Un amante o un Charles Manson per la notte

Un amante o un Charles Manson per la notte

ANTOLOGIA VOL. 140

Iannozzi Giuseppe

Maude Abrantes - Modigliani

HO MAI DETTO AL CIELO CHE SEI BELLA?

Dolci i fianchi lungo le montagne
e la pioggia, la pioggia non cessa il suo lavoro:
e quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e molte donne cercano,  cercano
un amante o un Charles Manson per la notte
Ho mai detto al Cielo che sei bella,
Te l’ho forse mai detto chiaro e tondo?

Dolci, dolci i sogni che ci tormentano
Ogni giorno passa lento sulla tua bellezza,
e ogni goccia di pioggia ti accarezza piano
Da lassù il Signore ci invita a salvarci:
non gli piace affatto questa solitudine
che ci viviamo addosso fino all’ultimo giorno

E quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e molte donne cercano un uomo per la notte

Non ti ho mai detto che nel Giorno del Giudizio
a nessuno di noi verrà chiesto perché Sole e Luna
non hanno mai fatto niente per essere un po’ di più
Non ti ho mai detto la verità sulla confusione
che alberga quaggiù dove è facile franare
insieme ai secoli delle montagne,
dove è facile cadere in ginocchio
senza aver mai dato alla vita un perché

Quasi ogni creatura cerca un minimo riparo,
e tutti, davvero tutti gli innocenti cercano
il petto d’una madre

Ho mai detto al Cielo che sei bella
al di là di ogni ragionevole dubbio?

Dolci,
dolci sono i fianchi delle montagne
Non reggeranno ancora a lungo,
non reggeranno ancora a lungo

VITA SPEZZATA

lasciamo questa città d’incorporee visioni
lasciamo questa tomba a cielo scoperto
torniamo indietro insieme
dove i violini non sanguinano buie note
dove la vita non si spezza sull’archetto

il fotografo ha rubato le anime
e i giornali ripetono le solite bugie
e io mi sono dato al primo marinaio
perché mi insegnasse un po’ d’amore
ma è servito davvero a poco
se non riesco ancora a sorridere
se ancora son divorato dal desiderio
di uccidere le bianche colombe
per tingerle di rosso
e illudermi poi che siano rose

siamo solo vittime
di tutto quello che abbiamo perduto
per strada, siamo solo passi ambulanti
per una vita spezzata
per ricami di illusioni

giorni di pioggia sul mio davanzale cadono
per rompersi l’osso del collo
e quelli di sole li imitano
lasciamo queste case d’incorporee visioni
lasciamo questi cadaveri a cielo scoperto
e torniamo indietro insieme, insieme

non è ancora troppo tardi
per essere dolcemente egoisti
carica la mano e falla volare in uno schiaffo
che mi restituisca al bacio del giuda piangente

torniamo, torniamo indietro insieme
dove i violini non ci spezzano le dita
dove la vita non è emorragia di lacrime

MAGNIFICI PERDENTI

Seduto a un tavolino francese
su un taccuino giallo le mie poesie;
ti faceva ridere l’idea, vedere
che dal sole al tramonto Io bersagliato
su asfalto e cemento
l’ombra mia ebrea s’allungava

Chissà se hai mai visto l’aurora sfaldarsi,
se sei stata mai sfiorata dal pollice di Dio,
dall’implacabile sua tenerezza!

E dove sei ora, a cosa pensi,
non lo so
E che fai ora, a chi pensi,
non lo so
Forse ancor ridi di qualcuno
che nella Cabala si perde
sognando d’averla vinta sulla vita

Chissà se hai mai saputo di quell’uomo
che dal niente tirò su un faro abbandonato!
Chi sa quante cose, quante ancor non sai

Forse, forse solo ancor ridi di qualcuno
Forse ancor non comprendi il niente
e chi di te ha una disciplina più forte

KAMASUTRA

Perché sulle tue posizioni resisti,
come una Gerusalemme sconfitta
per l’ennesima volta
in una vecchia favola,
che nessuno ha ancora scritto col sangue
dalla sua prigione di silenzi e urla?
Perché resti così, con il cuore chissà dove
e la mente che al di là di tutto spazia,
come un kamasutra braccato dalla fama?

Perché il solito caffè al mattino
e un po’ di nebbioso affanno
che mi fa dolceamàro lo sguardo
sul mondo. Che non conosco bene;
e che so immaginare, tanto per.

STATUA DI SALE

Un bacio io te lo darei,
ma nutro tema in fondo al cuore
che nel petto tu me lo possa cacciare
come stiletto per farmi sentire
tutto il male che può dare
un non corrisposto amore
Un bacio io te lo donerei,
ma ho questa dannata paura
che mi spinge a contar le stelle
prima di prender sonno…
che mi spinge a trovar negl’incubi
la statua di sale che sono

Non c’è niente che possa fare
Il mondo continua i suoi giochi
di guerra e di pace, e spesso va a puttane
Io non ci sto, ho però fame e paura
anche quando prendo di Davide la fionda
per dir la mia, alla faccia di Atlante
e a quella più bruta di Giove
Non so amare, per il poco che sono
non mi puoi amare

Perché sì, da tempo l’ho capito
che solo sono statua di sale
in perenne attesa di sciogliersi
in un risveglio dei sensi

POESIE PER TE

Troverai poesie
sul tuo guanciale
per ricordarti
che ce l’hai un cuore

Troverai il tempo
che è passato,
lasciando dietro a sé
schiaffo di vento
sul braciere oramai
già quasi del tutto
spento, di quella casa
che lasciasti sì presto
E che però mai riusciti
del tutto a dimenticare

Troverai una scala
fra squarci di sole
e labbra di nuvole,
e cento scalini
che conducono di là
dal mare, per sognare
che vita nuova ancora
è possibile fra le stragi
d’un sorriso senza nome
e d’una lacrima appena

Troverai tutto questo
E sarai scontenta uguale
oggi come allora
E allora forse capirai
che nulla è eterno,
nemmeno il ricordo
che di noi serbiamo
nascosto dentro al riflesso
dello specchio d’accanto

Ma avrai corte di poeti
a farti l’inchino e l’omaggio
col sorriso beffardo
e la speranza di farti ostaggio
della loro impazienza,
quella sì tanto triste
d’eternarti nel nome
di loro gloria

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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