Non avevo più niente da dirti

Non avevo più niente da dirti

ANTOLOGIA VOL. 258

Iannozzi Giuseppe

Viandante sul mare di nebbia - Caspar David Friedrich

COL VENTO VAI VIA TU

Te ne vai
col vento, tu
In altro dove ti porti
dove non posso io
raggiungerti
e in ginocchio
chiederti di nettarmi
dal solo occhio buono
che m’è rimasto
quella lacrima
che sì tante volte
vedesti
scivolar giù
sul mento mio

È quasi il giorno
che ci ha visti
l’uno accanto all’altra,
e deciso hai
che arrivata è l’ora
di dimenticare
il buono e il cattivo
allo stesso modo
Ti fai lontana,
lontana come foglia
che il vento la suona
per farne sua armonica
di libertà
se non proprio di verità

All’OBLIO DESTINATI

destinati ad amare
per due graffi di solitudine sulla schiena
destinati a fare i buffoni
per un sorriso di piorrea e una dentiera
destinati a cauterizzare l’occhio buono
per non vedere chi vicino a noi muore

destinati ad essere il poco che siamo

…lecchiamoci le ferite
o cominciamo a cadere
come foglie al vento
nella tomba dell’oblio

NÉ AL COMANDO NÉ AL POTERE

Vuoti i palmi
rivolti al cielo,
né al comando
né al potere anelano

Inesorabile il tempo,
imparziale giudice,
ha già spazzato via
tanti
e tanti millantati capolavori,
facendoli cadere al di là
dei quattro angoli della bussola,
e nulla memoria ne è rimasta

L’uomo
che per la vita intera
sull’immortalità s’arrovella
presto muore dimenticato,
senza neanche
la consolazione d’un epitaffio

…meglio non corteggiare
ambizioni e illusioni;
meglio vivere di quello che dì
dopo dì sulla stadera c’è,
sopprimendo la tentazione
di guardarsi allo specchio
per scoprire se sul volto
una nuova ruga c’è

CREPUSCOLO

troppo a lungo ci siamo riposati
su questo sottile rosso crepuscolo

spettri, e mai un silenzio diverso
da quello delle nostre voci;
è dunque vero che siamo morti!

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 3 commenti

Queen – White Queen (A Night At The Odeon – Hammersmith 1975)

Queen – White Queen

(A Night At The Odeon – Hammersmith 1975)

Queen - 1970

Queen – White Queen

https://www.youtube.com/watch?v=f8usNj4x9NA

Pubblicato in musica, spettacoli, YouTube | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Queen – White Queen (A Night At The Odeon – Hammersmith 1975)

Le tue labbra fanno tremare l’anima

Le tue labbra fanno tremare l’anima

ANTOLOGIA VOL. 257

Iannozzi Giuseppe

donna bambina

COSÌ FATALE

La strada è la strada,
ogni povero diavolo la corteggia
masticando buio e coraggio

Sulla croce muore Gesù
senza lacrime,
senza disperate urla
da dare in dono al cielo
e ai pochi ai suoi piedi
Nudo e crudo muore
sotto un cielo che partorisce
grasse nuvole nere,
come il culo del diavolo nere
E in eterno uguale rimane
questa mia breve poesia…

come il culo del diavolo
fatale, così fatale

LE TUE GAMBE

Ho sognato un mondo d’amore,
di seni sodi e di volti gentili
Ho sognato l’erba alta sfogliata
dalle carezze degli amanti
in cerca d’un filo d’ombra
prima di fare all’amore,
e alberi frondosi, verdi, carichi di fiori
che domani saranno frutti maturi

Ho sognato un mondo
Quelle labbra,
oh quelle labbra sì rosse
che a morderle fan tremare l’anima;
la tua bocca sì dolce,
e la mia mano sul tuo volto
a sfiorar con la punta dell’indice
l’incertezza tua sospirata a metà
prima di darti all’ardore della lingua mia,
mentre la sinistra già scivola
lungo le gambe nude in bellezza,
dal calore di Dio baciate

BELLA FANCIULLA

E tu chi sei, Bella Fanciulla
che nel mio camposanto
hai portato con nudo piè leggero
l’odore estremo della tua beltà
e tutto il dolore dell’amore
che a zonzo, senza più la ragione,
se ne va? Tu, chi sei tu?

Due monete d’oro sugli occhi miei
Non ti sentire offesa, ma ti chiedo
se ora potresti mettermi a nudo
la vista che ha dormito per mille
e mille anni: sono qui da prima
che gli uomini uccidessero gli dèi,
Bella Fanciulla

Ti ho aspettata a lungo, non puoi sapere
Ti ho aspettata alieno a tutto il mondo

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti

Brian May – Resurrection / Nothin’ But Blue / Too Much Love Will Kill You

Brian May – Resurrection / Nothin’ But Blue / Too Much Love Will Kill You

Brian May

Brian May – Resurrection

https://www.youtube.com/watch?v=iux9mTnf7xg

Brian May – Nothin’ But Blue

https://www.youtube.com/watch?v=E36DdpCRRXo

Brian May – Too Much Love Will Kill You

https://www.youtube.com/watch?v=d5vYn6m934Y

Pubblicato in musica, spettacoli, YouTube | Contrassegnato , , , | Commenti disabilitati su Brian May – Resurrection / Nothin’ But Blue / Too Much Love Will Kill You

Michel Houellebecq – La vita è rara. Tutte le poesie -Testo francese a fronte – Bompiani

La vita è rara. Tutte le poesie

Testo francese a fronte

MICHEL HOUELLEBECQ

BOMPIANI

La vita è rara - Michel Houellebecq

Giustapponendo liberamente prosa, versetti e versificazione classica (soprattutto nella forma dell’ottosillabo e dell’alessandrino), la poesia di Michel Houellebecq è, come i suoi romanzi, fortemente radicata nel mondo contemporaneo. Spesso d’altronde Houellebecq si è servito della poesia come matrice per le opere romanzesche.

Michel Houellebecq – Dopo un’infanzia e un’adolescenza segnate dall’abbandono familiare (a sei anni, viene affidato alla nonna paterna della quale ha preso il cognome come pseudonimo e con lei vive a Dicy, poi a Crécy-la-Chapelle) e dalla vita di collegio, ha scoperto il proprio maestro in H.P. Lovecraft («Non partecipo mai a quanto mi circonda, sono sempre fuori posto»), al quale ha dedicato la sua prima opera, la biografia H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita (H.P. Lovercraft. Contre le monde, contre la vie, 1991). HouellebecqDopo la raccolta di versi La ricerca della felicità (La Poursuite du Bonheur, 1992), ha pubblicato il suo primo romanzo, Estensione del dominio della lotta (Extension du domaine de la lutte, 1994), radicale denuncia della miseria affettiva dell’uomo contemporaneo, nella tradizione di Céline. Con i romanzi successivi, Le particelle elementari (Les Particules élémentaires, 1998) e Piattaforma (Plateforme, 2001), ha continuato a decostruire, con uno stile violento e provocatorio, politicamente «scorretto», i miti e i riti della civiltà occidentale. Una sua intervista del 2002, critica nei confronti delle religioni monoteiste, gli ha procurato un processo per razzismo dal quale è stato assolto. Da allora vive in Spagna. La sua seconda raccolta di poesie, Il senso della lotta, ha ottenuto il premio di Flore 1996. Nel 1998 vince il Grand Prix nationale des Lettres Jeunes Talents per l’insieme dei suoi scritti. Il suo primo testo pubblicato in Italia è la poesia La fessura, apparsa in “Panta. Amore in versi” (Bompiani, 1999). Nello stesso anno, il romanzo Le particelle elementari, il suo secondo, è premiato come migliore libro dell’anno dalla rivista francese «Lire» ed è tradotto in più di 25 paesi. Del 2005 è il romanzo La possibilità di un’isola. Nel 2009 esce il saggio, scritto con il filosofo Bernard-Henry Lévi Nemici pubblici, dissacrante dialogo epistolare tra il “cattivo ragazzo della narrativa francese” e uno dei filosofi più mediatici del nostro tempo. Del 2010 è il romanzo La carta e il territorio, con il quale lo stesso anno vince il prestigioso Premio Goncourt. Nel 2016 Bompiani pubblica il primo volume Opere/1 (1991 – 2010) e nel 2016 esce Opere/2 (2001 – 2010). Nel 2015 esce Sottomissione, romanzo ambientato in una ipotetica Francia del 2022, in cui un musulmano vince le elezioni presidenziali, battendo il Fronte Nazionale di Marine Le Pen. Nel 2019 esce il romanzo Serotonina (La nave di Teseo). Sempre nel 2019 esce Cahiers (La nave di Teseo). Il suo primo testo pubblicato in Italia è la poesia La fessura, apparsa in “Panta. Amore in versi” (Bompiani, 1999); la Bompiani sta pubblicando un’edizione completa delle sue Opere, il cui primo volume è uscito nel settembre 2016.

ACQUISTA SU GIUNTI AL PUNTO

La vita è rara. Tutte le poesie. Testo francese a fronteMichel HouellebecqBompiani – Collana: Overlook – Pagine: 2 voll., 802 p. – EAN: 9788845281594 – Prezzo: € 25,00

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, comunicati stampa, consigli letterari, cultura, editoria, libri, libri di poesia, poesia, poeti, scrittori, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , , | Commenti disabilitati su Michel Houellebecq – La vita è rara. Tutte le poesie -Testo francese a fronte – Bompiani

Walter Scott – Rilassarsi troppo significa arrugginirsi

Sir Walter Scott

Rilassarsi troppo significa arrugginirsi

Aforismi scelti

(Edimburgo, 15 agosto 1771 – Abbotsford House, 21 settembre 1832)

Sir Walter Scott

– Rilassarsi troppo significa arrugginirsi.

– Un uomo può più impunemente essere colpevole di una effettiva trasgressione, o della buona educazione o della buona morale, che apparire ignorante dei dettagli più insignificanti dell’etichetta alla moda.

– Se non hai amici con cui condividere o gioire per un successo nella vita, se non riesci a guardare indietro riconoscendo a loro la gratitudine, o guardare avanti verso coloro i quali devi proteggere, ancora non è meno incombente per te muoverti costantemente nella via del dovere, perché la tua attività non è dovuta solo alla società, ma in umile gratitudine anche per l’Essere che ti ha fatto membro di essa, con poteri per salvare te stesso e gli altri.

– Un uomo può più impunemente essere colpevole di una effettiva trasgressione, o della buona educazione o della buona morale, che apparire ignorante dei dettagli più insignificanti dell’etichetta alla moda.

– Insegnate ai bambini la poesia: apre la mente, presta grazia alla saggezza e rende ereditarie le eroiche virtù.

– È meraviglioso come la forza degli obiettivi così come l’audacia e l’energia della volontà, siano risvegliate dalla garanzia che stiamo compiendo il nostro dovere.

– La continua intenzione di iniziare una nuova vita, senza però trovare mai il tempo per farlo, è come l’uomo che rimanda di mangiare e bere un giorno dopo l’altro finché non arriva a morire distrutto dalla fame.

– Il valore reale non consiste nell’essere insensibili al pericolo, ma di essere pronti ad affrontarlo e disarmarlo.

– È’ facile che la lingua tradisca ciò che il cuore vorrebbe celare.

– La rosa è più bella quando sta sbocciando, e la speranza è più viva quando sorge dalle paure.

– Nulla può essere più dannoso, per chi professi le belle arti, che accettare di passare per un manierista, se può evitarlo, o di essere considerato capace di successo in un solo e limitato stile.

– Chi fa il bene avendo potere illimitato di fare il male, merita lode non solo per il bene che fa, ma anche per il male che evita di fare.

-Noi costruiamo dei palazzi di neve e piangiamo vedendoli dissolvere.

– Durante le nostre passeggiate, John Irving ed io ci raccontavamo leggende nelle quali predominavano le battaglie e gli eventi miracolosi. Questo passatempo ci teneva occupati durante le vacanze e credo di dovere ad esso la propensione immaginaria per la poesia e la prosa di stampo romantico e cavalleresco.

Pubblicato in aforismi, arte e cultura, citazioni, cultura, letteratura, scrittori, società e costume | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Walter Scott – Rilassarsi troppo significa arrugginirsi

Colleziono farfalle per l’Inquisizione

Colleziono farfalle per l’Inquisizione

ANTOLOGIA VOL. 256

Iannozzi Giuseppe

–senza titolo by Valeria Chatterly Rosenkreutz

IN SILENZIO PIANGEVI

E’ stato tanto tempo fa
L’amore ci accompagnò,
mano nella mano, fra ulivi e croci
Ricordo che in silenzio piangevi
Nessuno di noi due però fiatò,
non una parola per salvarci,
solo il pianto sul fuoco all’orizzonte

A teatro i primi posti non erano per noi
Sedevamo in fondo, come due ombre
cadute sulla Terra, per caso
A volte scherzavamo con il fuoco,
altre ancora ci gelavano
le parole altrui, a sipario già chiuso,
tra gli ultimi applausi della gente

Non un parola per salvarci
Solo una colomba sul tramonto
e la Città Santa, terribile, ignota

VENISTI PER LEVARMI DALLE SPALLE LA CROCE

Cinzia Paltenghi
che è adesso una Dea,
come Minerva

Venisti con l’inverno bianco
Le nostre belle età da tempo
le aveva spazzate via il vento
Venisti per raccomandarmi
di mantener la calma,
perché eri convinta che fossi capace
di camminare sulle acque

Venisti all’alba per levarmi dalle spalle la croce
Tra fulmini e lapilli di oppio mantenesti la promessa
Il terzo giorno andammo a trovare il Duce
per metterlo a tacere con un pugno di ossessi

Ti ho allora confessato
di non esser mai stato
un poeta; tu però continuasti
ad asciugarmi la fronte
come a un bambino malato

Ti ho anche confessato
che a matti e no il Giudice chiese
di scegliere fra me e Charles Manson;
tu continuasti a carezzarmi
la fronte con la tua mano di velluto,
e io mi sentii quasi in paradiso

Venisti in un dì già catturato nel rosso tramonto
per veder cadere la luce nel buio, e per veder sorgere
dalle tombe dei terroristi milioni di fuochi fatui

Ti ho allora confessato
che un giorno m’innamorai
di una poco di buono;
tu mi dicesti di non pensarci più,
e asciugasti con la tua mano
le copiose mie lacrime salate

Venisti davvero tante volte a trovarmi,
e ogni volta mi recasti il tuo balsamo
E ogni volta ebbi la tua mano su di me

E venisti che Minerva già gridava giustizia
per l’Egitto piagato da un dittatore d’acciaio
A piedi nudi sulla rovente spiaggia camminai;
entrai poi in acqua, e furiose onde addosso a me,
e dalla bocca mia solo il silenzio si dipartì
E finalmente capisti che Poeta non lo fui mai

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Colleziono farfalle per l’Inquisizione

Tony Bennett, Amy Winehouse – Body and Soul

Tony Bennett, Amy Winehouse

Tony Bennett

Tony Bennett, Amy Winehouse – Body and Soul

https://www.youtube.com/watch?v=_OFMkCeP6ok

Pubblicato in musica, spettacoli, YouTube | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Tony Bennett, Amy Winehouse – Body and Soul

Amava una donna e finì male

Amava una donna e finì male

ANTOLOGIA VOL. 255

Iannozzi Giuseppe

Blue Velvet

OCCHI DI FIAMMA

Fino all’altare salii,
incontrando
la bocca tua di dea
Salii e lo vidi bene
in faccia il prete nero,
che ci avrebbe uniti
per tutta la vita
fino alla morte
Eri occhi di fiamma,
Manuela
Schiudesti un poco
la bocca rossa e turgida,
e mi pregasti di scacciare
dalla mente e dall’anima
ogni dubbio su di te
Con timidezza quasi
baciai la tua bellezza
Piangemmo, piangemmo
e a lungo ci baciammo,
mentre il prevosto tossiva
con noiosa insistenza
Prima d’andar via,
sguardo di severo rimprovero
gli rivolgesti, e morì,
nel suo nero morì seppellito

I GUANTI

Un uomo gentile pareva
Quando sulla sua strada
incontrò te,
teneva una mano nuda,
un guanto bianco
lo stringeva nella destra,
e quello nero nascosto
in una tasca

Un paio di guanti aveva
– uno nero, l’altro bianco -,
le mani e il cervello
A tutti diceva
che amava viver così,
che non conosceva
un modo migliore
per accusare le sconfitte
e sfidare l’amore
Era un uomo
che ne aveva viste tante
In chiesa ci andava
solo per confessare
d’aver dimenticato Gesù
quand’era ancora innocente,
un bambino

Un uomo gentile pareva
E un giorno gli spararono
in pieno petto,
regalandogli una rosa rossa

Sulla bara non uno pianse
Nel nero erano abbottonate
le donne, e i fazzoletti consunti
sventolavano al vento
come un capriccio
che rideva di chi diventato Addio

FINO ALLA MORTE, FINO A TE

Con sé ha preso il poco che gli lasciasti di te
E’ adesso un uomo che batte la strada
Una meta non ce l’ha, una vita non ce l’ha,
e guarda nel portafogli la foto tua intristita

Te lo disse al primo incontro
che aveva solo il cuore e ben poco in tasca
Te lo disse con una magica rosa di fiamme
che soltanto avrebbe potuto darti il suo petto
Te lo disse così tante volte, così tante
Te lo disse fino a ucciderti nella noia

Con sé ha preso davvero il minino, il tuo volto
E l’impronta di sé l’ha lasciata a te sul cuscino

E’ adesso un uomo che alza il pollice,
pregando d’incontrare la mano di Dio al volante
E’ adesso lontano mille miglia da te,
alza il collo del cappotto, fra le spalle incastra la testa
e prega Dio che un killer faccia fuori la sua faccia

Guardando nel portafogli la foto tua intristita,
ancora ti uccide nella noia dei suoi sogni
A tutti gli sconosciuti ripete che sei la sua bambina
A tutti ripete le stesse parole perché altre non ne sa

Ha preso con sé davvero il minino, il minimo
A tutti ama ripetere che sei tu la sua bambina
A tutti ama ripetere che sei tu la sua sola vita

Te lo disse al primo incontro, fino alla morte
Amava una donna, amava troppo e finì male

Te lo disse al primo incontro, fino a te, fino a te
Amava una donna, amava troppo e finì male

Te lo disse al primo incontro, fino alla morte
Amava una donna e alla fine finì davvero male

Te lo disse al primo incontro, fino a te, fino a te
Amava e alla fine si finì in te, in te, in te

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Amava una donna e finì male

Il bonzo e il merlo

Il bonzo e il merlo

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

IL BONZO ATTENDE

Fra gli spazi infiniti
il tempo giusto attendo:
mia è la posizione del loto
Con l’occhio della mente spio
dell’acqua l’impetuoso corso
e delle foglie,
che dai rami piano si staccano,
il lento adagiarsi a terra

Come bonzo medito
sulle reincarnazioni,
le vite parallele
e il sapore del vino
in un’altra vita gustato

Da Nord a Sud,
venti e canti
Da Est a Ovest,
venti di frontiera
Carezzano la nudità
del capo mio rasato

Ogni cento anni
le gambe slego,
mi guardo d’attorno:
nulla è cambiato,
domina sull’uomo
la Nullità
e non la Santa Nudità

Paziente attendo,
attendo che un singolo
sulle braci cammini scalzo

IL MERLO SALVATO

Si scatena il temporale
Contro il vetro della finestra
un merlo si schiaccia
Nella coppa della mani,
con attenzione, lo raccolgo
Eccolo, un poco intontito,
bagnato di brutto il piumaggio,
ma, grazie a Dio, salvo è il becco
Piano piano il dorso gli accarezzo;
cerco di fargli capire
che del mio tocco si può fidare,
che non è mia intenzione
fargli del male

Cesserà presto questa pioggia,
più non schiaffeggerà comignoli,
abbaini, tetti e campanili,
spiegherà allora le ali l’uccelletto,
tornerà a volare l’amata sua libertà

Pubblicato in arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, poesia, società e costume, spiritualità | Contrassegnato , , , , , , | Commenti disabilitati su Il bonzo e il merlo

Assassinati nel buio di un angolo

Assassinati nel buio di un angolo

ANTOLOGIA VOL. 254

Iannozzi Giuseppe

femme fatale

PAROLE

Parole:
son le mie,
oziose,
innocue nostalgie
e anestesie

Parole:
son le mie,
non valgono
trenta denari
Inutili sono
a me
come ai bari

COME UNA DONNA,
COME UNA BAMBINA

Taci, taci sempre tu
Non dici una parola una
che possa sciogliere
nel miele il buio della notte

Di me non sei gelosa mai
Mi porti via l’amore e ridi,
e il tuo ridere, cuore mio,
non lo so intendere io
A mani vuote mi lasci;
e l’universo, il suo infinito
non lavora a mio favore mai

Ho sognato a lungo
A occhi aperti o chiusi,
lungamente ho sognato
per scoprirmi di nuovo qui,
nella solitudine ritratto
a decifrare delle carte da gioco
i volti oscuri forse segnati

Piangi due lacrime di donna,
tornano poi a riderti gli occhi,
e la verità la taci bene,
e della gonna non ti spogli
A ogni minuto caparbia di più,
come una bambina
la verità la nascondi in seno,
così a me sol resta la poesia,
questa poesia nuda di gloria

LONTANO, VIA

alla fine
sempre finiamo
col mischiare l’orrore
che ci porta di notte il sangue
con quello più terreno
che scivola di giorno in strada

svegliandoci
sempre
in pigiama indaghiamo
della nostra identità i vicoli ciechi
come fossero della verità le vene

ma nascondendoci
nell’ombra delle braccia
sopra alla testa incatenate
quasi volessimo proteggerci
come uccellini
che sotto le loro stesse ali riposano
quando le brune foglie le scuote l’autunno
perché sia il vento a spazzarle via lontano

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 21 commenti

Le particelle elementari – Michel Houellebecq – Traduzione di Sergio Claudio Perroni – La nave di Teseo

Le particelle elementari – Michel Houellebecq

Traduzione di Sergio Claudio Perroni

La nave di Teseo

Le particelle elementari - Nichel Houellebecq - La nave di Teseo

Le particelle elementari sono i costituenti più semplici della materia: ed è in esse che Michel Djerzinski, biologo molecolare vicino al premio Nobel, cerca il significato di una vita che gli sfugge. Ha quarant’anni, è figlio di una hippie che lo ha abbandonato per fuggire in California, e la sua esistenza dedicata agli studi scientifici lo ha portato all’isolamento e all’impermeabilità a qualunque emozione. Il suo sogno è clonare gli esseri umani per assicurare loro un futuro di immortalità e perfezione. Michel ha un fratellastro, Bruno, il cui destino non potrebbe essere più diverso: insegnante di lettere, razzista, ossessionato dal sesso e per questo costretto a entrare e uscire dalle cliniche psichiatriche. Sia la morbosità patologica di Bruno sia l’asettica razionalità di Michel sono il risultato dell’ambiente che li circonda: un mondo fatto di solitudini e dominato dal caso, in cui i desideri sembrano scaturire dagli spot pubblicitari. Due vite parallele destinate a incontrarsi attraverso relazioni familiari e sentimentali sfuggenti, un romanzo che racconta in modo esemplare la società contemporanea nella sua ricerca, affatto scontata, di un vero amore.

Traduzione di Sergio Claudio Perroni.

Michel Houellebecq, scrittore, poeta e saggista francese, ha pubblicato i romanzi Le particelle elementari (1999), Estensione del dominio della lotta (2000), Piattaforma (2001), Lanzarote (2002), La possibilità di un’isola (2005), divenuto un film con la regia dell’autore nel 2008, La carta e il territorio (2010) con cui ha vinto il Premio Goncourt nello stesso anno, Sottomissione (2015); le raccolte poetiche Il senso della lotta (2000), Configurazione dell’ultima riva (2015), La vita rara. Tutte le poesie (2016); i saggi H. P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita (2001), La ricerca della felicità (2008) e il libro scritto con Bernard-Henri Lévy, Nemici pubblici (2009). Presso La nave di Teseo ha pubblicato In presenza di Schopenhauer (2017), Serotonina (2019) e Cahier (2019).

ACQUISTA ONLINE O IN LEBRERIA

Le particelle elementariMichel Houellebecq – Traduttore: Sergio Claudio Perrone – La nave di Teseo – Collana: i Delfini Best Seller – Pagine: 384 – EAN: 9788834607534 – Prezzo:  € 15,00

Pubblicato in ACQUISTA, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, cultura, editoria, letteratura, libri, narrativa, romanzi, scrittura, segnalazioni, società e costume | Contrassegnato , , , , | Commenti disabilitati su Le particelle elementari – Michel Houellebecq – Traduzione di Sergio Claudio Perroni – La nave di Teseo

Brian May – Driven By You /Resurrection

Brian May – Driven By You /Resurrection

Brian May

Driven By You (Official Video)

https://www.youtube.com/watch?v=C_IkRDds4fI

Resurrection (Official Music Video)

https://www.youtube.com/watch?v=iux9mTnf7xg

Pubblicato in musica, spettacoli, YouTube | Contrassegnato , , | Commenti disabilitati su Brian May – Driven By You /Resurrection

L’abbiamo pagata cara la vita

L’abbiamo pagata cara la vita

ANTOLOGIA VOL. 253

Iannozzi Giuseppe

Delusions of Grandeur by Chatterly

Delusions of Grandeur by Valeria Chatterly Rosenkreutz –

NON MI SONO FATTO NIENTE

Cinzia Paltenghi,
sempre e per sempre Mamma Lupa

Non mi sono fatto niente
Sono caduto
e non mi sono rotto le ossa
Il muro di Berlino c’è ancora
nonostante dicano sia andato giù,
e a Ovest il sole è ben nascosto
dietro montagne di neve bianca

Non mi sono fatto niente
Sono caduto e i numeri della Cabala
non hanno detto un bel niente
I giorni sul calendario
sembra non passino mai
dove ora io sto, questo so
Fantasmi mi menano pacche sulle spalle
rassicurandomi che passerà,
che non è poi così difficile far volare il tempo
con una buona educazione mentale

Ripasso a memoria Gogol’
e di notte sogno un camino,
larghe spire di fumo
che affumicano parole

Non mi sono fatto niente
Sono caduto
e adesso vesto stracci,
e spio il mondo di fuori
da dietro uno spiraglio,
da dietro uno spiraglio
della prigione dove io sto

CERCO DI CAPIRE QUESTE NUVOLE

Cinzia

Cerco ancora di far mia la grandezza
che permise a Mosè di divider le acque
Cerco ancora di operare una magia
che dia un senso alla raggiunta libertà;
esser liberi non ci rende immortali
e nemmeno più forti ad affrontare,
dì dopo dì, della vita i tanti perché

Dicono sia risorto il terzo giorno
E qui cade di nuovo la Pasqua:
nuove vite vengono alla luce,
altre si spengono all’improvviso,
senza un perché; la solita storia,
la solita che ci scassina piano l’anima,
la solita che non capiamo appieno mai

Cerco di capire queste nuvole nere
che oggi piangono sul Mar Rosso
E cerco di capire perché, perché
non vieni mai a baciare i sogni miei
con una parola, con una libertà
che mi dica di te, Amica mia

UGUALE ALL’AMORE

Per te ho spento mille falò
Per te ho affrontato l’Urbe
Ho rimosso il bene e il male
Ho dato via ogni dì
a una risata strozzata

Per te, per te, solo per te
completamente senza parole,
come un manichino in ginocchio
cullato dal vento

Per te, per te, solo per te
completamente senza vita,
come un’altalena dimenticata
fra fiordalisi, giaggioli
e inestricabili trame d’ellera

Per te, solo per te la mia vita
che m’appariva tanto sacra,
uguale all’amore senza tempo

BOURBON STREET BLUES

Sì, ho scialacquato la mia tenerezza
sfidando l’argentea millenaria luce,
la bellezza della Luna in cielo alta.

Come uno che solo ha tempo per se stesso,
ho abbandonato la mia piccola amante
per un plettro d’avorio, qui a New Orleans,
Bourbon Street Blues.

Se gli annegati hanno mute le labbra,
non io che vivo e stono questo Mississippi
nota dopo nota, all’infinito…

Oh, la mia piccola amante, il suo incanto,
quel suo modo di specchiarsi nel lago
bersagliato dai raggi d’oro del primo sole:
come ho potuto esser così tanto crudele?

Come una pioggia che solo ama il dolore,
ho preso a scivolare dentro ai tombini,
qui a New Orleans, Bourbon Street Blues.

Come ho potuto esser sì tanto infantile?
Oh, la mia piccola amante, il suo infinito,
il suo amore, fiore di luce fra le labbra!

Suonando una chitarra che fosse solo mia,
ho scialacquato tutta la mia dolcezza
per raccogliere l’autunno
e l’insondabilità d’un’eclissi di Luna
sotto la pioggia, qui a New Orleans,
Bourbon Street Blues.

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 5 commenti

Morimmo come slot machine

Morimmo come slot machine

ANTOLOGIA VOL. 252

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

SIAMO

Qui noi si aspetta
Buddha di periferia siamo,
nella luce delle albe
e dei tramonti sempre uguali
spiamo, sperando di scorgere
una sfumatura di colore
che sia un poco originale

NON È L’ULTIMO SALUTO

E adesso dormi,
e non immaginavi potesse essere così,
o forse sì: gli occhi chiusi e il buio davanti,
ma pure lui ha importanza uguale a zero
ché non lo puoi distinguere né intuire.
Ma io ricordo, non dimentico le carezze
che mi sapevi portare; non dimentico
quelle nostre discussioni senza fine
che sempre finivano come finivano,
senza soluzione, incastrate fra albe bastarde
e tramonti sempre alla boia d’un Giuda;
e sempre ce lo dicevamo che non ci credevamo
in un’altra vita, e nel nostro dire non c’era
sorpresa né disperazione, un vaffanculo sì.

E adesso dormi, dormi e non ti sveglierai
anche se ci sono puntini di sospensione,
milioni di stelle che con la loro inutile luce
il sepolcro tuo fingono di portarlo
all’attenzione d’un Dio onnipotente,
senza saper di te un’acca, un capello.

E adesso dormi, dormi e oggi come allora
sorrido io a te, con quel mio sguardo
che un po’ t’inteneriva perché di bambino
che dei serpenti ha capito la metà d’un cazzo,
e delle donne ancor meno.

E adesso dormi,
ma non è questo un saluto per dimenticare
e ogni ricordo di te seppellire;
non è questo il mio ultimo saluto, dolce Lupa!

CORVI

volammo come corvi
morimmo come slot machine

ROSE ROSSE

Rose, tante rose rosse per te
Rose, solo rose meritano le rose
Queste rose sulle tue gote
Queste rose rosse per te
Per te rosse, per te rose,
rose di delicati petali
Rosse di vita, rosse di gioia
Rose di nostalgia quando vai via
Rosse rose, rose rosse, sempre rose
Rose su ogni stilla di miele
che dalla tua bocca alla mia
Rose, rose colte per te
che arrossisci da una vita intera
Quante e quante rose, Bella Mia

IDEALI

No, gli ideali no
Tradiscono
gli ideali,
bandiere instabili
E quando muoiono
lasciano
il loro cadavere
in eredità a te
che li hai abbracciati,
perché
ti possa tu ricordare
che c’è chi sol attende
d’esser da te tradito

Continua a leggere

Pubblicato in amicizia, amore, arte e cultura, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | 4 commenti