30 Euro al giorno per ospitare in casa un migrante. La proposta viene lanciata da Domenico Manzione

30 Euro al giorno per ospitare in casa un migrante
La proposta viene lanciata da Domenico Manzione

a cura di Iannozzi Giuseppe

immigrati

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Roma – Non ci sarebbero più posti per ospitare i migranti. La proposta lanciata è che siano gli italiani ad ospitarli nelle loro case. Le famiglie che dovessero accettare, riceverebbero 30 Euro al giorno per ogni migrante ospitato. La proposta viene dal sottosegretario all’Interno, Domenico Manzione. L’attuale sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha dato il suo nulla osta.

Ignazio Marino: «Insieme a Manzione abbiamo immaginato la proposta che oltre all’affido di minori ci possa essere l’affido alle famiglie anche degli adulti, con una partecipazione economica da parte del governo di 30 euro al giorno per l’ospitalità di un migrante adulto nelle nostre città». Poco più di 30 euro al giorno è la spesa che lo Stato oggi sosterebbe per l’accoglienza, vitto e alloggio di un immigrato. E il Sindaco di Roma ha anche spiegato: «Pensiamo che senza alterare il bilancio dello Stato, perché i soldi investiti per ogni migrante sono 900 euro al mese  il fatto di poterli affidare a una famiglia che decide di ospitare un migrante possa creare una situazione di maggiore disponibilità all’accoglienza e all’integrazione sociale».

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“Sweet little woman” di Iannozzi Giuseppe

Sweet little woman

di Iannozzi Giuseppe

sweet little woman

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STELLA AL TRAMONTO

Era ieri
il tuo compleanno
E non hai detto nulla
Muta sei restata
come se la vita arrestata
lasciata da sola in manette
E non hai detto
né un ma né un se
Hai fatto finta,
allo specchio ti sei guardata
per disegnare un punto
pensandolo
uguale alla tua faccia
Una sola lacrima hai lasciata
libera nel mondo d’attorno
Hai fatto finta
d’esser felice con un sorriso
A nessuno hai detto nulla
Ti sei detta
“sono una donna oramai,
non è più tempo per i capricci,
per i sogni o le poesie”
E di fuori scorrevano i suoni
di tram di auto in velocità
di grida di ragazzini,
ma la sera già stava per cadere
ai tuoi piedi
senza che tu te ne accorgessi
E la giornata intera passata

Ma alla finestra un raggio di sguincio
per una carezza sul tuo volto
già votato a farsi pallido di luna

Era soltanto ieri
che ti chiamavo la mia stella

la mia piccola stella al tramonto…

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Andate a fare in culo (Poesia di rabbia) – di Iannozzi Giuseppe

Andate a fare in culo

di Iannozzi Giuseppe

La flagellazione di Cristo - Caravaggio

La flagellazione di Cristo – Caravaggio

ANDATE A FARE IN CULO

E poi far la faccia convincente
E poi far la faccia che conviene
alla solita star di turno
che s’incazza di brutto
se non glielo dici almeno
almeno dieci volte al dì
che di migliori no non ce n’è
E poi far la faccia così, da buffone
da perfetto coglione

Le mie parole se le venderanno
all’incanto, per un albergo a ore
Le diranno quelle d’un poeta
di uno di talento, senza spavento
nella penna, in petto e pure a letto
Poi la faccia mia sulla loro, così e così
da perfetto buffone,
da coglione pari e pari

A letto mi vorranno, venduto a destra
e girato a sinistra e molleggiato al centro
Un perfetto, un perfetto buffone
Un perfetto, un perfetto coglione
che da tutti in culo se lo prende
senza fiatare, pronto per l’orgasmo
a comando dell’acqua santa
e del diavolo di turno

La faccia che loro vogliono da coglione
non gliela faccio né ora né davanti a dio
E allora mi mandano a cagare
senza manco in mancia un’avemaria,
solamente una maledizione
condita dal prefetto di turno
perché si sia sicuri che domani
non tenti di far di nuovo il furbo
con quello lì che è di turno, che è di turno

Ma andate a fare in culo voi e la poesia
e tutto quello che conviene, che conviene
E tutto quello che conviene, che conviene
E tutto quello che conviene, che conviene

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Brigitte Bardot. Voglio una donna così – di Iannozzi Giuseppe

Brigitte Bardot

leggi qui La mia piccola Barbarella (o del perché amo le bionde)

di Iannozzi Giuseppe

Brigitte Bardot

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L’ultimo segreto di Nietzsche

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Eve of destruction (particolare) è Opera originale di Valeria Chatterly Rosenkreutz.

Estratto dal libro La lebbra di Giuseppe Iannozzi

[...] Tra i tanti pensieri che gli picconavano la fronte, quello più ostinato era di ritrovare lei, lei così tanto diversa da lui, povero disperato alla deriva, rabbioso e confuso. Ciò nonostante lei aveva fatto in fretta a diventare la sua ossessione, relegando il sermone della Fallaci nella tasca posteriore dei pantaloni; e pensare che c’era stato un tempo in cui non poteva far a meno di guardare al sermone come a un’àncora affondata in un porto sicuro. Tempi lontani. Tanto lontani gli parevano adesso. Se il sermone aveva significato per lui qualcosa, oggi nutriva paura e repulsione per la Fallaci che, per così dire, gli penetrava il sedere. Non osava tirarlo fuori quel dannato. Perché? La paura immediata era che se lo avesse ripreso in mano il pensiero fallace avrebbe potuto ricondurlo sulla vecchia strada. E Martino era stanco, davvero troppo stanco, per tornare a odiare senza un perché illudendosi che un ‘perché’ vero e serio esistesse.

Quelle che per tanto tempo erano state le sue fallaci ancore di salvezza, di punto in bianco, erano diventate inservibili. Doveva disfarsi del sermone. Prima o poi avrebbe dovuto cestinarlo e non pensarci più. E però…

Portò lo sguardo d’attorno, se non con pieno ottimismo, con una scintilla d’indefinita felicità nell’animo. Come tutti gli uomini innamorati cominciò a domandarsi se Aidha l’amasse, o se il palpitare che sentiva fargli baccano in petto fosse solo il frutto d’un’illusione, dell’estremo bisogno di non vivere più la propria vita in compagnia della signora solitudine. Non sapeva dove andare a sbattere la testa: Aidha era scomparsa e ritrovarla sarebbe stata un’impresa, forse impossibile. Più pensava a lei e più si rendeva conto che ritrovare la ragazza avrebbe messo in moto forze avverse, un destino che anche volendo non avrebbe potuto controllare a suo favore. [...]

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Addio al complesso di Edipo. Racconto erotico di Iannozzi Giuseppe

Addio al complesso di Edipo

di Iannozzi Giuseppe

Edipo Re

Non mi ha cambiato la vita.
Nessun libro mi ha mai cambiato la vita.
Devo smettere di leggere e subito anche.
Ho letto davvero troppi libri, dimenticando la luce del sole e il pallore siderale della stelle.
Oggi compio gli anni. Quaranta. Qualcuno direbbe che ho ancora tutto il secondo tempo a mia disposizione. Forse che sì, forse che no.
Non v’è certezza alcuna nella vita.
Ho però oggi preso una decisione: non leggere più libri, non curarmi più di quello che altri, tali e quali a me, scrivono perché non sono mai riusciti a superare il complesso di Edipo.
La mia vicina di casa sono anni che mi fa gli occhi dolci. Le ho sempre risposto raccomandandole ora questo libro ora…

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«Schettino torni a bordo, cazzo!»

«Schettino torni a bordo, cazzo!»

Io sto con Gregorio Di Salvo, non di certo con chi affonda le navi, causando decine di morti. Siamo in Italia e in tutti i campi chi ritenuto scomodo, perché fa bene il suo lavoro, viene punito, allontanato, dimenticato… e non di rado sepolto. E’ l’Italia dei desaparecidos. Ma si fatica ancora ad ammettere questa scomoda verità.

Iannozzi Giuseppe

desaparecidos

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Gregorio De Falco

Gregorio De Falco

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