Apocatastasi d’estate di Adamas Fiucci: un romanzo nero che non lascia scampo – recensione di Iannozzi Giuseppe

Apocatastasi d’estate di Adamas Fiucci

Un romanzo nero che non lascia scampo

Iannozzi Giuseppe

Adamas Fiucci - Apocatastasi d’estate - 96, rue de-La-Fontaine Edizioni

Chiamatelo caso, fato, destino, ma nulla o quasi accade e basta, perché, come ci ricorda Stephen King, tutto è fatidico: se oggi uccidiamo una farfalla, domani le conseguenze di questa nostra azione potrebbero essere terribili. A ogni azione corrisponde una reazione, magari ritardata nel tempo, ma ci sarà. Le azioni degli uomini non sono mai prive di conseguenze: l’eterno ritorno, dottrina secondo la quale l’universo rinasce e rimuore, prima della venuta di Cristo, è stato portato avanti da alcuni stoici, in particolare da Eraclito; e nella cultura cristiana, Origene di Alessandria asserisce che, alla fine dei tempi, ci sarà la redenzione universale, per cui tutte le creature, demonio incluso, torneranno nella pienezza del divino. In tempi più recenti, la dottrina ha fatto la fortuna e la sfortuna di F.W. Nietzsche e non solo. Persino J.R.R. Tolkien ha portato una eco dell’eterno ritorno in due sue opere (“Il Signore degli Anelli”, “Il Silmarillion”).

Nel suo ultimo romanzo, Adamas Fiucci mette in moto un ritorno allo stato originario. Apocatastasi d’estate (96, rue de-La-Fontaine Edizioni) è un romanzo che fa propri alcuni canoni tipici della letteratura pulp, la quale, a partire dagli anni novanta, ha conosciuto una sostanziale rinascita grazie ad artisti quali Joe R. Lansdale, Quentin Tarantino, ecc. In Italia, a partire dalla metà degli anni novanta, il pulp si diffonde grazie a una ristretta cerchia di scrittori che furono etichettati come i Cannibali.

Tutto ha inizio ai tempi della scuola quando i protagonisti di Apocatastasi d’estate, bulli e scavezzacolli inclusi, sono giovani e grossomodo belli, ricchi di speranze per il futuro. Un giorno, dei ragazzi incontrano un ubriaco e gliele suonano di santa ragione. I giovani picchiatori seppelliscono il fattaccio, credendo che non ci saranno ripercussioni.
Gli anni fanno in fretta a passare e quelli che ieri erano degli adolescenti sono oggi degli adulti; le loro esistenze, anche adesso, non sono granché linde, nonostante in pubblico mostrino una faccia pulita e di più. Ma i propri trascorsi non è possibile seppellirli per sempre, e un giorno, come per caso, riemergono.
Dopo esser stata assente dal paese che l’ha vista nascere, Julia torna e organizza una rimpatriata: suo desiderio è di incontrare i vecchi compagni di scuola, sia i maschietti che le femminucce. Julia ha in testa un piano ben preciso e vuole portarlo a termine a tutti i costi. Julia non c’è mai stata troppo con la testa e il tempo non l’ha resa una persona migliore. Il suo cuore brama vendetta per quell’ubriaco che tanti anni or sono fu malmenato e umiliato. Nei suoi occhi arde la follia, una follia demoniaca non troppo dissimile da quella di una seguace di Charles Manson.
I compagni di un tempo, non tutti propriamente entusiasti, si ritrovano in una villa per festeggiare il compleanno di Julia. Nessuno nutre alcun sospetto, tutti pensano di essere lì per ricordare i vecchi tempi e lasciarsi alle spalle, almeno per un po’, quei problemi che, giorno dopo giorno, li tormentano e che, a dirla tutta, un po’ se li vanno a cercare.

Lo stile di Adamas Fiucci è privo di fronzoli, il ritmo è serrato e dannatamente preciso. Apocatastasi d’estate è un romanzo che non lascia scampo; l’autore par quasi voglia lasciarci a intendere che la bontà non è mai stata una qualità intrinseca nella natura dell’umanità. I personaggi disegnati da Adamas Fiucci, chi più chi meno, sono dominati dal male, e per questo tradiscono e mentono, pur sforzandosi di seguire la retta via, alla loro maniera però. E poi c’è Julia che non ci prova neanche a reprimere l’oscurità che è in lei; al di là del fatto che a guidarla è il desiderio di vendetta, non si può fare a meno di pensare che Julia sia venuta al mondo con un solo e preciso scopo, quello di essere una delle tante possibili rappresentazione del Male.
Apocatastasi d’estate è sì un romanzo nero (pulp), ma non è solo questo, è anche il ritratto della nostra società sempre più versata a giustificare il male perpetrato nei confronti del prossimo, condannando così l’uomo a bruciare all’Inferno.   

Adamas Fiucci, nato a Varese nel 1987, vive oggi tra Loreto Aprutino (Pescara) e Chieti. Laureato in Storia della Filosofia, dottore di ricerca in Studi Umanistici (curriculum Logica, Ontologia ed Etica) all’università “G. D’Annunzio” di Chieti, è attualmente docente a contratto di Storia della filosofia dal Rinascimento all’Illuminismo presso la stessa università.
Ha pubblicato in self-publishing un racconto filosofico-surrealista intitolato Mr Sungate (2015). Del 2016 è Il binario silente, pubblicato presso questa stessa casa editrice. Nel 2017 esce per Aracne Editrice la sua prima monografia filosofica, intitolata La Boétie, Montaigne e Charron. La rilevanza psicologico-politica della nozione di “Coustume” nella filosofia francese della seconda metà del Cinquecento, e un suo racconto, Marchiata, viene selezionato e incluso nel volume Racconti dall’Abruzzo e dal Molise, edito da Historica Edizioni.

Apocatastasi d’estateAdamas Fiucci96, rue de-La-Fontaine Edizioni – Collana: Il lato inesplorato – EAN: 9788899783921 – Prezzo: € 13,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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