Ancora mi fai battere il cuore per il tuo bel sedere

Ancora mi fai battere il cuore per il tuo bel sedere

ANTOLOGIA VOL. 146

Iannozzi Giuseppe

Marc Chagall

SORRISO DI DONNA
(inedita)

Come ogni uomo
ho creduto
a una donna,
alla sua bellezza,
e del suo sorriso
sono rimasto vittima,
con il cuore quasi
arrestato in petto,
ingoiando
il pomo d’Adamo,
pregando
che ancora
mi sorridesse lei.

Nulla di lei
sapevo io,
ma già l’amavo:
fortemente.

Nulla di lei
sapevo,
sol vedevo
il suo sorriso
perché
da sempre
– lo ammetto –
uno stupido io,
un tipo votato
a concedersi
alla malinconia.

LA MIA ANIMA
NELLA TUA COLLEZIONE

(inedita)

Fosti tu a prendere
il mio cuore
sotto i tuoi tacchi affilati
E ora ti ripresenti a me
Il sorriso è quello
che conosco,
quello che ieri
mi ha fatto inciampare
e cadere
E sei di nuovo qui;
spezzarmi il cuore
non ti è bastato,
adesso vuoi anche
l’anima mia;
e non mi mollerai
tanto facilmente,
perché di anime,
belle e stupide
come la mia,
ce ne sono poche,
e nella tua collezione
una come la mia
non può davvero mancare

REGINA DI GERUSALEMME

La luna, la luna
quanto il mio sorriso alta,
stanotte: non è forse così,
non è forse così, mia Regina?

Ancor hai sognato
il Drago, il Crociato
e Gerusalemme in fiamme;
e il mondo d’attorno gira,
gira e gira in una vertigine
di persa verginità

La luna,
così alta, così alta
non l’avevi vista mai
Il sorriso che scorgi
l’anima in petto
ti spaventa,
non è forse così?
Il sepolcro vuoto
e la luna sì pallida;
il mio sorriso
ancor ti lacera
la bellezza
fra le gambe nascosta,
mia Regina

ELETTA REGINA

… per te
son io che scrivo poesie
e gioie senza posa
dal sessantanove in poi;
non uno t’ha amata mai
come faccio ora io,
più d’un dio!

Eletta Regina,
fra gli spalti e ‘l proscenio,
l’aria sempre piena
del volume del tuo profumo,
della tua voce
che si spande
e allaga gli orecchi miei
Tutt’intorno sei,
più d’una dea,
d’una pandemia:
berilli gli occhi lucenti
mettono in ginocchio
non un amante ma mille
E però soltanto io
t’amo e t’amo
lasciandoti addosso
l’ardore dell’amore
Soltanto io so
quanto ti sento:
teatro di baci e di segreti…
così la tua bocca

E fra le nude tue gambe
vellutate e odorose di pesca
le mie labbra, e la mia poesia,
la più dolce e dura che ci sia

MIA GERUSALEMME
(seconda stesura)

Il tuo sorriso scorgo
in ogni sorriso che incontro
in questo vasto mondo
vuotato d’ogni futuro
Uomini in ginocchio vedo
e altri che han tutto perso,
un occhio o una mano
rischiando la fortuna a carte,
puntando verso la Mecca

Ovunque io vada
nella mente e nel cuore
soltanto te

Ovunque io volga
lo sguardo incontro te
che preghi per me
A mani giunte
con occhi di pianto,
mi assolve la tua anima
dai peccati
E’ questa, è questa la strada
che conduce al Paradiso?

I tuoi baci
sul mio volto arso
I tuoi piccoli morsi
su collo e spalle
e più giù ancora
Oh, tutto questo e di più
E di più

Sotto la pioggia acida,
nella nebbia e nel fumo di città,
o sotto il sole del grigio Sahara,
perduto
in questo vasto mondo
sempre ritrovo te che preghi;
sempre è l’eco della tua preghiera
perché l’amato tuo vecchio diavolo
mai perda la speranza
d’arrivare a Gerusalemme, da te;
e portarti finalmente via,
via lontano da lacrime e attentati

LASCIA CHE SIA COSÌ

E ora, ora lascia che…
lascia che sia
il vento a parlare
Abbiamo lasciato la casa
che era nostra e ogni cosa,
ogni cosa che accolse
i nostri respiri prima,
ogni cosa che testimone si fece
dei silenzi che ci presero dopo

Ora, ora lascia che…
lascia che le negre ombre scivolino via
con la pioggia e con le prostitute di Dio
Lascia che sia, lascia che sia così,
purtroppo eco ripetuta, martellata a vuoto

Non abbiamo più niente,
tutto il bello lo abbiamo sciupato
senza riguardo
Questo camino a cielo aperto
che è gravido di cenere bagnata
non mente, non mente su niente
mentre gli occhi tuoi blu crocifiggi
sull’ombra mia scarna all’orizzonte

LA TUA ASSENZA

Dove sei scomparsa
nessuno lo sa

Se tu sia ancor qua
o passata nell’Aldilà
a rovinar di Cherubini
e Portaborse l’esistenza,
noi che umani siamo,
e che moriamo
per una scimmia sulle spalle
o per una peritonite di troppo,
noi non lo sappiamo

Alla tua salute ora bevo
Tutti simpatici gli amici tuoi,
s’ubriacano che è una bellezza
Bestemmiano anche,
si grattano le ascelle,
e nei bagni cercano un’avventura
che gli faccia dimenticare
d’esser stati partoriti
per presto finire in una tomba,
anonima e lontana,
vuota d’epitaffio
e d’una foto di circostanza

L’ultima tua in bella calligrafia
la tengo nascosta sotto il cuscino

APPUNTAMENTO AL BUIO

Un re di cuori
che sia pagliaccio
come lo desidero io,
così pregavi
in trepida attesa
davanti alla chiesa
il buon Gesù
per quell’appuntamento al buio
In sorte però
un vecchio illuso ti toccò
che non aveva
né arte né parte,
solo qualche spicciolo
per un caffè alla buona
e fiato per parole
e altre deliranti parole

Per paura e pietà,
per un momento lungo
una mezza eternità,
gli restasti accanto;
e morto
che fu il pomeriggio
subito lo salutasti
con insperato coraggio,
con un breve cenno del capo,
felice di poter
finalmente tornare al sicuro
fra le bambole in porcellana

UNA BRAVA RAGAZZA

Sono un bravo ragazzo
e tu una brava ragazza
Tu sei bella, è negli occhi
l’allegra tua bellezza riunita

Ti guardo adesso commosso
e scopro che sei più bella
di ieri, un’alba rosata
che mi taglia il nudo sguardo
E allora, che ti manca?
Solamente la nudità
vestita d’un semplice sorriso

PIOGGIA PRIMAVERILE

A spruzzi
come una pioggia primaverile,
come una pozzanghera
tagliata dalla velocità d’un’auto
Sei la solita bambina
che cerca l’arcobaleno
entro i confini d’un piccolo mondo,
nel sorriso dei mascalzoni
che a pallone giocano in cortile

Dopo tanti anni
non sei cambiata d’una virgola,
riesci ancora a farmi battere il cuore
per un goal, per il tuo bel sedere

LIEVE

Com’è lieve il tuo sorriso
mentre mi porti alla gogna

NEBBIA

Con un anello di nebbia
sposasti le mie illusioni

IN POVERTÀ

I tuoi baci
non li ricordo io
Ricordo invece
le tue lacrime
mentre stiravi la povertà
dei colletti delle camice
Lavoravi sempre
Scioperavo io invece:
davanti ai cancelli
davo addosso ai crumiri

A UNA CASALINGA

A una casalinga
che voleva cucinare per me
con le sue mani,
le ho regalato una carezza
sul volto pallido
quasi piangente;
poi sono tornato
per strada, ho aggiustato
il collo del cappotto
e ho proseguito da solo
il cammino verso ovest

LEI MI HA LASCIATO

Quando mi ha lasciato,
sulla guancia
mi ha lei baciato,
e in un orecchio
mi ha anche sussurrato
che sempre avrebbe
per me pregato
Uno schiaffo le ho dato
Non ho però riso
del suo buffo pianto

VALENTINA

Se mi lasci essere il tuo Valentino
andremo mano nella mano lontano
Se vorrai essere la mia Valentina
vicino vicino sempre noi staremo
E il domani non sarà mai un nome
senza senso, ma il tuo a ogni ora

QUANDO HAI PERSO LA FEDE E L’AMORE

Quando la paura morde la coda ai cani
e non sai dove andare e perché,
c’è solo una cosa che tu possa fare,
aspettare che un angelo si ricordi di te

Quando non hai più motivi per resistere
e ogni giorno è uguale a quello precedente,
c’è solo una cosa che tu possa fare,
aspettare che un angelo ti salvi o ti condanni

Quando non hai più domande e risposte
Quando la luna affoga in fondo al mare
Quando la notte fa male
e la tua anima è fredda di dolore,
non ti resta che pregare
Quando hai perso la fede e l’amore
e ogni altra cosa che ti faceva felice,
anche se non ci credi, non ti resta che pregare

Non ti resta che questo
anche se non ci credi
Anche se non ci credi…

Anche se non ci credi ti sveglierai
e lei ti dirà d’esser venuta per te
Con dolcezza ti inviterà a scegliere
la carta dal mazzo, vivere o morire

Quando non hai più motivi per esistere
Quando il tempo ti ha pugnalato alle spalle
Quando il danno è la sola moneta che hai,
non ti resta che alzare i pugni anche se…
anche se non ci credi più a te
Quando la donna che hai amato è lontana
e non ne vuol più che sapere d’un buffone,
non ti resta che aspettare e pregare
che un angelo, in un modo o nell’altro,
metta fine a tutto questo

Quando temi per la tua vita
ma non t’importa più come e quando,
un angelo arriverà a donarti un bacio
e non avrai più paura del destino
Non avrai più paura d’andare avanti
Non avrai più paura della fine
perché avrai tutto il tempo che ti serve
per fermarti per sempre senza paura

NON RICORDO

Non ricordo, niente ricordo
Le tue dita alle mie legate
Le foglie dell’autunno a cadere
in mulinelli d’aria, di fantasmi
Il tuo sguardo sofferto e aperto
di vedova a un funerale imprevisto

Niente, niente ricordo
Ma,
come un paletto di frassino,
ancora l’anima tua
nell’anima mia conficcata

Fa male il ricordo di te,
della tua carne nella mia
E, sì, si nutre di autunni
il dolore che mi lasciasti
a cullare;
non vuol che saperne
di dipartirsi

No, non ricordo niente,
né le lacrime né i sorrisi

Sono sempre stato una frana
Eri tu quella brava

RICORDERAI IL SORRISO
(da “Donne e parole”)

Ricorderai il sorriso
che ti amava tanto,
che t’imbarazzava tanto

Scoprirai che,
che fra sole e luna
davvero poi non c’è
tutta quella differenza,
tutta quella diffidenza
che gli amici dicevano a te,
che i cinici
insegnavano ieri a te

E scoprirai da te,
da te,
che male davvero non c’è
sotto la neve bianca,
né sotto la cenere ancor calda

E ti chiederai perché,
(perché?)
ogni cosa ha fatto male a te,
a te più che a me

E, fra le lacrime
con o senza un perché,
puntini di sospensione…

FRESCA ROSA

Fresca rosa,
chissà chi sei,
se sei mia
o d’una pioggia
in primavera
che mai stanca
i tuoi petali
sfiora

AL POETA

Al poeta
non domandare
se la poesia poesia,
quale il significato.

Al poeta
non chiedere
chi è.

STANCO

Stanco, così stanco
Tale e quale a un verso libero
in lungo e in largo ho cercato
un grano di femminile tenerezza,
e alla fine affondato sono
nelle sabbie mobili
d’un anonimo deserto arrazzato

IL SETTIMO GIORNO

Il Settimo giorno
l’epitaffio scrisse
sul Creato

… immobile rimase
a guatare le genti
e il grano falciato

KADDISH

Non era previsto,
non era previsto che così presto
cadesse la testa nella cesta
Presto volterò l’angolo

Prego,
ti prego di dimenticare
che mi hai incontrato
Prego,
ti prego di dimenticare
che hai ascoltato le mie parole,
che sono stato uno
che parlava con bocca d’amore
inventando follie su follie
per un sorriso, per il tuo sorriso

Sono stato un folle,
uno senza arte né parte
che non ce l’aveva il diritto
di sconvolgere la tua vita
invitandoti a posare
la prima pietra per una chiesa
Da te sono stato
per un battesimo di luce,
ma già da un’eternità
nella siccità giaceva il fiume
In ritardo
su quasi ogni cosa di me,
lo capisco adesso
e non cerco assoluzione

Considera che
non avevo esperienza;
e considera che,
fra miracoli alla buona,
cadute e preghiere inascoltate,
quasi sempre la mia guancia
ha raccolto in silenzio
schiaffi nudi di guanti

Presto volterò l’angolo
Per le mie parole
sono stato condannato
a tacere fino alla fine
Per le mie parole
sono stato condannato
a bere l’acidità della verità
fino a quando ce la farò

Presto volterò l’angolo,
non te ne dispiacere
Non mi hai conosciuto mai,
mai veramente, mai sul serio:
solo inventavo storie su storie,
giorno dopo giorno,
ora dopo ora,
minuto dopo minuto,
per un sorriso non venuto

LA PARTE MIGLIORE DI DIO
(inedita)

Quando avrò scoperto che cosa si nasconde dietro il sorrido di una donna, poco ma sicuro, che avrò messo a nudo la parte migliore di Dio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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