Perché leggere “Il MALE PEGGIORE” di Iannozzi Giuseppe? Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Perché leggere Il MALE PEGGIORE
di Iannozzi Giuseppe

Ve lo spiega Nadia Fagiolo

Il male peggiore fra le mani di Nadia Fagiolo ed Emilia Spinelli

IL MALE PEGGIORE, mio ultimo romanzo pubblicato da Edizioni Il Foglio, arriva presso le LIBRERIE GIUNTI AL PUNTO grazie a Nadia Fagiolo.

Il libro lo potete trovare presso la libreria GIUNTI AL PUNTO di Erba – Centro Commerciale I Laghi – Viale Prealpi n. 3 – cap 22036 – Erba (CO), ma potete anche ordinarlo presso uno dei tantissimi punti vendita GIUNTI in tutta ITALIA (https://www.giuntialpunto.it/librerie).

Grazie a quanti sino ad ora hanno acquistato il mio libro o hanno intenzione di acquistarlo.
Nella foto Nadia Fagiolo insieme a Emilia Spinelli presso la libreria Giunti al Punto di Erba (CO) con in mano il mio IL MALE PEGGIORE. Siete fantastiche e di più.

Grazie a TUTTE/I.

Giuseppe Iannozzi

Perché leggere Il MALE PEGGIORE di Iannozzi Giuseppe (Edizioni Il Foglio) ve lo spiega Nadia Fagiolo:

Questo libro è un urlo. Sì, avete capito bene. La scrittura di Giuseppe colpisce alla bocca dello stomaco, è sincera, è così dura da risultare, talvolta, anche scomoda. In questo romanzo il lettore si ritrova spettatore di vari e intriganti attimi di vita appartenuti ad alcuni importanti personaggi della letteratura (e non solo). Qui si parte per un viaggio nel tempo: allacciate le cinture e non temete, non dubitate, non dubitate, non dubitate… non dubitate…

Perché dovreste comperarlo? I 10 Beppemotivi

1 – Perché Beppe è geniale.
2 – Perché Beppe scrive in italiano e quello vero.
3 – Perché Beppe continuerà a scrivere molto più volentieri se i suoi libri vendono.
4 – Perché Beppe vale e si attiene ai fatti senza troppi fronzoli.
5 – Perché Beppe conosce anche la storia, l’attualità, è un critico e un giornalista. Mica da tutti.
6 – Perché Beppe è cresciuto a pane e libri e per davvero.
7 – Perché Beppe ha messo un pezzo della sua anima in questo libro
8 – Perché questo libro ha rubato un pezzo d’anima a Beppe.
9 – Perché, se vi fidate, è un capolavoro di perfezione stilistica e di contenuto.
10 – Perché Beppe è un nostro amico, arriva Natale, e sono pochi Euro spesi bene (per una piacevole lettura e un po’ di sana cultura).

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IL MALE PEGGIORE – In libreria il nuovo romanzo di Giuseppe Iannozzi

IL MALE PEGGIORE

In libreria il nuovo romanzo

di Giuseppe Iannozzi

Edizioni Il Foglio

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALE PEGGIORE. Storie di donne e scrittori – In questo romanzo si raccontano le storie di tanti celebri scrittori e delle donne che, bene o male, li hanno accompagnati per un pezzo, più o meno lungo, della loro vita: Cesare Pavese e Doris Dowling, J.D. Salinger e Oona O’Neill, Ernest Hemingway e Mary Welsh, H.P. Lovecraft e Sonia Greene, Henry Miller e Anaïs Nin, Hermann Hesse e Ninon, F.W. Nietzsche e Lou von Salomé, Emilio Salgari e Ida Peruzzi…

Chaplin aveva strappato Oona O’Neill dalle braccia di Salinger; e lui, Giacobbe, non era né l’uno né l’altro, ma Liliana si era portata via da lui […] In fondo Salgàri si era tolto di mezzo perché, per tutta la vita, era stato pure lui un mollaccione, uno che scriveva, uno che non guadagnava mai abbastanza nonostante sgobbasse da mane a sera; e che importava se aveva avuto dei figli da Ida Peruzzi, se questa era finita presto in manicomio. […] Ricordava con una certa nettezza quando, per l’ultima volta, l’aveva incontrato al Caffè Platti di Torino, in quel caffè che non c’è più e che in altri tempi aveva visto fra la sua clientela Luigi Einaudi, Cesare Pavese, Mario Soldati, i coniugi Natalia e Leone Ginzburg, Norberto Bobbio e molti altri nomi celebri. […]
Friedrich Willem Nietzsche aveva corteggiato Lou von Salomé e lei si era presa gioco del suo cuore e della sua genialità. E Nietzsche, con tutto il suo carico di dolore, nonostante l’intelligenza e l’acume spropositato, pian piano avevo ceduto alla pazzia per finire in un cazzo di manicomio a mangiare i suoi stessi escrementi.

Incipit

Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi.
Giacobbe si sporse sul balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo.
Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra.
Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza.
Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre.
Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male.
Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle.
L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio
RINGRAZIAMENTI

Grazie a Nadia Fagiolo, che mi ha incoraggiato a scrivere questo romanzo, quando credevo d’aver detto tutto e di non aver più voglia di scrivere; grazie a Isabella Difronzo che mi legge da una vita, forse di più, in pratica dai miei oramai lontanissimi esordi; grazie a Cinzia Paltenghi, che mi legge praticamente da sempre; grazie a tanti e tanti nuovi lettori, che, nel corso degli anni, con i loro incoraggiamenti mi hanno spinto a scrivere, a migliorarmi, fornendomi non pochi utili consigli; grazie a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo libro affinché fosse il più possibile vicino alla perfezione; grazie a chi ieri mi leggeva e oggi non più, manco fossi io un criminale; grazie a tanti e tanti nuovi amici che mi leggono, a volte in silenzio, altre no; grazie a Dario Arkel, che con la sua presenza mi ha stimolato a scrivere determinate storie; grazie a Valeria Chatterly Rosenkreuz, che con le sue opere, in più di una occasione, mi ha regalato un po’ di “fuoco sacro”; grazie a Sacha Naspinii, che, da quando pubblico con le EDIZIONI IL FOGLIO, si preoccupa dell’impaginazione e della grafica di copertina; e, ovviamente, grazie a Gordiano Lupi, attento editore e più che mai valido scrittore, che ha creduto in questo mio ennesimo lavoro che parla di scrittori, di grandi scrittori che hanno fatto la Storia della Letteratura e che dalla vita hanno ottenuto poco o nulla.
Grazie a quanti sino a oggi hanno creduto in me.

Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe - marzo 2017

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio).
Ha inoltre scritto introduzioni e critiche per diversi autori: Celeste Bruno, Kyara, Francesco De Nigris, Felice Muolo, Dario Arkel, etc. etc. Attualmente collabora con diverse testate online e non.
Da un anno a questa parte cura l’Ufficio Stampa delle Edizioni Il Foglio, Il Foglio editoriale.

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Titolo: IL MALE PEGGIORE – Storie di scrittori e di donne
Autore: Giuseppe Iannozzi
EDIZIONI IL FOGLIO
Collana: Narrativa
Prima edizione: novembre 2017
Prezzo: 16,00 €
Pagine 330
ISBN 9788876067167

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Da A alla Z fino a Gerusalemme

Da A alla Z fino a Gerusalemme

ANTOLOGIA VOL. 20

Iannozzi Giuseppe

Lauren Graham

Tu, mia Gerusalemme Liberata

Eri tu la mia Gerusalemme Liberata,
la Stella Polare, il sale e lo zucchero
Eri tu il suono delle campane al mattino,
la gioia e la rabbia d’affrontare un nuovo dì
Eri tu il mio unico vanto ed egoismo,
colei che m’insegnava a stare in società
Eri tu ad allontanarmi dalla ricerca della Verità
per accogliermi fra le tue braccia,
lasciando che il mio capo stanco cadesse
sul tuo seno in fiore
Eri tu sola che mi amavi imperfetto,
come sempre sono stato dal primo momento
ai tuoi occhi d’angelo cieco eppur vero,
vero più di chiunque altro sulla faccia della terra
Eri tu, eri tu, eri tu il mio nome sulle labbra,
la bellezza disperata e selvaggia d’averti accanto

Eri tu la mia Gerusalemme Liberata
E allora perché bastò un colpo solo del destino
per portarti via per sempre dall’anima mia?

Maledico il Passato, non il tempo insieme passato
Maledico quell’unico momento passato
che ti ha uccisa proprio fra le mie braccia impotenti,
sotto la doccia dei miei occhi ciechi e piangenti

Mille amanti

Non te l’ho mai detto,
non ho mai osato dirtelo
che se non c’è il sole non fa niente
ma che di te ho bisogno più d’ogni amore

Ti conosco,
hai la tua giovinezza a cui pensare,
la chiesa e i tarocchi
Per me non hai occhi

Ti conosco
Non è vero
che senza di te non posso vivere,
anche se mi prende un nodo alla gola
e tutti i dì sono di orizzonti di nuvole

Le tue labbra le conosco
Me le sogno ogni notte
Poi mi sveglio madido di sudore,
impaurito, uguale a un bambino
che ha perso il grembo materno
Le tue ciliegie rosse di peccato
la mia fantasia le scopre col buio
Ma non ti ho detto mai
che ti amo, che della clessidra sei la sabbia
Che senza di te sono un uomo a tempo perso

Non ho bisogno di chi non c’è
Non ho bisogno di fantasticare ancora
Fa male, fa male saperti bella e lontana
Fa male averti nella testa, un chiodo fisso
E al mattino scoprire che non mi sei accanto,
che solo ho sognato, che ho fatto all’amore
con la fantasia – più terribile d’un fantasma

Non te l’ho detto
che senza i tuoi occhi su me non vedo futuro
Eppur nutro il sospetto che tu abbia capito
Nutro la speranza che tu sappia da prima di me
Questo però non basta se poi abbraccio il vento
e di me rimango scontento, amputato alla radice

Ti conosco
Non è vero
che senza di te non oso vivere con un’altra
Ho mille amanti che per me si tagliano i capelli
E allora perché, perché penso soltanto a te?

E’ che t’amo più di me, della mia vanità
Solo questa è la verità
E’ che t’amo più di me, più d’ogni turbolenza,
più d’ogni speranza, più dei capricci di sole e luna
E’ che in fondo sono un tipo romantico
Di te non posso fare a meno, anche se poso duro
E’ che son così innamorato che non capisco altro
Rinuncio a tutta l’eternità ma non a te, non a te

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Lei non viene all’appuntamento

Lei non viene all’appuntamento

Iannozzi Giuseppe

ragazza a Milano

Alla stazione: il cielo si capovolgeva nello specchio degli occhiali da sole del giovane uomo. Ostentava un sorriso grande e finto quanto il paradiso, e, anche se nascosti, si intuiva bene che nei suoi occhi si disegnava l’inferno. Chi gettava una rapida occhiata addosso all’uomo non poteva non percepire in lui un senso di malessere, perché lui era proprio uno straniero e non un meneghino. E lo straniero continuava a sorridere uguale a un idiota dostoevskijano con delle rose rosse in mano, che stonavano come pugno in un occhio addosso al nero del suo completo, maltrattato dal lungo viaggio, dal nero del fumo delle rotaie, dal semplice puzzo d’un vagone passeggeri. Sorrideva ma sapeva che lei non sarebbe venuta: “E’ destino che non venga perché io lo so che non verrà”. Così pensava, mentre lo stordimento d’una folla esagitata, impegnata a sciamare fuori dalla stazione, lo urtava e lo spintonava. Cachinni ignoti si stampavano nella memoria del giovane uomo che, con non poca difficoltà, tagliava come poteva la folla per uscire all’aperto.

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Perché mai dovreste leggere un libro che ho scritto io?

Perché mai dovreste leggere
un libro che ho scritto io?

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

Perché mai dovreste leggere un libro che ho scritto io? In giro, nelle librerie ci sono tanti autori, davvero tanti, e forse sono tutti molto più bravi di me. Ciononostante credo sia difficile trovare un altro libro come Il male peggiore, un romanzo che si compone di tanti racconti, un libro che potete leggere iniziando da un racconto qualsiasi, scelto a caso, per scoprire che la storia che qui si narra, alla fine, non cambia d’una virgola.

Perché mai dovreste leggermi? Perché racconto la storia di tanti scrittori (e non solo), delle loro tante traversie e con le donne e con la penna; perché con le parole disegno la vita che, il più delle volte, è balorda e ingiusta; perché nessuno è profeta in patria (“Nemo propheta in patria”); perché si diventa qualcuno, o meglio ci si accorge di qualcuno solo nel momento in cui diventa materiale per i posteri; perché, pur non essendo io chissà chi, in questo lavoro credo d’aver dato il meglio di me.
Perché, nel caso non dovesse interessarvi la vita degli scrittori, ne Il male peggiore potrete anche leggere di Ziggy Stardust che si dà da fare per vendere mondo, del Mostro di Rostov che riesce a sbarcare in Italia, di fascisti mai morti che vorrebbero restaurare i campi di concentramento per uccidere, un’altra volta, Dio…

Il male peggiore lo trovate in libreria, nelle librerie online, e in caso non fosse disponibile potete sempre prenotarlo.

Volete esser sicuri di avere la vostra copia? Potete allora acquistare Il male peggiore direttamente dall’editore, Gordiano Lupi, inviando email a: ilfoglio@infol.it

Pagate solo il prezzo di copertina.
Niente spese di spedizione. Che volete di più?

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Niente di quello che facciamo è veramente necessario

Niente di quello che facciamo
è veramente necessario

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

1. Nei libri non c’è nessuna verità che non si possa trovare scendendo in strada. Chi sa osservare la società, sa anche leggere l’umanità, la sua superficialità e la sua rara profondità.

2. Nella vita, in quella di tutti i giorni, ci vuole anche un po’ di sano egoismo, affinché non si diventi schiavi di una forma malata di generosità.

3. Si scrive quando si ha qualcosa da dire, e non per impiastrare le pagine con parole inutili. Con la maturità certe cose finalmente le capisci.

4. Niente di quello che facciamo è veramente necessario.

5. La vera filosofia non è di favole o di specchi per le allodole.

6. Dal suo angolo in luce Buddha sorride,
e fra le nubi Yahweh gioca a nascondino
Chi viene e chi va, si sta come si sta
E quasi tutti giù in città aspettano la Luna,
forse solo qualcosa che hanno già

7. Sarà l’uomo, con le guerre di religione, a porre fine a sé stesso, e non un demiurgo.

8. Il saggio deve saper riconoscere i propri errori prima di dire di quelli altrui.

9. Viviamo in un secolo che ha fatto della vacuità la sua ragion d’essere, non a caso siamo pieni di tromboni e di tuttologi.

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TIPI NON COMUNI – TOM HANKS – Bompiani/Giunti

TIPI NON COMUNI – TOM HANKS

Bompiani/Giunti

Tipi non comuni - Tom Hanks

La prima opera letteraria di un grande attore che dà conto della sua passione di collezionista. Diciassette racconti, diciassette storie di macchine per scrivere. Uno strumento desueto e affascinante che torna a dare valore alla parola soppesata, scelta, infine composta e impressa nella carta.

«Film e personaggi di Hanks riemergono nei racconti, come se l’attore-narratore impersonasse una ricorrente antropologia americana disegnata con pochi tratti decisi» – Paola Zanuttini, Il Venerdì di Repubblica

Tom Hanks ha cominciato a scrivere questa raccolta di racconti nel 2015. “Nel frattempo ho girato film a New York, Berlino, Budapest e Atlanta e ho sempre scritto mentre lavoravo. Ho scritto in albergo durante i tour di lancio dei film. Ho scritto in vacanza. Ho scritto sugli aerei, a casa, e nel mio studio. Quando ho potuto permettermi un impegno regolare ho scritto la mattina, dalle nove all’una.” A scatenarlo così la passione per le macchine per scrivere – le colleziona da tempo – che si è trasformata in passione per le storie sulle macchine per scrivere: Hanks ha anche creato un’app, Hanx Writer, che simula sul telefono o su un pad la scrittura e il suono di una macchina per scrivere e non dà la possibilità di correggere gli errori. In questi diciassette racconti la presenza dell’oggetto tanto amato è forte e chiara, sia per la vista che per l’udito. Che cos’hanno in comune una ragazza che non sa cosa fare di sé, un uomo anziano ricchissimo e annoiato, in cerca di emozioni da pagare a suon di milioni di dollari, un giocatore di bowling capace di compiere un’impresa incredibile, una guardinga neodivorziata che trasloca in un quartiere nuovo coi suoi due bambini, un immigrato sopravvissuto a una guerra alle prese con la ferocia e la solidarietà di New York? Una macchina per scrivere, appunto. Che ticchetta in sottofondo, segnando il passo di una prosa sicura e sfaccettata. “Ciascuna macchina per scrivere imprime nella carta una traccia permanente dell’immaginazione attraverso tasti, martelletti, stoffa e inchiostro: una versione più morbida dell’incidere le parole nella pietra.”

Tom Hanks

Tom Hanks è attore, regista, sceneggiatore, scrittore, ma anche doppiatore e produttore cinematografico. E’ fra i pochi attori nella storia ad aver vinto, per due volte consecutive, l’Oscar come miglior attore: Philadephia (1994), Forrest Gump (1995).
Tom Hanks nasce nel 1956 a Concord, in California, da padre statunitense, Amos Mefford Hanks (un lontano discendente del 16º Presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln) e da madre statunitense di origini portoghesi, Janet Marylyn Frager.

Tipi non comuniTom HanksBompiani/Giunti – Collana: Narratori stranieri – Traduttore: Alessandro Mari – Anno edizione: 2017 – Pagine: 384 – EAN: 9788845294907 – Prezzo: 18€

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Il cadavere è freddo, freddissimo

Il cadavere è freddo, freddissimo

Iannozzi Giuseppe

Caronte

Mangia Peccati: “Ce l’hai due monete d’oro?”
Maddalena: “Prima dimmi a che ti servono… Poi, forse, te le darò.”
Mangia Peccati: “Per i peccati.”
Maddalena: “E il pane ce l’hai?”
Mangia Peccati: “Quello sì.”
Maddalena: “Il pane è il vero oro. Il pane agli affamati e ai mangiapeccati.”
Mangia Peccati: “Il pane costa l’ira di Dio. Hai ragione.”

Il cadavere è lì, al suo posto, rigido, immobile, freddo, quasi bello. La televisione è accesa: si vedono facce scure, incappucciate, una croce di fuoco, poi un mare di nevischio che dura qualche secondo. Le immagini tornano: si vede una folla di manifestanti, sono armati, stringono in mano calcinacci e bastoni, danno addosso alle macchine parcheggiate, spaccano le vetrine, allargano le bocche e gridano, prendono tutto quello che trovano, mostrano i loro trofei come in guerra… La polizia si fa largo in mezzo alla folla… Ancora nevischio. Un corpo è a terra: un proiettile gli ha trapanato la testa, gli ha spappolato una tempia. Il cadavere ancora caldo riposa in una pozza di sangue nero.

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Il modo di dire addio – Leonard Cohen – Il Saggiatore

Il modo di dire addio – Leonard Cohen

Il Saggiatore

Il modo di dire addio - Leonard Cohen

Léonard Cohen che scrive poesie su una Lettera 22, seduto al tavolino di una stanza gelida. Léonard Cohen in abito fumé, che alza il fedora di feltro per salutare la sua band. Cohen in un monastero zen, conosciuto da tutti i monaci come Jikan, «il Silenzioso». Léonard Cohen in Grecia, mentre lavora a un romanzo sotto lsd. Cohen a Montreal, Cohen a Londra e a New York. Cohen l’ebreo che canta un Cristo marinaio. Cohen e il suo sguardo dolce, Cohen gentiluomo. Cohen disperato. Cohen dalla voce tenebrosa e dorata, Cohen alcolizzato. Cohen figlio di un sarto, Cohen portavoce di ogni uomo perduto. Cohen e un amore finito. Cohen con Janis Joplin, su un letto sfatto del Chelsea Hotel. Cohen e Marianne. Cohen e Suzanne. La vita di Léonard Cohen è stata un cammino di gloria e tormento, di sconfitta, eleganza e fragile bellezza. Il suo esordio come cantautore è arrivato solamente a trentatré anni, dopo tre raccolte di poesie e due romanzi acclamati dalla critica e ignorati dal grande pubblico. Cucendo insieme musica e parole ha creato la sua arte, fatta di suoni vellutati e canti dall’abisso, di tradimenti, addii, di morte e desiderio, di impermeabili blu e uccelli sul filo. Ha dato voce a chi si consumava nell’attesa, ha sussurrato di misticismo, malinconia, di sesso e solitudine ; ha alzato il suo Hallelujah verso un mondo sacro e distrutto, sporco e incantato. Ha dato forma all’amore come redenzione, promessa non mantenuta, vortice in cui sprofondare, lasciando canzoni nate dall’assenza e dalla privazione, poesie scure come la cenere depositata dal fuoco ardente ma effimero del tempo. Il modo di dire addio è il libro in cui Léonard Cohen confessa in prima persona la propria vita e la propria arte. Attraverso decine di interviste inedite in Italia – accompagnate da una lettera in cui Francesco Bianconi, autore e voce dei Baustelle, racconta il suo Cohen più intimo, costantemente in bilico tra esistenza e poesia – scorrono cinquant’anni di episodi e brani indimenticabili, da «Suzanne» a «I’m your man». E si svela a poco a poco il complesso mondo interiore di un uomo per cui la depressione è sempre stata una realtà quotidiana con cui lottare, un mare scuro da cui emergevano in superficie le sue canzoni, perché ogni sua parola era un’esplosione di luce.

Il modo di dire addioLeonard CohenIl Saggiatore – J. Bürger (a cura di) -‎ C. Pieretti (Traduttore) – ISBN 9788842824060 – Pagine 651 – € 28.00

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Oggi è un triste giorno, un triste triste giorno

Oggi è un triste giorno, un triste triste giorno

ANTOLOGIA VOL. 19

Iannozzi Giuseppe

lovers

Favola Bella

Favola Bella,
lasciami dormire
Io ho sonno
Sogno sempre un somarello
e un cammello
Mica lo so il perché
Però c’è
che mi piacciono
e vado con loro
a volte in groppa, altre no
E viaggio tanto ma tanto davvero,
tu non puoi nemmeno immaginare quanto
Così, ti prego,
lasciami qui, sul cuscino
col capo addormentato
perduto in chissà quali regni
e bordelli
Qui sono un cavaliere
Tengo una spada
e ogni secondo è più lungo dell’intera mia vita

Non ti chiedo poi molto,
lascia che riposi ancora un momento

Alla tua porta

La nebbia m’avvolgeva
in una coperta
che gli occhi tuoi avevano
tessuto perché più non trovassi
la tua porta aperta,
né battendo i pugni né tirando sassi

Ti volevo restare accanto
almeno per un altro momento
a costo d’inventarmi una scusa
e un inferno tutto mio dove giacere
Ti volevo far ballare fino a morire
Non ti potevo vedere
per quanto forte il battito nel sangue
– chiodi confitti nelle tempie
di luna e d’argento, e oramai dagli anni
quasi del tutto consunte

Consumato, più cieco dell’oblio,
tu al mio io non desti ricovero
né avviso; stracco, affamato, famelico
come lupo fiutavo l’aria,
e ogni respiro la gonfiava di più
di quella nebbia che tu mettesti sul mio passo
fino ad avvolgermi tutto

Distrutto,
incapace di sapere quali le mie orme,
la terra mi tremava sotto i piedi,
fino a che lingue di fuoco s’alzarono nude
con eco di risate per tagliarmi le rotule e la lingua
Poi caddi e nella cenere del mio corpo rimasi,
inerte, aspettando un soffio di vento
a portarmi via, per sempre via
Il tuo sospiro!

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La prima volta che ti ho regalato una rosa

La prima volta che ti ho regalato una rosa

ANTOLOGIA VOL. 18

Iannozzi Giuseppe

William Shakespeare

Fianco a fianco

Fianco a fianco ci accompagniamo
verso solitudine fra infinito e eternità,
per un’inumana verità
al di là delle possibilità
del cuore e della mente
Sulla cenere delle ère lasciamo
le nostre orme ora leggere, ora pesanti
Per plaghe ricche di frutti
Per deserti edaci dove il sole ammazza
e la luna un freddo occhio
trapiantato fra il trono di Dio e la speranza
Per mari – profondi più dei nostri cuori –
di fondali abitati da Leviathan e da più negre creature
Attraverso sogni e incubi disperati
Così tanto, così, sempre fianco a fianco
reggendo la spada e lo scudo in mano,
dimenticando le risate dei bambini
e i rantoli dei vecchi alla loro ultima notte,
e non ancora è finito il cammino
né ci preoccupiamo di quanto rotte le ginocchia

Centinaia di anni insabbiati
e di culture sgretolate, come niente;
e noi non poi troppo diversi da ieri:
soltanto qualche ammaccatura qua e là
Verso solitudine ci muoviamo
Seppelliamo mostri e Crociati allo stesso modo
in una terra che appartiene al limbo estremo
del nostro pensiero
Così fianco a fianco ci accompagniamo,
più morti di tutti quei morti
che seppelliti e marcescenti
da un remoto recesso
dentro al nostro infinito pensiero
tentano indarno di lanciarci eco d’avvertimento…

Io lo sapevo

Io lo sapevo sin dall’inizio
che alla fine ti saresti dimenticata
di chi t’ha amata, di chi ancora non osa
accettar la verità che tu oramai andata
per un altro amore, lontano lontano

Io lo sapevo sin dall’inizio
che la fine inizia dall’inizio
con la promessa in un “per sempre!”

Così crudele
e logica la realtà
Eppur ha da rimanere
incastrata là dove da un’eternità
riposa il pomo d’Adamo,
costretto da poca o tanta saliva,
per tutta la vita,
a un utile quanto noioso su e giù

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