Mirko Pettinacci (a cura di) – Prendersi cura. Ricerche e riflessioni in tempo di fragilità – Dehoniane

Prendersi cura

Ricerche e riflessioni in tempo di fragilità

a cura di Mirko Pettinacci

Mirko Pettinacci (a cura di) - Prendersi cura. Ricerche e riflessioni in tempo di fragilità - Dehoniane

Descrizione

Il nostro modo di stare nel mondo è intimamente connesso con la cura che abbiamo ricevuto e con quella che riserviamo agli altri per conservare la vita, farla fiorire e riparare le ferite dovute alla fragilità e alla vulnerabilità.
L’essenzialità del “prendersi cura” si svela nella molteplicità degli aspetti in cui si manifesta: l’attenzione all’esperienza di ciò che abbiamo ricevuto e che doniamo, la modalità generativa originaria delle relazioni umane, la cura considerata nelle diverse articolazioni concrete in cui si realizza, negli atteggiamenti fondamentali che essa ispira, nella ricchezza di significati che richiama (antropologici, etici, filosofici, pedagogigi, teologici, spirituali, religiosi).

Contributi di Ernesto Borghi, Giuseppe Casarin, Michele Dossi, Lucia Galvagni, Chiara Gubert, Andrea Malfatti, Mirko Pettinacci, Celestino Riz, Romolo Rossini, Leopoldo Sandonà, Michele Vulcan, Stefano Zamboni.

Sommario

Introduzione (M. Pettinacci).  I. Eucaristia e cura della casa comune (S. Zamboni).  II. Vulnerabilità e cura: un percorso tra etica e spiritualità (L. Galvagni).  III. Ambivalenze e paradossi della cura (L. Sandonà).  IV. Categorie ontologiche della cura (M. Dossi).  V. Cura dell’Altro nella cura negli altri? Letture e riflessioni neotestamentarie (E. Borghi).  VI. «E Dio asciugherà ogni lacrima». Parole, gesti e immagini di cura nei tempi della fine (G. Casarin).  VII. Aver cura del bene della famiglia: la dimensione etico-religiosa degli affetti (R. Rossini).  VIII. Camminare insieme sulla strada della cura ecclesiale. La proposta della terza fase della Commissione internazionale anglicana-cattolica romana (A. Malfatti).  IX. La cura educativa nella didattica a distanza in tempi di lockdown (C. Gubert).  X. Insegnare con le nuove forme di didattica: una modalità idonea per «prendersi cura» della formazione (C. Riz).  XI. Il parroco e la cura d’anime (M. Vulcan).

Note sull’autore

Mirko Pettinacci è docente di Storia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose «Romano Guardini» e all’Istituto Teologico di Trento. Per EDB ha curato il volume Osiamo dire… Percorsi di parrhesia (2020).

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Prendersi cura. Ricerche e riflessioni in tempo di fragilità

Mirko Pettinacci (a cura di) – Prendersi cura. Ricerche e riflessioni in tempo di fragilità – Introduzione di Mirko Pettinacci – Contributi di: Stefano Zamboni, Lucia Galvagni, Leopoldo Sandonà, Michele Dossi, Ernesto Borghi, Giuseppe Casarin, Romolo Rossini, Andrea Malfatti, Chiara Gubert. Michele Vulcan – Dehoniane – Collana: B20 Echi teologici – Prima edizione: 18 marzo 2021 – Pagine: 192 – ISBN: 9788810214053 – € 19,00

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Pontile – foto by Iannozzi Giuseppe

Pontile

foto by Iannozzi Giuseppe

pontile - foto di Iannozzi Giuseppe

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Anatra domestica – foto by Iannozzi Giuseppe

Anatra domestica

foto by Iannozzi Giuseppe

anatra domestica - foto by Iannozzi Giuseppe

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Il profumo – Patrick Süskind – TEA

Il profumo – Patrick Süskind

TEA

Il profumo - Patrick Süskind

Straordinario affresco di un’epoca, riflessione profonda sull’amore e sulla diversità, un romanzo che sfugge a ogni definizione di genere

Nel Diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille…

Jean-Baptiste Grenouille nasce nella Parigi del Settecento, nel luogo più mefitico della capitale: il Cimitero degli Innocenti. Orfano, brutto, apparentemente insensibile, ha una caratteristica inquietante: in una società non ancora asettica come quella contemporanea e impregnata di mille effluvi e miasmi, non emana alcun odore. È però dotato di un olfatto unico al mondo, e il suo sogno è quello di dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l’amore in chiunque lo fiuti; per realizzarlo non si ferma nemmeno di fronte all’omicidio delle donne in cui trova traccia del sublime profumo dell’amore…

Patrick Süskind (Ambach, 26 marzo 1949) è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo tedesco. Studiò storia all’Università di Monaco di Baviera e a Aix-en-Provence. Il suo romanzo più noto è Il profumo (1985) che divenne un bestseller mondiale, tradotto in più di quaranta lingue. Nonostante la sua fama mondiale Süskind conduce una vita estremamente riservata, concedendo raramente interviste ed evitando di mostrarsi in eventi pubblici, arrivando persino a rifiutare importanti premi letterari tedeschi quali il Gutenberg, il Tukan e il FAZ.

Il profumoPatrick Süskind TEA – Collana: SuperTEA Plus – Edizione: Cartonato con plancia incollata, 2021 – Pagine: 266 – ISBN: 9788850248650 – € 10,00

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Giuseppe Dossetti – L’Eterno e la storia. Il discorso dell’Archiginnasio. A cura di Enrico Galavotti e Fabrizio Mandreoli – Dehoniane

Giuseppe Dossetti – L’Eterno e la storia

Il discorso dell’Archiginnasio

A cura di Enrico Galavotti e Fabrizio Mandreoli

Dehoniane

Giuseppe Dossetti - L'Eterno e la storia. Il discorso dell'Archiginnasio. A cura di Enrico Galavotti e Fabrizio Mandreoli - Dehoniane

Descrizione

Un affresco biografico che attraversa momenti cruciali della storia del XX secolo. Si potrebbe definire in questo modo il discorso che Giuseppe Dossetti tenne nella sala dello Stabat Mater dell’Archiginnasio di Bologna il 22 febbraio 1986, in occasione del conferimento del premio Archiginnasio d’oro.
In questo libro, il discorso viene introdotto da una ricostruzione storica e biografica di Enrico Galavotti e  corredato da uno studio conclusivo di Fabrizio Mandreoli su alcune tematiche teologiche, spirituali e politiche presenti nel discorso e nella vicenda complessiva di Dossetti. In questo secondo intervento si presentano anche alcune annotazioni sulla rilevanza odierna delle prospettive dossettiane per la vita politica, sociale ed ecclesiale italiana e mediterranea.

Sommario

Presentazione.  I. Discorsi introduttivi. 1. Discorso di Renzo Imbeni, sindaco di Bologna.  2. Discorso di Giuseppe Lazzati  II. Discorso pronunciato da Giuseppe Dossetti in occasione della consegna dell’Archiginnasio d’oro. III. Due saggi sul discorso dell’Archiginnasio: 1. L’Archiginnasio d’oro e la profezia di Giuseppe Dossetti (E. Galavotti); 2. Una rilettura, oggi, del discorso dell’Archiginnasio (F. Mandreoli). IV. Lettere: 1. Il cardinale Giacomo Biffi a Giuseppe Dossetti; 2. Giuseppe Dossetti a Renzo Imbeni; 3. Renzo Imbeni a Giuseppe Dossetti.

Note sull’autore

Giuseppe Dossetti (1913-1996), professore di Diritto canonico ed ecclesiastico, dirigente politico nella Resistenza, deputato all’Assemblea Costituente e alla Camera dei Deputati, vice-segretario della Democrazia Cristiana, lascia la vita politica nel 1952. Fonda il Centro di documentazione, un istituto per la ricerca storico-teologica. Nel 1956, ancora laico, dà vita alla comunità Piccola famiglia dell’Annunziata. Nel 1957 lascia la cattedra universitaria e nel 1959 viene ordinato sacerdote della Chiesa di Bologna; partecipa come «perito» del cardinal Giacomo Lercaro al Concilio Vaticano II. Dal 1968 fino alla morte vive, come monaco, in Medio Oriente e in Italia, nelle comunità della Famiglia da lui fondata.

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L’Eterno e la storia. Il discorso dell’Archiginnasio

Giuseppe DossettiL’Eterno e la storia. Il discorso dell’Archiginnasio – A cura di Enrico Galavotti e Fabrizio Mandreoli – Dehoniane – Collana: P6 Lapislazzuli – Prima edizione: 18 marzo 2021 – Pagine: 152 – ISBN: 9788810559765 – Prezzo: € 12,00

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Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

Tiziano Ferro in Schwyz

Tiziano FerroFile Photo by Pakeha/Wikimedia commons, CC BY 2.0

Tiziano Ferro – L’amore è una cosa semplice

https://www.youtube.com/watch?v=gTIRuGx7uc4

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Vincenzo Gueglio – Lorenzino e l’apologia del tirannicidio – Con il saggio introduttivo di Francesca Russo – Oltre / Gammarò Edzioni

Vincenzo Gueglio

Lorenzino e l’apologia del tirannicidio

con documenti e testimonianze sull’uccisione di
Alessandro de’ Medici e sull’esecuzione del «Bruto toscano»
da parte dei sicari di Carlo V e Cosimo de’ Medici.

Con il saggio introduttivo di Francesca Russo

Oltre / Gammarò Edzioni

Vincenzo Gueglio - Lorenzino e l'apologia del tirannicidio - Oltre Edizioni

«… e tiranni, in qualunque modo si ammazzino e spenghino, sien ben morti»

Così, secco, decide Lorenzino nella stupenda Apologia  – «esempio di eloquenza grande e perfetta da ogni parte» (Leopardi) – scritta per rivendicare l’uccisione del cugino Alessandro, tiranno di Firenze.

Al lettore curioso offriamo oggi, assieme a questo testo meraviglioso, un’ampia messe di documenti difficilmente reperibili, che consentiranno non solo di approfondire la conoscenza di un personaggio geniale e per tanti aspetti indecifrabile come Lorenzaccio, ma di penetrare nel clima del nostro inquieto Rinascimento: caratterizzato dall’affermazione di Signorie feroci quanto splendide e tuttavia ancora pervaso dalla nostalgia per la bella libertà perduta e dal desiderio di ripristinarla: nel culto umanistico della virtus romana.

Abbiamo concepito questo volume come una cronaca a più voci, quasi un romanzo alla Rashomon. O come un’indagine poliziesca: l’autore si è limitato a convocare personaggi e testimoni e a farli parlare astenendosi da interventi personali se non nelle note esplicative e in qualche didascalia. La ricca galleria di immagini collabora, senza alcun compiacimento ornamentale, a moltiplicare gli indizi che metteranno il lettore – giudice unico – nella condizione di emettere il proprio verdetto.

L’inquadramento storico della vicenda è affidato al saggio introduttivo di Francesca Russo In morte del tiranno.

Vincenzo GueglioVincenzo Gueglio (Sestri Levante 1946) ha pubblicato i seguenti romanzi:: Il privilegio di Fernand Gachet, Savona, Sabatelli, 1987 (premio Tigullio 1985 per l’inedito); Dieci toni di grigio, Milano, Greco & Greco, 1993; Mario!, ivi, 1994 (menzione speciale della giuria al Premio Pavese 1995); La risultante, ivi, 1994; Il demiurgo, ivi, 2000; Sogni, ivi, 2000; Mario! nuova edizione illustrata: Genova, F. Frilli, 2004; Tempo di esistere (in collaborazione con E. Rovegno), Gammarò, 2006; Da un bosco in cima al mare (in collaborazione con Rudi Ciuffardi), Gammarò, 2006.
Come critico ha curato, fra le altre, edizioni di: JONATHAN SWIFT, I Viaggi di Gulliver, Classici Frassinelli, Milano 1999; FRANCESCO DE SANCTIS, Mazzini, Genova, Fratelli Frilli, 2005; GIUSEPPE MAZZINI, I sistemi e la democrazia. Pensieri, con una Appendice su La religione di Mazzini Milano, Greco & Greco 2005; GUIDO GOZZANO, Verso la cuna del mondo, ivi, 2007.
Ha collaborato e collabora con prose e saggi a diverse riviste di letteratura e di critica letteraria: “Resine”, “Nuova Prosa”, “Otto-Novecento”, “Problemi”, “Critica Letteraria”, “Proteo”, “Il Lettore di Provincia”, “Nuova Antologia”, “Horizonte” (Italianistische Zeitschrift).

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Vincenzo Gueglio – Lorenzino e l’apologia del tirannicidio

Lorenzino e l’apologia del tirannicidioVincenzo GueglioOltre / Gammarò Edzioni – collana: I Grandi Classici – Prima edizione: 23 marzo 2021 – Pagine: 404 – ISBN: 9788899415938 – Prezzo di copertina: € 49.00

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Sting – Desert Rose

Sting – Desert Rose

Sting

Sting File Photo By Raph_PH/Wikimedia commons, CC BY 2.0

Sting – Desert Rose

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Paola Biribanti – Intervista all’Autrice – “Il caso Filiberto Mateldi. Misteri, futurismi e immagini di un grande illustratore del novecento” (Graphe.it Edizioni)

Paola Biribanti

Intervista all’Autrice

“Il caso Filiberto Mateldi”

di Iannozzi Giuseppe

Paola Biribanti  - Il caso Filiberto Mateldi - Graphe.it

1. Che io sappia, Il caso Filiberto Mateldi. Misteri, futurismi e immagini di un grande illustratore del novecento (Graphe.it edizioni) è la prima monografia dedicata a Filiberto Mateldi, illustratore, caricaturista, attore. Paola Biribanti, come sei entrata in contatto con il lavoro di Filiberto Mateldi?

Anche se non in modo approfondito, ho iniziato a occuparmi di Filiberto Mateldi alcuni anni fa, nel corso di un lavoro di ricerca su Brunetta Mateldi Moretti, la nota illustratrice di moda e moglie di Filiberto, su cui ho scritto una monografia (L’ironia è di moda. Brunetta Mateldi Moretti, artista eclettica dell’eleganza, Carocci 2018). Allora, non sconoscevo ancora gli eredi di Mateldi (né di Brunetta), per cui le notizie che ho raccolto sono quelle trovate nelle fonti bibliografiche, che sono scarse, lacunose e spesso imprecise.

All’indomani dell’uscita del libro, è stato un erede di Brunetta (il nipote Massimo Moretti) a contattarmi. Avendo apprezzato il mio racconto della vita e dell’opera della zia, mi ha proposto di scrivere un saggio biografico anche su Mateldi, di cui conservava e conserva tuttora disegni e documenti.

2. Il tuo saggio su Filiberto Mateldi è molto articolato, un lavoro che sicuramente avrà richiesto tante ricerche. A tuo avviso, Paola Biribanti, negli ultimi decenni il lavoro di Mateldi è rimasto un po’ nascosto, conosciuto solo da alcuni attenti addetti ai lavori?

Sì, il lavoro di ricerca è stato decisamente complesso e per diversi motivi. Innanzi tutto perché sono partita dall’assenza di punti di riferimento cronologici certi, a cominciare dalla data di nascita. Quindi, per il numero consistente di riviste a cui Mateldi ha collaborato, oltre tutto difficilissime da reperire. Non ultima, la difficoltà di ricostruire la fase in cui l’artista è vissuto in Argentina.

Credo che, se la figura di Mateldi è oggi conosciuta essenzialmente dagli esperti nel settore dell’illustrazione, è dovuto soprattutto a questo, cioè alle pesanti imprecisioni bibliografiche che gravano sul personaggio. Oltre al fatto che, quando si legge o si sente pronunciare il cognome “Mateldi”, si pensa immediatamente alla grande Brunetta, che è vissuta a lungo dopo la morte di lui e che, cronologicamente, è molto più vicina ai noi.

3. Il caso Filiberto Mateldi accoglie alcune informazioni inedite (o poco note) sulla vita dell’artista oltre a diverse ghiotte curiosità sulla sua attività professionale, che solo oggi, con il risalto che meritano, vengono portate all’attenzione del grande pubblico. Sei andata incontro a delle difficoltà insormontabili nel tuo lavoro di ricerca intorno a Filiberto Mateldi, personaggio sicuramente molto complesso ed eclettico?

Paola BiribantiConfesso che ci sono stati momenti, in cui ho pensato che non sarei riuscita a proseguire nella ricerca. Di ostacoli ne ho trovati ovunque. Per fortuna, però, ho trovato anche studiosi ed esperti gentilissimi e disposti a indicarmi le direzioni in cui cercare.

Ci sono stati, però, anche momenti fortunati, come il ritrovamento, da parte di Massimo Moretti, di documenti e fotografie, conservati e nascosti accuratamente da Brunetta, che hanno impresso un’accelerazione considerevole al mio lavoro.

4. Possiamo dire che Filiberto Mateldi ha appoggiato in tutto e per tutto il futurismo?

Dal punto di vista grafico, sicuramente. Se si mettono a confronto i suoi disegni degli anni Dieci con quelli successivi alla Grande guerra – periodo in cui è entrato in contatto con riviste di ascendenza e impostazione dichiaratamente futuriste – differenze se ne notano. Come il geometrismo accentuato, la prevalenza di linee dritte spezzate, la convivenza di piani prospettici molteplici.

A parte il disegno, le teorie futuriste Mateldi le ha applicate anche al teatro, fondando la Compagnia del Teatro Futurista (dalla vita breve e dallo scarsissimo successo), tra i cui direttori artistici figurava anche Marinetti.

5. Filippo Tommaso Marinetti e Filiberto Mateldi si sono influenzati a vicenda? Sul rapporto di collaborazione (forse anche di amicizia) fra Mateldi e Marinetti si sa ben poco.

Non so se Marinetti fosse stato influenzato da Mateldi. Di sicuro è vero il contrario. Oltre che collaboratore, credo che, di Marinetti, Mateldi si considerasse una specie di ammiratore-discepolo. Tra le opere di Mateldi conservate da Massimo Moretti c’è un ritratto a china di Marinetti (poi pubblicato in Teatro di prosa. Pagine tifose, di Giuseppe Ardau, Sonzogno 1930), che considero una delle vette più alte raggiunte dalla sua arte.

6. Paola Biribanti, attraverso illustrazioni e caricature Filiberto Mateldi ha fatto anche propaganda politica?

Nel corso degli anni Venti, Mateldi è stato attivo prevalentemente come vignettista satirico, collaborando a testate come “Pasquino”, di cui era una delle firme di punta, il “420”, “Satana. Beffa” e molte altre. Relativamente ai suoi lavori, non utilizzerei, comunque, il termine propaganda, piuttosto “satira orientata”.

7. Brunetta Mateldi Moretti sposò Filiberto nel 1930. Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto non pochi importanti riconoscimenti, e ancor oggi è nel cuore di un po’ tutti. La domanda è volutamente provocatoria: dopo la dipartita del consorte, Brunetta, con la sua bravura, nel corso degli anni, potrebbe aver inconsapevolmente contribuito a offuscare il fascino e la grandezza di Filiberto Mateldi?

Sì. Per quanto Brunetta, in ogni intervista fatta e dichiarazione rilasciata, abbia sempre ricordato Filiberto quale gradissimo disegnatore, la lunga vita e la sfolgorante carriera di lei, unite alla fama che ha travalicato i confini nazionali, hanno contribuito a offuscare la figura di lui. Anche se, come sopra accennato, non è stata la grandezza di Brunetta l’unica causa dell’oblio in cui è caduto Mateldi.

8. Filiberto Mateldi aveva un carattere piuttosto irascibile che, forse, non gli ha permesso di allacciare rapporti professionali durevoli. In che misura l’irascibilità può averlo reso inviso ai suoi contemporanei?

Francamente, non credo che il suo carattere sia stato d’ostacolo nell’intessere e mantenere rapporti d’amicizia e professionali. Dal carteggio di Mateldi, come anche dalle dichiarazioni di colleghi ed amici, emerge un quadro estremamente positivo di Mateldi. Sì, esuberante, egocentrico, nervoso, ma anche affettuoso e generoso. Persino simpatico.

I racconti di Brunetta, invece, sono un po’ diversi. L’amorevolezza si alternava spessissimo a scatti d’ira improvvisi e a scenate di gelosia. Insomma, come sempre succede, il peggio di sé lo si riserva alle persone con cui si è più in confidenza. Leggasi Brunetta.

9. Filiberto Mateldi è morto relativamente giovane. Della sua morte si è sempre parlato poco, chissà perché!

Mateldi è morto in piena Seconda guerra mondiale, nel 1942. In un periodo buio e, soprattutto, dopo anni di malattia e di inattività. Brunetta aveva già iniziato a sostituirlo in alcune collaborazioni e, come diceva lei “a lavorare per due”. Anche perché, proprio a causa delle condizioni di Filiberto, la coppia non versava in una situazione economica florida.

10. Paola Biribanti, perché oggi è importante riscoprire l’arte di Filiberto Mateldi? Che cosa ha da insegnare alle nuove generazioni?

È importante riscoprire Mateldi innanzi tutto per restituirgli il posto di primo piano che merita, nella Storia dell’Illustrazione italiana. La sua arte è una lezione di eleganza e di modernità, e un saggio illustrato sull’importanza dell’essenzialità e della sintesi. Non solo per le nuove generazioni.

PAOLA BIRIBANTI è nata a Terni nel 1977. Dopo la laurea in Storia dell’Arte, ha operato per alcuni anni nel settore editoriale. Giornalista con la passione per il disegno e l’illustrazione, scrive su riviste di settore. Ha pubblicato: Boccasile. La Signorina Grandi Firme e altri mondi (Castelvecchi,2009; II edizione aggiornata, Castelvecchi,2019), L’ironia è di moda. Brunetta Mateldi Moretti, artista eclettica dell’eleganza (Carocci, 2018)e, insieme a Bruno Prosdocimi, Prosdocimi. La vita è un gioco: Topolino, umorismo, figurine, Tv (Iacobelli, 2018).

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Paola Biribanti – Il caso Filiberto Mateldi

Paola BiribantiIl caso Filiberto Mateldi – sottotitolo: Misteri, futurismi e immagini di un grande illustratore del Novecento – prefazione di Gianni Brunoro – Graphe.it Edizioni – collana: Pecile [saggistica], 4 – pagine: 168 – 1ma edizione: gennaio 2021 – ISBN: 9788893721189 – € 24,50

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Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters – Traduzione di Fernanda Pivano – Contributi di Cesare Pavese, Guido Davico Bonino – Einaudi

Antologia di Spoon River – Edgar Lee Masters – A cura di Fernanda Pivano – Contributi di Cesare Pavese, Guido Davico Bonino – Einaudi

Antologia di Spoon River - Edgar Lee Masters - Traduzione di Fernanda Pivano - ET Einaudi

La collina

Dove sono Elmer, Herman, Bert, Tom e Charley,
l’abulico, l’atletico, il buffone, l’ubriacone, il rissoso?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Uno trapassò in una febbre,
uno fu arso in miniera,
uno fu ucciso in rissa,
uno morì in prigione,
uno cadde da un ponte lavorando per i suoi cari –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono Ella, Kate, Mag, Edith e Lizzie,
la tenera, la semplice, la vociona, l’orgogliosa, la felice?
Tutte, tutte, dormono sulla collina.

Una morì di un parto illecito,
una di amore contrastato,
una sotto le mani di un bruto in un bordello,
una di orgoglio spezzato, mentre anelava al suo ideale,
una inseguendo la vita, lontano, in Londra e Parigi,
ma fu riportata nel piccolo spazio con Ella, con Kate, con Mag –
tutte, tutte dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dove sono zio Isaac e la zia Emily,
e il vecchio Towny Kincaid e Sevigne Houghton,
e il maggiore Walker che aveva conosciuto
uomini venerabili della Rivoluzione?
Tutti, tutti, dormono sulla collina.

Li riportarono, figlioli morti, dalla guerra,
e figlie infrante dalla vita,
e i loro bimbi orfani, piangenti –
tutti, tutti dormono, dormono, dormono sulla collina.

Dov’è quel vecchio suonatore Jones
che giocò con la vita per tutti i novant’anni,
fronteggiando il nevischio a petto nudo,
bevendo, facendo chiasso, non pensando né a moglie né a parenti,
né al denaro, né all’amore, né al cielo?
Eccolo! Ciancia delle fritture di tanti anni fa,
delle corse di tanti anni fa nel Boschetto di Clary,
di ciò che Abe Lincoln
disse una volta a Springfield.

(traduzione di Fernanda Pivano)

L’Antologia di Spoon River è stata pubblicata per la prima volta da Einaudi nel 1943, tradotta da Fernanda Pivano e scoperta da Cesare Pavese. Da allora sono state fatte innumerevoli edizioni; il numero di copie vendute, da autentico bestseller, è straordinario, soprattutto se si tiene conto del fatto che si tratta di un libro di poesia, tradotto per di più da un’altra lingua. Dal libro sono stati tratti dischi, riduzioni teatrali, musicali, radiofoniche, televisive. E intere generazioni l’hanno scelto come testo da leggere e come oggetto di studio.

Con tre scritti di Cesare Pavese e una nota introduttiva di Guido Davico Bonino. In appendice un’intervista a Fernanda Pivano.

Edgar Lee MastersEdgar Lee Masters (Garnett, Kansas, 1869 – Melrose Park, Pennsylvania, 1950) è stato un poeta statunitense. Cresciuto nell’Illinois, visse a Chicago dedicandosi all’avvocatura, ma  desiderando soprattutto di affermarsi come poeta e di cantare la vita «di quelli che lavorano, dei predicatori, degli atei e di tutti i tipi umani». Nel 1915 pubblicò L’antologia di Spoon River (Spoon River anthology), che ebbe un successo immediato e clamoroso. Nata, come per miracolosa germinazione, dalla lettura degli epigrammi sepolcrali della greca Antologia palatina, Spoon River allinea, in versi appena ritmati, le lapidi del cimitero di una piccola città del Midwest: quasi una microstoria in frammenti dell’America provinciale tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del nuovo secolo. Le voci incrociate dei morti che «dormono sulla collina», e che al cenno del poeta si destano dai loro inferni, purgatori, brevi paradisi, smascherano le ipocrisie del potere, le menzogne degli amanti, le angosce dei giusti, per svelare la disintegrazione degli antichi codici morali dietro lo specchio della rispettabilità. Con La nuova Spoon River (The new Spoon River, 1924), E. Lee Masters non riuscì a dare un seguito a quel suo libro unico. Dopo il discusso L’uomo Lincoln (Lincoln the man, 1931) e altre biografie, di Lindsay, di Whitman, di Mark Twain, fu ingiustamente dimenticato. L’antologia di Spoon River è un classico della grande poesia mondiale, un capolavoro assoluto che giorno dopo giorno conquista nuovi lettori.

Antologia di Spoon River. Testo inglese a fronteEdgar Lee Masters – A cura di Fernanda Pivano – Contributi di Cesare Pavese, Guido Davico BoninoEinaudi – Collana: Super ET – Pagine:  508 – ISBN 97888062196 – € 14,0011

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Addio al Principe Filippo, Duca di Edimburgo

Il Principe Filippo, Duca di Edimburgo

(Corfù, 10 giugno 1921 – Windsor, 9 aprile 2021)

Notoriamente non sono mai stato reticente nell’esprimere la mia opinione su argomenti di cui non so assolutamente nulla.

Prince Philip, Duke of Edinburgh - 1992 portrait by Allan Warren

Prince Philip, Duke of Edinburgh– 1992 portrait by Allan Warren

Il ministero della Difesa ha annunciato che 41 colpi al minuto saranno esplosi per alcuni minuti dal castello di Cardiff, dal castello di Edimburgo, da quello di Hillsborough a Belfast, dalla Rocca di Gibilterra, dalla Torre di Londra e dalla caserma di Woolwich Barracks a Londra, dalle basi navali di Devonport e di Portsmouth e da varie navi da guerra in mare, tra cui la Diamond e la Montrose, in onore del duca, che ha servito come ufficiale di Marina durante la Seconda guerra mondiale e ha ricoperto la carica di Lord High Admiral.

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Fabio Bacà – Benevolenza cosmica – Adelphi

Fabio Bacà – Benevolenza cosmica

Adelphi

Fabio Bacà - Benevolenza cosmica- Adelphi

A Kurt O’Reilly non ne va bene una. Ma una, eh? Il medico cui si rivolge per un piccolo fastidio gli spiega, esterrefatto, che in tutti i casi conosciuti quel problema ha un esito nefasto – tranne che nel suo. Sul lettino di un tatuatore, una sensazionale pornostar gli lascia intravedere un paradiso a portata di mano. I soldi investiti distrattamente non fanno che moltiplicarsi. Persino il tassista che lo scorrazza in una Londra appena spostata nel futuro insiste per pagargli lui la corsa. No, decisamente qualcuno trama alle sue spalle, e a Kurt non resta che tentare di capire chi, e perché. Un po’ alla volta una macchinazione verrà fuori, in effetti, ma non possiamo dire altro: perché la macchinazione è questo singolare, trascinante, divertentissimo romanzo.

Fabio Bacà è nato nel 1972 a San Benedetto del Tronto, e vive a Alba Adriativa. Dopo qualche anno di giornalismo, oggi insegna ginnastiche dolci. Questo è il suo primo romanzo.

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Fabio BacàBenevolenza cosmicaAdelphi – Fabula, 343 – 2019, 5ª ediz. – Pagine: 225 – ISBN: 9788845933448 – € 18,00

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Michele Dossi – Il Santo proibito. La vita e il pensiero di Antonio Rosmini – Prefazione di Piero Coda – Dehoniane

Michele Dossi – Il Santo proibito. La vita e il pensiero di Antonio Rosmini. Prefazione di Piero Coda

Dehoniane

Michele Dossi - Il Santo proibito - Dehoniane

Descrizione

Questo libro si propone di raccontare la storia di Antonio Rosmini, il prete di Rovereto vissuto nella prima metà dell’Ottocento, noto soprattutto come filosofo e fondatore di una congregazione religiosa. La Chiesa cattolica ne riconosce oggi la grandezza, ma sulla sua vita e su quella dei suoi discepoli pesarono a lungo le proibizioni e le condanne ecclesiastiche che coinvolsero alcuni aspetti del suo pensiero. La sua stessa persona attirò, accanto ai più solenni attestati di stima, anche giudizi malevoli e perfino atteggiamenti ostili e minacciosi. Sulla sua morte pesa ancora oggi il sospetto di avvelenamento.
Chi era quest’uomo ammirato per la sua intelligenza straordinaria e per la sua semplicità di vita altrettanto fuori dal comune? Che cosa pensava e che cosa aveva scritto di tanto pericoloso? E come mai oggi è considerato un beato da quella stessa Chiesa che a lungo lo ha messo al bando?

Sommario

Prefazione (P. Coda).  Premessa (M. Dossi).  Abbreviazioni.  I. La formazione e gli anni giovanili.  II. L’ambiente milanese e le prime battaglie culturali.  III. La perfezione cristiana.  IV. Salvare l’intelligenza.  V. Un cantico filosofico delle creature: l’etica rosminiana.  VI. Le opere della maturità e le prime polemiche rosminiane.  VII. La persona e la politica.  VIII. Il rinnovamento ecclesiale e le Cinque Piaghe della Santa Chiesa.  IX. La rivoluzione del 1848 e il fallimento del riformismo rosminiano.  X. La ricerca teosofica e l’ultimo Rosmini.  Epilogo: Dalla condanna alla beatificazione.  Per saperne di più.

Note sull’autore

Michele Dossi è docente di discipline filosofiche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Romano Guardini” di Trento. Oltre a un ampio Profilo filosofico di Antonio Rosmini (Morcelliana 1998), tradotto in tedesco da Kohlhammer (Stoccarda 2003), ha pubblicato numerosi saggi sul pensiero rosminiano. Collabora con la Biblioteca Rosminiana di Rovereto e con il Centro di studi e ricerche Antonio Rosmini dell’Università di Trento.

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Il Santo proibito – Michele Dossi

Michele DossiIl Santo proibito. La vita e il pensiero di Antonio Rosmini. Edizione aggiornata – Prefazione di Piero Coda – Dehoniane – Collana: G2 Fede e storia – Prima edizione: 11 marzo 2021 – ISBN: 9788810102206 – € 15,00

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Teoria e pratica di pane e pomodoro – Leopoldo Pomés – prefazione di Juliet Pomés Leiz – con una ricetta gourmet di Nicola Santini – Graphe.it edizioni

Teoria e pratica di pane e pomodoro

Leopoldo Pomés

prefazione di Juliet Pomés Leiz

Graphe.it edizioni

Teoria e pratica di pane e pomodoro - Leopoldo Pomés - Graphe.it edizioni

Nell’apparente semplicità del pane e pomodoro Pomés ha trovato la ricetta della sensualità, del piacere e della vita che tante volte ha fotografato.

(David Trueba)

Non propriamente un libro di cucina, nemmeno un libro di memorie, eppure chiamarlo semplicemente “saggio” non gli renderebbe giustizia: questo è un volume – è il caso di dire – gustoso, che parla di cibo e di tanto altro. Il tema è la semplice preparazione del pane con pomodoro, caposaldo della tavola tradizionale catalana (ben conosciuto anche in Italia). Ci si intrufola dunque nelle case delle generazioni passate, si legge di nonni e merende, e del pane e pomodoro si scopre la storia, la pratica e l’arte. Perché si tratta di cucina povera e popolare, ma la pietanza è tutto fuorché priva di un intento estetico, di un amore per il fare con cura che all’autore è caro quanto il sapore. Il tono ironico e ricco di ricordi affettuosi soddisfa l’appetito di qualsiasi lettore, anche il più digiuno di esperienza culinaria.

A impreziosire il testo, una ricetta proposta da Nicola Santini.

Leopoldo Pomés - Foto | Isabel Fàbregues (particolare)Leopoldo Pomés (Barcellona 1931-Girona 2019) è stato fotografo e scrittore.
Molto giovane ha scoperto la fotografia come mezzo di espressione artistica e si è confrontato con artisti e intellettuali come Tàpies e Brossa, membri tra gli altri del Dau al Set. Nel 1955, in tempi difficili per la cultura in Spagna, la sua prima mostra fotografica causa grande scandalo.
Nel 1961 fonda lo Studio Pomés insieme a Karin Leiz, madre dei suoi quattro figli, diventando fin da subito un punto di riferimento per il mondo della pubblicità. Molte delle sue campagne appartengono all’immaginario popolare spagnolo. Crea la cerimonia inaugurale dei Mondiali di Calcio di Spagna 1982 e partecipa a campagne per la candidatura di Barcellona ai Giochi Olimpici nel 1992.
La sua dedizione alla gastronomia e la sua natura curiosa in molti campi lo portano e ideare e fondare i ristoranti Flash Flash Il giardinetto, ancora oggi in attività, e, tra le altre cose, a scrivere Comer es una fiesta (RBA, 2004) e il libro di poesie Vidre de nit seguit de polvo de sombras (Quaderns Crema, 2015).
Nell’ultimo decennio della vita si è dedicato al proprio archivio fotografico e ha ottenuto meritati riconoscimenti per la sua carriera con numerose mostre e premi. Nel giugno 2019 ha presentato le sue memorie, No era pecado (Tusquets Editores/Edicions 62).

Foto | Isabel Fàbregues (particolare)

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Teoria e pratica di pane e pomodoro – Leopoldo Pomés

Teoria e pratica di pane e pomodoroLeopoldo Pomés – Prefazione: Juliet Pomés Leiz – con testi di Nicola Santini – Traduttore: Roberto Russo – Graphe.it edizioni – Collana: Parva [saggistica breve], 21 – Pagine:: 64 – Prima edizione italiana: 03/2021 – ISBN: 9788893721288 – Prezzo: €7,00

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The Rolling Stones – Anybody Seen My Baby

The Rolling Stones

Anybody Seen My Baby

The Rolling Stones Summerfest in Milwaukee -fonte: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:The_Rolling_Stones_Summerfest_in_Milwaukee_-_2015.jpg

The Rolling Stones – Anybody Seen My Baby
(Official Promo)

https://www.youtube.com/watch?v=BinwuzZVjnE

The Rolling Stones – Anybody Seen My Baby
(Bridges To Bremen)

https://www.youtube.com/watch?v=vOcm1poF3kw

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