Bukowski, racconta! – Gli apocrifi bukowskiani a cura di Iannozzi Giuseppe – Edizioni Il Foglio

Bukowski, racconta! Gli apocrifi

PENSIERI, RACCONTI, POESIA
a cura di Giuseppe Iannozzi

In Bukowski, racconta! sono raccolti alcuni lavori bukowskiani apocrifi, di difficile o impossibile attribuzione: una manciata di poesie e molti racconti, oltre a una intervista inedita allo scrittore.
Il materiale qui presentato, in prima battuta apparve su diversi giornali underground: poesie e racconti recavano una sola iniziale, una B o una C, e in rari casi un nome, Henry. Impossibile dire se siano delle prove di scritture nate dalla mano di Charles Bukowski o se siano invece opera di uno o più ubriaconi che ieri tentarono di imitarlo; fatto sta che, per stile e tematiche trattate, le poesie e i racconti presenti in questo volume sono dannatamente intriganti, pulsanti di un politicamente scorretto, che solo Hank (forse) sapeva maneggiare con impareggiabile classe anarcoide.

Giuseppe Iannozzi (detto Beppe), classe 1972, è giornalista, critico letterario, editor e scrittore. Nel 2012 ha pubblicato Angeli caduti (Cicorivolta), nel 2013 L’ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta) e La lebbra (Edizioni Il Foglio), nel 2014 La cattiva strada (Cicorivolta). Nel 2016 ha pubblicato Donne e parole (Edizioni Il Foglio) e 2017 Il male peggiore (Edizioni Il Foglio).
Scrive per diverse testate online e la free press.

Sito web: iannozzigiuseppe.wordpress.com

Facebook: facebook.com/iannozzi.giuseppe

Twitter: twitter.com/iannozzi

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Bukowski racconta! .Bukowski, racconta!
Curatore: Iannozzi Giuseppe
Editore: Edizioni Il Foglio
Collana: Narrativa
Formato: Brossura
Pubblicato: 08/04/2016
Pagine: 190
Lingua: Italiano
Isbn o codice id 9788876066177
Prezzo: 14 Euro

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Bukowski – La verità sta nelle sfumature

Aforismi originali di Charles Bukowski – Il cattivo gusto forgia più milionari del buon gusto. Alla fine si riduceva tutto a chi otteneva più consensi. Nel paese delle talpe la talpa è re.

Solo i poveri conoscono il significato della vita; chi ha soldi e sicurezza può soltanto tirare a indovinare.

L’uomo nasce per morire. Che significato ha? Stare lì ad aspettare.

Voglio dire, mettiamola così: voi immaginate che niente abbia un senso, ma non può essere che tutto sia così, perché vi rendete conto che non ha senso e questa vostra consapevolezza gli dà quasi un senso. Avete capito quello che intendo? Un pessimismo ottimistico.

Sperimentavano sui poveri e se funzionava utilizzavano il trattamento sui ricchi. E se non funzionava, avevano ancora tanti poveri a disposizione per la sperimentazione.

Fiutavo la morte nell’aria. e adesso che la fiutavo non ero poi così sicuro che avesse un buon profumo.

Va bene, Dio, mettiamo pure che Tu esista veramente. Mi hai sistemato per benino. Vuoi mettermi alla prova. E se invece Ti mettessi io alla prova? E se dicessi che Tu non esisti? Mi hai sottoposto alla prova più ardua dandomi prima i miei genitori e poi questi bugni. Credo di aver superato la prova. Sono più forte di Te. Se discendessi qui, adesso. Ti sputerei in faccia, sempre ammesso che Tu ne abbia una. E la cacca la fai? Il prete non ha mai risposto a questa domanda. Ci ha detto che non dobbiamo dubitare. Dubitare di cosa? Credo che Tu mi abbia già dato troppe noie e quindi Ti chiedo di venire qui giù, così sarò io a mettere Te alla prova!
Aspettai. Niente. Aspettai Dio. Aspettai e aspettai. Credo di essermi addormentato.

Il genio sta nell’abilità di esprimere concetti profondi in modo semplice.

Sulla via dell’inferno c’è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine.

Moriremo tutti, proprio tutti, che circo! Già solo questo dovrebbe farci amare l’un l’altro, ma non è così. Siamo terrorizzati e annientati dalle banalità, siamo divorati dal nulla.

Scrivere è quando volo, scrivere quando accedo fuochi. Scrivere è tirare fuori la morte dal taschino a sinistra, scagliarla contro il muro e riprenderla al volo quando rimbalza.
Questi tizi pensano che devi essere sempre sulla croce e sanguinare per dimostrare di avere anima. Ti vogliono mezzo pazzo, che ti sbrodoli la camicia davanti. Ne ho avuto abbastanza di quella croce, ne ho già il serbatoio pieno. Se riesco a rimanere giù dalla croce, ne ho in abbondanza per andare lontano. Anche troppo. Lascia che siano loro a salire sulla croce, gli farò i complimenti. Ma il dolore non crea scrittura, lo scrittore sì.

“Non preoccuparti, piccola, io sono un genio. L’unico guaio è che gli altri non lo sanno.”

L’amavo. Ma non c’era niente che potessi fare. Anzi sì, una cosa c’era: accesi il motore e me ne andai.

Se non vi è rimasta molta anima, e lo sapete, vi resta ancora dell’anima.

Be’, la gente è piena di svariati tipi di odio: la loro vita non va come vorrebbero, e l’autostrada è uno dei luoghi dove sfogano la rabbia.

“Non sono abituato a pensare. Le donne sono tutte diverse. Fondamentalmente sono una combinazione di quanto c’è di peggio e di quanto c’è di meglio al mondo… magiche e terribili. Sono contento che esistano, comunque.”

La gente continua a venire da me, a parlarmi: senza invito vengono e io ascolto, offro loro quello che ho da bere e poi se ne vanno. Ma quelle ore non sono sprecate… l’uomo impara dall’uomo, e se non lo fa ha perso una grande possibilità e ha mandato tutto a puttane.

Eppure le donne, le donne che valevano qualcosa, mi spaventavano perché finivano col volere la mia anima, e io volevo tenere per me quello che ne restava.

La differenza tra Democrazia e Dittatura è che in Democrazia prima si vota e poi si prendono ordini; in una Dittatura non c’è bisogno di sprecare il tempo andando a votare.

Al momento conosco un paio di uomini che sembrano davvero innamorati… sono uomini logorati dal loro triste destino, non riescono a tirarsi fuori da quella situazione.

La baciai. Baciarsi è più intimo che scopare. Ecco perché non mi è mai piaciuto che le mie donne andassero in giro a baciare altri uomini. Preferirei che se li scopassero.

Il dolore è una cosa strana. Un gatto che uccide un uccello, un incidente di macchina, un incendio… Ecco il dolore, BANG, eccolo, ti sta addosso. È reale. E quelli che ti guardano pensano che hai l’aria stupida. Come se fossi improvvisamente diventato scemo. Non c’è rimedio per il dolore a meno di conoscere qualcuno che capisca come ti senti e sappia cosa fare.

Ero attratto da tutte le cose sbagliate: mi piaceva bere, ero pigro, senza dio, senza idee politiche, senza ideali. Vivevo nel nulla; la mia era una non esistenza e a me andava bene così. Tutto questo non faceva certo di me un personaggio interessante. Non volevo essere interessante, era troppo faticoso. Quello che volevo veramente era uno spazio facile, indefinito dove vivere tranquillo. Volevo essere lasciato in pace. D’altra parte quando mi ubriacavo mi mettevo a urlare, impazzivo, perdevo il controllo. Ciascuno di questi comportamenti non andava d’accordo con l’altro. Non me ne fregava niente.

Eppure le donne, le donne che valevano qualcosa, mi spaventavano perché finivano col volere la mia anima, e io volevo tenere per me quello che ne restava.

Prima di distruggere qualcosa assicuratevi di avere qualcosa di meglio per sostituirlo.

Trovavo la vita del tutto priva di interessi; e questo avveniva specialmente quando lavoravo otto o dodici ore al giorno. E la maggior parte degli uomini lavoro otto ore al giorno almeno cinque giorni la settimana. E neanche loro amano la vita. Non c’è ragione per uno che lavora otto ore al giorno di amare la vita, perché è uno sconfitto. Si dorme otto ore, si lavoro otto ore, si va avanti e indietro, tutte le piccole cose che si hanno da fare. […] Come si può amare la vita se si vive soltanto un’ora e mezzo al giorno e si buttano via tutte le altre ore? E questo è quello che ho fatto per tutta la vita. E non l’ho amato. Credo che chiunque lo ami sia un grande idiota. Non c’è modo di poter amare questo genere di vita.

Non so se sarà possibile salvare il mondo: bisognerebbe che ci fosse una tremenda inversione di marcia, il che è quasi impossibile. Ma se non possiamo salvare il mondo, allora per lo meno diteci in cosa consiste, dove siamo.
Ci sono tanti, tanti salvatori del mondo. Quasi quanti se ne possono trovare morti. E, sfortunatamente, quasi tutti i salvatori del mondo sono già morti. Essendosi dimenticati, strada facendo, di salvare se stessi.

L’Arte vera, il Creare, è in genere da due decenni a due secoli in anticipo sui tempi, se paragonata al sistema e alla polizia. L’Arte vera non solo non è capita ma viene anche temuta, perché per costruire un futuro migliore deve dichiarare che il presente è brutto, pessimo, e questo non è un compito facile per quelli al potere – minaccia quanto meno i loro posti di lavoro, le loro anime, i loro figli, le loro mogli, le loro automobili nuove e i loro cespugli di rose. “Oscenità” è la parola che usano per giustificare la propria depravazione e per censurare le opere e per fare irruzione negli avamposti degli uomini creativi.

Il dolore non crea niente, neanche la povertà. L’artista esiste già da prima. Quello che sarà di lui dipende dalla sua fortuna. Se ne avrà (parlando in generale) diventerà un artista scadente. Se non ne avrà diventerà un buon artista. In base ai contenuti dell’opera.

Ospedali e galere e puttane: ecco le università della vita. Ho preso diverse lauree. Chiamatemi dottore.

Il genere umano ha molte debolezze, ma le due principali erano: incapacità di arrivare in orario e incapacità di mantenere le promesse.

Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive.

C’è una dozzina di modi per perdere una corsa e un modo solo per vincerla.

Questa gente.
Vanno dalla fica alla fossa
senza che mai li sfiori,
l’orrore della vita.

“Che differenza c’è fra poesia e prosa?” “La poesia dice troppo in pochissimo tempo, la prosa dice poco e ci mette un bel po’.”

La gente si scalda perché non capisce la matematica delle cose e sta troppo a lungo con lo stesso lavoro monotono e più tardi alle sera quando torna a casa rifiuta di scopare con chi ama o picchia i figli o soffre di indigestione o di insonnia, di flatulenza, di ulcere sanguinanti, odia l’economia e la leadership, il governo, le autostrade… tutti generi di odio comprensibili e inutili. Hanno le dita dei piedi contratte, spasmi alla schiena e trasformano l’insonnia in incubo. Perché hanno tenuto gli occhi aperti tutto il santo giorno e hanno visto troppo.

Come fa un tizio al quale non interessa quasi niente a scrivere quasi su tutto? Be’, io lo faccio. Scrivo e scrivo su quello che rimane fuori dalla lista: un cane randagio che cammina lungo la via, una moglie che uccide un marito, i pensieri e i sentimenti di uno stupratore mentre addentra un hamburger; la vita in fabbrica, la vita per le strade e nelle camere dei poveri, dei mutilati e dei pazzi, su stronzate così, scrivo su un sacco di stronzate come queste.

I cani avevano le pulci, gli uomini un sacco di guai.

“La gente è fortunata. Le piace tutto: coni gelati, concerti rock, cantare, ballare, odio, amore, masturbazione, panini col wurstel, balli folk, Gesù Cristo, i pattini a rotelle, lo spiritualismo, il capitalismo, il comunismo, la circoncisione, i fumetti, Bob Hope, lo sci, la pesca, l’omicidio, il bowling, i dibattiti. Tutto. Non hanno molto, perché non si aspettano molto. Ma sono una grande banda.”

Il guaio di ogni aforisma, di ogni affermazione, è che può facilmente diventare una mezza verità, una fregnaccia, una bugia o un appassito luogo comune.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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