Tanti auguri, Viola Violetta

Tanti auguri, Viola Violetta

Iannozzi Giuseppe

MIA REGINA

Ancora Bambina ma già Regina
Tenendo vivo un felice silenzio
non ti dice mai “io sono io”

Come le Fate che abitano i sogni
non si fa scoprire, e sol di tanto
in tanto la sua calda manina
per scherzo un poco ti graffia

Così modesta non lo diresti mai
che è proprio lei la più bella Maestà
Ancora Bambina ma già Regina

Fra il rosso e il blu di rose
assai men delicate di lei
sempre coglie il meglio che c’è
sciogliendo giusto una lacrima
sui colori che han punto
le tenere sue dita

Ancora Bambina ma già Regina

Quando la sera poi s’avvicina
il cuore dona a una poesia;
alla finestra il faccino sporge
nel diamante del tramonto
con l’anima in esso scivolando

Ancora Bambina ma già Regina
Così incantata non lo diresti mai
che è lei la più perfetta Poesia

ANGELO BELLO

Vorrei fosse poesia
uguale a quella
che solo certi dèi
san fare su la lira d’oro;
non ne sono però capace,
me ne rendo conto ora
che indarno cerco
fra le parole la più bella,
la più conveniente
per dir che
è sì vero che
passan veloci gli anni
più di certi affanni,
ma più vero è
che sempre pura
resta l’alma tua;
così non temere
se domani un altro giorno:
ha Dio nel disegno suo
che sia Tu la Preferita,
l’angel buono
che incorrotto inchioderà
al tavolo delle loro responsabilità
quanti in gennaio,
proprio come me,
han dimenticato
il giorno più santo,
quello del tuo compleanno.

Vorrei fosse poesia,
è invece malinconia,
pena da scontare,
dimenticanza
che non s’ha da perdonare;
per questo – or ti prego! -,
non dire una parola buona;
sarebbe frusta rapace
sul poco che resta
dell’alma mia, buona soltanto
per le fiamme dell’inferno,
per l’eterno scorticamento.

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Mi chiamo fuori dal gioco – Poesie e testi di Leonard Cohen – traduzione di Iannozzi Giuseppe

Mi chiamo fuori dal gioco

Poesie e testi di Leonard Cohen

traduzione: Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

ALMOST LIKE THE BLUES
(Qualcosa di simile alla depressione)

Ne ho visto tanti morir di fame
Si uccideva, si stuprava
I loro villaggi dati alle fiamme
Cercavano solo di fuggire

Non riuscivo a sostenere i loro sguardi,
fissavo la punta delle mie scarpe
Era acido, era tragico
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Devo morire un po’
fra un pensiero assassino e l’altro
E quando finisco di pensare
devo morire molto di più

Si tortura e ci si ammazza
E poi ci sono tutte le mie critiche negative
La guerra, i bambini scomparsi, Signore
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Così lascio che il cuore si raffreddi
per tenere fuori il marciume
Mio padre dice che sono eletto
Mia madre dice che non lo sono

Ho ascoltato il loro racconto
sugli zingari e gli ebrei
Era bello, non era noioso
Era qualcosa di simile alla depressione
Era qualcosa di simile alla depressione

Non c’è alcun Dio in Paradiso
e non c’è nessun Inferno sotto i nostri piedi,
così sentenzia il Gran Maestro
in merito a quello che c’è da sapere

Ma ho ricevuto l’invito
che un peccatore non può rifiutare,
ed è qualcosa di vicino alla salvezza
E’ qualcosa di simile alla depressione
E’ qualcosa di simile alla depressione

TRAVELING LIGHT
(Viaggio leggero)

Viaggio leggero
E’ un “arrivederci” (*),
ieri così tanto brillante tu,
mia stella caduta

Sono in ritardo,
chiuderanno il bar
Una volta suonavo
la chitarra mica male

Mi sa che sono
solo uno che
ha gettato la spugna
fra me e te
Non sono da solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Buonanotte, buonanotte,
mia stella caduta
Mi sa che hai ragione,
ce l’hai sempre avuta

So che hai ragione
sulla depressione,
vivi una vita
che non sceglieresti mai

Sono solo un folle,
un sognatore che
ha dimenticato di sognare,
di me e di te
Non sono solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Viaggio leggero
E’ un arrivederci,
ieri così tanto brillante tu,
mia stella caduta

Sono in ritardo,
chiuderanno il bar
Una volta suonavo
la chitarra mica male

Mi sa che sono
solo uno che
ha gettato la spugna
fra me e te
Non sono da solo,
ho incontrato gente
che viaggiava leggera
come facevamo noi

Ma se la strada
riporta da te
devo forse dimenticare
quelle cose che sapevo
quand’ero amico
di uno o due
che viaggiavano leggeri
come facevamo noi allora

Viaggio leggero

(*) “arrivederci”, nel testo originale è in francese: “au revoir”

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CULTUREGGIANDO – SUPPLEMENTO DE IL FOGLIO LETTERARIO

CULTUREGGIANDO – SUPPLEMENTO

DE IL FOGLIO LETTERARIO

Cultureggiando è un caffè letterario, dove potersi incontrare e scambiare opinioni diverse. E’ uno spazio virtuale da riempire con le nostre idee. Recensioni, racconti, poesie, trailer cinematografici, romanzi a puntate, concorsi letterari. Un container assortito dove poter crescere insieme o apprendere da chi è già grande.

REDAZIONE:

Antonino Genovese – Gordiano Lupi – Mario Benenati – Salvo Zappulla – Giuseppe Iannozzi – Marco Amore – Barbara Noferi – Frank Iodice

Ulteriori informazioni, qui.

http://cultureggiando.it/

http://cultureggiando.it/

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DONNE, SCRIVEVO MICA MALE! – ebook – supplemento a “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen”

DONNE, SCRIVEVO MICA MALE!

ebook per Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen

Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

Scarica ebook in formato pdf

DONNE, SCRIVEVO MICA MALE!

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LE TUE GAMBE

Tu non sai: ho sognato un mondo d’amore
di tette al vento, di volti gentili aperti al sole
L’erba alta sfogliata dalle carezze degli amanti
in cerca d’un filo d’ombra prima di fare all’amore;
e alberi frondosi, verdi carichi di fiori
che domani saranno frutti maturi succosi
E quelle labbra, oh quelle labbra sì rosse
che a morderle a pelo illanguidiscono l’anima;
la tua bocca così dolce, rifugio di baci,
e la mia mano sul tuo nudo volto
a sfiorar con la punta dell’indice
l’incertezza tua sospirata a metà
prima di darti all’ardore della lingua mia,
mentre già scivola la sinistra lungo le gambe
nude in bellezza, dal calore di dio baciate

BIONDE RISATE IN RIVA AL FIUME

Era tutto così bello
Il sole che picchiava forte
e l’erba alta verde e soffice
Fiori dappertutto,
nell’aria profumo di fragilità

Così coccolato
fra le dita una ciocca bionda raccolsi
e scoppiasti tu subito a ridere
insieme al piccolo fiume
da noi così poco distante

Era d’oro quella ciocca
E il tuo volto felice
era estasi in un bianco sorriso;
fui così tentato,
così tentato di credere al divino

Arrossendo lievemente
ti alzasti nascondendo le gambe
sotto la corta gonna
Fra le scomposte chiome degl’alberi
prendesti a correre
come braccata da una feroce felicità
Fino alla riva del fiumiciattolo ti portasti
In esso i nudi piedi calasti
rabbrividendo un poco appena

Ti ero dietro
Affannato, ammirai te
muover sicura i passi
Ridevi alzando spruzzi al cielo,
un calcio e poi un altro
– una bambina che vuol giocare

Rimasi così per l’Eternità,
con quella immagine di te
nel cuore piantata
Poi anch’io fui costretto
a esalare l’ultimo respiro

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Fabio Padovan. Con “Disordine nei tuoi occhi” la poesia italiana non è morta

Fabio Padovan. Con “Disordine nei tuoi occhi”

la poesia italiana non è morta

Iannozzi Giuseppe

Disordine nei tuoi occhi - Fabio Padovan

Disordine nei tuoi occhi – Fabio Padovan

Fabio Padovan è l’autore, il poeta della silloge Disordine nei tuoi occhi. Siamo di fronte a un’Opera prima che ha però tutte le qualità di un’opera molto più che matura. Fabio Padovan ha scritto Disordine nei tuoi occhi a soli 24 anni, ma quale poesia è la sua, non è di certo il capriccio di un ragazzo che si è inventato poeta.

Disordine nei tuoi occhi è il miglior lavoro poetico che mi sia capitato di leggere e di amare nel corso di tanti anni; e di poeti, o sedicenti tali, nel corso degli anni ne ho letti non pochi.

Fabio Padovan, nella sua poesia, fa confluire tante influenze poetiche (ma anche personali). Nei versi di Fabio, forse sbagliando ma non credo, c’è la generosità di Sandro Penna, l’equilibrio di Ungaretti, la compostezza criptica di Montale. E non solo. Sobrietà ed equilibrio sono sempre declinati a una visione dell’intorno senza stonature né fastidiosi barocchismi. Con Fabio Padovan la poesia italiana risorge, non è morta.

Nell’intanto questa critica minima, giusto per stuzzicarvi. Presto parleremo in maniera più esaustiva del lavoro di questo poeta, Fabio Padovan. Ne parleremo con lui anche, con una intervista a tutto tondo.

Fossi in voi, sin da ora, mi procurerei una copia di Disordine dei tuoi occhi, qui:

http://www.edizioniterradulivi.it/disordine-nei-tuoi-occhi/140

Fabio Padovan

Fabio Padovan

Fabio Padovan – Venticinquenne centralinista del Corriere della Sera, durante le notti passate ad aspettare le chiamate scrive poesie. Ama la natura e la letteratura fantasy, che durante l’adolescenza l’ha fatto sognare di poter trovare altri mondi, che sono riemersi nelle sue poesie. L’infanzia nei campi lo ha formato all’odore della terra, lasciandolo a metà tra due mondi, quello cittadino e quello agreste, che coi loro diversi colori hanno contribuito a creare il regredire e andare verso una natura interrotta dal mondo cittadino. Un’altalena presente nei suoi componimenti, che passa da acri rivelazioni a leggerezze minute, specchio di una personalità fragile e multi sfaccettata, sempre curiosa di conoscere e conoscersi. Questa sete si è tradotta in una insaziabile voglia di leggere che lo ha portato ad esplorare diversi generi letterari, dal Noir contemporaneo ai classici del Novecento passando tra poeti contemporanei, Beat Generation, Poesia Sperimentativa e visuale cercando sempre di collegare alla lettura un approfondimento simbolico istintivo non prettamente accademico, in quanto autodidatta. Si diverte con un registratore professionale a camminare per le vie delle città registrando suoni in ricerca della tanta amata musica che lo accompagna assiduamente. Ogni tanto scarabocchia qualche astratto sui suoi taccuini, tra una stesura e una correzione. Vive a Cernusco sul Naviglio in una casettina dalle travi di ciliegio e la tanta luce, i libri e le tele appena spuntate, dopo la stesura del suo primo libro.

http://www.edizioniterradulivi.it/disordine-nei-tuoi-occhi/140

Disordine nei tuoi occhiFabio Padovan – Editore: Terra d’Ulivi – Collana: I quarzi – Anno edizione: 2017 – Pagine: 160 – ISBN: 9788899089634 – Prezzo: 13 Euro

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L’ultimo angolo di mondo finito – Giovanni Agnoloni – Galaad edizioni

L’ultimo angolo di mondo finito

GIOVANNI AGNOLONI

Galaad edizioni

L’ultimo angolo di mondo finito

2029. Internet è crollato da quasi quattro anni in Europa, e la crisi della comunicazione si è ormai estesa alla telefonia, mentre le principali città sono state gradualmente invase da ologrammi intelligenti, “cloni” immateriali in grado di orientare il comportamento delle persone. Negli Stati Uniti il sabotaggio della Rete ordito dal movimento degli Anonimi è fallito, e internet è rinato grazie a un progetto di copertura wireless mediante l’uso di droni. Sospese tra questi due grandi poli di eventi, si svolgono le vicende di Kasper Van der Maart, spintosi fino a New York sulle tracce della scrittrice Kristine Klemens, scomparsa nel nulla, e di quattro affiliati degli Anonimi impegnati nella ricerca delle fonti di misteriosi segnali elettromagnetici, possibili sorgenti di una nuova Rete europea: Emanuela, che esplora la Bosnia, Aurelio, che attraversa il Portogallo, e i fratelli Ahmed e Amina, spersi nel Sud Italia. Queste indagini incrociate porteranno alla luce sorprendenti verità nascoste, legate al contesto politico e tecnologico generale ma anche al passato dei protagonisti, per i quali si schiuderà un orizzonte di percezioni capace di connetterli tutti, creando un ponte di comunicazione con chi è già “al di là del confine”. Dopo Sentieri di notte (già pubblicato anche in Spagna e in Polonia), Partita di anime e La casa degli anonimi, L’ultimo angolo di mondo finito conclude la serie della fine di internet e rivela, nel suo epilogo, l’identità e lo scopo della mente che fin dall’inizio ha tessuto le fila degli avvenimenti.

Giovanni AgnoloniGIOVANNI AGNOLONI, (Firenze, 1976) è scrittore, traduttore e blogger. È autore dei romanzi Sentieri di notte (2012; pubblicato in spagnolo come Senderos de noche, El Barco Ebrio 2014, e in polacco come Ścieżki nocy, Serenissima 2016), Partita di anime (2014) e La casa degli anonimi (2014), L’ultimo angolo di mondo finito (2017), tutti editi da Galaad Edizioni. Ha inoltre pubblicato tre saggi imperniati sulle opere di J.R.R. Tolkien, ed è curatore di una raccolta internazionale di articoli sul tema. Ospite di residenze letterarie, festival e conferenze in Europa e Stati Uniti, ha tradotto libri di Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle, Peter Straub e Noble Smith, e saggi su J.R.R. Tolkien e Roberto Bolaño, ed è un esponente del movimento letterario connettivista. Collabora con i blog La Poesia e lo Spirito, Lankenauta e Postpopuli. Il suo sito è http://giovanniag.wordpress.com

L’ultimo angolo di mondo finitoGiovanni AgnoloniGalaad Edizioni – Isbn: 9788898722471 – pagine: 266 – prezzo: 13 Euro

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Elena Mearini – Strategia dell’addio – LiberAria Edizioni – Uscita: fine marzo 2017

Elena Mearini – Strategia dell’addio

LiberAria Edizioni

Strategie dell'addio - Elena Mearini

Strategia dell’addioElena MeariniLiberAria Edizioni – Collana: Penne – Isbn: 9788897089971 – Pagine 164 – Prezzo 10 euro

Uscita: fine marzo 2017

“Le parole di Elena Mearini sprigionano un’energia smagliante e guerriera. La sua non è mai contemplazione del mondo: è sempre combattimento.” 

Raul Montanari

LiberAria EdizioniArriva nelle librerie italiane la nuova raccolta di poesie di Elena MeariniStrategia dell’addio, pubblicata per la collana Penne della case editrice barese LiberAria. Strategia dell’addio è la storia poetica di un amore e di un abbandono raccontato in versi, dalla solitudine all’incontro, dalla crisi fino al superamento del dolore. Le poesie di Elena Mearini somigliano a dei brevi haiku, didascalie del quotidiano scandagliate da un occhio acuto e da una penna affilata. Ciò che colpisce è la naturale scioltezza degli enunciati che compongono la parabola di un amore infelice. La Mearini utilizza un linguaggio volutamente scarno, ma ricco di sensibilità e ironia, influenzato dalla prosa contemporanea e asciutta della Dickinson e della Szymborska, rendendolo di volta in volta strumento d’indagine, espressione di dolore, lotta indomita contro la sofferenza, sorriso con cui guardare a un addio. Contraltare a questo canto intimo e struggente, i disegni dell’illustratrice ClaraPatella, il cui tratto netto, aperto, minimale madotato di delicatezza e profondità, donano risalto alla scrittura poetica, aiutando il lettorea trovare la propria Strategia dell’addio.

Elena Mearini È nata nel 1978 e vive a Milano. Ha pubblicato i romanzi 360 gradi di rabbia, Excelsior 1881, Premiogiovani lettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna“Umbria Libri”; Undicesimo comandamento, Perdisa pop, PremioSpeciale UNICAM- Università di Camerino, terzo classificato al ConcorsoNazionale di Narrativa “ Maria Teresa di Lascia” e Premio giovanilettori “Gaia di Manici-Proietti” nell’ambito della rassegna “UmbriaLibri”; A testa in giù, Morellini editore;Bianca da morire, Cairo editore, Premio“Lago Gerundo” per la narrativa.Firma due raccolte di poesie: Dilemma di una bottiglia, Forme Libere editore e Persilenzio e voce, Marco Saya editore.

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IL CIELO SOPRA PIOMBINO – Gordiano Lupi sbotta: “Non è un prodotto ma un’opera letteraria”

IL CIELO SOPRA PIOMBINO

Gordiano Lupi sbotta: “Non è un prodotto ma un’opera letteraria”

Intervista a Gordiano Lupi

Iannozzi Giuseppe

Il cielo sopra Piombino

1. Perché un film su Piombino, per un comune sostanzialmente privo di attrattive?

Be’, solo chi non ha mai visto e vissuto Piombino può definirla priva di attrattive. Una storia millenaria da principato e signoria, resti di tombe etrusche a Baratti, un centro storico incantevole, un mare che non ha niente da invidiare a quello della più rinomata Isola d’Elba (e a prezzi migliori)… che cosa si vuole di più dalla vita? Un Lucano? E poi la provincia, io non abbandonerei mai il mio angolo di quiete, sono fatto così, amo la provincia, il piccolo posto dal quale partire, ma anche l’angolo sicuro dove ritornare. Ne I vitelloni sto dalla parte di chi resta, non di chi fugge. A parte questo, il film non è su Piombino, anche se le immagini ritraggono Piombino, è un film sul tempo perduto, sul vivere con i ricordi, sul sentimento del tempo che passa e che lascia traccia. Vedere per credere.

2. Il cielo sopra, come per “Il cielo sopra Berlino”: non è forse da presuntuosi paragonare Piombino alla Berlino di Win Wenders?

Piombino è molto più bella di Berlino, caso mai sarebbe pericoloso per me e per Stefano Simone paragonarsi a Wenders… ma non lo vogliamo certo fare! Come il mio romanzo Calcio e acciaio era un omaggio a Ingmar Bergman e a Il posto delle fragole, questo è un inchino a Wenders, pure se la trama del docufilm – in questo caso – non ha niente a che vedere…

3. Guardando il trailer del docufilm ci si potrebbe fare l’idea di un prodotto studiato per esaltare se stessi e Piombino.

Niente di più sbagliato. Prima di tutto non è un prodotto ma un’opera letteraria sotto forma di film. In secondo luogo rifuggo l’esaltazione come sistema di vita, la mia regola è: lavorare sodo e fare solo cose in cui credo. Piombino è al centro della mia opera da sempre, quel che mi mancava era scrivere un film, che celebrasse la provincia e la ricerca di se stessi, l’introspezione psicologica percorrendo le strade d’un mondo piccolo. Piacerà ai venticinque lettori che hanno amato le atmosfere di Calcio e acciaio e di Miracolo a Piombino. Il cielo sopra Piombino vorrebbe essere cinema di poesia, alla Pupi Avati.

4. Piombino non è città che nella sua storia annoveri chissà quali grandi personaggi di proustiana memoria, o sì?

Piombino è città che – al contrario di Grosseto – non ha mai avuto scrittori importanti, il solo degno di nota è Aldo Zelli, ma era nativo di Arezzo e piombinese di adozione. In compenso, da buona provincia, esalta i politici in prestito alla scrittura, coloro che si sono potuti comprare la patente di scrittore, grazie agli editori a pagamento. E poi non m’interessano i personaggi di proustiana memoria, quanto far rivivere atmosfere proustiane e pasoliniane, tra bellezza e degrado di una provincia lontana dai luoghi dove pulsa il cuore della vita che conta. Spero di esserci riuscito.

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È ORA DI CHIUDERE – 3 poesie da “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen” e la traduzione di “Closing Time”

È ORA DI CHIUDERE

3 poesie da “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen”

Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

Donne e ParoleIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – ISBN 9788876066450 – pagine: 640 – © 2016 – prezzo: € 18,00

L’ULTIMO PASSO

Ho camminato la via,
e non è una poesia
Ho camminato
Ho inseguito
e mi sono inseguito

Alla mia maniera
ho cercato, ho cercato di dare
un senso a tutto questo
sbagliando sbadigliando sbancando
Alla mia maniera, colpevole sì,
ma solo delle impronte lasciate
sul freddo assassinio della vita mia

Così oggi penso che sono stanco
Tutto deve avere senza fiato una fine
perché ho camminato fino in fondo
Bene o male, l’ho fatto alla mia maniera
perché ho legato le stringhe delle scarpe
camminando sempre verso il sole o la luna
Per dio! L’ho fatto, sì che l’ho fatto,
fino a che le ginocchia han retto il peso

Non posso più sbagliare:
non è mio desiderio desiderare
né ho bisogno di sapere
che fine hanno fatto
gli amori miei giovanili
Ho camminato la via,
e non è stato per poesia
Mi sono inseguito
e ho inseguito senza risparmiare
il fiato per il domani
Così, lo capisci da te
che ora non posso più sbagliare

Ho perdonato e perduto lungo la via,
e il contrario, così oggi sono arrivato

Non posso più sbagliare
Alla mia maniera farò l’ultimo passo
per dare giusta sepoltura al mio assassinio

Non posso più esser perdonato
né lo desidero, come uomo
Così penso solo all’ultimo passo

Alla mia maniera sono arrivato

NESSUN ROSSORE

una andrà via col cuore spezzato
un’altra solo sarà impacciata
quando l’amore finito o iniziato

e nessun rossore per le mie rose

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Su Leggere:tutti la recensione a “Donne e parole” di Iannozzi Giuseppe (Il Foglio letterario)

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Donne e parole di Iannozzi Giuseppe

Il Foglio letterario

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Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - recensione Leggere:Tutti

Donne e parole – Iannozzi Giuseppe – recensione Leggere:tutti

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4 poesie da “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen” e la traduzione di “Traveling Light”

Una pioggia che solo ha il suo dolore

4 poesie da “Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen”

Leonard Cohen
Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e ParoleIannozzi GiuseppeIl Foglio letterario – ISBN 9788876066450 – pagine: 640 – © 2016 – prezzo: € 18,00

UGUALE ALL’AMORE

Per te ho spento mille falò
Per te ho affrontato l’Urbe
Ho rimosso il male, il bene
Ho dato via ogni dì
a una risata strozzata

Per te, per te, solo per te
completamente senza parole
come un bambino in ginocchio
cullato dal vento

Per te, per te, solo per te
completamente senza vita
come un’altalena dimenticata
fra fiordalisi, giaggioli
e inestricabili trame d’ellera

Per te, solo per te la mia vita
che m’appariva tanto sacra
e inutile… uguale all’amore
senza tempo, senza scampo

BOURBON STREET BLUES

Sì, ho scialacquato la mia tenerezza
sfidando il bagno dell’argento
e la bellezza della Luna in cielo.

Come uno che solo ha l’impeto delle ore,
ho dimenticato la mia piccola Bambina
fra l’indice e il pollice per un plettro d’avorio,
qui a New Orleans, Bourbon Street Blues.

Se gli annegati hanno mute le labbra,
non io che stono questo Mississipi
nota dopo nota, raggio di luna ripetuto
all’infinito. Invano.

Oh, la mia piccola Bambina, il suo incanto,
il suo riflesso sullo specchio dell’acqua:
come ho potuto esser così tanto crudele?

Come una pioggia che solo ha il suo dolore,
sono scivolato nei tombini della dimenticanza,
qui a New Orleans, Bourbon Street Blues.

Se gli amanti hanno mutevoli anime blu,
come ho potuto esser tanto infantile?
Oh, la mia piccola Bambina, il suo infinito,
il suo amore, un fiore di luce fra le labbra!

Menando una pallida vita d’illusioni,
suonando una chitarra che fosse solo mia
ho scialacquato tutta la mia dolcezza
per raccogliere una manciata di foglie d’autunno
e il mistero d’un’eclissi di Luna sotto la pioggia,
qui a New Orleans, Bourbon Street Blues.

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Il trailer de IL CIELO SOPRA PIOMBINO

Il trailer de IL CIELO SOPRA PIOMBINO

Regia: Stefano Simone
Soggetto e Sceneggiatura: Gordiano Lupi
Musiche: Federico Botti
Parole e Canzoni: Pino Bertelli (Alba a Marina), Claudio Jonta (Entra piano, Il quartiere), Federico Botti
Fotografie: Riccardo Marchionni
Voce Narrante: Federico Guerri
Interprete (Virgilio al femminile): Dargys Ciberio
Bambina comparsa: Laura Lupi

Un documentario letterario tra immagini, parole e musica. Un film lirico, qualcosa di mai pensato per Piombino e per la provincia. Presto in DVD e Prima Visione gratuita al Centro Giovani.

Dargys Ciberio è l’unica attrice del film, rigorosamente non professionista, calata in un ruolo di muto Virgilio al femminile per accompagnare lo spettatore nel percorso poetico. La vera protagonista del film è Piombino. Un documentario insolito, che si pone come punto di riferimento Pier Paolo Pasolini e i documentari poetici su Roma, Ostia, la periferia decadente, la spiaggia proletaria, i ragazzi di vita, l’alternarsi (in perfetto equilibrio) di bellezza e decadenza. Il cielo sopra Piombino – il titolo è un chiaro omaggio a Wim Wenders – prende per mano lo spettatore e lo porta a conoscere splendore e degrado, calette rocciose nascoste in anfratti di mare, ferrovie abbandonate, porto industriale e tombe etrusche, porticciolo mediceo, un vecchio stadio dove un tempo fu sconfitta la Roma, golfo di Baratti e altiforni spenti. Regista e sceneggiatore fanno pulsare l’anima di una cittadina industriale e marinara, riescono a far affiorare tra le pieghe delle immagini il tempo perduto di proustiana memoria. Un documentario non turistico, come molti ne sono stati fatti per illustrare la bellezza di una città di mare, ma letterario, scritto e girato per mostrare il vero volto di Piombino, cartina di tornasole di una provincia vitale, mai doma e abbandonata a se stessa. Un volto poetico e disperato, sognante e realista, ambizioso e decadente, languido e intrepido, memore del passato ma proteso verso il futuro. Gli autori sono convinti che dal contrasto nascano arte e letteratura, ma anche che la vita pulsi ogni giorni per strade di contraddizioni insolubili. La musica suggestiva e melodica di Federico Botti contribuisce a creare un clima di ricordi e sogni, un sottofondo di parole poetiche che introducono e chiudono una passeggiata nei luoghi più significativi di una provincia che non deve essere dimenticata. Il cielo sopra Piombino inaugura la sezione Fogliocinema, che proseguirà con il nuovo film di Roger Fratter e con una collana dedicata alla ristampa anastatica di tutte le opere del regista indipendente bresciano.

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LAURA E IL TRENO PER ELINTUR – Antonio Messina favolista d’eccellenza

LAURA E IL TRENO PER ELINTUR

Antonio Messina favolista d’eccellenza

Iannozzi Giuseppe

Immaginate le favole, immaginate come si scrivevano una volta iniziando con un bel “c’era una volta”, e, ancora, immaginate mondi fatati abitati da creature fantastiche: riuscite a immaginare tutto questo? Sin dalla notte dei tempi o quasi, le favole hanno fatto la gioia di grandi e piccini, aiutandoli a vivere in un mondo che, nel migliori dei casi, è sempre e solo piatto, vuoto di sogni e di speranze.

Antonio Messina dà alle stampe Laura e il treno per Elintur (Il Foglio letterario), una raccolta di fiabe che fanno sorridere e riflettere. In Laura e il treno per ElinturAntonio Messina dà corpo e vita a dodici racconti di stampo immaginifico; il tredicesimo racconto che chiude il volume è invece di Greta Messina. Ogni favola è accompagnata da una illustrazione di Greta Messina o di Giovanna Stassi.
Lo stile di Antonio Messina è lineare, mai sovrabbondante, così come è giusto che sia per ogni favola che nasce dal cuore e che vuole fare breccia nei cuori di chi avrà la bontà di leggerle, per suo proprio piacere o per raccontarle ai propri figli e nipoti. Lo stile affabulatorio è bilanciato e originale, e l’autore non disdegna di attingere dalle migliori fonti narratologiche lasciateci in eredità da romanzieri quali Lewis Carroll, Clive Staples Lewis, Roald Dahl ed Hermann Hesse.

In Laura e il treno per Elintur incontriamo una galleria di personaggi femminili, bambine che, per un motivo o per un altro, non hanno quasi mai ricevuto tutto quell’amore di cui avrebbero oggi bisogno. Per sopperire alla mancanza, alla fine o alla perdita di un amore, si rifugiano in un universo parallelo dove tutto è possibile, dove una nuvola assume il volto di una madre persa, dove un cavallo a dondolo prende vita, dove una città di carta si anima, dove Caterina parla con il vento che le risponde per le rime, dove Nebbia, un cagnolino pacifico, di colpo comincia a parlare per introdurre la piccola Melissa in un mondo sconosciuto. Come già detto dodici favole con altrettante morali, perché Antonio Messina, forse guardando alla lezione di Hermann Hesse, non può davvero fare a meno di dire e del Bene e del Male.

Vita e Morte, Bene e Male, sempre sono in agguato nella vita delle bambine che l’autore disegna con tenerezza paterna, e a ognuna di loro, nelle storie che Messina ci racconta, dona una speranza, la speranza che il domani sarà migliore. Per Messina il mondo si compone di infiniti universi, perlopiù preclusi a chi ha smesso di sognare, di essere nell’animo un po’ bambino. In alcune favole il climax che si respira è quasi pascoliano: la poetica adottata dall’autore valuta e dà importanza alle piccole gioie della vita, perché solo così è possibile distinguersi dalla massa e continuare a sognare; e chi sogna sempre sarà in grado di vedere oltre la punta del proprio naso, di anticipare il futuro per essere migliore e più onesto dei propri avi.

La quarta di copertina è a firma di Gordiano Lupi: “Laura e il treno per Elintur è un tentativo riuscito di unire i temi cari al fantasy con la favolistica tradizionale, senza rinunciare a un contenuto morale importante. Il lettore non troverà storie fini a se stesse, racconti pensati per stupire a colpi di effetti speciali, ma storie emozionanti, intrise di sognanti voli pindarici verso mondi ignoti e compenetrati da un senso immanente di caducità delle cose. Un libro che parla di ragazzini innamorati della vita che non si rassegnano alla perdita delle certezze e che stringono forte tra le loro mani sogni e speranze. Messina a ogni pagina parla di morte e di aldilà, costruisce una parabola transitoria dell’esistenza, ma da ogni pagina inneggia alla vita, non chiudendosi in se stesso e concludendo ogni storia con un messaggio di speranza. Un libro adatto ai ragazzi di ogni età, a tutti coloro che non hanno perso la voglia di sognare”.

Il racconto Laura e il treno per Elintur è stato scritto per Laura Lupi: “Questo libro è dedicato a Laura Lupi, una ragazzina adorabile; per lei è stato scritto il racconto ‘Laura e il treno per Elintur’, che inoltre dà il titolo alla raccolta”. In questa favola l’autore immagina un treno con dei passeggeri speciali, un treno che “non fa tappe intermedie”; e Laura, il cui animo è, allo stesso tempo, ingenuo e perspicace, decide di prenderlo al volo, di viaggiare fino a Elintur, causando un po’ d’apprensione in casa, dove i genitori Lupi non immaginano davvero dove sia andata a cacciarsi la loro adorata figliola.

Non ci si sorprenda se leggendo Laura e il treno per Elintur la fantasia si sposa alla poesia, perché Antonio Messina è anche poeta con già due pubblicazione al suo attivo, Dissolvenze (2008) e Mitologie domestiche dell’anima (2013). E’ Antonio Messina un favolista d’eccellenza: c’è forse bisogno di aggiungere altro? Laura e il treno per Elintur vi aspetta per condurvi nel cuore di tanti mondi che non avete mai osato immaginare. Non è mica poco.

Antonio Messina è nato a Partanna (TP). Ha pubblicato L’Assurdo Respiro delle Cose Tremule (2003), il fantasy filosofico La Memoria dell’Acqua, nuova edizione (Il Foglio 2010), Le Vele di Astrabat, nuova edizione (Il Foglio 2010), la silloge Dissolvenze (Il Foglio 2008), il fantasy ambientato nel mondo dei videogiochi Ofelia e la Luna di Paglia (Il Foglio 2009), il romanzo di fantascienza Nebular (Il Foglio 2011), la silloge Mitologie Domestiche dell’Anima (Il Foglio 2013), il romanzo di fantascienza Accenni D’autunno (Il Foglio 2014) e il fantasy La Ballata delle sette pietre (Il Foglio 2015). Alcune sue liriche sono state pubblicate in antologie poetiche. Vive a Padova.

Il blog di Antonio Messina: http://antoniomessina.blogspot.it/
Il sito di Antonio Messina: http://antmessina.altervista.org

Laura e il treno per Elintur e altri raccontiAntonio Messina – Il Foglio letterario – Collana: Fior di Fiaba – 1ma edizione: 2016 – Pagine: 220 – Isbn: 9788876066481 – prezzo: 14 Euro

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Iannozzi Giuseppe intervistato da Isabella Difronzo – Intervista audio e video online su YouTube

Iannozzi Giuseppe intervistato da Isabella Difronzo

Intervista audio e video online su YouTube

Isabella Difronzo mi intervista per Canale 100 LaRadio. Ecco qui l’intervista con l’audio ripulito nel miglior modo possibile con qualche immagine redazionale.

Parlo dei miei libri Angeli caduti, L’ultimo segreto di Nietzsche, La cattiva strada (questi tre editi da Cicorivolta edizioni), ma anche e soprattutto di Fiore di passione (auto-pubblicazione, seconda edizione per il solo mercato di Lulu.com), La lebbra, Bukowski, racconta! e della mia ultima fatica poetica Donne e parole editi da Il Foglio letterario.

Per chi si fosse persa la diretta radio, ora può ascoltare tranquillamente da casa l’intervista.

Ringrazio di tutto cuore Isabella Difronzo e tutto lo staff di Canale 100 LaRadio, e ovviamente il mio editore, Gordiano Lupi (Il Foglio letterario) che è un grande in ogni senso.


Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario Bukowski, racconta! - a cura di Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario

La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario Fiore di passione - Giuseppe Iannozzi

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Disordine nei tuoi occhi – Fabio Padovan – Comunicato stampa

Disordine nei tuoi occhi

FABIO PADOVAN

Disordine nei tuoi occhi - Fabio Padovan

Disordine nei tuoi occhi – Fabio Padovan

Disordine nei tuoi occhi” è una raccolta poetica formata da tre macro sezioni più una mini sezione introduttiva denominata “Foreste di sguardi”. Le altre tre sezioni sono intitolate, in ordine: “Nenie”, “Turiboli” e “Tele”.

Il libro nasce come commistione e contaminazione tra musica [Advangarde Metal, Post-Metal, Progressive Metal, Post-Rock, Classica, Folk, Dark Folk] e pittura [Dalì, Munch, Schiele, Klimt, Gauguin, Van Gogh, Giger, Segantini, Monet, Kandinsky, Mirò, Picasso, la corrente Futurista e Surrealista].

La musica Metal è spogliata della sua tipica forma violenta, ma caricata della peculiare visionarietà apocalittica. Nel crescere intento prosasistico del libro trovano spazio influenze tipiche della Classica e del dolce genere Post-rock, che ritmano le pagine in giri di note allitterate creando dei suoni ad hoc per ogni componimento e lasciando intravedere un sotto traccia di trama che lungo il camminare dei versi portano il lettore verso una identificazione continua con la voce narrante.

Il libro rappresenta inoltre per l’autore una sublimazione degli istinti creativi pittorici che durante la stesura non hanno trovato sfogo sulle tele e una sorta di istantanee dei trascorsi campestri infantili. Quegli stessi paesaggi e colori presenti nelle tele dei Maestri Pittori s’intrecciano col ricordo andando a costituire un luogo geometrico psichico a sé stante tramite l’impaginazione visiva che la pagina cerca di richiamare.

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Il cielo sopra Piombino. In post produzione il docu-letterario di Stefano Simone. Soggetto e Sceneggiatura di Gordiano Lupi

Il cielo sopra Piombino

In post produzione il docu-letterario di Stefano Simone

Soggetto e Sceneggiatura di Gordiano Lupi

È in fase di post produzione il documentario letterario di Stefano Simone intitolato Il cielo sopra Piombino, basato su testi di Gordiano Lupi (alcuni originali, altri tratti da Calcio e acciaio e Miracolo a Piombino), musiche di Federico Botti, fotografie di Riccardo Marchionni, voce narrante di Federico Guerri. Dargys Ciberio è l’unica attrice del film, rigorosamente non professionista, calata in un ruolo di muto Virgilio al femminile per accompagnare lo spettatore nel percorso poetico. La vera protagonista del film è Piombino.

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Donne e parole – Bukowski, racconta! – in libreria

Donne e parole – Bukowski, racconta! – in libreria

Fa piacere, molto piacere scoprire che i libri di un piccolo editore di qualità arrivano anche nelle librerie non virtuali e non solo sui canali online. Il piacere è doppio e immenso quando un autore come me, un autore underground!, vede i propri libri sugli scaffali di un grande catena di librerie qual è Giunti. Ecco dunque Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen e Bukowski, racconta! in bella vista presso la libreria Giunti al Punto di Erba (in provincia di Como). Sono questi due miei lavori che Nadia Fagiolo ha letto e molto apprezzato.

Se tutti i librai fossero come Nadia Fagiolo, poco ma sicuro che tanti autori (underground!) riuscirebbero ad arrivare fra le mani di molti più lettori. Commosso e felice non posso non ringraziare Nadia, che mi ha letto, che ha apprezzato i miei lavori, e che, non da ultimo, li ha portati in libreria.

Donne e parole - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Bukowski, racconta! - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Foto di Nadia Fagiolo

nadiafagiolo

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BUKOWSKI, RACCONTA! a cura (e traduzione) di Giuseppe Iannozzi – Il Foglio letterario

BUKOWSKI, RACCONTA!

a cura (e traduzione) di Giuseppe Iannozzi

Bukowskil, racconta! - a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Bukowskil, racconta! – a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Questo libro racconta

Bukowski, racconta! Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci.
Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.

Il Foglio letterario - di Gordiano LupiIn Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore.
Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Un breve estratto

Int.: Scrivere è anche lavorare.

Buk: Non direi proprio… un paio di bottiglie non bastano se uno vuole scrivere una buona poesia. Il problema è poi solo uno, riuscire a non farselo venire duro, altrimenti tutto va a puttane. Scrivere è un esercizio, un esercizio sessuale… non è detto che quello che scrivi poi sarà letto da qualcuno. Si scrive così come si fa sesso, sul divano di casa, o quasi di nascosto, nella toilette delle signore.

Int.: I suoi libri si vendono?

Buk: Non lo so, non ho mai pensato che scrivere serva a vendere e basta. La gente legge quello che gli piace… penso che la gente mi legge perché parlo di loro e non di cose che non conosco.

Int.: Lei legge?

Buk: Ho letto parecchio, molte cose che ho letto non me le ricordo. Quando una storia ti annoia la rimuovi dalla testa, ecco tutto, niente di più semplice.

[…]

Buk: A volte capita che legga qualcosa e che mi faccia del male. Capita che legga perché non ho sottomano una bottiglia o una donna, ma è come buttar giù del vino cattivo; e dopo, alla fine, non sei né ebbro né altro… hai solo un dolore sordo che ti trapana da tempia a tempia. Ha mai bevuto del vino cattivo? Se sì, allora può capire cosa intendo.

[…]

Int.: Le donne, capisco, il suo chiodo fisso.

Buk: La figa la posso riempire, la politica e Dio no.

www.ilfoglioletterario.it

Iannozzi GiuseppeGiuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore.
Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta Edizioni), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni) e nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta edizioni). Con il foglio letterario ha pubblicato La lebbra. Nel 2015 ha pubblicato Fiore di passione, una raccolta poetica autoprodotta e disponibile su Lulu.com. Scrive per diverse testate online e la free press.

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LEONARD COHEN

Leonard Cohen

(Montréal, 1934 – Los Angeles, 2016)

Leonard Cohen - digital art by Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen – digital art by Iannozzi Giuseppe

Leonard Cohen

… Maestro, mio Maestro …

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Per un sorriso camusiano – Appunti filosofici (1)

Per un sorriso camusiano – Appunti filosofici (1)

Iannozzi Giuseppe

Non mi meraviglio del quotidiano, non più. Pienamente esistenzialista, perfettamente per un sorriso camusiano che non si veda.

Esistenzialista. Se nulla ti aspetti di buono o di cattivo, qualsiasi cosa domani dovesse venire o non venire, la accetterai con un sorriso, senza sentimento di meraviglia o altro. Dei morti so qualcosa, dei vivi non so niente tranne quello che loro vogliono far sapere di sé, quasi sempre contraffacendo la realtà. I morti non sanno invece mentire, perché non possono, per cui meglio loro, i morti e sepolti che, pur non avendo voce, ti restano vicini senza estrometterti dalla loro morte, perché è la morte poi solo un altro modo di essere senza più essere nella prigione d’un corpo di vizi, di falsità e di fragilità infinite.

Albert Camus

Albert Camus

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