Habib Selmi – Le donne di al-Basatin – Romanzo naturalistico per dire della Tunisia – recensione di Iannozzi Giuseppe

Habib Selmi – Le donne di al-Basatin

Romanzo naturalistico per dire della Tunisia

Iannozzi Giuseppe

Le donne di al-Basatin - Habib Selmi

Arriva in libreria “Le donne di al-Basatin di Habib Selmi, romanzo tradotto da Federica Pistono e pubblicato in Italia da Atmosphere Libri. L’edizione italiana del romanzo di Habib Selmi accoglie anche una corposa e necessaria postfazione firmata da Federica Pistono: “[…] la società tunisina appare, nella raffigurazione dell’autore, stretta tra una concezione tradizionale della vita e dei costumi, fortemente improntata alla morale islamica, e un’ansia di modernità volta a rinnovare i modelli di comportamento e ad adeguare lo stile di vita agli standard europei. Imprigionato in questa antinomia, bloccato tra la tradizione islamica e la fascinazione occidentale, l’individuo tunisino, uomo o donna, si trova spesso a destreggiare tra le due alternative, finendo per adottare una situazione di compromesso, improntando i propri comportamenti ai canoni tradizionali in pubblico, a uno stile più disinvolto in privato.”

Habib Selmi adotta uno stile scarno o quasi; l’autore sceglie con molta accuratezza le parole da usare, riuscendo così a tradurre il lettore in una realtà priva di barocchismi letterari. Federica Pistono fa giustamente notare: “Ogni ambiente è raffigurato con vivo realismo, in uno stile volutamente secco ed essenziale, caratterizzato dalla preferenza accordata ai periodi brevi […]”.

Tawfiq torna nel suo paese natale, in Tunisia, per una vacanza, per riabbracciare il fratello. Già da tempo Tawfiq vive in Francia, dove è riuscito a integrarsi piuttosto bene; ha sposato Catherine, una donna francese, e oggi insegna in un liceo di Parigi. La sua vita non è tormentata da nessun rimpianto, e si può dire che vivere nella capitale francese gli abbia portato davvero tutto quello che è lecito chiedere alla vita.
Tawifiq torna in Tunisia, si reca nel residence dove vive il fratello. Il figlio e la moglie di Ibrahim lo accolgono a braccia aperte, però Yusra è cambiata, adesso i capelli li tiene ben nascosti. Yusra gli spiega che il velo è una necessità e una urgenza per ogni donna che rispetti sul serio la cultura islamica. Ibrahim, invece, sembra non sia cambiato granché. Nel giro di poco, Tawfiq nota che il quartiere è alquanto strano, adesso è presidiato da alcuni giovanotti che non mancano di sputare insulti contro chiunque non gli vada a genio. Tawfiq incontra una donna, Na’ima. Lui la conosce, sa chi è, e non riesce a non spiarla. Vorrebbe combinare qualcosa con lei, però non osa avvicinarla, perché teme che qualcuno potrebbe capire e mettere in circolazione chiacchiere; e l’ultima cosa che desidera è che suo fratello Ibrahim possa indicarlo come una persona priva di moralità.
Nel quartiere di al-Basatin si respira un’aria pesante: le strade sono quelle di un tempo ma sono anche diverse. Leila, un tempo sua fidanzata, gli fa capire che è disponibile nonostante sia sposata. Tawfiq non riesce a sfuggire alla sua natura, vorrebbe entrambe, Na’ma e Leila, convinto che tanto sua moglie è in Francia e non verrà mai a saperlo. Essere tornato in Tunisia, spostarsi nel quartiere di al-Basatin, lo porta a cadere in tentazione! Le strade pullulano di fondamentalisti, ma basta entrare in un caffè per capire che quasi tutti vorrebbero essere più occidentali. Yusra, nonostante porti il velo, in casa si concede un po’ di rilassatezza approvando alcune comodità occidentali: guarda soap opera messicane, accetta regali prodotti in Francia, e non manca di far notare a Tawfiq che avrebbe fatto bene a venire con una bella macchina europea che, sicuramente, tutti gli avrebbero invidiato.
Il quartiere di al-Basatin è cambiato, indubbiamente. Tawfiq, a un certo punto, realizza che la polizia si appiccica al sedere dei turisti, vedendo in loro una potenziale minaccia per la quiete del paese. La società tunisina è ricca di contraddizioni e di povertà, questo capisce Tawfiq che non sa più bene chi esso sia. Certo, è ancora un tunisino, ma la Francia lo ha abituato a una vita diversa, più democratica. E comprende di non essere un uomo troppo retto, nonostante oggi insegni in un liceo parigino e abbia una moglie che lo ama: le donne lo attraggono, e lui non cerca di sfuggir loro. Tawfiq è un uomo, vive le sue contraddizioni e nota quelle che sono nel quartiere tunisino dove è nato e cresciuto.

Con uno stile asciutto, preciso, fotografico, Habib Selmi fotografa la Tunisia, guardando al determinismo e al naturalismo. Probabilmente Habib Selmi è stato anche influenzato dalla lettura di autori quali Émile Zola, Guy de Maupassant, ecc. Honoré de Balzac, precursore del naturalismo, nella prefazione al suo ciclo narrativo “La Comédie humaine”, aveva evidenziato: “[…] il romanziere deve ispirarsi alla vita contemporanea, studiando l’uomo quale appare nella società e aveva rappresentato la società capitalistica, con un nuovo interesse per il fattore economico, di cui aveva messo in rilievo l’importanza predominante nei rapporti fra gli uomini, tenendosi vicino anche nel linguaggio e nello stile alla realtà del mondo rappresentato […]”.

Le donne di al-Basatin” di Habib Selmi fotografa la società e la fragilità degli uomini e delle donne, che vivono all’insegna dell’ipocrisia. “[…] L’opera si presenta come una fotografia della vita quotidiana di una famiglia di ceto medio che vive nel quartiere di al-Basatin, a Tunisi. Attraverso le vicende di questo piccolo universo, soprattutto matriarcale, l’autore ci presenta le contraddizioni della società tunisina, con particolare attenzione per i ceti sociali medi e per quelli più umili, un mondo che appare in bilico fra le antiche tradizioni religiose e sociali e una sconvolgente, turbolenta modernità. […] Nel romanzo è trattato ampiamente il motivo della fragilità morale dell’uomo arabo, celata dietro una maschera ingannevole di virtù […]”, puntualizza Federica Pistono nella sua postfazione.

Freedom House, in suo rapporto risalente al 2015, definisce la Tunisia come uno stato politicamente libero. La Tunisia è oggi una Repubblica semipresidenziale, una nuova Costituzione è infatti entrata in vigore il 26 gennaio 2014. “Le donne di al-Basatin” è stato scritto prima della Primavera araba, che cominciò a esplodere il 17 dicembre 2010, in seguito alla protesta del tunisino Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco in segno di protesta per i soprusi subiti dal parte della polizia locale.

Le donne di al-Basatin” di Habib Selmi è un romanzo che ci regala l’esatta fotografia di un paese prima che conoscesse l’ondata rivoluzionaria della Primavera araba.

Habib Selmi è nato nel 1951 ad al-Ala, nei dintorni di Kairouan, in Tunisia e dal 1983 vive a Parigi, dove insegna la lingua araba. Ha pubblicato diversi romanzi e due raccolte di racconti. Molte delle sue opere sono state tradotte in francese, tedesco, inglese, italiano e norvegese. Nel 2009 e nuovamente nel 2012, con il romanzo Le donne di al-Basatin, è stato finalista del prestigioso Arabic Booker Prize. In Italia ha pubblicato Gli odori di Marie Claire (2013).

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Le donne di al-Basatin – Habib Selmi

Le donne di al-BasatinHabib Selmi – Traduttore: Federica Pistono –  Postfazione di Federica Pistono – Atmosphere Libri – Collana: Biblioteca araba – Anno edizione: 20220 – Pagine: 181 – ISBN: 9788865643174 – € 15,50

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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