“Un amore a Hydra” di Tamar Hodes: “Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono” – recensione di Iannozzi Giuseppe

Un amore a Hydra – Tamar Hodes

Da lassù Leonard Cohen e Marianne sorridono

di Iannozzi Giuseppe

Tamar Hodes - Un amore a Hydra - Scritturapura

Leonard Cohen trascorse un bel po’ di tempo a Hydra, che nel corso degli anni sessanta fu un famoso rifugio di artisti. Quando arriva sull’isola, ha già al suo attivo un album di reading (Six Montreal Poets, 1957), “Confrontiamo allora i nostri miti” (Let us compare mythologies, 1956) e “Le spezie della terra” (The Spice-Box of Earth, 1961); sull’isola greca porterà a compimento due romanzi, “Il gioco favorito” (The Favourite Game, 1963) e “Belli e perdenti” (Beautiful Losers, 1966), darà vita alla sua terza raccolta poetica dal titolo “Fiori per Hitler” (Flowers for Hitler, 1964), scriverà le canzoni che confluiranno in “Songs of Leonard Cohen” (1967) e alcuni brani che invece faranno parte di “Songs from a Room” (1969), il suo secondo lavoro discografico.

Con grande dovizia di particolari riguardanti Hydra, Tamar Hodes conduce il lettore in un angolo di mondo che potrebbe essere una sorta di piccolo Eden, non fosse per il fatto che nessun luogo sulla Terra è mai veramente perfetto. A ogni modo, la vegetazione è incorrotta e rigogliosa, gli abitanti sono affabili quanto basta, e un gran numero di artisti dona all’isola un’aura quasi magica, sono infatti tante e lunghe le discussioni sull’arte, la scrittura, la pittura, la filosofia che, all’aperto o in casa, si portano avanti per ore e ore, non di rado alzando il gomito. George Johnston, Charmian Clift, Norman Peterson, Anthony Kingsmill, Gordon Merrick, oltre a Leonard Cohen e Marianne Ihlen, sono soltanto alcuni dei personaggi che popolano Hydra: il desiderio di un po’ tutti è quello di riuscire a dare un senso alla propria vita, e non solo sotto un profilo prettamente artistico. Leonard, stanco della plumbea atmosfera londinese, ha deciso di nascondersi, si fa per dire, sulla luminosa isola greca: ha venticinque anni, sa già suonare la chitarra, e in testa gli frullano davvero tante idee, che solo aspettano di essere organizzate in maniera logica e precisa. Passa le sue giornate sulla sua macchina per scrivere Olivetti, scrive senza posa, più che mai deciso a diventare un artista completo; all’improvviso la vede, è Marianne, è bella, è la donna più bella e bionda che lui abbia mai visto. Non appena i loro sguardi si incrociano, entrambi capiscono che sono destinati ad amarsi. Nel corso della maturità, ricordando gli anni trascorsi a Hydra, durante una intervista, Cohen si esprimerà così: «Era come se tutti fossero giovani, belli e pieni di talento, ricoperti da una specie di polvere d’oro. Tutti avevano qualità speciali e uniche. Questo è, naturalmente, il sentimento della giovinezza, ma nella gloriosa atmosfera di Hydra, tutte queste qualità furono amplificate».
Cohen comincia a frequentare la comunità bohémienne dell’isola, perché oramai l’ha vista e la vuole, vuole Marianne, la donna perfetta, la dea bionda dalla pelle di raso. Ben presto Leonard si lega a Marianne; lei ha già un bambino, è sposata con Axel Jensen, ma è come se non lo fosse. Axel ha una amante e questo lei non lo può accettare. Jensen è uno scrittore dal carattere insopportabile,è un traditore che non la rispetta, ma ciò che è peggio è che non rivolge attenzione alcuna al figlio, praticamente è come se per lui non esistesse. La donna sa bene che il matrimonio con suo marito è fallito da un pezzo. Marianne si trasferisce dal giovane poeta Cohen e, almeno per un po’, i due amanti vanno d’amore e d’accordo, tanto più che Leo adora il piccolo Axel Joachim. Leonard è ispirato, è chiamato, è predestinato: non può fare a meno di scrivere, e per riuscire a stare dietro alla scrittura ha bisogno di grande concentrazione. Ama follemente Marianne ma anche la scrittura. Non è facile per Cohen concentrarsi su due fronti. Marianne intuisce che il suo amante è destinato a diventare qualcuno: non vuole in alcun modo essere un possibile ostacolo per l’uomo che ama.
Sull’isola greca di Hydra, Leonard Cohen scriverà “Bird on the Wire” e “So long, Marianne”, due canzoni (poesie) che faranno conoscere la bella modella svedese a un po’ tutto il mondo.
I genitori di Tamar Hodes erano a Hydra, erano dei membri attivi della comunità di artisti ed ebbero modo di conoscere da vicino Leonard Cohen. Quando il poeta-cantautore lasciò l’isola, consegnò nelle mani del padre di Tamar, di cui era amico, i diari che aveva tenuto in quel tempo, nei quali descrive il suo rapporto amoroso con Marianne e la vita a Hydra. Per scrivere “Un amore a Hydra”, Tamar Hodes ha preso spunto dai diari che il padre le ha lasciato, siamo dunque di fronte a un romanzo in cui la finzione sposa la realtà, quella realtà che Leo ha avuto modo di percepire e interpretare secondo la sua non poca acuta sensibilità. “Un amore a Hydra” non racconta soltanto la storia fra Leonard e Marianne: un po’ tutti gli artisti che negli anni sessanta hanno soggiornato a Hydra, pur avendo una famiglia, hanno allacciato nuove relazioni, relazioni che in alcuni casi si sono rivelate fallimentari se non addirittura pericolose. Ad esempio, l’autrice non può fare a meno di evidenziare e raccontare il complicatissimo rapporto fra George Johnston e Charmian Clift. I due artisti, marito e moglie, si amano e si odiano allo stesso tempo; leggendo le pagine che parlano di loro, non si può far a meno di notare che amore e odio, luce e oscurità, li avvolgano, e solo di rado, per pochi momenti, la luce riesce a far indietreggiare la sua nera antagonista.
La fama di Leonard Cohen si estende, il suo nome passa di bocca in bocca, e nel giro di poco tempo viene apprezzato e contattato da artisti già parecchio affermati come Bob Dylan, Judy Collins, etc. etc. Le ammiratrici arrivano a Hydra con il solo scopo di conoscere il poeta, il cantautore che canta di una certa Suzanne… Marianne è felice per il suo amante, ma non è stupida: Leonard, presto, non sarà più soltanto suo, dovrà condividerlo con le fan che si gettano letteralmente ai sui piedi. La bella svedese ne è sicura, non intende trascorrere nell’ombra i prossimi anni della sua vita: decidere di vivere insieme al suo bel canadese sarebbe un errore, per lei e per suo figlio. Impossibile rimandare decisioni, concedersi ancora un po’ di tempo: la giunta militare fascista ha già cominciato ad allungare la sua possente ombra sulla comunità.

Tamar Hodes racconta gli anni felici di Leonard e Marianne, adoperando una sapienza descrittiva che non scade mai nella melensaggine: personaggi e situazioni sono presentati senza censure e abbellimenti di sorta, riuscendo così a farsi amare anche dal lettore più esigente. E, forse, in questo preciso momento, da lassù, in mezzo a mille gardenie, Leonard Cohen sta sorridendo insieme alla sua musa bionda.

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Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen

Un amore a Hydra. La storia di Leonard Cohen e Marianne Ihlen – Tamar Hodes – Scritturapura Casa Editrice – Collana: Paprika – Traduttore: Roberta Donvito – Prima edizione: maggio 2021 – Pagine: 286 p., Brossura – ISBN: 9788897924692 – Prezzo: € 20.00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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