Il terrorismo non è mai terminato. Ferdinando Camon è un ritrattista shakespeariano

Il terrorismo non è mai terminato

Ferdinando Camon è un ritrattista shakespeariano

di Giuseppe Iannozzi

Ferdinando Camon - Occidente - Apogeo Editore

“Occidente” di Ferdinando Camon uscì nel 19975, più di quaranta anni fa, e subito diede adito a un mare di polemiche. L’autore ricevette minacce di morte, così tante e terrificanti che, alla fine, la polizia dovette vigilare la sua casa, affinché fosse garantita una certa incolumità a lui e alla sua famiglia. Che cosa accadde? Accadde che un capitolo di “Occidente”, ricopiato a mano e in caratteri maiuscoli, venne scoperto all’interno del covo di una cellula neonazista, alla quale fu poi attribuita la strage di Bologna. Ferdinando Camon, ovviamente, non aveva scritto “Occidente” affinché diventasse una sorta di manifesto a uso e consumo del terrorismo. Le intenzione squisitamente letterarie di Camon furono fraintese da molti.
Ferdinando Camon ha riscritto “Occidente”, gli ha dato una nuova forma, eliminando quelle parti che oggi hanno sol più un sapore fortemente anacronistico.

Sarebbe riduttivo pensare che il terrorismo sia stato sconfitto, esso è infatti ancora in circolazione, ha solo cambiato alcuni suoi connotati.
Gli anni di piombo hanno visto trionfare la follia, l’Italia è stata messa a soqquadro e se ci pensiamo bene, se ci guardiamo un po’ intorno, non possiamo non ammettere che ancor oggi la violenza continua a lievitare, da Nord a Sud. È opinione del politologo Ernesto Galli della Loggia che esista un fondo di violenza proprio della società italiana.  I gruppi di estrema destra e di estrema sinistra non disprezzavano affatto l’uso sistematico della violenza, e più riuscivano a dimostrare alla società di essere brutali, più se ne rallegravano. Entrambi i gruppi non si facevano scrupoli a produrre stragi; entrambi i gruppi erano profondamente violenti. È mai esistita una differenza fra il terrorismo rosso e il terrore nero? Gli estremisti di sinistra miravano a rovesciare l’ordinamento statale attraverso la lotta armata, quelli di destra volevano instaurare un regime autoritario, perché, secondo loro, la democrazia era incapace di mantenere l’ordine pubblico.
Non ci s’illuda, il terrorismo non si è estinto negli anni ottanta o giù di lì; verso la fine degli anni novanta sono saltati alla ribalta gli esponenti dell’area anarco-insurrezionalista, per non dire poi di certi fanatismi e fondamentalismi che stanno letteralmente mandando a gambe all’aria il mondo intero.

Franco, terrorista neo-fascista, teme la fine e allora sparge morte a destra e a manca. S’illude di essere un eletto, e come tutti gli estremisti neri giudica inutile la vita altrui; nella sua testa l’ossessione è tanto costante quanto macbethiàna: estirpare gli altri, tutti, a uno a uno. Franco, come ho già evidenziato, teme la fine, ha paura che lui e il suo mondo di terrore possano scomparire: è un debole, fondamentalmente è questo e non altro. Franco non tollera l’idea che il suo corpo possa andare incontro alla putrefazione. La sola idea lo terrorizza, gli fa tremare le ginocchia. Come Macbeth è assetato di potere, e se Macbeth è capace di provare almeno almeno un’ombra di rimorso ammantata di ambiguità, in Franco non c’è invece nessuna traccia di un minimo rimorso o di un pallido pentimento. Ferdinando Camon ritrae in maniera perfetta il terrorista, ci mostra i neri abissi che stanziano dentro la psiche di questo individuo malato oltre ogni dire, pronto a sbarazzarsi dei suoi stessi compagni, ovviamente senza pensarci su.
Miro è un estremista di sinistra, un rosso. Miro intende dimostrare agli italiani che gli elementi che reggono lo stato italiano sono sostanzialmente degli uomini deboli che vanno fatti fuori, perché solo così sarà possibile un cambiamento. Miro è un uomo pericoloso; e se, di tanto in tanto, una traccia di pentimento si affaccia alla sua coscienza, dura davvero poco perché la priorità è la piena realizzazione del programma di Potere Rivoluzionario.
È attraverso questi due personaggi che la violenza, nera e rossa, viene ritratta.

“Occidente” di Ferdinando Camon è un romanzo fondamentale che, oggi, va letto facendo riferimento alla versione definitiva, quella pubblicata da Apogeo Editore. Camon è un ritrattista perfettamente shakespeariano.

Ferdinando CamonFerdinando Camon è nato nel 1935 in un piccolo paese della campagna veneta. Il suo primo romanzo, uscito con una prefazione di Pier Paolo Pasolini, è stato subito tradotto in Francia per interessamento di Jean-Paul Sartre. Nei suoi libri Camon ha raccontato la crisi e la morte della civiltà contadina (nei romanzi Il quinto statoLa vita eterna, Un altare per la madre, Premio Strega, Mai visti sole e luna, Premio Stazzema, e nelle poesie Liberare l’animale, Premio Viareggio, e Dal silenzio delle campagne), la crisi che si è nominata terrorismo (Occidente), la crisi che porta in analisi (La malattia chiamata uomoLa donna dei filiIl canto delle balene) e lo scontro di civiltà, con l’arrivo degli extracomunitari (La Terra è di tutti). I suoi romanzi più recenti sono La cavallina, la ragazza e il diavolo (2004, Premio Giovanni Verga) e La mia stirpe (2011, Premio Vigevano- Mastronardi). Nel 2019 è uscito da Ediesse Tentativo di dialogo sul comunismo, con Pietro Ingrao. Nello stesso anno Guanda ha pubblicato Scrivere è più di vivere. Nel 2020 con Apogeo Editore è uscito A ottant’anni se non muori t’ammazzanoÈ tradotto in venticinque paesi. Le sue opere sono pubblicate anche in edizioni per ciechi, in Italia e in Francia. Nel 2016 gli è stato assegnato il premio Campiello alla Carriera.

OccidenteFerdinando CamonApogeo Editore – Collana: èstra insomnia – Nuova edizione: 27 giugno 2022 – Pagine: 132 – ISBN: 9788899479909 – Prezzo di copertina: € 15,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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