Da bambino non conoscevo il nome della paura

Da bambino non conoscevo il nome della paura

ANTOLOGIA VOL. 154

Iannozzi Giuseppe

da bambinoDA BAMBINO

Da bambino nutrivo sogni
più grandi di me;
vivevo per un diamante,
per una bambina bionda,
per un giorno di sole
Vivevo per andare al di là
dell’orizzonte della fantasia

Da bambino mi cacciavo in guai
sempre più grandi di me
e sempre ne uscivo a testa alta;
non conoscevo il nome della paura,
stavo sempre dietro alle farfalle
per rubar loro i colori più belli

Da bambino ero bello,
un eroe di tutto punto,
un agnello armato di belati,
di risate a gola spiegata

Da bambino facevo il bello
e il cattivo tempo
Da bambino ero grande,
baciavo in fronte Dio

SEPOLTI DAI RIMPIANTI

Alle spalle l’estate,
le belle ragazze
che ci sorrisero
la lieta lor giovinezza;
e avanti a noi
pioggia di foglie,
l’autunno bruno
che viene e ci ricorda
che non è lontana
l’ora del nostro morire,
dimenticati, sepolti
dai rimpianti
di non aver saputo
cogliere
nella nostra età bella
le opportunità
che eppur ci furono
offerte.

SORELLA DI PERFEZIONE

Ringrazio.
Piano chino il capo,
come un bambino.
Ringrazio la gentilezza
e la bellezza
che ti appartengono,
Sorella di Perfezione.

Chino il capo
una o due volte,
come un bambino
che lo sa
che continuerà
a commettere errori
per non deludere sé,
né chi oggi lo ama.

TACEMMO

Tacemmo
per crederci innamorati
tra vuoti sorrisi
e sacrificati peccati.

RICORDO

Rammento una storia
non finita
ma non infinita,
la vita da denudare

EPITAFFIO

Lascia che dicano e dicano…
han soltanto la loro parola,
l’epitaffio tremendo
che per sempre li seppellirà
nella muta terra senza pietà

MAI IN GINOCCHIO

Pazzo sì,
ma non in ginocchio
immobilizzato
come in prigione
fra le pagine
d’un libro ammuffito
e da tutti dimenticato

Pazzia
fa la sua parte,
artifizio che sostiene bene
l’arte mia,
ma mai e poi mai
potrei lasciar cader
il ginocchio mio
perché la terra baci,
nemmeno se siete Voi,
Signora,
a comandarmelo
colla forza
della Vostra bellezza.

Pazzo,
così tanto pazzo sono;
e sempre gli occhi
li punto ben dentro
agli occhi dell’amico
come del nemico;
li punto a mo’ di spada
perché possano portar
lontano il male
o produrne uno nuovo
e più forte,
uno che sia resistente
più della breve eternità
concessa al corpo mortale
che quel dio,
benedetto e maledetto
dalla bocca degli uomini,
in dono ci ha lasciato
a mo’ di scherzo.

PER NULLA

amando
odiando

perdendo
la testa
in nulla battaglia

pisciando
lentamente

PRIMO SORRISO

Mattiniero vengo
con gli occhi di brina
e il cuore di fuoco
Col tiepido sole in faccia
prendo un timido sorriso
dalla vecchiaia materna
e uno dal bastone paterno
E mi dico che dio è dio
minuscolo
Ma grandi sono gli amici
che corrono incontro al mio,
incontro al mio primo sorriso

SOGNI

afflitti dai sogni
che il giorno porta seco,
sol tentiamo l’amaro e il miele
d’una poesia di parole
perché di noi un segno rimanga
nella notte, nel suo ventre
di nostalgia

COME UN PASSERO

Il sol pensiero sì,
mi fa tremar le gambe
Tremar d’amor, d’amor
che sempre ho espresso
E che tosto hai ricusato tu,
lasciandomi lento a macerare
in questo dolore che è tutto mio
E che è l’unica cosa che di te ho
Così mi fisso allo specchio
e sulla punta delle dita conto
gli anni che scivolano via
E ripenso a quant’era bello
il tuo cuore sul mio,
come un passero
E così guardo alle rughe
che mi accarezzano il viso
per farne maschera di età,
di occasioni perdute
E ci sei sempre tu
dentro ai pensieri miei,
mentre tremo

AL PRIMO SGUARDO

lei amava sempre tutto,
al primo sguardo tutto,
ogni sogno e dispetto

lei morì così,
amando l’immenso

…immenso dove
dove tempo non c’è…

È DI DONNA LA POESIA

E’ di donna la poesia
il nome che reca
di porta in porta
in estate in primavera

QUESTA SERA GLI AMICI

Questa sera gli amici non verranno
Hanno cose più importanti da fare
C’è chi ha preso un impegno con dio
e chi invece con la tosse del fumatore
C’è poi chi ha da tempo sequestrato
la tosse dello stupratore in corsa
Stasera gli amici non si faranno vivi

Questa sera gli amici non diranno
né un tormento né un asso nella manica
Sono tutti lontani, persi a rincorrersi
in una fola sfiatata dal culo dell’inferno
Già!, stasera gli amici non si faranno vivi
e non tortureranno il gatto a nove code
che amo al pari della mia stessa vita

MI CHIEDONO PERCHÉ

Mi chiedono perché scrivo
Rispondo che m’annoio
e che tempo non ho per le carie
Mi chiedono sempre
cacciandomi in bocca parole
che non sono le mie
Mi fanno ridere, non di gusto
Giusto un po’ di pena per la loro voce
che di là dai margini s’alza prepotente,
soltanto per perdersi nel vuoto

Mi chiedono perché,
perché scrivo
Rispondo che la uso poco la bocca
per parlare, ché preferisco
con le pinze le malelingue strappare

TENDIMI LA MANO

Se intorno ti guardi
e occhi amici non scorgi,
allora tendimi la mano
anche se non sai chi sono
Andremo lontano, lontano
prima che il mondo
s’accorga di noi,
della nostra follia d’amare
nonostante sia io giusto un’ombra
Andremo lontano, lontano
prima che il tempo
mi faccia tomba
sul fiore del tuo sorriso appena
sbocciato, appena nato
nonostante tu sia impossibile
da credere, per me troppo bella

IERI, OGGI

Ieri scrivevo tutto,
tutto quello
che mi passava per la testa
Ieri era ieri, oggi è oggi
Così va il mondo
Ed è così che oggi,
in questo giorno di sole,
ti mando a quel paese

ADDIO MIEI MONTI

Addio miei monti belli, addio
C’è la guerra che uccide dio

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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