Dio non perdona nessuno. Il giorno del giudizio

Dio non perdona nessuno

Il giorno del giudizio

Iannozzi Giuseppe

Deus Irae - by Valeria Chatterly Rosenkreutz

Deus Irae – by Valeria Chatterly Rosenkreutz

I cimiteri sono sempre avvolti in una bruma anomala, non importa che ci sia il sole al di là dei cancelli.

Lungo le strade di A*** non s’incontra nessuno. E’ mattino presto e questo dannato paese non mostra alcun segno di vita.
Passo davanti a un bar. Nessuno ai tavolini. I vecchi sono stati i primi a tirare le cuoia. Erano loro i migliori clienti. Il caldo li ha fatti secchi tutti. Cinquanta gradi all’ombra non sono uno scherzo. Li hanno seppelliti in fretta e furia, per paura che il caldo decomponesse le salme. I becchini hanno lavorato senza sosta, sfidando il caldo, e alla fine tutti sono stramazzati al suolo, disidratati, stroncati da infarti e ictus. A loro nessuno ha dato sepoltura.
Il caldo soffocante ha messo al tappeto anche il più irriducibile dei bastardi; i più giovani, pure loro, alla fine, sono schiattati, e, ovviamente, nessuno li ha seppelliti. Credevano forse di salvarsi. Illusi. Sorrido.

Attraverso strade, paesi, campagne, città, metropoli.
Mi lascio ogni cosa alle spalle. E sorrido.

Questo caldo infernale non cesserà. Giorno dopo giorno la temperatura sale sempre di più.
La morte è nell’aria. Ha un sapore dolciastro.
Su questo pianeta resistono in piedi poche anime ridotte al lumicino.
Quattordici secoli prima che scendessi sulla Terra, Dio scatenò il diluvio universale e solo in pochi si salvarono; questa volta ha invece deciso di far cuocere i suoi figli, tutti.
Non posso oppormi alla sua volontà e, in tutta onestà, sono d’accordo con lui: l’uomo non merita di rimanere in vita. Dio questa volta vuole una pulizia totale. Non lascerà che una sola anima trovi scampo. Uomini e animali sono stati giudicati e condannati.
Sono passati più di duemila anni da quando sono stato crocifisso.
Non è servito morire sul Golgota.
Duemila anni mi hanno reso cinico, molto più vicino allo spirito di mio Padre.

Ed eccomi all’interno del cimitero di Calverton; quello di Wadi Al-Salam – che era il più grande e antico – non esiste più da un bel pezzo, la furia umana è riuscita a seppellirlo nelle macerie.
Le lapidi di Calverton bruciano.
Una nebbia calda stagna su avelli e angeli in marmo.
Dio mi chiama. La voce del suo spirito è stanca. Sta investendo tutto sé stesso in questa piano divino.
“Figlio mio.”
“Sì, Padre.”
Non c’è bisogno che aggiunga altro. Presto prenderò il suo posto e mio Padre troverà finalmente la pace nella tomba dell’Oblio.

In questo momento la temperatura è intorno ai settanta gradi centigradi. Chi non è ancora schiattato lo farà molto presto. Si tratta poi solo d’una manciata di anime, che non si vogliono arrendere all’evidenza che Dio li ha abbandonati. Per sempre. E anch’io li ho abbandonati. Sento le loro preghiere e le ignoro.
Adesso che questo pianeta sta per diventare un deserto inadatto a ogni forma di vita è già quasi un paradiso!
La terra sotto i miei piedi brucia. Una sensazione davvero fantastica.
Gli alberi ormai secchi e scheletrici prendono fuoco sotto i miei occhi.
Poso lo sguardo su una balzana riproduzione dell’arcangelo Gabriele. Gli uomini non hanno mai compreso la deità.
Non sento più voci.
Le preghiere sono cessate.
Non uno è rimasto in vita.
E sento l’ira di Dio spegnersi adesso che tutto è compiuto.
Ora sono io Dio, io che ero il suo unico Figlio.

Rimango nel cimitero, assiso su una lapide. Lingue di bruma bollente mi corteggiano. Il cadavere d’una bambina di non più di tre anni è ai miei piedi. Sarebbe sufficiente una minima scintilla della mia volontà perché torni in vita. Ma non lo faccio, né mai lo farò. Il mio cinismo è immenso e non potrebbe essere altrimenti, sono Dio: Δεν ελπίζω τίποτα, δε φοβούμαι τίποτα, είμαι λέφτερος. (*)

(*) “Non spero in nulla. Non temo nulla. Sono libero”. Queste parole sono l’epitaffio sulla tomba di Nikos Kazantzakis.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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