L’avvenire dei diritti di libertà – Piero Calamandrei – Galaad edizioni – comunicato stampa

L’avvenire dei diritti di libertà

PIERO CALAMANDREI

Galaad edizioni

L'avvenire dei diritti di libertà di Piero Calamandrei - Galaad edizioni

Il libro

È il 1945 quando Piero Calamandrei decide di interrogarsi sul significato delle libertà. E lo fa con uno scritto destinato a introdurre la ripubblicazione di un libro dello storico ed ecclesiasticista Francesco Ruffini, dato alle stampe e circolato clandestinamente vent’anni prima. In quelle pagine, qui riproposte, il giurista toscano afferma che il liberalismo economico del XIX secolo fu uno strumento di cui la borghesia si servì per escludere tutti gli altri dal godimento delle libertà politiche. Non fu, dunque, garanzia di progresso sociale, ma privilegio, sfruttamento dei più poveri da parte dei più ricchi, in quanto era l’appartenenza a una determinata classe sociale ad assicurare la partecipazione attiva alla vita dello Stato. Poi sopraggiunse il fascismo e i diritti vissero il loro momento più buio. Solo quando nuove forze sociali riuscirono a emergere, si riconquistò anche la libertà perduta. Ma ci si convinse presto che la proclamazione delle libertà implicasse un’azione dello Stato volta a rimuovere gli «ostacoli di ordine economico e sociale» che si frapponevano di fatto al godimento dei diritti: perché la libertà fosse, appunto, di tutti e perché la democrazia e la giustizia sociale potessero infine trionfare sul privilegio, sui soprusi e sull’egoismo. Denso e a tratti lirico, il saggio colpisce per la sua straordinaria attualità e sa parlare al lettore con chiarezza esemplare.

L’autore

Giurista, scrittore, politico, Piero Calamandrei nasce a Firenze il 21 aprile 1889. Docente di diritto processuale civile nelle università di Messina, Modena, Siena e Firenze, antifascista, nel 1941 aderisce al movimento Giustizia e Libertà, nel 1942 è tra i fondatori del Partito d’Azione, nel 1946 viene eletto all’Assemblea Costituente. Nel 1945 fonda la rivista «Il Ponte», che dirige per dodici anni. Tra le sue opere principali La Cassazione civile, Studi sul processo civile, Elogio dei giudici scritto da un avvocato, Inventario della casa di campagna, Uomini e città della Resistenza. Muore nella sua città natale il 27 settembre 1956.

L’avvenire dei diritti di libertàPiero CalamandreiGalaad Edizioni – Collana: I lilliput – Anno edizione: 2018 – Pagine: 144 – EAN: 9788898722662 – Prezzo: € 13,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a L’avvenire dei diritti di libertà – Piero Calamandrei – Galaad edizioni – comunicato stampa

  1. Calamandrei sapeva bene che il liberismo avrebbe presto attaccato la Costituzione per smontare pezzo per pezzo le tutele sociali che rendono i cittadini uguali davanti alla legge e garantiscono la democrazia. Negligenze ultimogenita anni è infatti accaduto che in GNOME di principi economici non meglio definiti si cancellasse in toto il sistema di diritti, a cominciare dal lavoro!

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  2. Scusa volevo scrivere.. Negli ultimi anni è infatti accaduto che in nome…

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Temo che da tempo il liberismo abbia avuto la meglio nella e sulla nostra società. L’Europa ha resistito in maniera piuttosto blanda, e alla fine ha ceduto perché era nei piani dei suoi politici di cedere. L’Europa è poi solo un prolungamento degli USA, o meglio è una sua appendice. Calamandrei ha visto bene.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Avevo intenso. Nessun problema.

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  5. Hai ragione un prolungamento degli USA con i tedeschi che periodicamente giocano al “piccolo imperialista” e poi quando gli americani si sono stancati non riescono mai a capire quando è giunto il momento di darsi una regolata

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    C’è da dire che la Germania ha saputo fare meglio di altri paesi europei, almeno sino a ieri, perché oggi non è che navighi in acque poi così splendide. L’Europa tutta naviga in brutte acque, colpa di cattivi governi che non hanno saputo gestire le risorse dei vari paesi.

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