IL DIO OSCENO di Giovanni Schiavone – Italic Pequod

IL DIO OSCENO

Giovanni Schiavone

Il dio osceno - GIovanni Schiavone

Il dio osceno – GIovanni Schiavone

iltalic pequod2027. Jean Blaise vive a Gebal, gigantesca città-stato italofrancese. Deve ancora compiere quarant’anni ed è già a capo della Stampa mondiale. È l’illustre direttore dell’Aphosrei Newspaper, unica corporation della Terra a diffondere l’Informazione. Una mattina di gennaio, Jean Blaise incontra Giona Quetzàl, uno scienziato proveniente da un mondo sconosciuto e oscuro: Marte colonizzata, ormai indipendente dalla madrepatria. La notizia che Giona Quetzàl reca con sé è la seguente: i potenti di entrambi i pianeti vogliono sacrificare l’umanità. Jean Blaise non ci crede, ma la rivelazione dello scienziato, seppur falsa, lo conduce inevitabilmente verso una rivelazione divina sull’ordine del mondo e sulla natura terrificante del Potere.

Giovanni Schiavone

Giovanni Schiavone

Il dio osceno fa risuonare il richiamo dell’epica antica e nello stesso tempo ha il sapore profetico di un salmo: la commistione di generi, ritmi narrativi e stili arricchisce la trama e valorizza il senso dell’inaspettato, in un’azione incalzante e intensa. La riflessione filosofico-culturale che attraversa la vicenda, insieme all’indagine dei moti dell’anima del protagonista, declinano in infinite varianti l’ambivalenza della natura umana, rispecchiata e ripetuta nell’ambiguità divina.

Giovanni Schiavone è nato il 29 gennaio 1983 a Torino, dove scrive e lavora. Ha dedicato quindici anni alla stesura de Il dio osceno, il suo primo libro.

Il dio oscenoGiovanni Schiavone – Italic Pequod – ISBN 9788896506950 – pp. 178 – € 16

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Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio

Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio - Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

autore: Claudio Marinaccio
titolo: “Scomparire”
collana: ILMIOSPAZIO - Illustrazioni di Giorgia Montanari
ISBN 9788899021078 - euro 12,00 – pp. 94 – © 2014
in copertina, immagine di Callo Albanese

Dovevo resistere agli attacchi del consumismo cosmico e pensare che ogni scatola contiene un numero di carboidrati e calorie che vogliono renderti dipendente da qualcosa di cui non necessiti, droghe legali che fanno dimenticare e deviare i problemi.

Cicorivolta edizioniSiamo grassi perché ci vogliono grassi. Hanno inventato duemila tipi diversi di burro, e ora quello senza grassi, che equivale a dire una pornostar vergine.
Del resto, questo è quello che vogliamo.
Mangiare senza ingrassare.
Scopare senza avere figli.
Morire senza soffrire…

Claudio Marinaccio è nato nel 1982 a Torino. Dopo aver vissuto in Sud America è tornato nella sua città natale dove risiede tuttora.

Twitter e Instagram: @oldetrip

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“La notte che uccisi Jim Morrison” e “Scommessa a Menphis” – Luigi Milani e Mirko Giacchetti – intervista agli autori di Iannozzi Giuseppe

La notte che uccisi

Jim Morrison

Scommessa a Menphis

Luigi Milani e Mirko Giacchetti

Dunwich Edizioni

intervista agli autori di Iannozzi Giuseppe

La notte che uccisi Jim Morrison - Luigi Milani - Dunwich edizioni - series; Morte a 666 giri - genere: Thriller - ISBN: 9788898361106 - ebook € 0,99 - Cartaceo € 9,90

pdf download leggi un estratto

Link diretto per l’acquisto: 

http://www.blomming.com/mm/dunwichedizioni/items/brossurala-notte-che-uccisi-jim-morrison-scommessa-a-memphis-di-luigi-milani-e-mirko-giacchetti

Luigi Milani e Mirko Giacchetti, due fuoriclasse. Fossi in voi non perderei un solo istante ad acquistare La notte che uccisi Jim Morrison di Luigi Milani (contiene “Scommessa a Menphis” di Mirko Giacchetti). Un romanzo e un racconto, o sarebbe forse meglio dire che siamo di fronte a due romanzi brevi. Due romanzi brevi ma di gran peso, tra i migliori che abbia mai letto dalla penna di due autori italiani: da far invidia ai più consumati e, forse, troppo osannati narratori d’oltreoceano. – Iannozzi Giuseppe

Luigi Milani:

La notte che uccisi Jim Morrison - Luigi Milan

La notte che uccisi Jim Morrison – Luigi Milani

1. La notte che uccisi Jim Morrison, questo il titolo dell’ultima tua fatica, Luigi Milani (Dunwich edizioni).
Alcune leggende metropolitane vorrebbero che Re Lucertola non sia morto a Parigi. Nel febbraio del 2011, Ray Manzarek rilascia questa dichiarazione al Daily Mail: “Jim era un’anima inquieta, era sempre in cerca di qualcosa di diverso nella vita, e anche sei anni di successo e di eccessi con i Doors non erano abbastanza per lui”. Un anno prima di morire, Morrison mostrò ai suoi compagni una brochure delle Seychelles e disse: “Non sarebbe un luogo perfetto per fuggire, mentre tutti pensano che sei morto?”. Quando poi apprese della morte di Jim, Ray si trovava in California. Tuttavia, il grande amico di Jim, non prese sul serio la telefonata del manager Bill Siddons: “La mia prima reazione fu che la morte di Jim era solo un’altra chiacchiera da Rock and Roll”. Ecco allora che Siddons fu spedito a Parigi per scoprire la verità. Troppo tardi però, perché Morrison era già stato sepolto da quattro giorni presso il cimitero parigino di Père-Lachaise. Nessuno ha mai esaminato la salma del cantante. La bara fu sigillata in fretta e furia, e questa cosa fece nascere dei sospetti. Nel 2011 Ray ancora esprimeva seri dubbi circa la morte di Jim: “Mi chiedo sempre se la sua morte sia stata una raffinata messa in scena”.
Ammettendo che Jim abbia inscenato la sua dipartita, secondo te, Luigi Milani, è possibile che nessuno mai l’abbia riconosciuto negli anni a venire? E, soprattutto, il Re Lucertola esisteva in funzione del palco, del music business, dopodiché diventava soltanto uno dei tanti, un belloccio con il pallino per i poètes maudits?

Domande insidiose, caro Giuseppe… Ti dirò che ritengo più che possibile, anzi assai probabile, la scarsa riconoscibilità dell’artista. Considera che già verso la fine degli anni ’60 il fisico e il volto di Morrison erano andati alterandosi sensibilmente, per i ben noti problemi di salute dai quali era afflitto, da me ricordati anche nel mio racconto.

Per rispondere invece al secondo quesito, non credo che il bel Jim fosse solo uno splendido animale da palcoscenico, ammirato e concupito da legioni di ammiratrici. Al contrario, dette buona prova di sé anche come poeta. E in effetti tale voleva essere considerato, a dispetto della scarsa considerazione che gli tributò la critica di allora. Non a caso, dovette pubblicare a proprie spese la prima silloge poetica. Ma sarebbe davvero molto riduttivo considerare Jim Morrison “solo” l’archetipo della rockstar maledetta, bello e dannato. È stato molto di più. In tal senso invito gli amici lettori e in particolare i tuoi numerosi accoliti, caro Beppe, a procurarsi una copia del volume Tempesta elettrica. Poesie e scritti perduti, un bel volume pubblicato qualche anno fa da Mondadori, e che può dare un’idea della caratura artistica di Mr. Mojo Risin’. Con tutti i suoi limiti, ma anche le sue non trascurabili qualità.

2. Il Club 27 conta un bel numero di artisti, tutti morti intorno ai 27 anni. Robert Johnson, il più grande chitarrista blues della storia, morì in circostanze mai del tutto chiarite. Lui fu il primo. Si parla d’un presunto patto con il diavolo per spiegare la sua non imitabile abilità con la chitarra. Luigi Milani, perché il diavolo è così di moda nel mondo degli artisti? Non è forse più vero che “Dio è morto”, morto perché non è possibile provarne l’esistenza? In pratica saremmo di fronte a un non-nato.

Luigi Milani

Luigi Milani

Hai ragione, il diavolo è sempre stato di moda nel mondo dell’arte. Pensa al personaggio, quello sì davvero immortale, del Faust di Goethe: il patto scellerato tra Faust e il Diavolo viene in un certo senso stipulato proprio in nome dell’arte, intesa in senso lato. Da allora, ma in realtà anche da prima, la presenza del Demonio, divina ma anche così pericolosamente vicina alla natura umana, è divenuta quasi una costante nel mondo delle Arti. E il mondo della musica ovviamente non poteva restare indifferente al grande fascino esercitato dalla figura del Diavolo, amatissima dal grande Rock. Nomi come i Rolling Stones, i Led Zeppelin, i Black Sabbath, solo per citare i primi che vengono alla memoria, hanno fatto del… cornuto signore un modello di riferimento, è cosa nota.

3. Jim Morrison era uno spirito dionisiaco, come del resto Jimi Hendrix. In La notte che uccisi Jim Morrison, tra le righe, lasci a intendere che a un certo punto il Re Lucertola abbia avuto paura di sé stesso, di quello che era diventato. A tuo avviso, Luigi Milani, è possibile che uno spirito profondamente dionisiaco, dopo averle provate un po’ tutte, dopo esser arrivato vicinissimo al punto di non-ritorno, riesca a cavarsela per un pelo e per questo decida di mettere la testa a posto?

jim morrisonTi dirò che questa eventualità non mi pare poi così remota. Tieni presente che il successo planetario raggiunto da Jim l’aveva proiettato in una difficile situazione emotiva. Personalità complessa ma anche molto fragile a causa della grandissima sensibilità, “l’uomo” Jim si sentiva schiacciato dalla rockstar, dall’idolo delle folle. Voleva essere apprezzato per le sue qualità artistiche, non per il suo viso o i suoi capelli. E chissà che la sua progressiva discesa nell’autodistruzione non rispondesse anche a una inconscia cupio dissolvi alla ricerca di una difficile, forse addirittura impossibile, rinascita.

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Come scrivere un buon romanzo

Come scrivere un buon romanzo

di Iannozzi Giuseppe

Scrivere è un lavoro che impegna tanto il corpo quanto la mente. Un vero scrittore sa che non gli basta aver dalla sua una o più penne e delle buone idee, per cui, talvolta, non disdegna di grattarsi, coi piedi anche: grattarsi è importante, fa affluire bene il sangue al cervello e i meccanismi della fantasia perdono così ogni freno inibitorio.

Scrivere è un atto rivoluzionario. Il vero scrittore non è quasi mai bello, è solitamente un po’ gobbo, con una evidente pancetta, e sin da giovane avviato a una inesorabile calvizie. Lo scrittore scrive perché non può fare a meno di farsi del male sperando di contribuire coi suoi scritti all’evoluzione della società.

Un’ultima cosa: il vero scrittore, di solito, è povero in canna, non è dunque un buon partito. Certo, ci sono dei pennivendoli che scrivono barzellette e fanno soldi a palate, ma non servono la Cultura, bensì solo il loro proprio tornaconto. I pennivendoli vanno infatti avanti grazie al clientelismo, che è l’unica sporca religione che rispettano, ben consapevoli che solo così potranno continuare a rubare spazio e vetrine nelle librerie, e non solo.

grattarsi coi piedi

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Romanzi di Iannozzi Giuseppe per l’estate

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L’ultimo segreto di Nietzsche

Angeli caduti

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Buddha metropolitano

Buddha metropolitano

di Iannozzi Giuseppe

Happy Buddha

Happy Buddha

I.

Voi avete vinto tutti i premi,
avete preso tutto a piene mani
Con spirito spazzo via le briciole
rimaste davanti all’uscio di casa
Non m’interessa la grandezza,
solo tendo alla grassezza:
come Buddha

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L’anarchico. Un thriller fra santi e assassini. Il nuovo romanzo di Iannozzi Giuseppe (novembre 2014 – in tutte le librerie)

L’anarchico

Un thriller fra santi e assassini

Il nuovo romanzo di Iannozzi Giuseppe

novembre 2014 – in tutte le librerie

L'ANARCHICO

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L’anacoreta, la strega e l’infortunato

L’anacoreta, la strega e l’infortunato

di Iannozzi Giuseppe

Francesco Polidori e Bruss

Francesco Polidori e Bruss

Seppur in pieno luglio, sulla città un sudario di negre nuvole per delle gocciole di fresca pioggia.
Decido di far visita al vecchio saggio, al mio amico Francesco, un anacoreta bianco come la neve, e al suo amico Bruss,un bel cagnone nero. Non ho però mai capito chi è dei due che comanda, se Bruss o il mio amico; tuttavia credo che a Francesco non dispiaccia affatto eseguire gli ordini del suo amico a quattro zampe, pur vergognandosi un pochetto a dichiarare la verità ai quattro venti.
Quando Francesco mi vede, subito trae un grosso sospiro.
“Giuseppe, vecchio mio, qual buon vento?”
Bruss tosto mi salta addosso leccandomi la faccia barbuta.
Gli accarezzo la testa in mezzo alle orecchie, mentre Francesco lo richiama: “Bruss, non vedi che è ferito?”
“Francesco, non ti preoccupare. Le coccole aiutano la guarigione.”
Francesco non sembra molto convinto. A ogni modo, Bruss guarda Francesco e un po’ a malincuore mi lascia libero dalla sua affettuosità.
“Che hai combinato?”

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Cercava Dio – di Iannozzi Giuseppe

Cercava Dio

di Iannozzi Giuseppe

son_of_god

Lo incontrai che era già stanco. Andrea trascinava il corpo lungo via Roma, lasciando di sé un esile riflesso sugli specchi delle vetrine, tenendo lo sguardo fisso a terra. Era cambiato, colpa della malattia, ma il passo era quello che sapevo, di Andrea. Gli tesi la mano, lui la prese nella sua ma senz’alzare lo sguardo su di me.
Biasciò due parole: “Sono malato.”
“Sì, lo so.” Tossii. Gli lasciai cadere la mano nel vuoto.
A quel tempo fumavo ancora, oggi non più: accesi una Camel e ne respirai due boccate.
“Ti accompagno.”
Tenendo lo sguardo basso: “Nessuno te lo impedisce.”
Gli sorrisi. Lui niente, allora buttai la sigaretta in mezzo ai suoi passi: la pestai proprio sotto ai suoi occhi fino a spegnerla.

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Il muro di luce di Emiliano Grisostolo. Un tuffo nella fantascienza umanistica

Il muro di luce di Emiliano Grisostolo

Un tuffo nella fantascienza umanistica

di Iannozzi Giuseppe

Il muro di luce - Emiliano Grisostolo

Il muro di luce – Emiliano Grisostolo

Leggi un estratto del libro

Il muro di luce (Ciesse edizioni), ultima fatica dello scrittore maniaghese, Emiliano Grisostolo, lo si potrebbe forse etichettare, in maniera piuttosto semplicistica, come un romanzo di mera fantascienza; e però non siamo di fronte a un costrutto narrativo basato sulla sola fantasia, Grisostolo mescola infatti tanti elementi junghiani che disegnano un quadro sociale di incertezze, quello attuale; la stabilità di coppia, l’incertezza lavorativa, il precariato, la paura di essere soli nell’universo. Ecco dunque che l’alieno che Grisostolo mette nero su bianco è (forse) più umano di quella umanità, che, dalla notte dei tempi, scruta il cielo nella speranza di scorgere un seppur minimo segno di un Dio, d’un Demiurgo, di una civiltà superiore ma simile alla nostra.

Ciesse edizioniL’abusato cliché dei viaggi spaziotemporali, serve allo scrittore per introdurre il lettore nella realtà sociale degli anni della Guerra Fredda; nel tentativo di mascherare la tensione fra URSS e USA, molti scrittori adottarono i marziani (e gli alieni, provenienti da un po’ tutti i pianeti del sistema solare e non), che nei loro romanzi (perlopiù da edicola) finivano con l’essere i nemici dell’umanità. Impossibile non ricordare “L’invasione degli ultracorpi” di Jack Finney, la “Guerra dei mondi” di Herbert George Welles, “I figli dell’invasione” di John Wyndham;  ma meglio di tutti, le contraddizioni della società americana, le evidenziò Philip K. Dick in alcuni romanzi, che non è possibile definire a pieno titolo di fantascienza: “L’uomo dai denti tutti uguali”, “Il paradiso maoista”, “Voci dalla strada”, “Mary e il gigante”.

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Uccidi la commessa in libreria

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Storia di sangue e libri

di Iannozzi Giuseppe

saleswoman

saleswoman

- Buongiorno.
- Buongiorno a Lei. Posso esserle utile?
- Sì. Cerco il volume di tutte le poesie di William B. Yeats.
- Guardo a video se ce l’abbiamo. Per cortesia, mi può ripetere il nome?
- William Buttler Yeats.
- Potrebbe farmi lo spelling per cortesia?
Sospiro.
- Sì. Dunque B di W di wurstel, U di Udine, L di Livorno… etc. etc.
- Spiacente, ma non abbiamo nessun autore con questo nome. E’ sicuro che mi ha dato il nome giusto?
- Sì.
- Provi a chiedere alla mia collega, giù al reparto musica. I libri dedicati ai cantautori siamo soliti tenerli insieme ai dischi.
- Non le ho chiesto i testi di un cantautore.
- Dal nome sembrava…
Ride imbarazzata.
- William Buttler Yeats, Premio Nobel per la Letteratura, nel 1923.

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Iannozzi Giuseppe. Intervista a tutto campo: da Bukowski a Nietzsche e oltre… di Giovanni Agnoloni. Leggi l’intervista sul sito Cicorivolta edizioni

Iannozzi Giuseppe. Intervista a tutto campo

Da Bukowski a Nietzsche e oltre…

di Giovanni Agnoloni

leggi l’intervista sul sito Cicorivolta edizioni

Iannozzi Giuseppe - romanzi

Cicorivolta edizioni

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Iannozzi Giuseppe. Romanzi da avere e leggere

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Fausto Vitaliano: “Lorenzo Segreto” – Laurana editore

Fausto Vitaliano
Lorenzo Segreto

Laurana editore
collana: rimmel (narrativa italiana)
pp. 320 – € 16,50 - ISBN 978-88-98451-00-5

leggi un estratto

IL ROMANZO

Fausto Vitalino - Lorenzo Segreto

Fausto Vitalino – Lorenzo Segreto

Dopo l’esordio con Era solo una promessa – il romanzo che nel 2012 ha rivelato come il talento di Fausto Vitaliano, uno dei migliori sceneggiatori di fumetto italiani, fosse anche un solido talento letterario – arriva con Lorenzo Segreto un nuovo libro che saprà allo stesso tempo confermare e stupire.

Lorenzo Segreto lavora nella finanza. O meglio: ci lavorava, ma adesso fa un mestiere che –
pur rimanendo nello stesso ambito – è un pochino più particolare. Offre ai debitori della
Crediback un piano di rientro che a tappe forzate permetta loro di tornare in pari. Almeno
finché questo alla Crediback interessa. Perché da un certo punto in poi potrebbe diventare più interessante che i debitori rimangano debitori per sempre…
Lorenzo ha un fratello, Valter, zoppo da una gamba. Picchiatore fascista. E rappresenta tutto quello da cui Lorenzo s’è voluto allontanare: la provincia più oscura, la povertà, l’assenza di futuro. Per questo ha ridotto al minimo i rapporti con Valter. Ma poi il passato li viene a prendere. Un passato lontano, che affonda le radici in una vergognosa rappresaglia consumata durante la Seconda guerra mondiale, ma che è ancora vivo e mette in dubbio la loro identità. Ecco che allora Lorenzo Segreto è la storia di una doppia guerra. Quella lontana nel tempo, che si combatteva con le armi in mano. E quella di oggi, dove i soldati vestono eleganti, utilizzano iPad e spendono cifre astronomiche al ristorante. Su tutto aleggia una domanda, che Lorenzo si pone da sempre: “Per quale ragione sono venuto al mondo?”

Perché vale la pena di leggere Lorenzo Segreto?

Laurana Editore

Perché ci riguarda. Riguarda la nostra identità: su cosa si fonda davvero, in che modo si sta sgretolando oggi. In fin dei conti anche a noi tocca il compito di scoprire il perché del nostro stare al mondo.
Perché offre un ritratto affettuoso ma privo d’indulgenza di una città bella e terribile come
Milano. Dove gli alberi agonizzano e la luce del tardo pomeriggio alla Stazione Centrale incanta,
dove i cantieri la mettono in discussione e i monumenti le garantiscono il per sempre.
Infine perché Lorenzo Segreto è un libro di estrema qualità formale. Nella lingua allo stesso tempo immaginifica e misurata, nell’orchestrazione complessiva della storia, nel bilanciamento delle parti. E, perché no, anche nella copertina dovuta al bravissimo Alessandro Baronciani.

L’AUTORE

Fausto Vitaliano

Fausto Vitaliano (1962) scrive libri e sceneggia fumetti e cartoni animati. Ha lavorato e lavora per Disney, Bonelli, Panini e altra gente. Per Laurana ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Era solo una promessa, e l’anno seguente Sex Pistols. La più sincera delle truffe.

Leggi anche:

Fausto Vitaliano. Era solo una promessa Gli anni ’90 in un romanzo totale – intervista all’autore a cura di Iannozzi Giuseppe

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“L’ultimo segreto di Nietzsche”. Un estratto dal romanzo di Iannozzi Giuseppe (Cicorivolta edizione)

L’ultimo segreto di Nietzsche

di Iannozzi Giuseppeacquista la tua copia su La Feltrinelli

Absu Imaily Swandy

Absu Imaily Swandy

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino) - Beppe IannozziCicorivolta edizioni – ISBN 9788897424772 – pagine: 230 – © 2013 – prezzo: € 13,00

cico_feltrinelli

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Brano tratto da L’ultimo segreto di Nietzsche

Leggi la rassegna stampa

[...] “Dioniso o Gesù Crocefisso, il Signore è il tiranno di Torino”, continuava a gridare Friedrich. Mentre veniva accompagnato a casa da alcune buon’anime, il filosofo non aveva cessato un solo istante di gridare quella che per lui era una verità, una verità assoluta. In via Carlo Alberto un cocchiere menava calci e colpi di frusta contro il cavallo che non ne voleva che sapere di muoversi.
Friedrich abbracciò subito il quadrupede menandogli lievi carezze, con folle commozione, e senza smettere un solo istante di lenire il dolore del suo ‘amico’ prese a imprecare contro il cocchiere, con ira degna di Dioniso: “Tu disumano massacratore di questo destriero!”
Una volta nel sua camera ammobiliata, che pagava 30 Lire al mese ai coniugi Fino, fissando il pianoforte che la figlia di Fino gli aveva lasciato a disposizione, continuò a straparlare. In molti udirono le sue urla, frasi sconnesse perlopiù, senza un significato ben intuibile. E però nella  babele che il filosofo vomitava era chiaro che “Dioniso  o Gesù Crocefisso”.

L'ultimo segreto di Nietzsche - Iannozzi Giuseppe - Cicorivolta

L’ultimo segreto di Nietzsche – Iannozzi Giuseppe – Cicorivolta

Absu Imaily Swandy sentiva che quel giorno il suo desiderio non sarebbe stato perfetto così come lui l’aveva immaginato. Vestito del suo grezzo abito alla moda dei francescani, la barba lunga e incolta, i capelli lunghi e brizzolati lasciati al vento, percorreva in tutta tranquillità le strade di Torino. Nessuno faceva troppo caso a lui: i più lo consideravano un barbone, uno dei tanti drogati per le strade di Torino. Non era la prima volta che si trovava a Torino per affari. La città la conosceva come le sue tasche; la sua veneranda età gli permetteva di capire subito, da uno sguardo soltanto, cose che gli umani mortali non osano immaginare.
Quel giorno vagolava lungo via Roma, osservava le lustre vetrine, i cabinotti: tutto era rimasto profondamente immutato, almeno per quegli aspetti che a lui interessavano. Lui sentiva, sentiva, mentre tutti gli altri erano sordi all’eterna Eco che l’Universo dilata nell’Infinito.

Incontrai Absu Imaily Swandy in una giornata come tante altre; il cielo era gravido di nere nubi che si allungavano in un’orgia temporalesca. Be’, non era una giornata tipica, non secondo il metro dell’opinione pubblica: l’aria profumava di apocalisse. Absu Imaily Swandy, per quel che posso dire, a me è parso del tutto normale, tanto normale da rasentare il ridicolo: sembrava un Cristo redivivo ma ben pasciuto, cioè stava proprio bene in carne, e in quanto a patimenti non mi pareva proprio che il suo fisico li mettesse a nudo. Il figuro, insomma, era normale così come potrei esserlo io. La giornata era una di quelle tipiche, di temporali a dirotto, il che non dovrebbe sorprendere nessuno. Però puzzava anche di apocalisse: nell’aria si respirava qualcosa, come un sentimento di rivolta. [...]

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)
Beppe Iannozzi – Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

In vendita anche online su:

LA FELTRINELLI – IBS – LibreriaUniversitaria – UNILIBRO – AMAZON.IT

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