«Pesca al cantautore in Emilia.  E altre storie in vinile»: Roberto Barbolini ha scritto un libro assurdamente bello, pieno di rock – recensione di Iannozzi Giuseppe

«Pesca al cantautore in Emilia.  E altre storie in vinile»: Roberto Barbolini ha scritto un libro assurdamente bello, pieno di rock

di Iannozzi Giuseppe

Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile - Roberto Barbolini - Oligo Editore

Chi è che da giovane non ha sognato di prendere in mano la chitarra, salire su un palco, suonare e diventare un idolo? Quando si è giovani, in salute e con gli ormoni che lavorano ininterrottamente, quasi nessuno ha in testa l’idea di diventare uno scrittore o un notaio: il sogno comune a un po’ tutti è quello di poter essere come Jimi Hendrix, Eric Clapton, Jeff Beck, Pete Townshend, Keith Richards, Lou Reed, etc. etc. Quasi a nessuno viene in mente di darsi da fare per diventare uno scrittore, un avvocato, un medico. Gli eroi (che, per forza di cose, sono anche degli idoli) sono quelli che stanno sul palco e che le ragazze adorano. Ma suonare la chitarra non è facile: non basta avere dalla propria un po’ di tecnica, ci vuole infatti un talento innato. Hendrix non sapeva scrivere la musica, ma era geniale, aveva la musica nel sangue, prendeva in mano la sua Fender Stratocaster e Clapton poteva solo arrendersi: Jimi non lo potevi battere, non lo potevi superare. Troppo veloce, troppo preciso, troppo geniale.

Roberto Barbolini ha da poco dato alle stampe «Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile» (Oligo Editore), una serie di racconti ambientati tra Bologna, Modena e le valli di Comacchio. Il nuovo lavoro di Barbolini, scrittore cult che nel corso degli anni ci ha regalato un bel numero di opere sempre assai originali, è idealmente diviso in tre parti: «Non chiamatelo sonno», «Donne in cerca di guai», «Anime e feticci». In «Gara di veglia», racconto lungo che potrebbe ben essere un romanzo breve e che apre il libro, l’autore racconta i sogni e le speranze di tre amici un po’ goffi e capelloni che vivono le loro avventure tra bar, strade e palchi improvvisati. Nella loro testa è impresso a fuoco un verso di My Generation, canzone incisa dagli Who nel 1965: «spero di morire prima di diventare vecchio». Dopo aver incontrato diversi personaggi, tutti un po’ strani, alcuni grotteschi, la verità su cosa sia l’Arte finalmente emerge, e per i tre ragazzi sarà dura da buttar giù: «nella vita si va a tentoni, come chitarristi in erba che cercano a caso armonie sulla tastiera dalla quale una mano esperta e disillusa saprebbe trarre, in combinazioni infinite, melodie mai udite prima». Questo racconto è dedicato a Edmondo Berselli, che in veste di giornalista e scrittore ha saputo ritrarre in maniera assai originale e per niente scontata l’anima rock dell’Emilia.

Notevole è anche il racconto che dà il titolo al lavoro di Roberto Barbolini, «Pesca al cantautore in Emilia». Tre amici decidono di andare a pesca nelle valli di Comacchio; approntano la rete, la gettano in acqua, e pescano Gino Paoli! Il fuori bordo del cantautore finisce impigliato nella rete, e Gino è un cantautore, e ha un proiettile piantato proprio vicino al cuore, e non sia mai che si agiti. Non senza affanno la rete viene tagliata, Il cantautore, occhiali da sole, vestito rigorosamente in nero, ringrazia. I tre ragazzi capiscono che possono solo fare una cosa, tornare a casa. Vuoi che non perdano la via del ritorno? Ed è così che incontrano un eremita, un certo Pobasta, ultimo di sedici figli: «Veniva da una famiglia poverissima, ultimo di sedici figli. Per questo il padre lo aveva chiamato “Po’ Basta”, “poi basta”: battesimo maltusiano che la morte improvvisa della moglie, sfiancata dalla miseria e dalle gravidanze, gli aveva consentito di prendere alla lettera».

In «Donne in cerca di guai» troviamo una manciata di racconti, quattro in tutto: «Reiter», «Com’era bello il Carmelo», «A day in the life», «Colpa d’Augusto». Nella terza parte che va sotto il nome «Anime e feticci», Roberto Barbolini ci presenta, con la scusa di dar corpo a dei racconti brevi o brevissimi, una carrellata di artisti, tutti ritratti con grande acume, non di rado tratteggiati con un pizzico di sana e dovuta ironia.

«Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile» è un originale compendio rock di formazione o di deformazione? È un fiume in piena. C’è l’indimenticabile Augusto Daolio che con la sua voce faceva tremare l’anima di chi lo ascoltava, e c’è pure Mick Jagger che non è mai stato uno stinco di santo; ci sono i Beatles che a guardarli sembrano proprio dei bravi ragazzi , e c’è John Lennon con i suoi occhialini rotondi, e ci sono gli Stones che strizzano l’occhio a Muddy Waters. In «Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile» riscopriamo il rock, ma ci vuol davvero poco per comprendere che il tempo che viviamo, il presente, ha ben poco da offrirci: alcuni eroi che ieri sfidavano il sistema, oggi non disdegnano di essere ridicoli e omologati pur di finire sui giornali. Ma è anche vero che molti sono morti anzitempo, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama musicale: Jimi Hendrix, Jim Morrison, Cass Elliot, Keith Moon, Brian Jones, Elvis Presley, John Lennon, Carlo Little, etc. Così, se ieri sognavamo di diventare qualcuno, oggi, nel migliore dei casi, siamo dei cacciatori di cimeli.
«Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile» di Roberto Barbolini è libro assurdamente bello, pieno di quel rock che si faceva una volta: «nato come romanzo di (de)formazione, scandito da narrazioni di diverso respiro, dal racconto breve al frammento, si è dilatato […] E dunque, per dirla come il poeta, “c’è qualcosa di nuovo oggi nel sole”. Ma anche di antico. Perché a una cosa non ho saputo rinunciare: l’amore per la parodia».

Roberto BarboliniRoberto Barbolini (Formigine, 1951) è narratore che predilige il comico, il visionario e il fantastico. Ha lavorato con Giovanni Arpino al “Giornale” di Indro Montanelli, è stato redattore e critico teatrale di “Panorama”, si è occupato di gialli e di poesia erotica. Attualmente collabora al “QN-Quotidiano nazionale” e a “Tuttolibri”. Ha pubblicato numerosi romanzi, saggi e raccolte di racconti, tra cui “La strada fantasma” (1991, vincitore del premio Dessì), “Il punteggio di Vienna” (1995), “Piccola città bastardo posto” (1998), “Stephen King contro il Gruppo 63” (1999), “Ricette di famiglia” (2011), “L’uovo di colombo” (2014), “Vampiri conosciuti di persona” (2017). Il suo libro più recente è la raccolta di racconti “Il maiale e lo sciamano”, edito nel 2020 da La nave di Teseo.

Pesca al cantautore in Emilia. E altre storie in vinile – Roberto BarboliniOligo Editore – Collana: Crisos-Oro – disponibile dal 30 settembre 2021 – Pagine: 480 – ISBN: 9788885723757 – Prezzo: € 18,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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