Vieni, vieni, prego ogni sera

Vieni, vieni, prego ogni sera

ANTOLOGIA VOL. 159

Iannozzi Giuseppe

Rudol'f Nureev

VIENI, VIENI, PREGO OGNI SERA

E vieni, vieni, prego ogni sera,
prima che si consumi delle candele la cera
Come zingaro aspetto preso sotto
il peso della luna per vedere
una volta ancora le tue gambe di miele
E vieni, vieni, ripeto lento lento,
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

Ho visto crollare il muro di Berlino
e le Torri Gemelle; non mi aspetto granché
dal futuro; da centinaia d’anni
l’Ebreo Errante nasconde un piano
nella sua tasca destra e a tutti va ripetendo
che non ci sarà un posto sicuro per nessuno
quando Gerusalemme e la Mecca cadranno

E vieni, vieni, ho del buon vino,
bicchieri di cristallo e un violino
Manca solo la tua bionda bellezza,
il tuo sguardo blu e fatale
per dar sicura sepoltura
alla bruttezza della mia faccia

E vieni, vieni, ripeto lento lento,
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

RICORDO ZOPPO
(versione alternativa)

Le pentole e i coperchi,
l’acqua bollente
e il mio violino zoppo su una corda:
te l’avevo detto che avevo ben poco
Non mi hai creduto
quando tutti i rossi miei petali
li ho persi nel vento della Piazza Rossa

Non mi guarderò indietro,
crollano i palazzi e i muri
e io voglio di più
E io voglio qualcosa di più,
non queste tristi copeche fra le mani
mentre mi penetra le ossa il freddo

Angela, chiudi la porta!
Fa freddo,
più di quanto osi immaginare,
e sempre qualcuno busserà
dicendoti sono io il migliore;
tu non gli credere
quando accanto al fuoco,
fra le sue colte fiamme,
vedrai il ricordo
che alimenti a mia immagine
e somiglianza

Non mi guarderò indietro
Tutto crolla,
la vita giusto un soffio
Lo sapevi che avevo poco da offrirti
Ti dico, chiudi la porta
Ti dico, apri il cuore alla vita
con un ricordo che sia sincero
Non fare come me
che lontano vado di città in città
Non fare il mio ricordo zoppo
più di quanto non lo sia già

PETALI

Prendi, prendili
una volta
o due
questi petali
stesi al sole:
hanno il colore
del pallore,
hanno l’odore
dell’amore.

Lo sanno tutti
che non potrai
resistere
per sempre.

Prendi, prendili
una volta
o due
questi petali,
e strappali…

NESSUN ROSSORE

una andrà via col cuore spezzato
un’altra solo sarà impacciata
quando l’amore finito o iniziato

e nessun rossore per le mie rose

BALLA!

a Chatterly.
sempre spirito libero

Come strega, balla
Come angelo, balla
Balla e non chiedere
dove Dio e il suo gemello
Fino alla fine del mondo
balla

Siamo movimento di serpenti
che di sé mai lascia una scia
Questo siamo, stelle danzanti
dai rimpianti mai oscurate

Balla fino alla fine
dell’infinito, fino alla fine
delle assurdità di Dio

DOMANI SARÒ MORTO

Domani, domani sarò morto,
così penso che è proprio il caso
che abbia indietro un sogno o un incubo:
le scarpe e il rossetto rosso per lucidarle,
il cappello e il saggio su Erasmo da Rotterdam,
e se hai cuore, un po’ di quella tua zuppa di piselli
Ma sarei più felice se volessi darmi indietro
la mafia di Frank Sinatra e il diavolo dei Rolling Stones

Domani, domani sarò uguale a tanti altri,
così penso che è proprio il caso
di darci un taglio, adesso:
la molotov inesplosa è accanto alla culla del bambino,
il mazzo di rose che ti ho regalato ce l’ha tua madre,
i profilattici, quelli, li ha presi tuo padre per sbaglio
E’ tutto a posto, come sempre
Solo non so dove Sinatra e gli Stones

Tutto qui, domani sarò morto
Era giusto che lo sapessi dalla mia bocca,
perché fuori c’è Morte e io ne sono parte:
si salveranno solo i più sfortunati

E il jingle è uno strillone e giornali invenduti
che ripetono “Dove Sinatra e gli Stones?”

E il jingle è uno strillone e giornali invenduti
che ripetono “Dove Sinatra e gli Stones?”

ALLA FINE SARAI IL PRIMO!

Tutti dicono
“Sopporta fino alla fine
e sarai tu il primo!”
Tutti ripetono
quello che sentono giù in strada

Non mi piace il gioco che fanno
Spiego loro che “la Fine
che mi propongono
l’ho già battuta troppe volte”

Tutti dicono
Solo io fuori dal coro dico
che ne uccide più la fama
che il mestiere di vivere

Ragliano,
come somari ragliano
E sono io da tempo così stanco
di sentir fischiare parole
fra un vuoto di io
e un abisso di Dio

SCULACCIATE PER TE

Hai promesso
di metterti nuda,
di provocare il cielo
con la bellezza
del tuo culetto fresco
bello bianco
– di nuvole
di piume di colomba –
perché sia cuscino
su cui riposare
la testa mia
del giorno stanca

E, poco ma sicuro,
nel cuore della notte
mi sveglierò ed allora
l’anima tua bella
ben bene la sculaccerò
perché mai ti possa tu
di me dimenticare

NON CAPII AL VOLO

Una volta mi dicesti che
le donne migliori stanno
con gli uomini peggiori

Non capii al volo
che non avevi più nulla da perdere

E così m’accogliesti in te, subito,
nell’agonizzante tuo volo

GRANDE VUOTO

Dammi indietro il mio sitar,
i libri degli antichi saggi
e quel giorno di pioggia
che ti mancava una bugia
L’autunno ha preso casa qui
Quando sono venuto
te l’avevo detto che ero
di passaggio;
hai taciuto
invitandomi a radermi il capo
Ci siamo poi seduti
senza parlare:
fuori c’era aria di rivoluzione

Dammi indietro quel giorno,
il suono estatico del sitar
che insegnava all’anima
la ribellione e la comunione
Dammi indietro la saggezza
e tutto il Grande Vuoto dell’Universo
Quando sono venuto
non ho mentito,
ero una zucca vuota,
una fra le tante possibili
Ora ho bisogno di suonare,
di tornare sulla strada sotto il sole
Ho conosciuto tante malattie,
alcune mortali, e sono ancora qui
Ho visto piccoli uomini spaccare teste
e ho visto i loro stupidi becchini
Ho conosciuto un momento di pietà
per fermarmi a lungo in una distrazione
Ho visto monaci scivolare lungo il fiume
con la pancia gonfia d’acqua e il volto ammaccato
L’Universo ha impiegato proprio niente
per cadere nel suo Centro
Così ti chiedo di darmi indietro il sitar
Sono una zucca a metà e non vuota,
me l’hai insegnato tu immersi
nelle luci delle candele
Ma ora devo trovare il Suono Perfetto
che ci sollevi dalla Miseria
Fuori c’è più morte che rivoluzione,
non è tempo buono per la meditazione

I Beatles sono quasi tutti morti
I Rolling Stones sono neri dentro

O sì, sono così neri dentro
Tutti noi lo siamo
Dammi indietro il mio sitar,
le parole consumate degli antichi saggi
e quel giorno di pioggia
che ti mancava una bugia
per dirmi “ti amo”

ANGELICA

Così se oggi ancora credi in Dio
mettilo un po’ da parte
Bene o male,
fra danni convinzioni e illusioni
ha già fatto la sua maledetta parte

Così se oggi ancora credi
chiedi al tempo un attimo
Non credere sia stato facile
distribuire pani e pesci ai tanti:
anch’io sono stato un Sacripante,
un questuante,
e un innamorato anche

E come uno stupido ho avuto
quel che per forza ho poi avuto
E come un annegato ho bevuto
Così se oggi ancora credi in Dio
non gettare troppa colpa su me
La verità era già là, era già là

La verità era già là, era già là
Fra danni convinzioni e illusioni,
nell’ingrata parte d’un angelo caduto
a modo mio ho fatto detto e dato
sempre a metà, sempre a metà

QUEL CHE PUÒ BELLEZZA

Tu lo sai che del tempo son io invidioso?
Liberamente può esso correre sul tuo corpo
e scoprirti a ogni alba più bella e dolce;
e lava via le lacrime dal volto tuo semplice,
piano poi asciuga la turgida tua bocca
d’amor gravida,
e dagli occhi sognanti raccoglie di te l’essenza,
la più intima, e non ha da provar vergogna;
mentr’io se provassi a lambir
in punta di dita i sottili confini
che disegnano l’ovale del viso tuo
verrei tosto ricacciato con una sberla
in un inferno maleodorante, fra i lussuriosi,
seppur mia Colpa sarebbe poi sol stata
d’aver cercato d’amar te, Bellezza!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Vieni, vieni, prego ogni sera

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sei davvero gentilissima, cara Antonella. Grazie di tutto cuore. ❤

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