Questi papaveri e il tuo nome

Questi papaveri e il tuo nome

ANTOLOGIA VOL. 181

Iannozzi Giuseppe

Van Gogh - papaveri

SONO IL PICCOLO EBREO
(inedita)

Sono il piccolo Ebreo che a mano ricopia i libri proibiti,
sono il ladro che entra nella casa del suo miglior amico,
la mano che per fame taglia la gola al bue e all’asinello
Sono il poetastro che della Bibbia ben poco ha compreso,
l’Ebreo Errante che bussa alle porte della fortezza Bastiani,
il vecchio usuraio che al mercato compra una fanciulla
perché è sempre troppo lunga la notte senza nessuno accanto

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“So bene chi sono, non sono perfetto.
Ma voi! Dentro di voi si annida il buio più buio”
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri

Non avete compreso,
dubito capirete oggi la drammaticità della verità:
non basta illuminare il cielo con una lampadina
per dire se Dio c’è o non c’è

Ho distrutto una dopo l’altra le vostre strane immagini,
e ho calpestato gli orrori coltivati nei vostri giardini;
siete venuti a lamentarvi, ma non vi ho dato un soldo
Chiaramente, non avete compreso

Ho dato al fuoco le mie poesie,
quelle che ritenevo belle, e ho lasciato che
il vento soffiasse via la loro cenere
Lo ripeto, lo ripeto, ve l’ho detto chiaro e tondo,
ed era solo ieri:
“Non inquinate chi sono con la vostra vanagloria”
Non avete compreso, non avete compreso,
e dubito che un giorno capirete

Quando mi avete incontrato sulla vostra strada
l’ho detto chiaro e tondo:
“Conosco i miei limiti, voi non conoscete i vostri”
Non avete proprio digerito la mia verità,
e oggi gridate ai quattro venti che non ho detto il vero,
e cercate di invertire del fiume il senso della corrente

Non avete capito, non capirete mai

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta
Vi ho dato le spalle per cercare di capire le stelle
con il poco talento che riconosco d’avere
Vi ho dato le spalle per continuare il mio viaggio,
tenendo per mano la fanciulla di cui ignoro il nome

Ho fatto la mia scelta, ho fatto la mia scelta

PER IL SEGNO DELLA CROCE
(inedita)

La tua mano per il segno della croce
La mia risposta a denti stretti

Gli zingari hanno occhi di fuoco,
gli angeli non so,
ma gli uccelli son negri stormi
che bucano il cielo

Come sempre
le strade nel fango si fanno pestare
E si tirano su le braghe
o se le calano gli uomini
Il tuo segno segna la via

E i tuoi occhi,
belli, non dico di no
E le tue mani,
delicate, non dico di no
E le tue gambe,
lunghe, non dico di no

E’ quel tuo modo di…
di condannare
che non mi va proprio giù

MEMORIA

In un grande cielo
che prima era di vuoto
il corpo d’un uomo impiccato
Ma non la sua libertà
che di bocca in bocca s’eterna
Ma non la sua vita di lotte
che di bocca in bocca vola,
perché sia forza e memoria
per tutti gli uomini di volontà

LA TUA BELLEZZA

Non parlare
Taci
Ho le scarpe rotte,
e le stringhe in mano
e non sono un poeta;
ma il peggio è
che per tutto questo
non c’è un perché,
in ogni caso non uno
che si possa spiegare
con semplicità

Non parlare
Taci
Sono un randagio
E non mangio
da un sacco di tempo,
e dormo sempre poco
impegnato come sono
a guardarmi le spalle
nel cuore delle mie notti
senza un cane accanto

Non parlare,
fammi l’amore invece
Fammi vedere
la semplice bellezza
d’una donna nuda

CHE BEL SORRISO CHE C’HAI

Che bel sorriso che c’hai,
che bel visino che fai
E io sempre qui a far la parte,
la solita che ben conosci,
quella del cretino con il sorriso,
del poeta che alla bell’e meglio
risuola scarpe
per i poveri di spirito
– semi sparsi per il mondo,
affidati al vento,
o forse solo prigionieri d’un canovaccio
che manco il gobbo ricorda bene

NON CALPESTIAMO I SOGNI

Non calpestiamo i sogni,
d’altro canto ognuno di noi
ha fragilità da coltivare

Non calpestiamo i sogni
Fuori, come sempre, piove
e non si vedono in cielo le stelle
Ma domani, forse, sul ciglio
della strada un fiore sboccerà

GIOVINEZZA

Giovinezza
ogni cosa ispira,
bellezza
e morte lampo

Uguale
alla collera di Dio
i passerotti
fa cadere
morti stecchiti
senza un perché

SACRIFICIO

Nell’amore avete confidato
e nella sua trappola siete caduti,
come tutti
Che c’è di nobile
in un simile consumarsi?
forse la gloria del sacrificio
di chi per un amante ha tutto speso?
E ditemi, avrà mai qualcuno
memoria di voi?
Ditemi, se un anelito di sincerità
ancora resiste nella poca vita
che fredda si fa nella bocca ansimante,
così che possa scrivere sull’algido avello
epitaffio gentile che non sia uguale
ai già tanti milioni nell’oblio sepolti

ROSA NEL DESERTO

Han scavato le cieche lacrime
la dura roccia millenaria;
resiste però la Rosa nel Deserto,
miraggio per poeti dimenticati,
per quanti patria
e affetti han sacrificato nel Niente
da Oriente a Occidente vasto,
impossibile da segnare
E ronza un moscone all’Ultimo Bar:
mano a un vuoto bicchiere, in gola
un’arida goccia di gin butta giù
prima che sia l’ira del dolce jinn
ad arrestargli il pomo d’Adamo
mentre in sconosciute vie di periferia
la Ruota della Fortuna tentano gli orfani
nel fumo di Mosca subito seppellendosi
E sulla scrivania attende la Remington
che infine giunga un perfetto nessuno
a sbloccare il carrello, il colpo finale

CARNEFICI

Non molto rimane
in mano al ragazzino
che sol ieri sognava
una donna,
un campo da arare
e sudore sotto il sole,
la fatica a fine giornata;
si vive l’oggi
temendo il domai
sotto il lacerante mitragliare
di stranieri in pompa magna
venuti ad assassinare la pace
che non c’è
e che forse mai ci sarà

ZOLFO

Di bugia, di zolfo la coda del diavolo,
quasi sempre uguale a certe lingue
che al mondo intero si dicono pentite;
e sempre in male azioni si spendono
a danno del povero cristo a sputar denti
sulla via mai calpestata da piedi santi.

PAPAVERI ROSSI

Storia semplice,
due cuori una capanna
E quanti fiori, amor mio
Polline di papaveri
ci sbatte dritti in paradiso
Non credevi, e invece
Quando c’è l’amore
Quando c’è un prato fiorito
e il sole giallo sul rosso,
niente è come sembra, niente

Così bello, giallo rosso viola

Amor mio, amo tutto di te
La pazzia che è mia
e quella che ogni dì
a piccole dosi mi dai

Amo come non ho mai amato
Questi papaveri e il tuo nome
adagiato sul cuore mio peloso

Siam proprio noi
in mezzo ai papaveri commossi

CADERE IN AMORE

bella ragazza, a che… che diavolo pensavi
quando l’altezza ti ha presa in vertigine
per spingerti a baciar l’asfalto e il sangue?

bella ragazza, cader in amore schianta
così ti ho dimenticata sotto il lenzuolo
dando il passo oltre l’ultimo tuo bacio

DULCINEA DEL TOBOSO

Eran d’oro e miele
questi campi ora grigi
dove a vuoto
mulinava la lancia mia,
l’illusa mia gioia,
Dulcinea del Toboso

Nell’ora estrema
che vecchiaia
alle spalle m’ha preso,
lo sbaglio comprendo;
da sgambetto fantasma
rimango sorpreso
in ginocchio finendo,
subito toccando l’aridità
che seco reca la verità
Finito per sempre,
per sempre l’errare mio
e con esso gli errori
che ieri allo specchio
mi fecero un po’ bello

SOLDATI E COLOMBE

Caduta è
la bianca colomba
che al mattino
in cielo spiavo
schermando gli occhi

Da quel balcone
più non s’affaccia
l’amato nudo piedino;
continuo io però
a lavorare coi soldati
perché uno a uno
in battaglia cadano

I DENTI DI ANDERSEN

Per te più nessuna speranza
L’ha avuta vinta il destino
Nulla può risollevar
l’alma tua dimenticata
Presto un giorno arriverà
preso dal vespro e dall’oblio
e la mano monca d’un inquisitore
scriverà la tua biografia
imbrattando per benino le pareti
d’un volgare vespasiano,
e la verità sul tavolo una sola:
l’apparecchio per i denti –
tutti dannati storti e dolenti

Oh, povera anima di Andersen
Che pena perdonarsi
in giochi di fantasia,
in desideri di pederastia
mai consumati sino in fondo

La dolente Patria è di denti
che il cervello martellano
Nessun collante ci può:
quando cadono
cadono, e come arti amputati
nel profondo continuano
a produrre un male boia

Sì misero il bigolo di Andersen!
Che pena masturbarsi
sotto lo sforzo d’una tremula candela
per sterile filosofia sull’incudine
quando il ferro già freddo
più dell’eterna morte improvvisa

COME UOMO UN UOMO

In lungo e in largo,
in alto e in basso,
l’ho cercata
la donna ideale
affogando
in un oceano di fiele

Così cattiva, così dolce,
m’insegnava la poesia
delle sue gambe di seta;
i versi dimenticavo,
la dolcezza d’un addio,
d’un lungo bacio
sulla nuda Luna
in profondità sepolto
Diceva d’aver avuto
uomini su uomini,
perché non uno
le era mai stato accanto
libero, libero dal pregiudizio
d’immaginarsi un Dio
ora bello ora cupo

Così cattiva, così fragile,
non ha mai pianto
per chi mutato in cenere;
di sale però il perlaceo sudore
lungo la schiena sua dritta,
e la lingua mia di serpente muta

L’ho cercata, l’ho cercata…
sempre cambiando
del canovaccio le battute
perché fosse diverso il destino,
quel destino che ci era addosso

Tutto con lei ho sbagliato
Al suo ideale estraneo,
il fiele di chi prima di me
nella gola affogo perché sia il male
dal male un giorno depilato

IO TI AMO

Il Gesù di quaggiù ha su un sorriso a lutto
Non c’è pace fra gli ulivi, e aspetta Giuda
Ma chi fra i due sia il più spaventato,
per la cronaca, davvero non saprei dire

Sì fredda della morte la mano! Non il Padre
né altro dio la può arrestare per un giorno
o anche solo per un momento, quello esatto
di sussurrare a fior di labbra, “Sì, io ti amo”

FIOR DI LOTO

Fior di Loto, a chi,
a chi ora dirai che,
che l’ombelico
ha un suo centro
ma non la perfezione?

E nell’erotica posizione
che sapevi perfetta,
sempre un po’
si viene
per morire,
e solo di rado
per rinascere.

Fior di Loto, quanto,
quanto ancora
resta di noi?
Un volere
Tutto e Niente,
o la polvere
di Babilonia.

UNA FOGLIA

Di tanto in tanto
cade una foglia
di triste gioia
nell’autunno dell’età,
quasi a ricordarci
quanta e quanta
la stupidità
che ci ha detti
qui et ora

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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