Sciogliere il nodo gordiano che lega l’editoria. Tutti in fila per il titolo di Primadonna delle Patrie Lettere

Sciogliere il nodo gordiano che lega l’editoria

Tutti in fila per il titolo di Primadonna delle Patrie Lettere

Iannozzi Giuseppe

nodo gordiano

LIBRI PERICOLOSI E CATTIVA EDITORIA – I libri, da sempre, sono stati considerati pericolosi, pericolosi perché aprono e formano le menti. Oggi proibire i libri è più difficile, perlomeno nelle presunte democrazie; c’è però un modo molto subdolo per proibirli e cioè illudendo la gente che certi libri non siano proibiti, basta difatti non pubblicare e non mandare in stampa determinati titoli e autori. Poi si invadono le poche librerie che ci sono sul territorio nazionale con i soliti quattro o cinque autori e per buona misura anche gli autogrill, così si è sicuri che nessuno o quasi leggerà, ad esempio, “1984” di George Orwell o “La fattoria degli animali” e men che meno “L’ultima tentazione di Cristo” di Nikos Kazantzakis.

Ed esistono poi i cosiddetti romanzi scritti a tavolino, o scritti da ghostwriter per scrittori che scrittori non sono e che però sono dei personaggi della tivù, del mondo del calcio, etc. etc.

E ci sono anche romanzi che vengono pubblicati da editori grandi e piccoli e che però non vengono distribuiti. Il perché è presto detto: per avere in catalogo i nomi di determinati scrittori, ma l’editore non li distribuisce, in quanto il suo interesse è solo di averli in catalogo, praticamente in prigione.

SCRITTORI UN PO’ O UN PO’ TANTO SCIMPANZÉ – E chi è che legge libri oggi come oggi, quando nemmeno chi oggi dice di essere scrittore legge i libri altrui? E però ogni scrittore, o quasi, ha l’assurda pretesa di essere lui il migliore, e così pretende che di lui si legga ogni virgola sputata. E guai a fargli notare che potrebbe leggere i libri di chi come lui scrive (o dei suoi colleghi). E no, guai, s’inalbera peggio d’uno scimpanzé minacciato da un macaco un po’ così e così e in calore. Subito grida “Allarme, allarme…!!! Non leggo i classici, a dire il vero mai letti, e voi, disgraziati che non siete altro, pretendete che legga i contemporanei, porco diavolo, porco…! Io vi denuncio, io già leggo me stesso e voi dovete leggermi e basta… e invece ci provate a mettermelo in quel posto consigliandomi di leggere il libro di quel mio collega… ma non era morto? Che Dio se lo prenda, facesse una cosa buona una volta tanto.” E però tutti o quasi, con lingua cartavetrata e senza vergogna alcuna, a leccare il sedere a quanti ieri o oggi hanno pubblicato con un editore un po’ più in vista piuttosto che con un altro.

Per non dire poi di quelli che portano in piazza citazioni di libri che mai hanno visto, manco in copertina: e però si divertono davvero tanto, come scimmie ammaestrate, a citare ora Tizio ora Sempronio.
Il popolo della rete poi è forse ancor più divertente, capace di citare anche Zarathustra e dirsi al di là del bene e del male. E legge il popolo della rete? Certo che no, non riesce ad andare oltre i 140 caratteri di un tweet. Guai a segnalare che c’è in rete qualcosa che forse varrebbe la pena di leggere, perché subito ti punta il coltello alla gola e se non lo fa, ti allontana a calci nel sedere manco fossi un untore.

NESSUNO È UNA PRIMADONNA – Gli scrittori non sono affatto solidali fra loro, anzi, se possono fanno del male ai colleghi. lo fanno e non ci pensano su un solo secondo. Niente di nuovo, è sempre stato così, sin dalla notte dei tempi.

Oggi il fenomeno è purtroppo più triste e triviale, c’è in giro una arroganza che fa davvero paura: tutti anelalo al titolo di Primadonna delle Patrie Lettere Italiane e lo pretendono
a gran voce, quasi sempre usando maniere cattive e molto più che discutibili; e tutti o quasi sparano sentenze su libri e autori che non conoscono e di cui non hanno letto una sola pagina; e tutti o quasi aprono la bocca per dire “IO, IO, IO…”, manco fossero Dio, e non lo sono di certo. E tutti o quasi esternano una ignoranza senza pari, che credono di poter riempire citando autori su autori, perlopiù classici, che hanno visto, forse, solo in copertina. In rete poi è facile, troppo facile fare la voce grossa.

I più arroganti sono però quelle persone che scrivono e pubblicano con piccoli editori, mentre lo scrittore affermato, di solito, è una persona molto più posata e più affabile (tranne in qualche caso), anche nei confronti del pubblico che lo segue.
Ci sono scrittori – che in realtà sono anche degli editori ma soltanto di sé stessi, pur facendo finta di avere altri autori in catalogo – la cui boria fa venire il latte alle ginocchia anche ai santi.

Va da sé che non sto dicendo una novità, il nostro bel paese è strapieno di scrittori e di editori che non sanno essere né l’uno né l’altro. Che fare dunque? Non portargli attenzione, o se sì, minima, proprio come questa, senza fare nomi e cognomi, perché, nel bene e nel male, non gliene venga pubblicità.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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