Bene o male, ascolto i tuoi pensieri

Bene o male, ascolto i tuoi pensieri

ANTOLOGIA VOL. 218

Iannozzi Giuseppe

Maurits Cornelis Escher - Drawing Hands

IO E ANNA

Tu ascoltavi i Beatles
Io, per darmi un tono,
gli Stones
Tu eri felice
Io me ne fregavo
Tu raccoglievi fiori
Io leggevo libri importanti,
e fumetti un po’ così e così
Tu andavi con tutti
– le tue gambe petali
da violentare, così dicevi
Io cercavo di telefonare a Cuba
e in tasca non avevo il mondo
Tu abortivi amanti e sangue
Io diventavo un uomo,
un uomo triste e solo,
e la facevo finita per sempre
con Gianni e Pinotto
Tu morivi senza fiato,
senza un bacio
sulle labbra esangui
Io, in perfetto orario,
vestito in nero,
venivo al tuo funerale:
io a piangere a dirotto
in mezzo
ai tuoi amati Figli dei Fiori,
io tale e quale
all’inutile controfigura
di Woody Allen

LASCIA CHE SIA L’ANIMA

Lascia, lascia
che sia l’anima mia
a spogliarti,
e lascia che sia la Luna
a cucirti addosso sogni d’argento

Come uomo innamorato,
ogni giorno la vita mia
la dono a te per perdermi,
per perdermi a lungo,
a lungo e ancor di più
fra le bionde trame
dei tuoi capelli ribelli;
davanti a te
in ginocchio cado piano
al tuo seno ancorando
l’occhio malandrino

Cos’altro ti serve per capire?
Cos’altro ti serve per capire
che una rapina a mano armata
mai e poi mai sarebbe bella
quanto la tua pazzia
di dirti e non dirti mia?

Te lo dice,
te lo suggerisce anche la Luna,
che dalla sua scenografia
si tira giù:
da un uomo,
davvero,
non si può ottenere di più!
E te lo ripeto anch’io
prima che
un non previsto tuo silenzio
per sempre nella ruggine
mi soffochi la bocca

TI CANTO

Porti avanti puntini di sospensione
Della Natura sei la Creatura innocente,
la figlia più verde di belle speranze;
così, da mane a sera, ti canto
E se un punto di dolore s’incastra
là alla radice del naso, per una lacrima
un po’ dolce e amara, sappi che amo
e amo di te soprattutto la dolcezza,
che sempre di nuovo mette tutto in gioco,
ignorando degli astragali il responso

Per tutto questo, illibata giovincella,
a te levo il mio calice di vino rosso:
fortuna e allegria sempre inondino
i tuoi dolci fianchi, fianchi che un dì
qualcuno, per la tua e la sua passione,
metterà a nudo

CADERE IN AMORE

bella ragazza, a che… che diavolo pensavi
quando l’altezza ti ha presa in vertigine
per spingerti a baciar l’asfalto e il sangue?

bella ragazza, cader in amore schianta
così ti ho dimenticata sotto il lenzuolo
dando il passo oltre l’ultimo tuo bacio

BELLA STELLA

Quanti anni qui a cantare
parole che non riposano,
che da sole non vogliono stare

Quanti giorni e quante lacrime,
mia Bella Stella, tu non sai

Ma si perde una volta sola
in questa nostra breve vita
Però che questa verità
non ci sia di consolazione,
ché solitudine è eternità
che non finisce mai
per chi muore
senza nessuno accanto

TRA ANDERSEN E GRIMM

Nemesi è di vita viva,
viva come acqua
che piano scende
dentro ai tombini
per correre fin dentro
alle radici degli orti
e dei cimiteri, tra i morti
Mortifica la Nemesi
ognuno di noi,
lo schiavo
il libertario
e il libertino pure,
più d’ogni poeta
o bambino
armato di filo spada
e fantasia

E sei lontano, lontano lontano

E mai Andersen troverà la strada
per la Casa di Marzapane
e far fuori i fratelli Grimm
E mai se li potrà fare,
prima il più grande, poi l’altro
e poi insieme, come in quella favola
che mi raccontasti tempo fa
e che iniziava in maniera sì felice
con un “C’era una volta!”,
ma solo per finire
allo stesso identico modo

Che Collare di Fuoco
Che sbrodolare d’anime
Nemesi non sa la pietà

Sottomesso al Collare di Fuoco,
sottomesso a quel dolore
che da almeno cinquanta
e passa età t’insegue
in una ressa di passi sotto il sole,
e poi in una confusione di ombre
prese nella profonda notte, profonda
più di te e del tuo fischiettare
nel vano tentativo
di sconfiggere il Seme della Paura
Questo dolore non ti lascia
in pace un momento mai;
non si scorda di dormire per te,
per te sulla forca
uguale a fantasma di cartapesta

Che Collare di Fuoco,
inutile smorzare la sete

Che Collare di Dolore
Che pazza risata in piazza
Che pazza ultima volta

La butti giù d’un fiato
l’anima,
nelle budella a morire
insieme a te
E la gola t’è stretta stretta;
e le mani tremanti, giusto un istante
sul pomo d’Adamo, lente scivolano
per riposare lungo i fianchi
E una vecchia puttana messicana
sorride alla Morte
sorride a lei, che dalla tua faccia
oramai vuota di colore
si scolla felice, lasciandoti
alle inquiete molestie del vento

DESIDERIO

Potrei annoiarvi
con la lunghezza dei miei passi,
e potrei anche uccidervi
a occhi chiusi,
lasciando a voi la sorpresa
di scoprirvi proprio davanti a me

Ma stanchezza mi fa
il Desiderio

TU, COSÌ BELLA

E tu, così bella,
finalmente decidesti
di sputare in faccia a dio
E in risposta
il suo ghigno più tremendo,
così tanto uguale
al tuo amore
– a tutta la Bellezza

EPITAFFIO

Lascia che dicano e dicano…
han soltanto la loro parola,
l’epitaffio tremendo
che per sempre li seppellirà
nella muta terra senza pietà

IDOLO FUORI MODA

Quando cerchi qualcuno
il silenzio risponde,
il solito a noi conosciuto
I miei passi cadevano
fra imbarazzo e stanchezza
Ero uguale a un idolo fuori moda

E tu lo sapevi
che stavo sprecando me
lungo la Strada dell’Incoscienza
Tacesti perché
di me ti vergognavi
o in segno di lutto, chissà!

LA FINE DEL TEMPO

Queste pesanti campane di piombo
che da mane a sera
l’una contro l’altra battono
dell’uomo segnano
il destino la fortuna e la caduta
Non dire che non le senti
La frusta di Satana piega e piaga le schiene,
si tingono di rosso i fiumi e straripano i mari
Spezza gli scogli la bianca schiuma,
alta si leva sino a incontrare
dei cieli la furia

Era da così tanto tempo
che si raccontava la Fine
e adesso che è arrivata
non uno che si tenga in piedi,
tutti in ginocchio
con il coraggio nelle mutande
a pregare per la piccola loro vita
vissuta fra cotidiani razzismi
e immani soprusi

Ha esposto il ciabattino bene in vista
il cartello in bottega: “Il meglio in saldo
molto prima del previsto”
A titolo gratuito
l’azzeccagarbugli di turno dispensa consigli,
mentre i predicatori giù in strada urlano
che non ce la farà nessuno
Lo scrittore alla moda invano cerca
la sua copia della Bibbia
fra mille volumi, per una vita intera,
nell’indifferenza martirizzati
E come un diavolo
Hendrix suona la sua Fender Stratocaster
e quasi ce la fa a coprire del piombo il suono

Non dire,
non dire che non capisci
I giochi sono a un punto morto
E’ solo questione di tempo
e tutto finirà com’è stato predicato
sin dalla notte dei tempi

Allergici all’incenso,
alle candele per sempre
Domani il giorno non sarà di Luce
Son già di neri corvi i cieli
per inumane urla
La chitarra di Jimi brucia,
per l’ultima volta brucia
Nessuno ha un riparo sicuro
dove riparare le chiappe
Esultano i sette mari
mentre si ritirano le terre
Non c’è una sola spiaggia sicura
dove in santa pace poter morire

E’ il tempo dei Tempi,
cadono i templi in frantumi,
al centro si spezzano le clessidre,
perdono le ore gli orologi
e il nostro amore, Amore mio,
finisce così presto, così presto
Quanto vorrei saper piangere
una lacrima, quanto lo vorrei!

E’ il tempo dei Tempi,
predicono la morte le campane
e il nostro amore, Amore mio,
vien seppellito
Niente rimane,
non una briciola,
non una mosca
o una più colorata farfalla
– il cervello se ne va in pappa

Non mi dire
che anche tu vuoi pregare
insieme al gregge,
non mi dire che stai per cadere
in ginocchio! Restami accanto
fino alla fine, fino alla Fine
Oramai non c’è altro
che possiamo fare
Godiamoci la Fine
perché non ci sarà un’alba da vedere

ASCOLTO I NERI PENSIERI

Bene o male,
ascolto i tuoi neri pensieri
E la bocca mia,
senza ritegno alcuno,
sol desidera sposare la tua
Ho forse colpa
se le labbra non amano lo spirito
ma la carne solamente?

Creatura della Notte,
desidero l’Impossibile,
e per questo i Nani
m’hanno spinto alla gogna:
anelano a cavarmi
di bocca il sogno
Col forcipe in mano
se la ridono della grossa,
lasciando la lingua schioccare
contro il palato
Mai e poi mai riusciranno
a farmi abortire il sogno:
nani sono, nani maligni
il cui cuore peloso e puzzolente
al buco del culo delle scimmie
rassomiglia
Perché desidero l’Impossibile,
sta’ pur certa che mi libererò

Creatura della Notte,
soltanto ti chiedo di prepararti;
la prossima volta
che sarò nudo ai tuoi piedi,
sarà perché maturo è il tempo
Non uno resterà in piedi
dopo il nostro accoppiamento
non uno potrà dire
d’aver avuto il tempo di…

COSÌ FATALE

La strada è la strada,
ogni povero diavolo la corteggia
masticando buio e coraggio

Sulla croce muore Gesù
senza lacrime,
senza disperate urla
da dare in dono al cielo
e ai pochi ai suoi piedi
Nudo e crudo muore
sotto un cielo che partorisce
grasse nuvole nere,
come il culo del diavolo nere
E in eterno uguale rimane
questa mia breve poesia…

come il culo del diavolo
fatale, così fatale

MU

troppo di questo,
troppo di quello:
affonda Mu
ma non il suo mito

lo raccontano
oggi i vecchi peccatori
ai bambini,
che domani,
davanti alla brace,
lo racconteranno
ad altri giovani innocenti

mai si spegne la storia
dell’uomo che racconta storie
per non credere alla morte

GUERRA E PORNOGRAFIA

Se il mio amore muore
è Guerra e Pornografia
Rimangono segni di unghie
e il pitale da vuotare,
e un bicchiere di vino appena
da ingollare per dimenticare

Se il mio cuore
dovesse smettere ora di battere,
non sarebbe poi grave
come si potrebbe immaginare,
perché resterebbe l’ombra greve
di esserci detti completamento

E’ Guerra e Pornografia
E’ un dio che s’è impiccato
là dove sorgeva il Muro di Berlino:
il nostro dirci d’amore, sì pesante!

MORENTE

ci spinge l’ignobile notte
a fare a botte solamente
con l’ombra nostra,
sotto un fugace chiaro

di luna morente

PER NULLA

amando
odiando

perdendo
la testa
in nulla battaglia

pisciando
lentamente

L’AMARO E IL MIELE

afflitti dai tanti desideri
che il giorno accende in noi,
sol tentiamo l’amaro e il miele
di una poesia di parole
perché di noi un segno rimanga
nella notte, nel suo ventre
gonfio delle nostre nostalgie

QUANDO LA MANO

quando la mano
mia cerchi
sempre stringi forte
come se dovessi perdermi

quando la mano
tua rifiuto
sempre cerco respiro
come tra le macerie
sepolto

SORELLA DI PERFEZIONE

Ringrazio.
Piano chino il capo,
come un bambino.
Ringrazio la gentilezza
e la bellezza
che ti appartengono,
Sorella di Perfezione.

Chino il capo
una o due volte,
come un bambino
che lo sa
che continuerà
a commettere errori
per non deludere sé,
né chi oggi lo ama.

SUL SERIO O QUASI!

Chi non legge e però scrive e si dice divorato dal “fuoco sacro”, bene, è solo divorato dall’ignoranza.

Scrivere per essere autoreferenziali è brutalità ben peggiore di quella di dare alle stampe un thriller in tutto e per tutto dozzinale.

Chi vive e vive sul serio non perde tempo dietro a certi millantati capolavori.

Non parlare di un romanzo è il modo migliore per stroncarlo senza fare dell’inutile rumore.

C’è più saggezza tra le dune di un deserto che non in certi libri che solo hanno contribuito alla deforestazione.

Il silenzio è d’oro e lo è soprattutto se sono certi pennivendoli a tacere, con la forza o perché passati oramai a miglior vita.

Vivere: si è soltanto quando si vive, commettendo errori anche. Vivere per sopravvivere a sé stessi conduce invece a seppellirsi nella vita, ed è la morte peggiore che uno possa cercare.

Le donne si preoccupano della loro bellezza, giorno dopo giorno, al pari di certi maniaci sessuali che devono decidere chi saranno le loro prossime vittime. Non posso farci niente, anch’io mi preoccupo.

Amo le donne soprattutto, perché i maschi sono tutti occupati a leggere barzellette e numeri di telefono sulle pareti dei bagni pubblici.

Sono un pavido, ho paura delle donne e degli assassini incalliti, in strada mi guardo sempre, con sospetto, le spalle.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Bene o male, ascolto i tuoi pensieri

  1. Pingback: Ascolto i tuoi pensieri con orecchie mute | Isabella Difronzo

I commenti sono chiusi.