Libri e letteratura: questione di buon gusto

Libri e letteratura: questione di buon gusto

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Non scrivo per me stesso. E’ cosa che rifuggo altamente, avendo oramai, da tempo, maturata la convinzione che scrivere per e di sé stessi sia il più grande errore che uno scrittore possa commettere.
Lo scrittore, che non voglia rendersi ridicolo in pubblico, sa bene che parlare di sé stessi nei romanzi o in altri scritti (minori) solo serve a condurlo sulla via per dei giustificati sberleffi da parte del pubblico e della critica. L’esperienza personale di chi scrive deve essere dunque tradotta in qualcosa di generico, di utile alla letteratura e all’arte,
Solo pochi autori possono permettersi di essere autobiografici, a patto che alle spalle abbiano grandi esperienze non comuni di vita, di vita condotta in prima linea.

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, critica, critica letteraria, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, letteratura, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , | 2 commenti

Stevie Ray Vaughan

Stevie Ray Vaughan

Stevie Ray Vaughan con Voodoo Child (Slight Return) suona da Dio, meglio di Jimi Hendrix. La perdita di questo chitarrista enorme per la sua importanza, capacità tecnica e artistica è una ferita incolmabile nel mondo del blues.

ascolta Voodoo Child (Slight Return) – Live At Montreux 1985

Stevie Ray Vaughan

Stevie Ray Vaughan

Pubblicato in arte e cultura, cultura, musica, spettacoli | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Libro dei Peccati – Solitudine

Solitudine

di Iannozzi Giuseppe

lonely man

Qui Binario morto

II. Solitudine

Adamo annacquava il dolore nel vino. Dio, perché sei Dio?
Così pensava un trentenne disperato, non troppo, ma drogato fatto d’un passato non troppo lontano. Volse lo sguardo al cielo infinito: profondo e azzurro, occhi d’angelo svegli nell’immensità, e proprio per questo gli pareva più falso che mai. La disperazione forse però non era tanta come la forza dell’immaginazione di credersi traditi. Ma un rapporto di coppia s’invola nel momento in cui la comune anima che la teneva unita si sdoppia! E tradisci per non esser tradito. O ti guardi allo specchio interrogando l’immagine di te che mai vorresti riconoscere veramente, sino in fondo.
E’ luogo comune credere, ma la fede in un lui o in una lei è soggetta all’immagine orgogliosa che ognuno nutre di sé stesso: più è forte l’orgoglio e più debole è l’ammirazione che nutriamo per la nostra metà.

Adamo pensava: ‘No, non ho detto che ti amo. Ho solo sussurrato il mio amore al tuo orecchio mentre a letto riempivo la tua ferita con la mia carne. Guardavo i tuoi occhi, ma sempre c’è stato un inconsolabile silenzio fra noi. Fra di noi. Era come… come se rispondendo ai miei sguardi, tu in essi affogassi me. Non so spiegare. Fare l’amore con te significava morire in te. Non c’era spazio per me nel tuo mare silenzioso: la tua anima annientava la mia. Fu ossessione e possessione?’

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, Beppe Iannozzi, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, LIBRO DEI PECCATI, prosa poetica, racconti, società e costume | Contrassegnato , , , | 1 commento

Guardarsi le spalle e le palle sempre

Guardarsi le spalle e le palle sempre

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

– Io sono molto più che odiato. Cosa dovrei mai pensare? Devo guardarmi le spalle e le palle sempre. Non posso manco più farmi una pisciatina in un vespasiano senza il timore che qualcuno me lo metta in quel posto prima del mio preventivo consenso. Significa questo che sto facendo bene il mio lavoro?

– Siamo diventati così tanto tecnologici che oramai per andare a cagare non possiamo più fare a meno dell’app del nostro cazzo di iPod.

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, attualità, Beppe Iannozzi, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, opinionismo, riflessioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | 2 commenti

Il lato B di questa sporca vita (racconti brevi, prose poetiche)

Il lato B di questa sporca vita

(racconti brevi, prose poetiche)

di Iannozzi Giuseppe

lato B

La faccia di Dio

Appena mi sveglio, devo controllare che sono ancora vivo. E’ un brutto vizio il mio. Ma sono certo, al cento per cento, che se dovessi morire non me ne accorgerei distratto come sono. E’ inevitabile, non posso davvero far a meno di guardarmi allo specchio, accertarmi che il riflesso è quello della mia persona in carne e ossa e non quello d’un fantasma, inforcare quindi gli occhiali, schiarirmi la voce e ritrovarmi stonato come una campana, e passare in ultimo al caffè. Arrivo in cucina, nudo – perché dormo nudo, senza pigiama – e metto sul fornello la mia moka: una volta che la moka comincia a sghignazzare aroma di caffè, allora butto l’occhio sull’inguine, sperando di vedere la faccia di dio. E in questo non sono mai rimasto deluso: la faccia di dio è sempre maledettamente incollata nelle mie parti basse, con un cachinno priapesco, che sembra voler suggerirmi, “Adesso t’inculo io per bene! E poi vediamo se sarai ancora capace di fare tanto lo spiritoso con la mia santità”. M’è d’obbligo di mandarlo a quel paese. E nell’intanto il caffè è pronto: lo centellino con piacere, bello caldo e zuccherato (non meno di due cucchiaini di zucchero). A questo punto la giornata può cominciare: sono fottutamente vivo, per vostra sfortuna, Signore e Signori.

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, attualità, Beppe Iannozzi, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, letteratura, narrativa, racconti, racconti brevi, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Shabani, il sexy gorilla che fa impazzire le donne!

Shabani, il sexy gorilla che fa impazzire le donne!

Shabani - sexy gorilla giapponese

Shabani – sexy gorilla giapponese

Shabani è un gorilla di 18 anni. Non un gorilla qualunque, però. Vuoi farti una foto con il raro esemplare? Devi metterti in fila. Sì, perchè le giapponesi sono pazze del gorilla dagli occhi profondi. Nello zoo di Higashiyama, a Nagoya, Shabani è ormai una vera celebrità. Ogni giorno, mediamente, ci sono un centinaio di visitatori – prevalentemente giovani donne – che lo assediano chiamandolo e sperando che il gorilla si giri per poter fare una foto. Foto da postare sui social, ovviamente. Takayushi Ishikawa, il direttore dello zoo giapponese, si dice sorpreso dall’attenzione riservata al gorilla: “Stranezze di internet”, commenta. Purtroppo per le giapponesi però, Shabani ha già due mogli, Ai e Nene, ed è padre (eccellente) di Kiyomasi e Annie.

Pubblicato in attualità, cronaca, società e costume | Contrassegnato , | Lascia un commento

Cadaveri freschi per l’amore

Cadaveri freschi per l’amore

di Iannozzi Giuseppe

cadavere

cadavere

Con inusata delicatezza lasciò cadere una rosa nera tra i seni della ragazza lunga distesa sul lettino.
La rosa cadde a piombo nell’aria e si posò proprio nel mezzo del petto pallido.
Candido rimase qualche istante con lo sguardo attaccato al corpo, incapace di credere che fosse vero.
Gli pareva impossibile che a breve quel cadavere si sarebbe arreso allo scempio del tempo. Gli sembrava ingiusto che la morte potesse disporre della bellezza e corromperla fino a ridurla a una cosa senza più forma, odiosa all’occhio e allo spirito. Candido sapeva bene che la putrefazione è una sorta di decomposizione delle proteine dovuta all’implacabile azione dei microrganismi anaerobici; ciò nonostante, ogni volta provava dispiacere, quasi che una lama gli penetrasse nell’anima. Il corpo che aveva davanti aveva perso l’afflato vitale nel giro d’un momento. Un incidente come tanti e Grazia aveva cessato d’essere. Una pastiglia di ecstasy e un drink di troppo a un rave party. Grazia s’era accasciata sulla pista da ballo in mezzo alla babele di voci di bassi sparati a tutto volume, di giovani illusi che nemmeno un dio avrebbe osato sfidarli. Era andata giù, come una bambola privata all’improvviso delle batterie. Avevano continuato a ballare fino all’alba intorno a lei, senza prestarle alcuna attenzione. Tutti erano dannatamente sicuri di non averla vista e chi l’aveva notata aveva pensato che stesse dormendo. La sua amica Luna, quando nel capannone cominciarono a filtrare i tardivi raggi d’un sole invernale, era inciampata nel corpo ed allora aveva gridato tirando fuori tutta l’anima, peggio d’una dannata: ma oramai non c’era più niente da fare, Grazia era fredda più del marmo nella sua minigonna e nel body di pizzo nero che le fasciava il corpo lasciandole nuda la schiena quasi per intero.
Candido lo sapeva che l’autopsia non avrebbe rivelato niente: s’era fusa le cervella, non c’era mica bisogno di aprirla come una trota per capirlo. Entro meno di ventiquattro ore il medico legale avrebbe effettuato l’esame post-mortem. Candido sospirò. Pulì come al solito, senza lasciare tracce: nel corso degli anni era diventato un esperto a levare le tracce di attività sessuale dalle vagine. Lui non era uno sprovveduto: usava sempre il preservativo. Le puttanelle: non si poteva mai sapere con chi erano state e se avevano qualche malattia venerea o l’Aids. Nessuno sapeva che era un necrofilo incallito: erano dieci anni buoni che si scopava i cadaveri che arrivavano: enterotomo, ago e filo, scalpello, forbici, forcipe dentato, sega manuale, sega vibrante, encefalotomo, costotomo, tutti strumenti che in quel buco aveva visto usare centinaia di volte dal medico patologo. Candido gl’era sempre accanto, per ogni evenienza. Dopo aver ripulito la cavità vaginale e la pelle del cadavere, finalmente si tolse i guanti. Con dita leggere come il battito di ali d’una farfalla strappò via la rosa nera per riporla subito in una delle profonde tasche del camice.

Continua a leggere

Pubblicato in arte e cultura, attualità, Beppe Iannozzi, cultura, explicit content, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, letteratura, narrativa, racconti, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento