Proteggimi perché non è servito pregare

Proteggimi perché non è servito pregare

ANTOLOGIA VOL. 144

Iannozzi Giuseppe

Leopold Schmutzler

ALL’OSTERIA DI NOTTE

Nei graffi allungati dei paesaggi
avvolti nella notte,
la botte ha rotto il suo cerchio
per cercare una sfumatura antica
nel sapore del sangue in vino.
Il giovane avventore d’osteria
il volto rifugia
nelle pieghe d’un sorriso
– d’un’anonima ostessa.
Un richiamo stordito si sente
provenire dal vento di fuori,
e il bronzo delle campane
rapisce in una stonatura.

Si versa un altro goccio
nel vetro del bicchiere,
poi si guarda d’attorno,
ebbro negli sguardi
dei pochi insonni
che gli spiano gli occhi:
gli fa male il cuore
a ogni rintocco di campana;
si regala un’altra ubriacatura,
ché sulla schiena
i graffi a pelle della notte
ce li ha ancora stampati.

Lo sa bene l’avventore,
fuori è l’ombra più negra,
che della sua giovane carne
nel vino quasi del tutto affogata
brama non uno ma mille brani.
E dove ora sta c’è quel sorriso
che lo invita a ubriacarsi
un po’ di più. E allora grida:
“Ostessa, ostessa, ostessa,
un altro giro,
un altro ostaggio per Voi,
prima che sia l’Alba!”

FRA GLI ABISSI DI MARY

Per te dal francese traducevo
le più amare e avare poesie;
per te le Alpi scalavo e scendevo
con la colpevole consapevolezza
che qualcun altro amavi e odiavi,
ché ti reggeva le spalle la Nera Signora

Nell’occhio destro quel tic
che mai ho dimenticato
e che a un semaforo collassato
tenero ti prostituiva
Eravamo giovani allora
Mi raccontavi sempre la sua storia e la sua fine,
di come nell’esercizio della sua divisa s’inabissò
Eri tu un angelo, un angelo bruno caduto
In un tempo lontano a tutti sconosciuto,
delle ali il peso dalla schiena scucisti via,
continuando a credere
– con una punta di dubbio nel cuore –
che le ombre non restano ombre
per sempre

Per la vita mia mai provasti
un po’ di pietà, neanche quando
fra funghi chiodini e pozzanghere di sole,
ridendo sguardi contro a lui in ombra,
senza un’avemaria, la seppellisti

Per questo, per questo
di punto in bianco
smisi di tradurre escrementi e brutture
Fra gli incidenti del passato
perdemmo entrambi qualcuno,
e tu forse qualcosa di più
Tu forse qualcosa di più

Col suo carico scimmiesco
ti cavalcava la Nera Signora,
l’amata tua Signora

Nonostante la confusione del momento, Mary,
dei denti lo avvertivo anch’io lo stridio violento,
per questo solamente ogni cosa oggi ti perdono
Per questo solamente oggi ti perdo e non ieri

Nonostante la confusione del momento, Mary,
dei denti lo avvertivo anch’io lo stridio violento,
solamente per questo ogni cosa oggi ti perdono
Solamente per questo oggi ti perdo e non ieri

Solamente per questo oggi ti perdo e non ieri

BALLA!

Come strega, balla
Come angelo, balla
Balla e non chiedere
dove Dio e il suo gemello
Fino alla fine del mondo
balla

Siamo movimento di serpenti
che di sé mai lascia una scia
Questo siamo, stelle danzanti
dai rimpianti mai oscurate

Balla fino alla fine
dell’infinito, fino alla fine
delle assurdità di Dio

ME E TE

M’insegnasti ad amare
perché non avevi altro

T’insegnai a morire
perché non osavo altro

PER NULLA

amando
odiando

perdendo
la testa
in nulla battaglia

pisciando
lentamente

MORENTE

ci spinge la negra notte
a far a botte solamente
coll’ombra nostra al muro
arresa in un fugace chiaro

di luna morente

IL MIO DIO

Cercasti la verità nel fuoco degli occhi
di quel nome che loro dissero esser dio
Io la cercai nella fissità d’un bambino
E non ebbi bisogno d’altro per capire
che il tuo dio l’aveva abbandonato
dall’inizio alla fine della sua breve vita,
per sempre spenta dalla tua severa mano

OGGI

non la morte ci spaventa,
solo la solitudine
che oggi ci accompagna
all’eterna tomba

DOMANI NEMICI

Amar gli amici
solo perché
domani possano
esser tristi
fedeli nemici

SENZA SANGUE

Senza sangue la moda
per i passi dell’assassino
che di sé mostra la coda.
Di questo passo
l’andazzo è chiaro
e tristemente nota la fine
nell’immediato: da thriller.
Consoliamoci,
ridiamo a squarciagola,
ché di tutta la robetta
sol polvere resterà,
e forse nemmeno quella.
In fondo, basta guardare
al passato: milioni di thriller
scritti e presto dimenticati,
accidentalmente riesumati poi
in pallide collane dappoco
che muoiono in edicola
o in anonimi remainders.
Si spaccia in giro robetta
che alcuni acciaccati cuori
si premurano di comprare,
ma soltanto per ricordare
la gioventù creduta bella
e persa tanti anni fa
sprecandola in vuote letture,
perché anche la vecchiaia
sia pienamente senza sangue.

IMMORTALE

ad Arthur Rimbaud

“Ma pensa!”
si disse il poeta,
scomposto,
affascinato,
di fronte all’immagine
di sé
nelle parole contenuta.

Smise la penna
e la sua pena
nell’attimo preciso
che osò pensare
d’esser immortale.

DI TRADIMENTO

Odor di polvere da sparo
E ridi forte tu
E di lussuria mai paga
l’ultimo alito della vita mia
lo ingoi per il  piacere
della gola tua solamente

Butti giù, bene in profondità,
quel mio amore disordinato
che t’apparve di tradimento!

E per pochi attimi, nell’aria
l’eco della tua risata

SEPOLTO NELLA NEVE

Con gli occhi qui sepolti,
che dovrei mai scrivere?

Copre la neve l’intorno
e solo un debole sole
su me una croce posa.

Passano veloci gli anni
e ad altri gli affanni.

NUOVO AMORE

Tu ti dài allo specchio,
poi gli occhi ti spremi.

E io attendo il nuovo tuo gagà
per seppellirlo nella faccia mia.

AL LIMITE

alla fine tutto passa
accanto tutto ti passa
di striscio

e in velocità
d’afferrarlo tenti

ma verità è una sola
ti passa accanto tutto
e mai niente ti resta
in mano

così è alla fine
e pure questo
fuggevole pensiero
passa

[ senza titolo ]

il giorno e la notte
sognano
di tenersi per mano,
e soltanto aspettano
che tu dia loro un nome
che li possa legare
colla forza dell’amore
– della disperazione

DI SONNO

cerca dio una soluzione
all’eterna sua solitudine

cerca soltanto la televisione
e una pistola di sonno
sul cuscino, prima che sia
di nuovo la luce del mattino

SCHERZO DEI MIEI OCCHI

Vedo coi miei occhi dalle lacrime velati,
prendi tu al tuo seno altra primavera
Stordito rimango al tavolo a ripetere a me
che non è scherzo dei miei occhi
E le stelle in cielo hanno già perdonato te,
e continuo io a non scartare la carta
Fortuna è persa per sempre, nella mano
che non oso

RIBELLI

ribelli cantavano
le gioventù

ma dagli anni ammaestrate
ecco fuochi di paglia
per sicura fine d’ignominia
e non un di più

PRIMO BACIO

Il primo bacio
un disastro,
un rompersi i denti
insieme, trentadue
contro trentadue
Meglio sarebbe stato
prendersi a cazzotti
E farla finita
senza la paranoia
di metterci saliva
amore dolore
– cazzate così

DIMMI IL NOME

Dimmi, dimmi, dimmi
a chi hai rubate le parole
– che io riconosco non tue;
ben conosco il loro padrone
Però dalla tua casta voce
voglio sentire il mio nome

TRA MIELE E FIELE

Ieri un ragazzo
E mi lasciasti becco
Un uomo oggi
Non cercarmi
Tra miele e fiele
colleziono farfalle
per l’Inquisizione

CREDO NEL BLUES

Proteggimi, credo nel blues,
nel diavolo che porta le anime via
agli incroci delle vie
Proteggimi dalla tentazione,
dalle tue gambe di miele e fiele
Tanti i peccati sulle spalle
e uno a uno vengono a galla

Proteggimi perché non è servito
pregare né suonare l’armonica
Presto s’è fatta arida la bocca
in questo deserto di santi e serpenti
Tutti han suonato i loro sonagli
per convincermi sulla strada maestra;
quando poi all’incrocio
s’è trattato di scegliere
se andare a destra o a sinistra,
in ginocchio son caduto
per non rialzarmi più dal blues

Proteggimi perché sono un uomo solo,
solo un uomo che crede nel blues,
nel sesso comprato per pochi spicci
che di sé nell’anima non lascia gioia
ma profonde ferite, mio Dio, sì

Proteggimi dalla bionda carezza
dei tuoi capelli dal vento molestati
Proteggimi adesso o mai più
perché quando uno cade nel blues,
perché quando uno non vede più
il sole o la luna lungo il suo cammino
sicuro è che sarà un bastardo,
senza casa e riposo,
sino al giorno del giudizio e di più

Proteggimi tu anche se non servirà
Proteggimi tu anche se non servirà
baciarmi la mano forte di cordite
che a mezzogiorno resse la pistola
Proteggimi tu anche se non servirà
baciare il martello del cuore in petto

RISCHIO DONNE

Le donne pericolose sempre e in ogni caso, in vicinanza e in lontananza. C’è inoltre da dire che né i maschi né le femmine possono farne a meno. Par proprio che si nasca per rischiare la propria vita su una donna.

BELLA SEDUZIONE

Per sedurre una donna, non dirle mai che è intelligente; piuttosto insisti, dille all’infinito che è bella. Una donna che si prenda davvero sul serio sarà infatti ben disposta a credere alla sua bellezza, ma non a una supposta intelligenza detta per bocca d’un uomo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Proteggimi perché non è servito pregare

  1. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie di cuore, Nadia. 🙂

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.