La nausea – Jean-Paul Sartre

La nausea – Jean-Paul Sartre

La nausea - Jean-Paul Sartre

Dopo aver viaggiato a lungo, Roquentin si è stabilito a Bouville, tra feroci persone dabbene. Abita vicino alla stazione, in un albergo per commessi viaggiatori e scrive una tesi di storia su un avventuriero del XVIII secolo, il signor de Rollebon. Il lavoro lo porta spesso alla Biblioteca municipale dove il suo amico Autodidatta, un umanista, s’istruisce leggendo i libri in ordine rigorosamente alfabetico. La sera Roquentin va a sedersi a un tavolino del “Ritrovo dei Ferrovieri” ad ascoltare un disco – sempre lo stesso: Some of These Days. E, a volte, sale in camera al primo piano con la padrona del bistrot. Da quattro anni Anny, la donna amata, è scomparsa. Pretendeva sempre di aver dei “momenti perfetti” e si sfiniva immancabilmente in sforzi minuziosi e vani per rimettere insieme il mondo intorno a lei. Si sono lasciati; attualmente Roquentin perde goccia a goccia il proprio passato, sprofondando sempre più in uno strano e oscuro presente. La sua stessa vita non ha più senso: credeva di avere avuto delle belle avventure, ma non ci sono più avventure, ha solo delle “storie”. Si attacca al signor de Rollebon: il morto dovrebbe fornire una giustificazione al vivente.
Allora comincia la sua vera avventura, una metamorfosi insinuante e dolcemente orribile di ogni sensazione; è la Nausea che vi prende a tradimento e vi fa galleggiare in una tiepida palude temporale: È stato Roquentin a cambiare? O è stato il mondo? Mura, giardini e caffè vengono bruscamente assaliti da nausea; altre volte Roquentin si sveglia in una giornata malefica: qualcosa è in putrefazione nell’aria, nella luce, nei gesti della gente. Il signor de Rollebon torna a morire; un morto non può mai giustificare un vivente. Roquentin si trascina a casaccio per le strade, corpulento e ingiustificabile. E poi, il primo giorno di primavera, capisce il senso della sua avventura: la Nausea è l’Esistenza che si svela – e non è bella a vedersi, l’Esistenza. Roquentin conserva ancora un briciolo di speranza: Anny gli ha scritto, la rivedrà. Ma Anny è diventata una cicciona greve e disperata; ha rinunciato ai suoi momenti perfetti, come Roquentin alle Avventure; anche lei, a suo modo, ha scoperto l’Esistenza: non hanno più nulla da dirsi. Roquentin torna alla solitudine, sprofondando nell’enorme Natura accasciata sulla città e di cui prevede i prossimi cataclismi. Che fare? chiamare in aiuto altri uomini? Ma gli altri uomini sono gente dabbene: si scambiano gran scappellate e ignorano d’esistere. Lui deve abbandonare un’ultima volta Some of these Days e, mentre il disco gira, intravede una possibilità, un’esile possibilità di accettarsi.”

Jean-Paul Sartre

Dopo aver viaggiato a lungo, Antoine Roquentin si stabilisce a Bouville, in uno squallido albergo vicino alla stazione, per scrivere una tesi di dottorato in storia. La sera, si siede al tavolo di un bistrot ad ascoltare un disco, sempre lo stesso: «Some of These Days». La sua vita ormai non ha più senso: il passato è abitato da Anny, mentre il presente è sempre più sommerso da una sensazione dolce e orribile, insinuante, che ha nome Nausea. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, sempre attuale, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il libro più libero di Sartre, il più disinteressato e il più appassionato insieme.

Jean-Paul Sartre, romanziere, drammaturgo, filosofo e critico letterario francese, è stato fra i pensatori più significativi del Novecento e rappresentante dell’esistenzialismo.
Compì i suoi studi all’École normale supérieure di Parigi (dove conobbe Simone de Beauvoir, compagna di una vita); subito dopo l’università insegnò filosofia nei licei a Le Havre e a Parigi.
Nel 1939 fu chiamato alle armi e fu fatto prigioniero dai tedeschi. Quando venne liberato nel 1941 tornò a Parigi e partecipò alla Resistenza.
Fondò la rivista «Les temps modernes» attraverso cui diffuse le sue idee politiche e letterarie divenendo un’icona della gioventù ribelle e anticonformista del dopoguerra.
Critico verso il gaullismo come verso lo stalinismo, si avvicinò alle posizioni della sinistra marxista attirando sia le critiche dei comunisti sia quelle degli anticomunisti arrivando a una clamorosa rottura con Albert Camus. Intervenne in difesa dell’Indocina, contro la repressione sovietica in Ungheria, a sostegno della libertà algerina, contro i crimini di guerra statunitensi nel Vietnam (con Bertrand Russell, fondò l’organizzazione per i diritti umani denominata Tribunale Russell-Sartre) e contro l’invasione della Cecoslovacchia.
Nel 1964 fu insignito del Premio Nobel per la letteratura, che però rifiutò, motivando il rifiuto col fatto che un reale giudizio su un letterato può essere dato solo postumo e non in vita.
Della sua vasta produzione filosofica e letteraria ricordiamo le opere più celebri, tra cui: La nausea (1938), L’essere e il nulla (1943), Che cos’è la letteratura? (1947), Le mani sporche (1948), Critica della ragione dialettica (1960), Le parole (1964).

La nauseaJean-Paul Sartre – Traduttore: B. Fonzi – Editore: Einaudi – Collana: Einaudi tascabili. Scrittori -Pagine: 242 p. – ISBN: 9788806219192 – € 12,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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