Si raccontava la Fine e adesso è arrivata

Si raccontava la Fine e adesso è arrivata

ANTOLOGIA VOL. 196

Iannozzi Giuseppe

La fine del tempo - by Valeria Chatterly

LA FINE DEL TEMPO

Queste pesanti campane di piombo
che da mane a sera
l’una contro l’altra battono
dell’uomo segnano
il destino la fortuna e la caduta
Non dire che non le senti
La frusta di Satana piega e piaga le schiene,
si tingono di rosso i fiumi e straripano i mari
Spezza gli scogli la bianca schiuma,
alta si leva sino a incontrare
dei cieli la furia

Era da così tanto tempo
che si raccontava la Fine
e adesso che è arrivata
non uno che si tenga in piedi,
tutti in ginocchio
con il coraggio nelle mutande
a pregare per la piccola loro vita
vissuta fra cotidiani razzismi
e immani soprusi

Ha esposto il ciabattino bene in vista
il cartello in bottega: “Il meglio in saldo
molto prima del previsto”
A titolo gratuito
l’azzeccagarbugli di turno dispensa consigli,
mentre i predicatori giù in strada urlano
che non ce la farà nessuno
Lo scrittore alla moda invano cerca
la sua copia della Bibbia
fra mille volumi, per una vita intera
nell’indifferenza martirizzati
E come un diavolo
Hendrix suona la sua Fender Stratocaster,
e quasi ce la fa a coprire del piombo il suono

Non dire,
non dire che non capisci
I giochi sono a un punto morto
E’ solo questione di tempo
e tutto finirà com’è stato predicato
sin dalla notte dei tempi

Allergici all’incenso,
alle candele per sempre
Domani il giorno non sarà di Luce
Son già di neri corvi i cieli
per inumane urla
La chitarra di Jimi brucia,
per l’ultima volta brucia
Nessuno ha un riparo sicuro
dove riparare le chiappe
Esultano i sette mari
mentre si ritirano le terre
Non c’è una sola spiaggia sicura
dove in santa pace poter morire

E’ il tempo dei Tempi,
cadono i templi in frantumi,
al centro si spezzano le clessidre,
perdono le ore gli orologi
e il nostro amore, Amore mio,
finisce così presto, così presto
Quanto vorrei saper piangere
una lacrima, quanto lo vorrei!

E’ il tempo dei Tempi,
predicono la morte le campane
e il nostro amore, Amore mio,
vien seppellito
Niente rimane,
non una briciola,
non una mosca
o una più colorata farfalla
– il cervello se ne va in pappa

Non mi dire
che anche tu vuoi pregare
insieme al gregge,
non mi dire che stai per cadere
in ginocchio! Restami accanto
fino alla fine, fino alla Fine
Oramai non c’è altro
che possiamo fare
Godiamoci la Fine
perché non ci sarà un’alba da vedere

NATALE DI SILENZIO

Ho bevuto tutto,
tutto d’un fiato;
e sul tavolo
la bottiglia vuota
disperata
mi taglia lo sguardo
in rosse lacrime,
mentre spazzo via
briciole di niente
col palmo della mano

Poi sol più inghiotto
il nero della notte
per dar magro corpo
all’ultima cena

Ed è già il Natale
al silenzio uguale

DIMMI

Dimmi dove hai seppellito
il mio sogno, quello
che da bambino stringevo
al petto per mortificare
la paura
Dimmi dove hai seppellito
il mio giorno migliore, quello
che non ho ancora vissuto
E dimmi, dimmi dove sei tu,
dove ti sei nascosta,
se in mezzo a mille ore di ombre
o al centro d’una luce accecante

PENNA E POESIA

A volte
mi consolo pensando
che le vestali dormono
dentro ai sogni miei

A volte
rimango sveglio in giorni veloci,
pieni di stupidi impegni,
che solamente riesco a fumare
una sigaretta
A volte
ci sono immense notti
che lascio cadere la penna
sul bianco del foglio
perché riposi,
perché la poesia è malattia
che fu di troppi prima di me

A volte
mi rendo conto
che il sole,
che all’alba scorgo
dopo notte insonne,
è fastidio di luce
che mi spinge a spegnere
gli occhi e sognare

BOSCO NERO

Dalla profonda gola del Bosco Nero
pretendono loro un’attenzione speciale;
e non considerano
degli spirti di passaggio il muto pianto
Pretendono che tutto gli sia dovuto
e le voci levano alte il silenzio guastando

Vendicativo e vero il Bosco Nero
gli fa sonora eco in un vaffanculo

TU EROTICA SIRENA
(da “Fiore di Passione”)

Sempre nei pensieri,
Tu Erotica Sirena
celesti hai gli occhi
per ammaliare,
per rapir dal petto mio
il fiato
e nell’affanno dannarlo.

Sì tanta beltà
mai ebbi fortuna in vita mia
d’ammirare;
piovuta giù
da chissà quale Eden,
sei tu ora qui, sogno
che mordendo a sangue
le labbra inseguo
fra i perigli e i silenzi
del dì e di quelli più duri
a tarda notte. Gioia e follia
suggeriscono fantasie
che par quasi sconcio
metter in poesia;
e però come tacere,
come tacere! Non è dato
all’uomo di fermarsi muto,
di gittar dell’alma tua il canto
che i sensi sovreccita sì tanto;
m’è dolore infinito
saperti nascosta, vestita
di malie che una a una
il desio m’invita a spogliare.

Quale dio potrebbe dir di me
se non tu – che Dea sei
al di sopra delle Dee tutte –
che cosa pensi veramente,
se io giusto un amico
o se invece per te folle amante
che l’alma sua da subito
in impossibile sogno
ha condannato! Sia come sia,
se vero è che non accetta
l’amore alcun comando
ma sol il comandamento
di spremere goccia a goccia
la passione, allora la lingua
e lo spirto mio liberi li lascio
come si conviene di favellare,
anche se sconveniente
all’orecchio tuo, Erotica Sirena,
potrebbe tutto ciò sembrare.

Le labbra tue vorrei baciare;
non sarebbero sufficienti milioni di baci,
e nemmeno sarebbe soddisfacente un bacio
che l’eternità abbia dalla sua,
perché vero è che l’alma tua carnale
con la mia la vorrei penetrare
per far torto a quella rispettabilità
che ancor ti fa esitare.

LO GIURO

Non si può scrivere,
non si può
come condannati
legati alla catena

A chi dire, a chi
dire una banalità,
un “ti voglio bene”?

Non conduce la poesia
sulle sponde della gioia;
e manchi tu, manca
il tuo sguardo d’amore
e di accusa

Ho smesso il vizio,
ho smesso il vizio
d’illudere me, lo giuro;
ma a tarda sera
il muto abbraccio malato
di mille spire di fumo

ASSOMIGLIA ALLA TENEREZZA

Vedete, la cosa è semplice
Ci crediate o no,
impegno il tempo
facendo torto alla stanchezza,
spogliando rose e colombe
della loro bellezza,
con una crudeltà
che assomiglia alla tenerezza

Vedete, la cosa è semplice
Ci crediate o no,
i miei occhi interrogano
prima il giorno, poi la notte
Ma mai,
mai che riesca a capire
sino in fondo la confusione
che regna nella semplicità
di questo mio stare al mondo

SYD

Syd era matto, era tutto
su una luna opposta
un desiderio di sangue
e uno d’amore sulla faccia sbagliata

Syd era un fottuto bastardo
che tremava al freddo al caldo
sotto la sferza del desiderio

Era un sogno
un gioco di equilibrio di bicchieri
per un po’ di cenere sul pene
per un taglio di lacrime di sangue
per una dose ancora

Dormire un altro po’, un altro po’
e magari non svegliarsi mai più

Ma il cielo piove ancora addosso a noi
Il cielo piove e piove e piove, non si stanca mai
Il cielo piove ancora su campagne città verità

Syd era così, tutto matto
Andato fottuto, dal sessantacinque
al sessantotto al settantacinque
– ma vorrei che tu fossi qui,
in ogni caso vorrei che fossi qui
a indicarmi la rotta per il senno:
s’è perso, s’è perso lassù già da un po’

Syd era così, era così fragile
da far paura a santi e criminali

Syd era così, era così
lo potevi solo amare e ‘fanculo

CLAUSTROFOBIA

Si vede
ma in lontananza
una, una sola
singola
uscita
Che sia
di sicurezza
anche?
C’è questo giallo
che è tanto,
che è invasivo,
che ti mette
nello stomaco claustrofobia
Fa presto a commuoversi,
a macinar panico la mente
colle budella attorcigliate
Quasi subito
sopravvengono conati
di chiusa libertà:
risalgono la strozza
come serpenti
e avvelenano la bocca
aperta
in semplice mutezza

CONTRABBANDIERE

Rimaniamo appesi
al calendario,
alle stelle
che con passo
contrabbandiere
piano
scivolano
attraverso il cielo

TI HO DESIDERATA

Ti ho desiderata per un rossore,
per capire la bellezza tremenda
d’una donna in amore
che piano dischiude le gambe
e intorno ai fianchi dell’amante
poi le stringe

Ti ho desiderata per sentire
quanto affamata l’innocenza
e quanto invece sol immaginata

POESIA

Il mio volto è di quercia, di legno
E’ vecchio all’occhio di chi lo fissa
E’ giovane solo all’anima inquieta
che osa cercare in me appoggio
Ho sentito ogni cosa che è al margine
[del bosco
E tutto quello che no, me l’ha portato
il vento dal Paese che sta lontano-ano,
ma mai così tanto perché io non possa
sapere dell’oggi e del domani
Viandante che vai, dove? Qui ti fermi,
qui ora ti fai solitudine sotto l’ombra
che m’appartiene; e cos’altro? Per chi,
per chi batte il tuo cuore sì giovane?
Ah, non sprecarlo! Non ti basterà esser
zingara e dalle stelle consolata – guidata
Sette giorni, sette, sette spade il destino
E tu, che ora riposi sotto le mie fronde,
domani che dirai? come aggiusterai
le parole perché non suonino di bugia
all’orecchio di colui che t’ama e non sa
che il tuo cuore dalla tua nascita è mio?
Così ingordo e così vecchio sono
E tu tanto giovane, per il destino che è
qui, proprio sotto le foglie che ti vestono
di me, di me solo – che sogno in eterno!

FUORI DALLA TEMPESTA

E’ stata la tempesta,
non l’ho voluta
ma è stata;
così, adesso,
che sono
e sono fuori
dall’ingombro
di nuvole e vili strali,
taccio, lasciando
la parola non a Dio,
non all’amore
e nemmeno al mio Io
Lascio il silenzio
perché parli a lungo
con parole malfatte;
e lascio il sorriso,
quello di Calibano:
tutto questo poco
lascio qui deposto,
e miro l’orizzonte
a fronte alta
sfidando della stupidità
la somma spergiura.

MITI E FALLITI

Potrei mai essere con voi?
A ventisette muoiono i miti,
più tardi i falliti
E quante fragole marcite,
quante non immaginate;
nere più del nero restano appese,
alla sola memoria degli Scarafaggi
in eterno condannate

Potrei mai essere come voi?
A ventisette muoiono i miti,
e qualcuno li dice infiniti…
con epitaffi che nella tomba
li fanno rivoltare

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.