Libri: recensirli o no? Dipende. Stroncare o non stroncare un brutto libro, questo è il dilemma

Libri: recensirli o no? Dipende

Stroncare o non stroncare
un brutto libro, questo è il dilemma

Iannozzi Giuseppe

libri

Stroncare o non stroncare un brutto libro, questo è il dilemma. In tutti i campi dell’arte trionfa la banalità, la bruttura, che viene spacciata per arte. Il pubblico come reagisce alle stroncature? E’ un tempo vigliacco, ne consegue che il pubblico si lascia conquistare dalle stroncature, credendo ma sbagliandosi di grosso che la stroncatura sia in realtà per dar contro a un autore, o perché questi ha prodotto davvero qualcosa di mirabile, per cui il critico ci godrebbe a stroncare. Nulla di più falso. Odio spendere il mio tempo, il mio tempo che è sacro, per poi trovarmi di fronte a una accozzaglia di luoghi comuni. Perdo tempo, soldi, fatica. Soprattutto perdo tempo e il tempo non è valutabile, perché una volta consumato non torna più. Quando stronco, stronco senza secondi fini, sperando che venga preso sul serio, perché se dico di un libro che non è valido sto dicendo proprio che non è valido.

Talvolta stroncare un libro può rivelarsi per l’autore una vera e propria fortuna. E non scherzo. Di solito, le recensione a libri belli e perfetti, o quasi, vengono ignorate dal pubblico, o prese in considerazione ma non troppo. Viviamo in un presente ben strano, volgare e assassino, per cui a sopravvivere è il gusto dell’orrido: più una cosa è brutta (o banale) e più ha possibilità di emergere. Sarà forse questo il motivo per cui, oggi, tanti scrittori o sedicenti tali preferiscono dare alle stampe libri brutti ma brutti veramente, di cui, forse, un giorno si vergogneranno. Per il momento però se la ridono della grossa: il tempo è volgare e il pubblico è affamato di bruttezza.

Qualche libro viene dalla Rete? Sì, qualcuno che prima ha provato il self publishing ma sempre con l’intento di farsi conoscere un po’ di più dal pubblico e di trovare poi un editore, per piccolo che sia. Purtroppo alcuni non hanno né la voglia e forse nemmeno la capacità di scrivere un vero libro, indi per cui pensano di stamparselo da sé, illudendosi di essere dei geni incompresi.

Nel corso di questi anni, temo di essere stato troppo morbido – e sottolineo che non sono stato mai, in nessun caso, indulgente – parlando di alcuni libri e autori. La bisogna è che d’ora in poi sia più duro, molto più duro, perché la critica letteraria è cosa seria, non è un bicchierino di vodka che possa essere scolato d’un fiato e poi gettato tra le fiamme di un caminetto.

Non vedo perché mai dovrei perdere il mio tempo prezioso per leggere e recensire libri che valgono poco e che nessuno leggerà mai. Semplicemente non posso essere un santo né credo che qualcuno, con un po’ di sale in zucca, lo desideri, per cui a posto voi a posto io.

Il silenzio è d’oro e lo è soprattutto se sono certi pennivendoli a tacere, con la forza o perché passati oramai a miglior vita.

Non amo bere come una spugna… si può dire che sono astemio o quasi, non c’è dunque ragione perché mi faccia del male leggendo libri che non incontrano i miei gusti.

C’è più saggezza tra le dune di un deserto che non in certi libri che solo hanno contribuito alla deforestazione.

Non parlare di un romanzo è il modo migliore per stroncarlo senza fare dell’inutile rumore.

Chi vive e vive sul serio non perde tempo dietro a certi millantati capolavori.

Scrivere per essere autoreferenziali è brutalità ben peggiore di quella di dare alle stampe un thriller in tutto e per tutto dozzinale.

Chi non legge e però scrive e si dice divorato dal “fuoco sacro”, bene, è solo divorato dall’ignoranza.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, critica, critici letterari, cultura, editoria, Iannozzi Giuseppe, riflessioni, società e costume e contrassegnata con , , , , . Contrassegna il permalink.