Senza di te non posso vivere

Senza di te non posso vivere

ANTOLOGIA VOL. 175

Iannozzi Giuseppe

Chagall - Apparition de la famille de l'artiste

CON LA TUA BOCCA
E I TUOI OCCHI LA MORTE

in memoria di Cesare Pavese

Avevi detto
che mi amavi.
Che ero per te l’uomo
dei tuoi incubi,
dei migliori
e dei peggiori anche.

Sei adesso con un altro
più bello e di me ricco.
E sono io qui a leggere
lo sfratto,
a schiacciare scarafaggi
con la residua impronta
dell’anima mia
che sotto alle piante dei piedi
nuda m’è rimasta incollata.

E’ venuta,
è già venuta la Morte:
aveva i tuoi occhi
e con la bocca tua a cuore
la mia silente ha baciato.

BUDDHA OCCIDENTALE

Non ho niente d’importante da dire
per questo motivo, alla fine,
ho scelto di scegliere io la mia via

Per tutta l’esistenza mi son dannato
ora per una donna, ora per quattro spighe
Pensavo che non potevo scansare il destino
Ero giusto un assassino, uno dei tanti
Per tutta la vita ho falciato sotto il sole
Ho affilato la lama e Dio ha taciuto
Ho perso più di quanto sospettassi
La lama, infine, sol più l’accarezzavo
su volpi e lupi, e su ogni creatura della notte
Ha taciuto Dio, ma io l’ho visto il suo sorriso
ch’era d’approvazione, che mi suggeriva buono
La verità però una sola, uno sporco assassino
Ho così di prendere in mano la mia vita,
ho deciso di decidere io per me

Non ho niente d’importante da dire
Ingrasso come un Buddha occidentale
Qualche volta mi rendo conto
che il mondo sta collassando,
ma subito penso che non spetta a me
ripararlo
Ho scelto di seguire una via, la mia

Non ho niente d’importante da dire,
niente che non sia stato già scoperto
Non di rado cedo alla tentazione
e butto giù pensieri veramente stupidi,
in maniera automatica
Quello che cerco è una clessidra
su cui mettermi a sedere per l’Eternità

Non di rado cedo alla tentazione
e comincio a pensare alle donne,
anche se non ho davvero niente,
niente d’importante da dire

MILLE AMANTI

Non te l’ho mai detto,
non ho mai osato dirtelo
che se non c’è il sole non fa niente
ma che di te ho bisogno più d’ogni amore

Ti conosco,
hai la tua giovinezza a cui pensare,
la chiesa e i tarocchi
Per me non hai occhi

Ti conosco
Non è vero
che senza di te non posso vivere,
anche se mi prende un nodo alla gola
e tutti i dì mi figuro orizzonti di nuvole

Le tue labbra le conosco
Me le sogno ogni notte
Poi mi sveglio madido di sudore,
impaurito, uguale a un bambino
che ha perso il grembo materno
Le tue ciliegie rosse di peccato
la mia fantasia le scopre col buio
Ma non ti ho detto mai
che ti amo, che della clessidra sei la sabbia
Che senza di te sono un uomo a tempo perso

Non ho bisogno di chi non c’è
Non ho bisogno di fantasticare ancora
Fa male, fa male saperti bella e lontana
Fa male averti nella testa, un chiodo fisso
E al mattino scoprire che non mi sei accanto,
che solo ho sognato, che ho fatto all’amore
con la fantasia

Non te l’ho detto
che senza i tuoi occhi su me non vedo futuro
Eppur nutro il sospetto che tu abbia capito
Nutro la speranza che tu sappia da prima di me
Questo però non basta se poi abbraccio il vento
e di me rimango scontento, amputato alla radice

Ti conosco
Non è vero
che senza di te non oso vivere con un’altra
Ho mille amanti che per me si tagliano i capelli
E allora perché, perché penso soltanto a te?

E’ che t’amo più di me, solo questa è la verità
E’ che t’amo più di me
Rinuncio a tutta l’eternità ma non a te, non a te

SULLA STRADA

Ti sarei riconoscente
se mi dessi un’altra sigaretta
e spegnessi la tua sotto il tacco
La strada da fare è lunga
Non sei la compagnia
che m’ero immaginato;
non ti ho scelto,
e mi tocca d’averti accanto

C’è l’ombra di Kerouac
che ci fa segno
Hai le spalle forti, più delle mie
Io ho scarpe buone ma lacci così così
Non so se capisci
quello che sto cercando di spiegare

Non era così
che l’avevo pensato
questo viaggio
Accendimi una sigaretta
e passamela prima
che ci tocchi il tramonto
con le sue ombre

CANZONE DI MORTE

ed ora dimmi
con chi cammini
e chi ti sta accanto
dimmi
se c’è qualcuno
che ti ama
come ti amavo io

e sì lo so
non ero speciale
meno d’un niente
ma almeno ero
forse uno zero
ma ero
un egoismo e un fiato caldo
un petto da prendere a botte
da prendere a botte

eh sì
se avessi dovuto scegliere
amar te solamente
che non mi amavi mai
avrei scelto sicuramente
d’amare te infinitamente
sicuro delle conseguenze

dici che è niente
e forse hai anche ragione
possiamo fare quel che vogliamo cioè poco
e il resto quando c’è chissà come e perché

e lo so che non la ascolterai
no che non la ascolterai
questa mia canzone
come mai hai ascoltato le mie parole

…le mie parole così care
foglie al vento
timidi ritagli di cielo

no che non la ascolterai
questa mia canzone
ma per sempre gli occhi tuoi
prigione dentro ai miei
dentro ai miei
dentro ai miei…

ASSENZIO E VALIUM

Non siamo soltanto
una manciata di pensieri
cacciati a forza
in un po’ di carne,
siamo qualcosa di più
Non siamo
Assenzio e Valium
per affrontare i giorni
Non siamo
storie che muoiono
stampate sull’asfalto
Non siamo
campanelli
che non suonano mai
Non siamo
rompicapi di campane
che suonano a morte
due volte su due
senza sbagliare mai
un colpo

Non siamo
una poesia venuta male,
una bottiglia di ictus,
un cadavere all’obitorio
Siamo qualcosa di più

Non siamo soltanto
un gridare “non siamo!”
Non siamo
una bottarella di cipria
Non siamo
Pinocchio e Cenerentola
per raccontarci c’era una volta!

Non siamo
“Signore e Signori,
si dia inizio allo spettacolo
e come viene viene!”

IDEALI

No, gli ideali no
Tradiscono
gli ideali,
bandiere instabili
E quando muoiono
lasciano
il loro cadavere
in eredità a te
che li hai abbracciati,
perché
ti possa tu ricordare
che c’è chi sol attende
d’esser da te tradito

ROSE ROSSE

Rose, tante rose rosse per te
Rose, solo rose meritano le rose
Queste rose sulle tue gote
Queste rose rosse per te
Per te rosse, per te rose
di spine, di petali
Rosse di vita, rosse di gioia
Rose di nostalgia quando vai via
Rosse rose, rose rosse, sempre rose
Rose su ogni stilla di miele
che dalla tua bocca alla mia
Rose, rose colte per te
che arrossisci da una vita intera
Quante e quante rose, Bella Mia

SULL’ACQUA

Sull’acqua
suona il mio nome
perché si diffonda
per un momento
in cerchi evanescenti
simili a punture di pioggia
sulla pacifica superficie

Suona il nero e il nero,
e il bianco e il bianco
Suona sempre,
se vuoi che un nome
io, io imperfetto, abbia
a ripetersi sull’acqua

IL VOLO

Le ali,
quando voli alto
o basso,
le puoi perdere
in un momento
Basta un’incertezza
e le piume le perdi,
per sempre

Voli alto
Voli basso
Non fa differenza
In un momento
rischi tutto,
tutto quel che hai

Fragile il corpo
che s’abbatte
a peso morto
su strada d’asfalto
o sullo specchio del mare
Si spacca
Si macella
in un momento appena

Così fragili
ma preziosi
in ogni battito di ali
i sogni che accompagniamo

TRA L’ARNO E IL PO

Ricordo ogni minuto
di quei giorni
che furono due soltanto,
uguali a gabbiani prigionieri
dei riflessi su l’Arno

Di sassi le tasche piene
Difficile il cammino,
e ogni giorno un’accusa
o solo una scusa
col sole in faccia,
e l’ansia a spremer la faccia
d’angoscia e altre sciocchezze
simili, quasi uguali a carezze
che nessuno vorrebbe su sé

Ricordo ogni minuto
E sì, oggi comprendo
che sbagliavo:
Florence, un giglio
e una strada di ciottoli
come grani
d’un rosario strappato

Ricordo sì, ogni particolare
e un dormire di poche ore
su una branda vicino all’abbaino,
il tetto spiovente e la luna puttana
a contarmi le età sulla faccia
di salse lacrime piovute
per chissà quale distrazione

Ricordo un giorno
a camminare sotto il primo crepuscolo
con gli occhi di cispe e la bocca di nicotina
Muti i pochi volti mi passavano accanto
mentre allungavo il passo e accorciavo
tiro dopo tiro la cicca fra le labbra

Troppi grilli in testa;
e però quando ce li hai dentro
a cantarti amore, non lo capisci
che stai perdendo la bussola
oltre alla dignità d’esser uomo,
o solo un più comune stronzo

Perché tutti, prima
o poi, sogniamo quel che sogniamo:
una disperazione
e una fine con occhi letterari
Tutti pensiamo
a quella morte che si dice
sfoglierà le pagine di Leucò

E ti svegli poi una mattina
scoprendo che l’urlo non c’è,
che finito è il tormento
così com’era iniziato
E scopri d’aver un sogghigno
che ti rende attraente
a quel mondo sì tanto impaziente

Ti dici che è stato
un appunto, un frammento
E nulla di più

E prendi una nuova strada
– che conosci da sempre –
con l’occhio buttato
sui riflessi che sul Po
sconfinano…
col fiato buono,
lasciandoti alle spalle
sassi cenere e macerie,
cicche: le apparenze d’una gioia
che fu di due giorni appena

PIANGESTI ANCHE AL MIO FUNERALE!

Alla pioggia le tue lacrime mischiavi
In silenzio mi feci intruso al tuo fianco
Non dicesti nulla, eccetto il tuo nome

Ricordo bene i tuoi occhi
e i serpenti di fumo legati alle lapidi
Eri giusto una bambina spaventata,
tenevi in braccio una foto ingiallita,
e impiccato al collo un Gesù d’oro
Mi chiedevo cosa ci facessi da sola
nel tristo paesaggio del cimitero

Pregavi, una cosa che non ho mai saputo fare
Dal volto bagnato provai ad allontanarti i capelli,
e si stampò rosso sulla mia faccia uno schiaffo
Pregavi per Janis, Jimi e Jim persi chissà dove

La seconda volta fu al mio funerale
In nero sei sempre stata molto chic
Una donna oramai – l’invidia del Paradiso
Due minuti soltanto e ti portasti via lontano
Era alto e bello il sole, non era proprio il caso
di piangere

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Senza di te non posso vivere

  1. romanticavany ha detto:

    “Capii ben presto che i poeti componevano le loro opere non facendo uso del cervello ma per una certa disposizione naturale, per una sorta di ispirazione, come gli indovini e i profeti. Anche costoro, infatti, dicono molte e belle cose, ma senza rendersene conto”.(Socrate).

    Ciao Orsetto King ♥

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Io non so chi o che cosa ti fa pensare che io sia un poeta o qualcosa di simile.
    Non sono un indovino e nemmeno un profeta.
    Sono solo fuori di testa, e quando non so che fare scrivo, scrivo cavolate. 😉

    ❤ Ciao, Bambina Vany

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