È lei la più perfetta Poesia. Poesie per Viola Corallo

È lei la più perfetta Poesia

Poesie per Viola Corallo

Iannozzi Giuseppe

regina

ANGELO BELLO

Vorrei fosse poesia
uguale a quella
che solo certi dèi
san fare su la lira d’oro;
non ne son però capace,
me rendo conto ora
che indarno cerco
fra le parole la più bella,
la più conveniente
per dir che
è sì vero che
passan veloci gli anni
più di certi affanni,
ma più vero è
che sempre pura
resta l’alma tua;
così non temere
se domani un altro giorno:
ha Dio nel disegno suo
che sia Tu la Preferita,
l’angel buono
che incorrotto inchioderà
al tavolo delle lor responsabilità
quanti in gennaio,
proprio come me,
han dimenticato
il giorno più santo,
quello del tuo compleanno .

Vorrei fosse poesia,
è invece malinconia,
pena da scontare,
dimenticanza
che non s’ha da perdonare;
per questo – or ti prego! –
non dirmi una parola buona;
sarebbe frusta rapace
sul poco che resta
dell’alma mia, buona sol più
per le fiamme dell’inferno,
per l’eterno scorticamento.

PROFUMO DI BIMBA

Non credo sia già l’alba
Ti ho lasciata per un sole
e nel giro d’una luna,
sveglio, ti scopro donna

Donna sei, certo che sì,
ma non credo tu sia pronta
a prender il bello e il poco
che nel mezzo di nostra vita c’è
Nei sogni miei peccaminosi
t’incontro sola soletta
nell’erba alta e verde, distesa,
del tutto indifesa,
una bimba praticamente

Il faccino tuo bello di rosa
m’intenerisce come quando
lo sguardo poso su certe foglie
dal soffio del vento commosse
per chissà quali promesse

Avessi un minimo di pudore,
ogni lacrima dovrei impegnare,
suggerendo a Dio di donarti
quella felicità
che un vecchio come me
mai potrà darti

BUON COMPLEANNO, MIA REGINA

Ancora Bambina ma già Regina
Tenendo vivo un felice silenzio
non ti dice mai “io sono io”

Come le Fate che abitano i sogni
non si fa scoprire, e sol di tanto
in tanto la sua calda manina
per scherzo un poco ti graffia

Così modesta non lo diresti mai
che è proprio lei la più bella Maestà
Ancora Bambina ma già Regina

Tra il rosso e il blu di rose
assai men delicate di lei
sempre coglie il meglio che c’è,
sciogliendo giusto una lacrima
sui colori che han punto
le sue tenere dita

Ancora Bambina ma già Regina

Quando la sera poi s’avvicina
il cuore dona a una poesia;
alla finestra il faccino sporge
nel diamante del tramonto
con l’anima in esso scivolando

Ancora Bambina ma già Regina
Così incantata non lo diresti mai
che è lei la più perfetta Poesia

MADONNA E REGINA

Più non leggo i giornali
Cattive notizie sempre,
e mai una preghiera gentile
per il povero morto di fame

Più non guardo la tivù,
tanto ci sei tu
che mi ragguagli bene
sull’ultima canzone in voga,
tirandomi poi per un orecchio
affinché buono buono ti segua
in chiesa a confessar i peccati;
sempre però ne dimentico uno,
due o anche tre,
finisce così che in ginocchio
da te a implorare il perdono
chiamandoti Madonna e Regina

MIA REGINA

Sciogli l’inverno dal tuo cuore
Sciogli quel freddo che ti fa soffrire
Sciogli le manette di ghiaccio
che ai bruti miei polsi hai legato,
credendo così d’avermi per sempre
a te accanto

Sciogli questa freddezza
e dammi tenerezza
Sciogli questa freddezza,
portami dentro alla tua pazzia
E lì lasciami a godere
le prelibatezze dell’amore
che non conosce confusione
né illusione
Lasciami godere il profumo lieve
della tua carne di giovane vergine;
e lasciami mordere la tenerezza
che è nel tuo petto;
e lasciami scivolare più giù ancora
dove il fiore più bello riposa in attesa

Arrossisci pure, come Primavera
che sboccia alla vita
perché solo così ti so amare

Perché solo così ti so cogliere

REGINA DEI SOGNI

Sogni, sogni sempre tanto,
anche a occhi aperti
E sempre c’è uno spicchio di sole
che rimbalza nella tua anima
che il freddo del verno disprezza

Sogni, sogni più di Chopin
e ogni scusa è buona
per versar dolcezze bambine
in un romanticismo vecchio stampo

Chissà quante piante
e quante varietà di fiori
nel tuo giardino;
sull’altalena, o in bici
pedalando piano-forte
lanci alto un grido
e un altro ancora,
ed è felicità, la religiosità
che dì dopo dì
ti mantiene bella e profumata
come Mela del Peccato

OCCHI BAMBINI

Se non avete perso
gli occhi nei suoi occhi bambini
non potrete capire mai
la bellezza del cielo infinito

STELLA STELLINA

Stella Stellina,
se rubassi una punta appena
del tuo lucore
sarebbe come rubare a Dio
il meglio dal suo sorriso
Per questo resisto
aspettando che sia tu
a venir da me
in punta di piedi
a domandarmi se voglio te

GIORNI DI PIOGGIA

In questi dì di pioggia
che forte vien giù,
che non ci sei più tu,
anch’io piovo giù
con lacrime blues
e fumetti di fumo blu.

In ogni pozzanghera
la gioia del tuo viso mi figuro;
ma vano ogni tentativo
d’imprigionarti fra le braccia
col disperato mio coraggio.
Ogni tuo lineamento
è nel mio cuore ben chiaro,
al meglio dell’amor in tuo seno
appena ieri venerato.

Quale miserabile Dio
oserebbe mai dividere
i sorrisi, i baci
e le lacrime di gioia,
le mie e le tue,
che le nostre anime
in comunione unirono?

Se oramai sull’agitato mare
soltanto ombre di bufera
scorge l’occhio tuo divino,
senza ripensamento alcuno,
nel suo sale mi lascerò cadere,
affinché, dalle onde sbattuto,
possa per sempre io rimanere
a ricordarti chi sono.

DAL PARADISO

Rubai dalle tue labbra
il nettare d’un bacio;
e tu, subito, bruciasti la mia guancia
con uno schiaffo di vera forza
Con occhi dolenti e voce soffocata
spiegasti alla mia ignoranza
che dovevo imparare ad amare
il dolore di Gesù prima di rubare
dal Paradiso di Dio

Non ho imparato ancora niente,
ma adoro ogni rimprovero
che il silenzio mi reca,
immaginandoti con la faccia
adagiata sul freddo vetro
della tua finestra, cieca su me

BAMBOLINA

Bambolina, bambolina, bambolina
Suvvia, non far la bambina
Lo sai che sei tu la stellina
che in cielo brilla e brilla

Un soldino per i tuoi pensieri,
per quegli amori cui pensi
e che son diversi da me

Bambolina, bambolina, bambolina
Suvvia, non far quel faccino
Hai forse ragione tu, sono un bambino,
combino guai e non mi stanco mai

Sospetto però che
se bambina tu e bambino io
non c’è motivo di cercare
oggi o domani un perché

MIA PENNA ASSASSINA!

Anche se lecchi
con occhi attenti
il filo del coltello,
cercando d’intuire
quali parole verranno
dalla mia mano,
non pensare
che sarà facile
spaccar in quattro
il capello, trovare
il pelo nell’uovo,
dirmi vecchio
pria che sia io
a lasciar cadere
la penna
come assassino
senza più preda
da amare,
da uccidere

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amicizia, amore, arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, passione, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.