Note di blues e dolori di whisky

Note di blues e dolori di whisky

ANTOLOGIA VOL. 164

Iannozzi Giuseppe

La Grazia by Chatterly

La Grazia by Valeria Chatterly Rosenkreutz,

TU, VENERE

Al tuo cospetto
eccomi qui
col grigio petto
a te davanti
perché possa tu farne
vanto o eterna agonia
con le tue mani
di farfalle,
con la tua bocca
di rosse fiamme

Qui sono:
nudo,
senza difese
Reco poesia
che è vecchia,
come le età
che al vento m’hanno
malamente raccontato
Però sono qui,
e sono per dispormi a te

La luna in cielo alta,
e ululano e ululano i lupi
e ai corvi tengono compagnia:
forse anche loro
cercano un amore
o un cadavere da sbranare
Io ho soltanto poesia
che è vecchia
e non posso mentirti
Se ancor mi vuoi
mi dovrai accettare così,
a petto nudo
Se ancor mi hai a cuore,
mi dovrai baciare
con denti aguzzi più dei miei
e lanciare poi un urlo più alto
del gracchiare delle mie ossa

Ma qui sono
adesso e per sempre,
per saperti Venere

TI HO CONFESSATO

Da quando t’ho confessato
il mio amore,
sei fuggita in lontananza
presa da un assurdo spavento
che però sapevo da sempre
ti sarebbe venuto a cuore
più del mio battere i denti
per freddo, aspettando
invano l’arrivo del bacio
del disgelo dalle tue labbra
rosse, rosse d’un amore
che non è per me

AH, L’AMORE!

Ah, l’amore!
Fa più morti
di quel dio
tremendo
che dicono
si faccia
chiamar
Marte…

Ah, Eros!
Monello
senza cervello:
tutto cuore
non lo sa
quanto può
far male
al cuore di noi
che siamo
qui in terra
mortali

Come cristalli
ci spezziamo
in due
al minimo
cambiamento
d’umore

DIMENTICHERAI

Dimenticherai, di me
ogni segno e gesto
Dimenticherai, di me
il sasso scagliato
e l’allegria triste
che m’illuminava il viso
Sì, mi dimenticherai
e ti porterai sul cuore
un uomo migliore di me
E farai l’amore per amore
fra grida d’angeli
e risate dal mare
di vergine bianca spuma
sulla non mai
troppo calda sabbia
Mi dimenticherai, e sì,
non sarà peccato
all’alba scoprire
che sei viva più che mai

SENZA TE ACCANTO

Un amore più grande del mio
t’ha rapita al mio cuore
fragile di petali di rose
Un cuore più forte del mio
t’ha portata lontano lontano
dove nemmeno dio può osare
uno sguardo o una maledizione

Tutte le stelle, tutte le luci
che in cielo brillavano,
perché son diventate di nebbia,
d’improvvisi collassi?

E io qui a dannarmi l’anima
in attesa d’un miracolo
che so mai verrà

Ma ti amo lo stesso
per quel che m’hai dato
in un giorno ch’era un sorriso
più immenso di quel dio
che invano ancor in sogno
cerco io senza te accanto

SUL RING

Sono all’angolo
come un angelo
caduto
e la spugna non la getto:
il gong non suonerà
né ora né domani
E’ una ripresa eterna
I pugni volano, come zanzare:
non c’è di che aver paura,
basta un buon gioco di gambe
per non lasciare al tappeto
il sangue
Basta continuare a picchiare
e fare la faccia da duro
e tenere nel petto un cuore
tenero ma non troppo:
il nemico ci assomiglia di già

PER DOVE LA TUA CAREZZA

Dove vagoli? Dove
cerchi la tomba,
quel sacro suolo
che accoglierà
domani l’alma tua?
Dove riposi oggi
il corpo tuo bramoso
di attenti baci
che non siano
segno abituato
a esser soltanto
nova cicatrice?

Raccontami dei tuoi fianchi
Insegnami la dolcezza
del vento fra i tuoi capelli
E sfiorami con una carezza

Per dove – per dio! -,
per dove la tua bella carezza

Io so meno di te
Però rimango qui
qui ad aspettarti

GIOVANE BIONDA

Quale fredda amarezza
si ripete nell’intimo, in eco,
in quell’età che si ha
una volta solamente,
di gioventù che par
non debba oggi finir mai
Quante, quante tristezze
cova dentro l’alma,
tristezze piene
d’un senso
che non si osa dire
se non in un’ansia così e così,
imprecisa

Tu giovane bionda
così libera,
tu non la sai la libertà,
non ancora la sai,
non ancora,
ma paura profonda hai
d’annegare in te
– di volare
per un sogno, un incubo
o ancor meno

FIORE

C’è un uomo
che ti attende
o solo un sogno
che si fa fiore
fra la notte
e la solita follia?

POESIA E ASSENZIO

Come i poeti in assenzio
che la notte la facevano più lunga
del buio che di dentro covavano
Come quelli la cui vita
fu guardare dentro sé stessi
per toccare il fondo estremo
del piacere, la Visione

Ah, un goccio, uno soltanto
d’assenzio per una tiepida assenza
che sia impalpabile fiato
ma nel cuore boato, orgasmo
infinito impossibile da dire
con umane parole

Oltre il bene, oltre il male
questo amore, Amore,
si deve presto eternare
Così porgimi la bocca
dolcemente,
perché possa suggerne
la dolcezza inebriante
e non dimandarmi più
chi son io e perché lo faccio

Un goccio, uno soltanto

QUELL’ALBA NUOVA

alla memoria di Cinzia Paltenghi ❤

Sotto un cielo di stelle pieno
il mio fiato annega nel lucore:
è strano, mi sento soffocare
è strano, pare un vivere per morire

Dov’è quell’Alba Nuova
che aspetto da un’Eternità?
quella che aggiusterà l’Infinito
dentro all’Anima mia?

Guarderò il cielo in profondità,
e aspetterò un altro tramonto
per vedere, dopo la notte,
un’altra alba, sperando sia
quella giusta per me

Al di là di tutto questo aspettare,
troverò un motivo per svegliare
ancora una volta il mio cuore;
troverò un battere sano in petto
che non mi faccia rimpiangere
i tanti singulti scaraventati
nell’imo di tutte queste stelle

Al di là dei tramonti, delle albe,
delle notti sempre uguali,
un giorno non mi parrà più strano
né vivere né morire
Quel giorno sarò una Donna Nuova

QUANTI BACI PERDUTI

Baci, quanti ne ho dati,
quanti ne ho perduti
Tornati indietro
alcuni lontani ricordi
uguali a brividi,
a pentimenti
– note di blues
e dolori di whisky

Baci, quanti! A piangerli tutti
non son oggi capace
Eppure sempre rimango rapace
di labbra pizzicate,
stuzzicate come corde di violino
per sentirne il sussulto vicino
proprio accanto alla smorfia
che mi disegna il labbro pendulo
incredulo davanti alla Fine
dell’amore, del nostro amore!

ANIMA STRUGGENTE

Ti cerco
Ti cerco e scopro le tue calze nere,
quelle a rete che mi fanno impazzire
Ti cerco,
e il tuo profumo è su ogni cosa in questa casa,
e non è per caso che lo hai lasciato sparso qui,
qui dove ancor mi figuro il tuo didietro
Ti cerco
come si cerca la guerra, il sangue, la passione
Ti cerco
perché ho bisogno di sentire la femminilità che sei
Ti cerco
con l’affanno in bocca,
fumando sogni e speranze,
bevendomi l’anima dalla bottiglia di rosso
che accompagna le mie preghiere
Ti cerco
perché ho perso l’equilibrio
e la bellezza di sentirmi bambino
raccolto fra le tue calde braccia
Ti cerco per farti complice
Ti cerco per complicarci la vita insieme

Ogni giorno che passa è uno in meno
L’aria te la sei portata via tutta,
resta il profumo di te ma non basta,
non basta mai ai miei polmoni,
alla bocca che spara sconcezze d’amore
che tu non puoi ascoltare
Ogni giorno è una lacrima,
pregando che tu torni da me

Ti cerco, ti cerco, ti cerco
come un condannato
che ancora tenta l’azzardo d’una fede
Ti cerco perché non posso davvero fare a meno
della tua Anima Struggente su Me

Ti cerco
perché se un senso la vita ce l’ha
è in quella tua Anima che strugge
e distrugge quella mia

LAVORARE L’AMORE
(da “Fiore di Passione”)

esserti accanto in questo momento
sussurrarti tutte quelle nobili parole
che ti son mancate
che mai ho osato dire ad alcuna

esserti accanto
spremere dalle tue labbra di miele
altro miele
perché sia nutrimento
per l’anima mia solamente

dimenticare il mondo d’attorno
e secondo dopo secondo
il fiore del tuo amore cogliere

sorprenderti cingendoti la vita

farti prigioniera del mio abbraccio
all’orecchio sussurrarti dolcezze,
tenere sconcezze
per farti arrossire,
per farti cadere sempre più a fondo
nell’anima mia d’amor fremente

dimenticare che siamo stati divisi
vivere il tempo presente e dirlo eternità
verità che di primavera profuma

DICESTI, DICESTI PAROLE D’AMORE

Dicesti, dicesti parole d’amore
Dicesti, dicesti sarebbe stato per sempre
vivere e morire insieme
Dicesti, dicesti non te lo dirò due volte
Resta al mio fianco, sono caduta dal cielo
E’ la vita che è così, un po’ triste

Le tue parole fiume in piena
E la luna non regala argento

Vivere giorno dopo giorno
E’ la vita che è un po’ triste, così e così

Ti ho vista a spasso in città
Sembravi felice
di non avermi accanto
Ti ho chiamata
e non hai sentito
Ho provato a raggiungerti
e sono caduto in una pozza di piscio

Vivere giorno dopo giorno,
questo morire lento
è lenta eterna agonia

Dicesti, dicesti parole d’insonnia
Dicesti, dicesti sarebbe stato facile
incontrarsi per caso, per un attimo
Dicesti, dicesti non te lo dirò due volte
Resta al mio fianco, sono caduta dal cielo
E’ la vita che è così, un po’ triste

NON FUGGIRE

Non fuggire,
potrei impazzire
o morire senza te
Non fuggire
Ho paura
se non mi stringi
la mano, se non mi dici
sì, tutto a posto
Non farmi questo
Portami lontano
da queste chiese in marmo
che sanno solo il bronzo
delle campane a morto

Bisogno è
d’un’ingenua vergine
che mi dia il rosso del vino
e quello dell’estasi

Potrei morire
se te ne vai via così
su due piedi,
coi tacchi alti
a farmi eco nella testa

UN UOMO CHE SOGNA

A te ci tengo, ci tengo
Ami un altro e non me,
e non è colpa mia
se sono quel che sono,
un uomo che sogna
Avresti, avresti con me
giorni di piccole gioie
e piogge di sogni da bere
Ti sarei sempre accanto
e non per un momento soltanto
Ami un altro,
uno che non ti ama per niente
Ma al cuor non si comanda
e tu vuoi soffrire perché il dolore
credi nobiliti l’animo

Sei sempre la solita, l’amica
che mai si concede
uno sfogo nelle ore di luce
Solo alla sera sciogli i capelli
e perdi rigidezza di scoglio,
e lasci libera una lacrima
In un momento l’asciughi,
togli lo smalto dalle unghie
e graffi il sonno
che sta per venire
E dormi, e non senti più niente
E dimentichi che a te ci tengo

UN MILIONE DI MAJAKOVSKIJ

Stamattina mi sono aperto gli occhi
con il solito, un bicchiere di spenta lucidità
Sul pavimento, in salotto, avanzi d’amore,
mozziconi e giochi da tavolo in confusione
E la mia faccia più brutta del solito
tra pedoni caduti re e regine, e sullo specchio
quel cazzo d’aforisma scritto col tuo rossetto
E queste due lacrime dolci e amare e silenti
che tagliano in due la finzione del mio sorriso
mentre il cuore in petto mi perde un colpo

Lo so, lo so bene d’essere solamente un uomo,
giusto un piccolo ingombro nell’Universo
E l’alba è già alta e così tanto rossa oltre le Alpi
e non si frena proprio più la voglia di morire

Stasera ce l’avrò il mio bel daffare, ce l’avrò!
Un milione di Majakovskij e un altro di whisky,
una poesia a metà, e un colpo veloce di pistola

Perché mai soffrire come un cane affamato
legato alla libertà d’una rugginosa catena?

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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