Leonard Cohen – Old Ideas

Leonard Cohen – Old Ideas

Old Ideas will be Cohen’s twelfth studio album with Columbia Records since 1967.

Old Ideas is available for preorder now at www.leonardcohen.com where one of the new songs, “Darkness” is also streaming.

Tracks:

1. Going Home 3:10
2. Amen 7:39
3. Show Me The Place 4:08
4. Darkness 4:30
5. Anyhow 3:09
6. Crazy to Love You 3:08
7. Come Healing 2:53
8. Banjo 3:26
9. Lullaby 4:48
10. Different Sides 4:10

Watch the lyric video of Show Me the Place

Listen to the song Darkness

Listen to the song Banjo

Leonard Cohen files

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John Keats. Frammenti apocrifi a cura di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

John KeatsJohn Keats
frammenti apocrifi

a cura di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

1. Hai baciato molti morti?
Risposi: “Molti. Uguale è il ventre
che ci dà alla luce e alle tenebre”.

2. Lei era bella, la più bella
che i miei occhi abbiano mai cercato:
per questo grave motivo, Dio!,
ho smesso di chiedere e credere.
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Corso di Scrittura Creativa – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Corso di Scrittura Creativa

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

- Ha pagato la retta?
- Prima di pagare vorrei sapere perché.
- Se non paga, niente Corso di Scrittura Creativa.
- Questo doveva essere un incontro conoscitivo, così era scritto nell’invito.
- Non vorrà farmi credere che lei rinuncerebbe alla possibilità di diventare un vero scrittore!
- Io sono qui per farmi un’idea, su vostro invito.
- Certo, certo… ma io ci scommetto le mutande che non potrà far a meno di frequentare il nostro corso di scrittura… ci scommetto fin da adesso perché i giovani brillanti li so riconoscere e lei ha la faccia del vincente.
- Per il momento non mi sono fatto un’idea.
- Se la faccia, se la faccia pure con comodo. Però ricordi che le iscrizioni al corso sono a numero chiuso.
- Lo terrò a mente.
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Numero 194, l’erede al trono – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Numero 194, l’erede al trono

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

194Si era liberato. Era da tempo che non la faceva. Quando mangi sì e no due volte nell’arco d’una settimana l’intestino al massimo ti si gonfia d’aria.

Aveva sulle spalle almeno quaranta anni di vagabondaggi. Non aveva voluto stare nella società e anche una volta fuori, riconosciutogli dalla società perbene lo status di clochard, non se li era filati quelli come lui; non nutriva alcuna fiducia, l’uomo gli era nemico in tutte le sue possibili sfumature sociali. Per Berto un figlio di puttana è uguale dovunque, in uno schifo di casa popolare o ai Parioli. Cagare nel Po o nel Tevere esponeva sempre agli stessi rischi. Ne aveva visti tanti cadere a fondo col culo nudo. Ci vuol poco: uno bello, rasato di fresco, ti passa accanto e ti spinge giù. Tu ti reggi la pancia e affondi per sempre. Sei dita di lama nelle budella non sono uno scherzo. Quand’era più giovane a momenti lo facevano fuori proprio così. No, non è un bel modo di presentarsi al Creatore con la pancia bucata, le mutande calate e le chiappe sporche di merda. Quello è un gran figlio di puttana di sicuro, non ci pensa su due volte e ti sbatte ad arrostirti il culo per l’eternità. Da che mondo è mondo Dio ha sempre guardato più alle apparenze che alla sostanza.

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In un’altra dimensione – di RomanticaVany e Iannozzi Giuseppe aka King Lear

In un’altra dimensione

di RomanticaVany e Iannozzi Giuseppe aka King Lear

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Madre Vendetta – Storia di un perdono impossibile – Giancarlo Trapanese – Vallecchi editore


Madre Vendetta – Storia di un perdono impossibile

Giancarlo Trapanese

Vallecchi editore

(collana Stelle) – Codice EAN: 9788884272317
1ma edizione: 2012 – pagine 288 – € 14,50

Spenti i riflettori della cronaca restano i familiari, e la lotta quotidiana per sopravvivere al dolore.

L’opera: Il nuovo romanzo di Giancarlo Trapanese affronta il tema della percezione dell’’equità della giustizia, della certezza della pena, del difficile equilibrio tra un delitto irreparabile e la sua punizione. Un giovane è investito nella notte da un’auto pirata nei pressi di Bertinoro. Sembrerebbe uno dei tanti casi di cronaca, ma la vittima è un ex detenuto, appena uscito dal carcere dopo aver scontato tredici anni per aver strangolato la fidanzata diciannovenne. Giorgio Catanese, giornalista televisivo, segue le indagini che portano a sospettare della madre e del fratello della giovane uccisa, esasperati da quella che ritengono una pena troppo lieve e dal fatto che l’omicida, uscito dal carcere, sia tornato a vivere nella casa proprio di fronte alla loro. Madre e figlio si autoaccusano dell’investimento dell’ex detenuto, nel tentativo di scagionarsi l’un l’altro. Catanese approfondisce la vicenda, cercando di penetrare la parte di dramma che ciascuno, a suo modo, sta vivendo. Il romanzo, che prende la mosse da uno dei tanti fatti di cronaca realmente accaduti, si svolge su due piani narrativi: il presente e i flash back sul passato, a rivivere quell’amore intenso e inquieto di due giovani come tanti, sfociato in un dramma atroce, sullo sfondo di paesaggi e personaggi di uno straordinario paese romagnolo.

Giancarlo Trapanese (1954) giornalista e scrittore è  autore, insieme a Cristina Tonelli, del fortunato volume Sirena senza coda (2009, Vallecchi), vice caporedattore della sede Rai per le Marche e docente di Teoria e tecnica del linguaggio radiotelevisivo presso la facoltà di Scienze delle comunicazioni dell’Università di Macerata. Ha pubblicato numerosi libri tra cui : Se son fiori (2005), Luna traversa (2006), Da quanto tempo (2007).  Quella volta che (2010).
Sito internet www.giancarlotrapanese.it

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LA LEBBRA di Iannozzi Giuseppe – Cap. XXIV

La lebbra – di Iannozzi Giuseppe

Cap. XXIV

Lino era adesso lungo le strade di Torino. Poteva contare sui soldi che tanto generosamente gl’aveva dato Dalla Chiesa. In testa nutriva tanta e tanta confusione, non capiva il perché di tante cose, e le poche certezze, che si era fatto nel corso della sua seppur breve vita, stavano smaterializzandosi, lasciando nel cervello una nebbia di cenere. Non era più certo d’esser nel giusto, e cosa ben peggiore, per il suo equilibrio psicofisico, il libro della Fallaci non riusciva più a considerarlo una verità, una sorta di Bibbia per difendersi dai mali del mondo. Con non poca fatica cominciava ad ammettere che era stato ingannato perché lui aveva desiderato con tutte le sue forze d’esser preso per il sedere.
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L’ultimo colpo del prete fascista – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

L’ultimo colpo
del prete fascista

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Da giovane fu uno sbandato, uno che spaccava teste, che bruciava presto come una candela romana. Che non aveva pietà per sé stesso né per chi aveva la sfortuna di stargli accanto riconoscendolo come leader. Francesco non si sarebbe calmato mai. Non le botte date e quelle ricevute avrebbero messo a tacere l’animo animalesco che una natura incline al dispetto gl’aveva donato.
Non domabile, Francesco portava avanti i suoi giorni tra risse per motivi invero futili, senza senso, e il gusto di scoprire a fine giornata sul proprio corpo nuovi lividi, molti dei quali destinati a diventare grosse cicatrici. Di lacrime non ne aveva. E non ne avrebbe sciupate, non fosse stato che un bel giorno di sole, di quelli che pare esistano solo nell’immaginazione esagerata di certi poeti preda del romanticismo più becero, Francesco si accorse di esserci cascato a piè pari: e come tutti gl’innamorati che vivono l’innamoramento si diede dello “stupido” per poi tenersi la testa fra le mani, disperato e piangente.
Cercò conforto nel giardino di Octave Mirbeau, ma il suo animo refrattario a qual si voglia lettura gli rifiutò anche la consolazione della finzione, della destrorsa cattiveria che in essa si cela. Innamorarsi fu la sua dannazione. Non aveva mai pensato sul serio che una simile condizione potesse farsi strada nel suo cuore, le donne difatti le aveva sempre trattate alla stregua di bellissime e delicate bambole, ma una volta usate, via e con durezza. Allora perché non gl’era riuscito di fare lo stesso con Lei? Possibile che un singolo fiore fosse riuscito a strappargli dal petto il cuore? Per quanto si interrogasse, Francesco non trovava che una risposta: Lei lo aveva stregato e non sarebbe valso a nulla tentare di prenderla con la forza, il suo desiderio era un altro, era d’esser amato. Però Lei non lo amava, questo lui lo sapeva bene.

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D’AMORE 3 di RomanticaVany e King Lear. Le poesie d’amore e tutte le favole

D’AMORE 3

di RomanticaVany e King Lear

clicca sulla copertina per vedere l’anteprima

Ti odio – di RomanticaVany

Odio il modo in cui scrivi
e la pelata che nascondi
ora sotto un cappellaccio ora in una bandana
Odio quella tua barba nera e pungente
Odio quando fissi la tua faccia davanti alla webcam
facendo smorfie e linguacce credendoti divertente
Odio i tuoi stravaganti stivalacci da cowboy
e quel tuo dono sì particolare di leggermi nella mente

Ti odio così tanto ma così tanto
che mi fai venir le caldane
Ti odio, mi fai persino scrivere poesie
per ammazzare la noia che mi divora

E poi ti odio quando hai ragione
Ti odio per gli orecchini da pirata
E ti odio quando menti
E odio anche quel tuo ridicolo doppiopetto

Odio pure i tuoi braccialetti da rockettaro
di seconda classe, se proprio lo vuoi sapere
E nemmeno reggo i crocefissi
e gl’angeli caduti che al collo ti leghi
come un condannato ai lavori forzati

Odio quando mi fai ridere
Ti odio anche di più
quando commossa mi fai piangere
Odio quando non mi sei attorno
e il fatto che tu non mi abbia scritto

Ti odio perché sei brutto
ma proprio brutto da far schifo
Mammina mia, non hai un minimo di grazia
né la pelle vellutata
Ma più di tutto odio il fatto
che non ti odio…
nemmeno quasi…
nemmeno un pochino…
Basterebbe un pochettino
ed invece niente di niente!

Dettagli del prodotto

D’AMORE 3
RomanticaVany e King Lear (Iannozzi Giuseppe)
ISBN 978-1-4709-8451-9
Edizione: prima edizione
Editore: King Lear
Pubblicato il 29 novembre 2011
Lingua: Italiano
Pagine 118
Prezzo: € 9,80

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Il Limo di Maurizio Teroni. Ritratto gogoliano della decadenza – recensione di Iannozzi Giuseppe

Il Limo di Maurizio Teroni

Ritratto gogoliano della decadenza

di Iannozzi Giuseppe

Il Limo è il romanzo d’esordio di Maurizio Teroni, pubblicato per i tipi Incontri Editrice nella collana Proposte.
Maurizio Teroni non tiene viva quella che si potrebbe definire una prosa minimalista o carveriana, come purtroppo è sempre più di moda fra tanti sedicenti scrittorucoli. Lo stile di Teroni è per certi versi gogoliano, compenetrato nell’essenza di quelle anime morte che fanno parte della nostra attuale società, di questo momento storico non poco bastardo.

Andrea è un ragazzo, uno dei tanti che la società ha partorito e lasciato a sé stesso. Andrea è disoccupato, sul groppone ha già trenta anni, e una strada per uscire dal tunnel della disoccupazione non la trova, perché l’amara realtà è che non ce n’è una. Il padre di Andrea o non capisce o finge di non capire, ma per lui il figlio è uno che mangia a ufo e non manca mai di ricordarglielo con una rozzezza ben lontana da un qualsivoglia amore paterno.
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Radical Chic e Seminatori di Odio – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Radical Chic
e Seminatori di Odio

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

- Perché sei venuto?
- Un ordine è un ordine.
- Non saresti dovuto venire, ordine o non ordine.
- E’ partito dall’alto.
- Dai Radical Chic? Non fa differenza. Non è questo il tuo posto. Non lo è mai stato.
- Sono qui perché ho un compito da portare avanti, non posso disobbedire, c’è in ballo il mio onore.
- Non è un buon motivo. Devi andartene, subito.
- Non posso.
- Così mi costringi a usare la forza.
- Meglio subire la tua ira che quella dei Radical Chic.
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i soldati del Re – Carlo Alianello – torna in libreria grazie ad Hacca edizioni

i soldati del Re
Carlo Alianello

Pagine: 208
Prezzo: 13,00
Hacca edizioni
ISBN: 978-88-89920-73-2
Anno: gennaio 2012

“E allora suonò una fanfaretta sommessa sommessa, ma non lontana che a Rocco Sminuzzo parve dovesse giungere dalla vicina Piazza d’armi, se c’è una Piazza d’armi in cielo”.

Pubblicato originariamente nel 1952 per i tipi della Mondadori, torna in libreria per le edizioni Hacca Soldati del re (pp. 208, euro 13, in uscita il 25 gennaio), di Carlo Alianello, arricchito dalla preziosa introduzione di Giuseppe Lupo, docente di letteratura contemporanea alla Cattolica e vincitore del Premio Campiello 2011 con L’ultima sposa di Palmira.
Un romanzo che retrocede alla grande stagione rivoluzionaria che di fatto chiude la Restaurazione, un periodo di pochi mesi soltanto o addirittura di giorni ma di grande intensità politica, una stagione gravida di attese, attraversata da un forte vento di speranza.
Come bene ha scritto Lupo, Carlo Alianello, “più che sminuire le azioni degli uomini, più che deprezzare il loro desiderio di combattere, il patire ingiustizie o l’inseguire chimere, Alianello si preoccupa di cercare un senso ai fatti della Storia, anche di quelli meno noti, i più feroci e disumani”.

Carlo Alianello nasce il 20 marzo 1901 a Roma. Dopo aver trascorso l’infanzia in Sardegna e l’adolescenza a Firenze, rientra a Roma per laurearsi in Lettere e dedicarsi alle sue passioni: l’insegnamento e il giornalismo. Collabora con «Il Mondo», «Il Corriere della Sera», «Il Giornale d’Italia» e «Il Messaggero». Nel 1952 riceve il Premio Valdagno-Marzotto per Soldati del re e nel 1963 il Premio Selezione Campiello per L’eredità della Priora. Il suo primo romanzo L’Alfiere, pubblicato nel 1942, ha un tale successo di critica e di pubblico da diventare, nel 1956, uno dei primi sceneggiati televisivi prodotti dalla Rai con la regia di Anton Giulio Majano. In qualità di sceneggiatore, collabora con Visconti e Rossellini. Muore a Roma nel 1981.

A metà strada fra L’alfiere e L’eredità della priora si collocano i tre episodi che compongono Soldati del re (1952). Il romanzo, che ha la forma di un polittico narrativo e vede la luce per i tipi mondadoriani nella Medusa degli Italiani, sposta all’indietro nel tempo l’attenzione di Alianello. Infatti, mentre nelle altre due opere la narrazione si concentra sull’impresa garibaldina del 1860 e sui mesi successivi alla proclamazione del Regno, qui si retrocede alla grande stagione rivoluzionaria che di fatto chiude la Restaurazione, un periodo di pochi mesi soltanto o addirittura di giorni, ma di grande intensità politica, una stagione gravida di attese, attraversata da un forte vento di speranza.
Mai come in Soldati del re, siamo posti di fronte al senso dell’effimero. Sciabole, alamari, mostrine, stendardi, decorazioni non rappresentano solo la testimonianza di una gloria militare, pur se sbiadita e impolverata, ma alimentano il sospetto della caducità quale condizione comune a tutti gli esseri viventi e trascinano il racconto dentro il paradigma di un’umanità che ritrova se stessa nel sentimento cristiano del perdono che apre la strada a una profonda percezione di uguaglianza. Più che sminuire le azioni degli uomini, più che deprezzare il loro desiderio di combattere, il patire ingiustizie o l’inseguire chimere, Alianello si preoccupa di cercare un senso ai fatti della Storia, anche di quelli meno noti, i più feroci e disumani. E tutto questo in nome del grande insegnamento che Manzoni mette in bocca ad Adelchi: ”Una feroce / Forza il mondo possiede, e fa nomarsi / Dritto”.

dalla bandella di Giuseppe Lupo

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no cristi zen – di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

no cristi zen

di Iannozzi Giuseppe aka King Lear

Non seguendo le mode
con il sacco in spalla
in giro per il mondo,
lontano da croci e cristi,
prodigo di sorrisi
per un frivolo piacere
che tu, chino
sul tramonto dell’Occidente,
non puoi concepire,
solletico la panza in divenire

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Il Bello io sono, per gli altri non ce n’è. Signorine belle, prego, abusate pur di me!

Il Bello io sono, per gli altri non ce n’è

Signorine belle, prego, abusate pur di me! 


colonna sonora
Giuseppe Di Stefano “Passione”-”‘Na sera ‘e maggio”

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Bryn Terfel – Sweeney Todd

Bryn Terfel – Sweeney Todd

Sweeny Todd – Bryn Terfel (1 of 2)

Sweeney Todd – Epiphany, A Little Priest (2/2)

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MARIO MONTI NON E’ STATO ELETTO DAL POPOLO SOVRANO – NO ALLE LIBERALIZZAZIONI FASCISTE

mario monti non è stato eletto dal Popolo Sovrano

no alle liberalizzazioni fasciste

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