La tenerezza della Morte

La tenerezza della Morte

Iannozzi Giuseppe

 Eye of Death - by Valeria Chatterly Rosenkreutz

Eye of Death è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

Per quanto possa sembrare paradossale, nel corso della vita ho ucciso più persone di quante ne abbia incontrate lungo la mia strada.
Ho ucciso perché sono stato addestrato per questo, per essere un killer.
Non ho mai provato alcunché per la gente che ho fatto fuori, né pietà né rimorso, e nemmeno mi sono mai domandato se avessero una qualche colpa da espiare. La mia 45 ha parlato per me.
Alla fine però ho chiuso gli occhi. Qualcuno mi ha sparato in mezzo alla fronte, ha parlato più veloce di me.
E’ giusto così.
Non rimpiango l’esistenza che ho condotto. Sono stato freddo e preciso. Chi è caduto ai miei piedi non ha sofferto, non si è neanche reso conto di rendere l’anima a Dio o a chi per esso.
Adesso sono qui, all’Inferno credo.
Non è come me lo aspettavo.
Una debole luce illumina malamente quella che potrebbe essere una spelonca. È una piccola luce, debole, uguale a quella d’un fiammifero. Non capisco…

All’improvviso, la Morte appare di fronte a me. La riconosco subito. È bellissima: ha fattezze di donna, lunghi capelli biondi, due occhi celestiali, una bocca rossa e turgida, e un seno abbondante che non guasta mai. È nuda o quasi. Credo indossi una tunica sbracciata. Sembra una vestale in nero.
“Sei infine giunto a me.”
La sua voce è gelida e calda allo stesso tempo. E mi eccita.
“E’ successo.”
“Ti aspettavo prima.”
“Ero impegnato, poi è successo quel che è successo, ed è per questo che sono qui.”
“Sì, lo so.”
“Dunque, tu sei la Morte”, sputo io tutto d’un fiato, per nulla intimorito.
“Puoi chiamarmi come preferisci.”
“Tu sei veramente così, o è una illusione?”
“Io sono come tu vuoi che io sia.”
“Intendi forse dire per gli altri sei diversa, secondo il loro desiderio?”
Lei mi sorride, facendomi segno di seguirla.
Mi dà le spalle.
Affondo lo sguardo nel suo fondoschiena, e sospiro. Facendo il killer, non ho avuto molte donne e non ho mai avuto modo di dar vita a delle relazioni un poco stabili.
“Mi stai adorando bene!”, dice lei, senza guardarmi in faccia.
“Te ne sei accorta…”
“La tua anima è quella di un maschio”, sentenzia fingendosi irritata.
“Tu sei di sesso femminile, ci avrei scommesso le palle! Hai tutto quello che ha una donna, e la tua fica si bagna, non è vero?”
“Sono femmina perché tu vuoi che io abbia fattezze,atteggiamenti, sensibilità e passionalità muliebri. Stammi dietro e non fare domande sciocche.”
La seguo tenendo lo sguardo fisso sul suo fondoschiena.
Arriviamo in fondo a quello che potrebbe essere un budello, non saprei definirlo altrimenti.
“Da dove proviene questa luce?”
“Da te, dalla tua anima. E’ lei che la spande nell’intorno.”
La rivelazione non mi fa né caldo né freddo.
“E si sta spegnendo”, aggiunge la Morte.
Non mi scompongo: “E’ un peccato, ma immagino non possa farci niente.”
“Ho bisogno di te.”
“La mia anima è ridotta al lumicino”, dico con voce debolmente baritonale.
“Ti piaccio?”
Accenno un con la testa.
“Quanto ti piaccio?”
“Più di ogni altra creatura abbia mai incontrato.”
“Non hai avuto molte relazioni”, sentenzia lei.
“E’ vero, colpa del mio lavoro.”
“E non sei mai stato innamorato sul serio”, mette nero su bianco lei.
“Così parrebbe.”
“Non hai nessun figlio.”
Accenno un altro con la testa.
“Questo è un bene”, osserva lei: “Ho bisogno di uno che non abbia legami affettivi con il mondo dei vivi.”
“Senti, mi sto spegnendo…”
“Lo so meglio di te. Accetti?”
Non capisco.
Lei m’incalza: “Non far finta di non aver capito: accetti o non accetti l’incarico?”.
Accetto.

La Morte è molto premurosa con me, e per strano che possa sembrare qualche volta dimostra pure un po’ di preoccupazione quando, per motivi di lavoro, rimango intrappolato nel frenetico viavai dell’umanità del mondo dei vivi. Non è gelosa lei, ma sembra abbia paura che qualcuno possa in qualche modo strapparmi a lei. Non ama la solitudine, è questo il punto: l’ha retta per un’eternità e oggi ha scelto me per essere il suo compagno. Mi ha reso simile a lei, ha condiviso il suo potere con me. Mi ha incoronato Re. Se esistesse la felicità qui all’Inferno, potrei dire d’essere felice.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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