La giovane zingara. La sua perfezione esagerata – racconto completo da “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne” di Iannozzi Giuseppe

La giovane zingara

La sua perfezione esagerata

di Iannozzi Giuseppe

Gitana - Bolesław Szańkowski

Era stato a vedere la prima de La Tosca, un riadattamento moderno che non gli era piaciuto affatto. Giacobbe era agitato e insoddisfatto, e neanche il freddo riusciva a frenare un poco i suoi bollenti spiriti: se avesse avuto fra le mani attori, costumisti, scenografi, gliene avrebbe cantate quattro. Fra sé e sé andava ragionando: «Con questo riadattamento hanno letteralmente sbudellato lo spirito originale del dramma. Asini, asini incapaci persino di dare un raglio che sia un raglio!».

Iannozzi Giuseppe - Il male peggiore - Edizioni Il FoglioAvrebbe dovuto dirle di “no” e tirare dritto. Non ne era stato capace. Lo aveva fregato nel momento in cui lei lo aveva fissato dritto negli occhi. Capelli lunghissimi e ricci, d’un nero avorio, le scivolano lungo la schiena ben oltre il sedere d’una perfezione esagerata. Giacobbe non poté non rimanere colpito dalla bellezza che gli si era parata davanti. Se solo fosse stato un po’ furbo, non l’avrebbe degnata d’uno sguardo né si sarebbe lasciato intrappolare dalla bellezza dei suoi occhi, profondi e d’un nero vellutato. C’era innocenza e anche un pizzico di malizia in fondo agli occhi della giovane zingara che gli aveva tagliato la strada. Non pareva patita o maltrattata, sporca però lo era, come se si fosse divertita a rotolarsi in mezzo a un mucchio di cenere.
Il clima rigido di gennaio faceva disegnare fumetti nell’aria. Lei non aveva quasi niente addosso, solo degli stracci zingareschi che dovevano riscaldarla ben poco; e ai piedi un paio di zoccoli in legno che dovevano aver visto tempi migliori. Il vento invernale schiaffeggiava entrambi: la giovane zingara non si lamentava, Giacobbe invece rabbrividiva seppur avvolto in un cappotto tanto lungo quanto pesante.
Prima che Giacobbe potesse anche sol tentare d’allontanarla, se la trovò abbracciata a lui. Lo aveva stregato con lo sguardo, poi gli si era avvicinata e, per così dire, l’aveva momentaneamente fatto suo prigioniero.
Come un uccellino, subito pigolò: «Un soldo, uno o due, signore bello».
Non stava elemosinando, lei pretendeva punto e basta.
«Un soldo, uno o due, signore», non smetteva di ripeterglielo tenendolo abbracciato a sé. Poco ma sicuro che non lo avrebbe mollato sin tanto che non avesse ottenuto quel che voleva. A fatica Giacobbe cacciò una mano in una tasca dei pantaloni in cerca di moneta. Cercò e cercò nella tasca e, alla fine, gli riuscì di tirar fuori un paio di monete da un euro più qualche centesimo.
«Tieni, non ho altro!», disse Giacobbe con un po’ d’imbarazzo. Lei allora lo sciolse dal suo abbraccio e subito allungò la mano. Giacobbe lasciò cadere le monete sul palmo della mano della bella zingara. Lei fissò le monete per mezzo secondo, poi, senza più degnarlo d’uno sguardo, prese a correre sculettando.
Giacobbe l’osservò allontanarsi di corsa protetta soltanto dall’ombra dei portici di Torino.

Racconto tratto da “Il male peggiore. Storie di scrittori e di donne”.

IL MALE PEGGIORE (Storie di scrittori e di donne) – Iannozzi Giuseppe –Edizioni Il Foglio – Collana: Narrativa – Pagine 330 – ISBN 9788876067167 – Prezzo: 16,00 €

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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