Mara Carfagna contro la Cassazione che relativizzerebbe la violenza

Mara Carfagna contro la Cassazione
che relativizzerebbe la violenza

a cura di Iannozzi Giuseppe

Avere un carattere forte e non lasciarsi intimorire dall’atteggiamento violento del marito potrebbe significare, per le donne che dicono di aver subito dei maltrattamenti, l’assoluzione del  proprio compagno. La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a otto mesi di reclusione nei confronti di un uomo accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte l’uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di “maltrattamenti” in quanto la moglie “non era per nulla intimorita” dal comportamento del coniuge, ma solo “scossa, esasperata, molto carica emotivamente”. Il ministro per Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta così la sentenza: “è un regalo ai violenti”.

L’uomo, residente a Livigno, era stato condannato, con la concessione delle attenuanti, dal Tribunale di Sondrio e dalla Corte d’Appello di Milano, che forse con troppa fretta avevano accolto le lamentele della moglie. Una condanna giudicata eccessiva dal marito, che esasperato si è rivolto alla Cassazione, sostenendo che gli stessi giudici di Appello avevano rilevato come la moglie avesse un “carattere forte” e che dunque non era affatto intimorita dal suo atteggiamento. In sostanza, la tesi difensiva si è basata sul fatto che i giudici “hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione” tra coniugi.

La Cassazione – con sentenza 25138 – ha dato ragione al marito, evidenziando che non si può considerare come “condotta vessatoria” l’atteggiamento aggressivo non caratterizzato da “abitualità”. Spiega la Cassazione: “I fatti incriminati appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell’arco di tre anni (per i quali la moglie ha rimesso la querela), che non rendono di per sé integrato il connotato di abitualità della condotta di sopraffazione”. La condanna a otto mesi è stata dunque annullata “perché il fatto non sussiste”.

Il ministro Mara Carfagna commenta: “In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali, non posso che dirmi amareggiata di fronte a questo caso di vera e propria miopia da parte dei giudici della Cassazione. La violenza, la volontà sopraffattrice come è stata definita dai giudici, non pesa più o meno a seconda del carattere della vittima. Relativizzare la violenza vuol dire armare il violento”.

NO OT

Informazioni su Giuseppe Iannozzi

Iannozzi Giuseppe, detto Beppe Iannozzi o anche King Lear. Chi è Giuseppe Iannozzi? Un giornalista, uno scrittore e un critico letterario Ma nessuno sconto a nessuno: la critica ha bisogno di severità e non di mafiosa elasticità.
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