Per un mondo nichilista. Chi siamo, dove andiamo, che fine faremo

PER UN MONDO NICHILISTA

Chi siamo, dove andiamo, che fine faremo

Iannozzi Giuseppe

nichilismo

BENE E MALE – Il bene non esiste. Il male non esiste. Da 200mila anni, su questo pianeta, purtroppo esiste l’homo sapiens. A ben guardare, tutta la presunta arte creata dall’uomo risulta essere futile, vecchia, dannosa, sì, perlopiù dannosa: “bene” e “male” sono due misure che l’umanità misura con un metro estremamente soggettivo, ne consegue che tutte le definizioni di “bene” o “male” sono in realtà delle definizioni sbagliate ab imis. Lo stesso dicasi per l’arte, per quella che viene indicata “bella” o “brutta”; qualificare un libro, un quadro, una scultura, significa poi solo adottare un metro del tutto soggettivo, non basato sulla oggettività – che è a esclusivo appannaggio delle leggi matematiche e fisiche esperite –, per cui ciò che oggi noi indichiamo “bello” domani potrebbe esser detto “brutto”. Il gusto dei popoli muta con gli anni, talvolta nel giro di pochi mesi, ecco spiegato perché l’arte è dannosa, dannosa perché va incontro al gusto dell’epoca in cui viene prodotta. L’arte è un “artificio”, qualcosa di lavorato attraverso l’utilizzo di diversi espedienti, e null’altro. E, sin dalla notte dei tempi, l’uomo si è illuso di creare, quando in verità ha sempre e solo dato sfogo a degli espedienti nel vano tentativo di creare qualcosa che prima non c’era. Ma in natura nulla si crea e nulla si distrugge: l’uomo non è in grado di creare, è capace però di guastare quello che madre natura gli ha consegnato e che era perfetto. E’ in grado di guastare, certo che sì, in questo è maestro, ma non è in grado di distruggere così come non è capace di creare; se fosse davvero capace di distruggere (o creare), allora sarebbe un dio. Per fortuna dio non lo è mai io sarà. Prendiamo dunque atto che l’uomo purtroppo esiste, ed è questa l’unica certezza che noi si ha e con la quale dobbiamo fare i conti.

L’ARTE INUTILE! – Nel corso dei secoli l’uomo ha messo in piedi e rovinato un numero incredibile di civiltà. E ogni civiltà ha inventato i suoi Dèi. A voler fare oggi la conta di tutti gli Dèi, che sono caduti in un inesorabile oblio nel corso delle ère, è quasi impossibile. Tuttavia ogni Dio (di qualsiasi civiltà antica) è stato indicato come quello “vero”. Ad esempio, ieri, nell’antico Egitto, il Faraone, ovvero il sovrano, impersonava la “divinità”. Oggi nessuno crede che un sovrano, per quanto esso possa esser (stato) grande, sia anche Dio. Gli Etruschi avevano le loro divinità: Tinia era Zeus, Uni era Era, mentre Menrva, figlia di Tinia e Unia, era Atena. Ogni civiltà ha avuto un Pantheon, un Profeta, un Dio. A oggi sono forse di più gli Dèi caduti nell’oblio che non gli uomini che si sono mossi guerre fratricide per difendere il loro proprio credo. Con così tanti Dèi, impossibile credere sul serio che esista un Dio, un Dio per tutti gli uomini, per l’umanità intera. Ancor oggi, il motivo precipuo per cui si muovono guerre fratricide è il tentativo di affermare il proprio Dio come l’unico Dio, quello “vero”. La storia dell’uomo, attraverso i secoli, ci dimostra in maniera inappellabile che un Dio “vero” non è mai esistito, che non esiste, che mai esisterà. Dalla terra viene l’uomo e terra tornerà a essere. Quando poi il pianeta Terra cesserà di essere adatto a qualsiasi forma di vita, finirà come altri milioni di pianeti nell’Universo: diventerà un pianeta morto, cesserà poi di esistere e tornerà a essere polvere nell’infinitezza dell’Universo.

QUASI COME DIO! – Le persone temono la libertà, per questo accettano di essere degli schiavi.  Chi ha coraggio di essere si conquista la dignità e l’umanità giorno dopo giorno, e diventa una sorta di dio.

LIBRI, AUTORI, CRITICI – Chi non legge e però scrive e si dice divorato dal “fuoco sacro”, bene, è solo divorato dall’ignoranza.

Scrivere per essere autoreferenziali è brutalità ben peggiore di quella di dare alle stampe un thriller in tutto e per tutto dozzinale.

Non parlare di un romanzo è il modo migliore per stroncarlo senza fare dell’inutile rumore.

Il silenzio è d’oro e lo è soprattutto se sono certi pennivendoli a tacere, con la forza o perché passati oramai a miglior vita.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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