GOTICO ITALIANO Vol.1 – Il vizio di uccidere – Sceneggiatura: Salvatore Napoli – Illustratore: Vincenzo Odore – Curatore: Salvatore Colaiacomo – Edizioni Horti di Giano

Se il fumetto si fonde al racconto nero, nasce

“Gotico Italiano”

Un format innovativo che intreccia graphic novel e racconto nella stessa opera, in cui l’autore delle due vicende è lo stesso che ha realizzato la storia trasformata poi in sceneggiatura per il fumetto.

Gotico Italiano, edito dalle Edizioni Horti di Giano, è un Albo che vuole creare un ponte tra quelle che sono le tradizioni culturali e folkloristiche della nostra splendida Italia, evidenziando un passato che non dobbiamo mai dimenticare e l’attualità che emerge in chiave moderna, tangibile.

Il vizio di uccidere - GOTICO ITALIANO - Horti di Giano

Il primo numero è già disponibile dal 2 Febbraio 2021 sul sito dell’editore (www.hortidigiano.com), in tutti gli store online, nelle librerie e nelle edicole.

Gotico Italiano sarà cadenzato in quattro uscite annuali, che cadranno in giorni particolari, legati all’aspetto misterico che ben si affianca e abbraccia la dimensione gotica.

Il primo numero è uscito il 2 febbraio, data che corrisponde alla nostra Candelora, la festa di fine inverno che, a cavallo tra il primo e il secondo giorno di febbraio, segna l’arrivo della primavera:

“Per la Santa Candelora, dall’inverno semo fora, ma se piove e tira vento, dell’inverno semo drento!”

In questa prima uscita, che prende il nome Il vizio di uccidere, ci sarà un affascinante viaggio in un borgo fantastico, Rocca Piscopo, i cui edifici sono stati realizzati ispirandosi ai Sassi di Matera e a Fossanova, con la sua splendida Abbazia gotica.

In particolare, riporteremo alla luce la figura del boia, un mestiere inquietante quanto carico di suggestioni nere. Il boia che proponiamo in questo numero, prende il nome di Gioacchino De Meo, che rappresenta l’essenza stessa del male e che si ricollega, nella storia, al famoso Mastro Titta che, nella sua lunga e “prolifica” carriera, giustiziò più di cinquecento persone.

In tutti i volumi di Gotico Italiano, si parlerà anche di storie che contengono tematiche sociali importanti.

Il racconto che si intitola Ritratto di donna sfregiata, ha un forte messaggio contro un problema attuale e da non sottovalutare: la violenza di genere, ovvero quella violenza che racchiude tutte le violenze che si fondano sulla differenza sociale tra uomo e donna.

Le Edizioni Horti di Giano intendono così lanciare un forte e sentito NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE (e No alla violenza in generale), inserendo il logo della mano in ogni numero dell’Albo.

Sotto la supervisione del Direttore editoriale Simone Colaiacomo, il primo numero di Gotico italiano è stato scritto da Salvatore Napoli e disegnato da Vincenzo Odore.

Gotico Italiano – Il vizio di uccidere è un graphic novel italiano, per gli amanti del fumetto e per chi vorrebbe avvicinarsi a tale forma d’arte, accompagnandosi a una interessante lettura.

Horti di Giano vuole invitare i lettori a conoscere e visitare i gioielli urbani custoditi nel nostro paese. La scelta è stata quella di rivalorizzare la bellezza della nostra Italia, con il patrimonio unico e spettacolare che i nostri borghi, sempre più abbandonati e dimenticati, custodiscono.

Edizioni Horti di Giano www.hortidigiano.com info@hortidigiano.com –  Facebook / Instagram: @edizioni.hortidigiano

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Gotico italiano. Il vizio di uccidere – Sceneggiatura: Salvatore Napoli – Illustratore: Vincenzo Odore – Curatore: Salvatore ColaiacomoHorti Di Giano – Pubblicato: 02/02/2021 – Pagine: 92 – ISBN: 9791280144089 – Prezzo: € 15,00

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La lebbra – Giuseppe Iannozzi – Ass. Culturale Il Foglio / Edizioni Il Foglio – Acquista online

La lebbra – Giuseppe Iannozzi

Ass. Culturale Il Foglio / Edizioni Il Foglio

La lebbra - Iannozzi Giuseppe - Ass. Culturale Il Foglio / Edizioni Il Foglio

(c) Chatterly, visual artist – per gentile concessione dell’Artista
Sito di riferimento: http://chatterly.deviantart.com

Descrizione

Martino, dal profondo Sud, dopo la morte dei genitori, decide di cercare fortuna a Torino. Martino disprezza l’Islam e il mondo musulmano; ha letto un solo libro, il sermone (“La rabbia e l’orgoglio”) di Oriana Fallaci. Martino ignora però le cause che hanno scatenato l’11 settembre. Si innamora di Aidha, una ragazza musulmana, ma Aidha è un’esca per prenderlo in trappola. Un noir esistenzialista che strizza l’occhio a Boris Vian.

Breve estratto

Aidha rideva. Non c’era dubbio alcuno. Rideva e rideva di lui.
Per Dio, era così diversa! Eppure era lei, senz’ombra di dubbio.
Rideva, in maniera oltremodo sguaiata, imperdonabile per qualsiasi donna di fede islamica.
E non nascondeva i capelli, che lunghi e corvini baciavano e si lasciavano baciare dalle dita di Gabriele.
Entrambi ridevano.

L’autore

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe: (Torino, 1972) è scrittore, giornalista, critico letterario e blogger. È autore dei romanzi Angeli caduti (Cicorivolta edizioni, 2012), L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta edizioni, 2013), La cattiva strada (Cicorivolta edizioni, 2014), La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2013). Nel 2016 ha curato e tradotto gli apocrifi bukowskiani Bukowski, racconta! (Edizioni Il Foglio, 2016); nel 2017 ha pubblicato la sua prima antologia poetica, Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen (Edizioni Il Foglio). A fine dicembre 2017 è uscito Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne (Edizioni Il Foglio).

La lebbra - Iannozzi Giuseppe - Ass. Culturale il Foglio

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La lebbraGiuseppe IannozziAss. Culturale Il Foglio / Edizioni il Foglio – Collana: Narrativa -Pagine: 150 – ISBN: 9788876064548 – Prezzo: € 14

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Jack Kerouac – Visioni di Cody – Prefazione di Fernanda Pivano, introduzione di Allen Ginsberg – Oscar Mondadori

Jack Kerouac – Visioni di Cody

Prefazione di Fernanda Pivano

Introduzione di Allen Ginsberg

Oscar Mondadori

Jack Kerouac - Visioni di Cody - Oscar Mondadori

Scritto tra il 1951 e il 1952, ma pubblicato postumo, “Visioni di Cody” è, nelle parole dello stesso autore, uno studio del personaggio/eroe di “On the Road”, Dean Moriarty, il cui nome è diventato Cody Pomeray, e sotto il quale si nasconde l’amico Neal Cassady. Tra ricordi e fantasticherie, strade e motel, sbronze e sballi, Kerouac racconta gli anni giovanili di Cassady attraverso conversazioni registrate e trascritte in quattro brani, ciascuno con un diverso punto di vista. Neal/Cody diventa così per Kerouac l’immagine nella quale riflettersi, il suo Io ideale, e insieme un’allegoria dell’America, che fa di queste Visioni un’opera piena di fascino e poesia, sospesa tra fantasia e memorie, slanci di vita e presagi oscuri, sogni di gioia e realtà disperate.

Jack KerouacJack Kerouac (Lowell, Massachusetts, 1922 – St Petersburg, Florida, 1969) è stato uno scrittore e poeta. È da tempo considerato uno dei più grandi scrittori del panorama mondiale. Con Allen Ginsberg e William Burroughs agli inizi degli anni Cinquanta diede vita al nucleo storico della Beat Generation. Sulla strada, il romanzo del 1957 che lo rese celebre, divenne il manifesto di un’intera generazione.

Jack KerouacVisioni di Cody – Prefazione di Fernanda Pivano, introduzione di Allen Ginsberg. – Traduttore: Pier Francesco Paolini – Mondadori – Collana: Oscar Mondadori – Anno edizione: 2019 – Pagine: 510 – ISBN: 9788804707509 – € 16,00

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Dante Alighieri aveva una folta barba

Dante Alighieri aveva una folta barba

di Iannozzi Giuseppe

Dante Alighieri, ritratto con barba

Dante Alighieri aveva una folta barba. Nel “Trattatello in laude di Dante”, Giovanni Boccaccio porta una descrizione ben precisa del Poeta: “Fu adunque questo nostro poeta di mediocre statura e, poi che alla matura età fu pervenuto, andò alquanto curvetto, e era il suo andare grave e mansueto, d’onestissimi panni sempre vestito in quello abito che era alla sua maturità convenevole. Il suo volto fu lungo, e il naso aquilino, e gli occhi anzi grossi che piccioli, le mascelle grandi, e dal labro di sotto era quel di sopra avanzato; e il colore era bruno, e i capelli e la barba spessi, neri e crespi, e sempre nella faccia malinconico e pensoso. Per la qual cosa avvenne un giorno in Verona, essendo già divulgata per tutto la fama delle sue opere, e massimamente quella parte della sua Comedia, la quale egli intitola Inferno, e esso conosciuto da molti e uomini e donne, che, passando egli davanti ad una porta dove più donne sedevano, una di quelle pianamente, non però tanto che bene da lui e da chi con lui era non fosse udita, disse a l’altre: – Donne, vedete colui che va ne l’inferno e torna quando gli piace, e qua su reca novelle di coloro che là giù sono? – Alla quale una dell’altre rispose semplicemente: – In verità tu dèi dir vero: non vedi tu come egli ha la barba crespa e il color bruno per lo caldo e per lo fummo che è là giù? – Le quali parole udendo egli dir dietro a sé, e conoscendo che da pura credenza delle donne venivano, piacendogli, e quasi contento che esse in cotale oppinione fossero, sorridendo alquanto, passò avanti.” (Giovanni Boccaccio, Trattatello in laude di Dante Alighieri, cap. X).

La tela si trova a Orvieto, un quadro unico al mondo. L’autore è ignoto. Alcuni storici dell’arte ipotizzano che l’autore si sia ispirato al pittore fiorentino Cristofano di Papi dell’Altissimo. Dante Alighieri aveva “i capelli e la barba spessi, neri e crespi”. Era dunque questo il vero volto del Sommo Poeta.

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Isabella sempre più ribelle!

ISABELLA

di Iannozzi Giuseppe

Isabella Difronzo

Isabella Difronzo
(isabelladifronzo.wordpress.com)
che compie gli anni
diventando sempre più ribelle!

Il ciuffo, il ciuffo tuo biondo,
quello è sempre più ribelle,
e non sono io bravo
a fare battute
che facciano ridere
o riflettere un poco
E non sono neanche
più buono a scrivere poesie,
con o senza un senso

Ho provato a buttar giù
una lacrima o due di profumo
per montarmi la testa,
ma solo ho dato fondo ai pochi spicci
che m’erano rimasti in saccoccia,
e lo Chanel n. 5 al Greenwich Village
non lo considerano affatto
un fatto di cultura,
non lo trovi sottobanco

La tentazione sarebbe una,
quella di cantarti una canzone
tentando d’esser gaio
come un cantante della Motown,
ma se lo facessi nutro tema
che finirei male, come Woody Allen
che cerca di rubare la marmellata
con la scusa d’essere ebreo
e d’aver tanto sofferto in gioventù
E tu lo sai che sono
claustrofobico e ipocondriaco:
in un’Aula di Tribunale,
poco ma sicuro, ci morirei
E sai bene anche
che per far poesia
non basta andare a capo
e poi dichiarare al mondo
“Questi sono miei, versi miei,
e i rutti, pure quelli, sì!”

Rose in dono non posso,
sei sposata giù da un bel po’,
e di farmi scassinare il naso
da quel gorilla di tuo marito
non se ne parla proprio

Non vedo che una soluzione,
darmela a gambe levate;
sono in ritardo pazzesco,
ho dimenticato il giorno esatto
del tuo compleanno,
e adesso rischio pure di perdere
il pullman per il Messico,
la mia sola speranza di salvezza!

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Racconti sull’Innominabile. Il macabro nel Sud Italia – Marco Marra / Gerardo Spirito – Edizioni Horti di Giano

Racconti sull’Innominabile

Il macabro nel Sud Italia

Marco Marra / Gerardo Spirito

Bestseller Amazon per la Narrativa gotica

Edizioni Horti di Giano

RACCONTI SULL’INNOMINABILE - Il macabro nel Sud Italia - Horti dI Giano

Ciò che è innominabile esiste nel folklore del Sud Italia 

Sei storie a tema orrorifico, accomunate da un denominatore comune: l’ambientazione.  Immaginari borghi di montagna, localizzati tra Campania e Puglia, fanno da cornice alle storie i  cui protagonisti si trovano al cospetto di presenze oscure che vanno al di là della comprensione. 

Racconti sull’Innominabile. Il macabro nel Sud Italia (Edizioni Horti di Giano), la raccolta di racconti sul  confine tra horror e romanzo gotico di Marco Marra e Gerardo Spirito, uscito l’11 settembre 2020 e primo  a sole 24 ore nella classifica Bestseller Amazon per la Narrativa gotica, disponibile anche sul sito dell’Editore (https://www.hortidigiano.com)  oltre che sugli store online, racchiude sei storie dell’orrore la cui cornice è  rappresentata da inquietanti paesini del Sud Italia.

Ogni storia coinvolge e sconvolge. Nella prima, uno studente di antropologia deve far luce  su antichi rituali stregoneschi raccontati da una xilografia presente nella chiesa del paese.  Nella seconda, un reduce di guerra torna nel suo paese di origine dove, anni prima, erano  scomparsi diversi bambini. Poi un massacro di bestiame inspiegabile, e ancora un gruppo di  ragazzini che si trova ad affrontare una macabra scoperta alle pendici del Vesuvio. Nella  penultima, un ragazzino, a seguito di un tragico e misterioso incidente, viene mandato dal  padre a trascorrere la notte nella casa della vecchia zia Agnese, affetta da una strana  malattia della pelle che vive isolata nel fitto del bosco. Infine, il sesto racconto narra di un  giovane che va nel paese di origine della madre per presenziare al funerale di uno strano zio.

Gli abitanti dei paesi risulteranno spesso bizzarri, incastrati nel folklore delle loro terre. I personaggi sono  quasi sempre in qualche modo legati alle proprie origini: dalla Terra vengono e alla Terra ritornano.

Antichi testi blasfemi, rituali osceni e creature demoniache fanno breccia nella quotidianità di questi luoghi,  contribuendo a creare una piccola cosmogonia dell’Orrido e dell’Innominabile per una lettura che non potrà  essere dimenticata.

Tra racconti gotici moderni, weird e fantasy dalle sfumature fantascientifiche, questo libro d’esordio è la  migliore iniziazione alla letteratura che Marra e Spirito potessero realizzare.

Marco Marra nasce a Napoli il 7 dicembre 1989. Fin da piccolo sviluppa un forte interesse per la letteratura  in ogni sua forma (dai libri ai fumetti), per il cinema e per il teatro. Dopo la maturità scientifica continua gli  studi presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli conseguendo prima la laurea triennale in Scienze  della Comunicazione e poi quella magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa (con una tesi sul mondo  dei fumetti nell’era digitale). Attualmente lavora come responsabile marketing per una società di animazione  turistica e di organizzazione di eventi sita a Foggia, in Puglia. Tra i suoi scrittori preferiti possiamo citare H. P.  Lovecraft, Clark Ashton Smith e Jack London.

Gerardo Spirito nasce a Napoli il 6 giugno 1992. Si è laureato in Economia Aziendale all’Università Federico  II di Napoli e attualmente sta completando il percorso magistrale in Management e Innovazione. Ama i  racconti di Borges e di Carver, e autori quali Faulkner, Lem e Steinbeck. Ha iniziato a scrivere racconti da  quando frequentava il liceo e, da allora, non ha più smesso.

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Racconti sull’Innominabile. Il macabro nel Sud Italia

Racconti sull’Innominabile. Il macabro nel Sud ItaliaMarco Marra / Gerardo SpiritoEdizioni Horti di Giano  – Prima edizione: 25 agosto 2020 – Pagine: 148 – ISBN: 9791280144010 – Prezzo: 14  €

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Ritratto di donna dagli occhi azzurri – racconto completo da “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne” di Iannozzi Giuseppe

Ritratto di donna dagli occhi azzurri

(Quello che conta sono i soldi)

Iannozzi Giuseppe

Modigliani - Ritratto frontale di Jeanne Hébuterne

Amedeo era allora un trentenne, senza né arte né parte. Dovunque avesse esposto, le sue tele non avevano riscosso il benché minimo interesse. Non che fossero le sue tele più brutte rispetto a quelle di tanti altri, molto più semplicemente era il suo un nome sconosciuto, così, alla fine, dimenticò di saper dipingere, abbandonò ogni velleità artistica e si trovò un lavoro in un’officina meccanica. Lavorava tutto il santo giorno: era sempre sporco di grasso, olio e benzina. Non si lamentava: non guadagnava forte, era però libero seppur entro certi limiti. Spesse volte gli capitava di dormire in officina. Una casa vera e propria non ce l’aveva e nemmeno ne sentiva il bisogno. Usciva dall’officina per andare a mangiare in un caffè ed espletare alcuni bisogni fisiologici; qualche volta, quando non c’era lavoro da sbrigare, trascorreva il tempo libero in un parco, seduto su una panchina. Non avendo sfondato come pittore, pensava di fare carriera come meccanico. Con i motori ci sapeva fare e in cuor suo sperava che un giorno avrebbe messo su una autofficina tutta sua.
Poi, un giorno, in officina arrivò lei, bella e triste.
«Buonasera», pigolò con tono di voce spento.
Amedeo la salutò con un cenno del capo, levandosi il berretto.
«Ho un problema», disse indicando un vecchio Maggiolino che doveva aver visto giorni migliori. «È possibile farlo andare avanti ancora per un po’?»
Amedeo non si scompose. Aprì dalla parte del motore: un vero disastro.
«Posso provarci, Signora.»
Le assicurò che avrebbe fatto del suo meglio per dar un po’ di vita al vecchio Maggiolino.
Amedeo lavorò sul motore per una settimana cambiando pezzi su pezzi, cercando i ricambi che gli servivano in lungo e in largo, scavando fra i rottami in officina e nei cimiteri di automobili. Il suo principale, più giovane di lui, non gli consigliò di lasciar perdere, lo guardava però accigliato. Non comprendeva perché si desse tanto da fare per quella macchina.

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Truman Capote – Musica per camaleonti – Prefazione di Paolo Di Paolo – Garzanti

Truman Capote – Musica per camaleonti

Prefazione di Paolo Di Paolo

Garzanti

Truman Capote - Musica per camaleonti - Garzanti

Sempre muovendosi sul labile confine che distingue giornalismo e letteratura, Capote entra in sintonia con i suoi interlocutori, li spinge a disegnarsi in autoritratti involontari vividi ed efficaci, e riesce così a mettere a nudo tutta l’innocenza e la violenza dell’anima americana.

I racconti, le interviste e il breve romanzo che Truman Capote ha riunito in questo libro pubblicato per la prima volta nel 1980 sono la conferma definitiva di un poliedrico talento. Il «camaleontismo» del grande scrittore americano, ovvero il suo dono ineguagliato di aderire ai personaggi e agli ambienti più disparati restituendoceli in uno stile raffinatamente mimetico, trova in queste pagine il suo esito più felice. Così, a un ritratto indimenticabile di Marilyn Monroe si affianca l’intervista con un omicida; dalle struggenti rievocazioni dei riti della provincia americana si passa alla registrazione dello snervante chiacchiericcio del jet-set. Al centro del libro vi è Bare intagliate a mano, terribile thriller con cui l’autore di A sangue freddo torna a farsi reporter per ricostruire una sequenza di raccapriccianti delitti perpetrati con l’aiuto di serpenti drogati con anfetamine. Sempre muovendosi sul labile confine che distingue giornalismo e letteratura, Capote entra in sintonia con i suoi interlocutori, li spinge a disegnarsi in autoritratti involontari vividi ed efficaci, e riesce così a mettere a nudo tutta l’innocenza e la violenza dell’anima americana. Prefazione di Paolo Di Paolo.

Truman CapoteTruman Capote (New Orleans 1924 – Los Angeles 1984) è una delle voci più originali della letteratura americana del Novecento. I suoi libri, editi da Garzanti, sono Colazione da TiffanyAltre voci altre stanze (1948); L’arpa d’erba (1953); A sangue freddo (1966); I cani abbaiano (1976); Musica per camaleonti (1980); Preghiere esaudite (1986), romanzo che Capote scrisse poco prima di morire e pubblicato postumo; Incontro d’estate (2006), scritto nel 1943 e ritrovato solo nel 2004, tra le carte lasciate dallo scrittore nella sua vecchia casa di Brooklyn. I suoi racconti brevi sono raccolti in La forma delle cose (2007, nuova edizione con un racconto inedito 2013) e i suoi scritti giornalistici in Ritratti e osservazioni. Tra giornalismo.

Truman Capote – Musica per camaleonti – Traduttore: Mariapaola Ricci Dèttore – Garzanti  – Collana: Elefanti bestseller – Anno edizione: 2020 – Pagine: 272 – ISBN: 9788811608790 – Prezzo: 15,00 €

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La Quinta Runa – racconto completo da “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne” di Iannozzi Giuseppe

La Quinta Runa

Iannozzi Giuseppe

Agnolo Bronzino - Nano Morgante

Cadde dalle scale ubriaca.
Erano anni che il dèmone dell’alcool aveva in parte obnubilato il suo mal di vivere. In via provvisoria però. Il dopo sbornia la riportava alla devastante emorragia della realtà di sempre.
Uno schifo.
A capofitto. Non lo sapeva dire perché; se era inciampata nei suoi stessi piedi; se aveva saltato uno scalino o che altro. Ebbe però come l’impressione che uno spiritello maligno le si fosse gettato addosso di proposito, a mo’ di ariete per farla precipitare, colpendola alla bocca dello stomaco.

Si era in marzo e il cielo della Cornovaglia era d’una bellezza inquietante, mistica quasi. D’un celeste accecante che affondava come vergine lama nelle profondità del mare. Nelle ore del crepuscolo poi si tingeva di vene rosate e violacee, talvolta d’un rosso di brace. A frenare l’impeto dei marosi alte scogliere, muri di pura roccia; ma nell’aere liberi infiniti echi di onde a frangersi sugli scogli, onde di schiuma bianca e rabbiosa. Dopo l’ultimo insanabile dissidio con Lucas, aveva deciso di prendersi una pausa. La casa materna era l’ultimo rifugio che le era rimasto per lei che era la Quinta Runa.

Negli orecchi l’eco infinita d’una risatina diabolica, d’un essere dell’Altro Mondo, d’un nano.
Provò comunque a rimettersi in piedi.
La testa le doleva e non per via dell’alcool.
Aiutata dalla madre riuscì a seppellirsi nella pelle d’una vecchia poltrona. La luce dalle finestre le feriva gli occhi. Non era raro che avesse degli attacchi di fotofobia dopo una bella sbronza. Era tuttavia la prima volta che la luce la costringeva a tenere chiusi gli occhi; se tentava di aprirli, foto e quadri appesi alle pareti prendevano su di sé un’aureola malevola, si ingigantivano per infine precipitarsi dentro alle sue pupille con tutta la violenza dei loro colori. Mai prima aveva sperimentato una sensazione così. Provò a rimettersi in piedi, ma subito ricadde seduta e scomposta, mentre la madre chi lo sa che cosa andava dicendo contro di lei, con le sue chiacchiere urlate e le mani lanciate a percuotere l’aria. Invano tentò di urlarle contro di tacere: fu più forte il vomito che per poco non la soffocò. Quand’ebbe finito di rimettere anche l’anima, la vecchia donna le stava accanto scuotendo la testa più disturbata che preoccupata. Le ci sarebbe voluto un medico. In un sussurro glielo aveva detto di chiamarlo, la madre aveva però replicato qualcosa d’indecifrabile, forse aveva pure bestemmiato, e l’aveva subito abbandonata sulla poltrona, convinta che per un po’ non sarebbe stata in grado di rimettersi in piedi. Diavolo! la vecchia aveva ragione, la figlia non era in grado di muovere un solo passo.
La testa le pulsava di dolore, fitte lancinanti le perforavano le tempie e la nuca. Pensò a una frattura, a una commozione cerebrale. Un dottore… un dottore, pensò per un istante soltanto, poi tenebre rancide di vomito la ghermirono.
La vecchia donna continuava a ripetere che non se ne parlava nemmeno di chiamare un dottore, in casa sua per giunta, così tutti avrebbero saputo che sua figlia era una alcolizzata; no, niente da fare, l’aveva vista tante altre volte ubriaca marcia, non era spettacolo a cui lei non fosse abituata, avrebbe potuto reggerlo anche questa volta. Sandy si sarebbe ripresa, avrebbe ritrovato la lucidità per poche ore e si sarebbe scolata un’altra mezza bottiglia di whisky. Non serviva un dottore per sentirsi dire che Sandy era una maledetta spugna.

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Moriremo tutti

Moriremo tutti

Iannozzi Giuseppe

cassa da morto con cane

Si andrà un giorno
là dove
tutti son dimenticati:
polvere alla polvere,
cenere alla cenere
Non uno mai ingannato
ha il destino
Dal Nulla partoriti
nel grembo suo torniamo
sempre
Delle azioni nostre
cattive o buone
non un segno,
sol la breve preghiera
di colui che ancora
sulla Terra a tribolare
e non si sa per quanto

Dovere è
di farcela piacere
la Morte,
col cappuccio suo nero,
con la falce sua affilata:
per quanto bizzarro
il costume,
sua trista fama
la sol cosa
che qui a lungo dura

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Berretti Erasmus – Giovanni Agnoloni – Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa – Fusta editore

Berretti Erasmus – Giovanni Agnoloni

Peregrinazioni di un ex studente nel Nord Europa

Fusta editore

Berretti Erasmus - Giovanni Agnoloni - Fusta editore

Uno studente di Legge degli anni Duemila partecipa a un progetto Erasmus in Inghilterra. Da lì, durante quell’esperienza, capisce che il suo destino sarà legato all’altrove. E lo capisce come si capiscono le cose naturali, quelle che capitano, in apparenza senza ragione. Dunque si dedica a una professione – principalmente quella di traduttore, cui unisce sempre più l’attività di scrittore – che continuerà a chiedergli di spostarsi.
I ciclici ritorni nell’amata-odiata Firenze saranno per lui fonte di ossigeno e patimento, perché là, in special modo nel Nord dell’Europa e lungo le sue propaggini orientali, inizierà a nascondersi il senso di una vita. Leggiamo così pagine su episodi realmente vissuti durante esperienze di studio, esplorazione e lavoro nel Regno Unito, in Olanda, in Lituania, Irlanda, Polonia e altri luoghi ancora… quelli del cuore. Sì, perché Giovanni conoscerà anche l’amore, e lo vivrà tutto: sino a che questa ragazza, quella che sarebbe dovuta diventare sua moglie, a nozze già fissate, non morirà in un incidente d’auto.
Stop. Ecco che quel destino che l’uomo credeva di aver in qualche modo piegato, be’, ripresenta il conto. Allora tutto – tutto il vissuto e tutto ciò che resta da vivere – assume un significato altro, nuovo. E chiede di essere raccontato, narrato, messo nero su bianco.

Giovanni AgnoloniGiovanni Agnoloni nato a Firenze nel 1976, è scrittore, traduttore letterario e blogger. Autore del romanzo psicologico Viale dei silenzi (Arkadia Editore, 2019), ha anche preso parte al romanzo collettivo Il postino di Mozzi, a cura di Fernando Guglielmo Castanar (Arkadia Editore, 2019). È inoltre autore di una quadrilogia di romanzi distopico-filosofici sul tema di un ipotetico crollo di internet (Sentieri di notte, Partita di anime, La casa degli anonimi e L’ultimo angolo di mondo finito, editi da Galaad Edizioni tra il 2012 e il 2017), in parte pubblicata anche in spagnolo e in polacco. Come saggista, ha scritto, curato e tradotto diversi libri sulle opere di J.R.R. Tolkien, tra cui la raccolta bilingue di saggi internazionali Tolkien. Light and Shadow (Kipple Officina Libraria, 2019). Infine, ha tradotto o co-tradotto saggi su William Shakespeare e Roberto Bolaño (Bolaño selvaggio, Miraggi Edizioni, 2019, tradotto insieme a Marino Magliani), oltre a libri di diversi autori come Jorge Mario Bergoglio, Amir Valle e Peter Straub. Ha partecipato a numerose residenze letterarie altre attività culturali in Europa e negli Stati Uniti, e lavora come traduttore con le lingue inglese, spagnola, francese e portoghese, oltre a parlare il polacco. I suoi articoli, recensioni e interviste sono disponibili sui blog “La Poesia e lo Spirito”, “Lankenauta”, “Poesia, di Luigia Sorrentino” e “Postpopuli”.

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Berretti Erasmus – Giovanni Agnoloni

Berretti ErasmusGiovanni AgnoloniFusta editore – Collana: In Viaggio – ISBN: 9788885802605 – Prima edizione: novembre 2020 – Prezzo: 15,90 €

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U! – Giancarmine Fiume – puntoacapo Editrice – comunicato stampa

U! – Giancarmine Fiume

puntoacapo Editrice

U! - Giancarmine Fiume - puntoacapo Editrice

Dai sotterranei sommersi
si levano crisalidi di fuoco
come vestali nei lumini
delle lattine vuote di birra.
Inizia la messa
e dalle nebbie della tua caverna
affiorano, ferruginosi, i sospiri
di una crescente litania.

“U! appare più come poema unitario, che come raccolta di poesie; costruito secondo un’architettura precisa che si snoda in due sezioni quasi complementari: In descensus inferis e Chiara luce. Effettivamente le sezioni segnano uno iato (risolto) in quella che possiamo definire fenomenologia empirica della scoperta, la quale apre ad una prospettiva semiologica binaria del discendere e del salire, che sono percepiti sia in una modalità dello stare fisico, che nell’altra che è aspirazione metafisica e metapsichica. Del resto ¡u! possiede un andamento monodico il cui tema principale è l’amore… Giancarmine Fiume è poeta autentico, e persino perché si è condotto ad un esordio tardivo, quindi meditato, consapevole, sapiente.” (Dalla Prefazione di Michelangelo Zizzi)

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Giancarmine Fiume vive a Rovellasca (CO); nel 2012 ha conseguito l’attestato di qualifica del corso di perfezionamento per autori di testi presso il Centro europeo di Toscolano del maestro Mogol. È musicista e appassionato di filosofia. ¡u! è il suo esordio letterario.

U!Giancarmine Fiumepuntoacapo Editrice – Collana: Collezione Letteraria – Anno edizione: 2020 – Pagine: 80 p. – ISBN: 9788831428163 – Prezzo: € 12,00

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Lorenzo Beccati – Il pescatore di Lenin – Oligo editore

Lorenzo Beccati – Il pescatore di Lenin

Oligo editore

Lorenzo Beccati - Il pescatore di Lenin - Oligo editore

Tra rigorosa realtà storica e finzione narrativa, in un intreccio che lega insieme il presente con l’avvio del XX secolo, Lorenzo Beccati costruisce un romanzo avvincente partendo da un frammento di vita del rivoluzionario russo più famoso di sempre: il breve soggiorno di Lenin a Capri qualche anno prima del fatidico ottobre 1917. Le giornate del futuro padre dell’Unione Sovietica scorrono tra gite in barca ai faraglioni e passeggiate nella piazzetta, tra partite a scacchi con i compagni di partito, un amore clandestino, e cene di gala sul panfilo degli industriali dell’acciaio Krupp. Anto ’o muto, pescatore solitario e anarchico verace, con caparbietà diventa suo amico. Il caprese è capace di grande devozione ma anche di gettare nel tumulto la coscienza di Lenin. Con lui il russo scoprirà lati sconosciuti, e a tratti oscuri, dell’isola partenopea e della sua anima rivoluzionaria. Il tutto è pervaso da un enigma: perché il capo dei bolscevichi è andato a Capri? 

LEGGI UN ESTRATTO

Lorenzo Beccati (Genova, 1955) è scrittore e autore televisivo. Ha collaborato a programmi che hanno fatto la storia della tv italiana, tra cui Drive inLupo SolitarioPaperissima e tuttora Striscia la notizia. Ha all’attivo molti libri,

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Il pescatore di Lenin – Lorenzo Beccati

Il pescatore di LeninLorenzo BeccatiOligo editore – Collana: Narratori -Pagine: 260 – Prima edizione: marzo 2021 – ISBN: 9788885723610 – Prezzo: € 16,90

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Donne fatali e altre sciocchezze

Donne fatali e altre sciocchezze

ANTOLOGIA VOL. 240

Iannozzi Giuseppe

Salomè

ORIENTALE

Il Piccolo Monaco ha sorriso
al fiume impetuoso
La Donna ha alzato
gli occhi a mandorla
da terra
e ha tenuto il silenzio
come le hanno insegnato
quand’era una bambina al Tempio

IL TUO SCHIAVO È QUI

Il tuo schiavo è qui
Gli hanno comandato di obbedire,
di seguire la linea tracciata da Mosè
Il tuo schiavo è nelle pagine della Bibbia,
ha riparato alla meno peggio la sua vita,
guardando in faccia i secoli

Quando cala la sera
accende milioni di candele
per disperdere l’oscurità,
per scorgere l’ombra della verità,
per non correre il rischio
che i secoli lo scalzino troppo

Il tuo schiavo ha visto,
ha visto tirar su piramidi di dolore,
ha visto cadere la gloria delle nazioni
A occhio nudo ha visto
amore e odio stringersi di nascosto la mano,
e ti può dire che in giro per il mondo
non molto è cambiato:
nei campi di concentramento
uomini donne bambini muoiono
scavandosi il viso nel filo spinato

Il tuo schiavo ricorda la Storia
Di tanto in tanto scrive le sue memorie,
nascondendole come meglio può
dalla malvagità degli occhi delle spie
perché non ha tempo da perdere,
perché ha ancora tanto da fare
nel tentativo di salvare una vita
che salvi il mondo intero

QUANTA NEVE

Quanta,
quanta neve viene giù!

Tu non ci sei più
a sorridermi seduta
a gambe incrociate
sul nostro bianco letto
Non mi tieni più
stretto stretto al tuo petto

Quanta neve,
quanta bianca neve
viene ancora giù…

SALOMÈ

Era logico che portassi via l’amore,
che solo mi lasciassi il ricordo crudele
delle tue cosce lisce e dei tuoi seni duri
Non è stato facile, accettare
che saresti stata presto d’un altro
Tu non hai mai avuto problemi
ad allacciare nuove relazioni pericolose

Hai ancora quel ritratto
che ti vede coi capelli al vento
e la guerra alle spalle?
Hai ancora quel disco graffiato
che mettevamo su per fare all’amore?

Tutto s’è perso così facilmente
Sembra impossibile ma devo accettare
che sei d’un altro di me più perverso

Tutto s’è spento per colpa della bellezza,
della consapevolezza che gli amanti
non ti sarebbero mancati con scorte di ori
E avevo io da offrirti solo la mia testa:
e il cuore, poco in verità, Salomè

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Marco Purita – Tutti i bambini sono pazzi – 96, rue de-La-Fontaine Edizioni – comunicato stampa

Marco Purita – Tutti i bambini sono pazzi

96 rue de-La-Fontaine, Edizioni

Marco Purita - Tutti i bambini sono pazzi - 96 rue de-La-Fontaine, Edizioni

Terminata la scuola comincia il lavoro e il suo mondo di sistemi a cui tutti gli studenti sono destinati. Non è così per il protagonista innominato che a questo mondo si ribella e sceglie d’intraprendere un viaggio, anche iniziatico. Un viaggio che lo porterà a scoprire la parte più nascosta di sé, la propria naturalezza, la propria criminalità. Il male. L’illuminazione. Nella Monza metropolitana degli anni Novanta, prende corpo la storia dell’innominato, con una carriera criminale di tutto rispetto fino alla sperimentazione del carcere, senza avere mai un pentimento. Al contrario, cresce l’odio per la prigione totale e quella sociale in cui il protagonista viene catapultato all’interno di una massa di gente indistinta a cui non si sente di appartenere. Ribelle alle istituzioni scolastiche, ribelle al carcere, ribelle per non perdere più se stesso. Ora spara con le parole.

Marco Purita è dottore di ricerca (XXIV) presso l’università degli studi di Torino. Ha vinto numerosi riconoscimenti per le sue tesi su Nietzsche. Ha pubblicato diversi articoli su riviste specializzate del pensiero politico, ha scritto saggi, romanzi, racconti.
Con “96, Rue de-La-Fontaine” ha pubblicato le opere: Ossa nere (2020) e Le voci dell’autorità (2019)

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Tutti i bambini sono pazzi – Marco Purita

Tutti i bambini sono pazzi – Marco Purita – 96 rue de-La-Fontaine, Edizioni – Collana: Il lato inesplorato – prima edizione: 2021 – ISBN: 9788893990288 – pp. 328 – € 15,00

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