Ho infranto la Sacra Legge

Ho infranto la Sacra Legge

ANTOLOGIA VOL. 202

Iannozzi Giuseppe

Buddha

HO INFRANTO LA SACRA LEGGE

Ho infranto la Sacra Legge
leggere e non scrivere,
per questo sono stato condannato
a radermi il capo come un bonzo

Adesso mi dicono, dicono
che scrivo triste, che sono
più di là che di qua
Intendono dire che non ci sto
con la testa, che lascio al Caso
gli occhi vuoti di piànto

Adesso dicono “schifo!”
Rispondo che da tempo
mi sono fatto la mia Idea
su come gira il mondo
Ho visto tanto, quel che basta,
un elefante e una formica rossa
suonarsele di santa ragione
per una mollica di pane,
e una colomba bianca
che, senza fare una piega,
sbiadiva all’orizzonte
Rimango però colpevole
perché ho infranto la Legge,
così sono stato condannato
a vivere nell’Aurora boreale

Ho infranto la Legge,
la sacralità della promessa
di non far più sesso
immaginando questa
e quella posizione di guerra

SONO TORNATO DAL MAESTRO

Ho fumato il corpo di mille sigarette
e mi sono fatto monaco per mille anni
prima d’accompagnarmi qui da te

I giorni passavano lenti
in compagnia della tua assenza
Il Maestro m’invitava
a stringere forte i denti,
a imitare il colibrì;
la mia azione fu la scemenza
di dormire attaccato alla bottiglia
mentre i rami perdevano
fiori e foglie

Una montagna di grasso
è presto diventata la pancia;
per questo mi sono svegliato
e ho preso a correre sul filo
in punta di piedi
sicuro che la morte
non mi avrebbe sorpreso
E così è stato
Sono tornato dal Maestro
per un nuovo consiglio
Mi ha guardato di sbieco
Mi ha chiamato figlio,
l’ho dunque invitato
a strapparmi i calli
e poi a bere il caglio
dalle mie mani

Ho staccato teste mani e piedi
ad amici e nemici per non far torto
a nessuno di loro; e Buddha
ha gradito la mia perspicacia
Ho dato alle fiamme castelli
Ho raccolto i capelli delle amanti
legando assieme bruno e biondo
Ho dato fuoco alle poesie
che mi resero un ingenuo sacrificio,
ed ora sono qui, pronto a ricevere
la tua Bionda Lancia nei fianchi

RESISTO

Se questi miei giorni li senti tristi
Se davvero li senti piovere e piangere
Se è vero che sei tutta la tenerezza
che ho mai osato chiederti,
Amore, ricordarti
che la vita è un pezzo di ferro
E io solo cerco di resisterti

[SENZA TITOLO]

E nel cielo – quando l’Inverno – si fa
un gioco di neve: ancora vergine
piano tocca la terra sol per sciogliersi
e diventare acqua e raccogliersi poi
nei tombini del mondo. Impallidiscono
le labbra d’una signorina e un poco tremano,
mentre sul volto di lei s’ingravida
una tiepida lacrima di dolore;
se qualcuno la vedesse capirebbe
che di Biancaneve è lei più bella.

NUVOLE DI TEMPESTA

no, perché? o sai forse che
si stanca la fatica e il passo lungo più della gamba
quando credi, quando il mondo nella mano

sì, si agitano i coriandoli all’aria affidati
mutano poi in nuvole di tempesta
e tutte le parole prendono il volo
e i sogni pure quando il tempo fuggito
dalla mano,
ma fra le gambe incastrato bastone

NERO LAGER

tentano gli occhi
di capire perché tanti uomini in fila
da dio abbandonati
una pallottola cacciata a forza nel cavo
della povera bocca priva di denti

bruciano le fabbriche corpi su corpi
si consuma nelle fabbriche
giorno dopo giorno la realtà
sparo dopo sparo

qui solo l’orrore
e mai un colore diverso dal nero
delle camice fasciste

solo il buio quando la vita
negli occhi si spegne

resta un perché irrisolto bruciato dato
a un vento di cenere

e restano altri fratelli a vivere
una grama vita che presto si spegnerà
in questo nero nero lager

GIORNO DOPO GIORNO

Si formano gli animi,
giorno dopo giorno,
in un germoglio d’un falso
d’autore.
Insaziabili restiamo
come l’ignoranza
che più ce n’è
e più ne vogliamo,
resistendo sotto ai raggi del sole,
camuffati in mezzo all’erba,
ma con allargati sorrisi
che tosto s’infuocano in pioggia
di baci.

UNO SGUARDO

Con la mia poca bellezza
armato soltanto del coraggio
che mi trafiggeva
portato dai tuoi occhi nei miei
ho costruito castelli di sabbia
per mille nuove favole
notte dopo notte

E’ bastato negarmi uno sguardo,
mostrarti bella e nuda davanti a tutti,
e un solo gesto di rabbia
ha cancellato l’idea che fossi mia

BLUES DI PIOGGIA

Qualcosa
che sa di blues
camminare da soli,
sotto la pioggia:
unica compagnia
pozzanghere
che il volto ti spruzzano,
che ti ricordano
che più non sono
i passi tuoi di gioia

Qualcosa
che t’invecchia
andare e andare
senza una meta,
di tanto in tanto spiando
le nuvole alte lassù:
e capire che nemmeno Gesù
fu solo quanto te

Qualcosa
che ti sprofonda giù,
nel blues
Qualcosa
che sa di blues,
che d’improvviso
ti fa arrestare
il passo nel passo

Qualcosa
che sa di morte
camminare da soli,
sotto un cielo
che non ci ha pensato su
a sputarti in faccia
quel che sei e che
domani forse
ancor sarai

SULLA STRADA

Ti sarei riconoscente
se mi dessi un’altra sigaretta
e spegnessi la tua sotto il tacco
La strada da fare è lunga
Non sei la compagnia
che m’ero immaginato;
non ti ho scelto,
e mi tocca d’averti accanto

C’è l’ombra di Kerouac
che ci fa segno
Hai le spalle forti, più delle mie
Io ho scarpe buone ma lacci così così
Non so se capisci
quello che sto cercando di spiegare

Non era così
che l’avevo pensato
questo viaggio
Accendimi una sigaretta
e passamela prima
che ci tocchi il tramonto
con le sue ombre

MORFEO E PESSOA

E poi cadere,
fra le braccia di Morfeo scivolare
tentando l’azzardo
fra un sogno in bianco e nero
e uno a colori
Il destino tentare
al confine fra realtà e illusione,
e al buio scegliere le carte
pizzicandole dal mazzo,
fra la storia di Damasco
e l’avvenire di Gerusalemme

E poi, poi dimenticare,
riuscire a tornare in un’èra indefinita
quando i prati eran tappeti verdi
e le donne sapevano commuoversi
Tornare in quell’ospedale,
incontrare l’ombra sciamanica di Orfeo
e senza pensarci su
gli occhiali di Pessoa infrangere
contro le mura delle identità
in blocchi di ghiaccio imprigionate

E a ogni cristo dire bene in chiaro
che suprema fu la truffa dell’alchimia,
l’imposto esodo nella misticanza,
nella Cabala per inespresso desiderio

E poi gli occhi infine riaprire,
incontrare l’alba di lacrime d’oro bagnata
e il passero nella notte caduto seppellire
all’ombra del più tenero nocciolo in fiore

IL TUO SCHIAVO È QUI

Il tuo schiavo è qui
Gli hanno comandato di obbedire,
di seguire la linea tracciata da Mosè
Il tuo schiavo è nelle pagine della Bibbia,
ha riparato alla meno peggio la sua vita,
guardando in faccia i secoli

Quando cala la sera
accende milioni di candele
per disperdere l’oscurità,
per scorgere l’ombra della verità,
per non correre il rischio
che i secoli lo scalzino troppo

Il tuo schiavo ha visto,
ha visto tirar su piramidi di dolore,
ha visto cadere la gloria delle nazioni
A occhio nudo ha visto
amore e odio stringersi di nascosto la mano,
e ti può dire che in giro per il mondo
non molto è cambiato:
nei campi di concentramento
uomini donne bambini muoiono
scavandosi il viso nel filo spinato

Il tuo schiavo ricorda la Storia
Di tanto in tanto scrive le sue memorie,
nascondendole come meglio può
dalla malvagità degli occhi delle spie
perché non ha tempo da perdere,
perché ha ancora tanto da fare
nel tentativo di salvare una vita
che salvi il mondo intero

DICO ADDIO

Dico Addio all’idiozia dell’Io,
a quel cieco dio che mi dice suo
Dico addio al mendico,
al sottoposto, al poeta,
a quel coglione che coglieva
e coglieva bene, per disprezzo
qualche volta, di palo in frasca
Dico addio al poco che fu mio,
all’idea malata di far piangere
sputando fumo negli occhi
come asino a briglia sciolta,
ma sempre confuso fra i ragli
dei tanti

Brucia ancora l’alba sulla pelle
e non cessa del vento il fischio,
mi sia così concesso
di non passare per fesso
perché buono o giù di lì
Anch’io ne ho piene le palle
di dare a tutti o a nessuno,
ottenendo in cambio
la sopportazione altrui
ché poi sì, verrà l’occasione
di tornare utile
– d’esser preso per il culo

Dico addio agli obblighi,
ai favori, alle stupide convinzioni
di maniaci, critici e fanatici
Dico addio a chi è partito
per finire nell’abbraccio d’un Partito
Dico addio a voi pressappochisti
che in tasca una scusa da due soldi
sempre ce l’avete
Addio alle vostre facce sui giornali,
in tivù e in qualche orinale
Addio alle preghiere di voi buffoni
che vi credete Uno e Trino
Addio al vostro criptorchidismo,
a voi che salite e scendete vivendo
per dar corso a inciuci e sofismi

Addio a voi,
alle vostre incazzature
senza sbavature

Addio sì, addio a voi
Mai vi è passato per la mente
che c’è anche chi non mente

STORIA UMANA
(La fine del Mondo)

– Perché non la scrivi quella storia?
– Quella storia, quella storia…
– La più incredibile, come tu stesso l’hai definita.
– Ah, quella intendi!
– Sì, proprio quella, la più grande storia, quella di cui mi hai accennato più volte, senza mai dirmi una parola circa il finale.
– Non la leggerebbe nessuno.
– Non dire sciocchezze! Tu sei uno che conta, sei letto in almeno cinquanta lingue.
– Domani sganceranno le atomiche, non ti sto prendendo per i fondelli. La notizia me l’ha data un personaggio che sta molto in alto. Sopravvivranno forse le formiche. Perché mai dovrei consumare tutto d’un botto il poco tempo che mi resta da vivere qui, sulla Terra?
– Sopravvivranno le formiche. E noi?
– Noi finiremo come tutti gli altri.
– Ma noi siamo degli Artisti, dei Creatori…!
– Troppo spesso ci illudiamo di essere degli Dèi, questo è il nostro peccato. Noi solo diamo una vita fatta di parole a delle fantasie che fanno ressa nella nostra mente, fantasie che, a volte, un vero Dio decide di concretizzare per farci dispetto. Forse, per punirci.
– Tu stai delirando, adesso ho capito…. Sono proprio un imbecille a prestarti attenzione. Un imbecille.
– Nostro destino è di finire domani. Dio mi ha parlato, ha detto che la storia da me pensata e mai scritta, solo a te accennata, lui la realizzerà. Ti piace il finale?

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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