I libri di Iannozzi Giuseppe: “Bukowski, racconta!” e “Donne e parole” per Firenze Libro Aperto

I libri di Iannozzi Giuseppe: “Bukowski, racconta!”
e “Donne e parole” per Firenze Libro Aperto

Bukowskil, racconta! - a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

Bukowskil, racconta! – a cura (e traduzione) Iannozzi Giuseppe

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Narrativa_Bukowski.htm

BUKOWSKI, RACCONTA! – Nel corso dell’ultimo ventennio su Charles Bukowski si è detto di tutto e di più, con cognizione di causa o no. Intorno alla figura dello scrittore maledetto sono fiorite diverse leggende metropolitane, e va da sé che in molti hanno tentato di imitarlo, senza però riuscirci.
Da quando Fernanda Pivano l’ha fatto conoscere al mondo, l’ascesa di Bukowski è stata inarrestabile; e anche dopo la sua morte, avvenuta a 73 anni, tutti i suoi lavori continuano a essere stampati e ristampati con grande successo. Non serve pubblicità, l’opera di Bukowski vende e basta, anche se molti accademici, ancor oggi, si ostinano a non omaggiarlo.
In Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore.
Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterario

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen – Iannozzi Giuseppe – Il Foglio letterario

http://www.ilfoglioletterario.it/Catalogo_Poesia_Donne_e_parole.htm

DONNE E PAROLE (Sulle orme di Leonard Cohen) nasce dall’esigenza dell’autore, Giuseppe Iannozzi, di portare, per la prima volta, a quanti amano la poesia, una antologia della sua migliore produzione poetica.
L’autore ha quasi sempre rifiutato il titolo di “poeta”, nonostante sia stato detto tale in più di una occasione. DONNE E PAROLE (poesie d’amore) si prefigge lo scopo di accontentare lettori e lettrici che, nel corso degli anni, gli hanno chiesto di pubblicare un libro di poesie.
In questa antologia, che raccoglie testi scritti nel corso di quindici anni, senza mai dirsi poeta a tutto tondo, l’autore parla della grandezza, della bellezza e della stupidità che sono nell’amore.
Perché mai parlare e scrivere d’amore?
Forse perché, oggi più di ieri, l’amore non esiste se non nel cuore di pochi ingenui ribelli, che non si sono rassegnati all’idea che i sentimenti siano stati sostituiti, in via definitiva, da stravaganti surrogati ad ore, o da velenose inflazioni che dir si voglia.

Il Foglio letterario

Il Foglio letterario – Edizioni Il Foglio

http://www.ilfoglioletterario.it

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Il Foglio letterario – Firenze Libro Aperto dal 17 al 19 febbraio

Firenze Libro Aperto

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In un teatro di indecifrabile pornografia

In un teatro

di indecifrabile pornografia

Iannozzi Giuseppe

geisha

Indecifrabile pornografia

Nelle dimissioni del Burattinaio di Parole
ho messo in piedi una stampella di legno:
mai la vanità nell’ombra del suo lungo naso
saprà spezzare o scovare l’oscura verità.

Negli amori consumati dai fiati della fretta
ho messo in salvo un segreto di Pulcinella:
si farà incorrotto giudizio per i sordi.

Nei camposanti
ho disegnato il confine fra cielo e terra,
lasciando l’anima libera
di farsi ombra d’un divenire
fra occasioni e imbrogli…
affogati orizzonti di albe e tramonti.

Nei silenzi dei saggi
ho seppellito un rifugio per una geisha
in posa nel teatro d’una pornografia.

Chi dirà questi tesori in un dove,
chi saprà decifrarli?

Ti santifica o ti condanna l’amore
(poesia per San Valentino)

Ti santifica o ti condanna l’amore
Come un pugno incontra i sogni,
come una trottola sbanda
e non gliene frega niente

Ti santifica o ti condanna l’amore
Togli a un uomo la donna che ama
e tutto gli avrai tolto; togli a una donna
l’uomo che dice d’amare alla follia
e solo gli avrai tolto un cuscino,
solo l’avrai salvata da una bugia,
da una telenovela di battute ripetute

Non parliamo d’amore,
non così, a cuor leggero:
già lo fanno in troppi
tirando su ospedali di parole,
ospedali quasi belli ma fragili,
fragili di menzogne,
di vanità quasi mai educate
e denudate

Non parliamo d’amore,
non così,
non per l’eccitazione
d’una sbronza,
d’una stupida poesia

Non parliamo d’amore,
non così,
non per un inganno di cipria,
per una composizione barocca
che si consuma in Fa minore

Ti santifica o ti condanna l’amore
Come un pugno incontra i sogni,
come una trottola sbanda e sbanda
e dove va poi a sbattersi,
se in in cielo o in un postribolo,
non lo puoi indovinare tu

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La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti A vent’anni dalla sua scomparsa – Il Foglio letterario – comunicato stampa

La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti

A vent’anni dalla sua scomparsa

La Parigi di Léo Malet - Federica Marchetti - Il Foglio letterario

La Parigi di Léo Malet – Federica Marchetti – Il Foglio letterario

Vent’anni fa moriva Léo Malet, autore di culto in patria ma altrove sconosciuto ai più. Considerato al pari di Simenon e di Frédéric Dard, Malet è stato l’inventore del néopolar, il giallo tipicamente francese degli anni ’60-’70. Poliziesco, passato surrealista, vena noir, anarchismo e libertà d’esprit sono le caratteristiche dei gialli di Malet che in Francia ha rinnovato il genere prendendo spunto dall’hardboiled americano e scrivendo una pagina importante della letteratura francese del ‘900.

Federica Marchetti. Autrice di narrativa, di saggistica e di un curioso libro autobiografico, ma anche freelance e art director, Federica Marchetti ha creato la fanzine sul giallo “Il Gatto Nero” (www.ilgattonero.it)

La Parigi di Léo MaletFederica MarchettiIl Foglio letterario – Collana: Tascabili – Anno edizione: 2016 – Pagine: 160 – Isbn: 9788876066443 – Prezzo: 12,00 €

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Avana Killing. Scambio di teste – Nuova edizione 2017 – Gordiano Lupi – Il Foglio letterario – comunicato stampa

Avana Killing. Scambio di teste

Nuova edizione 2017

Gordiano Lupi

Avana Killing. Scambio di teste - Gordiano Lupi - Il Foglio letterario

A Cuba ci sono due mondi che si sfiorano: i turisti che ostentano i loro dollari e la popolazione che sopravvive con fatica e dignità. In mezzo, un variopinto brulichio di attività illecite. In questa terra di confine agisce un feroce killer che non sceglie le sue vittime: le lascia scegliere dal demone che c’è in lui. Un killer inedito nella letteratura thriller, un demone – giustiziere. Suo avversario un ispettore di polizia che non si sente all’altezza del compito, non ha né la preparazione né la cattiveria per risolvere l’enigma. Un giallo che si tinge di noir. Teatro della vicenda è la Cuba di oggi, in cui convivono aspirazioni di modernità e il culto di una strana religione che mescola santi e demoni nei suoi riti di magia nera.

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta, Vita da jinetera, Cuba particular – Sesso all’AvanaAdiós Fidel, Il mio nome è Che GuevaraMister Hyde all’Avana, Il canto di Natale di Fidel Castro, Caino contro Fidel – Guillermo Cabrera Infante, uno scrittore tra due isole. Lavori recenti di argomento cubano: Nero Tropicale, Cuba Magica – conversazioni con un santéro, Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana, Orrori tropicali – storie di vudu, santeria e palo mayombe, Avana Killing, Mi Cuba, Sangue Habanero, Fame – Una terribile eredità, Fidel Castro – Biografia non autorizzata. Ha tradotto La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante, La patria è un’arancia di Felix Luis Viera, Fuori dal gioco di Heberto Padilla (2011), Il peso di un’isola di Virgilio Piñera, Hasta siempre Comandante – Opera poetica di Nicolas Guillén. I suoi romanzi Calcio e acciaio – dimenticare Piombino (Acar) e Miracolo a Piombino – Storia di Marco e di un gabbiano (Historica) sono stati presentati al Premio Strega.

Avana killing. Scambio di teste – Gordiano LupiIl Foglio letterario – Collana: Narrativa -Nuova edizione: 2017- Pagine: 152 – Isbn: 9788876064524 – Prezzo: 5,90 €

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E poi…

E poi…

maschera

Se magia e bugia

Se fai d’una bugia la magia
di colpo entrambe
unite si rivolteranno

Già ora insieme giù cadono
ma non più in sembianza
d’angelo o demone
né per una negra piuma
né per una bianca

Se magia e bugia
per te son la stessa faccia
prima o poi o l’una o l’altra
sceglierà di star a te accanto
con affilato stiletto
e sulle labbra ti taglierà di netto
la dolorosa sua verità
senza che tu ne abbia
comprensione

E parole di sangue sputerai
cercando colle mani
di far tampone alla ferita,
scoprendo che non c’è colore,
che non c’è il rosso a tingere
la pelle nonostante il dolore
lacerante

Come cane in catene

Donne e parole. Sulle orme di Leonard Cohen - Iannozzi Giuseppe - Il Foglio letterarioSciogli il cuore
dalle catene cui l’hai dato
Sciogli il cane
prigioniero nel petto mio
Non senti forse
la rabbia che cola
dal mio muso
sul piccolo tuo ombelico?

Sciogli l’animale
e libero lascialo
di darti tutto quell’amore
che hai pensato
ma non hai mai osato
dire ad alta voce

Sciogli l’animale,
non aver paura
del bisogno naturale
che nell’intimo ti morde

In errore

Non mi puoi lasciare così
Su te avevo investito
qualcosa di più dell’anima
e d’un bossolo fra le macerie
di quel vecchio casolare
dove giusto ieri lo facevamo
riparati da un po’ d’ombra
soltanto

Non puoi uccidermi con un bacio
e scappar poi via in punta di piedi,
nuda ma come se mai fossimo stati
fra gli amanti i più generosi
e focosi

Castelli

Tu, mio grande castello in aria,
mi porti fra gli angeli di dio
e nell’inferno dei tuoi sogni poi
Tu, solo tu, ragazzina dispettosa
che cogli rose rosse e casti baci

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La dolce vita. Racconti brevi o brevissimi

La dolce vita

RACCONTI BREVI O BREVISSIMI

Iannozzi Giuseppe

la-dolce-vita

Sei soddisfatta?

“Quand’è che hai smesso d’amarmi?”
Lui si grattò la punta del naso con l’indice della mano destra. Non aveva voglia di rispondere. Lei continuava a ripetergli quella domanda, ogni santo giorno che stavano insieme, quando lui avrebbe solo voluto starsene in pace nel suo mutismo.
Alla fine, stremato, quel giorno, dopo che lei gli aveva ripetuta la domanda per la centesima volta, si decise a risponderle ma profondamente seccato: “Probabilmente da quando hai iniziato a pormi ‘sta domanda. E da quando ho iniziato a non rispondere. Sei soddisfatta, ora?”
Lei gli sorrise, allegra quasi: “In pratica non m’hai mai amata.”
Lui si strinse nelle spalle. E muto come un morto. E allora lei aggiunse: “Sì, sono soddisfatta. Non ce la facevo proprio più a chiederti ‘quando’ da un’eternità, anche per te!”

La sposa

Ieri ho ricevuto da un amico una lettera: racconta di sé, le solite cose che già so. In ultimo mi scrive che presto si sposerà. Ho guardato mia moglie e le ho riferito la notizia. Lei non ha fatto una piega: ha sempre odiato i miei amici, soprattutto quelli che non è riuscita a portarsi a letto. Amico, che Dio ti benedica!

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HO FATTO IL MIO DOVERE

HO FATTO IL MIO DOVERE

Iannozzi Giuseppe

liaisons dangereuses

Ho fatto il mio dovere

Ho fatto il mio dovere,
frantumando sgrammaticature
e parole cariate vuote di luce
Ho fatto quel che andava fatto
e non ricordo più niente, più niente
Non un ricordo ingombra la memoria,
non uno sgarbo o uno sgorbio sposa
la storia che fra noi mai fu

Ho fatto il mio dovere,
e l’ho fatto per amor mio,
per amore della mia statura

Voi anelate a un’incomprensibile banalità,
io a una professionalità uguale
a quella d’un condannato a morto
Voi cercate ancora la luna in fondo al pozzo,
io no, aggiusto lo sguardo come un cecchino
per una santità a misura d’uomo

Ho fatto il mio dovere
mentre Dio si dava via a una distrazione,
a un capriccio di donne un po’ così e così
Ho fatto il mio dovere
consumando il passato a lume di candela
aggiustando versi su versi
fino a toccare con mano perfezione da coglioni

Voi anelate a vivere fra nani e mezze verità,
voi amate andare avanti con le gambe corte,
io no, punto a una semplicità sacrificale
che uno a uno sgozzi agnelli bianchi e neri

Ho fatto il mio dovere,
fino in fondo ho fatto
tutto quello che andava fatto
per amore della mia statura,
della mia statura solamente

E ora non ricordo, più niente ricordo
Solo anelo a una professionalità
uguale a quella d’un condannato a morte,
solo aggiusto e aggiusto lo sguardo
come un cecchino per una perfezione da coglioni

Camicia di relazioni pericolose

Hai visto, hai visto anche tu?
L’attore che amavamo di più,
senza pensarci su,
ha puntato la 45 della pazzia alla tempia
per riuscire finalmente a recitare
la commedia d’una disumana esistenza
in un manicomio di finestre di piombo
Sfoga adesso i suoi sorrisi assassini
addosso a certi camici bianchi
che malamente lo imitano
addormentandosi a tarda sera
in una camicia di relazioni pericolose

Hai visto, hai visto anche tu
di cosa è capace un uomo
che il bagaglio della vita
tutto l’ha impegnato
per toccare gli estremi gemelli
dell’apice e del fondo;
e vogliamo forse noi imitarlo
per essere come lui delle scimmie
senza un minimo di decadentismo wildiano,
ma con una grassa gobba nel cervello?

Lungo i fianchi lascia cadere le mani,
e con un silenzio d’oro metti a tacere
il pubblico che più non sta nella pelle,
che come serpente tentatore sibila
e dalle poltrone scivola con il culo basso

Con un silenzio di peccati d’oro
metti a tacere chi non ha capito
e chi mai capirà
come sul palco del mondo si sta

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Il poeta che cercava Dio

Il poeta che cercava Dio

Iannozzi Giuseppe

Cesare Pavese

Lo incontrai che era già stanco. Andrea trascinava il corpo lungo via Roma, lasciando di sé un esile riflesso sugli specchi delle vetrine, tenendo lo sguardo fisso a terra. Era cambiato, colpa della malattia, ma il passo era quello che sapevo, di Andrea.
Gli tesi la mano, lui la prese nella sua ma senz’alzare lo sguardo su di me.
Biasciò due parole: “Sono malato.”
“Sì, lo so.” Tossii. Lasciai la sua mano affinché cadesse nel vuoto.
A quel tempo fumavo ancora, oggi non più; accesi una Camel e ne respirai due boccate.
“Ti accompagno.”
Tenendo lo sguardo basso: “Nessuno te lo impedisce.”
Gli sorrisi. Lui niente, allora buttai la sigaretta in mezzo ai suoi passi: la pestai proprio sotto ai suoi occhi fino a spegnerla.
Andrea scosse il capo né divertito né offeso.
“Quanto ancora?”
“Quanto Dio vorrà. E’ pazzo, lo sai.”
“Sì, è un luogo comune.”
”Come la mia data di scadenza.”
Eravamo in Piazza Castello, fermi al semaforo. “C’è sempre tutto questo cazzo di traffico…”, osservò Andrea, e gli occhi continuava a tenerli bassi. “Preferisco quando piove e si sente il rumore delle auto, delle gomme sull’acqua. Mi piace il rumore della pioggia, quello delle pozzanghere stuprate dai passi dei pedoni, dalle gomme delle motociclette impazzite.”
“Attraversiamo.”
”No. Non ce n’è motivo.” E così dicendo si portò lontano dal semaforo dandomi le spalle.

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UN PERFETTO IDIOTA – FRANK IODICE – intervista all’Autore a cura di Iannozzi Giuseppe

UN PERFETTO IDIOTA – FRANK IODICE

Ovvero, l’importanza di non avercelo un nome!

intervista all’Autore a cura di Iannozzi Giuseppe

Un perfetto idiota - Frank Iodice

Un perfetto idiota – Frank Iodice

Frank Iodice, è appena uscito il tuo nuovo romanzo, Un perfetto idiota (Il Foglio letterario). A mio avviso, è il tuo un lavoro molto sentito, non confezionato a tavolino per essere gettato in pasto al pubblico e morta lì. Purtroppo, come ben sappiamo, il rischio di fare della Letteratura che duri nel tempo potrebbe non ripagare nell’immediato, per questo ti chiedo: ha ancora senso scrivere con passione sforzando ai limiti estremi il proprio talento?
Lancio una provocazione: non sarebbe forse più semplice scrivere alla boia d’un Giuda, confezionare libri da una botta e via, vale a dire dei prodotti che gonfino subito le tasche dello scrittore e dell’editore? In fondo il panorama editoriale è invaso da libri di cui non resterà traccia alcuna nel giro di pochi mesi, e, per quanto possa sembrare assurdo, per quei cinque o sei mesi che rimangono in classifica, vendono e vendono forte. 

Da bambino, collezionavo vecchi libri usati che rubavo dai banchi del mercato di Resina, anche in lingue straniere, e mi divertivo a riscriverne il finale. Da adolescente, scrivere racconti e poesie è diventato un ottimo mezzo per rimorchiare e non gli attribuivo la stessa importanza che gli attribuisco adesso. È stato intorno ai ventidue, ventitré anni, dopo l’università, che ho iniziato a vivere in maniera sempre più appassionata la mia attività letteraria, con un’abnegazione ai limiti dell’ossessione.

Oggi per me scrivere storie è molto più faticoso di avere un solo mestiere, ho orari giornalieri (anzi, notturni) che variano dalle otto alle tredici ore, e scadenze che mi impongo per non rimanere indietro con la stesura dei romanzi (Un perfetto idiota è il decimo); vivo costantemente nel dubbio di fare qualcosa di buono, addirittura doveroso, o di sprecare soltanto il tempo.

A volte facciamo qualcosa con passione, ma poi quando ci troviamo davanti a una scelta non abbiamo il coraggio di sacrificare il nostro benessere materiale… Quello che voglio dire – e può valere anche come consiglio per qualche autore o autrice giovane che sta iniziando questa attività con la modestia necessaria – è che la mia voglia di raccontare storie mi ha spinto a girare tanti paesi e lasciare tanti bei lavori, possibili carriere che sono invece diventate pura sperimentazione: in altre parole, tutto ciò che mi succede diventa narrazione.

Sono stato povero per gran parte della mia vita, e lo sarò ancora perché non riesco a parcheggiarmi da qualche parte e accontentarmi di una sola carriera, una sola casa, un solo gatto. Insomma, una sola vita non mi basta, ho bisogno di viverne tante e tutte diverse l’una dall’altra per rendere verosimili quelle che racconto. E il bello è che non me ne importa nulla, per me l’unica cosa che conta è avere qualcosa da mangiare nel frigorifero e la prossima storia nella testa.

Oltre ai romanzi, scrivo tanti racconti, che sono il risultato di un’esperienza ancora più intensa, come andare a letto con una persona che non conosci e della quale non hai neanche il tempo di sapere il nome; basta uno sguardo per andare a letto con un racconto, è un’avventura che non ti puoi rifiutare di accettare, non esistono scrittori puritani.

Scrivere è l’attività più solitaria del mondo, ed è anche la più infruttuosa, perché a meno che non vieni da una famiglia ricca è quasi un suicidio farlo come lo faccio io, rischiando la fame ogni mese, collezionando le insinuazioni dei familiari acquisiti, e anche di alcuni familiari più stretti, insomma, ci si chiederebbe perché allora lo si fa con tanto impegno e non si decida per esempio di scrivere qualcosa al parco la domenica mattina oppure a Ferragosto tanto per perdere un po’ di tempo.

Frank Iodice

Frank Iodice

L’impegno e la professionalità con cui cerco di portare avanti questa “infruttuosa” attività hanno dato i loro “frutti” e credo di essermi conquistato la stima di tante persone appassionate come me. Ho avuto la fortuna di pubblicare i miei articoli e le mie storie su giornali e riviste rinomate a cura di persone che a loro volta si sono meritate tutta la mia stima, come Giampiero Dalle Molle, direttore di Inchiostro, Fabio Corsaro, direttore di Informare, Laura Guglielmi, direttrice di Mentelocale, o Caterina Ceccuti, caporedattrice di Nuova Antologia, su cui Massimo Carlotto ha lanciato una rubrica 4 anni fa chiamata “Spazio Giovani” inaugurata proprio con il mio Anne et Anne. Collaboro con autori e giornalisti seri che non si fanno sfuggire neanche una virgola, come Alfredo Zucchi, di Crapula Club, Mauro Orrico di Face Magazine, Concetta Canfora di Blasting News; e blog come Libero Libro di Katia Ciarrocchi, Il Bandolo, Ornella Trotta, direttrice de I Fatti, Ebraismo & Dintorni, Libri senza carta, Art Côte d’Azur (in francese) e tanti altri.

Lo scrittore ed editore che ha pubblicato Un perfetto idiota, Gordiano Lupi (Il Foglio), è una delle persone di cui parlo, appassionate e corrette.

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Marco Masini – Spostato di un secondo

Marco Masini, Spostato di un secondo

Dopo sei anni il nuovo album con 12 pezzi inediti

(10 febbraio 2017) – 

Marco Masini - Spostato di un secondo

http://www.marcomasini.it/

Tracce:

1. Ma quale felicità
2. Nel tempo in cui sono tenuto a restare
3. Spostato di un Secondo
4. Tu non esisti
5. Invece di scriverti una canzone
6. La massima espressione d’amore
7. Guardiamoci negli occhi
8. All’altro capo di un Filo
9. Qualcosa che cercavi altrove
10. La vita comincia
11. Una lettera a chi sarò
12. Signor Tenente

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