“Shantaram” di Gregory David Roberts. Citazioni da un Capolavoro

Shantaram

Gregory David Roberts

Citazioni da un Capolavoro

Certi libri ti rubano l’anima per donartene un migliore. E’ il caso di “Shantaram” di Gregory David Roberts.

Giuseppe Iannozzi

Shantaram - Gregory David Roberts - Neri Pozza

“La verità è un despota crudele, ma tutti fingiamo che ci piaccia.”

“Alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore.”

“A volte piangiamo senza lacrime, ma con tutto il nostro essere. In fondo è tutto qui: l’amore e i suoi obblighi, il dolore e la sua verità. Non ci è concesso altro. Possiamo solo cercare di resistere fino all’alba di un nuovo giorno.”

“Presto o tardi il destino ci fa incontrare tutte le persone che possono farci capire ciò che non dovremmo mai diventare.”

“Se sperimentiamo solo dolore, senza sofferenza, ciò che impariamo serve solo a noi stessi. Il dolore senza sofferenza è come una vittoria senza battaglia: non impariamo ciò che ci rende più forti, migliori.”

“Il passato si riflette perennemente in due specchi: quello luminoso delle parole pronunciate e delle azioni compiute e quello scuro, colmo di tutte le cose che non abbiamo detto o fatto.”

“Non so cosa mi spaventa di più… Il potere che ci schiaccia o la nostra infinita capacità di sopportarlo.”

“All’inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci. Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre.”

“Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d’amore, e lo cerchiamo disperatamente, è perché l’amore è l’unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza. Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli. Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle. E alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire ad urlare di dolore.”

“Mi afferrò il polso con una velocità sorprendente e si portò la mia mano fra le cosce, vicino al bacino. La carne era calda, liscia e soda. Non c’è niente al mondo di più morbido e piacevole al tocco della pelle fra le cosce di una donna. Non esiste fiore, piuma o tessuto che possa eguagliare quel sussurro di carne vellutata. Per quanto possano essere diverse, tutte le donne – giovani e vecchie, grasse e magre, belle e brutte – possiedono quella perfezione. È uno dei motivi per cui gli uomini vogliono possedere le donne, e spesso s’illudono di poterci riuscire.”

“È il perdono che ci rende unici. Senza perdono la nostra specie si sarebbe distrutta in una serie di faide senza fine. Senza perdono non esisterebbe la storia. Senza la speranza del perdono non ci sarebbe l’arte, perché l’arte è in qualche modo un gesto di perdono. Senza il sogno di un perdono non ci sarebbe amore, perché ogni atto d’amore è in qualche modo una promessa di perdono. Viviamo perché possiamo amare, e amiamo perché sappiamo perdonare.”

“Da giovani pensiamo che il dolore sia causato dagli altri. Quando invecchiamo, e in un modo o nell’altro ci viene sbattuta la porta in faccia, comprendiamo che la vera sofferenza si misura con ciò che abbiamo perduto.”

“La pietà è la parte dell’amore che non chiede nulla in cambio, e per questo ogni atto di pietà è una specie di preghiera. E i morti esigono una preghiera.”

“Gli affamati, i morti, gli schiavi. Il ronzio quieto e ipnotico della voce di Prabaker. Esiste una verità più profonda dell’esperienza, che sta al di là di ciò che vediamo, persino di ciò che sentiamo. È una categoria di verità che separa ciò che è profondo da ciò che è soltanto razionale: la realtà dalla percezione. Di solito questa categoria di verità ci fa sentire inermi, e capita che il prezzo da pagare per conoscerla, come il prezzo da pagare per conoscere l’amore, sia più alto di ciò che i nostri cuori sono in grado di tollerare. Non sempre la verità ci aiuta ad amare il mondo, ma senza dubbio c’impedisce di odiarlo. L’unico modo di conoscerla è condividerla da cuore a cuore: proprio come Prabaker me l’ha raccontata, proprio come ora io la racconto a voi.”

“Non puoi distruggere l’amore. Neanche l’odio riesce a distruggerlo. Puoi distruggere la passione, la tenerezza, la sollecitudine, o magari puoi neutralizzare questi sentimenti trasformandoli in un cupo rimpianto, ma l’amore vero e proprio non puoi distruggerlo. L’amore è ricerca appassionata di una verità diversa dalla tua; se lo vivi in modo sincero e totale, l’amore è eterno. Ogni atto d’amore, ogni impulso del cuore verso l’esterno, è una parte del bene universale: è una parte di Dio, o di ciò che chiamiamo Dio, e non può mai morire.”

“Il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo.”

“La saggezza è solo intelligenza svuotata della sua forza.”

Le strade di Shantaram – Il trailer del documentario-intervista esclusiva sull’attività illecita di David Gregory Roberts nelle slum di Bombay, dove egli stesso ripercorre passo dopo passo i luoghi che lo hanno visto protagonista di esperienze fuori dall’ordinario e che ha racconta nel romanzo.

https://www.youtube.com/watch?v=Zk2JihwDq4s

Gregory David Roberts

Il bus della scalcagnata Veterans’ Bus Service, una compagnia di veterani dell’esercito indiano, è appena arrivato al capolinea di Colaba, la zona di Bombay dove si concentrano gli alberghi a buon mercato. Greg è il primo a mettere piede sul predellino e a farsi largo tra la folla di faccendieri, venditori di droga e trafficanti d’ogni genere in attesa davanti alla portiera. Ha una chitarra a tracolla, un passaporto falso in tasca e un turbinio di pensieri ed emozioni in testa.
Nel tragitto dall’aeroporto a Colaba ha pensato di essere sbarcato in una città dopo una catastrofe. Davanti ai suoi occhi si è spalancata una distesa sterminata di miserabili rifugi fatti di stracci, fogli di plastica e carta, stuoie e stecchi di bambù. In preda allo stupore, Greg ha visto donne bellissime avvolte in stoffe azzurre e dorate incedere a piedi nudi in quella rovina, e uomini dai denti candidi e dagli occhi a mandorla, bambini dalle membra incredibilmente aggraziate. Ovunque, poi, aleggiava un odore acre e intenso. Quell’odore in cui, a Bombay, fiuti di colpo l’aroma del mare e il metallo delle macchine, il trambusto, il sonno, la lotta per la vita, i fallimenti e gli amori di milioni di esseri umani.
Greg è un uomo in fuga. Dopo la separazione dalla moglie e l’allontanamento dalla sua bambina, la vita si è trasformata per lui in un abisso senza fine. Era un giovane studioso di filosofia e un brillante attivista politico all’università di Melbourne, è diventato «un rivoluzionario che ha soffocato i propri ideali nell’eroina», un «filosofo che ha smarrito l’integrità nel crimine», uno dei «most wanted men» australiani, condannato a 19 anni di carcere per una lunga serie di rapine a mano armata, catturato e scappato dal carcere di massima sicurezza di Pentridge.
Eccolo ora a Bombay, nel bizzarro assortimento della sua folla, con i documenti di un certo Linsday in tasca e una strana esilarante gioia nel cuore… A Bombay, infatti, il destino ha calato per Greg la sua carta. A Bombay, diventerà uno Shantaram, un «uomo della pace di Dio», allestirà un ospedale per i mendicanti e gli indigenti, reciterà nei film di Bollywood, stringerà relazioni pericolose con la mafia indiana. Da Bombay partirà per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici…
Accolto al suo apparire come un vero e proprio capolavoro letterario, capace di pagine di «inesorabile bellezza» (Kirkus Reviews), Shantaram non è solo «una saga gigantesca e vera» (London Daily Mail), ma anche uno di quei rari romanzi in cui l’ostinata ricerca del bene tocca realmente la mente e il cuore.

Gregory David Roberts è nato a Melbourne, in Australia, nel 1952. Scappato da un carcere di massima sicurezza, si è rifugiato in India dove ha trascorso dieci anni. Dopo la pubblicazione e lo strabiliante successo di Shantaram, ha tenuto numerose conferenze, in giro per il mondo, sul tema della giustizia sociale. Dal 2004 si è ritirato dalla vita pubblica per dedicare il suo tempo alla famiglia e alla scrittura.

Shantaram – Gregory David Roberts – Traduttore: Vincenzo Mingiardi – Editore: Neri Pozza – Collana: Le tavole d’oro – Pagine: 1184 p., Brossura – ISBN: 9788854500570 – € 23,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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