“Il palazzo delle lacrime” di Paolo Grugni: il centro del potere non è il centro della verità – recensione di Iannozzi Giuseppe

“Il palazzo delle lacrime” di Paolo Grugni

Il centro del potere non è il centro della verità

Iannozzi Giuseppe

Il palazzo delle lacrime - Paolo Grugni - Laurana Editore

Il Palazzo delle lacrime è l’ultimo lavoro di Paolo Grugni, un romanzo forte che mette alle strette un certo comunismo, quello di stampo leninista-stalinista. L’autore fa sua la lezione di John le Carré e Léo Malet, adoperando uno stile diretto e preciso che non lascia spazio a fraintendimenti. Il palazzo delle lacrime è forse il lavoro più maturo e compiuto di Paolo Grugni, scrittore che nel corso della sua carriera, a costo di rendersi antipatico a più di qualcuno, ha sempre combattuto contro la stupidità dilagante.

Il palazzo delle lacrime è ambientato a Berlino, in una città divisa da un muro. La Guerra Fredda impazza, gli anni settanta mietono vittime a iosa: è facile ed è la consuetudine far fuori tutti quei personaggi, umili o no, che sono invisi al comunismo. Berlino Est è abitata da gente che deve stare attenta anche a come respira, però, come ci ricorda George Orwell, «Tutti gli animali sono ugualima alcuni sono più uguali degli altri», ne consegue che chi tiene le redini del potere non disdegna affatto di affogare il muso nel trogolo del capitalismo. A soffrire sono soprattutto quelli che il destino ha voluto incastrati tra le fredde mura di cemento di Berlino Est. Tutti si guardano le spalle, tutti hanno paura: il Partito di Unità Socialista controlla la vita dei cittadini, e non ci pensa su due volte a far fuori, in maniera silenziosa e brutale, chiunque sia sospettato, a torto o a ragione, di attività sovversive.

Martin Krause, agente della Stasi, non regge più il clima di Berlino, ma per il momento deve resistere; ha un caso da risolvere, un gran brutto caso. A Treptower Park una ragazza viene trovata morta. Il suo corpo è stato lavorato per bene, un gran brutto spettacolo. La vittima è una certa Jula Ridel, figlia di una famiglia piuttosto in vista, per cui la Stasi pretende che sia fatta chiarezza, presto. Sin da subito Martin capisce che gli è stata affidata una bomba che potrebbe scoppiargli fra le mani. Condurre le indagini non sarà facile, Krause lo sa bene. La ragazza non è stata violentata, ma le sono state asportate le palpebre: perché? È chiaro che Jula doveva essere implicata in qualcosa di grosso. Martin comincia a sudare freddo. Passano alcuni giorni e un’altra ragazza viene ammazzata. Martin non è un ingenuo e non può non sospettare della Stasi. Il quadro non gli è ancora ben chiaro, però sa che qualcuno all’interno della Stasi le voleva morte. Martin cerca di capire e rischia non poco: indagare sul Partito non è una idea molto furba. Deve guardarsi le spalle, perché sia il Partito che la Stasi lo tengono sott’occhio, Krause ne è certo. Aggirandosi tra spacciatori, drogati, prostitute, agenti corrotti, Martin si avvicina alla verità: gli omicidi hanno un forte legame con le alte sfere della Germania comunista. Krause ha scoperto troppo e subito viene deposto dall’incarico. Martin sa che deve continuare a indagare, oramai non può fermarsi, non può tornare alla vita che faceva prima. La Stasi, poco ma sicuro, prima o poi farà fuori anche lui: ha una sola possibilità per salvarsi la pelle e scoprire l’assassino, entrare in Berlino Ovest, in quella parte della città dove le due ragazze uccise facevano delle puntate grazie a dei permessi non poco strani.

Il palazzo delle lacrime (Laurana editore) è una lettura che colpisce alla bocca dello stomaco, un lavoro che non lascia indifferenti. Paolo Grugni ci consegna un romanzo che qualcuno potrà giudicare scomodo, scomodo perché mette bene in evidenza le tante pecche del comunismo leninista-stalinista senza dimenticare di dire che il capitalismo è anch’esso un male: «Quel muro è un simbolo di disgregazione, di scissione non solo del nostro essere tedeschi, ma della nostra personalità. Una scissione a cui si è guardato da fuori con troppa benevolenza. Il Muro è stato tollerato grazie all’assuefazione e dall’acquiescenza del resto del mondo, soprattutto di quello intellettuale. Ha creato l’illusione di poter vivere in un mondo perfetto, il giardino zoologico dell’Eden, giardino che non solo non si è rivelato tale, ma che ha mostrato al mondo tutte le falle del sistema socialista. […] Il socialismo, come tutte le ideologie, ha in sé una potente suggestione ipnotica, liturgica, offre una casa dove tutto sembra riacquistare senso. […] Ma il prezzo di questa casa è molto alta: l’abdicazione alla propria ragione, alla propria sensibilità. Si delega tutto nelle mani dei superiori, accettando in modo ottuso e finalistico che il centro del potere sia anche il centro della verità.»
Il palazzo delle lacrime di Paolo Grugni non è un semplice thriller, è anche una salda presa di posizione contro ogni forma di oppressione. Leggere rende l’uomo libero, fa crollare i muri, non avete dunque scuse per dire di no a Il palazzo delle lacrime.

Paolo GrugniPaolo Grugni (Milano, 1962). Ha esordito con il romanzo Let it be (Mondadori, 2004; Alacràn, 2007, Laurana, 2017). Ha poi pubblicato Mondoserpente (Alacràn, 2006), Aiutami (Barbera, 2008 e in ebook per Laurana), Italian Sharia (Perdisa, 2010), L’odore acido di quei giorni (Laurana, 2011), La geografia delle piogge (Laurana, 2012), L’Antiesorcista (Novecento Editore, 2015), Darkland (Melville, 2015). È autore inoltre della silloge Frammenti di un odioso discorso (in ebook per Laurana, 2017). Vive e lavora a Berlino.

Il Palazzo delle lacrimePaolo GrugniLaurana Editore – collana: Rimmel, 46 – pubblicazione: 26/09/2019 – pagine: 300 – ISBN 9788831984379 – €16,90

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA DALL'EDITORE, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica, critica letteraria, editoria, gialli noir thriller, Iannozzi Giuseppe, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, scrittori, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.