Requiem per l’amore. Un breve estratto dal nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

Requiem per l’amore. Un breve estratto dal nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

tatuaggio giarrettiera

tatuaggio giarrettiera

Un estratto dal nuovo romanzo che sto scrivendo, Requiem per l’amore, anche se avevo promesso di non mettere online alcun brano. Ho mantenuta la promessa a metà, perché questo estratto è ancora in fase di bozza, quindi soggetto a radicali cambiamenti. In ogni caso, potete almeno farvi una grossolana idea… – iannozzi giuseppe

Dicembre 2004

L’orologio del campanile segnava le due, ma da tempo era rimasto fermo. Le campane suonavano, non si capiva però se a festa o a lutto. La piccola chiesa teneva le sue porte ben chiuse. Jacques aveva provato a bussare per chiedere ospitalità. Nessuno gli aveva aperto.

Copyright - tutti i diritti riservatiDicembre era bianco di neve, oltremodo freddo. Durante quell’anno, più d’una volta, la temperatura era scesa sotto lo zero, lasciando sotto i ponti diversi clochard con il cuore fermo e le palpebre chiuse, congelate dalle lacrime.
Molti treni, prigionieri della neve e del ghiaccio, stazionavano sui binari, in attesa che le condizioni meteorologiche migliorassero.
Jacques cercava di riscaldarsi le mani soffiandoci sopra. Dalle labbra screpolate si dipartivano preghiere di alito che, a contatto con l’aria, subito mutavano in fumetti di tristezza. La notte l’aveva passata a la gare de Lyon, sfidando gli addetti alla sicurezza, che cacciavano fuori chiunque non fosse in possesso d’un biglietto ferroviario. Più d’una volta era stato costretto a raccogliere le poche forze, che ancora lo tenevano in piedi, per sfuggire agli altolà gridati con filistea rabbia. Al momento allungava il passo lungo rue Saint-Sébastien, rimuginando sulla cattiveria della società, sull’inesorabile disfatta dell’amore, consapevole che Eros solo ama la tragicità della bellezza, vale a dire la bruttezza.

Continua a leggere

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato , , , | 5 commenti

“Il nuovo corso” di Mario Pomilio (Hacca edizioni). Introduzione di Alessandro Zaccuri

Il nuovo corso

Mario Pomilio

prefazione di Alessandro Zaccuri

Il nuovo corso - Mario Pomilio - Hacca edizioni

Il nuovo corso – Mario Pomilio – Hacca edizioni

Torna in libreria Il nuovo corso, opera imprescindibile di Mario Pomilio, romanzo pubblicato in prima battuta da Bompiani nel 1959. Questo Capolavoro della grande letteratura italiana mancava dagli scaffali delle librerie oramai da parecchi anni. Hacca edizioni, grazie al suo acume e coraggio editoriale, riscopre Mario Pomilio, autore che nel corso della sua carriera ha ricevuto non pochi premi e riconoscimenti: L’uccello nella cupola (Premio Marzotto “opera prima” 1954),  Il nuovo corso (Premio Napoli, 1959),  La compromissione (Premio Campiello, 1965), Il quinto evangelista (Premio Flaiano, 1974), Il quinto evangelio (Premio Napoli, 1975 – Prix Raymond Queneau pour le Meilleur livre étranger, Parigi, 1977 – Premio Pax, Varsavia, 1979), Il Natale del 1883 (Premio Strega, 1983 – Premio Fiuggi, 1983).

Alessandro Zaccuri

Alessandro Zaccuri

La nuova edizione de Il nuovo corso, a cura e con una postfazione di Mirko Volpi, prefazione di Alessandro Zaccuri, include anche una lettera inedita dell’autore Mario Pomilio.

Il romanzo, Il nuovo corso, è oggi una lettura più che mai attuale, che non può e non deve essere ignorata. Il perché lo spiega, in maniera più che mai lucida e assoluta, Alessandro Zaccuri (alessandrozaccuri.it/): “[...] L’eco della repressione sovietica, nella Budapest del 1956, non si è ancora spenta e quel titolo (che riprende alla lettera il fallimentare esperimento libertario) non poteva essere in alcun modo equivocato dai lettori dell’epoca, né suscita dubbi in quelli odierni. Eppure qualcosa che non torna c’è. [...]“

Se Il quinto evangelio e Il Natale del 1883 sono, unanimemente, considerati i capolavori dello scrittore abruzzese, Il nuovo corso, oggi, in questo difficile periodo storico-sociale, per la sua specifica attualità, assume un valore, letterario e socio-politico, che non può essere estromesso dalla coscienza dell’uomo contemporaneo.

Iannozzi Giuseppe

I fatti d’Ungheria sono l’evento concreto, di un’attualità ancora irrisolta e bruciante, a partire dal quale Mario Pomilio redige la “favola politica” del Nuovo corso. L’eco della repressione sovietica, nella Budapest del 1956, non si è ancora spenta e quel titolo (che riprende alla lettera il fallimentare esperimento libertario) non poteva essere in alcun modo equivocato dai lettori dell’epoca, né suscita dubbi in quelli odierni. Eppure qualcosa che non torna c’è. A non coincidere, tra modello e racconto, non è tanto la concatenazione dei fatti, rispetto ai quali il narratore rivendica un’assoluta licenza creativa. Il paesaggio, ecco che cosa non combacia: la geografia urbana che fa da sfondo al racconto. Quella città in cui stiamo per addentrarci «potrebbe essere stata o diventare domani la nostra città.»

Continua a leggere

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, autori e libri cult, critica, critica letteraria, CULT, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe consiglia, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, società e costume, storia - history | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Lilli Gruber torna in tv e il 22 ottobre sarà in libreria con il suo nuovo libro

Lilli Gruber torna in tv e il 22 ottobre
sarà in libreria con il suo nuovo libro

Lilli Gruber

Lilli Gruber

Lilli Gruber, giornalista e conduttrice de La Sette, è pronta a tornare in tv. E il 22 ottobre, per Rizzoli, uscirà il suo nuovo libro, «Tempesta».

«Questo libro è un attacco all’intolleranza. Un appello a trovare il coraggio di ammettere che in ogni tragedia collettiva esiste una responsabilità individuale», spiega la Gruber, che a settembre aveva interrotto la messa in onda del suo programma, Otto e mezzo, per problemi di salute, adesso archiviati.

E ancora: «E’ anche una grande storia d’amore, di sofferenza, di gloria e di segreti nel cuore del Terzo Reich. È il racconto della tempesta che ha travolto la mia famiglia, la mia Heimat e l’Europa intera nella Seconda guerra mondiale, la più devastante nella storia dell’umanità. La protagonista è la mia prozia Hella Rizzolli, la cui vita fu segnata da due dittature: l’una subita, il fascismo, l’altra sciaguratamente scelta, il nazismo. Scrivendo di lei, e di tutti gli altri personaggi, alcuni reali, altri nati dalla mia immaginazione, mi sono confrontata con la consapevolezza che di fronte ai drammi della Storia, per quanto possiamo sentirci impotenti, nessuno è innocente. Ho trovato molto su cui riflettere: innanzitutto sul rischio mortale del rifiuto della diversità e dell’ossessione della purezza razziale. La Storia si ripete e oggi occorrono coraggio e determinazione per affrontare le nuove forme di odio e di violenza. Questo libro, più intensamente mio di qualsiasi altra cosa io abbia mai scritto, è un’esplorazione personale del peggiore incubo della nostra memoria collettiva. Ho voluto usare gli strumenti della fiction, della suspense e del dramma, per trasmettere una convinzione che nasce dal mio lavoro di giornalista e si è rafforzata in questa prova narrativa: scegliere il Bene dipende solo da ciascuno di noi».

Pubblicato in NOTIZIE, notizie italia, società e costume, spettacoli, televisione | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Ozzy Osbourne – Mr. Crowley

Ozzy Osbourne – Mr. Crowley

Ozzy Osbourne

Ozzy Osbourne

guarda e ascolta Ozzy Osbourne – Mr. Crowley

Pubblicato in CULT, cultura, musica, spettacoli, video | Contrassegnato ,

Be Honest With Yourself: Nothing Worth Having Is Free

Be Honest With Yourself:
Nothing Worth Having Is Free

Be Honest With Yourself: Nothing Worth Having Is Free

Be Honest With Yourself: Nothing Worth Having Is Free

clicca sull’immagine e leggi

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato ,

Truman Capote: “Colazione da Tiffany” – Recensione di Iannozzi Giuseppe

Truman Capote

Colazione da Tiffany

di Iannozzi Giuseppe

Truman Capote

Truman Capote

“Sono un alcolizzato. Sono un tossicomane. Sono un omosessuale. Sono un genio.”

Truman Capote

Barry Paris ricorda le lamentele di Capote, con queste parole: «Marilyn è sempre stata la mia prima scelta per interpretare la ragazza, Holly Golightly». La scelta cadde su Audrey Hepburn, così, non a torto, Capote accusò la Paramount di aver fatto il doppio gioco. La sceneggiatura venne poi affidata a George Axelrod, che deformò in maniera hollywoodiana il romanzo di Truman Capote: l’ambiguità sessuale di Holly, la sua bisessualità viene difatti completamente stralciata. Il personaggio di Liz, presente nel film, è una invenzione dello sceneggiatore, utile solo a rendere il film più appetibile al palato frivolo del pubblico dei primissimi anni Sessanta.
Nel romanzo di Truman Capote non ci sono edulcorate romanticherie, né si lascia a intendere che Holly e Paul, alla fine, si metteranno insieme. La sceneggiatura di George Axelrod prende soltanto spunto dal romanzo di Capote. Nel romanzo “Colazione da Tiffany”, Capote disegna un quadro ben preciso della società americana; essa è decadente e morbosa ed è tutta incarnata nel personaggio di Holly, una donna né giovane né vecchia, sognatrice e cinica allo stesso tempo. Paul Vorjak, nel lavoro di Capote, ha un ruolo marginale, mentre nel film hollywoodiano diventa il coprotagonista della storia insieme ad Holly.
Hollywood ha saputo trasformare uno dei Capolavori di Truman Capote in una dozzinale storiella romantica: siamo di fronte a un vero e proprio oltraggio, e questo è quanto. Dimenticate dunque il film di  Blake Edwards, leggete invece la vera storia di Holly Golightly, quella scritta in maniera ineccepibile da Capote, il più grande genio decadentista insieme a Oscar Wilde.

Continua a leggere

Pubblicato in cinema, consigli letterari, controinformazione, critica, critica letteraria, cultura, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe consiglia, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, società e costume, spettacoli | Contrassegnato , , | 4 commenti

“Requiem per l’amore”. Il nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

Requiem per l’amore

Il nuovo romanzo che Iannozzi Giuseppe sta scrivendo

Montmartre - Van Gogh

Montmartre – Van Gogh

Il prossimo sarà un romanzo breve, di gran classe però. Un romanzo d’amore? Forse che sì, forse che no.
I più pensano che l’amore sia l’amore, punto e basta. E così giù con l’amore declinato in milioni di sfumature, sempre uguali, sempre dozzinali. I più pratici invece pensano  che l’amore si riduca al sesso. Sia come sia, il romanzo che sto scrivendo è ambientato a Parigi, sfondo ideale per conferire anima e corpo a una storia dai contorni neri. Perché l’amore è nero e non rosso.

Iannozzi Giuseppe - scrittore, giornalista, critico letterario

Iannozzi Giuseppe – scrittore, giornalista, critico letterario

I Romani credevano che l’amore scegliesse e per questo lo rappresentarono come un fanciullo bendato dicendolo nato da Venere, la dea della Bellezza.

Tuttavia, l’amore che intendo portare nella mia storia non è fatto di bellezza, di sentimenti alti o volgari, né si basa sul sesso. Non è un noir, non è un thriller, non è un romanzetto lialesco e non è un lavoro che si possa dire dannunziano. In questo nuovo lavoro, nuovo in ogni senso, porterò l’immagine nuda e cruda del vero amore, senza alcun abbellimento imposto dalle regole della società.

L’amore è brutto, è scimmiesco, è un Requiem privo di qualsiasi solennità.

Bene, per il momento, questo è il poco che posso dirvi. Il nuovo romanzo è in fase di scrittura. Penso mi occuperà per due o tre settimane. Ogni parola dovrà essere infatti ben pesata, affinché il mio Requiem per l’amore, alla fine, risulti così come è stato concepito dalla mia testa.

Iannozzi Giuseppe

Pubblicato in diario, Iannozzi Giuseppe | Contrassegnato , , | 11 commenti