Paolo Maurensig – L’Uomo Scarlatto – Quanta genialità in questo autore – recensione di Giuseppe Iannozzi

Paolo Maurensig – L’Uomo Scarlatto

Quanta genialità in questo autore

di Giuseppe Iannozzi

Paolo Maurensig - L'Uomo Scarlatto

Ciò che maggiormente colpisce nella scrittura di Paolo Maurensig è la sua inventiva capace di spiazzare il lettore e tradurlo nell’assurdità della vita, una vita che è disegnata a tinte scarlatte. La fiction di questo autore supera il concetto stesso di fiction: Maurensig fa letteratura, iscrive la condizione umana in un disegno nucleare di ampio respiro, una sorta di esplosione di idee, concetti e fantasie quasi impossibili da gestire. Eppure, Maurensig ha la grande abilità di saper mettere ordine nel magma letterario senza mai andare fuori binario, con una levità più unica che rara.

Quando nel 1993 uscì “La variante di Lùneburg”, Maurensig aveva consapevolmente dato un volto nuovo alla fiction italiana traducendola nella sfera di un realismo magico, moderno e ricco di denuncia sociale. I toni kafkiani, contaminati da una genialità interpretativa ‘a canoni inversi’, fanno di Paolo Maurensig il più geniale scrittore italiano, che scrivendo fiction è come se rappresentasse una realtà più reale di quella che siamo abituati a percepire grazie alla fallibilità dei nostri cinque sensi. Il fatto che la grande notorietà l’abbia incontrata un po’ tardi, intorno ai cinquant’anni, è forse il motivo precipuo che ha fatto di Paolo Maurensig un autore particolarmente sensibile, capace di interpretare la vita e di disegnarla con uno stile invidiabile, esportandola, inserendola ed incastrandola in contesti allusivi, immaginari ma più reali della realtà! Sono sempre più dell’opinione che solo chi ha molto vissuto e visto sia capace di scrivere senza ripetere le banalità scontate che la letteratura ha saputo produrre, soprattutto negli ultimi decenni.

Con “L’Uomo Scarlatto”, l’autore inventa un personaggio squisitamente misterioso, un orfano perfetto, senza natali e senza un passato. In questo romanzo convergono tante influenze letterarie: il simbolismo di Edgar Allan Poe, la poetica di Johann Wolfgang von Goethe, la passione e lo spirito di August Strindberg, il surrealismo di Franz Kafka, il realismo magico di Dino Buzzati, la vena introspettiva di Arthur Schnitzler, il decadentismo di André Gide, ma anche l’esistenzialismo nero di Vernon Sullivan e il postmodernismo di James Graham Ballard, e non solo.
Un uomo è costretto, suo malgrado, a soggiornare presso la clinica Neuhaus, sul lago di Costanza; è anche costretto a sottoporsi a reiterati trapianti di pelle, perché il volto, in un incidente, gli è stato devastato dal fuoco. Questo uomo senza volto è l’Uomo Scarlatto. Non ha memoria a seguito dell’incidente, del fuoco che solo per un pelo non lo uccise; per darsi un aspetto vagamente umano porta il cappello in tutte le stagioni, spessi occhiali protettivi, sciarpe, e morbide camicie di seta, facendo sfoggio d’una lugubre eleganza, che è anche specchio della sua anima tormentata.
La clinica dove soggiorna somiglia ad un albergo: l’atmosfera è inquietante, ma non manca di nessun comfort. Eccentrici i personaggi che la frequentano: Sussex, ossessivo disegnatore dell’Uomo Scarlatto e del suo volto non-volto, Egon Forti, medico preoccupato di scoprire il mistero dell’immortalità, una grottesca medium, Madame Orlava che tenta di nascondere la vecchiaia con una parrucca rossa e un mare di piume di struzzo, carampana sempre pronta a parlare, con occhi di brace ovviamente, della giovinezza andata. E non mancano personaggi minori ma assai importanti, come un famoso artista berlinese, Marcus Walzer che nasconde un destino orribile quanto innominabile, e ancora, Gilles, un vagabondo braccato nella Parigi tra le due Guerre, raccolto nudo e tremante e senza sensi su una strada ai confini del mondo.
La clinica Neuhaus è un luogo che ricorda molto da vicino la tana di Faust: “Se mai Faust è arrivato fino in Svizzera, di sicuro è passato di qua […]”. Un laboratorio nazista? O qualcosa di più, una evoluzione dell’inumana sperimentazione nazista? Potrebbe essere. Non è escluso che sia proprio così! Le storie s’intrecciano, perché l’Uomo Scarlatto è soprattutto incrocio di storie parallele, che alla fine si scontrano.

Solo un autore profondo come Paolo Maurensig, capace di destreggiarsi con la compenetrazione di più mondi simil-escheriani, poteva scrivere “L’Uomo Scarlatto” con un taglio mai banale, una storia infinita condensata in poche pagine di rara abilità. C’è genialità e grande introspezione psicologica ne “L’Uomo Scarlatto”, un vorticare continuo di storie interconnesse, di storie parallele che si incontrano e si scontrano per completarsi. E l’esistenza umana viene così denudata di tutte le sue maschere, pirandelliane e non.

Paolo MaurensigPaolo Maurensig si è dato alla scrittura dopo aver fatto l’agente di commercio. Il successo letterario è arrivato nel 1993 con La variante di Lüneburg, che narra di una partita fra due maestri di scacchi, che si prolunga idealmente attraverso gli eventi storici dell’ultima guerra, con il colpo di scena finale che rivelerà la vera natura dei giocatori.
Il secondo romanzo, Canone inverso del 1996, è invece incentrato sulla musica, in una cornice mitteleuropea che è stata la base per la versione cinematografica diretta da Ricky Tognazzi.
Con Mondadori ha pubblicato inoltre: L’ombra e la meridiana (1998), Venere lesa (1998), L’Uomo scarlatto (2001 – ristampato da Edizioni Theoria, 2019), Il guardiano dei sogni (2003), Vukovlad (2006), Gli amanti fiamminghi (2008), Il golf e l’arte di orientarsi con il naso (2012) e L’arcangelo degli scacchi (2013). Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo: Amori miei e altri animali (Giunti, 2014), L’ultima traversa (Barney, 2015) e Teoria delle ombre (Adelphi, 2015) con cui vince il Premio Bagutta 2016. Il diavolo nel cassetto (2018) è il primo romanzo pubblicato per Einaudi, seguito da Il gioco degli dèi (2019), Pimpernel. Una storia d’amore(2020) e Il quartetto Razumovsky (2022).
Si è spento il 29 maggio 2021, all’età di 78 anni.

L’Uomo ScarlattoPaolo MaurensigEdizioni Theoria – Collana: Theo linea d’ombra – Legatura brossura con alette – ISBN: 9788854980495 – Prezzo di copertina: 14.90 €

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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