Chi oggi difende Battisti dice di sì al terrorismo rosso. Scandaloso ma vero: in Italia Battisti ha degli amici che lo fanno santo e non un cane che indaghi

Chi oggi difende Cesare Battisti
dice di al terrorismo rosso

Scandaloso ma vero: in Italia Battisti ha degli amici
che lo fanno santo, e non un cane che indaghi

di Iannozzi Giuseppe

Il presidente del Supremo Tribunal Federal (Stf), Cezar Peluso, ha ordinato di riaprire il dossier relativo all’estradizione di Cesare Battisti presso l’Alta corte brasiliana, a seguito della richiesta di scarcerazione dei legali dell’ex terrorista rosso e del ricorso presentato dagli avvocati dell’Italia per bloccare tale richiesta. In un comunicato del Stf si evidenzia che Cezar Peluso ha ordinato di “disarchiviare” il procedimento e di allegare agli atti la richiesta “dell’immediato rilascio” di Battisti presentata ieri, 4 gennaio 2011, dopo il diniego all’estradizione deciso il 31 dicembre dall’ex presidente Lula. Ma: “Oggi, il governo italiano ha chiesto che Battisti rimanga in prigione, fino all’esame da parte dei ministri della Corte. Anche questa richiesta sarà allegata agli atti relativi al procedimento.”

Concedere adesso la libertà al terrorista Battisti significherebbe una e una sola cosa: lasciarlo libero di andarsi a nascondere altrove, in culo al mondo, in una delle tante dittature staliniste purtroppo presenti nell’America Latina.

L’America Latina è purtroppo diventata da anni covo per terroristi rossi e terroristi con l’orbace. Questo clima non è più sostenibile, non in una civiltà come la nostra che condanna il terrorismo e ogni fondamentalismo religioso e politico.

La decisione di Lula non è stata una decisione equa, ma solamente dettata dalla sua propria volontà di proteggere un assassino qual è Cesare Battisti. I trascorsi di Lula e della sua compagna Dilma Rousseff, sono tutt’altro che limpidi, questo spiega la solidarietà instauratasi fra Lula e Battisti.

Claudio Magris (Corriere della Sera, 2 gennaio 2011) non è il solo a dire che Battisti ha “ucciso quattro persone e reso invalida per sempre una quinta”. Inutile dare addosso a Magris, perché anche Giorgio Napolitano ha ben sottolineato: «Battisti fu condannato all’ergastolo in Italia perché giudicato colpevole, tra gli altri delitti, di ben quattro omicidi commessi, nel 1978 e 1979 per finalità di terrorismo. Evaso dall’Italia nel 1981, trovò rifugio in Francia e poi fuggì in Brasile per sottrarsi alla esecuzione del provvedimento delle autorità francesi che ne avevano concesso la estradizione. La ricostruzione degli anni del terrorismo in Italia come emerge nel testo della decisione del ministro della Giustizia, appare inaccettabile. Nel provvedimento con cui il ministro ha attribuito a Battisti lo status di rifugiato non vengono in alcun modo presi in considerazione il sangue versato e il dolore delle famiglie delle vittime (due appartenenti alle forze di Polizia, un macellaio e un gioielliere)». [ qui la versione integrale della lettera di Napolitano a Lula ] Peraltro nel suo articolo del 2 gennaio sul Corsera Claudio Magris non calca affatto la mano, si può invece dire che è fin troppo generoso nei confronti del terrorista, infatti per Magris il terrorista rosso non sarebbe “soltanto un autore di reati, bensì un uomo che deve godere, come ogni altro, della pienezza dei suoi diritti e della sua dignità, che nessun atto delittuoso cancella, e che la legge deve tutelare, valutando le attenuanti o le aggravanti di quegli atti.”

Alla favoletta orrorifica che il padre di Torreggiani avrebbe ferito il figlio non crede proprio nessuno. E’ una castroneria inventata di sana pianta da chi già nel 2004 difendeva l’amico-compagno Cesare Battisti, ovvero i soliti compagni che fanno cerchio intorno allo scrittore di fantascienza Valerio Evangelisti.

Battisti insiste, forte dei suoi quattro amici-compagni, che lui è innocente; l’evidenza è però un’altra: Battisti è fuggito per oltre trenta anni dalla giustizia. Chi fugge è colpevole. Battisti non ha mai fatto alcunché per difendersi, per dimostrare la sua innocenza. Si è invece cacciato in Francia protetto dalla dottrina Mitterand (ma si legga pure “protetto da quella enorme porcheria della legge Mitterand”) a scrivere, a farsi pubblicare, a fare la bella vita, perché sì, un uomo che non paga per i delitti da lui commessi e che pubblica noir e che di tanto in tanto fa l’uomo delle pulizie è solamente  uno cui è caduta sulla testa una fin troppo generosa dose di manna. Per fortuna la dottrina (legge) Mitterand è stata abolita, e così Battisti ha pensato bene di fuggire un’altra volta, non senza l’aiuto dei suoi amici-compagni italiani. E dove poteva andare a sbattersi se non in Brasile? Cesare Battisti non ha mai avuto intenzione di dimostrare la sua innocenza. Mai in trenta e passa anni. E’ subito fuggito come un coniglio. I terroristi, d’altro canto, siano essi rossi o neri, sono tutti dei vigliacchi: sanno solo sparare e ammazzare degli innocenti per poi darsela a gambe.

Se c’è “un margine di discrezionalità” fra Italia e Brasile, ahinoi è stato tradito. Battisti è stato difatti riconosciuto colpevole qui in Italia e condannato per i suoi crimini. Lula ha osato dire che bisogna “salvaguardare” l’integrità fisica di Battisti. Lula è a dir poco fuori di senno. In pratica ha lasciato a intendere che in Italia ci sarebbero 60 milioni di persone pronte a scannare in pubblica piazza il terrorista rosso. Lula e l’Avvocatura rossa brasiliana hanno commesso un grave errore, un errore che sta compromettendo in maniera grave e sistematica le relazioni fra l’Italia e il Brasile. In un mondo, che sta cercando di combattere il terrorismo su tutti i fronti, concedere l’impunità a Battisti è un atto gravissimo, di una gravità assoluta, come se oggi gli USA dicessero che Bin Laden ha fatto sì l’11 settembre ma va bene così per cui scurdammoce o passato! Non è in questi termini che si ragiona, non in un mondo civile che abbia intenzione di debellare il terrorismo, sia esso di matrice rossa fascista religiosa.

L’Italia sta combattendo contro il terrorismo, contro quello rosso e quello nero. Le nuove BR si sono fatte sentire pochi anni or sono facendo altre vittime innocenti e sono oggi un problema non minore della mafia e della camorra. Un problema da svellere alla radice. Dovremmo forse perdonare gli assassini di Massimo D’Antona (assassinato nel 1999) e Marco Biagi (assassinato nel 2002) ed Emanuele Petri (assassinato nel 2003)? Dovremmo forse beatificare Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi, Marco Mezzasalma, Diana Blefari Melazzi, Mario Galesi, Simone Boccaccini, Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi, Marco Mezzasalma e Federica Saraceni?

Difendere oggi Battisti è dire di sì al terrorismo rosso, e questo è a dir poco abominevole.

Chi oggi sostiene l’innocenza di Battisti, mi pare evidente che una coscienza non ce l’ha e quand’anche ce l’avesse ha pensato bene di metterla sottochiave. Capisco al limite che Battisti per quattro diavoli possa essere anche un amico; tuttavia investirlo di vittimismo e di santità è roba da fuori di testa. Trovo gravissimo e inaccettabile che persone come Valerio Evangelisti, ad esempio, abbiano addirittura incitato il brigatista rosso a fuggire.

In Francia e non solo ci sono ancora diversi terroristi a piede libero. Il terrorismo degli anni Settanta, quello rosso e quello nero, devono essere combattuti con la legge e la giustizia italiana. Concedere l’impunità a Battisti oggi significherebbe concederla a tutti, perché di fatto l’Italia dimostrerebbe di essere incapace nella lotta contro il terrorismo. L’Italia non è un paese di terroristi. Qualcuno ha sbagliato, qualcuno continua a sbagliare. Però l’Italia civile non si deve arrendere di fronte al terrorismo, né di fronte a quello degli anni Settanta né di fronte a quello delle Nuove Brigate Rosse.

Se ci sono 1400 ergastolani in Italia, direi che sono pochi. In Italia la verità è che mancano ancora delle pene realmente severe: chi ammazza merita l’ergastolo e il carcere duro. E’ inammissibile che in una società civile una persona possa falciare da un momento all’altro vite umane e poi fare sì e no cinque o sei anni di carcere, o nemmeno quelli. Rispetto per i diritti degli ergastolani, d’accordo: ma se hanno l’ergastolo sulle spalle è perché i loro crimini sono così tanto gravi da aver meritato detta pena. Nei confronti di chi oggi uccide occorrono pene più severe, soprattutto per chi accusato di omicidio colposo: un ubriaco tossicomane che falcia la vita di sette persone, ad esempio, non se la può cavare con 4 o 5 anni di galera e poi tornare in liberà giovane fresco e riposato come una rosa.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Chi oggi difende Battisti dice di sì al terrorismo rosso. Scandaloso ma vero: in Italia Battisti ha degli amici che lo fanno santo e non un cane che indaghi

  1. GIANNI ha detto:

    SON D’ACCORDO CON TE…BATTISTI DEVE PAGARE X I SUOI CRIMINI..MA TI PONGO UN QUESITO…COME MAI NESSUNO HA FATTO NULLA X FAR ESTRADARE IL BETTINO?…BETTINO HA MANDATO IN MALORA MILIONI DI ITALIANI EPPURE NESSUNO HA FATTO NULLA XCHE FOSSE…ESTRADATO

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  2. Silvana ha detto:

    Ciao Giuseppe
    Vorrei che tu leggessi alcuni commenti in questo sito del Jornal do Brasil

    “Jurista: Não extraditar Battisti é erro diplomático”
    Portal Terra Claudio Leal e Ana Cláudia Barros
    http://www.jb.com.br/pais/noticias/2010/12/31/jurista-nao-extraditar-battisti-e-erro-diplomatico/
    e questo commento che ha scritto Eli Santi, Curitiba 01/01/11 12:00:

    “Lula tem planos para o Sr Battisti. O Sr. Battisti tem conhecimento sobre terrorismo. Futuramente será um camarada importante para a causa do PT, caso um dia se sintam ameaçados perder o poder.”

    Sembra un scherzo? ma non è.
    Lula neccessita di persone come Battisti. A proposito, hai già sentito parlare del “Foro di São Paulo”?
    http://www.midiasemmascara.org/artigos/governo-do-pt/11743-cesare-battisti-e-a-justica-do-foro-de-sao-paulo.html
    Lula è il fondatore insieme a Fidel Castro.
    Già hanno parlato troppo su di questo, ma ol popolo sembra narcotizzato. Non riescono capire niente di quello che sta in andamento.
    Niente che si dica o si scriva, serve per qualcosa.
    Un abbraccio dalla Repubblica Delle Banane.

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono anni che me lo chiedo. E che continuo a chiedermi perché mai Bettino viene santificato, in primis da Berlusconi. La risposta è semplice: ieri come oggi Bettino Craxi ha goduto della solidarietà piena di Berlusconi, che ha nei confronti di Bettino un debito enorme, quello d’avergli salvato il sedere. Ecco perché la destra non ha mai sollevato un “ma” contro Bettino e non si è mai tentato di riportarlo, non seriamente, in Italia. Tieni poi conto che ancor oggi Craxi è un grosso imbarazzo per il socialismo.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Dunque, cara Silvana, vediamo di riassumere, in lingua italiana, perché temo che non tutti altrimenti comprenderebbero:

    “L’avvocato ha sottolineato che la mancata estradizione di Battisti suona come una mancanza di rispetto nei confronti delle vittime. Il Capo di Stato italiano, uno storico comunista, ha ricevuto le famiglie delle vittime del terrorismo. Con la sua decisione, Lula non dimostra alcun rispetto nei loro confronti.
    A suo parere, il Brasile sta sfruttando i retroscena di una decisione adottata a suo tempo dalla Francia nel caso di Marina Petrella (ex membro delle Brigate Rosse).
    Marina era una terrorista contro lo stato italiano, ma lei era anche una malata terminale, di cancro. Per questo motivo il governo francese decise di applicare il principio di umanità. Non è questo il caso di Battisti. L’ANSA (agenzia di stampa), parlando con gli avvocati di Battisti, ha riferito che egli è in buone condizioni di salute. Per Maierovitch, il presidente (Lula) ha scelto strategicamente di annunciare la decisione sul finire del 2010. Ma Lula aveva già preso la sua decisione qualche tempo fa, e l’ha resa ufficiale solamente adesso, al fine di evitare un impatto ancora più forte adducendo una motivazione dubbia. Se fosse una decisione giudiziaria, sarebbe una dichiarazione di embargo.”

    E’ così, analisi più che mai giusta. Cesare Battisti non soffre di alcuna malattia per quanto ne sappiamo, per cui il principio di umanità non si può applicare nel suo caso. La Petrella è invece un altro caso, diverso da quello di Battisti: era malata terminale per cui c’erano le condizioni di applicare il principio di umanità. Battisti non è malato, non soffre di alcuna patologia mortale. E’ solo un terrorista che pensa di farla franca e di non pagare il suo debito con la società italiana.

    Non ti so dire se Lula abbia davvero intenzione di impegnare Cesare Battisti per tenere le redini del PT con la forza. Mi sembra un po’ surreale. Temo invece che Battisti potrebbe fare perdere le sue tracce, magari nascondendosi nel cuore dell’America Latina là dove ci sono dittature più forti e meno conosciute e dove i terroristi di tutto il mondo trovano facile riparo. Tuttavia non è da escludere, non a priori la possibilità che Lula intenda utilizzare Battisti come consigliere: non sarebbe così strano, non per uno come Lula. Tuttavia se questa ipotesi dovesse trovare conferma in futuro – auguriamoci di no -, allora sì, l’Italia potrebbe giustamente interrompere le relazioni con il Brasile.

    Per il momento non si parla della possibilità “di dichiarare il boicottaggio dei prodotti brasiliani.” C’è però la certezza che almeno per il mese di Gennaio la partnership che doveva essere instaurata fra Italia e Francia è stata congelata. In pratica il governo italiano vuole vedere quali saranno le reazioni del governo brasiliano, dopodiché nessuno può dirlo. Ufficialmente non si parla ancora di “boicottaggio”. Ci sono degli affari che sono stati interrotti ma non ancora chiusi. Credo che tutto dipenderà dalle decisioni e dal comportamento dell’avvocatura brasiliana nei prossimi giorni.

    E’ quanto si teme anche qui in Italia: “E ‘possibile che, data la pressione di Roma, Brasilia sia alla ricerca di un nuovo rifugio per Battisti. Non sarebbe strano che l’uomo scomparisse di nuovo, per apparire poi in Venezuela.” Questa sì, è una ipotesi purtroppo molto allarmante e vicina alla realtà. Se dovesse accadere una cosa del genere allora sì, i rapporti fra Italia e Brasile verrebbero compromessi in maniera forte e durevole.

    Carla Bruni-Sarkozy ha oggi ribadito di non aver mai aiutato Cesare Battisti. Però parrebbe che Carla Bruni sia stata vista parlare con Lula proprio a proposito di Battisti. In ogni caso Carla Bruni-Sarkozy ufficialmente nega tutto quello che si è detto su di lei e su i suoi rapporti con Lula e Battisti.

    Cara Silvana, le analisi fatte non lasciano presagire nulla di buono. Temo sarà difficile riportare Battisti in Italia, perché coperto da Lula, coperto forse anche da Carla Bruni, coperto dai francesi nonché da alcuni italiani vicini alla estrema sinistra, e non da ultimo perché tra Lula e Chavez e Fidel Castro è come scontrarsi contro un muro di gomma, come si dice qui da noi.

    Un caro abbraccio. E speriamo in bene per l’Italia e per il Brasile, per gli italiani e brasiliani, che sono la maggior parte, e che sono onesti

    giuseppe

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  5. Silvana ha detto:

    Bello il tuo lavoro di tradurre. Sei bravo!
    Lula dovrebbe spiegare ai brasiliani la sua decisione, già che decide in nome di un paese, ma non farà mai. Primo perché non c’è cosa da dire che possa giustificare e secondo perché non trova che debba spiegare niente a nessuno. È una persona piena di se stessa.
    Speriamo che si faccia giustizia nonostante Lula e che tutto finisca bene.
    Un abbraccio.

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Silvana,

    traduco (anche) perché altrimenti in molti non capirebbero di cosa stiamo parlando. Non credere che in Italia la cultura sia tenuta molto da conto. Ahinoi, è così.

    Lula non ha possibilità di spiegare alcunché, men che meno ai brasiliani, che lo conoscono di certo meglio di noialtri. La decisione di Lula è stata presa per interesse. Come ben sappiamo Lula è compromesso con il terrorismo e così pure Dilma, per cui non stupisce che abbia allattato al seno Battisti lo psicopatico. Tuttavia, come avrai già avuto modo di apprendere, Francisco Rezek dice che ci sono possibilità di far rientrare il brigatista rosso in Italia, anche in tempi brevi; questo perché il Brasile, giustamente, se ci tiene ad entrare nell’Onu e a non interrompere le relazioni con l’Italia, cui, per forza di cose, dopo anche altri paesi si allontanerebbero dal Brasile e dalla sua economia, non può permettersi di difendere ulteriormente un assassino da cui tutti hanno preso le distanze.

    In Italia, purtroppo patria del terrorismo rosso, c’è una frangia di estremisti che vorrebbero regalare l’impunità a Battisti: non mi sorprende purtroppo, alcuni italiani non sono dei buoni italiani e sono pericolosi. Lo dico con amarezza, ma la realtà non può essere negata né taciuta. Se Battisti è riuscito a fuggire e ad arrivare sino in Brasile lo deve anche dei nostri connazionali – finti comunisti con i miliardi in banca e che hanno fatto dell’ambiguità la sola verità che riconoscono.

    giuseppe

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