Stanley Kubrick: “Un sogno, non è mai soltanto un sogno”

STANLEY KUBRICK

Un sogno, non è mai soltanto un sogno

(New York, 26 luglio 1928 – St Albans, 7 marzo 1999)

Stanley Kubrick

– Talvolta la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa quanto nel modo di sentirla.

– Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

– Un sogno, non è mai soltanto un sogno.

– Il reale va bene, l’interessante è meglio.

– Sfortunatamente, il tasso di mortalità infantile tra le civiltà emergenti e nell’universo potrebbe essere molto alto. Non che la cosa possa preoccupare o disturbare altri che noi, la distruzione di questo pianeta sarebbe insignificante, in prospettiva cosmica: per un osservatore sito nella nebulosa di Andromeda, il segno della nostra estinzione non sarebbe più appariscente di un fiammifero che si accende per un secondo nel cielo; se quel fiammifero fiammeggerà nel buio, non ci sarà nessuno a piangere una razza che usò il potere che avrebbe potuto mandare un segnale di luce verso le stelle per illuminare la sua pira di morte.

– È necessario che l’uomo possa scegliere tra bene e male e che ci sia il caso in cui egli scelga il male. Privarlo di questa possibilità di scelta, significa renderlo qualcosa di inferiore all’umano – un’arancia meccanica appunto.

– Ho imparato molto di più vedendo film che leggendo pesanti tomi sull’estetica del cinema. La migliore educazione a fare film è farne uno.

– Se riuscite a parlare in modo brillante di un problema, si può creare la consolante conclusione di averlo sotto controllo.

– Una delle fallacità più pericolose che ha influenzato molti ragionamenti politici e filosofici è che l’uomo sia essenzialmente buono e che sia la società a renderlo cattivo. […] Rousseau ha trasferito il peccato originale dall’uomo alla società e questa visione ha contribuito in modo rilevante a quella che io ritengo sia una premessa incorretta su cui basare una filosofia politica e morale.

– Per un osservatore sito nella nebulosa di Andromeda, il segno della nostra estinzione non sarebbe più appariscente di un fiammifero che si accende per un secondo nel cielo.

– Io non credo vi sia un collegamento vero e proprio tra violenza nei film e società, ma ipoteticamente ce ne potrebbe essere uno. Se dovesse essercene uno, direi che l’unico tipo di violenza che potrebbe causare lo stimolo di emulazione sarebbe la violenza “divertente”: quella violenza che troviamo nei film di James Bond o nei cartoni di Tom & Jerry. Violenza irrealistica, violenza salutare, violenza presentata come scherzo. Questa è l’unica forma di violenza che potrebbe stimolare il desiderio di copiarla, ma io sono convinto del fatto che neanche questo tipo di violenza produca effetti sulla società. Ci potrebbero essere anche argomenti a favore della tesi che un qualsiasi tipo di violenza rappresentata nei film espleti una funzione socialmente utile, permettendo agli individui di liberarsi di quei sentimenti aggressivi che sono rinchiusi nel subconscio e meglio espressi nel sogno, o nello stato onirico a cui il guardare un film conduce, più di qualsiasi altra sublimazione o forma di realtà.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Stanley Kubrick: “Un sogno, non è mai soltanto un sogno”

  1. Kubrick, un genio che ha saputo rappresentare la realtà attraverso l’arte del cinema, visioni dell’inconscio che prendono forma e purificano l’individuo da comportamenti deviati

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Kubrick era un perfezionista, non gli sfuggiva un solo dettaglio. Per certi versi era maniacale e proprio questo ha fatto di lui un regista non imitabile. E sapeva scegliere le storie, conferendogli una vita che prima non avevano. Shining, il film di Kubrick, è di gran lunga superiore al libro di Stephen King, e non a caso King ha rinnegato il film e ne ha fatto uno suo che è inguardabile. L’occhio di Kubrick sapeva penetrare nell’inconscio del singolo come in quello della società.

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  3. King ha fatto anche libri illeggibili (oltre all’inguardabile film che citi)! Kubrick invece non ne ha sbagliato uno di film, la perfezione come dici è sempre presente come firma inimitabile!

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Mi trovi perfettamente d’accordo.

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