Elena Mearini – I passi di mia madre: “Amare è dare a se stessi e al prossimo” – recensione di Iannozzi Giuseppe

Elena Mearini – I passi di mia madre

“Amare è dare a se stessi e al prossimo”

Iannozzi Giuseppe

I passi di mia madre - Ellena Mearini - Morellini editore

I passi di mia madre (Morellini Editore) è l’ultimo lavoro di Elena Mearini, romanzo proposto da Lia Levi alla LXXV edizione del Premio Strega.

Agata è una editor, vive a Milano, è già “nel mezzo del cammin di nostra vita”, e la sua vita procede con un gran senso di vuoto, quello che sua madre le ha lasciato dentro, nell’anima. Un giorno, quando Agata era ancora una bambina, Lucia, senza dire niente a nessuno, scompare, abbandona la famiglia. Gli anni passano e Agata cresce ma non è felice, s’interroga, cerca di capire perché sua madre l’ha abbandonata. Non c’è giorno che passi senza che Agata pensi a sua madre. Immagina che sia andata via per realizzare un sogno con uno dei suoi amanti, però preferisce di gran lunga credere che la genitrice si sia rifugiata in un convento per espiare le sue colpe, per pregare il Cristo in croce affinché la assolva dai suoi peccati e le doni, alla fine, la pace interiore.
Agata non ha un rapporto felice con il cibo, non ce l’ha mai avuto, e a quarant’anni suonati si rimprovera per la sua debolezza, si guarda allo specchio e lo Xanax è il suo migliore amico e amante. Quando sente che il vuoto la sta riempiendo davvero troppo, è per lei facile ghermire l’ansiolitico e ingollare cinque dieci quindici venti gocce.
Agata crede d’essere profondamente innamorata di Samuele, un uomo sposato con moglie e figli. Da quando l’ha incontrato non può fare a meno di pensare che un giorno Samuele le dirà di voler vivere con lei. Samuele è un uomo affascinante, ha un po’ di cultura dalla sua, e a letto ci sa fare, insomma è il classico dongiovanni. Samuele si fa desiderare, è difficile mettersi in contatto con lui. Solo quando è lui a decidere che è fattile incontrarsi, Agata può raggiungerlo, quasi sempre di corsa, sperando che Samuele spazzi via un po’ di quel vuoto che da troppo tempo si porta dentro.
Marco, il vicino di casa della editor, è un uomo con la testa sul collo, passionale, avvenente quanto basta. Marco ama la sua vicina, le manda sms, le chiede se ha voglia di farlo, e quasi sempre Agata gli risponde affermativamente, gli apre la porta di casa e subito fanno all’amore perché i loro corpi si attraggono.
La editor inventa una storia su sua madre Lucia, scrive di lei, le cuce addosso una nuova vita, e nell’intanto incontra autori, dispensa loro consigli, etc. etc. È cordiale con tutti, agli autori sorride, dice loro parole che non sono né di lode né di biasimo. Non crede granché nella validità letteraria dei romanzi moderni e negli scrittori che li hanno vergati. Dentro di sé compatisce i romanzieri che pensano d’aver scritto un bestseller.

Agata, dopo le tante carezze mancate, dopo il vuoto che per tanti anni l’ha riempita di scontentezza di sé, comprenderà che amare è dare a se stessi e al prossimo.

La scrittura di Elena Mearini è precisa, priva di barocchismi, impreziosita da un discreto numero di citazioni tratte da alcune importanti opere letterarie di autori quali Mario Vargas Llosa, Truman Capote, Jonathan Maxwell Coetzee, Kurt Vonnegut, Charles Bukowski, etc. I personaggi presenti ne I passi di mia madre hanno nomi biblici, Agata, Marco, Samuele, Marco, Lucia… e la scelta, poco ma sicuro, non è stata dettata dal caso.
I passi di mia madre è un romanzo debolmente pavesiano, che ha anche il pregio di accogliere elementi di quel neorealismo sì tanto caro a Vasco Pratolini.

Elena MeariniElena Mearini vive a Milano ed è autrice e docente di scrittura creativa e poesia. Ha pubblicato una raccolta di poesia per Liberaria editore, Strategie dell’addio, e due per Marco Saya Editore, Per silenzio e voce e Separazioni. Nella narrativa ha esordito con 360 gradi di rabbia per Excelsior 1881, e poi ha pubblicato A testa in giù, Morellini Editore, Bianca da morire, per Cairo Editore, selezionato al Premio Campiello, ed È stato breve il nostro lungo viaggio, Cairo Editore, selezionato per lo Strega nel 2018 e finalista al Premio Scerbanenco. Nel 2019 ha pubblicato per Perrone Editore, Felice all’infinito. Nel 2020 ha curato l’antologia Tra Uomini e Dei per Morellini, ed è presente in diverse antologie di narrativa, tra cui Lettere alla madre (2018) e Lettere al padre (2019), sempre per Morellini, a cura di Anna di Cagno.

I passi di mia madre. La ricerca di un amore mancatoElena MeariniMorellini editore – Collana: Varianti – Prima edizione: gennaio 2021 – Pagine: 160 – ISBN: 9788862988131 – € 15,90

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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