Monsieur Cagliostro si interroga

Monsieur Cagliostro si interroga

Iannozzi Giuseppe

cagliostro

– Da dove vengono le storie, Monsieur Cagliostro?
– Da chi ha talento.
– E chi ce l’ha?
– Il talento uno o ce l’ha o non ce l’ha.
– Si può insegnare il talento?
– Non si può.
– E perché?
– Forse che a Dio o al Diavolo qualcuno gli ha insegnato mai qualcosa! Assurdo.
– E chi volesse eccellere in una scienza o in una particolare arte?

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In aborto. Omaggio a Kurt Cobain

In aborto. Omaggio a Kurt Cobain

Iannozzi Giuseppe

Kurt Cobain

Ti porterò in riva al fiume
dove il sole tramonta sui giochi,
su tutti i sogni affondati di brutto, di peso
insieme alle piccole pietre piatte lanciate
dai bambini sul grande specchio azzurro,
azzurro sì ma non dolce né vergine
Troppe lacrime di sangue l’hanno
negl’anni violentato nel centro in aborto
Nel centro in aborto, nel centro in aborto

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morir su due piedi
ascoltando la parrucca sifilitica di Mozart alla radio
pensando a quel fanatico che fece fuori
il genio di Lennon
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso
I camini perdono fumo
L’aria si fa pesante di sogni e nostalgie
Le donne ridacchiano sculettando in centro città,
in segreto poi piangono senza un perché
I ragazzi partoriscono castelli in aria,
qualcuno si perde per strada e si unisce al Branco;
soltanto un paio di stupidi sono già preti per metà
Stavo così bene, così bene stamattina

La Callas ha dilapidato la voce e il cuore
per un vecchio d’argento; di tutto l’amore
sprecato in anni e anni di soffocata carnalità
le è restato un brivido fetale, giusto un aborto di sangue
che la luce di Dio non ha nemmeno toccato
E’ forse servita la voce e la classe? a cosa?
Jacqueline ha schioccato le dita e tutto il vecchiume
di Onassis le è caduto ai piedi, occhiali compresi nel prezzo
Per dove viaggiano ancora le tue ceneri, Maria?
La risposta la sa il vento, la risposta è sottochiave
tra inferno e paradiso
Pensare che non avevo alcun pensiero
quando l’alba mi ha sorpreso su due piedi:
sarebbe stato così leggero morir per una sega,
e invece tutta questa santa amarezza

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morir così su due piedi
Mimì non si rassegna, gli uomini non cambiano
Tim e Jeff vivono nella grazia delle loro tragedie,
l’Eco li canta agli Dèi che in silenzio ascoltano il Fato:
il Wolf River scuro adagiato in un eterno tramonto
da quel ventinove di maggio millenovecentonovantasette
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Un’altra botta d’eroina, un altro giro di Goodbye and Hello
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Un’altra botta di Miles Davis, non chiedeva altro il povero Tim

Battisti in un tumore, Faber in un tumore
E Dio è rimasto a guardare, distratto da faccende più gravi
grevi di nuvole, di ipotesi per il futuro; e intanto
la vita era già finita senza neanche una smorfia in aborto
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso

Stavo così bene, così bene stamattina
Non mi sembrava vero, morir così su due piedi
Gi autostoppisti si danno appuntamento ai semafori
sotto la luna dell’Alaska, sotto il sole del Sahara
Loro sì, sanno già tutto d’ogni piede calpestato
e di tutti i crocefissi appesi e muti alle pareti degl’ospedali
Il male eterno, etero-eterno in ogni uomo
A Kurt bastò un colpo di fucile alla testa per farla finita;
un elettricista di passaggio scoprì così la bellezza della Fine
La Regina si spense per essere l’ultimo Highlander
E’ meglio morire che spegnersi lentamente, si sa che è così,
che al pubblico non gliene deve fregare niente se sei in piedi
o pronto a perdere la testa; Lady D. ha però preferito l’orgasmo
ad alta velocità contro un pilone di cemento francese
Che mondo, che mondo meraviglioso questo
Che mondo, che mondo meraviglioso

Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Che mondo, che mondo meraviglioso
Che mondo, che mondo meraviglioso questo

Ti porterò vicino al cimitero
dove il sole seppellisce le ingenuità
Ti porterò dove potrai cantare a squarciagola
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…
Ti porterò dove potrai abortire in santa pace
Ti porterò in riva al fiume
dove il Buddha che ride aspetta
che i salmoni risalgano la corrente
Ti porterò nel grembo del Dèmone
che regalò ad Adamo la prima chitarra

Ti porterò in aborto
Ti porterò sulla strada del Diavolo
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…

Ti porterò in aborto
Ti porterà a giocare alla Roulette Russa
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah…

Ti porterò in aborto
Ti porterà dove non hai mai osato
Ti porterò da dove veniamo tutti, in aborto
In aborto
In aborto
In aborto

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Il buio dentro voi

Il buio dentro voi

Iannozzi Giuseppe

buio dentro voi

Sono il piccolo Ebreo che a mano ricopia i libri proibiti
e sono il ladro che entra nella casa del suo miglior amico,
la mano che taglia la gola al bue e all’asinello
Sono il piccolo poeta che della Bibbia nulla ha compreso,
l’Ebreo Errante che bussa alle porte della fortezza Bastiani,
il vecchio usuraio che al mercato compra una fanciulla

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo,
“io so bene chi sono, voi invece non sapete, ecco la differenza”,
così oggi mi accusate d’essere il nemico, l’uomo che bestemmia
e quello che china il capo sulla croce
Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri

Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri
“non schieratevi dalla mia parte, santi e diavoli non tessono bandiere”
Non avete compreso, dubito capirete oggi la drammaticità della verità:
non basta una lampadina a illuminare la grandezza del mistero di Dio,
se c’è o non c’è

Ho distrutto una dopo l’altra le vostre immagini sacre,
e senza riguardo ho calpestato i fiori dei vostri giardini
e quando siete venuti da me piangendo per chiedere il mio perdono
ho fatto la mia scelta e vi ho dato le spalle ridendo di gusto

Ho dato al fuoco le poesie mie più belle e non ho chiesto soldi
Lo ripeto, lo ripeto e ve l’ho detto chiaro e tondo ed era solo ieri,
“vengo in pace, vengo in pace, non scrivete sul vostro il mio nome”
Non avete compreso, dubito capirete quanto profonda la severità di Dio

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo,
“io disegno il cerchio, voi invece il quadrato, ecco la differenza”,
così oggi gridate ai quattro venti che ho mentito
cercando invano di invertire il senso della corrente del fiume

Non avete capito, non capirete mai: il pentimento non si compra
sbattendo la testa contro i muri o elemosinando pietà dal vicino

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I baci più belli sono in Te

I baci più belli sono in Te

Iannozzi Giuseppe

touch_the_sky

a Rosy (Mariarosa Marchini)
che oggi c’è e domani ci sarà

Lingue di fuocobeating heart

…che il tempo passi
senz’acqua sotto i ponti,
e già finita è l’estate
coi suoi canti di grilli e cicale;
argentea la Luna lassù
sull’intorno spande lucore,
non la speranza però
che domani pioggia
non ci bagni il capo;
non più la festa delle campane
a svegliarci al mattino,
bensì solo il cupo bombo
di motori e fabbriche.

Non ci si addormenti
su un cuscino di perché;
fredda l’aria la carne morde,
e in testa il pensiero
che s’ha d’accendere il camino
perché lingue di fuoco
la sacra fiamma nell’alma nostra
dì dopo dì di più la esaltino.

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Phil Collins – Against all Odds

Phil Collins – Against all Odds

Phil-Collins

Phil Collins – Against All Odds
(Live at Montreux 2004)

Phil Collins - Against All Odds

Phil Collins – Against All Odds
(dalla colonna sonora di “Due vite in gioco”)

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Zingarella

Zingarella

Iannozzi Giuseppe

zingarella

Avrei dovuto dirle di ‘no’ e tirare dritto. Non ne sono stato capace. Mi aveva fregato nel momento in cui m’aveva fissato dritto negl’occhi coi suoi.

Ero stato a vedere la prima de La Tosca, un riadattamento moderno che non m’era piaciuto granché.
Ero nervoso e insoddisfatto, e il freddo non aiutava di certo a spegnere i miei bollenti spiriti: se avessi avuto fra le mani attori, costumisti, scenografi, gliene avrei cantate quattro. Il riadattamento aveva letteralmente sbudellato lo spirito originale del dramma.

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Matrimonio per il mio peggior nemico

Matrimonio per il mio peggior nemico

Iannozzi Giuseppe

kim-basinger

Me la sono fatta sotto, o meglio: c’è mancato un pelo.
Me lo sono trovato fra le gambe che non ero preparato.
In volto era verdognolo, proprio come lo ricordavo. Subito mi son detto: ‘Non è cambiato dai bei vecchi tempi di quando ci si azzuffava nel cortile dell’oratorio’.

Mi abbraccia. Forte.
Subito sento il suo sudore bagnarmi. La mia bella Lacoste bianca cangiata in un sudario, in meno d’un secondo.
Mi prudono le mani.
Perché non ho ricambiato il suo abbraccio con una bella gragnuola di pugni?
Alberto mi sorride. Non gli riesce bene però: sembra un cazzo di zombie, di quelli che si vedono in certi b-movie. Decisamente non è cambiato. Anche quando ci si ammazzava di botte all’oratorio era così, con addosso una stomachevole patina di uno che sta più di là che di qua. Il tempo non l’ha migliorato, non è riuscito a rendermelo più simpatico.
Tenta d’abbracciarmi un’altra volta.
Lo scanso.
Lui ci rimane quasi male mettendo su una smorfia da ebete, come a dire: ‘Non avrai mica paura di me!’
Paura no. E’ solo che provo schifo.
Anche quando ce le davamo di santa ragione provavo un certo disgusto, persino il Parroco evitava d’insozzarsi le mani per dividerci. Nutriva una sorta di timore nel toccare Alberto. Credo che, in segreto, quel vecchio pedofilo credeva che Alberto fosse figlio del Diavolo. Quando io e Alberto venivamo alle mani era una cosa lunga, nessuno ci teneva granché a separarci. Ce ne siamo date davvero tante. Grazie a lui mi sono fatto le ossa, sono diventato un uomo, cattivo e cinico quanto basta per stare in piedi, da solo, in questa società che non perdona né il lupo né l’agnello.
Alberto è proprio brutto. Sembra debba tirar le cuoia da un momento all’altro, ma è solo apparenza: è più forte d’un toro. Uno zombie. Ha il cervello d’una gallina o giù di lì. Dubito che una pallottola in testa sarebbe in grado di buttarlo a terra. E’ troppo poco intelligente per capire la differenza fra l’esser vivo e l’esser morto.
Ci troviamo in pieno centro città e lui me lo spara così, su due piedi: “Mi sposo”.
Non ci credo.
Non posso crederci. E non voglio.
Alberto si sposa.
Dio non esiste, adesso ne sono certo. Alberto ha trovato una donna che se lo sposa.
Mi dico che mi sta prendendo per il culo.
Ma, all’improvviso, al suo fianco si materializza un pezzo di figa da panico.
Non può essere.
E se è lei, poco ma sicuro che è un’oca. Sembra Kim Basinger da giovane.
Mi sento male.
Ho un mancamento quasi.
Alberto si schiarisce la voce: “Lei è Angela, la mia donna”.
Con fare meccanico le allungo la mano. Non lo avessi mai fatto: la presa della sua mano m’innamora sul momento.
Mi sento la testa scoppiare e non solo.
Angela si presenta: “Piacere, Angela”.
Non è un’oca. Tutt’altro. Mi basta sentire due parole, me ne bastano due, per capire se mi trovo di fronte a un demente o no.
Mi sento male: non capisco come una così, come Angela, possa essersi messa con uno zombie. E’ lei la donna che tutti gli uomini sognano.
Gongola, il mio peggior nemico gongola. Ed io posso solo chinare il capo in segno di sconfitta.
Le gambe mi fanno giacomo giacomo. Non ho più il controlla della vescica.

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