Luciano De Crescenzo. Pensieri da non dimenticare

LUCIANO DE CRESCENZO

Pensieri da non dimenticare

(Napoli, 18 agosto 1928 – Roma, 18 luglio 2019)

Luciano De Crescenzo

Se ci pensate bene, quello per la vita è forse l’unica forma di amore che ci rende davvero liberi. Del resto, a proposito del dilemma amore o libertà, mi sento di rispondere alla maniera di Socrate. Quando qualcuno gli chiedeva se è meglio sposarsi o restare soli, lui rispondeva: “Fai come vuoi, tanto ti pentirai comunque!”.

Oggi la parola «casino» è sinonimo di «chiasso», eppure, credetemi, non esiste al mondo luogo più silenzioso di un casino durante le prime ore del mattino: le ragazze dormono, il telefono non squilla, i clienti non possono entrare e tutto è silenzio.

La napoletanità era per me il dialogo, i rapporti interpersonali, la musica, il sentimento e tutte quelle manifestazioni umane di cui più sentivo la mancanza a Milano. La milanesità, invece, era il rispetto per il prossimo, la capacità di mettersi in fila, la puntualità e il senso civico.

Secondo alcuni, con il trascorrere del tempo il bello tende a diventare meno bello. Credo che Napoli sia una delle poche città al mondo che rappresenti l’eccezione a questa regola. Sarà che non ci vivo più da molti anni, ma ogni volta che ci torno non posso fare a meno di pensare che sia diventata ancora più bella dell’ultima volta in cui l’ho lasciata.»

I napoletani sono un popolo pieno di devozione cristiana, ma non hanno mai veramente abbandonato le tradizioni pagane. Sono sempre rimasti un po’ politeisti. È proprio l’idea di Dio, del Dio che è uno, che noi napoletani facciamo fatica a digerire. Prendete i protestanti, quelli appena hanno un guaio, anche piccolissimo, dicono subito: “My God”. Noi non diciamo mai “Mio Dio”, preferiamo rivolgerci a qualcuno di più preciso, per questo invochiamo i santi […]. In certi casi particolari, si sceglie di rivolgersi alle anime del purgatorio. Qui qualcuno può obiettare: e perché non a quelle del paradiso, non sono più influenti, più introdotte? Ma il punto è proprio questo e i napoletani lo sanno. Le anime del paradiso se ne fottono, ormai vivono la loro estasi celeste, hanno raggiunto l’obiettivo e di quello che succede quaggiù non gliene importa niente. Invece le anime del purgatorio lottano ancora, hanno bisogno delle preghiere. E allora nasce lo scambio, la convenienza reciproca.

Napoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no. A volte penso addirittura che Napoli possa essere ancora l’ultima speranza che resta alla razza umana.

A quanti vogliono sapere se io sono di centro destra o di centro sinistra, io rispondo che sono del centro storico.

Molti studiano come allungare la vita, quando invece bisognerebbe allargarla.

La gioventù, la maturità e la vecchiaia sono tre periodi della vita che potremmo ribattezzare “rivoluzione, riflessione e televisione”. Si comincia col voler cambiare il mondo e si finisce col cambiare i canali.

Al Niente preferisco l’Inferno, se non altro per la conversazione.

Nessuno è più infelice di un guardone in un campo di nudisti.

Dopo morto i critici parleranno tutti bene di me. Peccato che non ci sia un Premio Strega alla memoria.

Non c’è niente da fare, io l’ho sempre detto: eleganti si nasce. Uno può anche diventare ricco da un momento all’altro, però se non ha classe resta sempre ‘nu pezzente!

La povertà del futuro sarà l’ignoranza, e le differenze sociali degli anni a venire saranno stabilite, più che dal denaro, dalla cultura di chi sa qualcosa e di chi non sa niente.

Non c’è limite al sadismo del burocrate.

D’altronde la fantasia, al pari dei muscoli, se non viene esercitata si atrofizza.

Oggi l’avviso di garanzia dovrebbe cambiar nome: è a tutti gli effetti un avviso di sputtanamento, se non addirittura una condanna anticipata.

Socrate, pur essendo l’anagramma preciso di Storace, in materia di omosessualità la pensava in modo del tutto diverso dall’ex governatore della Regione Lazio.

La Fede è violenza!

Il Dubbio invece è una divinità discreta, è un amico che bussa con gentilezza alla vostra porta. Il Dubbio espone con calma le sue idee ed è pronto a cambiarle radicalmente non appena qualcuno gli dimostrerà che sono sbagliate».

Non è l’individuo a creare il disordine, ma è l’ambiente a favorirlo.

Il dolore per la Chiesa finisce con il diventare uno strumento di potere e quindi con l’aumentare l’audience.

D’altra parte chi in vita sua non ha mai avuto dubbi? Solo uno stupido. Comprando, invece, un libro intitolato Il Dubbio, il lettore alla fine si rende conto di aver fatto bene a dubitare».
«Ne sei proprio sicuro?».
«Non ho alcun dubbio».

Secondo il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche, non è la mancanza di amore, ma la mancanza di amicizia che rende infelici i matrimoni.

Per quanto una donna possa essere “piacente e simpatica al tratto”, da alcuni anni a questa parte non so più se valga la pena cedere alle lusinghe dell’amore carnale. Come dico spesso: dura poco, la fatica è tanta e la posizione è ridicola.

L’animo umano ha bisogno di nutrirsi di speranza, così come lo stomaco ha bisogno di cibo. La vita invece spesso è amara e non concede scappatoie ai desideri dei mortali. Alcune verità sono senza alternative: tutti dobbiamo morire, chi è brutto non potrà mai diventare bello, chi è vecchio non potrà mai ritornare giovane e chi vive una vita opaca e senza entusiasmi sa che molto difficilmente riuscirà a cambiarla. E allora che fare? Non resta che rifugiarsi nel mistero, evadere nel trascendente. Ed ecco fiorire da ogni parte le favole, gli extraterrestri, gli oroscopi, le droghe e gli estremismi politici.

I grandi profeti hanno sempre stabilito un nesso fra la Povertà e l’Amore. Il ricco del Vangelo, quello del cammello e della cruna dell’ago, è solo uno dei tanti esempi possibili. La ricchezza porta all’egoismo ed è abbastanza facile riscontrare come, nelle città più ricche ed evolute, siano diventati freddi e difficili i rapporti tra le persone.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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