Mi dicesti di non baciarti

Mi dicesti di non baciarti

ANTOLOGIA VOL. 187

Iannozzi Giuseppe

creazione di Adamo - Michelangelo

PASSEROTTO

Sei tu leggera leggera,
un passerotto
che un soffio di vento
potrebbe abbattere
in meno d’un niente;
al sole punti lo sguardo
anche quando tenta d’accecar
gli occhi tuoi innocenti,
ma in alto resisti testarda
le ali sbattendo forte,
forte e sempre più forte
ché il desiderio tuo è uno
e uno soltanto, d’arrivar
lassù, oltre le stelle tutte,
e guardar in faccia Dio
e porgergli così
la piumata tua carezza
per infine tornar giù
pian pianino, atterrando
su fragile ramo di fiori
già tutti in boccio.

IL SALE DELLA VITA

Il mondo è vasto, i passi son tanti
da fare, ma già a metà del cammino
incontri la negra epigrafe che segna
la linea del tuo tramonto

Per valli e per monti hai portato la voce
A tutti hai sempre detto
che ce l’avresti fatta da sola
Hai preso con te solo lo stretto necessario,
una bisaccia per il pane, un borraccia per l’acqua
e la scarsella con poco sale dentro

Gli amanti ti hanno amata e presto lasciata
Non hai lasciato loro il tempo d’innamorarsi
Hai portato con te solo il poco necessario
Ti sei inginocchiata davanti alle chiese
e ti sei segnata per non attirare ostilità

E all’improvviso hai raggiunto la linea,
quella linea che ti ha costretta
ad arrestare il passo
Ti interroghi in cerca dell’errore fatale
Ma oramai sei davvero troppo stanca,
hai sol più voglia di riposare,
lasciando scorrere fra le dita
quel poco sale che ti ha tenuto compagnia
per tutta la vita

Per tutta la vita…

MI DICESTI DI NON BACIARTI

Mi dicesti di non baciarti
perché mi sarei affezionato
Perché la lontananza
con il tuo sapore in bocca
mi avrebbe dato tormento
ora caldo ora freddo

Mi dicesti tante altre cose
Ma io ricordo solo quel momento
che ci unì in un unico bacio

COLPO DI FULMINE

in memoria di Cesare Pavese

Fu un colpo di fulmine, fu il tuo giovane piglio
ad accecarmi e ad abbandonarmi nella luce di te:
mi conquistasti come una cicatrice sulla pelle.
Mi lasciasti poi solo la tua improvvisa scomparsa.
Ed ero io tra le righe d’un libro, che avevo scritto,
mentre studiavo l’ultima mossa da fare in amore:
una morte annunciata nei sonniferi di Leucò.

Oh, non dire che non t’ho amata!
In sogno ho le colline e le strade di campagna,
il maggese e la chiesa abbandonata,
il cielo terso e le nuvole della tempesta;
tenevo la tua mano perché non mi abbandonassi
all’inutile incanto dell’intorno sognato
passo dopo passo, sguardo dopo sguardo.

Dalla tua luce fui segnato perché eri Constance
e non un’altra; e gli spruzzi delle tue efelidi
compagnia tenevano al mio cuore di sé stanco.
Ma perdono tutti e a tutti chiedo perdono
per questa solitudine troppo mia, troppo rossa,
perché potesse essere un po’ anche la tua.

Oh, non dire che non t’ho voluta!
Fu solo il buio totale, assoluto, dopo il fulmine,
il buio dei miei occhi accolti nella morte
a strapparmi al mito di te, giovane attrice!

BELLA PARTIGIANA

Col tempo
si son dimenticate
le rosse tegole
i tetti spioventi
e il sole a battere in una calle
lontano
dalla pettegola curiosità
dei preti neri
e da quelli con l’orbace

Col tempo
son passati i giorni avanti:
e ai balconi sol più civette
a ricordare
quant’era bello farlo
l’amore in un vicolo al sole;
e la più audace fra i filari
lontano in un campo
vicino a un ciliegio in fiore

La più bella
nessuna l’ha dimenticata
La più audace
il più tenero peccato
che a più d’una
l’ingenuo amante ha rubato
per tenerlo al sicuro
fra le bionde sue gambe

Fra le gambe sue partigiane

A TE LASCIO

A te lascio
in eredità un bacio
da qui che è posto lontano
dove riposo da tempo
da sempre a sempre
cogli occhi chiusi sul buio
ma rumor di passi aperti
sopra di me
dove gente cammina
tra foglie svolazzanti
e autunni senza fine

PREGHIERA DEL SOLDATO

per tutti gli uomini caduti in guerra

Il sangue e le ossa la paura mi gela
Anche oggi cento volte muore un soldato
e non sa perché né dove la sua donna è
Piccolo al mondo mi fa l’impotenza:
quante croci nel silenzio – quante! –
e non ce la faccio io a immaginarle tutte;
e non ce la faccio a contarle una a una

Gracchia il vento insieme alla pioggia
che sul comignolo del convento passa
fino a spingersi dentro
a questo mio riparo senza serrature
Cerco una qualche forma di santità,
e cerco la verità del popolo
Cerco gli occhi affamati della gente
– per necessità di soldato appartengo a loro,
con cuore fintamente duro
e con anima leggera di nuvole di sogni

Sufficiente è un momento per morire,
un capriccio del destino, una pallottola
che il verso fa al vento, al vento, al vento
Così poco basta per spezzare la sincerità
d’una vita appesa alla speranza
d’un domani non perfetto ma migliore

E cerco te, in un fiato sempre cerco te,
per sentire un attimo di calore ancora
Per sentire la vita mia che fugge via
fra le tue dita bagnate di lacrime di sangue

Col primo raggio di sole gli occhi miei
non li dimenticare tu, o mio Gesù
L’amor tuo ancora non lo so
ma presto lo incontrerò, lo so
Lo incontrerò in quell’infinita preghiera
che m’insegnò mia madre da bambino
adesso che smetto d’esser soldato
per tornare a esser uomo, come te

VITA CONTADINA

Fra l’erba alta
immobili le lumache
al sole e all’ombra
se ne stanno
mentre un contadino
nel bicchiere versa il vino,
con mani tremanti
spezza poi il pane;
e negli occhi tiene
del prato tutte le età
E all’ora del vespro
fra le rughe
gli si distende un sorriso,
e tutto d’un fiato butta giù
il vino, e alla salute di Dio
l’ultimo bicchiere

IN GINOCCHIO

L’ultima volta passeggiavi sui tacchi alti
e m’hai guardato in modo strano
E da quel momento in poi l’ho capito
che da me volevi una cosa e una sola:
mettermi in ginocchio ai tuoi piedi
per baciarteli meglio, senza fiatare

SA DI DOLORE QUESTA TERRA

Non posso prometterti
che con la vita proteggerò
le tue bambole di pezza
Non posso prometterti
che il mio abbraccio basterà
a consolarti
Niente ti posso promettere
Sa di dolore la terra, di sangue
di uomini mandati al macello
che uccidono fratelli per tirar su
uno scempio da seppellire poi
in grasse fosse comuni
Davvero non posso prometterti
che sarà domani un giorno
per amarci
senza né razza colore religione
Sono soltanto uno, e il noi sociale
sottochiave negli Archivi di Stato

Vorrei poterti proteggere dal male
e da quel sole che gli uomini li brucia
fino a una sete mortale
Vorrei poterti dire che sono un angelo
e che sei tu tenera bambina di paure
Non tengo però il coraggio d’ingannarti
come tutti quelli che ieri a cuor leggero
le parole le han sprecate

Vorrei lasciarti in dono questa,
questa che è ben magra poesia
Ed è quel che in questo momento faccio:
non so pregare né ho la fede dalla mia
Ma lo so che all’impazzata ti batte il cuore
ogni volta che un’ingiustizia
si sostituisce a un attimo di dovuta gioia
Perché lo so che non chiedi molto alla vita:
soltanto un abbraccio e non un dio
per cui in guerra morire

LIBERO FRA SOLE E LUNA

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani avrò un mazzo di rose,
domani sarò un lama di coltello,
o di luce, sarò vivo o morto
Non fa differenza,
perché tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Non guardarti intorno,
non è difficile:
qui si battono i cucchiai,
si disegnano svastiche
E qualcuno ci rimette la pelle
E qualcuno smette d’usar le palle
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione,
perché domani sarà un altro giorno
E qui, qui è sempre uguale
Il sole non attraversa mai
le sbarre della cella
E la luna non accarezza mai
le lenzuola che dormo

Ho una Vecchia Bibbia
che mi tiene compagnia:
me la racconta
un vecchio Matusalemme
destinato al braccio della morte,
ma non ci credo
che morirà veramente
C’è il Pazzo Nazista
che blatera arianesimo,
ma è qui e serve pure lui
a ricordarmi
che fuori non è meglio
di questo mio stare dentro
Però domani sarà un altro giorno
E busserò alla tua porta
rompendo il tuo pianto
E prima incontrerai le rose in dono,
poi la mia faccia
Non guardarti intorno
solo per pensarmi in prigione
Non guardarti intorno
solo per pensarti sola e abbandonata

Ti dico che,
che domani sarà il nostro giorno
Evaderò, in qualche modo evaderò,
in orizzontale o sulle mie gambe,
ma non avrai un uomo piegato
al tuo fianco
E tu mi dirai che,
che hai pianto per me,
così tutto tornerà a posto

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore
Domani sarà il Sole o la Luna,
che nessun mortale potrà giudicare

Domani sarà un altro giorno,
domani sarò un altro uomo,
non migliore, non peggiore

TUTTI I MIEI SOGNI

lasciando indietro
tutti i miei sogni
hai portato avanti
i tuoi baci in un blues
che ora m’appartiene

che non capisco

COSÌ I NOSTRI BACI

Come l’erba
che nei prati cresce
così i nostri baci
a primavera
Con l’autunno
si son spenti nel bruno
del secco fogliame
Poi la prima neve
per sempre li ha sepolti

L’HAI BACIATA

La bocca mia sdentata
– non sbaglio –
tu l’hai baciata
E’ stato poi
che è sopravvenuto
il silenzio di noi

NELL’OMBRA DEL TUO BOSCO

Nell’ombra del tuo bosco
mi hai dato il primo bacio
– il primo vergine amore
E come Giuda sei andata via

DENTRO AGLI OCCHI

Vedrai,
un giorno il cielo ti franerà
dentro agli occhi
e non vedrai altro che l’azzurro,
poi un blu profondo
che si farà nero per l’eternità
Vedrai abissi alieni che da eoni e eoni
gridano il silenzio rotto
soltanto da un sordo basso lamento
E allora sentirai i timpani esploderti
assieme all’anima
che non sa comprendere;
eppur davanti a te
avrai l’Universo intero creato
che in sette giorni agli uomini fu dato
Però non solo a loro, così il terrore
avrà ragione di te, di quel tuo desiderio
di voler credere e scoprire altri mondi

SENZA UN PERCHÉ

L’Amore si dà
senza un perché
Si dà e basta,
e non per un ritorno
una grazia una pena
o per chissà quale altro dono
L’amore si dà per donarlo
senza nulla pretendere
in cambio
L’Amore
perfetto nell’ingiustizia
che ogni dì par esso dimostrare
a chi il cuore l’ha chiuso

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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