Lucio Dalla: “Vorrei essere il vestito che porterai…”

LUCIO DALLA

Vorrei essere il vestito che porterai…

Lucio Dalla

– La fede cristiana è il mio unico punto fermo, è l’unica certezza che ho.

– Quando mi parlano di bellezza mi viene in mente, come prima immagine, Napoli.

– Non so aspettarti più di tanto, | ogni minuto mi dà | l’istinto di cucire il tempo | e di portarti di qua, | ho un materasso di parole | scritte apposta per te | e ti direi spegni la luce | che il cielo c’è.

– Vorrei essere il vestito che porterai | il rossetto che userai | vorrei sognarti come non ti ho sognato mai | ti incontro per strada e divento triste | perché poi penso che te ne andrai.

– Potenza della lirica dove ogni dramma è un falso, | che con un po’ di trucco e | con la mimica puoi diventare un altro, | ma due occhi che ti guardano, così vicini e veri | ti fan scordare le parole, confondono i pensieri.

– Una colomba segnata di sangue | vola dal cuore e cade per terra | la ragazza con i capelli | scuote la polvere della pietra | poi trascinata dalla memoria | corre nei campi di Volterra | rossi covoni e bianco il mare | mentre il giorno divampa e il fuoco | Cala la sera, guerrieri combattono | […] | La gente uccisa, città incendiate | ricordi spenti, dimenticati | splendono solo i giorni beati | della vita che dura un mattino | l’inverno è neve, l’estate è sole.

– Vorrei entrare dentro i fili di una radio | e volare sopra i tetti delle città, | incontrare le espressioni dialettali, | mescolarmi con l’odore del caffè, | fermarmi sul naso dei vecchi mentre leggono i giornali | e con la polvere dei sogni volare e volare | al fresco delle stelle, anche più in là.

– Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico | e come sono contento | di essere qui in questo momento | vedi, vedi, vedi, vedi | vedi caro amico cosa si deve inventare | per poter riderci sopra | per continuare a sperare.

– Se io fossi un angelo | chissà cosa farei | alto, biondo, invisibile | che bello che sarei | e che coraggio avrei.

– Dice che era un bell’uomo e veniva, | veniva dal mare, | parlava un’altra lingua, | però sapeva amare | e quel giorno lui prese a mia madre | sopra un bel prato, | l’ora più dolce prima di essere ammazzato.

– E ancora adesso che gioco a carte | e bevo vino | per la gente del porto | mi chiamo Gesù bambino.

– Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento | e debbo stare attento a non cadere nel vino | o finir dentro ai tuoi occhi | se mi vieni più vicino…

– Nuvolari è bruno di colore | Nuvolari ha la maschera tagliente | Nuvolari ha la bocca sempre chiusa | di morire non gli importa niente | Corre se piove, corre dentro al sole | tre più tre per lui fa sempre sette | Con l’Alfa rossa fa quello che vuole | dentro al fuoco di cento saette!

– Vorrei seguire ogni battito del mio cuore | Per capire cosa succede dentro e cos’è che lo muove | Da dove viene ogni tanto questo strano dolore | Vorrei capire insomma che cos’è l’amore | Dov’è che si prende, dov’è che si dà.

– Santi che pagano il mio pranzo non ce n’è | sulle panchine in Piazza Grande, | ma quando ho fame di mercanti come me qui non ce n’è. || Dormo sull’erba e ho molti amici intorno a me, | gli innamorati in Piazza Grande, | dei loro guai, dei loro amori tutto so, sbagliati e no.

– A modo mio avrei bisogno di carezze anch’io, | avrei bisogno di pregare Dio, | ma la mia vita non la cambierò mai mai, | a modo mio quel che sono l’ho voluto io.

– E la luna è una palla | ed il cielo è un biliardo | quante stelle nei flippers | sono più di un miliardo | Marco dentro a un bar | non sa cosa farà | poi c’è qualcuno che trova una moto | si può andare in città.

– Prendi il cielo con le mani | vola più in alto degli aeroplani | non fermarti. | Sono pochi gli anni forse sono solo giorni | e stan finendo tutti in fretta e fila | non ce n’è uno che ritorni.

– Nascerà e non avrà paura nostro figlio | e chissà come sarà lui domani, | su quali strade camminerà, | cosa avrà nelle sue mani, le sue mani, | si muoverà e potrà volare, | nuoterà su una stella, | come sei bella | e se è una femmina si chiamerà | Futura. || Il suo nome detto questa notte | mette già paura, | sarà diversa, bella come una stella | sarai tu in miniatura.

Guarda e ascolta “Canzone” di Lucio Dalla

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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