Intervista a Frank Gramuglia – Il taccuino della vergogna – 96 Rue-de-La-Fontaine Edizioni – di Iannozzi Giuseppe

Il taccuino della vergogna

Intervista a Frank Gramuglia

di Iannozzi Giuseppe

96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni

Taccuino della vergogna - Frank Gramuglia - 96, Rue-de-La-Fontaine Edizioni1. “Il taccuino della vergogna” (96, Rue De-la-fontaine Edizioni), questo il titolo del tuo romanzo, Frank Gramuglia. Non posso fare a meno di pensare a Bukowski, come mai?

Non sei il primo che lo dice.
Non mi dispiace essere associato ad Hank, ma credo di trattare dinamiche e situazioni differenti. Evidente è il distacco generazionale, ma nonostante ciò, credo di condividere il suo stesso malcontento nei confronti dell’assurdità dell’esistenza.

2. Frank Gramuglia, ami di più il buon vecchio Hank o il più letterario e pornografico Henry Miller?

Posso dirti che ho letto pochissimo di Miller. Comprai “Tropico del cancro” quando ormai il mio “Taccuino della vergogna” era già scritto. Poi, me lo rubarono insieme alla macchina. Lo avevo lasciato dentro al cruscotto il giorno prima del furto. Mi mancavano una cinquantina di pagine per finire di leggerlo tutto e non lo terminai mai più. Il duello lo vince Bukowski. Mi piace il suo stile, le sue ambientazioni, il suo sottotesto e il suo modo di fare indagine sull’essere umano.

3. In che misura Bukowski e Miller hanno influenzato la tua scrittura, che è sempre cruda, a volte ironica, mai sentimentale?

Frank GramugliaMi piace pensare di avere una mia identità. Gli autori che citi li ho apprezzati assimilandone solo alcuni aspetti che ritenevo positivi per il mio modo di essere e scartandone il resto. Posso dirti che colui che ha davvero influenzato il mio scrivere così schietto e crudo non è ne l’uno ne l’altro. Vediamo se lo indovini. È scozzese ed è in vita.  (Irvine Welsh – N.d.R.)

4. Quali autori hanno influenzato il tuo modo di guardare al mondo e al sesso?-

Lo scozzese che non ti dico, i due che hai citato, un po’ Fante, un po’ Saroyan, un po’ Knut Hamsun hanno influenzato il mio modo di guardare al mondo. Il mio modo di guardare al sesso è stato influenzato solo ed esclusivamente dalle mie esperienze personali e da YouPorn.

5. Penso tu sia un altro libertino, forse un po’ tondelliano, almeno letterariamente parlando. Puoi smentirmi?

Amo la verità e posso dirti che questa domanda ho dovuto cercarla su Google. Non ho mai letto “Altri libertini”, ma a questo punto lo leggerò e poi ti saprò dire. Sempre che non me lo rubino come è accaduto con Miller.

6. Perché parlare di sesso, di avventure sessuali, con mai nascosto cinismo? Oramai tutti lo fanno.

Credo che chi legge il Taccuino possa intuire abbastanza facilmente che ciò che il mio protagonista scrive è del tutto autentico.
Non sono solo avventure sessuali. Non è 50 sfumature. Ho la presunzione, attraverso le esperienza di vita del mio protagonista, di mettere a nudo i pensieri più inconfessabili della mia generazione.

7. Oggi come oggi, a tutte le ore, in moltissimi programmi televisivi e no, si raccontano storie esplicite con dovizia di particolari. Le avventure che metti nero su bianco non rischiano di risultare un po’ scontate?

Io scrivo fatti reali, spontanei, crudi e talvolta adopero parole anche molto volgari che non potrebbero mai essere utilizzate nei programmi televisivi. Se dovessero trasmettere programmi in linea con la mia scrittura, ti prego, dimmi quali sono!
Credo che i racconti de “Il taccuino della vergogna”, attraverso ciò che è esplicito, trasmettano il disincanto dei trentenni di oggi, la delusione, l’amarezza, la povertà di spirito, il decadimento del livello sociale e la perdita dei valori. Con un sottotesto che, al lettore in linea con il mio pensiero, non potrà mai risultare scontato o banale.

8. I personaggi che sono ne “Il taccuino della vergogna” sono molto bukowskiani, sfigati, arrabbiati, cinici. Attraverso di loro racconti la società, quella che quasi sempre è guardata con sospetto. Siamo di fronte a un lavoro semiautobiografico?

“Il taccuino della vergogna” è un’opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti, persone, luoghi o avvenimenti è del tutto casuale. O almeno così c’è scritto all’inizio del libro.

Frank-Gramuglia9. Frank Gramuglia, in che filone narrativo o letterario inseriresti il “Taccuino della vergogna”? Perché?

Nonostante io creda che non ci sia una vera e propria branchia narrativa per “Il taccuino della vergogna”, chi mi ha letto mi inserisce nel filone del “realismo sporco”, insieme ad alcuni degli autori che abbiamo citato prima. Credo, appunto, per il fatto che nei miei racconti, si evinca lo stesso malessere nei confronti della vita di quegli autori. E dal malessere fuoriescano parole crude e cattive. Per me, l’unica forma di redenzione dagli affanni dell’esistenza è scrivere, bere, fumare e fare sesso. Esattamente come gli appartenenti a quel filone letterario.

10. Frank Gramuglia, diresti mai a una donna “Ti amo più di Dio”? Motiva la risposta.

Non esiste un significato empirico per la parola amore. Il “ti amo” è sempre senza un vero significato nelle relazioni di oggi.
Inoltre, Dio non esiste. È solo una delle tante fake news e questo è del tutto certo, perciò no! Non lo direi mai.

11. Chi potrebbe essere il lettore ideale de “Il taccuino della vergogna”?

Una persona che ama la verità, il sesso, il vino e ogni forma di piacere esistente. Ma ciò non basta. Il mio lettore deve essere consapevole che c’è sempre un rovescio della medaglia. Dietro al mio protagonista libertino e scialacquatore, c’è un uomo pensante pieno di amarezze e di infelicità.

12. Lo sai che scrivere non porta molti danari in tasca, vero?

Ho scritto principalmente per me stesso. Per non essere passato invano sul mondo. Un sacco di gente muore senza lasciare alcuna traccia. Poi se qualcuno vuole pagarmi io non glielo impedirò.

13. Stai già scrivendo un nuovo libro? Pensi di continuare a scrivere?

Spoiler: ho già finito di scrivere “Il taccuino della vergogna 2”, ma credo che scriverò qualcos’altro per farmi conoscere come autore poliedrico prima di pubblicarlo.
Ci ho preso gusto. Scrivere per me è un modo sovversivo per evadere dalla routine della vita. È una lotta perpetua contro lo status quo.

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Il taccuino della vergognaFrank Gramuglia – Editore: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Voci cattive – Anno edizione: 2019 – ISBN: 9788893990141 – € 15,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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