“Separazioni” di Elena Mearini. I ricordi sono vandali in agguato- recensione di Iannozzi Giuseppe

“Separazioni” di Elena Mearini

I ricordi sono vandali in agguato

di Iannozzi Giuseppe

http://www.marcosayaedizioni.net/

Separazioni - Elena Mearini - Marco Saya editore

Sostanzialmente la poesia di Elena Mearini guarda al suo vivere quotidiano, al suo microcosmo, consegnandocelo affinché noi lo si possa prendere come pietra di paragone. Elena Mearini è una poetessa che mette sottosopra le certezze che uno ha. Fra dicotomie, giustapposizioni, parole filosofanti e vuoti di parole, la Mearini dimostra d’essere una delle voci più nobili della poesia italiana. Nella prefazione a Separazioni, Sebastiano Mondadori scrive: «La parola spogliata nella sua concretezza (persino le metafore vengono riconvertite a una dolente sconfitta dell’immaginazione) è abbandonata a una solitudine di storie impossibilitate a legarsi in una trama, a concatenarsi in una serie di episodi che diventino memoria, perché ogni accadimento è unico e inviolabile.» Come si è già detto, la Mearini ama giocare con le dicotomie e in esse i versi si spiegano: “Alla strada invidio/ la verticale fissa del lampione./ Vorrei che la mia luce/restasse stabile/anche da spenta.”

Parlando di Strategia dell’addio, scrivevo: «[…] nella poesia della Mearini c’è anche la consapevolezza che superare il lutto portato da un amore ormai finito e consumato non sarà altro che l’inizio del combattimento per riappropriarsi del tempo e del proprio spazio interiore […]». In Separazioni il lutto è elaborato, non c’è più la necessità di lasciare che il passato s’infiltri nel presente. Tutto è dimenticato, e la speranza che il domani possa essere migliore è solo una ipotesi che, giorno dopo giorno, tende a rarefarsi in maniera inesorabile.
La Mearini si lascia tutto alle spalle, il bello e il brutto, e guarda davanti a sé, e ostenta la sicurezza che non a tutti è dato di trovare la felicità. La poesia della Mearini guarda all’amore e alla sua morte, senza nostalgia, senza pretendere di riappropriarsi di ciò che è stato. I versi versati in Separazioni sono anche parole che fanno filosofia: “Quando c’è di mezzo/ un passato balordo,/ non puoi lasciare/ il presente incustodito/ e con la porta aperta./ I ricordi sono vandali in agguato.” Ecco, i ricordi sono dei vandali che non hanno un minimo di creanza, per cui è bene che restino fuori dalla nostra vita. Il consiglio che si è dato Elena Mearini è categorico, non ammette repliche.

Niente sogni, niente ricordi. Per la Mearini non è vero quello che ieri disse il sommo Bardo: «Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.» Resta però vero che per Elena Mearini poetare resta una necessità, forse perché le poesie sono nate prima dei poeti. Chi può dirlo!

Elena MeariniElena Mearini è autrice e docente di scrittura, ha pubblicato due raccolte di poesia “Per silenzio e voce” Marco Saya editore e “Strategia dell’addio” Liberaria editore e sei romanzi, gli ultimi “E’ stato breve il nostro lungo viaggio” Cairo editore (finalista premio Scerbanenco 2018 – candidato premio Strega 2018) e “Felice all’infinito”, romanzo per ragazzi edito da Perrone.

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SeparazioniElena MeariniMarco Saya Edizioni – Anno edizione: 2019 – Pagine: 96 p., Brossura – ISBN: 9788898243747 – € 12,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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Una risposta a “Separazioni” di Elena Mearini. I ricordi sono vandali in agguato- recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. poesiaoggi ha detto:

    L’ha ribloggato su poesiaoggi.

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