Culetto a cuore (La cattiva azione quotidiana)

Culetto a cuore

La cattiva azione quotidiana

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Il sole era alto. Io avevo un gran sonno: per tutta la notte non ero riuscito a chiudere occhio. Pensieri, come serpenti nella testa. La luce mi dava fastidio agli occhi, tanto che fui costretto a mascherarli con un paio di occhiali da sole molto scuri.
Quando sono sotto stress, solitamente perché ho dormito poco o niente, non sopporto la luce. Divento irascibile, una sorta di vampiro pronto a succhiare l’anima al primo malcapitato.
La incontrai. Io non la riconobbi. Era passato tanto di quel tempo. Dio! Non sapevo neanche quanto. Fu lei a riconoscermi. Teneva due bambini, uno per mano, entrambi taciturni, con il broncio, quasi fossero in collera con la madre.
“Tu sei Mark. Non sei cambiato.”
“Non mi ricordo di te…”, ammisi senza vergogna.
“Christine.”
“Non mi dice nulla questo nome. Mi spiace. Forse ha sbagliato persona.”
“Non sei Mark B.?”
“Sì, sono io.” Mi sforzai di pensare. Niente. “Non mi ricordo di te.”
“Sono quella che ti prendeva per i fondelli.”
Una fitta lancinante alla tempia destra: “Scusa, ma di te non mi ricordo. Poi questa notte non ho dormito e ho una emicrania della madonna. Perdonami.”
La lasciai così, di sasso: una donna con due bambini e un mondo di solitudine dentro.
Non era più la Christine che avevo odiato, era sol più una cicciona, i fianchi sformati, e trenta chili di troppo come minimo. Non ce l’aveva più il culetto a cuore, quel fondoschiena per cui un tempo tutti i maschi le morivano dietro. Era una donna con due figli, e divorziata: ce l’aveva scritto in fronte. Avrà forse pensato di poter accalappiarmi? Non lo so. Mi ha dato però questa impressione. Quand’anche avesse mantenuto vivo il culetto a cuore che ricordavo, poco ma sicuro che non mi sarai lasciato incantare. Nonostante l’emicrania sfoggiai il mio miglior sorriso, un sorriso a trentatré denti, da vero diavolaccio. Non sorrisi a nessuno in particolare. Lei era già ben lontana dai miei occhi nascosti dagli occhiali da sole. Christine comunque si sbagliava su di me e di brutto anche: ero cambiato eccome, un diavolaccio con una gran barba nera, giusto un po’ sale e pepe sul mento.

Tornato a casa mi levai gli occhiali abbandonandoli su una vecchia Bibbia a riposare in mezzo a un milione di altri libri, dopodiché andai in bagno e mi spruzzai la faccia con dell’acqua fresca guardandomi, non poco compiaciuto, allo specchio. Mi piaceva un casino davvero la mia immagine luciferina, di uomo barbuto con due occhi neri come il carbone , da vero bastardo. Decisi che era il caso di buttarmi sul letto, di sognare almeno un po’.

Dormii come un angioletto caduto, felice d’aver compiuto la mia cattiva azione quotidiana.
Alla sera ero fresco e riposato. Tirai su la cornetta del telefono, aprii la rubrica, cercai il numero d’una sciacquetta mozzafiato che avevo conosciuto una settimana prima a un reading: poco ma sicuro che me la sarei fatta, senza dovermi abbassare a farle dei complimenti.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Culetto a cuore (La cattiva azione quotidiana)

  1. Nadia Fagiolo ha detto:

    Tutto torna nella vita, dicono così; come non si sa. Ma a questi due non è andata molto bene.
    Ciao.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un racconto di pura fantasia rispetto a “Lily e Barbarossa”, che invece contiene tantissimi spunti autobiografici, pur essendo ambientato negli USA.
    A lei non è andata bene ma neanche a lui che non ha più ritrovato la ragazza che ricordava: non si è lasciato intenerire e se l’è data a gambe levate. Alla fin dei conti, è andata meglio a lui che può contare su altre donne. 😉

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