Il passato mi fa oggi lo sgambetto

Il passato mi fa oggi lo sgambetto

ANTOLOGIA VOL. 155

Iannozzi Giuseppe

Les amoureux - Marc Chagall

COME CATULLO

Diciamo amore
sì tante volte
che non ci resta
altro che odiare
la debolezza
che c’invade
le membra
ogniqualvolta
a quella di turno
diciamo parole
uguali, ripetute
da una vita,
come puttane
che la vergogna
la disegnano
sulla bocca
degli Dèi eterni

ERO IL TUO ROMEO

E poggiavi il capo sul mio petto
E ridevi e sapevi confortare
l’anima mia nascosta
E pregavi Dio
contro il grigio
che spesso m’invade

E adesso vai via
senza una parola
di dolore o d’amore
Vai via
e il meglio di noi
porti via,
giochi e fantasia

E dimenticherai
chi sono
e chi sono stato
Dimenticherai
ogni cosa,
le gioie e le rabbie
insieme godute

In strada, forse
domani mi incontrerai,
e per colpa d’una distrazione
forse mi guarderai;
e di corsa, veloce col tempo
che ti spinge i piedi,
con gli occhi asciutti,
nella confusione ti spingerai
sicura di te oramai

Ed io Romeo egoista
mi spaccherò la testa
contro i muri,
per sempre solo
col tuo ricordo
a scavarmi
dentro al cuore

ERO IERI UN POETA
DI BUON NASO

Lariana Papadia,
che compie gli anni
ma non sembra affatto!

Si mormora in giro
che sia il tuo compleanno.
Ero ieri un poeta di buon naso,
così dicevano un po’ tutti,
per non lasciarmi cadere
nel bianco d’un manicomio;
non facevo sempre centro,
però non me la cavavo
troppo male; oggi sono
e basta, mi penso in pensione,
la penna nel calamaio
e, di certo, l’inchiostro secco
da un pezzo, ciononostante,
giorno dopo giorno, divento
sempre più pazzo, e fingo io
di non capire come mai;
ma lasciamo da parte
i particolari,
il passato che mi ha eletto
pazzo fra i pazzi e che ancor
mi fa sudare sette camicie:
di togliersi di dosso a me,
non ne vuol che sapere,
e bello bello sulla gobba mia sta,
manco fossi io cammello
da guidare e poi lasciar morire
in deserti di sabbia e di sole.
Dicevo che si mormora che…
ecco, il mio fingere di non capire
vale quanto un mucchio di pirite,
ché lo so benissimo che
il passato mi fa oggi lo sgambetto
per farmi cadere in tentazione,
per farmi scrivere col sangue mio
poesie che non valgono due lire;
e allora, l’hai capito o no che
ho partorito ‘na pazzia per te?

IL MIO MAGLIONE PREFERITO

Il mio maglione preferito
s’è scolorito
Non ho un gettone per telefonare,
né una moneta per bere un caffè
La notte è appena iniziata
e la primavera si dice sia nell’aria
Starnutisco e ho le ossa peste,
come se, come se avessi partecipato
alla campagna di Russia
Le stelle son tante e brillanti,
tutte troppo lontane
perché mi possano consolare
Sono un lusso che non scende giù
Ho dalla mia che non credo ai miracoli
Non leggo romanzi d’amore
ma colleziono canzoni di rivolta,
poi sempre mi schianto ubriaco a letto
e finisce lì quello che ho pensato,
e tutto quello che non ho osato
Però ti voglio ancora bene, come allora,
se ti ricordi di me, piccola grande donna
che hai illuminato la vita mia
per un giorno appena, dal dì alla sera

ADDII

Se guardo, se guardo bene…
Se ancor oggi punti e virgole non vengono facili,
lungo i binari dei treni tante le foto
di quanti, tra baci e bestemmie, dissero addio
a quella terra che nel tradimento li  fulminò

DICONO GLI AMANTI RIFIUTATI
(versione alternativa, inedita)

Fosti promessa di felicità
Un momento fu abbastanza perché
il sapor salato dell’estate sul finire
ti donasse a un amore più gentile

Dicono gli amanti rifiutati
che il cuore è a pezzi, diviso
in due metà, e che senso
non ha più la vita; verità?
Su due piedi dir io non so,
non anelo però a ferirmi ancora,
a pascolare altrove, più in là,
pur non nascondendo
che vero è che i praticelli
son tanti, belli verdi e fioriti

Credo invece che tornerò
da dove son stato tratto fuori,
in salvo, in salvo almeno così
ieri io credevo; e, in mezzo
a tutte le pazze cose
che hai per caso dimenticate
chiuse in un armadio quel dì
– lontano non so quanto -,
un giorno, sì, di nuovo
mi scoprirai, ma sarai tu
vecchia e rugosa e io sol più
un corpo in perenne lotta
contro la corruzione del Talmud
e di tutto il resto dimentico

ANGELO DI MORTE

Quando la morte viene
a ogni affetto, giusto e sbagliato, pone riparo
Così ci dissero gli amici e i nemici,
e noi, senza batter ciglio, gli abbiam creduto

Mille angeli ribelli piovvero giù dal cielo
con le loro arpe rubate a Dio,
ma uno era più bello di tutti gli altri
e non aveva né un’arpa né ali piumate

Mi hai dato la mano
e l’ho stretta io nella mia
affinché non potessi tu fuggire
In quel momento, di morte s’infiammò la luna
dietro a una tendina di negre nuvole
mentre la musica delle arpe ci prometteva
l’Inferno e il Paradiso nelle latebre riuniti
Ascoltammo le dita ribelli e angelicate
sulle corde pizzicate
e il silenzio di quell’angelo
senza niente in mano,
perché la morte quando viene per vivere
a ogni tormento e lamento pone riparo

Senza batter ciglio,
in un momento di non prevista luminosità
compresi che non sarei fuggito,
compresi la verità
perché la tua anima era in quell’angelo muto
Abbiamo così iniziato a dormire per sempre,
per sempre l’uno accanto all’altra

RONDINE, ALLORA È VERO

Rondine, allora è proprio vero che,
che hai dato via ogni mio affetto,
che hai scavato uno spazio bianco
e uno nero accanto ai fianchi
della giovinezza – spietata tenerezza

TU NON SAI, NON IMMAGINI

Tu non sai, non immagini
perché mai hai immaginato
il Caos dell’Ebreo sul Sinai
a spazzar via le sacre leggi,
le bugie balzate in arcione
ad angeli vuoti di dolore

Tu non sai quanto profonda la noia
quando ogni cosa dall’inizio sbagliata

Tu non sai che più del prossimo,
che dalla fortuna guidato ogni strada taglia,
si ama lo sconosciuto dalla terra vomitato
e Caino il cane che lo accompagna

Non immagini l’aspetto supremo
Non la immagini proprio
l’innata e ben rifinita colpa
che la schiena di Dio schiantò;
non sai, niente sai che non sia
compreso compresso e compromesso
nell’insegnamento ricevuto

Mai, mai hai conosciuto il poeta
che in perfetto silenzio
un singolo imperfetto verso scrisse
in diecimila bui anni consumandosi
Mai, mai hai saputo
che nel dolente petto d’una donna
al mondo intero sconosciuta
infine lui lo riversò

E mai, mai hai conosciuto quell’uomo
che con un semplice timido sguardo
l’imperfetta finitezza dell’infinito
in milioni di stelle la tagliò
Mai hai saputo distinguere quel Dio
che con lacrime di diamante
la donna in catene più di sé amò

Così tanta bellezza non l’hai mai vista tu,
così tanta pienezza mai l’hai conosciuta

ANGELI E ROSE

un paio di ali d’angelo
rubate al cielo,
alle bianche colombe,
un paio di volteggi
al di sopra delle bugie,
delle voci, del rumore
di fondo

e se la vorrai
una rosa sul tuo cuscino
un dì la troverai
proprio accanto agli occhi tuoi
più belli di quelli d’un qualsiasi dio

un paio di ali d’angelo,
un paio di tacchi a spillo
e due bicchierini di vodka

e voleremo insieme,
mano nella mano,
incontro al sogno,
ribelli perché
noi veri più del vero

RE MI SENTIVO CON TE

Più non desideri me
Con te stavo sì bene,
Re mi sentivo
d’un piccolo mondo,
d’una rosa exuperiana

Dovevo immaginare
che sarebbe presto
finito l’olio e il sogno,
dovevo immaginare
prima di cadere
nella poesia del deserto

Hai ragione tu, donna mia
Con le pezze al sedere
e i tanti pesanti pensieri
che m’imbottiscono la testa
sol poteva esser questa fine,
dirmi oggi e domani guasto

Con la tua foto in fronte
vagabondo senza meta,
e un Dio scalzo prego
perché mai dimentichi io
il sorriso tuo
Non mi resta che questo

Non mi resta che questo

ERI LA PREFERITA

Eri la preferita
Sei presto sparita
Troppo bella
perché restassi
a me accanto
Eri l’harem
la gioia e il dolore
la purezza del diamante
e la sua fragile durezza

Vivevo
per mirar la vita
con gli occhi tuoi
Tutto il resto
non esisteva

E ora che sei
dove neanche dio
osa un fiato,
in un posto
a tutti sconosciuto
muoio io
come vecchio delfino
su la spiaggia arenato

senza una bava di rabbia
o un sole al tramonto
a scoprirmi cadavere

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Il passato mi fa oggi lo sgambetto

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie, cara Antonella.

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