Non ho un gettone né una moneta

Non ho un gettone né una moneta

Iannozzi Giuseppe

cabina-telefonica

ERO IERI UN POETA
DI BUON NASO

a Lariana Papadia,
che compie gli anni
ma non sembra affatto!

Si mormora in giro
che sia il tuo compleanno.
Ero ieri un poeta di buon naso,
così dicevano un po’ tutti,
per non lasciarmi cadere
nel bianco d’un manicomio;
non facevo sempre centro,
però non me la cavavo
troppo male; oggi sono
e basta, mi penso in pensione,
la penna nel calamaio
e, di certo, l’inchiostro secco
da un pezzo, ciononostante,
giorno dopo giorno, divento
sempre più pazzo, e fingo io
di non capire come mai;
ma lasciamo da parte
i particolari,
il passato che mi ha eletto
pazzo fra i pazzi e che ancor
mi fa sudare sette camicie:
di togliersi di dosso a me,
non ne vuol che sapere,
e bello bello sulla gobba mia sta,
manco fossi io cammello
da guidare e poi lasciar morire
in deserti di sabbia e di sole.
Dicevo che si mormora che…
ecco, il mio fingere di non capire
vale quanto un mucchio di pirite,
ché lo so benissimo che
il passato mi fa oggi lo sgambetto
per farmi cadere in tentazione,
per farmi scrivere col sangue mio
poesie che non valgono due lire;
e allora, l’hai capito o no che
ho partorito ‘na pazzia per te?

IL MIO MAGLIONE PREFERITO

Il mio maglione preferito
s’è scolorito
Non ho un gettone per telefonare,
né una moneta per bere un caffè
La notte è appena iniziata
e la primavera si dice sia nell’aria
Starnutisco e ho le ossa peste,
come se, come se avessi partecipato
alla campagna di Russia
Le stelle son tante e brillanti,
tutte troppo lontane
perché mi possano consolare
Sono un lusso che non scende giù
Ho dalla mia che non credo ai miracoli
Non leggo romanzi d’amore
ma colleziono canzoni di rivolta,
poi sempre mi schianto ubriaco a letto
e finisce lì quello che ho pensato,
e tutto quello che non ho osato
Però ti voglio ancora bene, come allora,
se ti ricordi di me, piccola grande donna
che hai illuminato la vita mia
per un giorno appena, dal dì alla sera

NON SI VEDE L’ORIZZONTE

Non si vede l’orizzonte
e il cielo si fa nero nero
a ogni minuto che passa
Strappo lingue di lattine,
butto giù birre su birre
per lacrime ubriache
da vomitare
su questa strada,
ma solo quando
in giro non ci sarà più
manco l’ombra d’un cane

Mi hai amato,
con cortesia di pietà,
come uno sbaglio ferito

I SOLITI IGNOTI

Speriamo sia un buona settimana:
ho la macchina da scrivere in doppiafila, 
lo stomaco vuoto e le tasche a secco
Mi sa che farò un salto
a vedere come butta al bar dei Soliti Ignoti
Magari m’inventerò un futuro da baro
o uno da clown che gioca a biliardo

I fiori piangono rugiada
I cieli stanno dove stanno
e non è che la cosa mi meravigli

SFIORAMI

Sfiorami
E sarò contento
della vita
che mi resta

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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