MALE PEGGIORE

In libreria il nuovo romanzo

di Giuseppe Iannozzi

Edizioni Il Foglio

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Incipit

Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi.
Giacobbe si sporse sul balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo.
Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra.
Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza.
Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre.
Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male.
Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle.
L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio
RINGRAZIAMENTI

Grazie a Nadia Fagiolo, che mi ha incoraggiato a scrivere questo romanzo, quando credevo d’aver detto tutto e di non aver più voglia di scrivere; grazie a Isabella Difronzo che mi legge da una vita, forse di più, in pratica dai miei oramai lontanissimi esordi; grazie a Cinzia Paltenghi, che mi legge praticamente da sempre; grazie a tanti e tanti nuovi lettori, che, nel corso degli anni, con i loro incoraggiamenti mi hanno spinto a scrivere, a migliorarmi, fornendomi non pochi utili consigli; grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro affinché fosse il più possibile vicino alla perfezione; grazie a chi ieri mi leggeva e oggi non più, manco fossi io un criminale; grazie a tanti e tanti nuovi amici che mi leggono, a volte in silenzio, altre no; grazie a Dario Arkel, che con la sua presenza mi ha stimolato a scrivere determinate storie; grazie a Valeria Chatterly Rosenkreuz, che con le sue opere, in più di una occasione, mi ha regalato un po’ di “fuoco sacro”; grazie a Sacha Naspinii, che, da quando pubblico con le EDIZIONI IL FOGLIO, si preoccupa dell’impaginazione e della grafica di copertina; e, ovviamente, grazie a Gordiano Lupi, attento editore e più che mai valido scrittore, che ha creduto in questo mio ennesimo lavoro che parla di scrittori, di grandi scrittori che hanno fatto la Storia della Letteratura e che dalla vita hanno ottenuto poco o nulla.
Grazie a quanti sino a oggi hanno creduto in me.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - marzo 2017

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.
Da un anno a questa parte cura l’Ufficio Stampa delle Edizioni Il Foglio, Il Foglio editoriale.

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

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Da bambino nutrivo sogni più grandi di me

Da bambino nutrivo sogni più grandi di me

ANTOLOGIA VOL. 108

Iannozzi Giuseppe

A Broken Wing by Chatterly

A Broken Wing by Chatterly

RESISTERANNO
(inedita)

a Isabella Difronzo

Resisteranno i sassi
al passare del tempo,
ma non le montagne
soggette alle frane,
alla pioggia,
alla stupidità dell’uomo

Resisteranno,
saranno in superficie
forse un po’ più levigati,
e sempre saranno sassi

Saranno sassi
abbandonati
sotto il sole cocente
in mille e più deserti,
e non una voce umana,
e non una goccia di pioggia,
e non uno filo d’erba
da est a ovest

DULCINEA

a Chatterly

Vieni a trovarmi, Dulcinea
Nel mulino a vento mi troverai
in compagnia d’un cuore
e d’un’armatura che addosso
più non s’aggiusta

Vieni all’alba o al tramonto
La prima volta che t’incontrai
temevo avresti ucciso la pazzia
che in piedi mi reggeva;
e oggi che di acqua sotto i ponti
ne è passata davvero tanta
comprendo che non ero sbagliato,
che non era sbagliata la paura

Vieni a trovarmi
Vieni a trovarmi dove ora io sto
nella ruggine dei giorni

Non un gigante o un burattino
nella terra della Mancia oramai
Ronzinante e Sancho Panza piango:
la profondità della solitudine mia
li ha consumati già, così io penso,
dolcissima Dulcinea del Toboso

DOPO DI TE

Viola Corallo

Dopo di te
Prima di far le valigie,
prima di portar via la gioia,
prima di dimenticare i peluche
che con passione al petto hai stretto,
ricorda che qualcuno ti ha amata,
pur sapendo che sogni e incubi
insieme muoiono
con la nascita dell’alba
dietro alle calve colline dell’autunno

Prima di dire “mai più!”,
prima di lasciarmi qui
col cuore incatenato
a una foto che il tempo ingiallirà,
prima di portar via ogni cosa di noi,
ricorda di soffiarmi un bacio
che sia al di là dell’amore
e dell’odio
Ricorda di lasciare un segno di te,
una lacrima di blues

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Ho amato infinitamente fino all’ultima pagina

Ho amato infinitamente fino all’ultima pagina

ANTOLOGIA VOL. 107

Iannozzi Giuseppe

Fahrenheit 451

VORREI MI POTESSI DIRE

Vorrei mi potessi dire
sebbene non sia io
l’uomo che hai immaginato
– non un ribelle per libertà
in grandezza a Spartaco uguale –
che nel bene e nel male
son stato capace
di lasciarti libera
d’incendiare o meno
le mie labbra

BELLA STELLA

Quanti anni qui a cantare
parole che non riposano,
che da sole non vogliono stare

Quanti giorni e quante lacrime,
mia Bella Stella, tu non sai

Ma si perde una volta sola
in questa nostra breve vita
Però che questa verità
non ci sia di consolazione,
ché un momento è un’eternità
che non finisce e non finisce mai
– come la paura di cantare
ad alta voce un sogno d’amore,
un sogno d’amore e di dolore

FAHRENHEIT 451
(maneggiare con cura)

E tu così bella a me – maneggiare con cura! –
come un’arma disegnata fra i colori dell’arcobaleno
m’insegni che il fuoco può far male,
che il destino dell’uomo lo può devastare in un lager di fiamme
Butto un libro dalla finestra, Fahrenheit 451,
e un vecchio prete lo raccoglie, lo sfoglia, lo spoglia
E io divento tanto ma tanto geloso, e arrossisco, quasi piango

Ultimamente non sono in piena forma,
sono arrivato al capolinea, alla pagina 451
e il sole mi fa strani scherzi agli occhiali
Ultimamente ho tutti in sospetto,
penso sempre che il bicchiere è mezzo vuoto,
penso che non sarà sufficiente a spegnere il fuoco
che m’invade corpo e anima nonostante tutti i libri letti

La barchetta di carta che scivolava felice sull’acqua
è stata presa da infernali gorghi e mille uomini sono morti
Li ho visti con i miei occhi saltare in aria a bocca aperta
mentre si raccontavano del domani e di matrimoni felici
Ho così paura, ho così paura che questo mondo non è
E tu così bella a me – maneggiare con cura! –
come un amore nascente fra i dolori della speranza

Io non ho molto da confessare
né un dio in cui riporre sciocchezze
E credo che sia la mia più grande forza
in mezzo a tante debolezze

Mio figlio non ancora nato
mi salta al collo per strangolarmi
prima che sia un anonimo boia a farlo
E io lo benedico fra le lacrime
questo figlio così intelligente
perché, nel bene e nel male,
ha preso tutto da me ed è carne
della mia carne, forza della mia forza
Perché è l’unica sincera debolezza della mia anima
Così tutto il resto non ha più importanza,
neanche il dolore
perché ho amato infinitamente
fino all’ultima pagina
Così quel bicchiere che mi riflette disonestà di sfiga
lo prendo e lo getto nel fuoco
perché vada in frantumi e segni più fortuna

E tu così bella a me – maneggiare con cura! –
come un’araba fenice tra i frammenti della futura fortuna
m’insegni che il fuoco può far male,
ma anche bene all’amore
Ma mai e poi mai un dio in cui riporre ferali sciocchezze

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HEMINGWAY – FERNANDA PIVANO – BOMPIANI

HEMINGWAY – FERNANDA PIVANO

Bompiani

Hemingway - Fernanda Pivano

“Se non avete letto Hemingway di Fernanda Pivano, non potete dire di conoscere Ernest, l’uomo e lo scrittore. Questa biografia, opera a trecentosessanta gradi di Fernanda Pivano sul grande scrittore soprannominato Papa, è godibile come un romanzo, forse di più. In questa biografia, che in ogni sua pagina pulsa di vita reale e di passione, Fernanda Pivano ritrae Ernest Hemingway in maniera superlativa. Tutto il fango che, ingiustamente, fu buttato addosso a Hemingway, la Pivano lo spazza via.” – Iannozzi Giuseppe

E’ una biografia appassionata, basata su documenti di prima mano e lettere inedite, questa che Fernanda Pivano ha dedicato a Hemingway, lo scrittore-mito del Novecento, cui fu legata da un profondo sodalizio professionale.

Dalle belle pagine, che non si succedono in ordine cronologico, ma sotto l’incalzare dei ricordi e delle emozioni, emerge in una luce nuova la figura di questo genio sfortunato che, con un sorriso triste fino alla disperazione, diceva di aver conquistato il Nobel solo perché nel libro ”Il vecchio e il mare” non c’erano parolacce. Dalle stesse pagine emerge un mondo dove il ritratto della realtà è intriso di tragedia e di amore per la vita. Come sanno quelli che, a sua somiglianza, cominciano, qualunque cosa accada, le giornate cantando.

Fernanda PivanoFernanda Pivano – Ha poco piu’ di vent’anni quando viene incarcerata dai nazisti per aver tradotto Addio alle armi. Appena finita la guerra Ernest Hemingway la invita a Cortina e poi in America. Comincia così una lunga vita di passione e tensione letteraria. “Quando negli anni Cinquanta Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti è una giovane studiosa innamorata dell’America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese e ad Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo, di sogni, ideali, valori, che non si stancherà più di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla Beat generation degli anni Sessanta, che a lui e al suo antiimperialismo si rifece, all’esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticità del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della Beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un’idea di ritorno all’essenzialità dell’uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti. Un nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che è, da sempre, l’America.” (dal sito ufficiale della scrittrice).
È stata così promotrice della pubblicazione e della diffusione in Italia delle opere della beat generation. Apprezzata traduttrice (Lee Masters, Hemingway, Faulkner, Ginsberg e molti altri), è anche esperta cultrice di musica leggera «d’autore», come testimoniano l’introduzione a Blues, ballate e canzoni (1972), prima raccolta di testi, con traduzione, di Bob Dylan, il contributo pubblicato in De André il corsaro (2002), I miei amici cantautori (2005). Sulla letteratura americana novecentesca ha pubblicato numerosi saggi e interviste, tra cui: America rossa e nera (1964), Beat Hippie Yippie (1972), Mostri degli anni Venti (1982), Amici scrittori. Quarant’anni di incontri e scoperte con gli autori americani (1994), Viaggio americano (1997), Altri amici, altri scrittori (1997), The beat goes on (2004), sorta di «album» con fotografie, lettere, bigliettini, dediche, disegni e ritratti, Pagine americane. Narrativa e poesia 1943-2005 (2005), Spoon River, ciao (2006, con William Willinghton). È anche autrice di pagine narrative, da cui spesso emergono impressioni di viaggio e incontri della sua biografia: Cos’è più la virtù (1986), La mia Kasbah (1988), I miei quadrifogli (2000), Un po’ di emozioni (2002).

(dalla Garzantina della Letteratura)

HemingwayFernanda PivanoBompiani – Collana: I grandi tascabili – Anno edizione: 2017 – Pagine: 304- ISBN: 9788845283567 – Prezzo: € 13,00

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Troppe virgole e respiri ammazzati, amore!

Troppe virgole e respiri ammazzati, amore!

ANTOLOGIA VOL. 106

Iannozzi Giuseppe

Dante Gabriel Rossetti - roman widow

NETTA DECADENZA
(versione alternativa)

in foto veniamo male, c’è niente da fare
punta al tramonto il sole, io alla vita
se mi lasci adesso sarà per sempre
perché crollano le torri e mai più uguali
e il più onesto mi ha dato a una banda di marinai
e mi ha poi insegnato per tutta la notte a ballare

camminava sulle acque, io a piedi nudi
non credi sia un miracolo questo?
ancora sono in piedi e ho visto un’altra alba uguale
diversa da come la giocavo a nascondino da bambino
è tempo perso, in foto viviamo male
non c’è niente, niente che tu possa fare

reggerai le scale dei miei sguardi
o le frantumerai per farne castelli di sabbia?
tutti noi viviamo una ragione per tradire la luce del dì
e non credo tu possa essere migliore d’un messia imberbe

se gli fai lo sgambetto cade e affoga in mare
come tutti
non credi sia un miracolo questo?
come tutti, come tutti costretto ad amare il padre
come tutti, come tutti dall’utero della madre
non credi sia un’assurdità questa?

al di sopra del tempo e delle mode,
che tu sia con me o contro di me
poco o nulla importa:
preferisco inventarle io le mode,
e tutto il resto lasciare
perché
cova il seme della follia questa rivoluzione
– un perfetto segno di netta decadenza
mi capisci quando parlo o sei con la testa altrove?

se non ho la tua attenzione eccetera eccetera
ma non ti aspettare che venga domani sul sole con te
in foto veniamo male, non c’è niente da fare
al di sopra del tempo e delle mode
in foto veniamo male, non c’è niente da fare
al di sopra del mondo e della follia

se non ho la tua attenzione eccetera eccetera
ma non ti aspettare che ti dia domani il mio Otello
in foto veniamo male, non c’è niente da fare
al di sopra del mare e delle religioni
in foto veniamo male, non c’è niente da fare
al di sopra, al di sopra, al di sopra delle leggi

QUALCHE VOLTA

Qualche volta,
quando il crepuscolo disegna stanchezza
più grande di quella che l’alma mia contiene,
scopro che soltanto vorrei un attimo di pace
o uno di guerra, perché possa finalmente cadere
la maschera della Confusione e dell’Illusione
in un sorso di buon vino rosso. Guardo poi nell’Oltre
e scopro che vuota è l’autobiografia del mio Ritratto,
e, quasi distratto, tosto volgo lo sguardo altrove
per non incontrar mai più il Riflesso mio costretto
nel vuoto del bicchiere.

Sette ballerine francesi danzano sul palco d’un carillon,
mentre uccido i sogni segnati sul calendario più vecchio di me;
e le mie mani contano dieci giovani dita e di perderne tre
non se ne parla proprio: ha bisogno il piano della mia tecnica
e dei miei bianchi denti, e pure di tutti quelli
che domani prenderanno il nero di vistose otturazioni.

Qualche volta,
quando la luce si spegne e l’alma s’affoga in un Delirio
che non so dire, solo allora capisco quando grande
l’Astuzia di Morfeo che nega del crepuscolo le sfumature
per il nero più nero della notte.

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Conferenza episcopale della Toscana. La Forza della parola. Lettera su comunicazione e formazione a 50 anni dalla morte di don Lorenzo Milani – Dehoniane edizioni

LA FORZA DELLA PAROLA

Lettera su comunicazione e formazione
a 50 anni dalla morte di Don Milani

Don Lorenzo Milani --La forza della parola - Dehoniane

Descrizione

Con ancora nella memoria l’eco della visita a Barbiana di papa Francesco, i vescovi toscani mettono a tema l’acuta riflessione di don Lorenzo Milani sul primato della comunicazione e sul valore della parola. «Da sempre la storia umana ne ha riconosciuto il potere – parola che trasforma e guarisce, ma anche immobilizza e ferisce –, al punto da elaborare vere e proprie strategie per irregimentarla e tenerla, se possibile, sotto controllo. Ed è paradossale che, proprio nel tempo in cui la comunicazione si moltiplica e tocca ogni sfera della vita, la parola umana subisce, in realtà, un vero e proprio esilio, un’incapacità a essere utilizzata con l’essenzialità e la forza che essa possiede».

Sommario

Introduzione.  I. Parole vuote, parole piene.  II. Parola che fa eguali.  III. Parola che distrae.  IV. Parola che forma.  V. Parola che informa.  VI. Parola che incanta, accarezza e guarisce.  VII. Parola che annuncia.  Conclusione.

Conferenza episcopale della Toscana. La Forza della parola. Lettera su comunicazione e formazione a 50 anni dalla morte di don Lorenzo MilaniDehoniane edizioni – Collana: D12 Documenti ecclesiali – Pubblicazione: 13 luglio 2018 -Pagine: 88 – EAN: 9788810113776 – Prezzo: € 4,50

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Mai ho fatto del male a un eroe in copertina

Mai ho fatto del male a un eroe in copertina

ANTOLOGIA VOL. 105

Iannozzi Giuseppe

Ernest Hemingway

(R)eESISTERE

Si nasce
Si vive
Si muore
da soli
Penso così,
come gli esistenzialisti
Non ci sono
perché
né per le domande
né per le risposte
Solo specchi
contro uguali specchi
che riflettono
nostra immagine
e la distorcono
all’imperfetto occhio
che è nostro,
che è d’animale

QUAL DOLORE MI PRENDE

Qual dolor mi prende
ora che verso qui argento
e lacrime tante e impotenti!

Della tua bella chioma al vento
sol mi resta la carezza sul volto,
ricordo che giorno dopo giorno
si fa sempre più fievole

Dei tuoi amati occhi
la luce sostengo colla cecità
che non mi restituisce la verità

Della tua bocca di sapori
più nulla, solo la pesantezza
dell’affanno nel petto straziato

Qual dolore, qual dolore
tu non sai; eppure t’amo ancora
come allora, a dispetto dell’onta
che mi gettasti addosso,
lasciandomi a vivere su questa terra
sì negra e avida d’infinite paure

LA PIÙ TEMUTA DELLE MALATTIE

Sulle nuvole i sogni abbandoniamo
come lasciassimo una barca
all’impeto dell’Acheronte affidata
I sogni che oggi vediamo
domani non è detto siano uguali
Eppure a ogni dì del cielo i segni
tentiamo di divinare, per quei mali
che assediano l’alma e più nell’intimo
la carne – che se non domani
quello appresso prenderà su di sé vermi
e forma della più temuta delle malattie,
l’Eternità

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Quando mi ha lasciato sulla guancia mi ha baciato

Quando mi ha lasciato sulla guancia mi ha baciato

ANTOLOGIA VOL. 104

Iannozzi Giuseppe

Dalida

CORPO AI MORTI

Han ridato corpo ai morti
per novo spirito assassino
e un bacio sulla bocca poi

LEI MI HA LASCIATO

Quando mi ha lasciato,
sulla guancia
mi ha lei baciato,
e in un orecchio
mi ha anche sussurrato
che sempre avrebbe
per me pregato
Uno schiaffo le ho dato
Non ho però riso
del suo buffo pianto

IN POVERTÀ

I tuoi baci
non li ricordo io
Ricordo invece
le tue lacrime
mentre stiravi la povertà
dei colletti delle camice
Lavoravi sempre
Scioperavo io invece:
davanti ai cancelli
davo addosso ai crumiri

OGNI CAPO D’ACCUSA

Avrei potuto,
avrei potuto ripetere
dall’inizio alla fine
ogni tuo capo d’accusa;
avrei potuto chiamare
e chiamare a lungo,
sempre a vuoto, il tuo numero;
e sulla pietra della mia rabbia
affilare la lama del mio rasoio…
e con fragore
lasciare poi cadere
nella tromba delle scale
il corpo morto dell’amore

Avrei potuto,
avrei potuto tentare me;
e invece no,
sono rimasto al mio posto
spiegando all’uomo e al poeta
che non esiste il verso perfetto,
che sol c’è un Golem imperfetto

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Nonostante il profumo sei tu la fallita

Nonostante il profumo sei tu la fallita

ANTOLOGIA VOL. 103

Iannozzi Giuseppe

Japanese geisha

MERITIAMO UN ATTIMO DI RISPETTO

Tutto è pronto
Come sempre,
come sempre aspettiamo
che il cielo esploda
per nostro dispetto

Al punto cui siamo
meritiamo un attimo di rispetto,
un finale mozzafiato,
l’Aurora che ci illumini
da qui fino a Nuova York

A questo punto
segnato è il punto
sopra la coccinella nera
e la mano che ne sorregge
il cammino con illuso coraggio

I bicchieri da tempo vuotati,
i volti degli stranieri
senza uno straccio di faccia,
e, e le donne che non immaginano
che come sempre aspettiamo
che dalle porte delle chiese
escano allo scoperto urlando
del Sabbath milioni di tradimenti

MAESTRO, MIO MAESTRO LEONARD COHEN

All’improvviso
un silenzio di silenzio
sul sogno della perfezione calato
Non era in programma,
non era proprio in programma
dimenticare l’impermeabile blu
in questa casa piena di poesie

Ma nel tuo tè una rosa d’amore
ha lasciato cadere Marianne,
ti sei così addormentato
cullato dal canto dell’Angelo,
dal magico suono della sua voce

Milioni di baci dimenticati,
naufragati e ripescati
dal Mare della Discordia
Ma sull’alba vigila la Colomba
costringendo lo sguardo di Dio
a un esame di coscienza
per una più profonda ispirazione

Non era in programma,
non lo era davvero,
così sul piatto della bilancia aggiusta
la tua domanda, e fallo adesso, adesso
perché è una questione al di là
delle possibilità della realtà,
lo sappiamo bene entrambi
Accorda il violino dell’Ebreo
che, al padre dimenticato
fra le lune delle calende greche,
non chiedeva mai pane né pesci,
e lascialo poi scivolare lontano
Lo sappiamo bene entrambi
che il discorso fra me e te
riposa in sospeso, sappiamo
che nulla mai si perde per sempre
sul pelo dell’acqua

Forse non ti ho mai raccontata
per filo e per segno tutta la verità;
e forse ho sbagliato ad amare
più di quanto fosse giusto
E queste poesie, queste donne
ripetono la mia cifra, ti ripetono
che soltanto per un pelo
non sono riuscito a chiarire il Nome,
Signore

Per questo, per tutto questo
con mani penitenti
fra il poco e il tanto
che al tempo rauco ho donato,
dal cavo della notte la mia voce scava;
e il famoso impermeabile blu
insieme al rasoio lascialo riposare
là dove giusto ieri l’ho dimenticato,
là dove con lo sguardo giusto ieri
l’ho incrociato

SEI TU ORA LA FALLITA

Ogni cosa, fragile o no,
prendesti su con te:
i sogni scostumati
e quelli ch’eran belli pure;
in compagnia
della magra mia macchina per scrivere
pagine su pagine, verginità su verginità
mi lasciasti a battere assicurandoti
che di te rimanesse ineluttabile il profumo,
la soave malignità di credermi fallito

Ogni cosa, tenera o no,
dall’alma mia spazzasti via,
perché mi scoppiasse la bile
sapendoti redenta e contenta,
al negro braccio d’uno sconosciuto
finalmente legata

Con braccia di vuotezza vestite
adesso che sto vincendo,
come pitonessa, torni cercando
nell’abbraccio tuo di stringermi
“Dimenticasti ieri il tuo profumo,
non posso però dartelo indietro;
son oggi poesie che odieresti,
son oggi delicatezze
che la fama mia infamano”

“La fama mia infamano, capisci?
Il cuor tuo portafogli mai sazio,
lo sai, la negra tomba lo aspetta
La negra tomba lo aspetta
Sei tu ora la fallita e l’infamata,
tu e soltanto tu quella fragile”

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Scrittore e assassino – Ahmet Altan – Edizioni e/o

Scrittore e assassino – Ahmet Altan

Edizioni e/o

Scrittore e assassino - Ahmet Altan - E/O

Scrittore e assassino è il grande romanzo di uno dei massimi scrittori turchi di oggi, arrestato nel settembre 2016 per la sua attività a favore delle minoranze e della libertà d’espressione nel suo paese.

Scrittore e assassino è un avvincente romanzo noir ma anche un raffinatissimo romanzo esistenziale, un libro che invita il lettore a riflettere a ogni pagina senza perdere mai il piacere della lettura.

Scrittore e assassino è una bellissima storia d’amore che ricorda Il minotauro. È una riflessione sul processo creativo della scrittura e un confronto affascinante tra la costruzione di un romanzo e l’intervento divino nel mondo.

Ambientato sulla costa mediterranea della Turchia, in uno scenario favoloso di mare, ulivi e vigne, ma anche teatro di conflitti ed emozioni violente, il romanzo di Altan racconta l’arrivo di uno scrittore in una cittadina lacerata da lotte tra bande per il controllo di traffici e del potere.

All’inizio l’uomo si tiene in disparte e cerca di approfittare della bellezza dei luoghi e della sua estraneità per ritrovare il filo della sua vocazione di scrittore, smarritosi dopo anni di successi e fallimenti. Ma la passione erotica incontrollabile per una donna che si rivelerà al centro delle lotte locali lo spinge a entrare nel gioco delle alleanze e degli scontri armati.

Mentre gli avvenimenti si tingono del nero dell’odio e dell’avidità, e del rosso della passione e della sensualità, il protagonista riesce a mantenere uno spazio di riflessione e di confronto con Dio sui grandi temi del destino e del libero arbitrio, per capire quanto il suo mestiere di costruire trame somigli a quello del Creatore.

Un’atmosfera e una vicenda che ricordano quelle di un altro capolavoro letterario: Il minotauro di Benjamin Tammuz.

Ahmet Altan, uno degli autori più noti e popolari della Turchia, è incarcerato nel suo paese dal 2016 per reati di opinione. Nel 2018 è stato condannato all’ergastolo al termine di un processo-farsa per aver appoggiato il colpo di stato fallito del luglio 2016. Con le Edizioni E/O ha pubblicato i romanzi Scrittore e assassino e Come la ferita di una spada e la raccolta delle sue memorie difensive, Tre manifesti per la libertà.

Scrittore e assassinoAhmet Altan – Traduzione: Barbara La Rosa Salim – Edizioni e/o – Collana: Dal Mondo – pagine: 416 – ISBN: 9788866328230 – Prezzo: € 18,50

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Gilda Piersanti – Roma enigma – La nave di Teseo – segnalazione

Gilda Piersanti – Roma enigma

 La nave di Teseo

Gilda Piersanti - Roma enigma - La nave di Teseo

Garbatella, Roma, una mite sera di primavera. Sulla soglia della più rinomata pasticceria del quartiere, una giovane studentessa si accascia, uccisa da un proiettile. È una morte inspiegabile: nessun’arma del delitto, nessun sospettato, nulla nel passato o nella vita della vittima che permetta di fare un’ipotesi, di seguire una pista. Una morte senza movente, in apparenza il delitto perfetto. Mariella De Luca è chiamata a condurre le indagini, ma l’ispettore questa volta dovrà risolvere anche qualche questione personale in sospeso.

Dopo Estate assassina e Giallo Caravaggio, un nuovo, intricato mistero nel cuore della città eterna, creato dalla raffinata penna di Gilda Piersanti per la sua avvincente serie delle “stagioni assassine”.

Gilda Piersanti (Tivoli, 21 settembre 1957) è una scrittrice italiana; nata in Italia, vive Parigi dal 1987.

Roma enigma. Una nuova indagine dell’ispettore Mariella De LucaGilda PiersantiLa nave di Teseo – Collana: Oceani – EAN: 9788893441650 – Prezzo: € 18,00

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