Natalia Ginzburg. Un’assenza. Racconti, memorie, cronache 1933-1988 – A cura di Domenico Scarpa – Einaudi

Natalia Ginzburg

Un’assenza

Racconti, memorie, cronache 1933-1988

Einaudi

Natalia Ginsburg - Un'assenza - Einaudi

Trentasette testi – in massima parte mai raccolti prima d’ora – che restituiscono, lungo più di mezzo secolo, gli itinerari di una tra le più belle voci del Novecento italiano.

Realizzato con mezzi che sembrano poverissimi, ogni racconto di Natalia Ginzburg è una rivelazione, una vicenda che scorre su più nastri, che imperturbabile va addizionando gesti, oggetti e battute di dialogo, che si toccano per vie segrete e non si dimenticano. Il mezzo capace di fare accadere tutto questo è la voce, ruvida, duttile, scontrosamente intonata, di una narratrice che si è rivelata infallibile nel descrivere la realtà. E “Un’assenza” è la storia di questa voce nel suo lungo percorso. I lettori vi scopriranno ben undici racconti finora ignoti, una suite autobiografica in cui la Ginzburg racconta di sé senza trarsi in disparte, e sorprendenti cronache dalle fabbriche di Torino o dalla desolazione di Matera. S’imbatteranno in “Memoria”, una poesia scritta per il marito Leone Ginzburg, e nel “Discorso sulle donne”: due testi da rileggere, da ripensare, da custodire.

Natalia Ginzburg (Palermo 1916 – Roma 1991) ha scritto molte opere di narrativa e testi teatrali, oltre a saggi di critica letteraria e di attualità politica. Negli Einaudi Tascabili sono disponibili: È stato cosí, Tutti i nostri ieri, Valentino, Le voci della sera, Le piccole virtú, La strada che va in città e altri racconti, Lessico famigliare, Cinque romanzi brevi, Famiglia, La famiglia Manzoni, La città e la casa, Mai devi domandarmi, Caro Michele.

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Un’assenzaNatalia Ginzburg – A cura di Domenico Scarpa – Einaudi – Collana: ET Biblioteca – Pagine: 384 – ISBN 9788806231149 – Prezzo: € 18,00

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Fuori dalla tempesta

Fuori dalla tempesta

di Iannozzi Giuseppe

Calibano

È stata la tempesta,
non l’ho voluta
ma è stata;
così, adesso,
che sono
e sono fuori
dall’ingombro
di nuvole e vili strali,
taccio, lasciando
la parola non a Dio,
non all’amore
e nemmeno al mio Io
Lascio il silenzio
perché parli a lungo
con parole malfatte;
e lascio il sorriso,
quello di Calibano:
tutto questo poco
lascio qui deposto,
e miro l’orizzonte
a fronte alta
sfidando della stupidità
la somma spergiura.

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La Luna spiava la loro bellezza

La Luna spiava la loro bellezza

ANTOLOGIA VOL. 248

Iannozzi Giuseppe

sorriso di donna

LA FINE DEGLI ANGELI

Tutto è finito
Ogni cosa ha perso
di valore
Tutti gli angeli
caduti
schiantati
sulla durezza
delle nostre anime
hanno assunto
quella volgarità
che ci tiene in piedi

FUORI DALLA TEMPESTA

È stata la tempesta,
non l’ho voluta
ma è stata;
così, adesso,
che sono
e sono fuori
dall’ingombro
di nuvole e vili strali,
taccio, lasciando
la parola non a Dio,
non all’amore
e nemmeno al mio Io
Lascio il silenzio
perché parli a lungo
con parole malfatte;
e lascio il sorriso,
quello di Calibano:
tutto questo poco
lascio qui deposto,
e miro l’orizzonte
a fronte alta
sfidando della stupidità
la somma spergiura.

CON LA TUA BOCCA
E I TUOI OCCHI LA MORTE

Avevi detto
che mi amavi.
Che ero per te l’uomo
dei tuoi incubi,
dei migliori
e dei peggiori anche.

Sei adesso con un altro
più bello e di me ricco.
E sono io qui a leggere
lo sfratto,
a schiacciare scarafaggi
con la residua impronta
dell’anima mia
che sotto alle piante dei piedi
nuda m’è rimasta incollata.

È venuta,
è già venuta la Morte:
aveva i tuoi occhi
e con la bocca tua a cuore
la mia silente ha baciato.

SORRISO DI DONNA

Come ogni uomo
ho creduto
a una donna,
alla sua bellezza,
e del suo sorriso
sono rimasto vittima,
con il cuore quasi
arrestato in petto,
ingoiando
il pomo d’Adamo,
pregando
che ancora
mi sorridesse lei.

Nulla di lei
sapevo io,
ma già l’amavo:
fortemente.

Nulla di lei
sapevo,
sol vedevo
il suo sorriso
perché
da sempre
– lo ammetto –
uno stupido io,
un tipo votato
a concedersi
alla malinconia.

NON SIA DI POESIA

Non sia di poesia il giorno,
sia invece di carnali passioni,
di immensità vuote di barocchismi;
sia il giorno impietosa lama di luce
che le verità a una a una le denuda;
e sarà bello vivere e godere,
anche sotto l’occhio mai stanco
della macchina da presa

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Le notti bianche. La cronaca di Pietroburgo – Fëdor Dostoevskij – Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina – Feltrinelli

Le notti bianche – La cronaca di Pietroburgo

Fëdor Dostoevskij

Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina

Feltrinelli

Le notti bianche - La cronaca di Pietroburgo - Fëdor Dostoevskij

“Era una notte meravigliosa, una di quelle notti che forse possono esistere solo quando si è giovani”

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Un giovane sognatore, nella magia vagamente inquieta delle nordiche notti bianche, incontra una misteriosa fanciulla e vive la sua “educazione sentimentale”, segnata da un brusco risveglio con conseguente ritorno alla realtà. Un Dostoevskij lirico, ispirato, comincia a riflettere sulle disillusioni dell’esistenza e dell’amore nell’ultima opera pubblicata prima dell’arresto e della deportazione, esperienze che modificheranno in maniera radicale e definitiva la sua concezione dell’uomo e dell’arte. In questa edizione, al celebre racconto viene affiancata la visione “diurna” di Pietroburgo contenuta nei feuilletons che compongono la Cronaca di Pietroburgo, vero e proprio laboratorio per la scrittura dostoevskiana. Lo stretto legame tra pubblicistica e letteratura, che accompagnerà Dostoevskij negli anni della maturità, viene così a manifestarsi fin quasi dal suo esordio. Il racconto Le notti bianche ha ispirato il film omonimo di Luchino Visconti (1957), con Marcello Mastroianni e Maria Schell, e il film Quattro notti di un sognatore di Robert Bresson (1971).

Fedor DostoevskijFëdor Dostoevskij (Mosca, 1821 – San Pietroburgo, 1881) è uno dei cardini della letteratura e del pensiero ottocenteschi, portavoce di uno scavo psicologico lucido e infuocato che ha contagiato profondamente la contemporaneità. Feltrinelli ha pubblicato nei “Classici” i volumi: Lettere sulla creatività (1991), L’idiota (1998), Il sosia (2003), I demoni (2009), Il giocatore (2012), Note invernali su impressioni estive (2013), Ricordi dal sottosuolo (2013), La mite (2013), Delitto e castigo (2013), I fratelli Karamazov (2014), Le notti bianche – La cronaca di Pietroburgo (2015), Povera gente (2016), Memorie da una casa di morti (2017), Umiliati e offesi (2018), L’eterno marito (2019), Netočka Nezvanova (2020).

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Le notti bianche­. La cronaca di Pietroburgo

Le notti biancheFëdor Dostoevskij  – Curatore: Serena Prina – Traduttore: Serena Prina – Feltrinelli – Collana: Universale Economica I Classici – ISBN: 9788807901874 – Pagine: 176 – Prezzo: € 8,50

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“Un amore a Hydra” di Tamar Hodes: “Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono” – recensione di Iannozzi Giuseppe

Un amore a Hydra – Tamar Hodes

Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono

di Iannozzi Giuseppe

Tamar Hodes - Un amore a Hydra - Scritturapura

Leonard Cohen trascorse un bel po’ di tempo a Hydra, che nel corso degli anni sessanta fu un famoso rifugio di artisti. Quando arriva sull’isola, ha già al suo attivo un album di reading (Six Montreal Poets, 1957), “Confrontiamo allora i nostri miti” (Let us compare mythologies, 1956) e “Le spezie della terra” (The Spice-Box of Earth, 1961); sull’isola greca porterà a compimento due romanzi, “Il gioco favorito” (The Favourite Game, 1963) e “Belli e perdenti” (Beautiful Losers, 1966), darà vita alla sua terza raccolta poetica dal titolo “Fiori per Hitler” (Flowers for Hitler, 1964), scriverà le canzoni che confluiranno in “Songs of Leonard Cohen” (1967) e alcuni brani che invece faranno parte di “Songs from a Room” (1969), il suo secondo lavoro discografico.

Con grande dovizia di particolari riguardanti Hydra, Tamar Hodes conduce il lettore in un angolo di mondo che potrebbe essere una sorta di piccolo Eden, non fosse per il fatto che nessun luogo sulla Terra è mai veramente perfetto. A ogni modo, la vegetazione è incorrotta e rigogliosa, gli abitanti sono affabili quanto basta, e un gran numero di artisti dona all’isola un’aura quasi magica, sono infatti tante e lunghe le discussioni sull’arte, la scrittura, la pittura, la filosofia che, all’aperto o in casa, si portano avanti per ore e ore, non di rado alzando il gomito. George Johnston, Charmian Clift, Norman Peterson, Anthony Kingsmill, Gordon Merrick, oltre a Leonard Cohen e Marianne Ihlen, sono soltanto alcuni dei personaggi che popolano Hydra: il desiderio di un po’ tutti è quello di riuscire a dare un senso alla propria vita, e non solo sotto un profilo prettamente artistico. Leonard, stanco della plumbea atmosfera londinese, ha deciso di nascondersi, si fa per dire, sulla luminosa isola greca: ha venticinque anni, sa già suonare la chitarra, e in testa gli frullano davvero tante idee, che solo aspettano di essere organizzate in maniera logica e precisa. Passa le sue giornate sulla sua macchina per scrivere Olivetti, scrive senza posa, più che mai deciso a diventare un artista completo; all’improvviso la vede, è Marianne, è bella, è la donna più bella e bionda che lui abbia mai visto. Non appena i loro sguardi si incrociano, entrambi capiscono che sono destinati ad amarsi. Nel corso della maturità, ricordando gli anni trascorsi a Hydra, durante una intervista, Cohen si esprimerà così: «Era come se tutti fossero giovani, belli e pieni di talento, ricoperti da una specie di polvere d’oro. Tutti avevano qualità speciali e uniche. Questo è, naturalmente, il sentimento della giovinezza, ma nella gloriosa atmosfera di Hydra, tutte queste qualità furono amplificate».
Cohen comincia a frequentare la comunità bohémienne dell’isola, perché oramai l’ha vista e la vuole, vuole Marianne, la donna perfetta, la dea bionda dalla pelle di raso. Ben presto Leonard si lega a Marianne; lei ha già un bambino, è sposata con Axel Jensen, ma è come se non lo fosse. Axel ha una amante e questo lei non lo può accettare. Jensen è uno scrittore dal carattere insopportabile,è un traditore che non la rispetta, ma ciò che è peggio è che non rivolge attenzione alcuna al figlio, praticamente è come se per lui non esistesse. La donna sa bene che il matrimonio con suo marito è fallito da un pezzo. Marianne si trasferisce dal giovane poeta Cohen e, almeno per un po’, i due amanti vanno d’amore e d’accordo, tanto più che Leo adora il piccolo Axel Joachim. Leonard è ispirato, è chiamato, è predestinato: non può fare a meno di scrivere, e per riuscire a stare dietro alla scrittura ha bisogno di grande concentrazione. Ama follemente Marianne ma anche la scrittura. Non è facile per Cohen concentrarsi su due fronti. Marianne intuisce che il suo amante è destinato a diventare qualcuno: non vuole in alcun modo essere un possibile ostacolo per l’uomo che ama.
Sull’isola greca di Hydra, Leonard Cohen scriverà “Bird on the Wire” e “So long, Marianne”, due canzoni (poesie) che faranno conoscere la bella modella svedese a un po’ tutto il mondo.
I genitori di Tamar Hodes erano a Hydra, erano dei membri attivi della comunità di artisti ed ebbero modo di conoscere da vicino Leonard Cohen. Quando il poeta-cantautore lasciò l’isola, consegnò nelle mani del padre di Tamar, di cui era amico, i diari che aveva tenuto in quel tempo, nei quali descrive il suo rapporto amoroso con Marianne e la vita a Hydra. Per scrivere “Un amore a Hydra”, Tamar Hodes ha preso spunto dai diari che il padre le ha lasciato, siamo dunque di fronte a un romanzo in cui la finzione sposa la realtà, quella realtà che Leo ha avuto modo di percepire e interpretare secondo la sua non poca acuta sensibilità. “Un amore a Hydra” non racconta soltanto la storia fra Leonard e Marianne: un po’ tutti gli artisti che negli anni sessanta hanno soggiornato a Hydra, pur avendo una famiglia, hanno allacciato nuove relazioni, relazioni che in alcuni casi si sono rivelate fallimentari se non addirittura pericolose. Ad esempio, l’autrice non può fare a meno di evidenziare e raccontare il complicatissimo rapporto fra George Johnston e Charmian Clift. I due artisti, marito e moglie, si amano e si odiano allo stesso tempo; leggendo le pagine che parlano di loro, non si può far a meno di notare che amore e odio, luce e oscurità, li avvolgano, e solo di rado, per pochi momenti, la luce riesce a far indietreggiare la sua nera antagonista.
La fama di Leonard Cohen si estende, il suo nome passa di bocca in bocca, e nel giro di poco tempo viene apprezzato e contattato da artisti già parecchio affermati come Bob Dylan, Judy Collins, etc. etc. Le ammiratrici arrivano a Hydra con il solo scopo di conoscere il poeta, il cantautore che canta di una certa Suzanne… Marianne è felice per il suo amante, ma non è stupida: Leonard, presto, non sarà più soltanto suo, dovrà condividerlo con le fan che si gettano letteralmente ai sui piedi. La bella svedese ne è sicura, non intende trascorrere nell’ombra i prossimi anni della sua vita: decidere di vivere insieme al suo bel canadese sarebbe un errore, per lei e per suo figlio. Impossibile rimandare decisioni, concedersi ancora un po’ di tempo: la giunta militare fascista ha già cominciato ad allungare la sua possente ombra sulla comunità.

Tamar Hodes racconta gli anni felici di Leonard e Marianne, adoperando una sapienza descrittiva che non scade mai nella melensaggine: personaggi e situazioni sono presentati senza censure e abbellimenti di sorta, riuscendo così a farsi amare anche dal lettore più esigente. E, forse, in questo preciso momento, da lassù, in mezzo a mille gardenie, Leonard Cohen sta sorridendo insieme alla sua musa bionda.

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Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen – Tamar Hodes – Scritturapura Casa Editrice – Collana: Paprika – Traduttore: Roberta Donvito – Prima edizione: maggio 2021 – Pagine: 286 p., Brossura – ISBN: 9788897924692 – Prezzo: € 20.00

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Francesco De Nicola – A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni

Francesco De Nicola – A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni

Caprile / Colonna / De Nicola / Marenco / Sensini / Siciliano

a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco

OLTRE Edizioni

https://www.librioltre.it/

A trent’anni dal “congedo” di Giorgio Caproni – AA.VV. – a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco – OLTRE Edizioni - illustrazione promozionale di Riccardo Lenski

– immagine promozionale by Riccardo Lenski –

A trent’anni dalla scomparsa, Giorgio Caproni viene ricordato con questa originale raccolta di scritti che esplorano alcuni aspetti sinora pressoché trascurati nella pur vasta bibliografia critica su di lui.

Francesco De Nicola, già docente di Letteratura italiana contemporanea all’Università di Genova, ripercorre gli anni compresi tra la morte del poeta ed oggi, riferendo sulle pubblicazioni postume di pagine di e su Caproni con alcune riflessioni sulla sua ancora limitata notorietà.

Angela Siciliano, dottoranda dell’Università di Pisa, approfondisce gli anni della formazione del poeta trascorsi a Livorno sulle tracce che quel periodo ha lasciato nei suoi versi.

Maria Teresa Caprile, professore a contratto di Letteratura e cultura italiana per stranieri all’Università di Genova, approfondisce la componente lessicale dei primi quattro libri di Caproni in una serie di tabelle puntualmente commentate.

Francesca Irene Sensini, professore di Letteratura Italiana all’Università di Nizza, prende in considerazione la componente naturalistica dell’ambito campestre nella poesia di Caproni e infine Valentina Colonna, dottoranda nell’Università di Torino, compie un’indagine sugli echi musicali nella poesia di Caproni con le osservazioni derivatele dalla sua esperienza di musicista e studiosa di prosodia nella poesia.

Il libro è chiuso dal vivace racconto di Federico Marenco, dirigente del settore parchi della Regione Liguria e grande appassionato di letteratura, sulla genesi del ritratto di Caproni eseguito da Costantini riportato sulla copertina del libro.

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A trent’anni dal congedo di Giorgio Caproni

A trent’anni dal congedo di Giorgio Caproni – AA.VV. – a cura di Francesco De Nicola e Federico Marenco – OLTRE Edizioni – collana: DIOGENE – Prima edizione: marzo 2021 – pagine: 118 –  ISBN: 9788899415952 – Prezzo: € 16.00

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Tra di noi l’oceano. Modernità di Emily Brontë ed Emily Dickinson – Mattia Morretta – Gruppo Editoriale Viator

Tra di noi l’oceano

Modernità di Emily Brontë ed Emily Dickinson

Mattia Morretta

Gruppo Editoriale Viator

Tra di noi l'oceano - Mattia Moretta - Gruppo Editoriale Viator

Vite parallele delle due Emily più note e ineffabili del panorama letterario, una narrazione biografica arricchita dall’approfondimento tematico dell’opera e da traduzioni più aderenti al testo originario, ricostruendo i collegamenti esistenziali e artistici, le consonanze dei profili di personalità e dell’ispirazione. Una singolare rilettura che svela perché la loro scelta di votarsi alla scrittura, rimanendo latenti e dietro le quinte del mondo, si sia tradotta in libertà morale e solida eredità culturale. Si scopre infatti che per i contenuti e gli accenti sono nostre contemporanee e che ci rianimano con un vocabolario dotato di eccezionale energia. Maestre di consapevolezza con domande sul dolore, la malattia e la morte, l’identità personale e sessuale, le prove dell’amore e della solitudine, la conoscenza dei fenomeni mentali e il rapporto con la natura. Storie esemplari, fondate sulla qualità della vita interiore e sulla distanza critica indispensabile per dialogare con sé stessi e gli altri. Un viaggio nel passato e nel futuro con tre parole chiave: poesia, memoria, eternità.

Mattia Morretta, psichiatra e sessuologo, ha una storia di costante impegno educativo e sociale, collaborazioni con enti pubblici, associazioni, radio e riviste. Ha pubblicato saggi di approfondimento psicologico e culturali, tra i quali: Questo matrimonio e genitorialità (2019), Viva Dalica. Icona immortale (2017), Tracce vive. Restauri di vite diverse (2016), Che colpa abbiamo noi. Limiti della cultura omosessuale (2013), Il percorso del morire (1995).

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Tra di noi l’oceano – Mattia Moretta 

Tra di noi l’oceano. Modernità di Emily Brontë ed Emily DickinsonMattia MorrettaGruppo Editoriale Viator – Fuori collana – Pagine: 304 – Prima edizione: 2021 – ISBN:9788885805491 – Prezzo: € 18,00

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Alessandro Barbero – Gli occhi di Venezia – Oscar Mondadori

Alessandro Barbero

Gli occhi di Venezia

Oscar Mondadori

Alessandro Barbero - Gli occhi su Venezia - Oscar Mondadori

Venezia, fine del Cinquecento: una città tentacolare e spietata in cui anche i muri hanno gli occhi, il doge usa il pugno di ferro e il Sant’Uffizio sospetta di tutti e non ci pensa due volte a mandare a chiamare un poveraccio e a dargli due tratti di corda. La Serenissima osserva, ascolta e condanna. Anche ingiustamente.

Ed è proprio per sfuggire a un’accusa infondata che Michele, giovane muratore, è costretto a imbarcarsi su una galera lasciando tutto e senza nemmeno il tempo per salutare la sua bella moglie Bianca, appena diciassettenne. Bandito da Venezia, rematore su una nave che vaga per il Mediterraneo carica di zecchini e di spezie e senza speranza di ritornare a breve, Michele vivrà straordinarie avventure tra le onde, sulle isole e nei porti del mare nostrum, fino ad approdare nelle terre del Sultano. Per sopravvivere, con il pensiero sempre rivolto a Bianca, da ragazzo ignaro e inesperto dovrà farsi uomo astuto, coraggioso e forte. Nel frattempo, Bianca rimane completamente sola in città, tra i palazzi dei signori e il ghetto. Il suo temperamento tenace e orgoglioso dovrà scontrarsi con prove se possibile più dure di quelle toccate a Michele, e incontri non meno terribili e importanti l’attendono nel dedalo di vicoli e calli, tra i profumi intensi delle botteghe di speziali, quello del pane cotto nel forno di quartiere, il torso dell’acqua gelida in cui lavare i panni e i pagliericci pidocchiosi che sono il solo giaciglio per la povera gente.

Alessandro BarberoAlessandro Barbero, scrittore e storico italiano, laureato in Storia Medioevale con Giovanni Tabacco, nel 1981, ha poi perfezionato i suoi studi alla Scuola Normale di Pisa sino al 1984. Ricercatore universitario dal 1984, diventa professore associato all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli nel 1998, dove insegna Storia Medievale. Ha pubblicato romanzi e molti saggi di storia non solo medievale. Con il romanzo d’esordio, Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo, ha vinto il Premio Strega nel 1996.
Collabora con La Stampa e Tuttolibri, con la rivista “Medioevo”, e con i programmi televisivi (“Superquark”) e radiofonici (“Alle otto della sera”) della RAI. Tra i suoi impegni si conta anche la direzione della “Storia d’Europa e del Mediterraneo” della Salerno Editrice. Tra i suoi titoli più recenti ricordiamo: Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza 2010), Il divano di Istanbul (Sellerio 2011), I prigionieri dei Savoia (Laterza 2012), Le ateniesi (Mondadori 2015), Costantino il vincitore (Salerno 2016) e Dante (Laterza 2020).

Gli occhi di VeneziaAlessandro BarberoMondadori – Collana: Oscar bestsellers – Anno edizione: 2020 – Prima edizione negli OScar: 23 dicembre 2020 – Pagine: 432 – ISBN: 9788804734567 – € 12,50

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Nikos Kazantzakis – Odissea – A cura di: Nicola Crocetti – Traduzione: Nicola Crocetti

Nikos Kazantzakis – Odissea

A cura di: Nicola Crocetti – Traduzione: Nicola Crocetti

Nikos Kazantzakis - Odissea - Crocetti editore

Crocetti editore

Iraklio, Creta, 1925. Nikos Kazantzakis si ritira in solitudine in una casetta in riva al mare, presso l’antica Cnosso. Riflette inquieto sulle nubi nere che si profilano all’orizzonte (l’ascesa dei totalitarismi) e sulla scrittura come dovere dell’intellettuale. Cerca la luce di una risposta, per offrire la redenzione a un mondo che si va dissolvendo. L’impresa è ardua, una lotta con le parole, “puledre selvagge”, perché l’anima possa “spiegare liberamente le ali”. All’improvviso, l’illuminazione: davanti ai suoi occhi si staglia la figura fiera del suo eroe, Ulisse astuto e insaziabile, assetato di conoscenza, desideroso di rimettersi in viaggio. Il mondo, le onde del mare si trasformano in tumultuosi decaeptasillabi, e il cerchio soleggiato del suo cervello li accoglie e ride come una spiaggia cretese. Nasce così l’Odissea, prosecuzione fantastica dell’epos omerico e sintesi di tremila anni di storia del pensiero. Sarà completata sull’isola di Ègina, di fronte al mare, dopo 13 anni e mezzo di lavoro e sette stesure autografe. Nella versione definitiva si compone di 33.333 versi suddivisi in 24 canti, lo stesso numero delle lettere nell’alfabeto greco e dei canti dei poemi omerici. Kazantzakis vi riversa tutte le sue esperienze intellettuali e spirituali, sviluppando una dottrina ascetica sincretistica, basata sui principi di diverse religioni e di grandi, utopistici ideali politici. Il vagabondaggio di Ulisse è soprattutto un viaggio alla ricerca della salvezza: la liberazione dalla speranza e dalla paura e, impresa suprema, dalla stessa libertà. Perché “il valore dell’uomo è soltanto uno: vivere e morire valorosamente senza accettare alcun compenso”.

PREMI:

Nicola Crocetti ha trionfato nella Classifica della Traduzione, per quarta edizione Premio de “La Lettura – il Corriere della Sera”, grazie alla sua versione del poema Odissea di Nikos Kazantzakis.

Nikos KazantzakisNikos Kazantzakis nasce a Iraklio (Creta) nel 1883. Studia Giurisprudenza ad Atene e completa la sua formazione a Parigi, dove segue le lezioni di Henri Bergson e conosce la filosofia di Nietzsche, da cui rimane fortemente influenzato. La sua opera è sterminata: compila dizionari ed enciclopedie, scrive libri per ragazzi e di viaggio, romanzi, testi teatrali e filosofici, una storia della letteratura russa, poemetti e sceneggiature per il cinema. Traduce in neogreco Platone e i poemi omerici, ma anche Bergson, Nietzsche, Darwin, Eckermann, Goethe, Büchner, Maeterlinck, Machiavelli, la Commedia di Dante e i maggiori poeti spagnoli del Novecento. Viaggia incessantemente per tutta la vita e visita molti Paesi. Dopo la Seconda guerra mondiale ricopre una carica importante all’Unesco per un progetto di valorizzazione e traduzione delle maggiori opere della letteratura mondiale. Osteggiato e incompreso in patria e deluso dalla situazione politica greca, si stabilisce ad Antibes. Nel 1953 viene scomunicato dalla Chiesa ortodossa per il romanzo L’ultima tentazione. Nel 1956 riceve il prestigioso Premio per la pace e l’anno successivo perde per un solo voto il Premio Nobel per la letteratura, assegnato ad Albert Camus, che gli scrive: “Voi l’avreste meritato cento volte di più”. Poco dopo, pur malato di leucemia, s’imbarca per un viaggio in Cina e in Giappone. Al ritorno, contrae una grave infezione e si spegne a Friburgo il 26 ottobre 1957. Il funerale a Iraklio è seguito da una folla immensa: il suo corpo viene inumato sul bastione Martinengo. Aveva infatti espresso il desiderio di guardare per sempre il mare e i monti della sua Creta. Sulla tomba spoglia si legge l’epitaffio da lui dettato: “Non spero niente. Non temo niente. Sono libero”.

OdisseaNikos Kazantzakis – A cura di: Nicola Crocetti – Crocetti editore – Traduzione: Nicola Crocetti – Data Uscita: 19/11/2020 – Pagine: 840 – ISBN: 9788883063213 – Prezzo: € 35,00

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Faccio ridere perché non sono divertente!

Faccio ridere perché non sono divertente!

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

DALLO PSICANALISTA

– Che cosa la tormenta, Signora?
– Sono entrata in camera da letto, sicura che non ci fosse nessuno…
– E invece?
– C’era mio marito.
– Con un’altra donna?
– No.
– Aveva addosso una delle mie minigonne.
– Ah, capisco. È stata una amara scoperta scoprire che suo marito tiene un animo femminile.
– Lei non capisce, non si era depilato le gambe, un vero orrore, glielo giuro.

DONNE E GATTI

Parlando con la mia ex moglie:

– Non capisco perché ti sei riempita l’appartamento di gatti.
– Forse perché sei andato a letto con tutte le mie migliori amiche.

CHE COSA NE PENSO!

– Che cosa ne pensa della poesia moderna?
– La poesia moderna è molto migliore rispetto a quella del passato.
– Potrebbe essere più chiaro?
– Se leggo i poeti del passato divento depresso come loro. Leggo i poeti di oggi, non capisco una mazza di quello che hanno scritto e rido come un pazzo.

PALLE

“Che palle!”, disse il pesce palla.

IPOCONDRIACO

Sono ipocondriaco, molto, ed ho un solo scopo nella vita: sposare una donna medico.

CONFESSIONE

– Figliolo, qual è la sua più grande paura?
– Quella di svegliarmi morto.

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Guillermo Arriaga – Salvare il fuoco – Traduzione di Bruno Arpaia – Bompiani

Guillermo Arriaga

Salvare il fuoco

Bompiani

Guillermo Arriaga - Salvare il fuoco - Bompiani

Marina appartiene alla buona società messicana: è una coreografa, sposata con tre figli, vive in un bel quartiere residenziale, frequenta i ristoranti di classe e le persone giuste. Un giorno il suo amico Bernardo la coinvolge in un progetto che la spinge fuori dal suo mondo: dovrà avvicinare i detenuti di un carcere di massima sicurezza all’arte. E proprio in carcere Marina incontra José Cuauhtémoc: “aspetto europeo ma sangue indio”, lui è il fuoco che infiamma una donna rassegnata a una vita senza scosse. Dà nuova linfa alla sua arte, la accende di passione e arriva a farle commettere reati in nome del legame fortissimo che da subito li unisce. José è in prigione perché colpevole di omicidio e proprio dal suo passato violento arriva un cacciatore in cerca di vendetta. E lui è la preda perfetta, chiuso com’è tra quattro mura. Ma né Marina né José, animati da un fuoco che purifica e dà speranza, sono disposti a rinunciare alla loro occasione senza lottare. Con sfumature shakespeariane, un ritmo teso, una costruzione sapiente, Salvare il fuoco mostra i paradossi di un paese, le contraddizioni più feroci dell’amore, e conferma Guillermo Arriaga come uno degli autori più audaci e appassionanti della letteratura contemporanea.

Guillermo ArriagaGuillermo Arriaga è autore dei romanzi Pancho Villa e lo Squadrone Ghigliottina, Un dolce odore di morte, Il bufalo della notte e la raccolta di racconti Retorno 201. Le sue opere sono state tradotte in diciotto lingue. Ha scritto la sceneggiatura di Amores perros, 21 grammi e Babel – che costituiscono una trilogia basata su una narrazione non lineare in cui analizza la forza della vita sulla morte – e Le tre sepolture. Nel 2008 ha debuttato alla regia con The Burning Plain. Di recente ha prodotto e co-sceneggiato Ti guardo, primo film ispanoamericano a vincere il Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia.

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Salvare il fuoco – Guillermo Arriaga

Guillermo ArriagaSalvare il fuoco – Traduttore: Bruno Arpaia – Bompiani – Collana: Narrativa straniera – Data di uscita: 14/04/2021 – Pagine: 848 – ISBN: 9788830105096 – Prezzo: € 24,00

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Dietro il sorriso di una donna

Dietro il sorriso di una donna

ANTOLOGIA VOL. 247

Iannozzi Giuseppe

Dancing - by Chatterly

Dancing è opera originale di Chatterly

LA PARTE MIGLIORE DI DIO

Quando avrò scoperto che cosa si nasconde dietro il sorrido di una donna, poco ma sicuro, che avrò messo a nudo la parte migliore di Dio.

LIEVE

Com’è lieve il tuo sorriso
mentre mi porti alla gogna

NEBBIA

Con un anello di nebbia
sposasti le mie illusioni

SOLO VITTIME

Solo vittime siamo
di noi stessi:
il coltello fra i denti
e le rose in mezzo al seno

STANCO

Stanco, così stanco
Tale e quale a un verso libero
in lungo e in largo ho cercato
un grano di femminile tenerezza,
e alla fine affondato sono
nelle sabbie mobili
d’un anonimo deserto arrazzato

IN POVERTÀ

I tuoi baci
non li ricordo io
Ricordo invece
le tue lacrime
mentre stiravi la povertà
dei colletti delle camice
Lavoravi sempre
Scioperavo io invece:
davanti ai cancelli
davo addosso ai crumiri

FRESCA ROSA

Fresca rosa,
chissà chi sei,
se sei mia
o d’una pioggia
in primavera
che mai stanca
i tuoi petali
sfiora

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Elsa Crema Marmori ha letto il mio romanzo “Il male peggiore”. Ecco che cosa ne pensa…

Elsa Crema Marmori ha letto il mio romanzo “Il male peggiore”. Ecco che cosa ne pensa…

Il male peggiore - Iannozzi Giuseppe - Edizioni Il Foglio - foto di Elsa Crema Marmori

Elsa Crema Marmori ha letto il mio Il male peggiore, romanzo edito da Edizioni Il Foglio. Sono convinto che le opinioni più belle e oneste sono quelle fatte dai lettori. Elsa Crema è una lettrice attenta, e con parole semplici e convincenti ha voluto farmi sapere che il mio lavoro le è piaciuto. Bene, sono contento contentissimo. Grazie di cuore.

Il libro è scorrevole e ben scritto. Sullo sfondo, una umanità disperata, disillusa e fallita di cui Giacobbe è l’emblema. Lui giornalista a cottimo che riesce a stento a sopravvivere e che si porta dentro e dietro il senso di colpa giudaico. Lui scrive storie autobiografiche e non, in cui troviamo poeti come Ezra Pound, che non crede più nella poesia, Emilio Salgari che, stanco di una vita di sfruttamento e depresso, porrà fine ai suoi giorni. Nietzsche che passerà dalle stelle alle stalle del manicomio, vittima della sua stessa follia dopo essere stato respinto da una donna, e molti altri autori che hanno segnato la storia della Letteratura, come ad esempio Henry Miller e la sua relazione tormentata con Anaïs Nin, da cui uscirà incolume. UN LIBRO che si legge tutto d’un fiato. Bello il finale aperto.

commento e foto di Elsa Crema Marmori

Il male peggiore - Giuseppe Iannozzi - Edizioni Il Foglio

IL MALWE PEGGIORE lo potete prenotare in libreria, ma fate prima se lo comprate online.

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Incipit: «Con delicatezza lasciò cadere la penna sulla scrivania. Erano già le due di notte e il sonno faticava a manifestarsi: il suo animo non era disposto a cercare un seppur minimo riposo, nonostante il giorno trascorso a scrivere senza requie.
Neanche sotto la Luna piena l’afa agostana accennava a smorzarsi. Giacobbe si sporse dal balcone, che dava su un’anonima strada di pochi numeri, e subito si accese una sigaretta.
Dopo due boccate tossì. Faceva così caldo che era una pena persino dedicarsi per pochi minuti all’ozio del fumo. Finito che ebbe di fumare, Giacobbe esplose in una risata sommessa.
Ricordava bene tutto, ogni particolare, come se il tempo non fosse mai stato seppellito; e difatti, per Giacobbe il passato era quanto di più reale potesse esserci.
La Luna pareva gli facesse l’occhiolino nascondendosi, per pochi secondi, dietro a una cortina di nuvolette bianche.

Con ali di tristezza le note di Leonard Cohen volavano. Vibravano. Ammanettavano l’anima e il cuore.

Il primo schiaffo non gli fece poi così male. Era la prima volta che una mano si stampava sulla sua guancia. Gli bruciava la pelle, una sensazione che non aveva mai provato fino ad allora. Doveva piangere? L’istinto gli suggeriva di sì. Il secondo schiaffo lo stordì e suo malgrado sentì gli occhi gonfiarsi di lacrime. Il terzo lo fece ruzzolare a terra. Senza successo cercò di rialzarsi, d’istinto mosse dunque verso l’unico angolo libero della stanza. Era gigante l’uomo che gli stava davanti ed era suo padre. Non lo sapeva perché era stato punito. Non aveva fatto niente di male. Non era il dolore a fargli male sul serio, era invece il non riuscire a capire perché suo padre gli aveva fatto bruciare così tanto la pelle. L’apparecchio tv in bianco e nero, a valvole, era sintonizzato sul primo canale: mandavano il Carosello, ma l’audio non c’era. [….]»

IL MALE PEGGIORE (Storie di scrittori e di donne) Giuseppe IannozziEdizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – Pagine: 320 – ISBN 9788876067167 – Prezzo: € 16,00 

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Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen – Tamar Hodes – Scritturapura Casa Editrice – comunicato stampa

Un amore a Hydra

La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Tamar Hodes

Scritturapura

https://www.scritturapura.it

Tamar Hodes - Un amore a Hydra - Scritturapura

La storia tra Leonard Cohen, il cantautore più famoso di tutti i tempi, e la sua musa.

Agli albori degli anni ’60 l’isola greca di Hydra è in fermento. Un gruppo di artisti arrivati da tutto il mondo si è stabilito in quel piccolo paradiso facendone il proprio quartier generale. Giunge sull’isola anche un giovane canadese, in fuga dalle soffocanti aspettative borghesi del suo ambiente di provenienza. E sarà proprio tra gli scrittori e i musicisti di quella piccola comunità bohémienne, e soprattutto accanto a Marianne Ihlen di cui si innamora perdutamente, che quel ragazzo troverà l’ispirazione per diventare Leonard Cohen.

Una gardenia fresca posata tutte le mattine davanti alla macchina da scrivere scandisce quegli irripetibili anni d’amore, potenza creativa e immaginazione, prima che la giunta militare cominci ad allungare le sue ombre sul paese.

Tamar Hodes è nata in Israele nel 1961 da genitori sudafricani e, prima di trasferirsi nel Regno Unito, laurearsi a Cambridge e insegnare, ha vissuto a Hydra.

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Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne IhlenTamar HodesScritturapura Casa Editrice – Collana: Paprika – Traduttore: Roberta Donvito – Prima edizione: maggio 2021 – Pagine: 286 p., Brossura – ISBN: 9788897924692 – Prezzo: € 20,0

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Carla Fracci

Carla Fracci

(Milano, 20 agosto 1936 – Milano, 27 maggio 2021)

Carla Fracci

– Ho danzato nei tendoni, nelle chiese, nelle piazze. Sono stata una pioniera del decentramento. Volevo che questo mio lavoro non fosse d’élite, relegato alle scatole d’oro dei teatri d’opera. E anche quand’ero impegnata sulle scene più importanti del mondo sono sempre tornata in Italia per esibirmi nei posti più dimenticati e impensabili. Nureyev mi sgridava: chi te lo fa fare, ti stanchi troppo, arrivi da New York e devi andare, che so, a Budrio… Ma a me piaceva così, e il pubblico mi ha sempre ripagato.

– E rammento le estati con Montale, a Forte dei Marmi. Ci si trovava ogni giorno tra persone come Henry Moore, Marino Marini, Guttuso. Montale disegnava sempre: il mare, le Apuane… Usava tutto, dal vino al rossetto. Mi dedicò una bellissima poesia: La danzatrice stanca. No, io a settant’anni non mi sento affatto stanca. E sono quello che sono anche grazie a loro.

Carla Fracci

La danzatrice stanca

di Eugenio Montale

Torna a fiorir la rosa
che pur dianzi languia…
Dianzi? Vuol dire dapprima, poco fa.
e quando mai può dirsi per stagioni
che s’incastrano l’una nell’altra, amorfe?
Ma si parla della rifioritura
d’una convalescente, di una guancia
meno pallente ove non sia muffito
l’aggettivo, del più vivido accendersi
dell’occhio, anzi del guardo.
È questo il solo fiore che rimane
con qualche metro d’un tuo dulcamara.
A te bastano i piedi sulla bilancia
per misurare i pochi milligrammi
che i già defunti turni stagionali
non seppero sottrarti. Poi potrai
rimettere le ali non più nubecola
celeste ma terrestre e non è detto
che il cielo se ne accorga basta che uno
stupisca che il tuo fiore si rincarna
si meraviglia. Non è di tutti i giorni
in questi nivei défilés di morte.

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