Queen. Live at the Rainbow ’74. Nei negozi dal 9 settembre 2014

Queen. Live at the Rainbow ’74

Nei negozi dal 9 settembre 2014

Queen-Queen - Live-At-The-Rainbow-74-4LP-Box-Set

Queen-Queen – Live-At-The-Rainbow-74-4LP-Box-Set

In tutti i negozi, il prossimo 9 settembre, Queen: Live at the Rainbow ’74, live sino a oggi inedito nella sua versione integrale, un live unico che cattura la performance che la mitica band di Freddie Mercury tenne al Rainbow di Londra il 31 marzo del 1974. Lo spettacolo fu uno dei primi per i Queen, una performance più unica che rara, che fece il sold out e che fu replicata nel novembre dello stesso anno. Il concerto, completamente restaurato nelle immagini e rimasterizzato, a quarant’anni dalla registrazione, sarà nei negozi il 9 settembre 2014 in diverse versioni:  cd singolo, doppio CD, doppio vinile, Super Deluxe Box Set + T-Shirt, Super Deluxe Box Set, 4 LP Box Set, DVD, Blu-Ray, e un libro a colori con copertina rigida di circa 60 pagine per le edizioni Super Deluxe.

Tutti i dettagli qui:

http://www.queenonlinestore.com/Queen/Live-At-The-Rainbow-74/

“Live at the Rainbow, March ’74″ in doppio CD:

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Nessun alloro

Nessun alloro

di Iannozzi Giuseppe

nessun alloro

nessun alloro

TRA L’ARNO E IL PO

Ricordo ogni giorno
anche se son stati due soltanto,
uguali a gabbiani prigionieri
dei riflessi su l’Arno

Di sassi le tasche piene
Difficile il cammino
e ogni giorno un’accusa
o solo una scusa
col sole in faccia
e l’angoscia a spremer la faccia
d’angoscia e altre sciocchezze
simili, quasi uguali a carezze
che nessuno vorrebbe su sé

Ricordo ogni giorno
E sì, oggi comprendo
che sbagliavo:
Florence, un giglio
e una strada strappata,
di ciottoli fra le mani
come grani d’un rosario
sparsi
– fastidiosi

Ricordo sì, ogni giorno
e un dormire di poche ore
su una branda vicino all’abbaino,
il tetto spiovente e la luna puttana
a contarmi le età sulla faccia
di salse lacrime piovute
per chissà quale futile distrazione

Ricordo un giorno
a camminare sotto il primo crepuscolo
con gl’occhi di cispe e la bocca di nicotina
Muti i pochi volti mi passavano accanto
mentre allungavo il passo e accorciavo
tiro dopo tiro la cicca fra le labbra

Troppi grilli in testa;
e però quando ce li hai dentro
a cantarti amore, non lo capisci
che stai perdendo la bussola
oltre alla dignità d’esser uomo,
o solo un più comune stronzo

Perché tutti, prima
o poi, sogniamo quel che sogniamo:
una disperazione
e una fine con occhi acerbi
– crudeli, uguali a noi pensati
innamorati
Tutti pensiamo
a quella morte che si dice
avrà occhi ciechi tra le pagine di Leucò

Poi ti svegli una mattina
scoprendo che l’urlo non c’è,
che finito è il tormento
così com’era iniziato
quasi per amore, quasi per scherzo
E scopri d’aver un sogghigno cinico
che ti rende attraente
a quel mondo sì tanto insofferente

Ti dici che è stato un tempo sì,
ma giusto appunto un frammento
E poi nulla più

E prendi una nuova strada
– che conosci da sempre -
con l’occhio buttato
su i riflessi che sul Po
sconfinano…
col fiato buono
lasciandoti indietro
sassi cenere e macerie,
cicche: le apparenze d’una gioia
che fu di due giorni appena

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Matteo Renzi bambino. In esclusiva foto che lo ritrae alla tenera età di 3 anni

Matteo Renzi bambino

Foto del premier alla tenera età di 3 anni

Matteo Renzi bambino. Così non lo avete mai visto. In esclusiva, Matteo Renzi in una foto che lo ritrae alla tenera età di 3 anni.

esclusiva

Guarda la foto —>

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5 domande a Iannozzi Giuseppe. Desideri di uno scrittore

5 domande a Iannozzi Giuseppe

Desideri di uno scrittore

Questa breve intervista l’ho rilasciata sul blog di Carlo Armanni (Aspirante scrittore), nel box commenti per il suo post “Domande a un aspirante scrittore”. – g.i.

1. In quale genere letterario vorresti cimentarti?

Iannozzi Giuseppe detto Beppe

Iannozzi Giuseppe detto Beppe

Mi cimento in qualsiasi genere letterario, con risultati più o meno soddisfacenti. Diciamo pure che sono molto versatile. In ogni caso preferisco evadere dai generi e restare ben ancorato alla Letteratura classica, guardando ad autori quali Boccaccio, Pirandello, D’Annunzio, Arpino, Pavese, Fenoglio, etc. etc.

2. Quante storie, romanzi, racconti, libri o ebook hai scritto finora?

Ho scritto troppo, davvero. Ho un archivio di storie impressionante, senza parlare poi delle poesie. Ma non sono un poeta né mi ritengo tale. Purtroppo ho dei limiti e nonostante qualcuno ami le mie poesie, io però so bene che valgono poco o niente. Soltanto qualche lirica si salva.

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Uccidi Barbablù. O il più grande thriller della stagione

Uccidi Barbablù

O il più grande thriller della stagione

di Iannozzi Giuseppe

iannozzi giuseppe gorilla inferocito

iannozzi giuseppe gorilla inferocito

“Il più grande thriller della stagione”, così dichiara, a gran voce, il rinomato critico davanti a pubblico di zombie, che sono intervenuti alla presentazione del libro.
Non sentendo gli applausi, il critico continua e la spara grossa, grossa di brutto: “Un thriller non inferiore al capolavoro di Ira Levin, I ragazzi venuti dal Brasile”.
Ancora nessun applauso.

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Fiori di ferro (poesie dark). E segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

Fiori di ferro

di Iannozzi Giuseppe

Farmer


Iannozzi Giuseppe. Romanzi da avere e leggere

acquista

L’ultimo segreto di Nietzsche

Angeli caduti

La lebbra

Scandalo Bukowski

Se i miei libri vi piacciono, be’, potete cliccare “mi piace” su questa pagina:

https://www.facebook.com/iannozzigiuseppelibri

Tutti i libri di Iannozzi Giuseppe sono disponibili nelle migliori librerie
ma anche online su Ibs, Libreria Universitaria, InMondadori, etc. etc.
E in ogni caso possono essere richiesti all’editore.

† 1984

Questo comunismo
d’affaristi di faccendieri di donnaioli
che c’hanno l’attico in montagna
e pure uno in cielo alla destra di dio
Questo modo di vivere
sulla pelle degl’altri
perché gl’altri valgono niente
Questo rosso sbrindellato
portato e vilipeso per il peso d’una bandiera
che al vento dei tempi moderni si prostituisce
Questo sangue
che scivola nei tombini a tarda sera
Tutto questo rosso
che è in verità nero più del nero del culo dell’inferno
Tutto questo, tutto questo comunismo rosso
rosso del sangue della povera gente
che non ha niente, che non ha niente
nemmeno più la voce per denunciare
che è una fregatura bell’e grossa
Che è una presa per il culo
Che è una condanna a non vivere
Che è una schiavitù legalizzata
per il costo intero d’una tessera
Tutto questo, tutto questo i ricchi rossi
che fanno d’ogni convenienza una data di scadenza
lo tengono per sé e poi se la ridono della grossa
Questo comunismo
che tale non è
se non per il nome che suo malgrado porta
è il male che fa male alla povera gente
Alla povera gente che domani si solleverà
e manderà a fare in culo tutti quelli con l’attico
in montagna in città e la villa nell’estremo Messico
perché muoia finalmente il grido insolente
“tutti gl’animali sono uguali ma alcuni di più”

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Topi e Sogni

Topi e Sogni

di Iannozzi Giuseppe

rat
Solo ho scritto poesie d’amore
per bare su cieli neri aperte
Come buffone di corte
ho fatto la mia parte;
in mano rimangono
quattro carte sbagliate,
debiti da pagare
e una guerra in Terra Santa
per vivere un attimo ancora

E tu mi racconti di allori,
di tutti quei poeti che son stati;
così, per quanto forte la creanza,
presto mi scappa un vaffanculo
Coglione sì, più di Sant’Agostino
E non è un momento imbarazzante
Nell’alma il fuoco della vendetta
già suggerisce “occhio per occhio,
dente per dente, nessuno è innocente”

Ancora qui costretto, legato
all’àncora d’una grammatica slegata
perché a tempo perso sia baccelliere
per puttanelle in odor di genialità
prima che d’una mal acquistata santità

Ed allor mi dimetto, sputo tutto
il poco seme che in gola non va giù,
e parto, vado via, per esser carnefice
al pari di chi alle croci e ai topi a corte
ha preferito anonima sepoltura
per una qualsiasi altra causa sbagliata

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William Killed The Radio Star. Pietro Gandolfi, principe dell’horror made in Italy

William Killed The Radio Star

Pietro Gandolfi, principe dell’horror made in Italy

di Iannozzi Giuseppe

William Killed The Radio Star - Pietro Gandolfi

William Killed The Radio Star – Pietro Gandolfi

“Non credo di esagerare nel definire la storia narrata in questo av­vincente romanzo un piccolo capolavoro horror, all’insegna della claustrofobia e dell’indagine psicologica.” (Luigi Milani)

Leggi un estratto del libro

Dunwich Edizioni

E’ fuor di dubbio che Pietro Gandolfi, scrivendo William Killed The Radio Star (Dunwich edizioni), ha ben imparato la lezione di Stephen King, prendendo però a prestito anche da alcuni autori italiani che, in alcuni casi, si sono cimentati col genere horror e gore.
William Killed The Radio Star mette in campo tutti gli stereotipi del genere horror, con una scrittura asciutta, quasi cinematografica. Gandolfi non si preoccupa di rinnovare i cliché, preferisce invece dar corpo a una storia compiuta, dove tutti i tasselli si incastrano con perfezione chirurgica, o anche maniacale. Protagonista è Jazz, un deejay nero, che da tre anni vive a Little Wood conducendo un programma musicale nelle ore notturne. Jazz, il cui vero nome di battesimo è Malcom (forse un omaggio a Malcom X), ama la musica e le belle donne, non se la sente però di vivere una relazione stabile. WKTL è una piccola radio: insieme a Jazz, ci sono Isabelle, tanto bella quanto fragile, e Chuck, un ragazzone insicuro, buono d’animo, talvolta fin troppo, impallato con la musica degli AC/DC. Kathy è una psicologa e anche lei lavora in radio, tenendo in piedi un programma radiofonico che va in onda prima di quello di Jazz. E’ un bella donna, ma non quanto Isabelle; tuttavia Jazz non può negare a sé stesso d’aver fatto con lei il miglior sesso possibile per un uomo. Con Kathy è stata storia di una notte; Jazz non ama la donna, pur riconoscendole un grande sex appeal e una uguale personalità. E’ lei la donna che potrebbe fare felice un uomo disposto a metter su famiglia. Peccato che a Jazz non gli passi manco per l’anticamera del cervello di accasarsi. Le donne lo amano, e Chuck anche, per il suo carattere esplosivo: quando apre bocca, dà corso a una pletora di pensieri e concetti che mettono presto kappaò l’avversario. La lingua è l’arma di Jazz, quella che sa usare meglio. E proprio la lingua, troppo lunga, lo catapulterà presto in un incubo dal quale sarà molto difficile uscirne tutte d’un pezzo.
William Heart è il mito musicale di Little Wood. Le ragazze stravedono per lui, anche adesso che è morto in circostanze tutt’altro che belle: Heart è stato trovato privo di vita, completamente fatto, in compagnia di alcuni travestiti. Tuttavia la versione ufficiale della morte di William non piace a nessuno, per cui la verità che è stata data in pasto al pubblico è che Heart è scomparso per cause naturali. Jazz disprezza Heart, anche da morto: non ha mai potuto reggere la sua musica melensa, basata su quattro accordi, seriale; soprattutto non ha mai retto l’ipocrisia dei suoi testi, oltremodo banali, che sempre parlano d’amore, di famiglia, di fede, perché Heart, lui lo sa bene, è sempre stato un gran bastardo.

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“Il vampiro di Munch” di Alessandro Maurizi – Ciesse edizioni

Il vampiro di Munch

Alessandro Maurizi

Ciesse edizioni

Il Vampiro di Munch - Alessandro Maurizi

Il Vampiro di Munch – Alessandro Maurizi

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In una giornata di novembre, sotto una pioggia indolente, una donna varca la soglia del piccolo cimitero incastonato in un colle, a Ussita. Accanto alla tomba di sua madre, nascosto nell’ombra, il suo assassino attende di squarciarle il cuore. La vicenda è seguita da Marco Alfieri e Francesco Waldman, l’uno poliziotto tormentato dai sensi di colpa e l’altro cronista tenace, legati da un sentimento di profonda amicizia.
Ciesse edizioniIl Vampiro di Munch non è solo un’indagine, ma un’analisi che fonde passato e presente tra giochi di potere, simbolismi ed eroi decadenti a rompere gli equilibri di regole non scritte. Un viaggio alla ricerca della verità, che rimesta nel torbido di insane passioni, andando oltre le apparenze, perché può accadere che tra vittima e carnefice si invertano i ruoli superando quel labile confine tra follia e lucidità. Una donna a cui non è stato insegnato ad amare e, al pari di un famelico vampiro, sugge linfa vitale diventa vittima delle sue stesse perversioni.
Con un abile intreccio narrativo Alessandro Maurizi ci mostra i volti delle umane debolezze, volti allo stesso tempo forti perché ancora capaci di sognare e di inseguire ideali, anche se questo può mettere a repentaglio la loro vita.

Alessandro Maurizi

Alessandro Maurizi

Alessandro Maurizi, scrittore e fotografo, nasce nel 1965 a Tuscania. Sovrintendente Capo della Polizia di Stato, vive e lavora a Viterbo. È Presidente dell’Associazione Letteraria Mariano Romiti, insieme a trenta soci fondatori (tutti appartenenti alla Polizia di Stato) crea l’omonimo premio dedicato alla letteratura noir e poliziesca. Con l’Associazione Romiti collabora al festival letterario “Caffeina”, ne cura l’organizzazione degli eventi dedicati ad autori e libri di letteratura gialla, oltre a incontri sui temi della legalità.

Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo dal titolo “L’ultima indagine”, secondo classificato al Premio Fedeli.

Il Vampiro di Munch - Alessandro MauriziCIESSE Edizioni – Immagine di copertina: “Il Vampiro” di Edvard Munch – Genere: Giallo – Pagine: 256 – Collana: Black & Yellow – ISBN Libro: 978-88-6660-112-8 – ISBN eBook: 978-88-6660-113-5 – Prezzo: 16 Euro

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Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba

Dr. Strangelove  bomba

La mia idea di girarlo come una commedia da incubo venne nelle prime settimane di lavoro sulla sceneggiatura. Trovai che cercando di mettere della carne attorno alle ossa e immaginando le scene nella loro completezza, bisognava continuare a tenere fuori cose che erano assurde o paradossali, se si voleva evitare che fossero divertenti; e queste cose sembravano essere vicine al cuore delle scene in questione. – Stanley Kubrick

Dr. Strangelove
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Nikola P. Sovic: un romanzo brutto e sgrammaticato

Nikola P. Sovic: un romanzo
brutto e sgrammaticato

di Iannozzi Giuseppe

P. Savic - Vita migliore

P. Savic – Vita migliore

Negli ultimi tempi, non dico d’esser stato meno cattivo e quindi meno giusto, però non ho usato il pugno di ferro. La critica letteraria non ha bisogno di cuori teneri. E’ deprecabile quel critico che concede anche una sola virgola agli autori che recensisce, cercando di venire loro incontro perché giovani, perché ancora inesperti, perché pubblicati da un piccolo editore, o perché venuti fuori da un talent show. Il critico letterario deve sempre usare il pugno di ferro, senza mai guardare in faccia nessuno, senza preoccuparsi se l’autore sia giovane o che altro. Il critico deve considerare il libro bell’e finito, e fregarsene altamente dell’autore, del suo vissuto.

Oggi imperano tanti libri di formazione – un’altra terribile moda letteraria che presto sarà dimenticata, Deo Gratias! -, perlopiù scritti alla boia d’un Giuda, non poche volte in maniera a dir poco sgrammaticata: questa non è arte né cultura, è invece altra cosa, l’inappellabile segnale che autori ed editori sono a corto di idee. Se si vuole annoiare un lettore, o potenziale tale, non c’è niente di peggio che mettergli sotto il naso la storia personale di Caino, o di Abele, rimaneggiata da un editor. Se si vuole suscitare il disgusto di un critico letterario, niente di più facile: basta proporgli l’ennesimo libro di formazione, possibilmente di origine pseudo-esterofila. Le storie di formazioni non servono alla Cultura. E se uno ha proprio bisogno di sentire le storie di Caino piuttosto di quelle di Abele, ha solo da ascoltare, con orecchio attento, i tanti drammatici e veritieri resoconti della gente, di chi vive ai margini, di chi il lavoro lo ha perso, di chi vive in strada chiedendo l’elemosina.

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Freddie Mercury – Living on My Own

FREDDIE MERCURY

Freddie Mercury – Living on My Own

Freddie Mercury - 1985 - Mr. Bad Guy

Freddie Mercury – 1985 – Mr. Bad Guy

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