“Compito per domani” di Nicolae Dabija: un romanzo destinato a essere letto da più generazioni

Nicolae Dabija – Compito per domani

Un romanzo destinato a essere letto da più generazioni

Iannozzi Giuseppe

Compito per domani - Nicolae Dabija -Graphe.it

Compito per domani è un romanzo di Nicolae Dabija, con tutta probabilità il suo capolavoro, un libro destinato a essere letto da più generazioni. In Mémoires (Éditions du Rocher, Parigi 1997),  Mikhaïl Gorbatchev, senza troppi giri di parole, spiega che Nicolae Dabija è un leale sostenitore della perestrojka, un uomo che si è battuto per la democratizzazione del suo Paese. Nicolae Dabija si laurea in filologia nel 1972 e nel 1975 pubblica Ochiul al treilea (Il terzo occhio), al quale faranno seguito diverse sillogi di poesia. Nel 2009 pubblica Tema pentru acasă che riscuote subito un grande successo. Il romanzo viene tradotto in diverse lingue, incontrando il favore della critica e quello del pubblico. In Italia, Compito per domani (Tema pentru acasă) viene pubblicato nel 2018 da Graphe.it edizioni (Perugia) nella traduzione di Olga Irimciuc.

Compito per domani di Nicolae Dabija è un capolavoro letterario al pari o quasi de Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov.
In Compito per domani ci sono i gulag, c’è Stalin e il suo odio contro l’amore, contro Dio, contro la Libertà e contro tutte le libertà; e c’è una grande storia d’amore che sfida la morte e l’efferatezza dello stalinismo.

A Poiana, un piccolo villaggio romeno, il giovane maestro Mihai Ulmu insegna alla sua classe il valore della poesia e non solo. Il suo poeta preferito è Mihai Eminescu, e un suo ritratto è appeso a una parete, proprio dietro la cattedra. Mihai Ulmu non ha ancora venticinque anni, e già da tempo si è rassegnato che la donna ideale non esiste se non nei libri da lui tanto amati. Mihai cita le poesie di Eminescu e le fa conoscere ai suoi alunni, che non possono non rimanerne affascinati dalle parole, semplici e forti, del poeta tardo-romantico. Maria Razesu è affascinata da Mihai, e non è la sola. Maria è sicura dei suoi sentimenti, ama Mihai, ma questi neanche si accorge di lei e la tratta come tutte le sue studentesse.
Mihai Ulmu è personaggio costruito prendendo a prestito alcuni tratti essenziali del poeta Eminescu: volto pallido, folti capelli neri che gli toccano le spalle, occhi castani e tristi. L’insegnante è, allo stesso tempo, eroe e vittima di un tempo maledetto, quello dell’ascesa al potere di Iosif Stalin. Dal 1924 al 1953 l’Unione Sovietica subisce la dittatura di Stalin, dittatura che ancor oggi, purtroppo, viene rimpianta da non pochi stalinisti.
I soldati di Stalin fanno irruzione nella scuola dove insegna Mihai Ulmu, sbattono via il ritratto del poeta Eminescu e al suo posto ci piazzano quello di Stalin. Qualcuno imbratta il quadro che ritrae il dittatore, e gli uomini di Stalin intervengono. Mihai si addossa la colpa di quanto accaduto. I soldati gli lasciano solo il tempo di assegnare l’ultimo compito ai suoi studenti, spiegare con parole loro che cosa è l’amore. Una volta assegnato il compito, l’insegnante viene portato via. Mihai, in un processo farsa non poco kafkiano, viene condannato e subito viene tradotto in uno dei tanti gulag disseminati nelle regioni più fredde dell’Unione Sovietica.
Maria Razesu decide di seguire il suo insegnante, andando così incontro al suo destino. La giovane riuscirà a incontrare Mihai, riuscirà anche a stare insieme a lui per qualche giorno, ma il prezzo da pagare per una manciata di giorni d’amore sarà davvero molto alto.

Compito per domani racconta la storia di Mihai e Maria, entrambi condannati ai lavori forzati. Nonostante le immense difficoltà che il regime gli pone davanti, i due giovani protagonisti trovano il tempo e il modo per amarsi e per lasciare di sé una traccia indelebile, una traccia che solo l’amore più genuino può generare, perché dire a qualcuno “ti amo” è “un invito all’eternità.”

A tutt’oggi non si sa con precisione quante persone siano morte all’interno dei gulag, anche se alcuni dati dicono che nell’inferno voluto dalla pazzia di Stalin morirono molte più persone che non nei lager tirati su da Hitler. Nicolae Dabija racconta l’orrore, l’inferno che si respira nei gulag, un inferno che alcune frange estremiste ancor oggi negano, ma non c’è di che stupirsi, c’è anche chi nega i lager di Hitler. Nicolae Dabija ci ricorda che l’orrore stalinista non è finito, nonostante oggi si sia relativamente più liberi.

Compito per domani è diventato subito un classico della Letteratura romena e il perché è facile intuirlo: in Russia, dopo Gorbatchev e la perestrojka, la mancanza di libertà ha fatto presto a tornare in auge, e Vladimir Putin, con la sua presenza a mano armata, ogni santo giorno ci ricorda che è facile, molto facile fare una brutta fine se si ha l’ardire di contravvenire ai suoi ordini.

Nicolae DabijaNicolae Dabija, poeta, scrittore e giornalista, è nato il 15 luglio 1948 a Codreni, nella Repubblica di Moldavia. È membro onorario dell’Accademia Romena e corrispondente dell’Accademia Moldava delle Scienze. Il suo primo volume di poesie Il terzo occhio (1975) assume un valore simbolico per la generazione dei poeti moldavi di quegli anni, inducendo la critica letteraria a coniare l’espressione Generazione del Terzo Occhio per definire il movimento letterario che ne scaturì.

Compito per domaniNicolae Dabija – Traduzione di Olga Irimciuc – Graphe.it edizioni – Collana: Logia [narrativa], 13 – Pagine: 400 – Edizione: settembre 2018 – ISBN 9788893720489  –  Prezzo 14,90 euro

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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