Sogno un somarello e un cammello

Sogno un somarello e un cammello

ANTOLOGIA VOL. 170

Iannozzi Giuseppe

mon amour

A LUNGO

l’ho baciata a lungo
a lungo davvero
perché aveva appena finito
di bere il caffè

SCRIVONO VERSI

Tutti scrivono versi,
per sentirsi meno perdenti
Tutti masticano fame,
per consumarsi i denti

Tutti, proprio tutti
meritano uguale destino

PENNA DI NUVOLE

Scrivo con una penna di nuvole
per non dimenticare il cielo
e le sfumature che sono nei tuoi occhi
Scrivo per non dimenticare me:
un giorno son stato incosciente
pure io, come l’amore che gridavo

al vento

CORONA ABORTITA

Tu, questo re dappoco
tu lo vuoi pazzo completamente
Tu, questa corona abortita
tu la vuoi dar via di peso, all’aria
Tu, tu che dicesti parole d’amore
oggi le ingoi per non sputarle più

Tu, tu donna sei d’un re
la più tremenda condanna

SORRISI E COLTELLI

Sorriso,
ne so qualcosa
L’attuale situazione
disgrega
tartaro e smalti
Il diavolo
c’ha messo lo zampino
E l’uomo il suo
Stesso passo portato
Stesso sasso scagliato
Sorriso,
ne ho visto qualcuno
e più d’uno sincero
come l’acqua in un miraggio
Colpisce
il poeta e l’uomo
allo stesso modo
L’illuso più forte
dell’illusione
Ma tutto in natura muore
tranne la disgrazia
Sorriso,
l’ho visto su tanti
Sorriso,
ne ho visti tanti
Sorriso
e flatulenza
in abbondanza

LA TESTA FRA LE NUVOLE

Ieri avevo la testa fra le nuvole
Sono inciampato in un nichelino
e in un predicatore in televisione
Sono inciampato
e quasi ho sbattuto il muso
sulle tette d’una vecchia battona
strafatta di fede e di socialismo
Sono quasi caduto
nel gorgo d’un pazzo che invocava la grazia
non per sé, ma per un assassino vigliacco assai
che non ha imparato mai a penzolare dalla corda

Ieri avevo la testa fra le nuvole
Le ballerine giocavano a mosca cieca,
e Achab riponeva finalmente l’arpione

Ieri ero così bello e frivolo
Oggi uguale, solo un po’ stanco
della donna che mi sta accanto,
che vuole pisciare insieme a me
per sincerarsi se ce l’ho duro o no

Avrei voglia di tagliare la corda
Ma resto, resto per fregare il futuro
e mettergli le mani al collo
fino a che non avrà più un solo alito
di fortuna da sciupare
per tutti quelli che non sono io

SEPOLTURA D’UN UOMO

Tutti lo sapevamo
che sarebbe dovuto morire
da un momento all’altro
Fuori la pioggia e l’urlo dei corvi
così umani
S’era perso un verso il confessore,
prima che Selene si sciogliesse
nel mattino di pianti e brume
Su ogni bocca sostava il balbettio
che, per forza, doveva esserci
qualche cosa di sbagliato
Però nessuno aveva idea,
come sempre in questi casi

Tutti noi avremmo dovuto segnarci
Lasciammo invece l’orecchio teso
al ringhio dei cani affamati;
e due o tre scherzarono di mimo
ma macabro che non uno ebbe cuore
di mostrar un sorriso
Fra cani e corvi a ogni minuto più vicini,
col fiato sospeso spalancammo infine
la porta; il confessore fu il primo
a metter fuori il piede, poi uno a uno
chiudemmo le nostre sulle sue orme

Quando oggi ripenso al pozzo scavato
in profondità nella viva dura terra
da tutte quelle mani ossute piagate a sangue,
dico che è un miracolo o giù di lì
che non sia finita peggio, mio Angelo

COME UN PASSERO

Il sol pensiero sì,
mi fa tremar le gambe
Tremar d’amor, d’amor
che sempre ho espresso
E che tosto hai ricusato tu,
lasciandomi lento a macerare
in questo dolore che è tutto mio
E che è l’unica cosa che di te ho
Così mi fisso allo specchio
e sulla punta delle dita conto
gli anni che scivolano via
E ripenso a quant’era bello
il tuo cuore sul mio,
come un passero
E così guardo alle rughe
che mi accarezzano il viso
per farne maschera di età,
di occasioni perdute
E ci sei sempre tu
dentro ai pensieri miei,
mentre tremo

MORTALI

nasciamo angeli
soltanto perché
l’età adulta
ci sveli diavoli,
poveri mortali

IMPORTANTE

se ora
abbracci un altro
con quegli occhi
che furono miei
e mi serbi disprezzo
come a un ratto
ti raccolgo
lo stesso
fra le braccia mie
impotenti
sussurrando appena
che eri per me
importante
nonostante il cattivo
e il bel tempo
della mia pazzia

MACHIAVELLI

Amore, l’amore
se lo gioca a scacchi Machiavelli
muovendo la torre contro la regina
Ridono gli avvinazzati
e stanno in campana due tagliaborse
nascondendosi nel fumo
del primo caffè al mattino

Banchiere di dio,
strade lastricate di nere azioni
a un giorno dal crack:
in endecasillabi
la disumana commedia
fra il dire e il fare

Amore, che ne sai,
che ne sai quanto dura la morte
per l’uomo e per dio
No, tu non la sai
la differenza fra inferno e paradiso
Né conosci le cabale
che sfodera l’erotismo al soldo
delle genti al di là del Bosforo

Amore, amore
pane olio e cipolle
e rosso peperoncino, diavolo a letto

Amore, amore
mani piedi e gambe
e rosse labbra, diavolo a letto

Se la sciupa Machiavelli la Verginità
– che non c’è, che non è

Se la fotte il Diavolo la Verità
– che non c’è, che non è

LA FINE È LA FINE

la fine impone la fine
sopra ogni cosa
sopra ogni uomo

la fine sopra ogni azione
presente passata futura

la fine è soltanto
simile a sé

la fine è tutto
e niente

la fine è la fine
e non conosce
lacrime o pene
per sé
né ne concede

la fine impone la fine
soltanto questo

SOLDATI

In riva a un fiume
ci sta una canna da pesca,
due soldati una sigaretta
un pesce morto e una ragazza;
il sole li scalda,
gli mette addosso sudore,
tra i denti poco o niente
Il fumo leggero se lo porta il vento
oltre il viale il campanile le colline

Loro, loro hanno promesso
Lei però non sa se crederci o no
Dalla guerra
non torna mai nessuno
e quando qualcuno sì,
mutilati, uomini
per sempre dimezzati

Nere gramaglie ma bianchi i visi
Due lacrime di pioggia sulla bara,
tetra poi la benedizione della campana

Nere gramaglie ma bianchi i visi
Due lacrime di pioggia sulla bara,
tetra poi la benedizione della campana

DESTRA SINISTRA

Nella sinistra ebrietà di whisky,
nella destra fumo e odor di cordite;
simile a un dio in gramaglie,
però con le calze a rete
e lo spacco della gonna largo

BATTITO

vetro infranto
in schegge taglienti
il cuore,
senza più il battito

DESTINO

nel sogno del Destino
mi troverai addormentato
– crudele come te

FAVOLA BELLA

Favola Bella,
lasciami dormire
Io ho sonno
Sogno sempre un somarello
e un cammello
Mica lo so il perché
Però c’è
che mi piacciono
e vado con loro
a volte in groppa, altre no
E viaggio tanto ma tanto davvero,
tu non puoi nemmeno immaginare quanto
Così, ti prego,
lasciami qui, sul cuscino
col capo addormentato
perduto in chissà quali regni
e bordelli
Qui sono un cavaliere
Tengo una spada di latta
e ogni secondo è più lungo dell’intera mia vita

Non ti chiedo poi molto,
lascia che riposi ancora un po’

AMETISTA

Bianche di spumosa rabbia
muovono le onde tempesta
dall’oggi al domani,
fra delfini a sognare Atlantide
e fredde macerie di solitudini

Fra ricordi e macerie di sorrisi,
in mezzo alle onde mi perdo;
sputando sale fra i denti,
è il tuo nome che mi sotterra
in fondo al mare, Ametista

KEROUAC

ricordando Jack Kerouac

Colpo basso
Alto
il tasso alcolico

Non hai idea
di come ci si sente
senza il pallido
affogato
volto di luna
Per due righe
che scrivo
perdo
una vita intera
Così sol ti chiedo
di non tornare
a bussare
alla mia porta:
sono occupato a sprecarmi
su i tasti danzanti olivetti

La mia donna
ha lasciato l’impronta
sul letto disfatto
Non ho tempo
per questo,
per questo terremoto!
Lasciami
come mi hai trovato,
un livido
– perfetto postumo
perso
nell’eternità dorata

PER QUANTI TRAMONTI

Per quanti tramonti
gli occhi potranno vedere
tra il rosso e l’infinito,
la vita non avrà mai fine
per chi avrà coraggio
di scortare i sogni suoi
al di là di quelle paure
che il quotidiano vivere
nell’alma di un po’ tutti
insinua come serpente

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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