Cerco di capire queste nuvole nere

Cerco di capire queste nuvole nere

ANTOLOGIA VOL. 135

Iannozzi Giuseppe

Ebreo in rosa - Marc Chagall

CERCO DI CAPIRE QUESTE NUVOLE

a Cinzia Paltenghi
che continua a essere la mia cara Amica

Cerco ancora di far mia la grandezza
che permise a Mosè di divider le acque
Cerco ancora di operare una magia
che dia un senso alla raggiunta libertà;
esser liberi non ci rende immortali
e nemmeno più forti ad affrontare,
dì dopo dì, della vita i tanti perché

Dicono sia risorto il terzo giorno
E qui cade di nuovo la Pasqua:
nuove vite vengono alla luce,
altre si spengono all’improvviso,
senza un perché; la solita storia,
la solita che ci scassina piano l’anima,
la solita che non capiamo appieno mai

Cerco di capire queste nuvole nere
che oggi piangono sul Mar Rosso
E cerco di capire perché, perché
non vieni mai a baciare i sogni miei
con una parola, con una libertà
che mi dica di te, Amica mia

IL TUO SCHIAVO È QUI

Il tuo schiavo è qui
Gli hanno comandato di obbedire,
di non mettere in disordine l’Egitto
Il tuo schiavo è qui,
ha solo riparato alla meno peggio
la sua vita,
perdendosi nei secoli

Quando cala la sera
accende milioni di candele
per disperdere l’oscurità,
per scorgere l’ombra della verità,
per non correre il rischio
che i secoli lo scalzino troppo

Il tuo schiavo ha visto,
ha visto tirar su piramidi di dolore,
ha visto cadere la gloria delle nazioni
A occhio nudo ha visto
amore e odio stringersi di nascosto la mano,
e ti può dire che in giro per il mondo
non molto è cambiato:
nei campi di concentramento
uomini donne bambini muoiono
scavandosi il viso nel filo spinato

Il tuo schiavo è sempre qui
Di tanto in tanto scrive le sue memorie
nascondendole come meglio può
dalla malvagità degli occhi delle spie
perché non ha tempo da perdere,
perché ha ancora tanto da fare
nel tentativo di salvare una vita
che salvi il mondo intero

7 NOVEMBRE

Posso, posso
non credere
in quell’altezza lassù
che dicono
abitata da un Dio
da sempre
un po’ così e così,
distratto,
forse annoiato,
dimentico di sé

Posso, posso
non amare
un’idea sbagliata,
l’umanità
secolo dopo secolo
in un uguale ripetersi
crocifissa

E posso… potrei
annoiare uno
e nessuno,
e una moltitudine
di geniali solitudini

E invece,
come un ebreo,
solo ripeto a te
il miracolo che
da sempre sai:
“Ti voglio bene,
a ogni sette
di novembre
ti voglio bene
un po’ di più,
mia Grazia”

IL VENTO SU GIUDA

Così oggi non hai più alcun dubbio
Mi vedi appeso a quell’alberello
sbatacchiato dal vento di tanto in tanto
solo perché mi chiamavo Giuda

Sembro il ritratto d’una scimmia
con il collo tirato come quello d’un gallo
Il Maestro aveva promesso Inferno e Paradiso
Aveva promesso, con troppa leggerezza!
Il corpo mio morto lo accarezza il vento,
il vento con la sua mano pesante di freddo

Non un angelo, non un demone o un agnello
Si sta nell’assenza vuota di sentimento e basta
Questa l’essenza estrema, nera pace mortale
che neanche la puoi spiegare; e il nome che fu tuo
da chi ancora in vita viene proferito o profanato

Così oggi non hai più alcun dubbio
Che tu m’abbia amato o odiato
alla fine conta meno di niente
Resiste solo il nome che fu mio
in bocca a mille genti che fato uguale al mio
presto o tardi avranno, senza la speranza
di poter cambiare una sola virgola

Così oggi mi vedi, giusto una scimmia
Però io mi chiamavo Giuda e tra le scimmie
ancor oggi vengo chiamato in causa
più del Padre, più del Maestro così tanto buono
eppur di me assai meno menzionato

TUTTO SI DISTRUGGE DA SÉ

Miro
a una perfezione
al di là
della mortalità,
per questo ho lasciato
mille poesie incompiute
sul tavolo dei saggi

Affondano gli sbagli,
come pietre toccano
del fiume il letto buio

L’amor mio di ieri
più non sa il mio nome,
e dovrei esserne felice:
tutto si distrugge da sé,
niente
dal nulla si crea mai

Miro
a una delicatezza
che sappia tagliare in due
il diamante,
la sua fredda luce fucilata
da milioni di soli, di lune,
da milioni di storie oscure

Miro
a una perfezione
al di là
delle interpretazioni
lasciatemi in eredità
da Buddha,
Cristo e Abramo

Miro
alla liberazione degli schiavi

HO RUBATO

Ho rubato,
ho dato il poco che ho dato,
ho peccato
e lungo la via mi sono perduto,
e foglie morte
nei palmi delle mani ho raccolto
dicendole monete
perché nel giorno del ritorno
potessi farne dono a te
e non rimanere
nell’Eterno Ritorno incastrato

SINCERAMENTE

Voi avete amato l’apparenza,
avete vinto Manhattan e l’inferno
Io ho amato il tallone della sostanza,
sono rimasto fermo al mio posto,
continuando a credere in Abramo:
essere ebreo oggi e domani
non significa esser pronto a morire
come un microbo, a fuoco lento,
sulla linea del vostro tramonto

Sinceramente

VIENI, VIENI, PREGO OGNI SERA

E vieni, vieni, prego ogni sera,
prima che si consumi delle candele la cera
Come zingaro aspetto preso sotto
il peso della luna per vedere
una volta ancora le tue gambe di miele
E vieni, vieni, ripeto lento lento,
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

Ho visto crollare il muro di Berlino
e le Torri gemelle; non mi aspetto granché
dal futuro; da centinaia d’anni
l’Ebreo Errante nasconde un piano
nella sua tasca destra e a tutti va ripetendo
che non ci sarà un posto sicuro per nessuno
quando Gerusalemme e la Mecca cadranno

E vieni, vieni, ho del buon vino,
bicchieri di cristallo e un violino
Manca solo la tua bionda bellezza,
il tuo sguardo blu e fatale
per dar sicura sepoltura
alla bruttezza della mia faccia

E vieni, vieni, ripeto lento lento,
fumando del pacchetto l’ultima sigaretta

RITRATTO DI DONNA

oramai non ho più paura, sai
non ho pause né baci in sottofondo
oramai dormo poco e sogno tanto
oramai nasco sulla bocca
come un fiore partorito da una tomba
oramai non ho più parole
da darti in pasto per farne concime,
per sbriciolarle in quel che fu l’epitaffio
del nostro amore

oramai mi sembra tutto così normale
che sia finita così, con il mio dolore
e la tua completa indifferenza

metto su quel vecchio disco di bob dylan
che ti piaceva tanto e canto
non sento più niente, non sento più niente
da quando ho imparato che il sogno è tutto
e tutto il resto è destinato a marcire

l’uomo della pioggia non si stanca mai
domani bel tempo, dopodomani lacrime e sudore
il telegiornale mi sveglia al mattino puntuale
c’è una guerra in corso e c’è un uomo in fuga
un altro l’hanno accoltellato alle spalle in un vicolo
perché sapeva troppo sul conto di quel parrucchiere
questo mondo non cambia mai nonostante gli anni

quando conosci l’inferno non sai dov’è la luce
né la desideri per un’ipotesi di futuro alla boia d’un giuda
quando capisci che non hai più paura non ce l’hai più
e tutto passa, e non t’importa come, se veloce o lento

oramai mi sembra tutto così normale
che sia finita così, con il mio dolore
e la tua completa indifferenza
ma berrò alla tua salute un goccio di vino rosso
l’ebreo errante per ora è ancora qui col suo tormento
non aspetta l’inverno o un’altra stagione
l’uomo della pioggia gli ha spiegato tutto da un pezzo

oramai non ho più paura, sai
non ho pause né baci in sottofondo
oramai dormo poco e sogno tanto

DONNE COME RELIGIONE

E questa pioggia cade,
sulla città cade,
e accade
che t’incontri nella notte
e quasi non ti riconosci
E, e nel buio ci sono donne
che sono come la religione,
mai stanche e persino felici
nonostante le orge con diavoli
e le botte da orbi un giorno sì
e uno no: a un angolo di strada
fanno quel che sanno,
ti chiedono se hai bisogno,
e tu fingi di non saper bene
che cosa intendono,
ti mostrano allora un po’ di seno;
fai finta di niente
ma sei nodoso e nervoso
perché questo è il blues,
e ti è capitato di sentir dire
che quando ti prende sotto lo sterno
non lo puoi arrestare
con una preghiera da due soldi

Ci sono donne, donne
che hanno la loro religione,
e tu niente di niente
al di là dell’alba che sarà,
e che ogni santo giorno
si ripeterà

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Cerco di capire queste nuvole nere

  1. Lady Nadia ha detto:

    Lette e rilette. Bellissime, Beppe!

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Queste fanno parte del mio nuovo corso poetico, credo tu lo abbia capito. Grazie di cuore, Nadia.

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