Stephen King, Richard Chizmar – La scatola dei bottoni di Gwendy – Sperling & Kupfer

La scatola dei bottoni di Gwendy

Stephen King, Richard Chizmar

Sperling & Kupfer

La scatola dei bottoni di Gwendy - Stephen King

Stephen King ci riporta a Castle Rock, la città di Stand by me, con una breve storia adatta agli adolescenti e scritta a quattro mani con Richard Chizmar.

Che cosa accomuna una ragazza che non si arrende e un seducente uomo in nero? Una cosa preziosa: una scatola in mogano coperta da una serie di bottoni colorati. Ma che cosa ottenere premendoli dipende solo da lei. Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. È cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Per sfuggire alla persecuzione, Gwendy corre tutte le mattine sulla Scala del Suicidio (un promontorio sopraelevato che prende il nome da un tragico evento avvenuto anni prima), a costo di arrivare in cima senza fiato. Ha un piano per l’estate: correre tanto da diventare così magra che l’odioso stronzetto non le darà più fastidio. Un giorno, mentre boccheggia per riprendere il respiro, Gwendy è sorpresa da una presenza inaspettata: un singolare uomo in nero. Alto, gli occhi azzurri, un lungo pastrano che fa a pugni con la temperatura canicolare, l’uomo si presenta educatamente: è Mr. Farris, e la osserva da un pezzo. Come tutti i bambini, Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E ha un regalo per lei, che è una ragazza tanto coscienziosa e responsabile. Una scatola, la sua scatola. Un bell’oggetto di mogano antico e solido, coperto da una serie di bottoni colorati. Che cosa ottenere premendoli dipende solo da Gwendy. Nel bene e nel male.

La scatola dei bottoni di GwendyStephen King, Richard Chizmar – Traduttore: G. Arduino – Editore: Sperling & Kupfer – Collana: Pandora – Anno edizione: 2018 – Pagine: 240, illustrato – ISBN 9788820064334 – Prezzo: € 17,00

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Loving the Alien (1983 – 1988) – David Bowie – in uscita a ottobre 2018

LOVING THE ALIEN – DAVID BOWIE

David Bowie

Esce il 12 ottobre Loving the Alien (1983 – 1988) di David Bowie, un cofanetto di 11 cd a tiratura limitata.

Loving the Alien (1983 - 1988) - David Bowie

Tracklist

Disco: 1
1. Modern Love (2018 Remastered Version)
2. China Girl (2018 Remastered Version)
3. Let’s Dance (2018 Remastered Version)
4. Without You (2018 Remastered Version)
5. Ricochet (2018 Remastered Version)
6. Criminal World (2018 Remastered Version)
7. Cat People (Putting Out Fire) [2018 Remastered Version]
8. Shake It (2018 Remastered Version)

Disco: 2
1. Look Back In Anger (Live ’83) [2018 Remastered Version]
2. “Heroes” (Live ’83) [2018 Remastered Version]
3. What In The World (Live ’83) [2018 Remastered Version]
4. Golden Years (Live ’83) [2018 Remastered Version]
5. Fashion (Live ’83) [2018 Remastered Version]
6. Let’s Dance (Live ’83) [2018 Remastered Version]
7. Breaking Glass (Live ’83) [2018 Remastered Version]
8. Life On Mars? (Live ’83) [2018 Remastered Version]
9. Sorrow (Live ’83) [2018 Remastered Version]
10. Cat People (Putting Out Fire) [Live ’83] [2018 Remastered Version]
11. China Girl (Live ’83) [2018 Remastered Version]
12. Scary Monsters (And Super Creeps) [Live ’83] [2018 Remastered Version]
13. Rebel Rebel (Live ’83) [2018 Remastered Version]

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Sepolti dai rimpianti, ma mille stelle su Hollywood

Sepolti dai rimpianti, ma mille stelle su Hollywood

ANTOLOGIA VOL. 112 

Iannozzi Giuseppe

Tiziano Vecellio -Titian - David and Goliath

SEPOLTI DAI RIMPIANTI
inedita

Alle spalle l’estate,
le belle ragazze
che ci sorrisero
la lieta lor giovinezza;
e avanti a noi
pioggia di foglie,
l’autunno bruno
che viene e ci ricorda
che non è lontana
l’ora del nostro morire,
dimenticati, sepolti
dai rimpianti
di non aver saputo
cogliere
nella nostra età bella
le opportunità
che eppur ci furono
offerte.

NON DARMI L’ADDIO

Non darmi l’addio,
non ora che amo
e sfido di Dio l’ira
per averti ad esso
rubata

Son io un uomo,
non un dio immortale
Ma l’acciaro mio
al tuo servizio,
questo te lo posso
promettere oggi
e per sempre, amata,
amata fantasia mia!

SORELLA DI PERFEZIONE

Ringrazio.
Piano chino il capo,
come un bambino.
Ringrazio la gentilezza
e la bellezza
che ti appartengono,
Sorella di Perfezione.

Chino il capo
una o due volte,
come un bambino
che lo sa
che continuerà
a commettere errori
per non deludere sé,
né chi oggi lo ama.

NUDO E INDIFESO

Se potessi vedermi ora
nudo e indifeso come sono,
nell’alma gelato, senza amore,
col fiato corto e l’ora mia
pronta a dare al piombo
l’ultimo rintocco (1), i tuoi occhi
si farebbero di cieca rabbia
simili a quelli di certe vestali
dal fuoco sacro dominate

Sempre ho ceduto il passo
e se ho peccato il sesso,
la poesia che esso è,
m’ha riscattato, non del tutto
ma abbastanza perché
se non oggi domani si dica
di me innocente e leggenda

Carco d’un crimine non mio,
attraverso il penetrale del Fato
il desio mio lacera vene e polsi;
col ginocchio franto al suolo,
la bocca massacrata, piagato,
a te che di me amasti la favella
vorrei oggi presentare il dono,
la vita mia seppur a brandelli
perché sia il piedino tuo gentile
a darmi la fine, e non il piè vile
d’un centurione qualunque

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Karl Popper – Nuvole e orologi. Il determinismo, la libertà e la razionalità – Armando Editore

NUVOLE E OROLOGI – KARL POPPER

Armando Editore

Karl Popper - Nuvole e orologi - Armando editore

Nel corso della sua lunga vita Karl Popper ha più volte avuto modo di sintetizzare, in brevi e icastiche frasi, le sue convinzioni teoriche più profonde. In una di queste ha affermato: «Io sono, in primo luogo, indeterminista, in secondo luogo, realista, in terzo luogo, razionalista», Per presentare le tesi dei difensori del determinismo e quelle proprie degli indeterministi, è ricorso a una efficace metafora: quella delle nuvole e degli orologi. «Per l’uomo comune una nuvola è imprevedibile e indeterminata: le variazioni del tempo sono proverbiali. Un orologio invece è prevedibile e in verità un orologio perfetto si pone come il paradigma di un sistema materiale meccanico e deterministico».

Karl R. Popper (nato a Vienna il 28 luglio 1902 e morto a Kenley il 17 settembre 1994) è il più importante filosofo della scienza del secolo ventesimo e, insieme, uno dei profondi difensori della società aperta.

Karl PopperNuvole e orologi. Il determinismo, la libertà e la razionalità – Introduzione di Massimo Baldini – Armando Editore – Temi del nostro tempo – Anno edizione: 2018 – Pagine: 104 – ISBN 9788869924088 – Prezzo: € 12,00

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Nicolae Dabija – Compito per domani – Graphe.it Edizioni

Nicolae Dabija – Compito per domani

Graphe.ti Edizioni

Compito per domani - Nicolae Dabija -Graphe.it

Compito per domani è un classico della letteratura romena. Tradotto in diverse lingue, è pubblicato in Italia per la prima volta da Graphe.it.

Un romanzo intenso sulla libertà e sull’amore. E sulla letteratura: sul potere che essa ha di renderci più umani.

È la storia di Mihai, un maestro di un piccolo villaggio romeno: «venticinque anni, slanciato ed elegante di costituzione. Il suo volto pallido era incorniciato da folti capelli neri che cadevano sulle spalle e illuminato da due occhi castani che sembravano aver acquisito più profondità dalle tante ore di lettura: la loro tristezza contrastava con il sorriso ironico appena percettibile a fior di labbra, un sorriso che lo accompagnava dappertutto». Anche nel Gulag, in cui fu internato una mattina del 1940.

A Poiana, piccolo villaggio romeno, i soldati di Stalin fanno irruzione e arrestano in classe il giovane insegnante Mihai, spedendolo in Siberia. Maria, alunna segretamente innamorata di lui, si mette sulle sue tracce. Dopo tredici anni Mihai, testimone di tante brutture, farà ritorno a Poiana portando con sé un nuovo motivo di speranza. La vita continua, malgrado l’intromissione delle forze del male. Un’intensa storia d’amore tra gli orrori del Gulag.

Nicolae Dabija, poeta, scrittore e giornalista, è nato il 15 luglio 1948 a Codreni, nella Repubblica di Moldavia. È membro onorario dell’Accademia Romena e corrispondente dell’Accademia Moldava delle Scienze. Il suo primo volume di poesie Il terzo occhio (1975) assume un valore simbolico per la generazione dei poeti moldavi di quegli anni, inducendo la critica letteraria a coniare l’espressione Generazione del Terzo Occhio per definire il movimento letterario che ne scaturì.

Compito per domaniNicolae Dabija – Traduzione di Olga Irimciuc – Graphe.it edizioni – Collana: Logia [narrativa], 13 – Pagine: 400 – Edizione: settembre 2018 – Prezzo 14,90 euro

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Venisti per levarmi dalle spalle la croce

Venisti per levarmi dalle spalle la croce

ANTOLOGIA VOL. 111

Iannozzi Giuseppe

Dante Gabriel Rossetti - Salutation of Beatrice

LASCIA CHE SIA L’ANIMA

a Isabella
cui voglio un bene immenso

Lascia, lascia
che sia l’anima mia
a spogliarti,
e lascia che sia la Luna
a cucirti addosso sogni d’argento

Cos’altro ti serve per capire?
Cos’altro ti serve per capire
che una rapina a mano armata
mai e poi mai sarebbe bella
quanto la tua pazzia
di dirti e non dirti mia?

Te lo dice,
te lo suggerisce anche la Luna,
che dalla sua scenografia
si tira giù:
da un uomo,
davvero,
non si può ottenere di più!
E te lo ripeto anch’io
prima che
un non previsto tuo silenzio
per sempre nella ruggine
mi soffochi la bocca

OGGI PIOVE

Oggi piove, vien giù
Sembra che pianga dio
le ultime lagrime dell’Inverno
Fa freddo oggi,
anche fra le mura
di questo affitto
Ma devo uscire
e fra la folla in strada
perdermi

Non sarà bello incontrare
visi avvolti nelle sciarpe
e occhi nudi e lacrimanti

Aspetto che torni la notte
Finalmente potrò poi riposare
e dimenticare
d’esser stato vivo

NEL PIANTO CRUDELE

Del mio sorriso ardente
così nudo alle Vostre labbra
non rimarrà che un infinito niente
pria che lo possiate anche sol pensare
E gli occhi che in Voi si persero
come stelle fra l’India e il mare
s’affogheranno nel pianto crudele
di quel dio inumano che pregaste
perché voce mi fosse presto tolta
Così per sempre resterò alito sbattuto,
eco di bronzo che dal campanile
sino al cuore, a Voi, a indicarvi la via,
la via solamente

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Papa Francesco: “Il comunicato parla da se stesso”

Papa Francesco: “Il comunicato parla da se stesso”

“Leggete voi, attentamente, il comunicato e fate voi il vostro giudizio. Io non dirò una parola su questo. Credo che il comunicato parla da se stesso, e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni. È un atto di fiducia: quando sarà passato un po’ di tempo e voi avrete tratto le conclusioni, forse io parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale faccia questo lavoro: vi farà bene, davvero. Va bene così”. Così risponde Papa Francesco alle accuse che gli sono state mosse contro dall’ex nunzio Carlo Maria Viganò.

Papa Francesco non pensa affatto di dare le dimissioni.

Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio

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I ricordi affollano la mente e ti abbracciano

I ricordi affollano la mente e ti abbracciano

ANTOLOGIA VOL. 110

Iannozzi Giuseppe

Paul Cezanne - The Artist's Father Reading 'L'Evenement' (1866)

DICONO GLI AMANTI RIFIUTATI

Fosti promessa di felicità
Un momento fu abbastanza perché
il sapor salato dell’estate sul finire
ti donasse a un amore più gentile

Dicono gli amanti rifiutati
che il cuore è a pezzi, diviso
in due metà, e che senso
non ha più la vita; verità?
Su due piedi dir io non so,
non anelo però a ferirmi ancora,
a pascolare altrove, più in là,
pur non nascondendo
che vero è che i praticelli
son tanti, belli verdi e fioriti

Credo invece che tornerò
da dove son stato tratto fuori,
in salvo, in salvo almeno così
ieri io credevo; e, in mezzo
a tutte le pazze cose
che hai per caso dimenticate
chiuse in un armadio quel dì
– lontano non so quanto –,
un giorno, sì, di nuovo
mi scoprirai, ma sarai tu
vecchia e rugosa e io sol più
un corpo in perenne lotta
contro la corruzione del Talmud
e di tutto il resto dimentico

CIELO

A me piace
il cielo
quando è pieno
della luce
dei tuoi occhi
d’angelo

UNA LACRIMA, UNA BARA

Ti lascio una sola lacrima
addormentata in una bara
e nulla più, niente di più
di quel piccolo Gesù
che m’albergava nel cuore
quando eri tu a scomporre
le trame delle gioie mie
per farle tue

Sol ti lascio questo Addio
d’infinito silenzio
perché Vergine Libertà
possa tu desiderare al di là
del mio sporco ricordo
– che mai più ti tormenterà
l’anima o le labbra

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Libri: recensirli o no? Dipende. Stroncare o non stroncare un brutto libro, questo è il dilemma

Libri: recensirli o no? Dipende

Stroncare o non stroncare
un brutto libro, questo è il dilemma

Iannozzi Giuseppe

libri

Stroncare o non stroncare un brutto libro, questo è il dilemma. In tutti i campi dell’arte trionfa la banalità, la bruttura, che viene spacciata per arte. Il pubblico come reagisce alle stroncature? E’ un tempo vigliacco, ne consegue che il pubblico si lascia conquistare dalle stroncature, credendo ma sbagliandosi di grosso che la stroncatura sia in realtà per dar contro a un autore, o perché questi ha prodotto davvero qualcosa di mirabile, per cui il critico ci godrebbe a stroncare. Nulla di più falso. Odio spendere il mio tempo, il mio tempo che è sacro, per poi trovarmi di fronte a una accozzaglia di luoghi comuni. Perdo tempo, soldi, fatica. Soprattutto perdo tempo e il tempo non è valutabile, perché una volta consumato non torna più. Quando stronco, stronco senza secondi fini, sperando che venga preso sul serio, perché se dico di un libro che non è valido sto dicendo proprio che non è valido.

Talvolta stroncare un libro può rivelarsi per l’autore una vera e propria fortuna. E non scherzo. Di solito, le recensione a libri belli e perfetti, o quasi, vengono ignorate dal pubblico, o prese in considerazione ma non troppo. Viviamo in un presente ben strano, volgare e assassino, per cui a sopravvivere è il gusto dell’orrido: più una cosa è brutta (o banale) e più ha possibilità di emergere. Sarà forse questo il motivo per cui, oggi, tanti scrittori o sedicenti tali preferiscono dare alle stampe libri brutti ma brutti veramente, di cui, forse, un giorno si vergogneranno. Per il momento però se la ridono della grossa: il tempo è volgare e il pubblico è affamato di bruttezza.

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Non è l’ultimo saluto anche se adesso dormi. Poesie per Cinzia Paltenghi

Non è l’ultimo saluto anche se adesso dormi

CINZIA PALTENGHI

Requiescat in pace

Iannozzi Giuseppe

Cinzia Paltenghi

NON È L’ULTIMO SALUTO

E adesso dormi,
e non immaginavi potesse essere così,
o forse sì: gli occhi chiusi e il buio davanti,
ma pure lui ha importanza uguale a zero
ché non lo puoi distinguere né intuire.
Ma io ricordo, non dimentico le carezze
che mi sapevi portare; non dimentico
quelle nostre discussioni senza fine
che sempre finivano come finivano,
senza soluzione, incastrate fra albe bastarde
e tramonti sempre alla boia d’un Giuda;
e sempre ce lo dicevamo che non ci credevamo
in un’altra vita, e nel nostro dire non c’era
sorpresa o disperazione, un vaffanculo sì.

E adesso dormi, dormi e non ti sveglierai
anche se ci sono puntini di sospensione,
milioni di stelle che con la loro inutile luce
il sepolcro tuo fingono di portarlo
all’attenzione d’un Dio immaginario,
senza saper di te un’acca, un capello.

E adesso dormi, dormi e oggi come allora
sorrido io a te, con quel mio sguardo
che un po’ t’inteneriva perché di bambino
che dei serpenti ha capito la metà d’un cazzo,
e delle donne ancor meno.

E adesso dormi,
ma non è questo un saluto per dimenticare
e ogni ricordo di te seppellire;
non è questo il mio ultimo saluto, dolce Lupa!

LA PROMESSA

Ho infranto la promessa,
sono tornato a scrivere poesia
Dicevi: “Sei vicino a Dio,
non puoi smettere di scrivere
e, dall’oggi al domani,
chiamarti fuori”
Dicevi: “Hai un dono,
non puoi buttarlo via”
E anche oggi
non mi faccio problemi
a confessarti
che non l’ho mica capita
questa cosa d’esser poeta,
sono però tornato in pista
E sempre più negra e severa,
a ogni minuto che cestino
dentro all’infinito hawkingiano,
si fa la notte sovra la mia testa

Da tempo la Donna Cattiva,
che io e te conoscemmo
in un giorno che ci sembrò di luce,
non ha più voce in capitolo
sulle cose che scrivo; immagino
non abbia perso il vizio
di spacciare le sue mezze verità
per delle virtù cardinali; immagino
non abbia ancor compreso
che il diavolo fa le pentole
ma non… eccetera eccetera

Con un fil di voce,
senza celare la mia colpevolezza,
a capo basso, ti dico:
“Sono solo un piccolo poeta,
che ha ancora molto da imparare
dai tanti segni bastardi e no
che le nuvole schizzano in cielo”
E, infine, ti spiego: “Oggi come allora
rifiuto il titolo, non ci tengo
a gravarmi il capo e la coscienza
con quell’alloro che a cuor leggero
un po’ troppi, da sempre, accettano”

Cinzia Paltenghi

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