Dietro il sorriso di una donna

Dietro il sorriso di una donna

ANTOLOGIA VOL. 247

Iannozzi Giuseppe

Dancing - by Chatterly

Dancing è opera originale di Chatterly

LA PARTE MIGLIORE DI DIO

Quando avrò scoperto che cosa si nasconde dietro il sorrido di una donna, poco ma sicuro, che avrò messo a nudo la parte migliore di Dio.

LIEVE

Com’è lieve il tuo sorriso
mentre mi porti alla gogna

NEBBIA

Con un anello di nebbia
sposasti le mie illusioni

SOLO VITTIME

Solo vittime siamo
di noi stessi:
il coltello fra i denti
e le rose in mezzo al seno

STANCO

Stanco, così stanco
Tale e quale a un verso libero
in lungo e in largo ho cercato
un grano di femminile tenerezza,
e alla fine affondato sono
nelle sabbie mobili
d’un anonimo deserto arrazzato

IN POVERTÀ

I tuoi baci
non li ricordo io
Ricordo invece
le tue lacrime
mentre stiravi la povertà
dei colletti delle camice
Lavoravi sempre
Scioperavo io invece:
davanti ai cancelli
davo addosso ai crumiri

FRESCA ROSA

Fresca rosa,
chissà chi sei,
se sei mia
o d’una pioggia
in primavera
che mai stanca
i tuoi petali
sfiora

IL SETTIMO GIORNO

Il Settimo giorno
l’epitaffio scrisse
sul Creato

… immobile rimase
a guatare le genti
e il grano falciato

DIVINA

Tu, Divina,
come cocaina
affonda
nel mio respiro
un bacio
che sia di vita
o di morte.
D’eterna
assuefazione.

SCIOCCHEZZE

Perché scrivo sciocchezze?
Solo per prendere distanza da me
O dalla gibbosità dell’infinito leopardiano

LA PIÙ BELLA

La donna più bella ho amato
La solitudine più bella ho dato via
Senza pietà

SUL TUO SENO

Sul tuo seno ora io sto,
sudato e sconfitto,
un po’ vivo, un po’ morto

Sul tuo seno la mia stanchezza
sente palpitare
l’epitaffio della tua dolcezza

MORTE ANNUNCIATA

Per l’apertura alare del tuo abbraccio
il respiro mio ghiaccio nel petto

Fu morte annunciata
Ma non desiderata

ALL’ERTA

Presi l’érta
Che conduceva al tuo amore
Stando sempre bene all’erta
Ma solo fu precipitare
Nell’
Attenzione
Del
Dolore

DI TE

M’inebriò l’affanno dell’orgasmo
Poi nulla più, poi nient’altro di te

CON UNA QUARANTENNE

Con una quarantenne andato

Nella sua esperienza incantato

Subito lasciato

INGANNO E AFFANNO

Avanti! Andiamo,
andiamo dove la via:
ci aspetta un altro inganno
e nel petto il solito affanno.

AL VENTO

Amore!
Sì, ti perdonerò
ogni tradimento:
le mie bugie a letto
non erano da meno
delle tue tette al vento.

PASSANO GLI ANNI

Passano gli anni, passano
E tu non te ne far meraviglia
La gioia, forse, il prossimo anno
La vita già adesso
immagina il nuovo inganno

ORIZZONTI

Masticava tabacco, il vecchio:
sul volto suo un’aria enigmatica
Sputavo io sentenze e rivoluzioni

Chi più in là, non so dire
Ma per tutt’e due un orizzonte,
e un affronto di fumi e fiumi
da affrontare

APPUNTAMENTO AL BUIO

Un re di cuori
che sia pagliaccio
come lo desidero io,
così pregavi
in trepida attesa
davanti alla chiesa
il buon Gesù
per quell’appuntamento al buio
In sorte però
un vecchio illuso ti toccò
che non aveva
né arte né parte,
solo qualche spicciolo
per un caffè alla buona
e fiato per parole
e altre deliranti parole

Per paura e pietà,
per un momento lungo
una mezza eternità,
gli restasti accanto;
e morto
che fu il pomeriggio
subito lo salutasti
con insperato coraggio,
con un breve cenno del capo,
felice di poter
finalmente tornare al sicuro
fra le bambole in porcellana

PIOGGIA PRIMAVERILE

A spruzzi
come una pioggia primaverile,
come una pozzanghera
tagliata dalla velocità d’un’auto
Sei la solita bambina
che cerca l’arcobaleno
entro i confini d’un piccolo mondo,
nel sorriso dei mascalzoni
che a pallone giocano in cortile

Dopo tanti anni
non sei cambiata d’una virgola,
riesci ancora a farmi battere il cuore
per un goal, per il tuo bel sedere

LA PENNA

La Madonna la mia penna ha rubato
Non so più come scrivere né cosa
Mi fissa maliziosa, ma non me la dà
La penna non me la dà, così mi sa
che mi toccherà di finire a fare il clown
su un filo appeso a cento metri d’altezza…
pregando di trovar lassù una verità

Ed eccomi qui, e non so quanto resisterò
In bilico quassù ci sono io e soltanto io
e non mi basto più; rimpiango la penna
e la donna che me l’ha rubata

KADDISH

Non era previsto,
non era previsto che così presto
cadesse la testa nella cesta
Presto volterò l’angolo

Prego,
ti prego di dimenticare
che mi hai incontrato
Prego,
ti prego di dimenticare
che hai ascoltato le mie parole,
che sono stato uno
che parlava con bocca d’amore
inventando follie su follie
per un sorriso, per il tuo sorriso

Sono stato un folle,
uno senza arte né parte
che non ce l’aveva il diritto
di sconvolgere la tua vita,
invitandoti a posare
la prima pietra per una chiesa
Da te sono stato
per un battesimo di luce,
ma già da un’eternità
nella siccità giaceva lo spirito tuo

Presto volterò l’angolo
Per le parole da me dette
sono stato condannato
a tacere fino alla fine
Per le mie parole
sono stato condannato
a bere l’acidità della tua verità
fino a quando ce la farò

Presto volterò l’angolo,
non te ne dispiacere
Non mi hai conosciuto mai,
mai veramente, mai sul serio:
solo inventavo storie su storie,
giorno dopo giorno,
ora dopo ora,
minuto dopo minuto,
per un sorriso non venuto

VOCI TRA I DENTI, TRA I VENTI

M’hanno raccontato
che oggi vivi da sola
lontana
in una landa desolata
dove soltanto il sole
ogni tanto
s’affaccia con timidezza

Una volta al mese viene
a trovarti un corriere:
ha sempre con sé una pistola
di tartaro giallo
e una paura legata al collo
che non l’abbandona mai
neanche un secondo

M’hanno raccontato così
Ma io non so se sia giusto
credere alle voci
che il vento sussurra al mio orecchio
mentre sorrido allo specchio
il vuoto della mia bocca sdentata

VORREI MI POTESSI DIRE

Vorrei mi potessi dire
sebbene non sia io
l’uomo che hai immaginato
– non un ribelle per libertà
in grandezza a Spartaco uguale –
che nel bene e nel male
son stato capace
di lasciarti libera
d’incendiare o meno
le mie labbra

PRIMO BACIO

Il primo bacio
un disastro,
un rompersi i denti
insieme, trentadue
contro trentadue
Meglio sarebbe stato
prendersi a cazzotti
E farla finita
senza la paranoia
di metterci saliva
amore dolore
– cazzate così

IL TEMPIO

Amami fino alla fine
del tempo
O distruggimi,
come Sansone al tempio

DELL’ORIZZONTE

Dell’orizzonte di domani
non v’è certezza;
sì presto si spenge
del sole la luce;
nelle tenebre avvolti
per ore e ore mai si è certi
che un’alba nuova sarà.

ALBA E TRAMONTO

Affonderai in me
il tuo sentimento
senza mai trovar
appagamento,
perché son io
luce confusa
fra Alba
e Tramonto.

LA FRANA

violenta la frana
finalmente
seppellisce
il poeta
dal sorriso felice
giù a valle

ALL’ALBA

E all’alba scoprirai
che non è lontano
il tramonto
dentro agli occhi miei

L’AMORE CAMMINATO

Il tempo, il tempo te lo dimostrerà…
l’amore camminato su lame di rose.
E noi, a piedi nudi,
davamo il meglio di noi:
il rosso.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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